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Asia

2012-02-24

ASIA/IRAN - Nuove restrizioni al culto cristiano in lingua persiana: fedeli sotto pressione

Teheran (Agenzia Fides) – Il culto cristiano in “farsi” – la lingua persiana che è lingua nazionale in Iran – non è gradito alle autorità: alle ultime due chiese cristiane che offrivano riti e celebrazioni in persiano a Teheran è stato ordinato di cessare immediatamente tale attività. Come notano fonti di Fides, le autorità iraniane stanno cercando di limitare la presenza e l'influenza dei cristiani nel paese, anche tramite una campagna di arresti fra i cristiani che frequentano le “chiese domestiche” o le chiese storiche.
Come riferisce a Fides una nota dell'Ong “Open Doors” , che difende la libertà religiosa nel mondo, il 10 febbraio scorso il Ministero dell'Intelligence e della Sicurezza ha proibito a due chiese presbiteriane di Teheran, la chiesa di “San Pietro” e la chiesa dell'Emmanuele, di utilizzare la lingua persiana per l'adorazione del venerdì. E’ consentita, invece, una celebrazione domenicale in persiano, ma quel giorno la maggioranza degli iraniani lavora e ben pochi fedeli possono parteciparvi. Con la nuova restrizione, entrambe le chiese hanno perso oltre la metà dei loro frequentatori. La misura vuole impedire che i fedeli di Teheran possano recarsi in chiesa e che la fede cristiana possa espandersi: è rivolta, infatti, soprattutto agli iraniani che non conoscono la lingua armena o assira, parlata dalle storiche minoranze cristiane in Iran.
Mahmood Amiry-Moghaddam, iraniano emigrato all’estero, fondatore dell’Ong “Iran Human Rights”, commenta a Fides: “Da nostre informazioni risulta che la pressione sui cristiani e sulle altre minoranze religiose è in aumento e la loro condizione peggiora. Abbiamo rapporti di arresti di molti cristiani, specialmente di convertiti dall’islam, i cosiddetti ‘apostati’, che sono l’obiettivo principale. E’ una questione iniziata negli anni scorsi, che si sta intensificando. Le autorità islamiche hanno espresso la loro preoccupazione per quanti lasciano la religione islamica, e agiscono di conseguenza. Vi è un palese abuso della libertà di espressione e di religione su esponenti di minoranze politiche, etniche e religiose”. Fides ha di recente ricevuto notizie allarmanti sul possibile ordine di esecuzione della condanna a morte comminata al Pastore cristiano Yousef Nadarkhani, condannato per apostasia. (PA) (Agenzia Fides 24/2/2012)

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