VATICANO - L’esempio di Mons. Romero, stimolo per un rinnovato annuncio del Vangelo

星期六, 31 十月 2015

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - “A poche settimane dall’inizio del Giubileo straordinario della Misericordia, l’esempio di Mons. Romero costituisca per la sua amata nazione, uno stimolo per un rinnovato annuncio del Vangelo di Gesù Cristo, annunciandolo in modo che lo conoscano tutte le persone, perché l’amore misericordioso del Divino Salvatore pervada il cuore e la storia della sua buona gente”. E’ l’esortazione che il Santo Padre Francesco ha rivolto ai partecipanti al Pellegrinaggio proveniente da El Salvador, in segno di ringraziamento per la Beatificazione di Mons. Oscar Arnulfo Romero, avvenuta il 23 maggio.
Nel suo discorso ai pellegrini ricevuti in udienza il 30 ottobre, il Papa ha ricordato Mons. Óscar Arnulfo Romero come un “pastore buono, pieno di amore di Dio e vicino ai suoi fratelli”, che è giunto “a dare la vita in maniera violenta, mentre celebrava l'Eucaristia, sacrificio dell’amore supremo, sigillando con il proprio sangue il Vangelo che annunciava”.
Anche oggi “il sangue di un gran numero di cristiani martiri, in modo drammatico, continua ad essere sparso nel campo del mondo con la speranza certa che porterà frutti in un abbondante raccolto di santità, di giustizia, di riconciliazione e di amore di Dio”. Dopo aver ricordato che “non si nasce martire, è una grazia che il Signore concede, e che in un certo modo riguarda tutti i battezzati”, Papa Francesco ha spiegato che “il martire è un fratello, una sorella, che continua ad accompagnarci nel mistero della comunione dei santi, e che, unito a Cristo, non si estrania dal nostro pellegrinaggio terreno, dalle nostre sofferenze, dalle nostre angustie”.
Infine il Papa ha evidenziato che il martirio di Mons. Romero non è stato solo al momento della sua morte, “perché una volta morto, ero un giovane prete e ne fui testimone, è stato diffamato, calunniato, infangato, il suo martirio fu continuato anche dai suoi fratelli nel sacerdozio e nell'episcopato”. (SL) (Agenzia Fides 31/10/2015)


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