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Asia

2004-01-07

ASIA/PAKISTAN - IL PRESIDENTE DEI VESCOVI PAKISTANI A FIDES: “SI APRE UNA NUOVA FASE NEI RAPPORTI FRA INDIA E PAKISTAN PER IL NUOVO MILLENNIO. I GOVERNI DEI DUE PAESI SI IMPEGNINO A COMBATTERE LA POVERTÀ E RIDURRE LE SPESE MILITARI” – IL RUOLO DEL PRESIDENTE MUSHARRAF

Lahore (Agenzia Fides) – “Siamo felici e accogliamo con gioia la notizia della ripresa dei colloqui. Speriamo con tutto il cuore che questi colloqui siamo in principio di una nuova fase di rapporti fra due grandi paesi, l’India e il Pakistan, nel terzo millennio”. Questo il commento a caldo rilasciato all’Agenzia Fides da S. Ecc. Lawrence Saldanha, Arcivescovo di Lahore e Presidente della Conferenza Episcopale Pakistana, all’annuncio della nuova sessione di colloqui prevista fra India e Pakistan in febbraio. I due paesi, che nell’ultimo mezzo secolo hanno combattuto tre guerre, discuteranno della delicata questione del Kashmir, regione contesa al confine, e di altre questioni di natura politica ed economica, come ha reso noto un comunicato ufficiale rilasciato ieri dai due leader Pervez Musharraf (Pakistan) e Atal Behari Vajpayee (India), a conclusione di un summit con altri leader dei paesi del Subcontinente indiano (Bhutan, Nepal, Maldive, Sri Lank e Bangladesh).
Parlando a Fides, Mons. Saldhana ha spiegato: “Sono davvero ottimista sul fatto che i colloqui possano portare a risultati concreti sul piano della pace e della cooperazione economica. C’è oggi un’atmosfera amichevole che credo potrà produrre buoni frutti. I rapporti fra India e Pakistan hanno un grande potenziale per operare pace e benessere a beneficio dei loro popoli. Sarà molto importante risolvere in maniera amichevole e pacifica l’antica questione del Kashmir, che si trascina da troppo tempo”.
“Credo che i due paesi – ha aggiunto l’Arcivescovo – siano chiamati a riscoprire le loro radici comuni, poichè sono parte del Subcontinente indiano, e hanno cultura e origini storiche comuni. Soprattutto sono chiamati a unire gli sforzi per combattere la povertà endemica che assedia il popolo indiano e pakistano. In Pakistan oltre il 35% della popolazione vive con meno di un dollaro al giorno; anche in India la percentuale di quanti sono al di sotto della soglia di povertà supera il 30%. In totale sono milioni di persone in estrema povertà. Responsabilità dei governi è unire le energie per sanare questa piaga e lavorare per il benessere della popolazione, riducendo invece le spese militari”.
“Da parte Pakistana – nota a Fides Mons. Saldanha – devo dire che questa è un’altra mossa positiva del presidente Musharraf, che nel recente passato ha rischiato più volte la vita per portare avanti la sua politica avversa ai gruppi estremisti. Va notato che entrambi i governi, indiano e pakistano, hanno apertamente condannato ogni forma di terrorismo ed estremismo, un primo passo per poter giungere a una soluzione pacifica delle questioni che saranno discusse. Fra queste conta molto anche la cooperazione economica e commerciale, che fra i due paesi dovrebbe essere molto più sviluppata ed è invece rimasta bloccata dalla violenza e dalle ostilità”.
(PA) (Agenzia Fides 7/1/2004 lines 37 words 433)

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