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Vaticano

2003-05-15

VATICANO - IL PAPA ALL’UDIENZA GENERALE: IL SACRIFICIO PIÙ PREZIOSO E ACCETTO AL SIGNORE È IL «CUORE CONTRITO» E LO «SPIRITO UMILIATO»

Città del Vaticano (Agenzia Fides) – Durante l’Udienza generale di mercoledì 14 maggio, che si è svolta in Piazza San Pietro, il Santo Padre ha ripreso il ciclo di catechesi sui Salmi e i Cantici proposti nella preghiera mattutina delle Lodi, commentando il Cantico Dn 3,26-27.29.34-41 “Preghiera di Azaria nella fornace”. Questo Cantico è una supplica al Signore: è la voce di Israele che sta sperimentando la dura vicenda dell’esilio e della diaspora. A intonare il cantico è Azaria, che insieme ad altri due fedeli ebrei “è «in mezzo al fuoco», come un martire pronto ad affrontare la morte pur di non tradire la sua coscienza e la sua fede. È stato condannato a morte per essersi rifiutato di adorare la statua imperiale.”
“La persecuzione è considerata da questo Cantico come una giusta pena con cui Dio purifica il popolo peccatore” ha detto il Santo Padre. “Certo, il punto di partenza è amaro, la desolazione è grave, la prova è pesante, il giudizio divino sul peccato del popolo è severo” ma nella situazione tragica del presente, “la speranza ricerca la sua radice nel passato, cioè nelle promesse fatte ai padri. Si risale, quindi, ad Abramo, Isacco e Giacobbe, ai quali Dio aveva assicurato benedizione e fecondità, terra e grandezza, vita e pace. Dio è fedele e non smentirà le sue promesse. Anche se la giustizia esige che Israele sia punito per le sue colpe, permane la certezza che l’ultima parola sarà quella della misericordia e del perdono”.
“L’orante si accosta al Signore offrendogli il sacrificio più prezioso e accetto: il «cuore contrito» e lo «spirito umiliato». È proprio il centro dell’esistenza, l’io rinnovato dalla prova che viene offerto a Dio, perché lo accolga in segno di conversione e di consacrazione al bene. Con questa disposizione interiore cessa la paura, si spengono la confusione e la vergogna, e lo spirito si apre alla fiducia in un futuro migliore, quando si compiranno le promesse fatte ai padri.”(S.L.) (Agenzia Fides 15/5/2003 – Righe 22; Parole 338)

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