AFRICA/ANGOLA - Elezioni in Angola: una scheda del Paese e della Chiesa

mercoledì, 3 settembre 2008

Roma (Agenzia Fides)- Più di 8 milioni di angolani sono chiamati alle urne il 5 settembre per eleggere 220 deputati scelti tra i rappresentanti di 14 partiti politici nelle prime elezioni dal 1992. I due principali sfidanti sono il MPLA (Movimento Popolare per la Liberazione dell’Angola), al potere dall'indipendenza e l'UNITA (Unione Nazionale per l’Indipendenza Totale dell’Angola), che dopo la fine della guerra civile nel 2002, è diventato il principale partito di opposizione.
In occasione dell'importante avvenimento l'Agenzia Fides pubblica una scheda del Paese e della Chiesa.
La Repubblica dell’Angola ha un’estensione di 1 milione 246.700 kmq ed ha una popolazione di oltre 16 milioni di abitanti, dei quali circa 9 milioni hanno meno di 18 anni. Situata sulla costa atlantica dell’Africa australe, l’Angola confina a sud con la Namibia, ad est con lo Zambia, a nord-est con la Repubblica Democratica del Congo e, attraverso l’enclave di Cabinda, con la Repubblica del Congo (Congo Brazzaville).

Storia
L’Angola è stata dal 1482 una colonia portoghese. Nel 1955 ricevette lo statuto fittizio di provincia portoghese d’oltremare. La lotta per l’indipendenza è durata una ventina d’anni. Solo l’11 novembre 1975 il Paese ha ottenuto la piena indipendenza, ma intanto aveva preso avvio la guerra civile che ha contrapposto per un altro ventennio l’UNITA (Unione Nazionale per l’Indipendenza Totale dell’Angola) ed il MPLA (Movimento Popolare per la Liberazione dell’Angola), appoggiati il primo dagli Stati Uniti e dal Sud Africa ed il secondo dall’Unione Sovietica e da Cuba. La guerra civile, con il seguito di fame ed epidemie, avrebbe causato non meno di 1.500.000 morti e la fuga di circa 2.500.000 profughi.
Anche grazie alla fine della guerra fredda ed agli sviluppi democratici del Sud Africa, nel 1994 fu raggiunto un accordo di pace tra il governo e l’UNITA e nell’aprile 1997 venne formato un governo di unità nazionale in cui sono presenti personalità di entrambe le formazioni. Ma alla fine del 1998 l’UNITA ruppe gli accordi e riprese a combattere, causando l’esodo di centinaia di migliaia di persone dalla propria terra. Nel 2002, dopo la morte del fondatore e leader storico dell’UNITA, è stato firmato un nuovo accordo che ha portato alla pace duratura.

Economia
L’Angola deve ancora far fronte ai danni provocati dai 25 anni di guerra civile. Il Paese è ricco di risorse naturali. Nell'aprile 2008 l'Angola è divenuto il primo produttore africano di greggio, superando la Nigeria, con una produzione di 1,9 milioni di barili di petrolio al giorno. Tra le altre risorse del paese vi sono diamanti, oro, fosfati, bauxite e uranio. Con la fine della guerra civile, però, diversi investitori esteri stanno intervenendo nel Paese per migliorare l’infrastruttura economica. Il Paese è al 19 esimo posto tra i maggiori destinatari degli aiuti internazionali (nel 2005 ha ricevuto 1 miliardo 144 milioni di dollari in aiuti) e nel periodo 2000-2005 l’Angola ha registrato uno dei più alti tassi d’inflazione media annuale dei prezzi al consumo (79,2 %). Ma vi sono anche aspetti positivi: tra il 1994 e il 2004 il Paese ha avuto una crescita media annuale del Prodotto Interno Lordo pari al, 7,4%, collocandosi al decimo posto tra i Paesi a più forte sviluppo economico. Secondo la Banca Mondiale il tasso di crescita dell'economia angolana nel 2008 dovrebbe essere del 20%. Un risultato notevole se si pensa che nel decennio precedente (1984-1994) l’Angola era tra i Paesi con una crescita economica negativa (-1,4%). Una maggiore ricchezza che però non si è ancora tradotta in una migliore qualità della vita per la maggiore parte degli angolani. Tra le piaghe sociali che affliggono il Paese vi è l’incidenza dell’AIDS, che colpisce il 3,7% della popolazione, tra malati e sieropositivi, e la mancanza di acqua potabile (la metà della popolazione ne è priva). Il tasso di mortalità è uno dei più alti del mondo (21 morti ogni mille persone).

La Chiesa
I primi missionari giunsero in Angola nel 1491. L’Accordo Missionario del 7 maggio 1940 tra il governo di Lisbona e la Santa Sede favorì le missioni pur tenendole ancora soggette al Portogallo. Il primo Vescovo autoctono è stato nominato nel 1970. Approfittando di un periodo di stasi dei combattimenti, Giovanni Paolo II ha visitato l’Angola dal 4 al 10 giugno 1992.
I cattolici sono 8 milioni 334mila, distribuiti in 18 diocesi con 283 parrocchie. Vi sono 25 Vescovi, 410 sacerdoti diocesani, 339 sacerdoti religiosi, 157 fratelli professi, 2.204 religiose, 26.341 catechisti. La Chiesa cattolica gestisce 71 scuole materne con 10.527 alunni; 256 scuole elementari con 148.371 scolari; 126 scuole medie inferiori e superiori con 52.366 studenti. L’Università Cattolica di Luanda, la capitale del paese, è l’ateneo più prestigioso del Paese, pur avendo solo 8 anni di vita. La Chiesa cattolica gestisce inoltre 18 ospedali, 256 ambulatori, 3 lebbrosari, 11 case d’accoglienza, 42 orfanotrofi, 25 giardini d’infanzia, 4 consultori familiari (dati dell'ultimo Annuario Statistico della Chiesa). (L.M.) (Agenzia Fides 3/9/200 righe 53 parole 813)


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