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2003-04-11

ASIA/IRAQ - PERSONE E STRUTTURE DELLA CARITAS NON HANNO SUBITO DANNI. CONTINUA IL SOCCORSO AI PROFUGHI: 266.018 NUOVI RIFUGIATI NEL NORD

Baghdad (Agenzia Fides) – Dagli ultimi contatti avuti dall’Ufficio di Coordinamento delle attività di Caritas Iraq, che si trova ad Amman (Giordania), con i collaboratori della Caritas a Baghdad risulta che tutti i collaboratori dei vari uffici Caritas sono illesi, non sono stati registrati danni agli edifici della Caritas né agli edifici ecclesiastici. Secondo quanto riferisce Hanno Schäfer, responsabile della Caritas nella capitale irachena, sia i centri Caritas che le parrocchie ospitano molte persone alla ricerca di un posto sicuro. I saccheggi avvengono ormai anche nei quartieri residenziali di Baghdad, e queste persone non vogliono lasciare i rifugi di fortuna per paura del caos che domina la città. La situazione umanitaria è ormai critica: in seguito al numero crescente di persone ferite anche l’assistenza di base non sempre può essere garantita. La Caritas sta fornendo antibiotici e anestetici dai depositi dell’ufficio di Amman.
Secondo quanto riferisce Mons. Jean Benjamin Sleiman, a Bassorah, nel sud dell’Iraq, c’è costante bisogno di compresse di cloro per la depurazione dell’acqua. Ad una prima fornitura stanno seguendo altri trasporti organizzati dall’uffico Caritas di Amman per garantire l’approvvigionamento con acqua pulita alla popolazione duramente provata. Anche nel nord dell’Iraq la situazione rimane tesa. A causa dei continui nuovi arrivi di rifugiati interni, ormai è particolarmente difficile garantire l’approvvigionamento per queste persone, visto che anche le risorse delle famiglie che li ospitano si stanno esaurendo. Secondo gli ultimi dati delle Nazioni Unite, nei tre governatorati nel nord dell’Iraq sono arrivati 266.018 nuovi rifugiati interni, di cui 188.924 (71%) a Dohuk, 50.036 (19%) a Erbil e 27.058 (10%) a Sulaymaniyah. Attualmente l’89% dei rifugiati interni vengono ospitati in famiglie. La Caritas ha fornito coperte e cherosene, dal momento che in queste regioni montuose il freddo è intenso.(MS) (Agenzia Fides 11/4/2003 – Righe 21, parole 288)

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