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2003-04-23

ASIA/CINA-HONG KONG - SARS FRA PAURA E INCERTEZZA, MA PER UN MISSIONARIO “IL SOLE SPLENDE ANCORA A HONG KONG”. I CRISTIANI RECITANO IL ROSARIO PER TELEFONO

Hong Kong (Agenzia Fides) – “C’è un clima di paura, ma anche di solidarietà vicendevole”: così padre Dino Doimo, Superiore Regionale del Pontificio Istituto Missioni Estere (PIME) ad Hong Kong descrive in un colloquio con l’Agenzia Fides l’atmosfera in Hong Kong, dopo l’aggravarsi dell’epidemia di polmonite atipica chiamata SARS (Severe Acute Respiratory Syndrome).
Padre Doimo racconta: “I caseggiati in cui vi sono infezioni vengono subito segnalati all’attenzione comune. Occorre ricordare che l’allarme è stato lanciato da Hong Kong. I primi dati sulla SARS sono stati diffusi da un sito Internet creato da quattro giovani di Hong Kong. Poi, con l’aggravarsi della situazione, il governo ha avocato a sè il compito dell’informazione”.
“La gente – racconta – sembra serena ma vive un periodo di grande difficoltà e dolore. C’è irritazione diffusa per la lentezza con cui si sono mossi il governo di Hong Kong e le autorità di Pechino. C’è frustrazione perchè non si sa cosa fare, è come se si brancolasse nella nebbia. Nel contempo si sta cercando di ricominciare a vivere normalmente, prendendo tutte le precauzioni necessarie”.
Nella comunità cristiana di Hong Kong l’emergenza SARS ha rafforzato il valore della preghiera: “I cristiani recitano il Rosario per telefono, non rinunciando a essere uniti nella preghiera comune”, nota p. Doimo. “Nelle parrocchie le liturgie pasquali sono state più affollate del solito: da un lato perchè la gente, che si solito si reca in Cina per il periodo di vacanza, ha preferito restare in Hong Kong; dall’altro perchè in questo momento di prova, di incertezza e a volte di disperazione, si fa più profondo il bisogno di rifugiarsi in Dio. La disperazione è quella dei malati di SARS che, una volta condotti in ospedale, non possono più vedere i loro parenti, e se muoiono, sono soli e abbandonati sul letto di morte, senza il conforto di un parente, un amico o un ministro di culto”. Disposizioni governative, infatti, vietano l’accesso agli ospedali anche per i sacerdoti, anche se la diocesi di Hong Kong sta preparando una lista di sacerdoti che, in accordo col governo, potranno portare l’unzione degli infermi ai malati di SARS.
Un altro problema che padre Doimo segnala è il rischio del collasso economico: “L’aeroporto di Hong Kong funziona per un terzo della sua capacità, i ristoranti sono vuoti il turismo è crollato, i trasporti, gli esercizi pubblici, i negozi hanno subito un calo senza precedenti. Ma la popolazione cinese affronta questa emergenza con la caparbietà e la resistenza al dolore che è tipica del suo carattere. Siamo sicuri saprà superare anche questa prova. Il sole splende ancora a Hong Kong”.
(PA) (Agenzia Fides 23/4/2002 lines 36 words: 465)

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