AMERICA/HONDURAS - “Vivere come discepoli in un mondo pluriculturale”: la Chiesa honduregna verso il CAM 4

lunedì, 7 maggio 2012

Tegucigalpa (Agenzia Fides) – "La Chiesa Honduregna si prepara a vivere in modo intenso un anno di preparazione al CAM 4 (Quarto Congresso Missionario Americano). Il sogno del CAM è di dare vita ad una Chiesa dove tutti possano vivere come discepoli missionari di Gesù Cristo in un mondo secolarizzato e pluriculturale": sono le parole di Mons. Byron Chevannes, Direttore Nazionale delle Pontificie Opere Missionarie (POM) dell’Honduras, che ha rilasciato una lunga intervista al settimanale cattolico “Fides”, alla vigilia della sua partenza per Roma, dove partecipa all'Assemblea Generale delle POM che si apre oggi (vedi Fides 03/05/2012).
Nell’intervista, inviata all’Agenzia Fides, Mons. Byron Chevannes descrive il lavoro delle POM come “l'azione specifica della Chiesa nel campo missionario”, e sottolinea che il contributo dato alla formazione missionaria è oggi più che mai importante, per fare in modo che “le diocesi e le parrocchie riescano ad avere una équipe di formazione missionaria e delle ‘équipes itineranti della missione’ che mettano le basi per la nuova evangelizzazione”.
Riguardo alle sfide della nuova evangelizzazione, il Direttore nazionale delle POM risponde: “Direi che la principale fra tutte è la cultura, perché ci sono mali che si generano all'interno della stessa cultura, e li dobbiamo affrontare, come ad esempio il conformismo: ci sono battezzati che non si preoccupano di ricevere i sacramenti, a cui non interessa essere in comunione con Cristo, andare in chiesa o partecipare a una setta, e questo non può essere ammesso. Un'altra sfida è la mediocrità, l'atteggiamento per cui non importa fare bene le cose, ma basta farle tanto per farle. Questa mentalità è entrata anche nella Chiesa, e non possiamo vivere così. La nostra Chiesa in Honduras ha bisogno di un diverso tipo di mentalità. Una terza sfida, secondo me, è l'abbandono della dimensione spirituale della missione, abbiamo come patrona Santa Teresa di Lisieux, per vivere la missione nella preghiera. Bisogna ricordare le parole del Servo di Dio Giovanni Paolo II: ‘il vero missionario è colui che prega e lavora’. Così tutta la nostra pastorale deve irradiare Cristo, e questo può essere fatto solo se si lavora nel suo nome, questo è avere una spiritualità missionaria”. (CE) (Agenzia Fides, 07/05/2012)


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