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Speciale

2004-03-13

ASIA/PAKISTAN - “Per sradicare il lavoro minorile, occorre una più efficace lotta alla povertà”: parla a Fides Mons. Lawrence Saldhana, Presidente della Conferenza Episcopale - La Chiesa impegnata con scuole pomeridiane per bambini-lavoratori

Lahore (Agenzia Fides) - “Per eliminare la piaga del lavoro minorile, bisogna combattere la povertà e restituire benessere alle famiglie”: lo ha detto all’Agenzia Fides Mons. Lawrence Saldhana, Arcivescovo di Lahore e Presidente della Conferenza Episcopale del Pakistan.
“Il fenomeno del lavoro minorile - ha spiegato a Fides l’Arcivescovo - è ancora grave in alcune aree del paese. E’ legato soprattutto alla diffusa povertà: le famiglie che vivono in miseria, specialmente nei villaggi più poveri e alle periferie delle città, non hanno sufficienti risorse per mandare i propri figli a scuola, e così essi, già all’età di 8-9 anni, sono costretti ad andare a lavorare. L’istruzione - aggiunge - sta diventando sempre più costosa, e questo favorisce la piaga del lavoro minorile nella società pakistana. A questi bambini è precluso il futuro”.
Mons. Saldanha racconta l’impegno della comunità cattolica pakistana, a livello di presa di coscienza e di assistenza diretta: “La Chiesa in Pakistan ha sempre lottato per sradicare questo fenomeno. Abbiamo organizzato manifestazioni di protesta, denunciato più volte lo sfruttamento. La Commissione Giustizia e Pace ha pubblicato una indagine sul lavoro minorile, che ha suscitato l’attenzione dell’opinione pubblica”.
“In alcune zone, inoltre, (ad esempio nella diocesi di Lahore) abbiamo organizzato scuole pomeridiane gratuite che permettono ai bambini, che pur lavorano al mattino, di studiare e potersi pian piano costruire un futuro. Negli anni scorsi, grazie alla pressioni internazionali, il fenomeno dei bambini impiegati come manodopera a basso costo nel settore tessile, specialmente per i tappeti, è diminuito. Oggi è l’industria dei mattoni a sfruttare numerosi bambini lavoratori”.
Fides ha interpellato anche Tammy Ann Gaskins, americana, delegata di Christian Welfare Society in Pakistan, organizzazione impegnata a combattere il lavoro minorile nel paese.
Ann Gaskins ha detto all’Agenzia Fides: “I bambini che lavorano nell’industria dei tappeti e dei mattoni lavorano come schiavi per sei-otto ore giornaliere o più, per 5-6 giorni alla settimana, ricevendo circa 2.000 rupie mensili. Oltre l’80% è analfabeta, solo un 8-9% riesce anche a frequentare la scuola. Ma spesso nelle comunità rurali l’istruzione non è considerata molto importante, e i bambini cominciano a lavorare già all’età di 5 anni. Così a 10 anni sono ottimi operai e rendono molto sul posto di lavoro”.
“La nostra organizzazione - spiega -cerca di dare una vita migliore alle famiglie, spesso in preda a fame, povertà, mancanza di casa, assistenza medica. Chiediamo al governo del Pakistan di adottare misure più forti contro il lavoro minorile”.
Gli studi sulle cifre complessive dei bambini lavoratori in Pakistan - informa la Gaskins - sono discordi: si va da stime di 150mila a oltre 500mila, o un milione, come afferma l’Unicef”. “Non potrò mai dimenticare - conclude la donna - il sacrificio di Iqbal Masih, il bambino pakistano divenuto il simbolo di tutti i piccoli lavoratori. Iqbal era stato per anni schiavo di un produttore di tappeti in Punjab e poi era stato riscattato da una associazione. E’ stato ucciso a 12 anni nel 1995, il 16 aprile, data in cui da allora si celebra la Giornata contro lo sfruttamento minorile”.
(PA) (Agenzia Fides 13/3/2004 lines 48 words 534)

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