ASIA/MYANMAR - Riconciliazione con le minoranze etniche, ma le indagini sugli abusi sono “premature”

mercoledì, 15 febbraio 2012

Yangon (Agenzia Fides) – Il governo del Myanmar ha ufficialmente espresso l’intento di avviare una piena riconciliazione con le minoranze etniche, ma la neonata “Commissione Nazionale sui Diritti Umani” (NHRC) non indagherà, per ora, sulle violazioni dei diritti umani nei conflitti, passo ritenuto “prematuro”. Fonti di Fides in Birmania notano che “il processo di riconciliazione sarà lungo e difficile, ma la volontà espressa dal governo lascia ben sperare”.
Il presidente del Myanmar, Thein Sein, un ex generale che ha preso il potere l'anno scorso, si è pubblicamente impegnato a cercare una “pace duratura” con i ribelli armati e ha lanciato un appello per la fine delle ostilità con gli eserciti dei gruppi etnici minoritari. Il Presidente ha promesso di attuare sforzi concreti per porre fine a decenni di conflitti, come parte del programma di riforme che il governo ha promosso negli ultimi mesi.
Il governo del Myanmar ha raggiunto accordi di pace provvisori con i gruppi ribelli nella parte orientale del paese, dove ci sono le popolazioni di etnia Shan e Karen, ma nel Nord prosegue il conflitto con i gruppi Kachin. Come riferito in una nota inviata a Fides, la Ong “Christian Solidarity Worldwide”, che ha visitato di recente la zona di conflitto, ha constatato “torture e altri abusi” sulle minoranze, nonché “la questione degli oltre 50mila sfollati interni, che richiede una risposta urgente della comunità internazionale”.
D’altro canto Win Mra, che presiede la della Commissione per i Diritti umani del Myanmar, ha rimarcato che “il processo di riconciliazione nazionale è una questione politica”, e che “indagare nelle aree di conflitto non è opportuno in questo momento”. La NHRC ha visitato di recente il teatro di guerra nello Stato Kachin e ha esortato il governo e l'Organizzazione per l’Indipendenza Kachin (KIO) a “impegnarsi in un processo di dialogo”. (PA) (Agenzia Fides 15/2/2012)


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