Un tempo favorevole per la missione: la Pontificia Unione Missionaria guarda al futuro a 110 anni dalla fondazione

venerdì, 30 ottobre 2026 missione   pontificie opere missionarie   pontificia università urbaniana  

Roma (Agenzia Fides) – «La vitalità dell’impegno missionario della Chiesa dipende in larga misura dalla formazione dei cuori e delle menti». È quanto sottolinea suor Mary T. Barron, Presidente designata delle Pontificie Opere Missionarie, nel messaggio ai partecipanti al Convegno internazionale promosso per il 110° anniversario della Pontificia Unione Missionaria (PUM). L’incontro, che si svolge dal 29 al 31 ottobre presso l'Auditorium "San Giovanni Paolo II" della Pontificia Università Urbaniana e presso il Pontificio Collegio Urbano, è dedicato al tema «La missione universale della Chiesa e il servizio dell’Unione Missionaria dalla fondazione al pontificato di Leone XIV». La formazione e l’attualità delle intuizioni del Beato Paolo Manna sono al centro del messaggio di suor Barron e delle relazioni di suor Monika Juszka e padre Vito del Prete.

Nel suo saluto, suor Barron invita a non limitarsi alla commemorazione del passato. «Questo anniversario non è soltanto un’occasione per rendere grazie per una straordinaria storia di servizio alla missione della Chiesa, ma anche un invito a guardare al futuro con rinnovata speranza, coraggio e zelo missionario». La vocazione specifica dell’Unione, ricorda, consiste nel suscitare e formare lo spirito missionario dei sacerdoti, delle persone consacrate e dei fedeli laici, promuovendo l’unità delle attività evangelizzatrici. Il motto «Tutta la Chiesa per tutto il mondo» conserva così la propria forza: ogni battezzato è chiamato a partecipare alla missione secondo la propria vocazione e condizione di vita. «Mentre mi preparo ad assumere il servizio di Presidente delle Pontificie Opere Missionarie, desidero esprimere la mia gratitudine per l’inestimabile contributo della Pontificia Unione Missionaria», afferma suor Barron, ricordando che san Paolo VI la definì «l’anima» delle Opere. Prima di concludere : « La vitalità dell’impegno missionario della Chiesa dipende in larga misura dalla formazione dei cuori e delle menti, affinché siano aperti alla missione universale di Cristo e impegnati a costruire una cultura del discepolato missionario.»

Suor Monika Juszka e le "sofferenze apostoliche" del Beato Paolo Manna

Dopo la lettura del messaggio, Suor Monika Juszka, religiosa della congregazione delle Religiose di Maria Immacolata (RMI) ha riletto le origini delle PUM attraverso quattro «pietre miliari» dell’esperienza di Paolo Manna: la sua persona e personalità, la sofferenza, la missione in Birmania e la situazione ecclesiale incontrata al ritorno in Italia. Costretto dalla malattia a lasciare definitivamente la Birmania nel 1907, Manna attraversò un periodo segnato dal senso di fallimento e dall’incomprensione. Proprio da quell’esperienza maturò un nuovo impegno: risvegliare nei sacerdoti la coscienza della loro responsabilità missionaria e, attraverso di loro, coinvolgere le comunità cristiane. Come ha ricordato suor Juszka, citando il fondatore, il progetto dell’Unione nacque «dal desiderio di risolvere radicalmente il problema della cooperazione dei cattolici all’apostolato della Chiesa».

La religiosa ha ripercorso quindi le tappe che portarono all’approvazione dell’Unione Missionaria del Clero, comunicata il 31 ottobre 1916, chiarendo i diversi ruoli di Paolo Manna e di Guido Maria Conforti, vescovo di Parma e fondatore dei Missionari Saveriani. L’ideatore e fondatore dell’Unione fu Manna; Conforti ne sostenne il progetto e lo presentò al Papa e alla Congregazione di Propaganda Fide. Fu lo stesso Conforti a ribadire questa distinzione quando, nella comunicazione dell’approvazione, l’iniziativa venne attribuita a lui anziché a Manna. Scrivendo a quest’ultimo il 4 novembre 1916, precisava: «Mi spiace solo che nel venerato rescritto sia attribuita a me tale iniziativa, mentre dichiarai apertamente di non essere che procuratore. Ad ogni modo tornerà facile chiarire l’equivoco». Con il termine «procuratore», Conforti indicava dunque il proprio ruolo di portavoce e sostenitore del progetto presso la Santa Sede, non di fondatore. L’Unione, inoltre, non nasceva per affiancare una nuova opera missionaria a quelle già esistenti, ma per ravvivare lo spirito missionario del clero, affinché i sacerdoti le facessero conoscere e le sostenessero nelle proprie comunità.

Da questa storia suor Juszka ricava alcune sfide per il presente: una formazione personale nutrita di preghiera e di conoscenza dell’insegnamento missionario della Chiesa; il coinvolgimento dei malati e degli anziani nella cooperazione spirituale; la capacità di vivere la missione nelle circostanze concrete della propria esistenza, mantenendo l’apertura al mondo intero. «Realizziamo questa vocazione essendo testimoni di Cristo lì dove siamo, in ciò che facciamo, ma soprattutto attraverso ciò che siamo e come siamo», afferma la religiosa. Un compito che richiede di «sensibilizzare, animare, risvegliare, ricordare, formare continuamente», perché la chiamata all’evangelizzazione sia riconosciuta e vissuta da tutti.

Padre Vito Del Prete: riguardare ai primi tempi del cristianesimo

Il rapporto tra l’eredità di Manna e il cammino delle Chiese locali è stato al centro dell’intervento di padre Vito del Prete, del Pontificio Istituto Missioni Estere (PIME), già segretario internazionale della PUM e direttore dell'Agenzia Fides. Il missionario ha messo in guardia dal rischio di ridurre la cooperazione alla raccolta di risorse finanziarie, «come se il progresso del Vangelo potesse misurarsi dalla maggiore o minore consistenza del conto in banca». Ha ripetuto la necessita di passare «dall’aiuto alla comunione tra le Chiese per l’annuncio del Vangelo». Le Chiese particolari non sono soltanto destinatarie di sostegno, ha insistito, ma soggetti responsabili della missione universale, chiamati a condividere doni, persone ed esperienze.
Alla luce del Concilio Vaticano II, padre del Prete ha richiamato il contributo dell’Unione alla crescita di questa consapevolezza. «Non si tratta di assegnare nuovo ruolo alla PUM, ma di renderla punto di riferimento per l’attività missionaria della Chiesa e delle Chiese», ha affermato. Alla formazione dei pastori e delle persone consacrate spetta un ruolo essenziale, affinché l’annuncio del Vangelo non rimanga confinato a singole iniziative, ma orienti l’intera vita ecclesiale. «Se le Chiese locali, il clero e i religiosi mancano all’ appuntamento con questa nuova coscienza della natura della missione moderna,il Vangelo non farà molti passi. Abbiamo perciò il dovere di ridefinire il nostro essere missionari di fronte ai vasti ambiti della missione del nostro tempo e dei cambiamenti dei modelli ecclesiologici, dentro i quali si pone il ruolo della Unione Missionaria. Alla Unione Missionaria è affidato il compito di animare e formare i pastori e i religiosi alla leadership missionaria, senza la quale, nelle attuali circostanze, lo stesso laicato non realizza in pieno la sua stessa dimensione missionaria, e così non si raggiunge nemmeno quell’obiettivo di rinnovamento della Chiesa. Infatti, la missio ad gentes è il paradigma di tutta l’azione della Chiesa.»

In questo tempo, ha concluso padre del Prete, «la PUM, per riprendere identità e vitalità, ha bisogno di radicarsi sul territorio». Occorrono percorsi formativi continuativi, strumenti adeguati e una collaborazione più stretta con le altre forze missionarie. «Si richiedono pazienza, tempi lunghi e azione sistematica», ha osservato, invocando anche «un colpo d’ala, quasi di una nuova fondazione». L’obiettivo è rendere sacerdoti, consacrati e seminaristi missionari nel senso più profondo del termine, «instillando la passione effettiva, e non accademica e letteraria, per il Regno di Dio e l’umanità». Prima di concludere : « Deve, in sinergia con le altre forze ecclesiali, assumersi questo compito di rinnovamento. Per questo ha bisogno di un gruppo, di uno zoccolo duro che faccia rivivere l’entusiasmi dei primi tempi del cristianesimo.»
(MLK) (Agenzia Fides 30/10/2026)


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