Kiev (Agenzia Fides) - Temperature che oscillano tra i - 10 e i - 20 gradi, mancanza di corrente elettrica, di riscaldamento ed in alcuni di casi di acqua corrente. Da Borodjanka, vicino a Kiev, padre Luca Bovio, missionario della Consolata e direttore delle Pontificie Opere Missionarie in Ucraina, mostra in un video uno dei tanti punti di ristoro dove si può trovare una "tregua" dal freddo, vengono distribuiti pasti caldi e sono state allestite delle zone gioco per i più piccoli.
I massicci attacchi alle infrastrutture energetiche dell'intero Paese stanno mettendo a dura prova una popolazione stremata da quasi 4 anni di guerra.
Padre Bovio racconta all'Agenzia Fides i primi mesi di vita della Direzione nazionale delle Pontificie Opere Missionarie, che si sta strutturando poco alla volta.
La nuova Direzione nazionale è stata costituita a marzo del 2025 e per ora si appoggia alla Nunziatura Apostolica a Kiev, dove padre Luca Bovio opera dalla scorsa estate.
"Nonostante i processi burocratici per il riconoscimento giuridico della nostra Direzione da parte dello Stato siano normalmente lunghi e resi ancora più complessi dal conflitto in corso” riferisce il sacerdote missionario “il nostro lavoro si sta sviluppando: su nostra proposta si stanno infatti individuando persone che possono essere nominate come direttori diocesani dai rispettivi vescovi: sono collaboratori che, una volta formati, svolgono un’opera preziosa e capillare nelle singole diocesi. Al momento ne sono stati nominati già tre".
L’attuale realtà ecclesiale in Ucraina è stata modellata da una storia ricca e complessa, legata alle vicende del cristianesimo ortodosso in quelle terre. “Come POM” spiega padre Bovio “noi lavoriamo soprattutto nell’ambito della la Chiesa cattolica di rito latino, che conta circa l'1% della cristianità presente in Ucraina. Ma già in questo primo inizio, la nostra Direzione sta allargando il proprio campo di lavoro con i cattolici sia di rito latino che di rito greco bizantino. In un future prossimo vorremmo arrivare a collaborare anche con una piccola comunità di armeni cattolici".
Segno importante di questo cammino di collaborazione con la Chiesa locale è stato l'invito ufficiale rivolto a padre Bovio lo scorso ottobre di partecipare al Sinodo della Chiesa greco cattolica, a cui appartiene il 12-13% della popolazione. In quella occasione, padre Bovio illustrato la missione ed il lavoro delle Pontificie Opere Missionarie.
"Con sorpresa e stupore” aggiunge il missionario “ho anche assistito in questi ultimi mesi alla formazione di gruppi dell'infanzia missionaria. Soprattutto nel tempo di Natale non sono mancati momenti di animazione missionaria da parte di questi bambini ed adolescenti che hanno mostrato quella gioia ma anche quella generosità tipica dei bambini e coltivata dalle POM a favore dei bambini più lontani". "Mi sembra un segno di grande speranza” aggiunge “il fatto di trovare dei bambini che, pur vivendo in situazioni di precarietà continue, portino il Vangelo con il cuore rivolto ai loro coetanei che hanno più bisogno".
Guardando al futuro, padre Luca Bovio afferma: "Ritengo che le POM in Ucraina siano chiamate ad un impegno importante nell'animazione missionaria e anche vocazionale. Mi sembra in questo primo tempo di scorgere che non viene percepita in maniera diffusa l'urgenza di annunciare Cristo al di fuori dei propri confini, al mondo intero; qui la cristianità è vissuta sottolineando altri aspetti indubbiamente importanti, c’è ad esempio una grande attenzione alla liturgia. In questo terreno benedetto da Dio, da tante storie di santi, da tanti esempi di cristianità così belli, cercheremo di lavorare anche perché possano nascere vocazioni che sentano propria la bellezza di annunciare Cristo fino ai confini del mondo".
(EG) (Agenzia Fides 11/2/2026)