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Asia

2012-10-13

ASIA/TAGIKISTAN - Un “anno di grazia” per la piccola comunità cattolica

Dushanbe (Agenzia Fides) – E’ un “anno di grazia” quello che vivrà la piccola comunità cattolica in Tagikistan: 333 fedeli che tengono accesa la fiammella della fede in Asia centrale, nonostante le difficoltà e le nuove restrizioni alla libertà religiosa imposte nel paese. I fedeli sono guidati da un piccolo gruppo di missionari spagnoli dell’Istituto del Verbo Incarnato (IVE). Come riferisce a Fides p. Carlos Avila IVE, Superiore della missione locale, nell’ “Anno della Fede”, indetto da Papa Benedetto XVI, la comunità farà anche “memoria delle origini”, celebrando il 25° anniversario dell’istituzione della “missio sui iuris”, eretta nel 1997 da Papa Giovanni Paolo II.
Il Superiore riferisce Fides che “oggi ci sono tre parrocchie in Tagikistan: San Giuseppe, San Rocco e Santa Teresa di Gesù Bambino”, mentre nel territorio operano 4 sacerdoti del Verbo Incarnato, 3 suore dell’Istituto Religioso del Signore e della Vergine di Matara e 4 Missionarie della Carità”. Inoltre, prosegue il Superiore, “in questi 15 anni, Dio ci ha benedetti con alcune vocazioni in Tagikistan: tre seminaristi e tre religiose”.
Sulla vita della Chiesa nel paese, il Superiore racconta a Fides: “La Chiesa cattolica esiste in Tagikistan da circa 40 anni ma dal 1974 ha iniziato a svilupparsi e ha una struttura più solida, da quando i cattolici hanno costruito la prima chiesa nella città di Dushanbe”. “I primi fedeli cattolici, per lo più di nazionalità tedesca, arrivarono da Russia, Ucraina e Lituania durante le deportazioni del periodo dell'Unione Sovietica. Sono stati i pionieri che hanno portato il seme della fede in questa terra”. “La comunità cattolica crebbe – continua – e divenne una delle più numerose dell'Unione Sovietica. Dalla tragica guerra civile del 1992-1993, iniziò però un esodo dei fedeli, non solo cattolici, che decisero di lasciare il paese per le difficoltà interne. La piccola comunità cattolica è sopravvissuta grazie agli sforzi dei pochi fedeli rimasti e grazie alla preziosa assistenza spirituale e materiale che hanno dato le suore di Madre Teresa di Calcutta”. “Oggi – conclude p. Avila – la Chiesa cattolica, nonostante i tempi difficili passati, è rinata e vive una vita nuova, con coraggio, fede e speranza”.
I cristiani delle diverse confessioni (in tutto 150mila persone) potrebbero andare incontro a nuove difficoltà per le nuove restrizioni alla libertà religiosa imposte nel 2011 e per la nuova “legge sulla responsabilità genitoriale”, che vieta qualsiasi forma di educazione religiosa ai bambini. Con le nuove norme, notano fonti di Fides, meno della metà delle Chiese nel paese sono riuscite ad ottenere regolare registrazione: ciò significa che moltissimi cristiani (per lo più giovani) all’improvviso sono diventati dei “fuorilegge” a causa dei loro incontri di preghiera e dell'attivismo sociale. (PA) (Agenzia Fides 13/10/2012)

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