L'emergenza scolastica e educativa tra migranti e rifugiati. Convegno alla Pontificia Università Urbaniana

giovedì, 1 ottobre 2026

Roma (Agenzia Fides) – Si è aperto mercoledì 30 settembre presso la Pontificia Università Urbaniana il Convegno internazionale "Refugee & Migrant Education: Voices in Action: Transformative Collaboration and Educational Solidarity with Refugees & Migrants.

Promosso dal Refugee & Migrant Education Network (RMEN), il simposio si conclude venerdì, 2 ottobre. Riunisce accademici, rappresentanti delle agenzie delle Nazioni Unite, organizzazioni internazionali, studiosi e studenti rifugiati, esponenti della società civile e realtà ecclesiali, con l’obiettivo di individuare strategie condivise per ampliare l’accesso all’istruzione e promuovere l’inclusione delle persone costrette a lasciare il proprio Paese.

Il convegno si svolge in un momento in cui, come ricorda la presentazione dell’iniziativa, milioni di persone restano sfollate a causa di guerre, povertà, violenze e cambiamenti climatici. Le famiglie sono costrette ad abbandonare le proprie case, i percorsi educativi dei giovani vengono interrotti e molte comunità faticano a garantire anche le opportunità formative di base. "In tutti i continenti, milioni di persone rimangono sfollate a causa di guerre, povertà, violenza e cambiamenti climatici. Le famiglie vengono sradicate, l'istruzione dei giovani viene interrotta", si legge nel testo di presentazione del Network.

Il RMEN è stato fondato nel 2018 per mettere in relazione università, organizzazioni non governative, agenzie internazionali e persone impegnate nell’educazione di rifugiati, migranti e sfollati. La convinzione alla base della rete è che il lavoro dei singoli soggetti possa essere rafforzato dalla collaborazione e dal sostegno reciproco. «L'istruzione è un percorso da intraprendere insieme e i suoi obiettivi si raggiungono al meglio attraverso la collaborazione reciproca», sottolineano i promotori del convegno.

Nel messaggio di benvenuto, Anthony J. Cernera, presidente e fondatore del Network, ha indicato tra gli obiettivi dell’incontro la definizione di proposte concrete e il rafforzamento dei legami tra i partecipanti: «Il nostro obiettivo principale per questa conferenza è elaborare raccomandazioni concrete che promuovano l'istruzione dei rifugiati e dei migranti, favorendo al contempo una maggiore collaborazione tra i partecipanti».
Il confronto riguarda non solo l’istruzione per le persone in movimento, ma anche l’educazione sui temi delle migrazioni e della mobilità umana.

Nel dare il benvenuto ai partecipanti a nome dell'Università e del suo Rettore, prof. Vincenzo Buonomo, il Decano della Facoltà di Teologia, prof. Pietro Angelo Muroni, ha espresso la soddisfazione dell'Ateneo nell'ospitare nuovamente il Network.

«È per noi un vero onore avervi qui», ha affermato il Decano, ringraziando il prof. Cernera e gli organizzatori del convegno.

Negli ultimi anni, la Facoltà di Teologia ha lavorato per diventare parte integrante del «coro» di voci impegnate sul tema delle migrazioni. La sua offerta formativa comprende una Specializzazione e un Dottorato in Teologia pastorale interculturale e Teologia della mobilità umana, con studenti provenienti da oltre 100 Paesi e 108 istituti affiliati in tutto il mondo. I programmi mirano a formare esperti e operatori capaci di dialogo, confronto, progettazione e trasmissione, attraverso una metodologia multi-, inter- e intra-disciplinare caratterizzata da una forte dimensione interculturale.

«Il rapporto con la vostra istituzione non è solo apprezzato, ma auspicato. Spero che la vostra presenza qui segni un ulteriore passo concreto verso una collaborazione destinata a proseguire nel tempo», ha aggiunto il Preside.



Nel discorso inaugurale, il professor Aldo Skoda, dello Scalabrini International Migration Institute e della Pontificia Università Urbaniana, ha richiamato il decimo anniversario del Network, sottolineandone la crescita come spazio di collaborazione tra istituzioni, educatori, ricercatori e comunità di diversi Paesi. Ha inoltre invitato a non ridurre le migrazioni a una questione di crisi o a un problema da gestire: ogni spostamento porta con sé una storia, aspirazioni, capacità, culture e conoscenze. In questa prospettiva, l’educazione non è soltanto un servizio, ma uno strumento per restituire dignità, rafforzare la capacità di scelta e crear« L'istruzione non è semplicemente un servizio da fornire, ma un potente strumento per restituire dignità, rafforzare l'autonomia e creare opportunità».,ha affermato.

Il diritto all’istruzione, tuttavia, resta lontano dall’essere pienamente garantito a milioni di rifugiati, migranti, richiedenti asilo e vittime della tratta. Il discorso di Skoda menziona gli ostacoli che possono presentarsi nelle diverse fasi del percorso: dalla fuga e dal transito all’arrivo e all’inserimento nelle comunità di accoglienza. Risorse limitate, interruzioni scolastiche, barriere linguistiche, difficoltà giuridiche e amministrative e disuguaglianze nell’accesso alla tecnologia possono impedire ai giovani di proseguire gli studi.
Il programma affronta questi nodi attraverso sessioni plenarie, tavole rotonde e gruppi di lavoro. Tra i temi in discussione figurano l’accesso all’istruzione superiore e la continuità educativa nei diversi contesti, l’impatto dei tagli ai finanziamenti e le lacune nella ricerca. Un confronto è dedicato ai modelli di cooperazione tra università e organizzazioni, tra cui il Mother Cabrini Institute of Immigration, la University of Sanctuary dell’Università di Exeter, la Saint Joseph University di Beirut e Jesuit Refugee Service, Jesuit Worldwide Learning e Refugee Education UK.

La giornata di apertura, il 30 settembre, ha previsto un workshop sull’ampliamento dell’accesso dei rifugiati all’istruzione superiore, interventi sulla collaborazione e la solidarietà con rifugiati e migranti e testimonianze di studenti rifugiati reinsediati e di giovani che vivono situazioni di emergenza. Sono stati inoltre avviati gruppi di lavoro su quattro aree: educazione di rifugiati e migranti; educazione sui temi dei rifugiati e delle migrazioni; advocacy e accompagnamento; ricerca.
Oggi, 1° ottobre, i lavori sono dedicati alla continuità dell’istruzione nei diversi contesti e livelli formativi, ai modelli di collaborazione tra istituzioni e alle pratiche educative fondate su principi etici. Nel pomeriggio sono previste sessioni parallele su leadership dei rifugiati, accesso e permanenza nell’istruzione superiore, pedagogie della solidarietà, resilienza dei giovani sfollati e collaborazione tra istituzioni e comunità. Domani, 2 ottobre, è in programma una sessione sulle opportunità e le sfide dell’intelligenza artificiale nell’educazione di rifugiati e migranti, affidata a padre Maurice Emelu della John Carroll University. La conclusione sarà dedicata alla presentazione delle raccomandazioni dei gruppi di lavoro e a un appello all’azione comune.
(MLK) (Agenzia Fides 1/10/2026).


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