ASIA/CAMBOGIA - Missionari e società civile: “No” al nuovo progetto di legge sulle Ong

lunedì, 18 aprile 2011

Phnom Penh (Agenzia Fides) – Il nuovo progetto di legge sulle Organizzazioni non governative (Ong) e sulle associazioni penalizza fortemente, invece di promuoverlo, lo sviluppo della società civile in Cambogia. Per questo un ampio cartello di 315 fra Organizzazioni, locali e internazionali, di associazioni e congregazioni religiose cristiane lo definisce “inaccettabile”, chiedendo che sia abbandonato nella sua forma attuale e che sia totalmente riscritto. E’ quanto l’Agenzia Fides apprende da fonti ecclesiali locali, preoccupate per le possibili conseguenze del progetto. Secondo il Primo Ministro cambogiano Hun Sen, l’approvazione della legge è nell’agenda di governo nelle prossime settimane, dopo l’esame di una legge anticorruzione.
La legge sulle Ong andrebbe anche a toccare direttamente le attività sociali promosse dalla Chiesa, in quanto oggi – informano le fonti di Fides – le congregazioni, le comunità e gli istituti religiosi che intendono svolgere attività nel campo dell’istruzione, della sanità, della solidarietà, devono registrarsi come “Ong”.
P. Kevin Conroy, missionario americano di Maryknoll a Phnom Penh, psicologo e docente, spiega a Fides: “Credo che una legge sull’associazionismo non possa prescindere dal confronto con il mondo a cui si rivolge. Non si può promulgarla senza il consenso della stessa società civile. Fra i cristiani c’è molta attenzione verso questo decisivo provvedimento. Anche la nostra comunità di missionari di Maryknoll, impegnata nel settore dell’istruzione, nell’assistenza ai malati di Aids, ai giovani e ai poveri, è registrata come Ong”.
Le associazioni chiedono di essere ascoltate dal governo per riesaminare il testo di legge. La legge, nella bozza circolante già dal dicembre 2010, “espone le Ong ad abusi da parte di funzionari locali e nazionali. E la revisione proposta dal governo peggiora la situazione” dice Yap Swee Seng, Direttore del network di Ong “Forum-Asia”. I maggiori problemi riscontrati sono: la conferma della registrazione obbligatoria, senza la quale è proibito operare (mentre per gli standard internazionali dovrebbe essere volontaria); una eccessiva burocratizzazione delle procedure di registrazione (che scoraggiano); la mancanza di tutela legale per le associazioni.
Secondo Souhayr Belhhasse, Presidente del consorzio di Ong “FIDH” (Fédération internationale des ligues des Droits de l'Homme”), “la legge intende rafforzare il controllo del governo, minando l’indipendenza della società civile”. Un manifesto per dire “No “ alla legge è stato firmato e diffuso nei giorni scorsi da 315 organizzazioni, fra le quali Human Rights Watch, Amnesty International, Forum-Asia, Global Witness, South Asia Press Alliance, Frontline Defenders, FIDH, e altre, che fanno anche appello alla comunità internazionale.
La società civile in Cambogia è in forte crescita: agli inizi degli anni ‘90 le Ong esistenti erano solo 12, nel 2000 crebbero fino a 360, oggi sono circa 3.000: i dati indicano un aumento costante e un autentico risveglio dell’associazionismo in Cambogia, che sta dando preziosi risultati per lo sviluppo umano e la promozione culturale, economica e sociale della popolazione. (PA) (Agenzia Fides 18/4/2011)


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