Fides News - Italianhttps://www.fides.org/Le notizie dell'Agenzia FidesitI contenuti del sito sono pubblicati con Licenza Creative Commons.AFRICA/MALAWI - L’unità nella missione al centro dell'incontro nazionale dei Direttori delle POM delle otto diocesi del Paesehttps://www.fides.org/it/news/77474-AFRICA_MALAWI_L_unita_nella_missione_al_centro_dell_incontro_nazionale_dei_Direttori_delle_POM_delle_otto_diocesi_del_Paesehttps://www.fides.org/it/news/77474-AFRICA_MALAWI_L_unita_nella_missione_al_centro_dell_incontro_nazionale_dei_Direttori_delle_POM_delle_otto_diocesi_del_PaeseBlantyre – Si è concluso venerdì 13 marzo con la liturgia eucaristica celebrata presso il Centro Pastorale Nantipwiri dell’Arcidiocesi di Blantyre il primo incontro del 2026 del Consiglio Nazionale dei Direttori diocesani delle Pontificie Opere Missionarie del Malawi, organizzato dalla Direzione Nazionale del Paese, guidata da padre Peter Ephraim Madeya. <br /><br />L’incontro, a cui hanno preso parte tutte le otto diocesi del Malawi e che ha avuto inizio il 9 marzo, ha fornito l'occasione per tracciare un bilancio del percorso fatto fino ad ora, e soprattutto per delineare i passi futuri.<br /><br />“Gli incontri dal vivo sono essenziali perché rafforzano la comunione missionaria, forniscono formazione e indicano la strada” ha commentato padre Madeya.<br />In apertura di incontro, che ha avutocome filo conduttore il tema del messaggio della prossima Giornata Missionaria Mondiale 2026 “Uno in Cristo, uniti nella missione”, il Vicario Generale dell'arcidiocesi di Blantyre, George Buleya, è intervenuto con una relazione introduttiva che ha dettato il passo delle sessioni di lavoro. “E’ fondamentale 'essere uno con Cristo' e essere uniti tra noi nel nostro lavoro missionario" ha spiegato il Vicario Generale Buley. "Dobbiamo evitare" ha aggiunto "uno spirito di inutile competizione e divisione tra noi. L'unità è essenziale per un lavoro missionario efficace”.<br /><br />L’incontro è poi proseguito con la presentazione delle differenti relazioni che hanno evidenziato, pur spesso in mancanza di risorse, un impegno instancabile da parte di tutte le otto diocesi. Tra i temi discussi anche la celebrazione nazionale del centenario della Giornata Missionaria Mondiale, che si terrà nella diocesi di Mzuzu il prossimo 3 ottobre 2026. A rivelarsi molto utili per i Direttori diocesani delle POM presenti all’iniziativa sono state due sessioni pratiche di progettazione e scrittura. Nella prima hanno potuto valutare insieme l’efficacia del piano delle attività realizzate tra il 2021 ed il 2026 gettando insieme le basi per l’elaborazione di un nuovo piano futuro per l’animazione e formazione missionaria, nella seconda si sono potuti cimentare in un laboratorio di scrittura di proposte di progetto per lo sviluppo dei rispettivi uffici diocesani. Sat, 14 Mar 2026 19:39:49 +0100AMERICA/HAITI - Oltre le violenze e la crisi umanitaria: fatiche e attese di una comunità che trova forza e speranza solo in Diohttps://www.fides.org/it/news/77458-AMERICA_HAITI_Oltre_le_violenze_e_la_crisi_umanitaria_fatiche_e_attese_di_una_comunita_che_trova_forza_e_speranza_solo_in_Diohttps://www.fides.org/it/news/77458-AMERICA_HAITI_Oltre_le_violenze_e_la_crisi_umanitaria_fatiche_e_attese_di_una_comunita_che_trova_forza_e_speranza_solo_in_DioPourcine Pic Makaya – “L'anno 2026 dovrebbe essere un anno di svolta per Haiti, con le elezioni programmate per quest'anno e l'insediamento del nuovo Presidente con il Parlamento nel febbraio 2027. Ma tutto rimane ancora molto vago e molto molto incerto.” Lo dice all’Agenzia Fides padre Massimo Miraglio, missionario Camilliano, parroco della Chiesa di Nostra Signora del Soccorso, nella località montana di Pourcine Pic Makaya, che ha condiviso alcuni aggiornamenti dall’isola caraibica travolta ormai da anni da una grave crisi umanitaria oltre che socioeconomica.<br /><br />“Attualmente il Paese è gestito da un primo ministro plenipotenziario che ha in mano il Paese insieme al suo gruppo di ministri e che in realtà dovrebbe solamente organizzare queste elezioni che ormai si aspettano da più di dieci anni" prosegue il missionario. "La situazione economica è drammatica, l'inflazione e il costo della vita sono altissimi. Ci sono enormi difficoltà di approvvigionamenti a causa delle strade interrotte. Anche a Jérémie, 300km dalla capitale Port au Prince, le cose arrivano ma dopo viaggi funambolici, in parte via mare e in parte via terra. Tutto ciò che arriva ha dei costi spaventosi a fronte di un Paese che è fermo, dove non c'è lavoro, e dove la gente fatica quotidianamente a mettere insieme il necessario per poter vivere. Si vive alla giornata e anche la speranza sta cominciando a venir meno, visto che non si intravedono all'orizzonte cambiamenti sostanziali per rimontare questa china spaventosa nella quale il Paese è precipitato. C’è un vuoto istituzionale spaventoso che ha portato questa situazione, un deriva veramente tragica, dove milioni di persone soffrono, sono costrette a vivere all'ombra nella paura più totale a causa delle gang che continuano a controllare la capitale Port au Prince.”<br /><br />“Personalmente continuo a portare avanti il mio impegno per tenere viva la comunità, soprattutto attraverso le attività parrocchiali, con i giovani, con gli anziani, le attività religiose. La celebrazione delle feste religiose e civili sono appuntamenti importanti che è necessario rimettere al centro della vita comunitaria perché la comunità possa effettivamente vivere questi momenti come dei momenti di crescita comunitaria, di solidarietà, momenti in cui si mette insieme ciò che più è importante ossia la fede in Dio Misericordioso, che ci dà speranza e forza per attraversare tutti i problemi che la vita ci mette davanti.”<br /><br />“Nella nostra parrocchia, anche se siamo tra le montagne, anche noi non possiamo non risentire di questa situazione drammatica che ci porta a lavorare in condizioni di emergenza e di questo malfunzionamento dello Stato. Malgrado ciò proviamo ad andare avanti con progetti che abbiamo avviato da 3 anni, soprattutto la scuola materna e elementare con i suoi oltre 200 alunni e la scuola pomeridiana per l’alfabetizzazione degli adulti . Andiamo avanti anche con i programmi dell’agricoltura, grazie all’appoggio di una ong che ci aiuta ad incrementare la produzione locale, principale fonte di ricchezza della popolazione. Tra marzo e aprile ricominceremo con un programma di pulizia dei sentieri e delle mulattiere. Si tratta di un programma essenziale per noi per permetterci di mantenere le vie di comunicazione pulite e sicure e per permettere il passaggio dei muli e quindi dei prodotti della terra che la gente produce e poi porta nei mercati circostanti. Le difficoltà rimangono enormi perché queste mulattiere si trovano su percorsi molto impervi e spesso anche la manutenzione che facciamo è una manutenzione temporanea perché non abbiamo mezzi per poter fare delle cose più strutturate. Ciò che rimane una priorità della parrocchia è quello di mantenere la gente unita, cercare di creare attività che facilitano la coesione sociale e il lavoro comunitario. Che facilitano una visione comune e un desiderio di andare avanti malgrado la situazione sia difficile e malgrado spesso le notizie che vengono da Port au Prince, o da Jeremie siano veramente molto scoraggianti.”<br /><br />Padre Miraglio rimarca inoltre le criticità del settore sanitario. “Uno dei settori in difficoltà è sicuramente quello sanitario. A Jèremiè la situazione è drammatica, i pazienti che ogni giorno arrivano non trovano risposte adeguate alle loro necessità e problemi. Ci sono solo piccoli ambulatori privati, ma che spesso non hanno la capacità di rispondere a emergenze o rispondere a casi più complessi. Di conseguenza la situazione per la stragrande maggioranza dei malati è veramente drammatica. Spesso poi vengono inviati in altri ospedali della zona che spesso sono nelle stesse condizioni e, soprattutto se si tratta di ospedali privati, sono estremamente costosi e quindi riservati solamente una piccola fascia della popolazione. Anche per noi a Pourcine è diventata un'urgenza la costruzione di un piccolo ambulatorio in grado di gestire le emergenze . Siamo isolati, lontani dall'ospedale, i materiali da costruzione sono molto distanti ed è molto faticoso portare la sabbia in loco. Per ovviare stiamo studiando delle alternative per vedere come riuscire a costruire un piccolo ambulatorio che potrà arrivare a servire 3000/3500 persone, a cui potranno affluire anche le altre località limitrofe per le prime urgenze. Un dispensario che non soltanto permetterà alle persone di avere possibilità di incontrare un infermiere, un medico, ma soprattutto avviare un lavoro di prevenzione e formazione sanitaria anche per tutti. Per noi che siamo così lontani è fondamentale prevenire perché spesso quando si deve curare è già troppo tardi. Cercheremo inoltre di mettere in piedi un sistema anche semplice per trasportare i malati nel fondovalle, per far sì che i casi più gravi arrivino rapidamente a Jérémie nell'ospedale”. <br /><br />“Nei mesi di febbraio e marzo la gente è molto occupata nei lavori della terra che sono molto faticosi e spesso anche in campi e in zone molto lontane dalle loro abitazioni. Uno sforzo che fanno con grande generosità e con tanta speranza perché la produzione di questo periodo può garantire delle entrate che permettono loro di affrontare le spese indispensabili di una famiglia per poter andare avanti. Nei prossimi mesi vedremo come rafforzare la produzione di banane locali. Purtroppo con il passaggio dell'uragano nel mese di ottobre Melissa gran parte dei bananeti, fonte di reddito e soprattutto fonte di alimentazione, sono andati persi. La grande sfida è quella di passare da un agricoltura primitiva, che ha una scarsa produttività, a un'agricoltura più comunitaria, con una maggiore produttività e anche con una maggiore capacità di gestire tutta una serie di eventi che talvolta rendono complicato il lavoro dei campi.”<br /><br />“Siamo entrati nel periodo della Quaresima – conclude il missionario Camilliano -, la comunità è impegnata con le celebrazioni domenicali, la recita del Rosario, la Via Crucis, momenti importantissimi per ravvivare la fede e la speranza, per mantenerci uniti e solidali. L’auspicio è che questo periodo possa diventare per la comunità di Pourcine un momento di riflessione e di preghiera, in cui si prende coscienza anche degli errori fatti e dei nostri limiti. Con l’obiettivo di creare una bella comunità cristiana, abitata dallo Spirito, una comunità che vuole vivere quotidianamente i valori del Vangelo. Una comunità che ha il Signore al centro della sua vita e che vuole avanzare verso una vita dignitosa, dove tutti possono avere il minimo indispensabile per progredire.”<br /><br /> <br />Sat, 14 Mar 2026 15:52:30 +0100AFRICA/SUD SUDAN - "Si fermino le operazioni militari nel Jonglei” chiedono i responsabili delle confessioni cristianehttps://www.fides.org/it/news/77473-AFRICA_SUD_SUDAN_Si_fermino_le_operazioni_militari_nel_Jonglei_chiedono_i_responsabili_delle_confessioni_cristianehttps://www.fides.org/it/news/77473-AFRICA_SUD_SUDAN_Si_fermino_le_operazioni_militari_nel_Jonglei_chiedono_i_responsabili_delle_confessioni_cristianeJuba – “Si fermi l’operazione militare nello Stato di Jonglei” chiedono i capi delle confessioni cristiane appartenenti alla South Sudan Council of Churches. .<br />In una dichiarazione il Cardinale Ameyu Martin Mulla, Arcivescovo di Juba ha chiesto a nome di tutti i membri dell’SSCC di fermare “l'operazione militare in corso a Jonglei, in particolare gli ordini recenti del comando militare delle SSPDF di condurre quella che definiscono la seconda fase dell'operazione ad Akobo.” “Ciò non farà altro che aumentare la sofferenza delle persone, gli sfollamenti delle nostre popolazioni, l'incendio delle città e il numero di morti”.<br />La città di Akobo è al centro dei combattimenti tra l’esercito sud sudanese, South Sudan People’s Defence Forces che fa capo al Presidente Salva Kiir e la fazione guidata da Riek Machar, Sudan People’s Liberation Army-In Opposition <br />Le SSPDF sono entrate in città questa settimana trovandola svuotata della popolazione che l’ha abbandonata, a seguito a un ultimatum di 72 ore emesso il 6 marzo. Migliaia di civili sono fuggiti oltre il fiume Pibor verso l'Etiopia. Akobo si trova tra due fiume, il Pibor e il Geni, quest’ultimo dà vita a una vasta palude nella quale è praticamente impossibile muoversi con mezzi blindati e camion. La battaglia ora è per il controllo dei guadi sui due fiumi.<br />“Come pastori, siamo profondamente preoccupati per l'escalation di violenza, in particolare nello Stato di Jonglei e in altre parti del nostro Paese, con intensi scontri tra le forze governative e i gruppi di opposizione, e questo minaccia un ritorno a una guerra civile su vasta scala” afferma il Cardinale. Mulla, facendo riferimento alla guerra civile scoppiata nel 2013 tra le fazioni del Presidente Kiir e dell’allora Vice Presidente Machar. Nonostante un primo accordo di pace siglato nel 2018 le tensioni politiche e militari sono rimaste e anzi si sono intensificate dopo l’arresto un anno fa di Machar .<br />I responsabili delle confessioni cristiane rivolgono un nuovo incessante appello al dialogo per evitare nuove sofferenze a una popolazione stremata da anni di guerra. “Queste azioni militari non sarebbero necessarie se solo i nostri leader scegliessero il dialogo come mezzo per risolvere le divergenze politiche e sociali nel nostro Paese" afferma a nome dell’SSCC il Cardinale Mulla. "Il nostro Paese ha sanguinato per decenni e i nostri cittadini hanno fatto grandi sacrifici, affrontando dure sfide economiche per arrivare a fine mese e guadagnarsi il pane quotidiano”.<br />“Per condurre il Paese verso la stabilità”, l’SSCC propone “di rilasciare tutti gli oppositori politici incluso il Primo Vicepresidente sospeso Dr. Rick Machar, al fine di promuovere un dialogo veritiero e inclusivo, aprendo la strada alla guarigione spirituale, al perdono, alla riconciliazione e alla pace”. <br />Fri, 13 Mar 2026 11:40:43 +0100Tre settimane di scrutini: La diocesi di Hong Kong si appresta a celebrare 2500 battesimi a Pasquahttps://www.fides.org/it/news/77472-Tre_settimane_di_scrutini_La_diocesi_di_Hong_Kong_si_appresta_a_celebrare_2500_battesimi_a_Pasquahttps://www.fides.org/it/news/77472-Tre_settimane_di_scrutini_La_diocesi_di_Hong_Kong_si_appresta_a_celebrare_2500_battesimi_a_PasquaHong Kong – “Siate portatori di speranza”: è la raccomandazione che il Cardinale Stephen Chow Sau-yan, Vescovo della diocesi di Hong Kong, ha rivolto ai catecumeni in occasione del rito del scrutinio, durante il quale i futuri battezzati hanno ricevuto l’unzione, simbolo di purificazione, parte dell’inizio del cammino verso la salvezza che si apre col Battesimo. <br />Secondo il bollettino settimanale della diocesi di Hong Kong Kung Kao Po, nella diocesi a Pasqua saranno amministrati 2500 battesimi.1600 nuovi battezzati saranno adulti e 900 neonati, con numeri analoghi a quelli registrati nel 2025. Molti giovani catecumeni hanno scelto di chiedere il dono del battesimo dopo essere stati attirati alla fede cattolica anche grazie alle testimonianze vive di persone già battezzate, incontrate nelle scuole cattoliche o nelle parrocchie. <br />Da domenica 8 marzo, terza domenica di Quaresima, il Cardinale Chow ha iniziato a presiedere la serie dei riti di scrutinio dei catecumeni celebrati nelle parrocchie. <br />Nella chiesa di Cristo Re, il Vescovo di Hong Kong ha spiegato ai catecumeni che “ricevere il Battesimo significa accogliere ‘acqua viva’ che è Cristo. E’ solo l’inizio della vita di fede. Avete bisogno di entrare nel rapporto più profondo con la Chiesa” per avere un incontro personale con Signore e per diventare ‘portatori di speranza’ attraverso lo Spirito Santo e la grazia della fede. Inoltre – ha aggiunto il Cardinale Bo - anche per accogliere l’‘acqua viva’ nella propria vita, avete bisogno della guida dello Spirito Santo, così da entrare nell’Amore della Santissima Trinità e sperimentare la rivelazione di Dio attraverso la liturgia e i sacramenti…. Non potete contare semplicemente agli appunti preso nel corso del catechismo, ma siete chiamati a comunicare con il Signore nella preghiera e a vivere la comunione e l’unità nella chiesa”.<br />I catecumeni, presentati al cardinale Chow dai rispettivi catechisti, hanno dichiarato la loro conversione. Accompagnati dai padrini e dalle madrine, hanno ricevuto l’unzione. <br />Nel contesto del rito dello scrutinio dei catecumeni, alcuni hanno condiviso coi presenti l’esperienza del proprio incontro con la fede in Cristo. Tam Shun-yiu, battezzato dello scorso anno, oggi è vice responsabile della pastorale giovanile nella parrocchia di San Giuda e guida i giovani nella lettura del Vangelo.<br />Il catecumeno Lo Hoi-nok, studente della St. Anthony’s School. Ha raccontato che la sua vocazione cristiana è stata suscitata dalla formazione dai pellegrinaggi promossi dalla scuola. Chen Qiutong, catecumena dell’Università di San Francesco, ha raccontato di aver chiesto il battesimo dopo essersi imbattuta nelle iniziative della pastorale universitaria.<br /> <br /><br />Fri, 13 Mar 2026 11:39:27 +0100ASIA/KUWAIT - Sospese le attività pastorali, scuola online e telelavoro. Il Ministero degli Interni esorta al mantenimento della sicurezzahttps://www.fides.org/it/news/77471-ASIA_KUWAIT_Sospese_le_attivita_pastorali_scuola_online_e_telelavoro_Il_Ministero_degli_Interni_esorta_al_mantenimento_della_sicurezzahttps://www.fides.org/it/news/77471-ASIA_KUWAIT_Sospese_le_attivita_pastorali_scuola_online_e_telelavoro_Il_Ministero_degli_Interni_esorta_al_mantenimento_della_sicurezzaKuwait City – A pochi giorni dalla fine del Ramadan, previsto per la sera del 19 marzo, il Ministero degli Interni del Kuwait annuncia di aver deciso di vietare lo svolgimento di raduni, rappresentazioni teatrali, concerti e matrimoni nel periodo di Eid al-Fitr fino a nuovo avviso, come misura precauzionale volta a limitare i grandi assembramenti e a rafforzare i requisiti di sicurezza in questa fase. <br /><br />La situazione resta tesa in tutta l’area del Golfo, nei giorni scorsi la base aerea statunitense di Ali al-Salem, Kuwait, avrebbe subito danni significativi oltre a detriti di droni che hanno colpito infrastrutture elettriche.<br /><br />Il divieto diramato dal Ministero per il periodo di Eid al-Fitr, che dura solitamente tre giorni, sorge dal fatto che le famiglie si riuniscono per celebrare fede e condivisione. Alla luce dell'attuale situazione nel Paese e nella regione, le autorità hanno esortato tutti a rispettare pienamente queste disposizioni e a collaborare con le autorità competenti, sottolineando che la violazione di queste procedure comporterà responsabilità legali. La dichiarazione diramata invita tutti a dimostrare senso di responsabilità nazionale e a dare priorità all'interesse pubblico al fine di preservare la sicurezza e la stabilità del Paese.<br /><br />In Bahrain sono state colpite le riserve di petrolio vicino all'aeroporto di Manama oltre ad un palazzo nel quale ha perso la vita una donna e diverse persone sono rimaste ferite. <br /><br />“Le sirene non cessano di risuonare e nella preoccupazione per l’intera comunità andiamo avanti con tanta fede e pazienza. Le scuole sono chiuse dal 28 febbraio e si va avanti con corsi online, tutti gli esami rimandati - aggiorna il Vicario Apostolico di Arabia del nord, Vescovo Aldo Berardi, O.SS.T.. Molti lavoratori sono in smart working, abbiamo sospeso le attività pastorali che procedono online ad eccezione delle messe in tutto il Vicariato Apostolico che comprende Bahrain, Kuwait, Qatar e Arabia Saudita. In Qatar rimane tutto chiuso anche per le Messe”. <br /><br />“La settimana prossima– prosegue Berardi – è la festa musulmana durante la quale secondo la tradizione, si svolgono preghiere e raduni. Quest’anno non si sa ancora. Ci sono timori anche per la Settimana Santa. Non abbiamo ancora ricevuto disposizioni se si potrà procedere con le celebrazioni o se verrà limitato l'accesso”.<br /><br />L’Ambasciata Italiana in Bahrain ha confermato che ospedali, stazioni di benzina e supermercati sono operativi ma di limitare gli spostamenti allo stretto indispensabile, evitare assembramenti e non diffondere immagini su attacchi, droni e simili.<br /> <br />Fri, 13 Mar 2026 11:25:21 +0100I Vescovi cattolici: il 26 marzo preghiera e digiuno per la pace in Medio Oriente e Myanmarhttps://www.fides.org/it/news/77470-I_Vescovi_cattolici_il_26_marzo_preghiera_e_digiuno_per_la_pace_in_Medio_Oriente_e_Myanmarhttps://www.fides.org/it/news/77470-I_Vescovi_cattolici_il_26_marzo_preghiera_e_digiuno_per_la_pace_in_Medio_Oriente_e_MyanmarYangon – Una giornata speciale di penitenza, preghiera e digiuno, per invocare il dono della pace non solo nella propria Patria, ma anche in Medio Oriente di nuovo in fiamme dopo l’attacco israelo-statunitense all’Iran. L’hanno indetta i Vescovi cattolici del Myanmar, per il prossimo 26 marzo, a pochi giorni dall’inizio della Settimana Santa.<br /><br />“Per la Chiesa cattolica” ricorda un comunicato diffuso oggi e firmato dal Cardinale Charles Maung Bo, In qualità di Presidente della Conferenza episcopale “il Santo Tempo di Quaresima è il tempo per impegnarsi maggiormente nella penitenza, nella conversione del cuore e nell'intima relazione con Dio”. Un “tempo santo” in cui la Chiesa “incoraggia i fedeli cattolici a pregare di più, a digiunare e a praticare la carità”<br />.<br />Quest’anno - rilevano i Vescovi cattolici - “Dobbiamo elevare preghiere speciali per la PACE nel mondo, specialmente in Medio Oriente e in Myanmar”. <br />Papa Leone XIV – sottolinea il messaggio - “ricorda inoltre che la pace si costruisce attraverso la pratica quotidiana dell'amore, della compassione e della comprensione reciproca”.<br /><br />In tempo di Quaresima, i Vescovi del Myanmar chiedono a tutti di continuare a pregare, “affinché Dio doni la Sua Pace al mondo e al Myanmar e affinché vi sia comprensione reciproca e progresso nell'unità”. Richiamano tutti alla pratica del digiuno, per unire le proprie rinunce e fatiche “alla sofferenza di Gesù Cristo, per la conversione e l'unità dei cuori”. Chiedono a tutti di praticare anche opere di carità, donando tempo e offerte “per i poveri e i sofferenti”. <br />Fri, 13 Mar 2026 10:56:35 +0100AFRICA/SUDAFRICA - Conferma nell'incarico del Direttore delle Pontificie Opere Missionariehttps://www.fides.org/it/news/77469-AFRICA_SUDAFRICA_Conferma_nell_incarico_del_Direttore_delle_Pontificie_Opere_Missionariehttps://www.fides.org/it/news/77469-AFRICA_SUDAFRICA_Conferma_nell_incarico_del_Direttore_delle_Pontificie_Opere_MissionarieCittà del Vaticano - Il Cardinale Luis Antonio G. Tagle, Pro-Prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione , in data 6 febbraio 2026, ha confermato nell’incarico di Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie in Sudafrica il rev. don Jeremiah Joseph Browne, del clero diocesano di Port Elizabeth, per il quinquennio 2025-2030 .<br /> .<br /><br />Fri, 13 Mar 2026 10:15:56 +0100AFRICA/NIGERIA - “L’insicurezza generale colpisce tutti i nigeriani” dice il Presidente della Conferenza Episcopalehttps://www.fides.org/it/news/77468-AFRICA_NIGERIA_L_insicurezza_generale_colpisce_tutti_i_nigeriani_dice_il_Presidente_della_Conferenza_Episcopalehttps://www.fides.org/it/news/77468-AFRICA_NIGERIA_L_insicurezza_generale_colpisce_tutti_i_nigeriani_dice_il_Presidente_della_Conferenza_EpiscopaleAbuja – “L’insicurezza colpisce tutti i nigeriani, non solo i cristiani” dice Mons. Matthew Man’oso Ndagoso, Arcivescovo di Kaduna, Presidente della Catholic Bishops Conference of Nigeria che ha rilasciato un’intervista all’Agenzia Fides.<br /><br /><br />D. L’arcidiocesi di Kaduna è stato particolarmente colpita negli ultimi mesi da rapimenti di massa , ma sono intere zone della Federazione nigeriana vivono da tempo nell’insicurezza. Secondo lei a cosa è dovuta?<br /><br />R. All’origine delle violenze vi sono diversi cause, dall’ignoranza ai conflitti per il controllo delle terre tra agricoltori e allevatori, alla povertà diffusa che fa sì che molte persone aderiscono a bande criminali. Queste si vede soprattutto nel dilagare dei sequestri di persona a scopo di riscatto. È un fenomeno puramente criminale che non fa distinzione di persona: ognuno può essere vittima di queste bande. Oltre a questi fattori occorre tenere conto che vi sono diverse aree della Nigeria dove il governo non è presente e dove quindi attori non statali possono facilmente prenderne il controllo e farne delle basi da dove possono colpire altre aree.<br /><br />D. Le violenze quindi colpiscono tutti senza distinzioni di appartenenza religiosa.<br /><br />R. Il problema dell’insicurezza in Nigeria è complesso, specialmente nel nord del Paese. Il fattore geografico ha la sua importanza. Vi sono zone dove la presenza dei cristiani è maggioritaria come ad esempio la Middle Belt, sono questi ultimi a essere maggiormente colpiti dalle violenze commesse da bande armate o dai jihadisti. Viceversa nelle aree a maggioranza musulmana, come quelle del Nord-est, sono questi a essere più colpiti dalle violenze. Quindi l’insicurezza generalizzata colpisce non solo i cristiani ma pure i musulmani.<br /><br />D. Che impatto ha sulla vita della Chiesa questa situazione?<br /><br />R. Nelle aree maggiormente insicure la vita della Chiesa ne ha fortemente risentito. Ad esempio nella mia diocesi, quella di Kaduna, numerose stazioni missionarie non sono funzionanti perché gli operatori pastorali, sacerdoti, religiosi e catechisti, non possono muoversi liberamente in sicurezza. <br />La Chiesa non vive separata dal resto della società, quindi nelle zone maggiormente colpite dall’insicurezza la Chiesa come il resto della popolazione risente con forza di questa situazione. <br /><br />D. Di recente l’Amministrazione statunitense ha designato la Nigeria come un “Country of Particular Concern per le persecuzioni dei cristiani. Cosa ne pensa?<br /><br />R. La Nigeria è un Paese di particolare preoccupazione perché la minoranza cristiana nel nord è discriminata in diversi modi. In particolare nel nord-est i cristiani trovano delle restrizioni nell’essere assunti in certi posti di lavoro, oppure vi sono forti limitazioni per l’acquisto di terreni sui quali costruire chiese, mentre le aree a predominanza cristiana sono abitualmente trascurate. Quindi per questo motivo si può dire che vi siano forme di persecuzioni contro i cristiani in quelle particolari aree del nord, ma non in tutta la Nigeria.<br /><br />D. A suo parere il governo nigeriano sta adottando politiche soddisfacenti per affrontare l’insicurezza?<br /><br />R.Lo scorso mese il governo federale ha dichiarato di aver allocato risorse per potenziare le forze di sicurezza. Ma nonostante questo pensiamo che il governo possa fare di più per garantire la sicurezza dei nigeriani. Dall’altronde l’esercito nigeriano ha svolto efficaci missioni di sicurezza e di peacekeeping in altri Paesi, non si vede perché non possa essere altrettanto efficace nel proprio Paese. <br />Thu, 12 Mar 2026 11:32:01 +0100AFRICA/MOZAMBICO - Conferma nell'incarico del Direttore delle Pontificie Opere Missionariehttps://www.fides.org/it/news/77467-AFRICA_MOZAMBICO_Conferma_nell_incarico_del_Direttore_delle_Pontificie_Opere_Missionariehttps://www.fides.org/it/news/77467-AFRICA_MOZAMBICO_Conferma_nell_incarico_del_Direttore_delle_Pontificie_Opere_MissionarieCittà del Vaticano - Il Cardinale Luis Antonio G. Tagle, Pro-Prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione , in data 28 gennaio 2026, ha confermato nell’incarico di Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie in Mozambico il rev.don Jorge Joaquim Pinho, del clero dell’arcidiocesi di Beira, per il quinquennio 2026-2031.<br /> .Thu, 12 Mar 2026 11:15:23 +0100EUROPA/MALTA - “Avanti con speranza”: il 14 marzo l’annuale maratona tv della solidarietà organizzata da Missio Maltahttps://www.fides.org/it/news/77466-EUROPA_MALTA_Avanti_con_speranza_il_14_marzo_l_annuale_maratona_tv_della_solidarieta_organizzata_da_Missio_Maltahttps://www.fides.org/it/news/77466-EUROPA_MALTA_Avanti_con_speranza_il_14_marzo_l_annuale_maratona_tv_della_solidarieta_organizzata_da_Missio_MaltaValletta - Sabato prossimo, 14 marzo, dalle ore 11:00 alle ore 23:00, Missio Malta torna a promuovere l’annuale appuntamento per la raccolta fondi destinata a sostenere progetti missionari in tutto il mondo. E lo fa con una maratona televisiva di circa dodici ore di trasmissione in diretta su tutte le emittenti televisive locali. <br />Nel corso della maratona-tv si parlerà di progetti missionari, di come vengono sviluppati e realizzati e a quali urgenze ecclesiali e sociali rispondono. Si va dalle iniziative educative per bambini a progetti di costruzione di residenze ed ospedali, da progetti dedicati alle cure mediche, a quelli finalizzati al lavoro agricolo o all’ accesso all'acqua potabile, fino alle opere pastorali volte a sostenere le vocazioni religiose. <br />"I preparativi sono ora in pieno svolgimento e i volontari di Missio Malta non vedono l'ora di entrare nelle case dei maltesi e dei gozitani questo sabato", ha dichiarato Robert Farrugia, responsabile della comunicazione e della raccolta fondi di Missio Malta che ha aggiunto: “Come ogni anno, metteremo in luce i protagonisti di questo nostro operato: i bambini e le famiglie a cui sono destinati i progetti, e anche i missionari e le missionarie maltesi e internazionali il cui instancabile lavoro rende tutto questo possibile”. <br />Attualmente, Missio Malta gestisce oltre 130 progetti in tutto il mondo. Settantacinque di questi sono in corso in 13 Paesi africani, cinque in tre Paesi del Sud America e 52 progetti sono distribuiti in 10 Paesi dell'Asia. <br /> <br /><br />Thu, 12 Mar 2026 11:07:54 +0100ASIA/NEPAL - L'Amministratore apostolico Bogati: dopo le elezioni "il Paese vive un nuovo inizio"https://www.fides.org/it/news/77465-ASIA_NEPAL_L_Amministratore_apostolico_Bogati_dopo_le_elezioni_il_Paese_vive_un_nuovo_iniziohttps://www.fides.org/it/news/77465-ASIA_NEPAL_L_Amministratore_apostolico_Bogati_dopo_le_elezioni_il_Paese_vive_un_nuovo_inizioKathmandu - "La situazione in Nepal dopo le elezioni è del tutto calma. La gente si è espressa e, a stragrande maggioranza, ha affidato il mandato a Balendra Shah e al suo partito, l'RSP. Viviamo una atmosfera di speranza e cambiamento. Quello che la gente pensa è: siamo a un nuovo inizio, al principio di una nuova fase", dice all'Agenzia Fides padre Silas Bogati, Amministratore apostolico del Vicariato del Nepal.<br /><br />Alle elezioni parlamentari del 5 marzo in Nepal, i risultati parziali hanno premiato il Rastriya Swatantra Party guidato da Balendra Shah. Il partito ha vinto in 52 delle 75 circoscrizioni. I seggi in palio sono 275, di cui 165 scelti in seggi uninominali col sistema maggioritario, e altri 110 tramite un sistema proporzionale, e questi risultati devono ancora essere resi noti.<br />Balendra Shah, 35 anni, ingegnere, è diventato famoso come rapper, con testi delle canzoni in cui affrontava temi come povertà, disoccupazione e corruzione. Nel 2022 ha deciso di intraprendere la carriera politica ed è stato eletto sindaco di Kathmandu. Dopo le proteste della Gen Z nel settembre 2025, ha deciso di sfidare il premier uscente KP Sharma Oli , candidandosi nella sua circoscrizione e battendolo nettamente.<br />Nota padre Bogati: "Il voto ha decretato che i vecchi partiti politici non hanno avuto consensi, mentre si sono imposti i nuovi come l'RSP, soprattutto con il leader Balendra. I cittadini ripongono in lui grandi speranze e credono che Balendra porterà giorni migliori, segmati da sviluppo e prosperità".<br /> <br />Una volta che la Commissione elettorale avrà diffuso i risultati definitivi, si comporrà il nuovo Parlamento e si formerà il nuovo governo, il che avverrà, secondo gli ossevatori, entro la fine di marzo.<br />Aggiunge padre Bogati: "L'umore della popolazione è molto ottimista e vi è grande attesa. D'altro canto, questo significa anche una grande responsabilità per i nuovi governanti. Preghiamo perchè il Signore li illumini e possano operare per il bene comune del Paese".<br /> Thu, 12 Mar 2026 10:57:45 +0100AFRICA/LIBERIA - Nominato il nuovo direttore delle Pontificie Opere Missionariehttps://www.fides.org/it/news/77464-AFRICA_LIBERIA_Nominato_il_nuovo_direttore_delle_Pontificie_Opere_Missionariehttps://www.fides.org/it/news/77464-AFRICA_LIBERIA_Nominato_il_nuovo_direttore_delle_Pontificie_Opere_MissionarieMonrovia - Il Cardinale Luis Antonio G. Tagle, Pro-Prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione , ha nominato, in data 23 gennaio 2026, direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie in Liberia il rev. Fr. Prince Nimene Sieh per il quinquennio 2026-2031. Il nuovo direttore delle POM in Liberia ha costruito il suo profilo accademico conseguendo il bachelor in filosofia nel 2009, seguito dal baccalaureato in teologia nel 2013 e dalla licenza in diritto canonico nel 2024. Ha ricoperto diversi ruoli di gestione educativa, iniziando come decano degli Studenti e preside presso la Our Lady of Fatima High School; per poi proseguire come Amministratore della St. Peter's Claver Junior High School dal 2015 al 2021 e come docente e vice preside alla Barclayville Central High School; coprendo anche il ruolo di decano degli affari studenteschi al Grand Kru Technical Training Institute tra il 2017 e il 2019. Parallelamente, ha maturato competenze di governance civile e sociale operando come volontario per la Commissione Giustizia e Pace e come segretario generale del Consiglio Comunale di Barclayville dal 2016 al 2021, oltre a gestire responsabilità ecclesiastiche come amministratore e parroco della chiesa di St. Peter Claver. Dal 2024 ricopre gli incarichi di cancelliere della diocesi di Cape Palmas, amministratore della cattedrale di St. Theresa e docente scolastico per il biennio 2024-2025, assumendo anche la presidenza dell'associazione nazionale dei sacerdoti cattolici nel 2025. Infine è direttore spirituale dell'Organizzazione delle donne cattoliche, nella diocesi di Cape Cape, e anche vicario per gli affari canonici, nella diocesi di Cape Palmas.<br /> Thu, 12 Mar 2026 10:17:54 +0100AFRICA/EGITTO - Il Vescovo melchita Chami: preghiera e digiuno per "cacciare i demòni" che alimentano le guerrehttps://www.fides.org/it/news/77463-AFRICA_EGITTO_Il_Vescovo_melchita_Chami_preghiera_e_digiuno_per_cacciare_i_demoni_che_alimentano_le_guerrehttps://www.fides.org/it/news/77463-AFRICA_EGITTO_Il_Vescovo_melchita_Chami_preghiera_e_digiuno_per_cacciare_i_demoni_che_alimentano_le_guerreIl Cairo - Quello che «sta accadendo nel mondo» interpella «tutti i responsabili cristiani, ebrei e musulmani», e «tutti coloro che parlano nel nome della loro fede e della loro religione». A loro si rivolge il Vescovo Jean-Marie Chami, Vicario patriarcale generale greco-cattolico melchita per l’Egitto, il Sudan e il Sud Sudan, per ricordare a tutti che «Le nostre tradizioni spirituali ci ricordano continuamente che la Pace è la Volontà di Dio». Lo fa con una “lettera-appello” che invita tutti «all’Adorazione per la pace». <br /><br />Martedì scorso il Segretario USA alla Difesa Pete Hegseth ha tirato in ballo i versetti del Salmo 144 per rendere omaggio ai soldati USA impegnati nella offensiva bellica in Iran: «Benedetto il Signore, mia roccia, che addestra le mie mani alla guerra e le mie dita alla battaglia» ha sentenziato il politico statunitense. «Egli è il mio Dio amorevole, la mia fortezza, il mio rifugio e il mio liberatore, il mio scudo in cui mi rifugio» ha proseguito citando il Salmo, e aggiungrndo la richiesta che «Il Signore conceda forza e rifugio invincibili ai nostri guerrieri, protezione indistruttibile nella nostra patria e vittoria totale su coloro che cercano di far loro del male. E amen. Dio benedica le nostre truppe e questa missione».<br /><br />Il Vescovo Chami invece cita nella sua lettera i passaggi dei Libri Sacri delle diverse comunità di credenti che attestano la predilezione per la pace. Se nella Torah si richiama il precetto di “offrire prima” la pace , nella Bibbia, in un passaggio del Libro dei Numeri, si ritrova l’invocazione/benedizione ripresa anche da San Francesco: «Il Signore ti benedica e ti custodisca. Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia. Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace». <br /><br />Il Vescovo Chami prosegue citando l’ottava Sura del Corano ; richiama anche l’annuncio del Profeta Michea sul tempo in cui gli uomini «Forgeranno le loro spade in vomeri e le loro lance in falci; una nazione non alzerà più la spada contro un’altra e non impareranno più l’arte della guerra». Tutte frasi e richiami che rendono ancor più stridente e insostenibile l’enigma di guerre scatenate e giustificate ricorrendo a argomenti e linguaggi religiosi.<br />«Oggi» prosegue il Vescovo Chami «le famiglie lasciano le loro case. Popoli interi vivono nell’angoscia e nell’esilio. Bambini perdono la loro infanzia». E come dice Gesù nel Vangelo secondo Marco, «Questa specie di demòni non può essere scacciata se non con la preghiera e il digiuno».<br /><br />Nella conclusione della sua lettera, il Vescovo Chami invoca il dono della pace affidandosi all’intercessione di San Francesco, di Santa Maria di Gesù Crocefisso, «Patrona della Terra Santa e del Medio Oriente», e anche ai tanti «Santi Innocenti» che nelle nuove guerre stanno versando il loro sangue, e «sono morti innocenti». <br />Thu, 12 Mar 2026 09:42:16 +0100AMERICA/URUGUAY- Sr. Jolanta Elżbieta Płomińska, SSPC, nuova direttrice delle Pontificie Opere Missionariehttps://www.fides.org/it/news/77462-AMERICA_URUGUAY_Sr_Jolanta_Elzbieta_Plominska_SSPC_nuova_direttrice_delle_Pontificie_Opere_Missionariehttps://www.fides.org/it/news/77462-AMERICA_URUGUAY_Sr_Jolanta_Elzbieta_Plominska_SSPC_nuova_direttrice_delle_Pontificie_Opere_MissionarieCittà del Vaticano - Il Cardinale Luis Antonio G. Tagle, Pro-Prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione , ha nominato, in data 27 gennaio 2026, la Rev. Sr. Jolanta Elżbieta Płomińska, Miss. Di San Pietro Claver, direttrice nazionale delle Pontificie Opere Missionarie in Uruguay per il quinquennio 2026-2031.<br />La nuova direttrice delle Pom in Uruguay ha 50 anni ed è nata a Kodrąb il 1 marzo del 1976. Ha un’imponente esperienza missionaria svolta in Camerun, Brasile, Kenia, e-Swatini e Capo Verde. Ha lavorato per la formazione dei missionari, delle famiglie e dei giovani, a Nichelino . Dal 2014 al 2017 è stata formatrice delle giovani suore e dal 2017 al 2021 Direttrice del Collegio Mater Ecclesiae sotto il Dicastero per l’Evangelizzazione . Dal 2022 è Superiora della Comunità di Montevideo e dal 2023 fa parte dell’équipe missionaria dell’Arcidiocesi e dell’équipe missionaria nazionale. Ha frequentato il master in spiritualità missionaria presso la Pontificia Università Urbaniana ed il Corso per i formatori all’Angelicum. Possiede la licenza in missiologia ottenuta alla Pontificia Università Urbaniana.<br /> Wed, 11 Mar 2026 13:23:51 +0100AFRICA/CONGO RD - Nuovi bombardamenti con droni su Gomahttps://www.fides.org/it/news/77461-AFRICA_CONGO_RD_Nuovi_bombardamenti_con_droni_su_Gomahttps://www.fides.org/it/news/77461-AFRICA_CONGO_RD_Nuovi_bombardamenti_con_droni_su_GomaKinshasa – Continuano gli attacchi di droni armati su Goma, il capoluogo del Nord Kivu dal gennaio 2025 sotto il controllo dei guerriglieri dell’M23. Dopo i bombardamenti di ieri, 10 marzo, che hanno colpito la zona residenziale nel centro città causando un numero imprecisato di vittime, si registrano anche oggi ulteriori bombardamenti. Tra le vittime c’è un 'operatrice umanitaria francese dell'UNICEF, secondo quanto ha riferito il Presidente francese Emmanuel Macron in un post su 'X'.<br />L’esercito congolese dispone di droni armati di fabbricazione cinese e turca che sono stati impiegati a per colpire le posizioni dell’M23 nel Sud Kivu, e poi a fine febbraio per uccidere Willy Ngoma, il portavoce dell’M23, in un attacco condotto nei pressi della strategica area mineraria di Rubaya, nel territorio di Masisi, nella provincia del Nord Kivu .<br />A dare manforte nell’utilizzo dei droni all'esercito congolese vi sono alcune compagnie militari private, tra cui Vectus di Erik Prince, ex capo della compagnia militare privata Blackwater.<br />Nel caso dei bombardamenti di Goma però fonti della MONUSCO sollevano dubbi sulla provenienza dei velivoli che colpiscono la città. “Diverse analisi incrociate suggeriscono che il velivolo potrebbe essere partito dal Ruanda. La distanza e le capacità tecniche non corrispondono alle basi note dell'esercito congolese nella regione” afferma una fonte della missione ONU.<br />"Tecnicamente, è difficile immaginare droni governativi che decollano da Kisangani o dal Burundi per raggiungere Goma. La gittata, il controllo e le capacità logistiche richieste semplicemente non sono all'altezza" spiega uno specialista a Grand Lac Confidentiel. La stessa area presa di mira, una zona residenziale dove vivono cittadini congolesi, e non l’area dove sono alloggiati i vertici dell’M23, sembra suggerire - secondo le fonti- che si tratti di un attacco “sotto falsa bandiera”, una provocazione per screditare il governo di Kinshasa.<br />Si tratta al momento solo di speculazioni tratte da fonti anonime attribuite a funzionari della MONUSCO. Ma che rendono bene l’idea di come la prima vittima di ogni guerra sia la verità. In ogni caso dopo l’appoggio ricevuto dall’amministrazione Trump, desiderosa di mettere le mani sulle risorse minerarie congolesi , le FARDC sono passate all’offensiva nel Sud e nel Nord Kivu. E un disegno volto a screditare agli occhi della comunità internazionale il governo di Kinshasa potrebbe fare parte della strategia per cercare di fermare la progressione dell’esercito congolese. <br />Wed, 11 Mar 2026 11:59:41 +0100AFRICA/ETIOPIA - Appello dei vescovi del Paese: "Esortiamo tutti gli etiopi a resistere all'odio"https://www.fides.org/it/news/77460-AFRICA_ETIOPIA_Appello_dei_vescovi_del_Paese_Esortiamo_tutti_gli_etiopi_a_resistere_all_odiohttps://www.fides.org/it/news/77460-AFRICA_ETIOPIA_Appello_dei_vescovi_del_Paese_Esortiamo_tutti_gli_etiopi_a_resistere_all_odioAddis Abeba – "Qualsiasi atto di violenza contro persone indifese non può essere giustificata da alcun insegnamento religioso, culturale o politico" dicono i vescovi della Conferenza episcopale cattolica etiope condannando gli atti di violenza e le atrocità commesse contro i civili in varie parti del Paese, in particolare i recenti massacri nella zona di Arsi, in Oromia. <br /><br />La CBCE è "profondamente addolorata per le efferate e disumane uccisioni e distruzioni di proprietà che prendono di mira persone innocenti in diverse aree del nostro Paese, e in particolare per la ricorrente brutalità nella zona di Arsi" cita la dichiarazione, firmata dal Cardinale Berhaneyesus, C.M., Arcivescovo Metropolita e Presidente della CBCE, pubblicata il 9 marzo 2026.<br /><br />Sottolineando la posizione della Chiesa, i presuli affermano: "la nostra Chiesa condanna fermamente questo atto disumano. Pertanto, al fine di garantire la sicurezza e l'incolumità dei cittadini, esortiamo il governo ad adottare tutte le misure necessarie per mantenere lo stato di diritto".<br /><br />La stampa locale riporta che i massacri di Arsi rappresentano una tragica escalation di violenza, dove le violazioni dei diritti umani hanno raggiunto livelli catastrofici. Distretti come Shirka, Merti, Guna e Holonto sono diventati epicentri di brutalità, con civili che rischiano esecuzioni, feriti, distruzioni di proprietà su larga scala e sfollamenti forzati. Nel suo rapporto del marzo 2026 la Commissione etiope per i diritti umani ha documentato queste atrocità, rivelando una serie di attacchi sistematici che richiedono un intervento immediato da parte delle autorità federali e regionali. Il bilancio delle vittime ne sottolinea la gravità: 34 cristiani ortodossi uccisi di recente, di cui 26 a Shirka e 4 a Merti, portando a 164 vittime nella sola Shirka quest'anno, a cui si aggiungono 8 vittime ricoverate in ospedale, 8 persone scomparse e 2 rapimenti. Testimoni oculari dipingono un quadro di terrore incessante, le famiglie fuggono dalle loro case, la crisi umanitaria si aggrava, con migliaia di sfollati e le economie locali paralizzate dalla paura e dalla distruzione. Questa ondata di disordini si aggiunge ai conflitti in Oromia iniziati nel 2025, che hanno superato le 1.244 vittime civili, prevalentemente nelle zone di Arsi e Arsi Occidentale. <br /><br />Con uno spirito di solidarietà ecumenica, la CBCE menziona in particolare i cristiani ortodossi che sono stati bersaglio di diversi attacchi alla fine di febbraio. Nello specifico il 26 febbraio un gruppo di estremisti hanno preso d'assalto un mercato nella zona orientale di Arsi, zona storicamente pacifica dove convivono musulmani e cristiani ortodossi, aprendo il fuoco sui cittadini. Venti cristiani ortodossi sono stati uccisi, una guardia musulmana, mentre alcuni sono scomparsi, probabilmente rapiti. Fonti locali riferiscono che un sacerdote era tra le vittime quando gli aggressori sono entrati in una chiesa intonando canti religiosi prima di sparare ai presenti. Gli aggressori hanno poi appiccato il fuoco alle case e ai raccolti, diffondendo il panico e costringendo molti residenti a fuggire nelle città vicine per cercare rifugio. L’assalto non è stato isolato: due giorni dopo, il 28 febbraio, altri aggressori hanno nuovamente colpito la comunità, uccidendo sette persone all'interno di una chiesa.<br /><br />I vescovi hanno ribadito la loro condanna di qualsiasi forma di violenza contro innocenti, collaborando con la Chiesa ortodossa etiope, Tewahedo, il Consiglio supremo per gli affari islamici etiope e tutte le persone di buona volontà. "Esortiamo tutti gli etiopi a resistere all'odio, a non seguire questi tragici eventi e a respingere qualsiasi tentativo di creare divisione nella nostra società".<br /> <br />Wed, 11 Mar 2026 11:01:08 +0100ASIA/CINA - Il Vescovo Zhen Xuebin ai seminaristi: siamo chiamati testimoniare la Parola di Dio con la nostra vitahttps://www.fides.org/it/news/77459-ASIA_CINA_Il_Vescovo_Zhen_Xuebin_ai_seminaristi_siamo_chiamati_testimoniare_la_Parola_di_Dio_con_la_nostra_vitahttps://www.fides.org/it/news/77459-ASIA_CINA_Il_Vescovo_Zhen_Xuebin_ai_seminaristi_siamo_chiamati_testimoniare_la_Parola_di_Dio_con_la_nostra_vitaPechino – Testimoniare la Parola di Dio con la nostra vita. E’ questo l’invito che Matteo Zhen Xuebin, Vescovo coadiutore della diocesi di Pechino, ha rivolto ai seminaristi in occasione dell’inizio del secondo semestre dell’Anno Accademico 2025/2026 del Seminario, inaugurato dopo la pausa festiva del Capodanno lunare. <br />Durante la liturgia eucaristica, celebrata nella cappella del Seminario, il Vescovo Zhen ha conferito anche il ministero del lettorato ai seminaristi del secondo anno di teologia.<br />Nell’omelia, il Vescovo coadiutore di Pechino ha richiamato tutti a considerare tre priorità: rafforzare la fede, custodire la vocazione e portare nel cuore la Parola di Dio. La Parola del Monte Tabor - ha detto - deve risuonare sempre all’orecchio dei seminaristi, per vivere e testimoniare il dono della fede in mezzo ai condizionamenti e ai limiti della della vita terrena, senza rifuggire dal contatto con ciò che non è puro, ma chiedendo a Gesù di illuminare con le oscurità della vita con la sua luce.<br />Ai seminaristi che hanno ricevuto il ministero del lettorato, il Vescovo Zhen ha raccomandato di testimoniare la Parola di Dio con la loro vita, diventando “libri viventi” che glorificano Dio e edificano la Chiesa.<br />Prima dell’apertura del nuovo semestre accademico, i seminaristi rientrati dalla vacanza del Capodanno cinese hanno partecipato a 4 giorni di ritiro spirituale dal 24 al 27 febbraio, dedicati al tema “Prendete il largo gettate le reti” . Nella sera del 28 febbraio, la famiglia del Seminario si è ritrovata di nuovo insieme. Il corpo docente ha condiviso con gli studenti il programma accademico, alla luce dell’esortazione a “prendere il largo” nella sequela della Parola di Dio. <br /><br /> L’8 marzo, terza domenica di Quaresima, il Seminario della Provincia di Sichuan ha inaugurato il Semestre accademico con la condivisione delle esperienze pastorali vissute dai seminaristi nelle rispettive parrocchie e delle riflessioni maturate nel periodo di vacanza del Capodanno cinese. Don Tong Hengjiu, il vice rettore, ha elogiato l’impegno profuso dagli studenti e la loro dedizione nell’integrare l’apprendimento teorico con il voinvolgimento pratico nelle attività pastorali votate all’annuncio del Vangelo.<br /> <br />Wed, 11 Mar 2026 10:57:07 +0100ASIA/PAKISTAN - Nomina del Vicario Apostolico di Quettahttps://www.fides.org/it/news/77457-ASIA_PAKISTAN_Nomina_del_Vicario_Apostolico_di_Quettahttps://www.fides.org/it/news/77457-ASIA_PAKISTAN_Nomina_del_Vicario_Apostolico_di_QuettaCittà del Vaticano - Il Santo Padre Leone XIV ha nominato Vicario Apostolico di Quetta S.E. Mons. Sebastian Francis Shaw, O.F.M., finora Arcivescovo Metropolita di Lahore.<br /><br />Mons. Sebastian Francis Shaw, O.F.M., è nato il 14 novembre 1957 a Padri-Jo-Goth, Sanghar, Sindh .<br /><br />Entrato nel Noviziato Francescano nel 1984, ha studiato Teologia presso il Christ the King Seminary di Karachi. Dopo aver emesso la Professione perpetua nel 1989, è stato ordinato sacerdote il 6 dicembre 1991.<br /><br />Nominato Vescovo titolare di Tino ed Ausiliare dell’Arcidiocesi di Lahore il 14 febbraio 2009, ha ricevuto l’ordinazione episcopale il 25 aprile successivo. Il 20 maggio 2010 è stato nominato Amministratore Apostolico ad nutum Sanctae Sedis dell’Arcidiocesi Metropolitana di Lahore e il 7 aprile 2011 Amministratore Apostolico della medesima Arcidiocesi, divenendone Arcivescovo Metropolita il 14 novembre 2013.<br /><br />In seno alla Conferenza Episcopale, è stato Presidente della Commissione per il Dialogo Interreligioso, della Commissione per la Famiglia, della Commissione per l’Educazione e della Caritas. Tue, 10 Mar 2026 12:52:58 +0100ASIA/PAKISTAN - Nomina dell’Arcivescovo Metropolita di Lahorehttps://www.fides.org/it/news/77456-ASIA_PAKISTAN_Nomina_dell_Arcivescovo_Metropolita_di_Lahorehttps://www.fides.org/it/news/77456-ASIA_PAKISTAN_Nomina_dell_Arcivescovo_Metropolita_di_LahoreCittà del Vaticano - Il Santo Padre Leone XIV ha nominato Arcivescovo Metropolita di Lahore S.E. Mons. Khalid Rehmat, O.F.M. Cap., finora Vicario Apostolico di Quetta.<br /><br />Khalid Rehmat, O.F.M. Cap., è nato il 5 agosto 1968 a Mianwali, nella Diocesi di Islamabad-Rawalpindi. Ha emesso la Professione solenne nell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini il 28 dicembre 2007 ed è stato ordinato Sacerdote il 16 agosto 2008.<br /><br />Eletto Vicario Apostolico di Quetta il 1° gennaio 2021, ha ricevuto l’ordinazione episcopale il 25 marzo successivo. In seno alla Conferenza Episcopale, è Presidente della Commissione per la Vita Consacrata, della Commissione per l’Evangelizzazione e delle Pontificie Opere Missionarie. Inoltre, è stato Membro delegato della Conferenza Episcopale al Sinodo sulla Sinodalità. Tue, 10 Mar 2026 12:46:02 +0100ASIA/LIBANO - Dopo l’uccisione di padre al-Raï, cristiani nel sud sospesi tra ordini di evacuazione e volontà di rimanerehttps://www.fides.org/it/news/77455-ASIA_LIBANO_Dopo_l_uccisione_di_padre_al_Rai_cristiani_nel_sud_sospesi_tra_ordini_di_evacuazione_e_volonta_di_rimanerehttps://www.fides.org/it/news/77455-ASIA_LIBANO_Dopo_l_uccisione_di_padre_al_Rai_cristiani_nel_sud_sospesi_tra_ordini_di_evacuazione_e_volonta_di_rimanereBeirut – I tour operator, in tempi di pace, lo includevano a pieno titolo nelle liste dei “villaggi libanesi più belli”. Alma al Chaab stamattina ha visto le sue famiglie, tutte cristiane, salire sulle proprie automobili e lasciare l’amato villaggio, sotto scorta dei soldati dell’UNIFIL. Decisione sofferta, dopo aver per giorni evitato di aderire alle indicazioni dell’esercito israeliano che spingeva gli abitanti dei villaggi del sud del Libano all’evacuazione, dopo esser penetrato in territorio libanese per colpire postazioni e membri delle milizie legate al Partito sciita di Hezbollah. <br />L’evacuazione di Alma al Chaab avviene a poche ore dall’assassinio del sacerdote maronita Pierre al-Raï, parroco della chiesa di San Giorgio, nel villaggio di al Qlayaa, ucciso ieri dalle armi israeliane dopo che si era recato a soccorrere alcuni suoi parrocchiani feriti in una casa colpita dall’esercito israeliano. <br />Meno di due ore prima di morire, in una intervista telefonica trasmessa dalla emittente televisiva Tele Lumiere, padre Pierre aveva ribadito la sua ferma intenzione sua e degli abitanti di al Qlayaa di non abbandonare il proprio villaggio: “altrimenti si perderebbe la speranza di ritornare”, aveva spiegato padre Pierre. Lo stesso vale per i villaggi di Debel, Ain Ebel e Rmeish, mentre già prima dell’evacuazione di Alma al Chaab, già abitanti del villaggio di Kawzah avevano deciso di abbandonare le proprie case già all’inizio della penetrazione militare israeliana in terra libanese.<br />Il funerale di padre Pierre sarà celebrato domani. <br />“Per noi” riferisce all’Agenzia Fides Toni Elias, sacerdote del villaggio di Rmeish “quello che è successo ci spinge a essere più vigilanti nel prevenire tutto ciò che può mettere in pericolo il villaggio”. <br />Ieri sera, attraverso il Canale Telegram della Sala Stampa della Santa Sede, Papa Leone XIV ha espresso “profondo dolore” per “tutte le vittime dei bombardamenti di questi giorni in Medio Oriente, per i tanti innocenti, tra cui molti bambini, e per chi prestava loro soccorso, come padre Pierre El-Rahi”. <br />Tue, 10 Mar 2026 12:17:19 +0100