VATICANO - AVE MARIA a cura di don Luciano Alimandi - “Maria, Donna delle Beatitudini"

mercoledì, 21 febbraio 2007

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - “Giunsero intanto a Cafàrnao. E quando fu in casa, chiese loro: ‘Di che cosa stavate discutendo lungo la via?’. Ed essi tacevano. Per la via infatti avevano discusso tra loro chi fosse il più grande. Allora, sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: ‘Se uno vuol essere il primo, sia l'ultimo di tutti e il servo di tutti’. E, preso un bambino, lo pose in mezzo e abbracciandolo disse loro: ‘Chi accoglie uno di questi bambini nel mio nome, accoglie me; chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato’ (Mc 9, 33-37)”. In questo brano del Vangelo appare evidente la ricerca di sé degli apostoli che, mentre rientravano da una peregrinazione apostolica insieme al Signore, si sono lasciati andare a considerazioni che con l’autentica sequela Christi avevano poco a che fare.
Ma Gesù, nella sua infinità bontà, non li redarguisce come avrebbero forse meritato, al contrario si avvicina a loro come si comporta un vero amico e, con tono pacato, li aiuta a fare un esame di coscienza, li spinge a entrare in se stessi: “di che cosa stavate discutendo lungo la via”? La risposta si fa attendere, perché sarebbe stato un vero imbarazzo dover ammettere la bassezza dei loro discorsi su “chi fosse il più grande”, mentre il Maestro poco prima aveva parlato della sua passione. Ecco allora che Gesù sfrutta quello scivolone degli apostoli - scivolati come noi sull’orgoglio - per trasmettere un insegnamento che è anche l’antidoto ad ogni smania di grandezza: “siate ultimi, siate servi di tutti e sarete i primi”!
Il cristianesimo conosce solo un primato: diventare bambini nello spirito! Per stampare nella memoria della Chiesa nascente quest’insegnamento, il Signore prende un bambino, lo stringe a sé e lo presenta agli apostoli, come per dir loro che il mondo dei “grandi”, deve inchinarsi a quello dei “piccoli” dando tutto il rispetto che merita l’innocenza dei bambini, così spesso disprezzata dai potenti. Il mondo dei piccoli è fatto di semplicità e non di arroganza, di umiltà e non di arrivismo; è un mondo in cui nessuno vuole schiacciare l’altro, perché tutti abbiamo un unico modello, il Gesù delle beatitudini. Il mondo dei piccoli affascina i semplici e fa scuotere la testa a coloro che si pensano degli “arrivati”. Il mondo dei grandi, invece, è fatto piuttosto di litigi, di ambizioni più o meno nascoste, di sorrisi stampati per ottenere un vantaggio e non già di sorrisi spontanei per ricordarsi gli uni gli altri che siamo figli dello stesso Dio.
Il mondo dei poveri in spirito è il mondo di Maria: qui è nato Gesù, in una povera grotta, circondato dall’amore dei più poveri in spirito. E’ questo il mondo che la Madre di Dio è venuta a promuovere su questa terra, servendosi spesso dei più piccoli anche di età, come dei beati Francesco e Giacinta, i veggenti di Fatima, di cui proprio ieri ricorreva la memoria. I due pastorelli hanno incontrato la Madonna che ha confidato loro uno dei più sorprendenti messaggi che la storia conosca. A loro, al mondo dei piccoli, Dio confida i misteri del suo Regno. A chi si fa piccolo come Francesco e Giacinta, Dio partecipa la sua forza e la sua gloria. Le preghiere e i sacrifici di questi due bimbi, che si sono consegnati volontariamente al Cuore Immacolato di Maria, hanno contribuito alla salvezza di tante anime, donando anche la consolazione al Santo Padre nelle sue sofferenze. Noi li ricordiamo come esempi viventi di santità, una santità alla portata di tutti, quella delle beatitudini di cui la Madre di Gesù si fa nostra Maestra e Guida.
Insieme al Santo Padre Benedetto XVI, la invochiamo: “Maria, Madre del sì, tu hai ascoltato Gesù e conosci il timbro della sua voce e il battito del suo cuore. Stella del mattino, parlaci di Lui e raccontaci il tuo cammino per seguirlo nella via della fede. Maria, che a Nazareth hai abitato con Gesù, imprimi nella nostra vita i tuoi sentimenti, la tua docilità, il tuo silenzio che ascolta e fa fiorire la Parola in scelte di vera libertà. Maria, parlaci di Gesù, perché la freschezza della nostra fede brilli nei nostri occhi e scaldi il cuore di chi ci incontra, come Tu hai fatto visitando Elisabetta che nella sua vecchiaia ha gioito con te per il dono della vita. Maria, Vergine del Magnificat, aiutaci a portare la gioia nel mondo e, come a Cana, spingi ogni giovane, impegnato nel servizio ai fratelli, a fare solo quello che Gesù dirà. Maria, poni il tuo sguardo sull'Agorà dei giovani, perché sia il terreno fecondo della Chiesa italiana. Prega perché Gesù, morto e risorto, rinasca in noi e ci trasformi in una notte piena di luce, piena di Lui. Maria, Madonna di Loreto, porta del cielo, aiutaci a levare in alto lo sguardo. Vogliamo vedere Gesù. Parlare con Lui. Annunciare a tutti il Suo amore” (Benedetto XVI, 14 febbraio 2007, Preghiera per l’Agorà dei giovani del Mediterraneo). (Agenzia Fides 21/2/2007, righe 51, parole 821)


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