ASIA/YEMEN - La tragedia delle donne comprate, vendute, abusate sessualmente

venerdì, 11 gennaio 2013

Aden (Agenzia Fides) – Il fenomeno della tratta di esseri umani continua ad aumentare e la povertà favorisce lo sfruttamento sessuale delle donne che sono la fascia più vulnerabile nello Yemen. Vengono comprate e vendute per tutto il paese, violentate e malmenate fino alla morte. “Tra il 2011 e il 2012 è stato registrato un aumento notevole nel traffico, nel contrabbando e nei casi di violenza tra le donne immigrate nel paese” si legge dagli ultimi dati dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) che nel 2011 ha registrato oltre 103 mila nuovi arrivi. Non ci sono cifre attendibili per il 2012 e si ritiene che siano molte di più. Le donne migranti, prevalentemente etiopi e somale, cercano di sfuggire alla povertà del paese di origine e alle loro famiglie. Pagano centinaia di dollari per arrivare in punti di transito di Gibuti o del Puntland, avventurandosi anche in viaggi di giorni a bordo di sovraffollate e pericolosissime barche con l’obiettivo di raggiungere gli stati del Golfo dove poter trovare un lavoro. Nel corso del viaggio vengono spesso stuprate, soffocate per il sovraffollamento, gettate in mare dagli stessi contrabbandieri o anche prese in ostaggio dai trafficanti una volta raggiunto il suolo yemenita. Secondo il rapporto Desperate Choices, condotto dal Danish Refugee Council (DRC) e dal Regional Mixed Migration Secretariat (RMMS), le reti criminali si estendono attraverso l’Etiopia, lo Yemen, Gibuti e l’Arabia Saudita. Le donne locali sono vittime della tratta, ma non tutte quelle abusate nello Yemen sono migranti. Contribuisce ad aggravare il fenomeno il cosiddetto turismo sessuale che vede coinvolte piccole yemenite di famiglie povere in matrimoni lampo con visitatori degli stati del Golfo, che dopo aver abusato di queste giovani vittime le abbandonano per strada. (AP) (11/1/2013 Agenzia Fides)


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