AFRICA/CONGO RD - “Il negoziato di Kampala non comprometta la sovranità nazionale”: allerta dei Vescovi

venerdì, 7 dicembre 2012

Kinshasa (Agenzia Fides) - “Un accordo che ipotecasse la sovranità nazionale è inaccettabile” avvertono gli appartenenti al Comitato Permanente della Conferenza Episcopale della Repubblica Democratica del Congo in un messaggio redatto al termine di una sessione straordinaria dedicata alla crisi nel Nord Kivu, pervenuto all’Agenzia Fides.
“La caduta di Goma ha gettato i congolesi nella costernazione” scrivono i Vescovi riferendosi alla conquista del capoluogo del Nord Kivu da parte dei ribelli dell’M23, il 20 novembre. Successivamente l’M23 ha abbandonato la città ed ha avviato negoziati con il governo di Kinshasa nella capitale ugandese, Kampala. “Richiamiamo l’attenzione di coloro che si recheranno a Kampala sulle trappole di questi negoziati” afferma il messaggio. “Che non ipotechino l’unità della nazione congolese, che non avallino accordi che consacrano la balcanizzazione della RDC”.
I Vescovi, ricordando i loro precedenti messaggi sul tema, riaffermano la necessità di difendere l’unità nazionale e l’intangibilità delle frontiere del Paese, “stabilite al momento della decolonizzazione e riconosciute dalla comunità internazionale il 30 giugno 1960”. Rivolgono quindi ai governanti congolesi un pressante appello ad operare per l’interesse della nazione e a ricercare il bene di tutti: “Lo stato attuale della nazione congolese vi deve interpellare, voi che siete i nostri governanti. Incombe in primo luogo su di voi il compito di garantire la sicurezza della popolazione e l’integrità del territorio nazionale. Facendovi carico delle legittime aspirazioni della popolazione alla pace interna ed esterna, alla dignità e allo sviluppo, riuscirete a consolidare l’unità nazionale”.
Il messaggio ricorda le responsabilità dei Paesi limitrofi nel sostenere ed appoggiare i diversi movimenti di guerriglia che agiscono nell’est del Paese, ma critica pure quei politici congolesi che “privilegiando i propri interessi egoistici, si rendono complici di coloro che stanno disintegrando l’unità nazionale”. Rivolgendosi infine alla comunità internazionale, i Vescovi chiedono una revisione del mandato della MONUSCO (Missione ONU nella RDC) al fine di mettere in grado i “Caschi Blu” di difendere efficacemente la popolazione civile.
“Affidiamo alla misericordia divina le vittime di questa guerra. Esprimiamo la nostra vicinanza a Sua Ecc. Mons. Théophile Kaboy, Vescovo di Goma, e la nostra partecipazione a tutta la popolazione del Nord Kivu. Che la Santissima Vergine Maria, Nostra Signora del Congo e Regina della Pace, ottenga per il nostro Paese e tutti i suoi abitanti, la grazia dell’unità e della pace” conclude il messaggio. (L.M.) (Agenzia Fides 7/12/2012)


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