Fides News - Italianhttps://www.fides.org/Le notizie dell'Agenzia FidesitI contenuti del sito sono pubblicati con Licenza Creative Commons.AFRICA/ KENYA - Nomina dell’Arcivescovo Coadiutore di Mombasahttps://www.fides.org/it/news/77296-AFRICA_KENYA_Nomina_dell_Arcivescovo_Coadiutore_di_Mombasahttps://www.fides.org/it/news/77296-AFRICA_KENYA_Nomina_dell_Arcivescovo_Coadiutore_di_MombasaCittà del Vaticano - Il Santo Padre ha nominato Arcivescovo Coadiutore di Mombasa , S.E. Mons. Dominic Kimengich, finora Vescovo di Eldoret.vS.E. Mons. Dominic Kimengich è nato il 23 aprile 1961 a Kituro. Ha studiato Filosofia presso il St. Augustine’s Senior Seminary e Teologia presso il St. Thomas Aquinas Senior Seminary a Nairobi.<br />È stato ordinato sacerdote il 14 settembre 1986.<br />Ha ricoperto i seguenti incarichi e svolto ulteriori studi: Vicario Parrocchiale a Ndana ; Parroco a Kipsaraman ; Licenza e Dottorato in Diritto Canonico presso la Pontificia Università della Santa Croce di Roma; Rettore del St. Joseph Junior Seminary a Molo ; Vicario Generale della Diocesi di Nakuru ; Rettore del St. Matthias Mulumba Senior Seminary a Tindinyo .<br />Il 20 marzo 2010 è stato eletto alla Sede titolare di Tanaramusa e nominato Vescovo Ausiliare di Lodwar. Il 5 marzo 2011 è stato nominato Vescovo di Lodwar e, il 16 novembre 2019, Vescovo di Eldoret.<br /> Wed, 28 Jan 2026 12:08:13 +0100AFRICA/ REPUBBLICA DEMOCRATICA CONGO - Rinuncia del Vescovo di Popokabakahttps://www.fides.org/it/news/77295-AFRICA_REPUBBLICA_DEMOCRATICA_CONGO_Rinuncia_del_Vescovo_di_Popokabakahttps://www.fides.org/it/news/77295-AFRICA_REPUBBLICA_DEMOCRATICA_CONGO_Rinuncia_del_Vescovo_di_PopokabakaCittà del Vaticano - Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Popokabaka , presentata da S.E. Mons. Bernard Marie Fansaka Biniama.<br /> Wed, 28 Jan 2026 12:06:24 +0100AFRICA/CONGO RD - Voci contrastanti sull’uccisione a Uvira dell’ex Presidente Kabilahttps://www.fides.org/it/news/77294-AFRICA_CONGO_RD_Voci_contrastanti_sull_uccisione_a_Uvira_dell_ex_Presidente_Kabilahttps://www.fides.org/it/news/77294-AFRICA_CONGO_RD_Voci_contrastanti_sull_uccisione_a_Uvira_dell_ex_Presidente_Kabila<br />Kinshasa – Negli ultimi giorni si sono diffuse voci sull’uccisione del l’ex Presidente congolese Joseph Kabila<br />Secondo quanto appreso dall’Agenzia Fides l’ex Presidente congolese Joseph Kabila sarebbe stato ucciso il 25 gennaio nell’esplosione dello stabile dove si trovava in riunione con esponenti del gruppo di guerriglia M23 a Kalundu, uno dei tre comuni di Uvira, nel Sud Kivu .<br />Nell’esplosione attributo o una bomba piazzata all’interno dell’edificio oppure a un pesante bombardamento di droni dell’esercito congolese, sarebbero morte, oltre a Kabila, una quarantina di persone, tra cui alcuni alti comandanti dell’M23.<br />Nessuna fonte ufficiale ha confermato l’uccisione dell’ex Presidente congolese mentre canali social a lui vicini smentiscono la sua morte affermando che Kabila “sia vivo e vegeto”. Fonti Fides da Uvira affermano che la popolazione locale continua a ritenere credibile l’uccisione di Kabila, ricordando che la Croce Rossa non è giunta sul posto e i resti delle vittime sono stati recuperati dagli uomini dell’M23. Inoltre la moglie dell’ex Presidente starebbe reclamando le spoglie del marito defunto.<br />Secondo quanto appreso dall’Agenzia Fides esistono diverse versioni sull’esplosione nella quale sarebbe rimasto ucciso Kabila. La prima riferisce dell’esplosione accidentale di un ordigno che sarebbe stato manipolato dalle stesse persone poi rimaste uccise. La seconda, il bombardamento di un drone delle Forze Armate congolesi , che avrebbero avuto indicazioni dell’edificio da colpire da Corneille Nangaa, il presidente dell’ala politica dell’M23, l’Alleanza del Fiume Congo . Secondo questa ricostruzione sarebbero sorte divergenze tra Nangaa e Kabila, che si era avvicinato all’M23/AFL tanto è vero che era stato condannato a morte in contumacia dalla giustizia congolese per alto tradimento. Nangaa che doveva partecipare al meeting non si sarebbe presentato. Anche la terza versione dà credito a uno scontro intestino, perché sostiene che la deflagrazione sarebbe dovuta a una bomba a orologeria o a comando piazzata all’interno dell’edificio. <br />Il contesto del presunto attentato vede i ribelli dell’M23 in ritiro dalla città di Uvira e che l’avevano conquistata il 10 dicembre . Secondo le fonti locali il ritiro dell’M23 sarebbe direttamente legato al colpo inferto con la morte di oltre 40 comandanti e quadri della formazione guerrigliera, oltre che dell’ex Presidente. <br /><br />Wed, 28 Jan 2026 11:56:19 +0100AMERICA/ECUADOR - Muore in un incidente aereo il salesiano don Enio Esteveshttps://www.fides.org/it/news/77293-AMERICA_ECUADOR_Muore_in_un_incidente_aereo_il_salesiano_don_Enio_Esteveshttps://www.fides.org/it/news/77293-AMERICA_ECUADOR_Muore_in_un_incidente_aereo_il_salesiano_don_Enio_EstevesQuito – Don Enio Esteves, missionario salesiano, SDB, è rimasto vittima di un incidente aereo avvenuto nel pomeriggio del 26 gennaio.<br /><br />Nel dare l’annuncio della triste notizia l’Ispettoria salesiana “Sacro Cuore di Gesù” dell’Ecuador , ha ricordato che don Esteves “fino all’ultimo istante della sua vita, ha realizzato la sua vocazione missionaria al servizio dei popoli amazzonici del nostro Paese.” <br /><br />Stando a quanto riportato dai media locali, riferisce l’Agenzia Info Salesiana, il piccolo velivolo sul quale si trovava don Enio stava effettuando un volo missionario e, dopo una giornata di servizio comunitario, era diretto alla località di Wasakentsa dove era previsto il pernottamento. Oltre a don Esteves sono rimaste coinvolte altre due persone: Danny López, il pilota, e il giovane volontario della comunità, Roberto Wisum. Secondo le prime informazioni, dopo l’impatto si sarebbe verificata anche un’esplosione.<br /><br />Originario di Timor-Est, dove era nato nel 1979, il salesiano si trovava in Ecuador dal 2009 e qui aveva ricoperto numerosi incarichi, prima nella comunità di Bomboiza, poi a Yaupi e infine, dal 2023, a Wasakentsa. <br /><br />Tra i messaggi di cordoglio, don Marcelo Farfán, Superiore dell’Ispettoria ECU, ha espresso profondo dolore per la scomparsa. “Porgiamo le condoglianze ai suoi familiari e amici e, allo stesso tempo, rendiamo grazie al Signore per questo grande missionario salesiano, che ha dedicato la sua vita all’annuncio del Vangelo, in particolare tra i popoli Shuar e Achuar del Vicariato Apostolico di Méndez”.<br /><br />Le esequie si svolgono oggi, 28 gennaio, presso la “Catedral de La Purísima” di Macas.<br /><br />I primi missionari salesiani, inviati dallo stesso Don Bosco, arrivarono in Ecuador il 12 gennaio 1888, iniziando la loro opera a Quito il 28 gennaio dello stesso anno. Assunsero la direzione del Protettorato Cattolico delle Arti e dei Mestieri, un’istituzione dedicata alla formazione di artigiani e tecnici. Fondarono anche l’oratorio festivo per i bambini poveri e iniziarono a espandere la loro opera in altre città, raggiungendo Riobamba nel 1890 e Cuenca nel 1893. Questo sforzo pionieristico segnò l'inizio dell'opera educativa e pastorale salesiana che, ancora oggi, è attiva nelle tre regioni del Paese: la Costa, la Sierra e l'Amazzonia.<br /><br /> <br />Wed, 28 Jan 2026 09:47:55 +0100ASIA/THAILANDIA - I Vescovi alla vigilia delle elezioni: "Scegliete candidati che rispettino la dignità della persona e promuovano il bene comune"https://www.fides.org/it/news/77292-ASIA_THAILANDIA_I_Vescovi_alla_vigilia_delle_elezioni_Scegliete_candidati_che_rispettino_la_dignita_della_persona_e_promuovano_il_bene_comunehttps://www.fides.org/it/news/77292-ASIA_THAILANDIA_I_Vescovi_alla_vigilia_delle_elezioni_Scegliete_candidati_che_rispettino_la_dignita_della_persona_e_promuovano_il_bene_comuneBangkok - "La Chiesa vi incoraggia a votare per candidati che rispettino il valore e la dignità di ogni persona e che diano priorità al bene comune rispetto al guadagno personale". Cos' si rivolgono ai fedeli cattolici thailandesi i Vescovi della Thailandia in una lettera pastorale diffusa alla vigilia delle elezioni dell'8 febbraio 2026. La lettera, firmata da Francis Xavier Vira Arpondratana, Vescovo di Chiang Mai e presidente Conferenza episcopale della Thailandia, si intitola "Diritti e doveri dei cristiani nel voto in una democrazia". <br />"La Chiesa cattolica in Thailandia - specifica il testo, inviato all'Agenzia Fides - desidera camminare insieme alla nostra società". "Pur rimanendo rigorosamente indipendente da qualsiasi partito politico - si legge - la Chiesa ha la responsabilità di agire come missione morale e coscienza sociale per garantire che queste elezioni seguano il cammino della verità e della giustizia".<br />In quest'ottica la lettera invita i cristiani "a comprendere che il voto è una missione morale per il bene comune. Non è semplicemente un obbligo legale, ma un dovere morale che tutti i cittadini condividono come corresponsabilità per la nostra società". <br />Il testo cita il Catechismo della Chiesa Cattolica , dove si afferma che i cittadini hanno il dovere di contribuire alla società attraverso le tasse, la difesa nazionale e l'esercizio del loro diritto di voto. "Trascurare questo diritto significa venire meno alla nostra responsabilità verso il bene comune". Tuttavia, puntualizzano i Vescxovi, "questo dovere non si esaurisce alle urne; Ciò include il monitoraggio e la tutela delle verità morali in ogni fase del processo politico. Riconosciamo inoltre che scegliere di non votare per alcun candidato è un'opzione, ma solo nei casi in cui nessun candidato sia moralmente accettabile".<br />Infatti, "una democrazia sana è più di un semplice insieme di regole". Essa va fondata "su valori umani fondamentali, in particolare sulla dignità umana, sui diritti umani e sul bene comune. Senza questi fondamenti morali, una democrazia può facilmente trasformarsi in una tirannia nascosta che opprime il suo popolo",rileva la nota.<br />Per questo gli elettori sono chiamati a "cercare leader che valorizzino i cittadini locali, consentano alle comunità di partecipare al processo decisionale e siano dotati di spirito di sacrificio". Un vero leader, infatti "si concentra sul benessere degli altri, soprattutto dei poveri e dei vulnerabili". <br />La Lettera cita il passo del libro biblico dell'Esodo dove a Mosè viene detto di scegliere leader capaci, timorati di Dio, degni di fiducia e che detestano il guadagno disonesto. E commenta: "La leadership non dovrebbe essere vista come il possesso del potere; al contrario, il potere deve essere esercitato come servizio. "<br />Infine, la Chiesa cattolica thailandese rivolge un monito ai politici e ai funzionari governativi sul tema dell'integrità morale, affermando: "Come insegnò Gesù, 'Chi è fedele nel poco, è fedele anche nel molto' . Comprare o vendere voti, o qualsiasi atto di frode, è l'inizio della corruzione che distrugge la struttura della società. La corruzione politica è un tradimento del popolo e una grave violazione della giustizia sociale". <br />I Vescovi si uniscono a tutti i fedeli thai nel pregare affinchè siano eletti "leader dotati di una forte moralità e di politiche pubbliche creative", e che "sappiano guidare la nazione verso la vera pace e fraternità".<br /> <br /><br />Wed, 28 Jan 2026 09:13:12 +0100AFRICA/CIAD - Il Cardinale Ambongo: “Dopo 30 anni la visione di Ecclesia in Africa è più attuale che mai”https://www.fides.org/it/news/77291-AFRICA_CIAD_Il_Cardinale_Ambongo_Dopo_30_anni_la_visione_di_Ecclesia_in_Africa_e_piu_attuale_che_maihttps://www.fides.org/it/news/77291-AFRICA_CIAD_Il_Cardinale_Ambongo_Dopo_30_anni_la_visione_di_Ecclesia_in_Africa_e_piu_attuale_che_maiN’Djamena – La visione di Papa Giovanni Paolo II di “Chiesa famiglia di Dio” “Non si era semplicemente un ideale teologico, ma era una vera e propria mappa pastorale per un continente uscito dal colonialismo, dalle dittature e dalle divisioni, ma abitato da una fede viva e da una grande speranza”. Così nel suo discorso di apertura della 13esima Assemblea plenaria dell'ACERAC il Cardinale Fridolin Ambongo Besungu, Arcivescovo di Kinshasa, ha reso omaggio all’Esortazione Apostolica Post-Sinodale Ecclesia in Africa, della quale si sono appena celebrati i 30 anni.<br />Il Cardinale Ambongo in qualità di Presidente del Simposio delle conferenze episcopali di Africa e Madagascar ha aperto i lavori dell’Assemblea plenaria dell’ACERAC che si tiene nella capitale del Ciad, N’Djamena, dal 25 gennaio al 1° febbraio, sul tema “Le sfide della Chiesa, Famiglia di Dio in Africa Centrale: 30 anni dopo Ecclesia in Africa”.<br />“Trent'anni fa, al termine del Sinodo speciale per l'Africa, Papa San Giovanni Paolo II offrì al nostro continente una visione profonda attraverso l'esortazione Ecclesia in Africa. In essa, invitava la Chiesa a essere pienamente Famiglia di Dio, una comunione radicata nell'amore, segnata dalla riconciliazione, animata dalla giustizia e impegnata per la pace” ricorda il Cardinale Ambongo. A 30 anni di distanza sottolinea “siamo invitati a riconoscere che questa visione non è affatto superata; al contrario, è più urgente che mai”.<br />“Trent'anni non sono solo un indicatore cronologico, ma un tempo di autoesame ecclesiale” continua il Cardinale. “Ci chiamano a discernere con chiarezza ciò che ha portato frutto – in particolare, la visione della Chiesa come Famiglia di Dio – e ciò che rimane fragile o incompiuto”. “Soprattutto, ravvivano l'urgenza della missione che ci è stata affidata: essere artigiani di riconciliazione, giustizia, pace e speranza, nella fedeltà al Vangelo e nel dialogo con le realtà concrete dei nostri popoli”.<br />Per questo il Cardinale Ambongo indica tre “priorità pastorali che da tempo guidano il nostro pensiero e che questa Assemblea è chiamata ad approfondire e strutturare ulteriormente”. La prima è la formazione di costruttori di pace . La seconda è il governo pastorale sinodale . Il terzo è l’impegno sociale profetico . <br /><br /><br />Tue, 27 Jan 2026 12:46:50 +0100AFRICA/CONGO RD - Aggredito e rapinato un sacerdote in una rapina stradalehttps://www.fides.org/it/news/77290-AFRICA_CONGO_RD_Aggredito_e_rapinato_un_sacerdote_in_una_rapina_stradalehttps://www.fides.org/it/news/77290-AFRICA_CONGO_RD_Aggredito_e_rapinato_un_sacerdote_in_una_rapina_stradale<br />Kinshasa – Padre Jean-Richard Ilunga, parroco della chiesa del Cuore Immacolato di Maria afferente alla diocesi di Mbujimayi nel Kasai Orientale è stato vittima di una brutale aggressione il 24 gennaio. Padre Ilunga ritornava da Mbuji-Mayi, dove si era recato per riscuotere una donazione di 2.000 dollari destinata alla costruzione della sua parrocchia a Kalambayi, nel territorio di Tshilenge, quando alcuni banditi armati lo hanno aggredito. Oltre ai 2.000 dollari i malviventi hanno sottratto anche 512.000 franchi congolesi, il telefono cellulare, la motocicletta, la borsa, per poi legare il sacerdote e lasciarlo in condizioni critiche. Padre Ilunga è stato soccorso da alcuni viandanti e portato alla parrocchia di Saint-Albert di Kabimba, da dove è stato trasportato a Mbujimayi per cure mediche. Il suo stato di salute è considerato stabile e rimane sotto osservazione.<br />Secondo diverse fonti, dopo aver raccolto la somma destinata alla costruzione della parrocchia alcuni collaboratori del sacerdote gli avevano chiesto di spartirsi il denaro. Di fronte al suo categorico rifiuto, si sospetta che questi ultimi si siano messi d’accordo con un gruppo di banditi di strada per derubarlo e forse pure per ucciderlo.<br />Il governatore del Kasai Orientale, Jean-Paul Mbwebwa Kapo, ha visitato il sacerdote in ospedale ed ha condannato fermamente l’atto di banditismo. Il governatore ha quindi riaffermato l'impegno del governo provinciale a rafforzare la sicurezza e a fare in modo di consegnare alla giustizia i responsabili dell’aggressione. <br />Tue, 27 Jan 2026 12:04:58 +0100ASIA/COREA DEL SUD - Organizzazioni civili e religiose: No alla costruzione di due nuove centrali nuclearihttps://www.fides.org/it/news/77289-ASIA_COREA_DEL_SUD_Organizzazioni_civili_e_religiose_No_alla_costruzione_di_due_nuove_centrali_nuclearihttps://www.fides.org/it/news/77289-ASIA_COREA_DEL_SUD_Organizzazioni_civili_e_religiose_No_alla_costruzione_di_due_nuove_centrali_nucleariSeul - Nella società civile coreana, organizzazioni sociali, Ong e gruppi appartenenti a varie comunità religiose , rigettano e contestano il piano del governo coreano di costruire due nuove centrali nucleari e ne chiedono l'immediata abolizione. Il governo di Seul ha dichiarato che entro il 2038 costruirà due centrali nucleari, come annunciato dal ministro del clima Kim Sung-whan, al fine di ampliare l'offerta di energia elettrica nazionale. La società statale "Korea Hydro & Nuclear Power" aprirà una gara d'appalto per individuare siti in cui installare i nuovi reattori, a cui seguirà un processo di valutazione e selezione che dovrebbe durare circa sei mesi. L'azienda punta completare i reattori nel 2037 e 2038.<br />Inizialmente il nuovo presidente coreano Lee Jae-myung, insediatosi nel 2025, aveva prospettato investimenti sulle energie rinnovabili, in controtendenza rispetto al suo predecessore, Yoon Suk Yeol, che aveva pianificato di estendere la produzione di energia nucleare. Ora il governo di Lee ha dato luce verde alla ripresa di investimenti in centrali nucleari. <br />La mossa ha generato il dissenso e la protesta della rete denominata "Azione civica per il disarmo nucleare", composta da 43 gruppi civili e religiosi che, in un appello pubblico, hanno chiesto al presidente Lee Jae-myung di fornire personalmente un chiarimento all'opinione pubblica su questa decisione. La rete chiede le dimissioni del ministro Kim, che "ha trascurato le sue responsabilità per la sicurezza nazionale e la salvaguardia dell'ambiente, spingendo per la produzione di energia nucleare". <br />Inoltre la rete ricorda che il governo aveva promesso di eliminare gradualmente l'energia nucleare, mentre ora ha invertito la rotta, "basandosi su sondaggi d'opinione frettolosi, senza un'adeguata discussione pubblica". La scelta, si afferma, "rappresenta un tradimento nei confronti dei cittadini che desideravano ardentemente la denuclearizzazione".<br />Oltre alle questioni relative alla costruzione dei reattori, la rete della società civile chiede: "Come verrà risolto il problema dell'aumento delle scorie altamente radioattive dovuto all'espansione delle centrali nucleari?". Inoltre, con oltre 26 centrali concentrate solo sulla costa orientale, si sollevano preoccupazioni circa le misure di evacuazione in caso di incidente simultaneo a più reattori.<br />Secondo l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, la Corea del Sud ha 26 unità nucleari in esercizio commerciale e due, Saeul-3 e Saeul-4, sono elencate come in costruzione. Le 26 centrali hanno fornito il 31,7% della quota di produzione elettrica del Paese nel 2024.<br /> Tue, 27 Jan 2026 12:03:29 +0100AMERICA/HAITI - Aumentano gli scontri tra polizia e gruppi armati: il vescovo Dumas esorta i cittadini a scegliere vita, responsabilità e speranzahttps://www.fides.org/it/news/77288-AMERICA_HAITI_Aumentano_gli_scontri_tra_polizia_e_gruppi_armati_il_vescovo_Dumas_esorta_i_cittadini_a_scegliere_vita_responsabilita_e_speranzahttps://www.fides.org/it/news/77288-AMERICA_HAITI_Aumentano_gli_scontri_tra_polizia_e_gruppi_armati_il_vescovo_Dumas_esorta_i_cittadini_a_scegliere_vita_responsabilita_e_speranzaPort au Prince - L'arrivo del nuovo anno non ha portato ancora alcun miglioramento alla grave crisi umanitaria che vede coinvolta la popolazione dell'isola caraibica. <br /><br />Secondo quanto segnala l'organizzazione Medici Senza Frontiere in Haiti, è stato registrato un notevole aumento dei ricoveri legati alla violenza nell'ospedale di Drouillard, a Port-au-Prince. Tra il 29 dicembre 2025 e il 12 gennaio 2026, 101 pazienti feriti dalle violenze sono stati ricoverati in 15 giorni, inclusi 66 con ferite da arma da fuoco. La cifra di queste prime settimane supera già di gran lunga la media mensile di 54 ricoveri per ferita da arma da fuoco a Drouillard nel 2025. Di questi pazienti, il 30% erano donne; il 9% bambini sotto i 15 anni.<br /><br />Dallo scorso dicembre, la capitale di Haiti ha visto un aumento degli scontri tra la polizia nazionale haitiana e i gruppi armati, principalmente in quartieri densamente popolati sotto il loro controllo. Per migliaia di civili, la vita quotidiana è ormai segnata da spari e attacchi con droni, che lasciano molti intrappolati nelle aree controllate dai gruppi armati.<br /><br />In questo tragico contesto diversi piccoli avvenimenti hanno segnato la vita della Comunità montuosa di Pourcine Pic-Makaya. Lo ha raccontato all'Agenzia Fides padre Massimo Miraglio, MI, al suo rientro da Jeremie dove si era fermato per pianificare ulteriori supporti alla comunità di Pourcine dove è parroco.<br /><br />"Sono rientrato nella nostra Parrocchia, dedicata alla Madonna del Perpetuo Soccorso, con qualche telone per una cinquantina di abitazioni danneggiate dall' uragano Melissa . Salito in Parrocchia accompagnato da un 'igienista' di una Ong abbiamo visitato la scuola per un piccolo corso d'igiene personale agli scolari. Nella stessa giornata un'assemblea popolare ha eletto il nuovo Comitato responsabile dell'acquedotto per il quale abbiamo iniziato i lavori di pulizia e manutenzione. Infine, nei giorni a seguire gli alunni hanno condiviso una mattinata di sport alla scuola parrocchiale, che ha riaperto dopo la pausa natalizia, e prestissimo cominceremo con la preparazione per festa della Bandiera, che si celebra il prossimo 18 maggio!" conclude il missionario Camilliano.<br /><br />La precarietà e le violenze in tutto il contesto civile hanno altresì portato al ritiro del vescovo di Anse-a-Veau e Miragoane e vicepresidente della Conferenza episcopale haitiana, Pierre-Andrè Dumas, da un processo di mediazione nazionale volto a prevenire l'instabilità politica prima della fine del mandato del Consiglio presidenziale di transizione il 7 febbraio 2026. Il 14 gennaio passato il presule aveva annunciato il suo ritiro citando come cause disinformazione, interpretazione errata e manipolazione relative al suo coinvolgimento. In una lettera inviata a Laurent Saint-Cyr, Presidente pro tempore e Coordinatore del CPT, Dumas ha confermato che, su richiesta di diverse organizzazioni nazionali della società civile e politiche, nonchè di entità internazionali, aveva accettato di condurre una mediazione "con serietà e coscienza" nel tentativo di prevenire un potenziale caos alla fine del mandato del Consiglio. Nella nota diffusa lo scorso 16 gennaio dal Caribbean National Weekly si legge che il vescovo ha sottolineato di non essersi mai offerto personalmente come mediatore. Ha espresso gratitudine a coloro che hanno riposto in lui la loro fiducia e ha ribadito di non essere affiliato ad alcuna organizzazione politica, descrivendo il suo ruolo esclusivamente come quello di pastore. Riflettendo poi sulla sua persona, Dumas ha fatto riferimento alle ferite riportate in seguito ad una esplosione verificatasi, domenica il 19 febbraio 2025, nell'abitazione che lo ospitava durante il suo soggiorno a Port-au-prince, descrivendole come un promemoria delle cicatrici di Haiti causate da divisioni interne e violenza. Ha affermato che, proprio come lui si è ripreso attraverso la fede, crede che Haiti "risorgerà".<br /><br />Il presule ha concluso ribadendo la sua disponibilità a sostenere Haiti attraverso la preghiera e l'incoraggiamento morale, invocando il rispetto della sovranità haitiana ed esortando i cittadini a scegliere "vita, responsabilità e speranza".<br /><br /> <br /><br />Tue, 27 Jan 2026 14:39:21 +0100ASIA/MYANMAR - Elezioni concluse: vittoria del partito espressione della giunta militarehttps://www.fides.org/it/news/77287-ASIA_MYANMAR_Elezioni_concluse_vittoria_del_partito_espressione_della_giunta_militarehttps://www.fides.org/it/news/77287-ASIA_MYANMAR_Elezioni_concluse_vittoria_del_partito_espressione_della_giunta_militareYangon - Si è conclusa la terza fase delle elezioni in Myanmar, dopo le prime due fasi tenutesi il 28 dicembre e l'11 gennaio, contraddistinte per la vittoria del partito rappresentante della giunta militare che ha preso il potere con il golpe del 2021, l'Union Solidarity and Development Party . Secondo quanto reso noto dalla Commissione elettorale, lo spoglio del voto conferma i risultati dei due turni precedenti, con la maggioranza dei favori dati all'USDP. Circa il 20% percento dei 330 comuni del Paese ha votato nella fase finale e, secondo le previsioni, con l'USDP dovrebbe assicurarsi almeno 193 dei 209 seggi della Camera bassa e 52 dei 78 seggi della Camera alta. <br />Il capo della giunta, il generale Min Aung Hlaing, ha dichiarato che, una volta concluse le elezioni, affiderà le "responsabilità statali" a un governo civile, che si prevede sarà composto da militari in abiti civili. Il nuovo Parlamento si riunirà entro i prossimi due mesi, e eleggerà il nuovo presidente della nazione. <br />Secondo gli orientamenti enunciati, il voto, da cui sono stati esclusi partiti democratici come la Lega Nazionale per la Democrazia, sarà riconosciuto da nazione come Cina, India, Russia, dagli Stati Uniti e, tra le varie nazioni asiatiche, da Cambogia e Laos, che sono membri dell'ASEAN . L'ASEAN, come organizzazione, ha invece annunciato che non intende riconoscere il governo birmano, non avendo inviato propri osservatori nel corso del voto. <br />Tra i rappresentanti di partiti alternativi all'USDP, Ko Ko Gyi,leader del Partito Popolare candidato alle elezioni nell'area di Yangon, veterano leader degli studenti della "Generazione 88" ha sottolineato che "l'esercito giustifica il suo ruolo nella politica del Myanmar con le questioni di sicurezza e stabilità" "Ma se in Myanmar riusciremo a realizzare un autentico sistema federale, attuato in modo efficace - ha detto - i conflitti armati diminuiranno". "In tal modo si potrà ridurre gradualmente il ruolo dell'esercito attraverso modifiche costituzionali, man mano che la stabilità verrà ripristinata". "Intendo lavorare gradualmente per ridurre il ruolo dell'esercito in politica" ha detto Ko Ko Gyi . "E' importante sollevare tali questioni e indicare attivamente cosa dovrebbe essere discusso nel nuovo Parlamento", ha affermato.<br />Le elezioni sono tenute mentre il paese è devastato dalla guerra civile, con gravi conseguenze di povertà e isolamento di oltre 3,5 milioni di persone. Non esiste un bilancio ufficiale delle vittime della guerra civile in Myanmar. Secondo l'organizzazione no-profit "Armed Conflict Location & Event Data" , che raccoglie i resoconti dei media, di Ong e di varie fonti sul campo, dal colpo di stato del 2021 sono state uccise circa 90.000 persone.<br /> Mon, 26 Jan 2026 12:21:32 +0100AFRICA/CONGO RD - Nuovi massacri commessi dai jihadisti delle ADF nell’est della RDChttps://www.fides.org/it/news/77286-AFRICA_CONGO_RD_Nuovi_massacri_commessi_dai_jihadisti_delle_ADF_nell_est_della_RDChttps://www.fides.org/it/news/77286-AFRICA_CONGO_RD_Nuovi_massacri_commessi_dai_jihadisti_delle_ADF_nell_est_della_RDCKinshasa – Almeno 25 persone sono state uccise nel Nord Kivu, nell’est della Repubblica Democratica del Congo, in una serie di attacchi attribuiti ai ribelli delle Forze Democratiche Alleate . <br />Secondo quanto reso nota dal colonnello Alain Kiwewa, amministratore militare del territorio di Lubero “dalla notte del 24 gennaio, le ADF hanno terrorizzato la popolazione del villaggio di Musenge, nel territorio di Lubero, dove hanno bruciato diverse case , un centro sanitario e una chiesa cattolica”. Al momento- prosegue l’ufficiale congolese- compiangiamo la morte di due soldati, ustionati fino a renderli irriconoscibili”. “Gran parte della popolazione locale sta fuggendo verso la città di Butembo, situata ad almeno 30 chilometri di distanza. Il bilancio attuale delle vittime è solo provvisorio. Siamo in attesa di ulteriori informazioni dalle squadre di sicurezza congolesi e ugandesi dispiegate nella zona per ottenere una valutazione completa”.<br />Il villaggio di Musenge rientra nel raggruppamento di Mwenye, dove gli incessanti attacchi dei jihadisti delle ADF hanno creato una situazione di profonda insicurezza. Secondo fonti della società civile i precedenti attacchi nell’area hanno già causato più di 25 morti tra i civili e l’incendio di 63 case.<br />Le gravi condizioni d’instabilità nell’area di Mwenye hanno portato alla chiusura di cinque centri sanitari locali, con gravi disagi per le popolazioni locali.<br />Le ADF inoltre continuano a colpire anche nella confinante provincia dell’Ituri, dove almeno tre civili sono stati uccisi nella notte del 24 gennaio in un duplice attacco nei villaggi di Ahombo e Mangwalo, nel Territorio d’Irumu. Secondo fonti locali si registra pure la scomparsa di un numero imprecisato di abitanti dei due villaggi presi di mira.<br />Dal maggio 2021 le province del Nord Kivu e dell’Ituri sono state posto in stato d’assedio proprio per permettere alle Forze Armate congolesi di avere pieni poteri al fine di contrastare le ADF e gli altri gruppi armati che da decenni seminano morte e distruzione nelle due aree. Ma a distanza di quasi cinque anni dall’imposizione di questa misura l’insicurezza nelle due provincie sembra non arrestarsi. Anzi secondo il clero regolare della diocesi di Bunia l’imposizione del regime militare ha peggiorato la situazione . <br /><br />Mon, 26 Jan 2026 11:35:00 +0100AFRICA/SUD SUDAN - “Essere presenti, soprattutto dove la sofferenza è maggiore”. Il Vescovo Hiiboro inaugura un nuovo Centro Pastoralehttps://www.fides.org/it/news/77285-AFRICA_SUD_SUDAN_Essere_presenti_soprattutto_dove_la_sofferenza_e_maggiore_Il_Vescovo_Hiiboro_inaugura_un_nuovo_Centro_Pastoralehttps://www.fides.org/it/news/77285-AFRICA_SUD_SUDAN_Essere_presenti_soprattutto_dove_la_sofferenza_e_maggiore_Il_Vescovo_Hiiboro_inaugura_un_nuovo_Centro_PastoraleYambio – “Per più di cinque anni avete vissuto sotto il pesante fardello della violenza, dello sfollamento, delle istituzioni distrutte e di un profondo trauma. Eppure non avete perso la vostra umanità. Mi avete profondamente colpito con il vostro amore, la vostra generosità e la vostra gioia anche in mezzo al dolore. A volte, la vostra resilienza mi ha lasciato senza parole. C'è una forza spirituale interiore dentro di voi, silenziosa, profonda e donata da Dio, che vi ha tenuti in piedi. Proteggetela. Nutritela. Lasciate che ora diventi il fondamento della pace. Non sprecatela. La pace non crescerà attraverso la colpa o la vendetta. Crescerà attraverso un nuovo linguaggio, il perdono, la pazienza, l'amore, l'unità, la riconciliazione e la guarigione.” E’ il messaggio che il vescovo di Tombura-Yambio, Eduardo Hiiboro Kussala, ha rivolto ai fedeli e alle autorità in occasione della recente inaugurazione di un nuovo Centro Pastorale per il Decanato Occidentale della diocesi. “Rappresenta una pietra miliare significativa nel rafforzamento dei servizi pastorali all'interno del decanato” rimarca il presule che ha inoltre invitato i leader della Chiesa e i fedeli a lavorare insieme per la continua crescita e missione della Chiesa.<br /><br />“Siamo partiti da Yambio, dove ha sede l'amministrazione centrale della diocesi cattolica di Tombura-Yambio, e ci siamo diretti verso ovest fino al Decanato Occidentale di Nostra Signora Regina del Sud Sudan, Tombura, passando per il Vicariato di Ezo. Dopo quasi dieci giorni di intenso impegno pastorale, preghiera, incontro, sacrificio e grazia, siamo tornati a Yambio percorrendo lo stesso itinerario” racconta il vescovo Hiiboro. Non si è trattato semplicemente di un viaggio a lunga distanza, ma di un pellegrinaggio del cuore, nelle ferite, nella fede, nella perseveranza e nella speranza del popolo di Dio. Lungo ogni strada, in ogni parrocchia e in ogni comunità, il Signore si è rivelato attraverso una fede resiliente e un silenzioso grido di pace. Sono stati momenti hanno riaffermato la missione della Chiesa: essere presenti, soprattutto dove la sofferenza è maggiore. Le strade raccontavano la loro storia dolorosa. Abbiamo subito pesanti disagi, eppure niente di tutto ciò ci ha scoraggiato. Anzi, ha rafforzato la nostra convinzione che l'amore pastorale deve perseverare oltre i disagi e le difficoltà.”<br /><br />Tra i partecipanti alla inaugurazione, sacerdoti, religiosi e religiose, catechisti e membri della comunità cristiana che hanno espresso gioia e gratitudine per l'istituzione del Centro, descrivendolo come una benedizione per il Decanato Occidentale.<br /><br />Obiettivo del Centro è quello di migliorare l'amministrazione pastorale, rafforzare l’impegno per l’evangelizzazione e sostenere l'erogazione dei servizi ai fedeli di Tombura e delle parrocchie circostanti. Il Vescovo Hiiboro ha incoraggiato sacerdoti, catechisti e leader laici a utilizzare efficacemente il Centro Pastorale al servizio del popolo di Dio sottolineando il ruolo chiave che questo avrà nel migliorare il coordinamento delle attività ecclesiali, della pianificazione pastorale e dei programmi di formazione in tutto il decanato.<br /> <br />Mon, 26 Jan 2026 11:25:23 +0100ASIA/HONG KONG - la benedizione del Cardinale Tagle: “Il Volto di Gesù possa splendere sempre su Hong Kong”https://www.fides.org/it/news/77284-ASIA_HONG_KONG_la_benedizione_del_Cardinale_Tagle_Il_Volto_di_Gesu_possa_splendere_sempre_su_Hong_Konghttps://www.fides.org/it/news/77284-ASIA_HONG_KONG_la_benedizione_del_Cardinale_Tagle_Il_Volto_di_Gesu_possa_splendere_sempre_su_Hong_KongHong Kong - “Possa il Santo Volto di Gesù sorridere sempre a Hong Kong”. Con queste parole il Cardinale Luis Antonio Gokim Tagle ha riassunto riflessioni e esortazioni da lui offerte ai partecipanti all’incontro di preghiera, canti e musica che ha avviato le celebrazioni per l’80esimo anniversario della erezione della diocesi di Hong Kong. <br /><br />Durante il momento celebrativo, svoltosi domenica 18 ottobre presso il Chater Garden di Hong Kong , il Cardinale Pro-Prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione ha esposto sulla base delle Sacre Scritture la sorgente e la natura propria della pia pratica della benedizione cristiana, prima di benedire lui stesso i partecipanti all’evento e tutta la città insieme al Cardinale gesuita Stephen Chow Sau-yan, Vescovo di Hong Kong. <br /><br />Il Cardinale Tagle ha preso spunto da parte della benedizione al popolo che Dio insegna ai figli di Aronne nel Libro dei Numeri proponendola come «La benedizione che Dio desidera darci», facendo splendere il suo volto sugli uomini e le donne di ogni tempo. <br /><br />«La benedizione che Dio concede a noi e a Hong Kong è il Suo Santo Volto in Gesù Cristo», il Volto visibile e umano del Dio invisibile. un volto «interamente divino e interamente umano». <br /><br />Tra i modi in cui il Volto di Gesù può essere incontrato come benedizione, il Cardinale Tagle ha indicato anche l’incontro con il volto di un bambino, «che ci ricorda come i bambini e i giovani sono sempre una benedizione per la società; nessun bambino o giovane è un ‘problema'».<br /><br /><br />La vera benedizione per Hong Kong” - ha detto il Cardinale - «è il volto di Dio che splende su di essa”. "Possa il volto di Gesù» ha proseguito il Pro-Prefetto del Dicastero missionario «sorridere sempre a Hong Kong, e possa Hong Kong gioire del volto di Gesù».<br /><br />Così - ha aggiunto - i credenti potranno essere incoraggiati «a portare speranza alla società», diventando «testimoni coraggiosi del Signore».<br /><br /><br />Il Cardinale ha esortato anche tutta la società di Hong Kong a coltivare queste “benedizioni”, riconoscendo che tutti hanno la possibilità di diventare «una benedizione per gli altri»<br /><br /> Durante l’incontro, persone e gruppi di diverse etnie e nazionalità hanno pregato per Hong Kong in cantonese, filippino, francese, mandarino, coreano e vietnamita.<br /><br />Il 18 gennaio, durante la sua breve permanenza a Hong Kong - riferisce il settimanale diocesano locale Sunday Examiner - il Cardinale Tagle ha potuto conversare anche con Suor Corazon Demetillo e Suor Victoria Victorino, del Centro pastorale diocesano per i filippini. Le due religiose hanno descritto in sintesi le iniziative promosse dalle parrocchie locali per favorire l'integrazione dei migranti e il sostegno oggetto dalla diocesi a richiedenti asilo e rifugiati, in collaborazione con il Consolato filippino. <br /><br />Molti cattolici filippini hanno preso parte all’incontro di musica e preghiera del Chater Garden. I parrocchiani della chiesa di San Giuseppe, in Garden Road, hanno esposto uno striscione di benvenuto al per il Cardinale Tagle.<br /><br />A Hong Kong vive da tempo una nutrita comunità filippina. Secondo dati aggiornati al 31 agosto 2021, tra i residenti non permanenti che vivono a Hong Kong, i filippini sono 177mila.<br /> <br />Tra gli oltre 7 milioni e 400mila residenti permanenti, i cattolici sono più di 400mila. <br /><br /> Sun, 25 Jan 2026 18:23:29 +0100Il mondo ha ancora bisogno dei missionari e delle missionarie. Messaggio di Leone XIV per la 100esima Giornata Missionaria Mondialehttps://www.fides.org/it/news/77283-Il_mondo_ha_ancora_bisogno_dei_missionari_e_delle_missionarie_Messaggio_di_Leone_XIV_per_la_100esima_Giornata_Missionaria_Mondialehttps://www.fides.org/it/news/77283-Il_mondo_ha_ancora_bisogno_dei_missionari_e_delle_missionarie_Messaggio_di_Leone_XIV_per_la_100esima_Giornata_Missionaria_Mondialedi Gianni Valente<br /><br />Città del Vaticano - «Noi infatti non predichiamo noi stessi, ma Cristo Gesù Signore», scrive Paolo di Tarso nella sua Seconda Lettera ai Corinzi. <br /><br />Domenica 25 gennaio, nel giorno in cui la liturgia della Chiesa celebra la Conversione di San Paolo, il grande missionario “Apostolo delle Genti”, viene diffuso il Messaggio di Leone XIV per la 100esima Giornata Missionaria Mondiale, che quest’anno si celebra domenica 18 ottobre.<br /><br />«Uno in Cristo, uniti nella missione» è il titolo del nuovo Messaggio del Vescovo di Roma. Parole che riecheggiano quelle del motto papale, «In Illo uno unum» , tratte da un sermone di Sant’Agostino. <br /><br />«Nella misura in cui ciascuno si stringe a Cristo» scriveva il San Vescovo d’Ippona proprio in quel sermone - tanto più si unisce agli altri che a Cristo si stringono».<br /><br />Nella sollecitudine missionaria che attraversa e unisce gli ultimi Pontificati - quelli di Papa Francesco, il Papa dell’Evangelii gaudium, e di Leone XIV, il Papa da religioso agostiniano ha vissuto molti missione, lontano dalla sua Patria -, anche il nuovo documento del Successore di Pietro volge lo sguardo al vincolo misterioso che nell’operare della Chiesa intreccia sempre insieme missione e comunione, fin dalla loro sorgente. <br />Ambedue - suggerisce Papa Prevost - germogliano come doni dal «mistero dell’unione con Cristo». Fioriscono e crescono come gesti operati da Cristo stesso in coloro che riposano e dimorano in lui, «come i tralci nella vite». <br /><br />Il 2026 segna il centenario della istituzione della Giornata Missionaria Mondiale, promossa nel 1926 da Papa Pio XI e «tanto cara alla Chiesa». Papa Leone approfitta della ricorrenza speciale per suggerire a cosa conviene affidare l’attesa di veder fiorire «un’epoca missionaria nuova» nella storia della Chiesa, da lui stesso evocata il 5 ottobre, durante il Giubileo del mondo missionario.<br /><br /><br />Missione e comunione ecclesiale, doni di Cristo <br /><br /><br />L’essere cristiani - ricorda il Pontefice nella prima sezione del suo Messaggio - «è una vita in unione con Cristo, nella quale siamo resi partecipi della relazione filiale che Egli vive con il Padre nello Spirito Santo». Solo da questa unione può sgorgare come dono «la comunione reciproca tra i credenti» e può nascere anche «ogni fecondità missionaria». <br /><br />Papa Prevost cita l’insegnamento di San Giovanni Paolo II, secondo cui «la comunione è insieme sorgente e frutto della missione». Ripropone anche le parole di San Paolo VI, quelle della Esortazione apostolica Evangelii nuntiandi volte a ricordare che «Non c’è vera evangelizzazione se il nome, l’insegnamento, la vita, le promesse, il Regno, il mistero di Gesù di Nazareth, Figlio di Dio, non siano proclamati». Accenna all’urgenza di «intensificare l’impegno ecumenico con tutte le Chiese, anche cogliendo le opportunità suscitate dalla comune celebrazione del 1700° anniversario del Concilio di Nicea».<br /><br />Il Papa rimarca che anche l’unità dei discepoli «non è fine a sé stessa: è ordinata alla missione». È l’unità implorata nella preghiera da Cristo stesso, quando nel Vangelo secondo Giovanni chiede al Padre di donare e custodire la comunione tra i discepoli come segno potente da mostrare «Perché il mondo creda che tu mi hai mandato». «È nella testimonianza di una comunità riconciliata, fraterna e solidale» sottolinea Leone XIV «che l’annuncio del Vangelo trova la sua piena forza comunicativa».<br /><br /><br />Benedizioni alle POM, il “grazie” ai missionari<br /><br /><br />La missione dei discepoli e della Chiesa intera - ricorda nel Messaggio Leone XIV - «è il prolungamento, nello Spirito Santo, di quella di Cristo». La Buona Novella che i cristiani sono chiamati a annunciare al mondo «non è un ideale astratto: è il Vangelo dell’amore fedele di Dio, incarnato nel volto e nella vita di Gesù Cristo». Per questo - ricorda il Pontefice nella parte conclusiva del Messaggio - tutti i battezzati, ciascuno secondo la propria vocazione e condizione di vita, possono prendere parte «alla grande opera che Cristo affida alla sua Chiesa». L’unità nella missione - avverte il Vescovo di Roma - «Non va intesa come uniformità», ma trova la sua unica ragion d’essere nel «rendere visibile l’amore di Cristo e invitare tutti all’incontro con Lui». E quando questo dinamismo mosso dalla grazia prevale, si possono superare anche frammentazioni, divisioni, controversie che lacerano la comunità ecclesiale.<br /><br />Così la missione diventa cifra, volto e paradigma della comunione ecclesiale. E si osa anche l’audacia di «sviluppare con creatività le vie concrete di collaborazione nella missione».<br />Papa Leone, nel suo messaggio, ringrazia le Pontificie Opere Missionarie , «segno vivo dell’unità e della comunione missionaria ecclesiale», a cominciare dalla Pontificia Unione Missionaria, nel 110mo anniversario dalla sua fondazione; ricorda di aver sperimentato «con riconoscenza» il sostegno delle POM all’opera apostolica «già durante il mio ministero in Perù»; richiama gli anniversari importanti celebrati quest’anno dalle POM: i 200 anni dalla ideazione del “Rosario Vivente” promosso dalla Beata Paoline Marie Jaricot, fondatrice della Opera della Propagazione della Fede, «che raduna ancora oggi tantissimi fedeli in gruppi a distanza per pregare per ogni bisogno spirituale e missionario». E soprattutto i 100 anni dalla istituzione da parte di Pio XI della Giornata Missionaria Mondiale, celebrata nella penultima domenica di ottobre, quando le offerte raccolte durante le messe in tutto il mondo vengono affidate alle POM per essere redistribuite, «a nome del Papa», per rispondere alle «varie necessità della missione della Chiesa». <br /><br />Il Messaggio papale esprime gratitudine anche per «i missionari e le missionarie ad gentes di oggi: persone che, come San Francesco Saverio, hanno lasciato la propria terra, la propria famiglia e ogni sicurezza per annunciare il Vangelo, portando Cristo e il suo amore in luoghi spesso difficili, poveri, segnati da conflitti o lontani culturalmente». Lo fanno - spiega Papa Leone XIV - perché «sanno che Cristo stesso con il suo Vangelo è la più grande ricchezza da condividere». <br />Il mondo - riconosce il Successore di Pietro - «ha ancora bisogno di questi testimoni coraggiosi di Cristo, e le comunità ecclesiali hanno ancora bisogno di nuove vocazioni missionarie».<br />. <br /><br/><strong>Link correlati</strong> :<a href="https://www.fides.org/it/attachments/view/file/20260125-giornata-missionaria_it.pdf">Messaggio del Santo Padre per la per la 100° Giornata Mondiale delle Missioni</a>Sun, 25 Jan 2026 09:49:08 +0100ASIA/INDIA - I missionari Verbiti accanto ai tribali per contrastare il fenomeno dei matrimoni infantilihttps://www.fides.org/it/news/77280-ASIA_INDIA_I_missionari_Verbiti_accanto_ai_tribali_per_contrastare_il_fenomeno_dei_matrimoni_infantilihttps://www.fides.org/it/news/77280-ASIA_INDIA_I_missionari_Verbiti_accanto_ai_tribali_per_contrastare_il_fenomeno_dei_matrimoni_infantiliMumbai - I missionari Verbiti si impegnano a camminare a fianco delle popolazioni tribali e a contrastare i matrimoni infantili nello stato indiano di Maharashtra, nell'India centro-occidentale. Come riferisce all'Agenzia Fides il missionario Verbita p. John Singarayar SVD, antropologo e sociologo, "la Società del Verbo Divino, attraverso la sua commissione Giustizia, Pace e Integrità del Creato, da oltre un decennio affronta nel distretto di Raigad uno dei mali sociali più ostinati dell'India: il matrimonio infantile".<br /><br />Come spiega p. Singarayar, la "Janseva Society", un'iniziativa della commissione Giustizia, pace e integrità del Creato della Provincia verbita di Mumbai, fondata in collaborazione con l'Arcidiocesi di Bombay, ha recentemente concluso una campagna di sensibilizzazione porta a porta della durata di un mese, che ha raggiunto aree non raggiunte da servizi governativi, in cui le antiche usanze della cultura tribale spesso prevalgono sulle disposizioni di legge.<br /><br />I numeri constatati dai missionari sono preoccupanti. Un recente studio condotto su venti insediamenti degli indigeni Katkari ha rilevato che 111 ragazzi e 81 ragazze si sono sposati prima dell'età legale in 258 famiglie. I tribali Katkari affrontano forte indigenza, aggravata dalla mancanza di terra e dalla migrazione forzata per lavoro. L'istruzione dei bambini è frammentata e spesso si interrompe, lasciando gli adolescenti in condizioni di vulnerabilità e le famiglie, in tali condizioni, considerano il matrimonio precoce come inevitabile.<br /><br />Nel contesto si inserisce la questione castale: "Abbiamo trovato insediamenti Katkari, situati in villaggi abitati da gente di caste superiori, dove i bambini Katkari sono esclusi e si sentono indesiderati", ha spiegato p . John Singarayar SVD, che lavora nella regione fin dall'inizio della missione Janseva. "A dodici o tredici anni, la maggior parte dei bambini ha abbandonato completamente l'istruzione. È allora che inizia la vera vulnerabilità", spiega.<br />Ciò che distingue l'approccio della missione SVD è l'impegno nell'accompagnamento piuttosto che nel giudizio morale. Radicata nella visione evangelica di giustizia e compassione, l'opera cerca di rendere Cristo presente tra gli emarginati attraverso una solidarietà autentica e un cambiamento concreto.<br /><br />"Non veniamo come estranei a dire alla gente cosa fare", afferma Manisha Kapare, donna Katkari e coordinatrice della campagna presso la Janseva Society. "Ci sediamo accanto alle famiglie - racconta - ascoltiamo le loro difficoltà e le aiutiamo a vedere i collegamenti tra i matrimoni precoci e le sofferenze che già conoscono: bambine che muoiono di parto, bambini non sopravvivono, le giovani coppie intrappolate nella povertà."<br />Gli operatori SVD collaborano attivamente con i funzionari locali e i capi dei villaggi, costruendo ponti tra l'azione sociale basata sulla fede e la governance locale, rendendo così la campagna molto più efficace. "Questa è l'opera del gruppo di Giustizia, pace e integrità del Creato", osserva p. John Singarayar. "Giustizia significa affrontare le strutture che calpestano la dignità umana. Pace significa creare condizioni in cui le famiglie non debbano scegliere tra la sopravvivenza e il benessere dei propri figli. E l'integrità del Creato include la protezione dell'infanzia stessa come sacra".<br />La campagna, durata un mese, ha coinvolto diciotto villaggi, raggiungendo oltre 100 famiglie. I volontari hanno coinvolto gli anziani, hanno parlato separatamente con i giovani e si sono rivolti alle madri che spesso esercitano un'influenza silenziosa sulle decisioni familiari. Hanno spiegato che l'età legale per il matrimonio non è una "mera regola burocratica" arbitraria, ma una garanzia per il benessere umano.<br />La risposta è stata molto positiva. Diversi anziani dei villaggi si sono impegnati a scoraggiare i matrimoni infantili all'interno delle loro comunità. Tre famiglie hanno rimandato i matrimoni che avevano pianificato. Le ragazze a cui non era mai stato chiesto del loro futuro hanno iniziato a esprimere la speranza di continuare a studiare.<br />La Janseva Society, inaugurata ufficialmente nel 2013, rappresenta l'impegno a lungo termine della congregazione dei Verbiti nei confronti delle comunità più emarginate di Tala Taluka, combinando la cura pastorale con l'impegno sociale.<br />La Janseva Society prevede di estendere la campagna alle aree tribali limitrofe, mantenendo al contempo visite nei villaggi già sensibilizzati, camminando al fianco delle comunità tribali e operando anche per l'accesso all'istruzione, la formazione ai mezzi di sussistenza , l'emancipazione femminile.<br /> Sat, 24 Jan 2026 10:45:37 +0100ASIA/CINA- Il Vescovo coadiutore Antonio Li Hui succede all’anziano Nicola Han Jide alla guida della diocesi di Pinglianghttps://www.fides.org/it/news/77282-ASIA_CINA_Il_Vescovo_coadiutore_Antonio_Li_Hui_succede_all_anziano_Nicola_Han_Jide_alla_guida_della_diocesi_di_Pinglianghttps://www.fides.org/it/news/77282-ASIA_CINA_Il_Vescovo_coadiutore_Antonio_Li_Hui_succede_all_anziano_Nicola_Han_Jide_alla_guida_della_diocesi_di_PingliangPingliang – Antonio Li Hui, finora Vescovo coadiutore di Pingliang, nella provincia cinese di Gansu, ha assunto la guida della diocesi, succedendo all’85enne Vescovo Nicola Han Jide ofmCap, divenuto Vescovo emerito della stessa diocesi. <br /><br />I siti online cinesi Xinde.org e chinacatholic.cn riferiscono che la presa di possesso del Vescovo è avvenuta durante la solenne liturgia eucaristica celebrata il 15 gennaio con la partecipazione dei fedeli e alla presenza di rappresentanti delle autorità civili.<br /> Nell’omelia, il Vescovo Antonio Li ha sottolineato che proseguirà la linea pastorale del suo predecessore, sostenendo il clero e i fedeli nel cammino di fede e operando per favorire l’inizio di una nuova stagione della missione evangelizzatrice. Il Vescovo emerito Nicola Han ha ringraziato anche le autorità civili per la loro presenza. <br /><br />Antonio Li Hui, nominato da Papa Francesco Vescovo Coadiutore di Pingliang l’11 gennaio 2021, ha ricevuto l’ordinazione episcopale il 28 luglio 2021 nella cattedrale di Pingliang. In quella circostanza il dott. Matteo Bruni, Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, rispondendo alle domande dei giornalisti dichiarò: “Posso confermare che oggi, mercoledì 28 luglio 2021, nella cattedrale di Pingliang, Provincia cinese di Gansu, ha avuto luogo la liturgia di ordinazione episcopale del Rev. Antonio LI Hui, nominato dal Santo Padre Coadiutore di Pingliang l’11 gennaio 2021. Mons. Li è il quinto Vescovo cinese nominato e ordinato nel quadro normativo dell’Accordo Provvisorio sulla nomina dei Vescovi in Cina”. <br /><br />Il quinto Vescovo nominato dopo l’entrata in vigore dell’Accordo Provvisorio tra la Santa Sede e la Repubblica Popolare Cinese sulla nomina dei vescovi è nato nel 1972 nella contea di Mei della provincia di Shaanxi. E’ entrato nel Seminario diocesano di Pingliang nel 1990 e si è laureato presso il Seminario Nazionale della Chiesa Cattolica in Cina. È sacerdote dal 1996. Ha offerto per lungo tempo il suo servizio pastorale nella diocesi di Pechino prima di essere nominato Vescovo. Ha proseguito gli studi presso la facoltà di Letteratura Cinese della Università del Popolo di Pechino. <br /><br />Dal 1910, nella zona di Pingliang hanno operato missionari belgi e tedeschi, fino al 25 gennaio 1930, quqndo fu creata la Prefettura Apostolica di Pingliang affidata ai francescani cappuccini spagnoli. La Prefettura fu elevata a diocesi nel 1950. Oggi, la comunità conta circa 12mila battezzati cattolici con una ventina di sacerdoti e 18 suore della Congregazione della Sacra Famiglia che prestano servizio pastorale nelle 10 parrocchie e 11 cappelle e stazioni missionarie. <br /> <br />Fri, 23 Jan 2026 12:25:07 +0100AMERICA/PERU’ - Al via un corso on-line per i Paesi Bolivariani sulla storia e la missione delle Pontificie Opere Missionariehttps://www.fides.org/it/news/77281-AMERICA_PERU_Al_via_un_corso_on_line_per_i_Paesi_Bolivariani_sulla_storia_e_la_missione_delle_Pontificie_Opere_Missionariehttps://www.fides.org/it/news/77281-AMERICA_PERU_Al_via_un_corso_on_line_per_i_Paesi_Bolivariani_sulla_storia_e_la_missione_delle_Pontificie_Opere_MissionarieLima – Cosa sono le Pontificie Opere Missionarie , quale la loro missione ed il loro campo d’azione? A queste domande cercherà di rispondere in modo articolato il corso on line organizzato per i Paesi Bolivariani al via il 31 gennaio. “Le direzioni nazionali delle POM dei Paesi bolivariani – Venezuela, Colombia, Ecuador, Perù e Bolivia – si sono unite per il secondo anno consecutivo per offrire un corso sulle Pontificie Opere Missionarie. Si tratta di un'occasione molto importante per far conoscere le quattro Opere e, allo stesso tempo, mostrare come le Opere Missionarie vengano promosse e sviluppate nel nostro continente” spiega il direttore nazionale delle POM del Perù, padre José Hipolito Purizaca Sernaque. <br />Si tratta di cinque sessioni che si terranno di sabato, della durata di due ore . Il corso si propone come uno spazio di formazione, comunione e impegno missionario che unisce i Paesi Bolivariani in un unico spirito come evidenza il tema della prossima Giornata Missionaria Mondiale 2026 "Uno in Cristo, uniti nella missione". <br />“Approfondiremo in cosa consiste l'Infanzia e Adolescenza Missionaria; come i giovani vengono accompagnati e sostenuti; come la missione viene vissuta nelle famiglie, riconoscendo che esistono famiglie missionarie; e anche come i malati e gli anziani partecipano attivamente come missionari nelle loro circostanze afferma il direttore delle POM peruviane . “In particolare, nei nostri Paesi viene valorizzato e promosso il volontariato missionario, così come il lavoro continuo di pastorale vocazionale”.<br />L’iniziativa è rivolta agli animatori e operatori pastorali, ai giovani, agli insegnanti e a tutti coloro che desiderano approfondire la comprensione dell'identità, della missione e dell'azione evangelizzatrice delle POM, rafforzando il loro servizio alla Chiesa e all'annuncio del Vangelo.<br />“Tutto questo sforzo – conclude padre Purizaca - mira a presentare e comprendere la Chiesa nella sua dimensione essenzialmente missionaria, alla luce dell'esperienza delle Pontificie Opere Missionarie. Lo scopo è renderci tutti più consapevoli del significato dei territori di missione per la nostra amata Chiesa cattolica”.<br /> <br /><br /><br /><br/><strong>Link correlati</strong> :<a href="httpS://www.fides.org/it/attachments/view/file/WhatsApp-Image-2025-12-22-at-12.35.pdf">locandina</a>Fri, 23 Jan 2026 11:51:48 +0100ASIA/MYANMAR - Apre una nuova chiesa in mezzo al conflitto: un segno di fede e di speranzahttps://www.fides.org/it/news/77279-ASIA_MYANMAR_Apre_una_nuova_chiesa_in_mezzo_al_conflitto_un_segno_di_fede_e_di_speranzahttps://www.fides.org/it/news/77279-ASIA_MYANMAR_Apre_una_nuova_chiesa_in_mezzo_al_conflitto_un_segno_di_fede_e_di_speranzaMyitkyina - La benedizione di una nuova chiesa cattolica e di una grotta con la statua della Madonna di Lourdes, la "Regina pacis", sono un avvenimento speciale nella diocesi di Myitkyina, capitale dello stato Kachin, nel nord del Myanmar. Nella guerra civile in corso, il territorio circostante è teatro di violenti scontri tra l'esercito regolare e le formazioni delle milizie etniche kachin, con grande sofferenza della popolazione civile e un crescente numero di sfollati. <br />In questo contesto la costruzione e l'apertura di un edificio di culto per i fedeli cattolici, avvenuta il 13 gennaio scorso, ha un valore particolare: sottolinea che "i fedeli sono chiamati, nel tempo della crisi e della tribolazione, a essere comunità pietre vive, come dice l'apostolo Pietro nella prima lettera", ha detto il Vescovo di Myitkyina,, John Mung Ngawn La Sam, benedicendo la nuova chiesa di San Giovanni nel quartiere Takkone Htoi San, nella capitale Myitkyina.La nuova chiesa si era resa necessaria per la significativa espansione per la comunità cattolica locale nella diocesi, che conta, nel complesso, oltre 95mila fedeli.<br />All'evento hanno partecipato il cardinale Charles Bo, il Vescovo Noel Saw Naw Aye, il Vescovo Francis Than Htun e il Vescovo Raymond Wai Lin Htun, che sono i tre vescovi ausiliari dell'Arcidiocesi di Yangon, insieme a numerosi fedeli locali.<br />Parlando ai fedeli, il cardinale Bo ha riflettuto sul significato spirituale della nuova chiesa, dedicata a San Giovanni Evangelista, ricordando che "la vera Chiesa è fatta dal Popolo di Dio che cammina nella luce del Signore", descrivendo la nuova chiesa come "una futura casa di preghiera, conforto e perdono, e un luogo da cui la comunità viene inviata a donare il Vangelo". "Le mura della chiesa - ha ricordato il Cardinale - non hanno lo scopo di confinare la comunità, ma di custodirla e nutrirla perchè possa essere testimone di amore, pace e giustizia nel mondo".<br />La comunità di Htoi San è composta da 154 famiglie cattoliche per un totale di 902 fedeli, assistiti da due catechisti. La chiesa di San Giovanni, e la Grotta della Regina della Pace, dove i battezzati si recano a recitare il Rosario e invocare la protezione della vergine, "sono simboli concreti di una fede che resta viva nel conflitto, mentre il popolo Kachin lotta per la giustizia e la pace", ha concluso il Vescovo La Sam. <br />Secondo fonti di Fides nell'area, le famiglie kachin in una fase di acuta crisi sociale , organizzano costantemente incontri di preghiera nelle case, per sostenersi a vicenda e mantenere viva la fede nella quotidianità. "Vi sono preghiere di ringraziamento, suppliche per la prosperità, la buona salute per la pace. Poi, vi sono preghiere, canti di adorazione, la lettura del Vangelo, e la condivisione delle proprie riflessioni sulla lettura. A volte si recita il Rosario. Sono momenti spiritualmente molto intensi e fecondi per tenere viva la speranza", testimonia Michael Javier, missionario laico di san Colombano in Myanmar. <br /> Fri, 23 Jan 2026 08:36:03 +0100AFRICA/COSTA D’AVORIO - I Vescovi danno il via alla creazione dell’Università cattolica della Costa d’Avoriohttps://www.fides.org/it/news/77277-AFRICA_COSTA_D_AVORIO_I_Vescovi_danno_il_via_alla_creazione_dell_Universita_cattolica_della_Costa_d_Avoriohttps://www.fides.org/it/news/77277-AFRICA_COSTA_D_AVORIO_I_Vescovi_danno_il_via_alla_creazione_dell_Universita_cattolica_della_Costa_d_AvorioAbidjan – La creazione dell’Università cattolica della Costa d’Avorio e di un centro di ritiro spirituale per sacerdoti. Sono queste i due principali temi al centro dei lavori della 128esima Assemblea Plenaria della Conferenza Episcopale della Costa d’Avorio, che si tiene dal 20 al 25 gennaio a San Pedro.<br />L’Assemblea si è aperta il 20 gennaio alla presenza del Nunzio Apostolico in Costa d'Avorio, Mons. Mauricio Rueda Beltz, e del Cardinale Ignace Bessi Dogbo, Arcivescovo Metropolita di Abidjan, con una messa presieduta da Mons. Mgr Marcellin Yao Kouadio, Vescovo di Daloa e Presidente della CECCI .<br />Nella sua omelia Mons. Kouadio ha espresso profonda preoccupazione per l'evoluzione della democrazia in diversi Stati africani, facendo riferimento a "un'indipendenza sotto tutela e una sovranità confiscata". "Si tenta di imitare i modelli democratici occidentali in un contesto segnato da violenza, predazione economica e ingerenza" ha sottolineato ricordando i diversi casi nei quali "l'accesso al potere avviene attraverso l'illegalità, la frode elettorale o il bracconaggio”. "I vincitori fraudolenti vengono congratulati e celebrati a spese del verdetto delle urne", ha deplorato, lanciando un appello urgente a chi detiene il potere affinché sia "una benedizione per il popolo che afferma di rappresentare".<br />Una delle tematiche analizzate dai Vescovi, è proprio la situazione sociopolitica del Paese anche alla luce delle elezioni presidenziali e politiche tenutesi nel 2025.<br />Sul piano ecclesiale la CECCI si sofferma sulla creazione dell’Université Catholique de Côte d’Ivoire un progetto che era stato presentato alla 126esima Plenaria del gennaio 2025. L’Università verrà creata sotto la direzione dall'Accademia Cattolica della Costa d'Avorio . <br />Thu, 22 Jan 2026 12:20:04 +0100ASIA/MACAO - La Diocesi di Macao celebra il Giubileo dei 450 anni dalla sua erezionehttps://www.fides.org/it/news/77276-ASIA_MACAO_La_Diocesi_di_Macao_celebra_il_Giubileo_dei_450_anni_dalla_sua_erezionehttps://www.fides.org/it/news/77276-ASIA_MACAO_La_Diocesi_di_Macao_celebra_il_Giubileo_dei_450_anni_dalla_sua_erezioneMacao – Venerdì 23 gennaio, alle 19, nella cattedrale dedicata alla Natività di Nostra Signora viene celebrata la solenne liturgia che apre il programma di festeggiamenti e iniziative in occasione dei 450 anni dalla erezione della diocesi di Macao. <br />Il programma di festeggiamenti coinvolge le nove parrocchie, dove venerdì viene anche accesa la “Lux Vera” e si tiene una veglia di preghiera. <br />L’Anno giubilare indetto per i 450 anni di cammino della diocesi si concluderà il 23 gennaio 2027. <br />Macao ha ricoperto un ruolo chiave nella missione evangelizzatrice in Estremo Oriente: ponte tra Oriente e Occidente centro propulsivo per le opere di carità e iniziative decisive sul terreno dell’istruzione e della cultura. <br />Durante l’Anno giubilare, chi si recherà alla parrocchia di San Giuseppe del Seminario diocesano in pellegrinaggio potrà ottenere l'indulgenza plenaria concessa dalla Penitenzieria Apostolica, assolvendo le tradizionali condizioni richieste. <br />La Lettera Pastorale scritta dal Vescovo di Macao per l’anniversario dei 450 anni della erezione della diocesi si intitola “Da Macao al mondo: 450 anni di missione e misericordia - Onorare il passato, creare il futuro; Testimoniare il patrimonio, missione nel mondo”. Nel testo, i vescovo Lee ripercorre la storia della diocesi di Macao esprimendo gratitudine per i missionari e tutti coloro che hanno custodito e trasmesso la fede degli Apostoli di generazione in generazione. <br />450 anni fa – si legge nel documento - “il Papa Gregorio XIII promulgò la bolla che istituì ufficialmente la diocesi di Macao. Da allora, Macao è diventata un importante centro della missione evangelizzatrice in Estremo Oriente. Numerosi sacerdoti diocesani, missionari provenienti da varie regioni, congregazioni maschili e femminili e istituti di vita consacrata — in particolare i missionari che un tempo partirono dal Portogallo verso l'Oriente — hanno preso Macao come base per diffondere il Vangelo nella Cina continentale, in Giappone, in Corea e in varie regioni del Sud-Est asiatico, tra cui Singapore, Malacca e Timor Est”. <br />Celebrare in modo solenne il 450° anniversario della diocesi, non serve a “esaltare glorie passate, ma per discernere, in Cristo, la strada da seguire”. “E’ un atto di memoria , in cui rendiamo grazie a Dio per la Sua opera di salvezza”.<br />Insieme a cerimonia inaugurale, venerdì vengono presentati anche i francobolli commemorativi del Giubileo. A metà anno si terrà l’inaugurazione del Centro Cattolico che sarà il nuovo punto di riferimento della diocesi e ospiterà due mostre speciali: “Riflettere sul passato, costruire il futuro” e “Testimoniare l'eredità, evangelizzare il mondo”. Il 28 novembre si terrà il festival della Giornata della Famiglia della Diocesi “Crescere insieme come famiglia” e il 5 dicembre l'Incontro Giovanile: “Camminare insieme, salpare di nuovo”. <br />Nel secondo trimestre sono in programma il Simposio: “L'educazione cattolica - ieri, oggi e domani” e una tavola rotonda dei direttori scolastici nell’ambito dello scambio accademico.<br />Fin dalla sua fondazione, la diocesi di Macao ha venerato Santa Caterina da Siena e San Francesco Saverio come suoi Santi Patroni, affermando anche in questo modo il proprio tratto missionario, insieme alla vocazione allo scambio culturale e alla promozione delle virtù morali, connotati che si ritrovano anche nel motto della diocesi “Scientia et Virtus” .<br />Oggi la diocesi conta 9 parrocchie, 28 istituti d’istruzione, centri Caritas e una casa editrice che cura anche la comunicazione. Oltre 70 sacerdoti e seminaristi insieme circa 130 suore offrono servizio pastorale ai circa 30 mila battezzati. <br /> <br />Thu, 22 Jan 2026 12:16:15 +0100