AMERICA/PARAGUAY - Scontri tra polizia e contadini: 17 morti, i Vescovi chiedono di fermare la violenza e rispettare le leggi

lunedì, 18 giugno 2012

Curuguaty (Agenzia Fides) – “I Vescovi del Paraguay esprimono il loro profondo rammarico per la morte di alcuni agenti di polizia e di contadini avvenuta il giorno 15 giugno, nell'ambito di un procedimento di sfratto a Curuguaty, ed esprimono la loro solidarietà e la vicinanza spirituale ai familiari, ai colleghi e alle persone care delle vittime e dei feriti. I Vescovi pregano per i morti e per il pieno recupero dei feriti”. E’ quanto afferma un comunicato della Conferenza Episcopale del Paraguay, pervenuto all'Agenzia Fides, dopo i tragici eventi che hanno causato 17 morti e alcuni feriti nella zona di Curuguaty.
“In nessun caso si può violare lo Stato di diritto e trasgredire le leggi della Repubblica – prosegue il comunicato - e neanche reagire violentemente e sparare per uccidere… La violenza genera violenza, e ci sono delle tragiche e sanguinose conseguenze quando si cerca di farsi giustizia con le proprie mani. Esortiamo urgentemente, al fine di evitare un'ulteriore escalation della violenza, a rispettare le procedure di legge per avere giustizia. Lo Stato ha l'obbligo di proteggere la vita e le proprietà dei cittadini nel quadro del rigoroso rispetto della dignità delle persone e delle garanzie previste dalla Costituzione e dalle leggi.”
Secondo le informazioni raccolte dall'Agenzia Fides, il 15 giugno circa 300 membri delle forze di polizia sono entrati nella tenuta di Morumbi (estesa circa 2 mila ettari), occupata da pochi giorni dai contadini. La polizia doveva effettuare un ordine di sfratto, ma quando gli agenti sono stati attaccati a colpi di arma da fuoco, con il chiaro intento di uccidere, hanno dovuto rispondere al fuoco. Sembra che fra i contadini ci fossero alcuni elementi appartenenti ad una banda armata. Il governo centrale, dopo questo fatto, ha chiesto l'intervento dell'esercito per riprendere il controllo della zona. I contadini reclamano la proprietà di queste terre, che si trovano nella zona di Curuguaty, nell’ambito di un grande parco naturale, che secondo loro non devono essere proprietà privata. (CE) (Agenzia Fides, 18/06/2012)


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