ASIA/COREA DEL NORD - Un’offensiva spirituale per far rinascere la fede in Nordcorea

sabato, 26 novembre 2011

Parigi (Agenzia Fides) – Oggi, dato il regime che nega ogni libertà personale, inclusa la libertà religiosa, non è possibile inviare aiuti materiali ai fedeli cristiani presenti in Corea del Nord. “Solo l'azione di Dio, sollecitato dalle preghiere, può aiutare i cristiani sul posto, sia praticamente che spiritualmente”, afferma l’opera “Aiuto alla Chiesa che soffre” (ACS), che promuove progetti e aiuti per i fedeli cristiani che soffrono in molti paesi del mondo. Per questo, come riferito a Fides, la sezione francese di ACS ha lanciato una “una grande offensiva spirituale” per mostrare vicinanza e solidarietà ai fedeli cristiani in Nord Corea. Si tratta di pregare e di offrire Sante Messe per quelli che il regime considera “avversari pericolosi”.
Da oltre 50 anni, nota ACS , la dittatura cerca di sradicare la fede cristiana, applicando la detenzione o l’esecuzione immediata per i fedeli. I pochi scampati dai campi di concentramento descrivono atrocità e torture. Dal 1953, 300.000 cristiani sono stati assassinati o internati in campi di concentramento. Tutti i preti e i missionari sono stati espulsi. Nonostante tutto, la fede è sempre presente, radicata nel cuore di un gruppo di seguaci: “Non hanno nessun prete, nessun Sacramento, sono armati solo di poche Bibbie, perché possederne una è punibile con la morte”, rimarca ACS in una nota pervenuta a Fides. “Ma lo Spirito continua a soffiare dove vuole” e la speranza resta viva ricordando il caso del Giappone: qui, dal XVI al XVIII secolo, nonostante forti persecuzioni, la vera fede era stata tramandata di generazione in generazione, e senza clero, per oltre 300 anni. (PA) (Agenzia Fides 26/11/2011)


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