ASIA/PAKISTAN - Rimsha assolta, verdetto storico: ora urge una “Commissione mista” per i casi di blasfemia

martedì, 20 novembre 2012

Islamabad (Agenzia Fides) – E’ stata assolta Rimsha Masih, la ragazza cristiana disabile mentale, accusata falsamente di blasfemia, arrestata il 16 agosto e poi liberata su cauzione l’8 settembre. Il Giudice capo dell’Alta Corte di Islmabad, Iqbal Hameedur Rehman, ha emesso questa mattina il verdetto di assoluzione piena, dichiarando “nulla” la denuncia (First Information Report) che conteneva le accuse a carico della ragazza. Il giudice si era riservato di decidere dopo l’udienza del 14 novembre, quando le parti avevano depositato le conclusioni della fase dibattimentale del processo. Questa mattina il giudice, davanti agli avvocati delle parti, ha letto le decisione, ma dovranno ancora essere pubblicate le motivazioni della sentenza. La Corte ha accolto la tesi della difesa, basate sulle dichiarazioni rese da tre testimoni musulmani che accusano l’imam Khalid Jadoon Chishti, indicandolo come l’uomo che ha fabbricato le prove per incastrare Rimsha. Il pubblico ministero ha cercato di smontare le accuse, facendo ritrattare i tre testimoni, adottando una strategia “ostruzionistica” per dilazionare al massimo i tempi del processo. Ma tale strategia è fallita.
A capo del collegio difensivo di Rimsha c’era l’avvocato musulmano Rana Hamid, che ha manifestato la sua soddisfazione e ha ricevuto le congratulazioni di tutti. Del collegio faceva parte anche l’avvocato cattolico Tahir Naveed Chaudry, che ha detto a Fides: “Il giudice ha riconosciuto l’innocenza di Rimsha e la macchinazione ai suoi danni. E’ la prima volta che, nella storia del Pakistan, un procedimento giudiziario per blasfemia si conclude in questo modo. Questa sentenza costituirà un precedente e sarà molto utile per il futuro ma anche per altri casi di blasfemia presenti oggi nei tribunali”.
L’avvocato ha comunicato immediatamente la notizia alla famiglia di Rimsha, attualmente in un luogo segreto, che ha espresso “felicità e commozione, per la fine del calvario”.
La “All Pakistan Minorities Alliance”, Ong guidata dal ministro cattolico Paul Bhatti, che ha seguito il caso di Rimsha, ora rilancia la proposta di formare una “Commissione mista”, con leader cristiani, esperti, avvocati e leader musulmani che possa esaminare in via preventiva i casi di supposta blasfemia. Il fine è evitare che vicende dolorose come quella di Rimsha possano ripetersi, perché nessuno possa più abusare della legge sulla blasfemia, colpendo innocenti di qualsiasi religione. (PA) (Agenzia Fides 20/11/2012)


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