Fides News - Italianhttps://www.fides.org/Le notizie dell'Agenzia FidesitI contenuti del sito sono pubblicati con Licenza Creative Commons.ASIA/SRI LANKA - Nominato il nuovo direttore delle Pontificie Opere Missionariehttps://www.fides.org/it/news/77653-ASIA_SRI_LANKA_Nominato_il_nuovo_direttore_delle_Pontificie_Opere_Missionariehttps://www.fides.org/it/news/77653-ASIA_SRI_LANKA_Nominato_il_nuovo_direttore_delle_Pontificie_Opere_MissionarieCittà del Vaticano – Il Cardinale Luis Antonio G. Tagle, Pro-Prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione , ha nomina, in data, 31 marzo 2026, padre Nayagam Roy Clarence, della diocesi di Kandy, Direttore delle Pontificie Opere Missionarie in Sri Lanka, per un periodo di cinque anni . Il nuovo Direttore delle POM è nato nel 1977 ed è stato ordinato nel 2006. Ha conseguito a Roma la laurea triennale in Filosofia e la laurea triennale in Teologia , successivamente ha ottenuto un master avanzato in Teologia e Studi Religiosi presso l'Università Cattolica di Lovanio, in Belgio . E’ stato vice parroco a Nawalapitiya e presso la Cattedrale di Kandy e parroco a Gampola , Ampitiya e Ragala . Ha ricoperto i seguenti ruoli a livello pastorale: Direttore diocesano dell’Apostolato dei migranti , dei laici e della famiglia e del dialogo interreligioso , Direttore della Commissione nazionale Cattolica per i Laici , Cappellano per la Società di San Vincenzo de’ Paoli , Cappellano per i migranti dello Sri Lanka negli Emirati Arabi Uniti e docente presso il seminario nazionale di Ampitiya a Kandy .<br /> <br /><br />Wed, 06 May 2026 12:17:49 +0200ASIA/INDIA - Maternità precoce: "La civiltà indiana onora la sacralità della vita", dice il vicesegretario della Conferenza episcopalehttps://www.fides.org/it/news/77652-ASIA_INDIA_Maternita_precoce_La_civilta_indiana_onora_la_sacralita_della_vita_dice_il_vicesegretario_della_Conferenza_episcopalehttps://www.fides.org/it/news/77652-ASIA_INDIA_Maternita_precoce_La_civilta_indiana_onora_la_sacralita_della_vita_dice_il_vicesegretario_della_Conferenza_episcopaleNew Delhi - "Siamo felici di questa evoluzione positiva del caso della 15enne incinta, dato che non ha abortito. Speriamo che lei e il bambino restino in buona salute e assicuriamo tutto il sostegno psicologico e morale", dice all'Agenzia Fides don Mathew Koyickal, vicesegretario generale della Conferenza Episcopale dell'India . Il riferimento è alla vicenda della gravidanza precoce di una ragazza di 15 anni per cui la Corte Suprema dell'India aveva emesso, su richiesta dei genitori della ragazza, un'ordinanza di interruzione volontaria della gravidanza per un feto di 30 settimane. La Chiesa cattolica in India aveva espresso angoscia, chiedendo che venisse salvato il bambino, un feto del tutto vitale, ponendo la questione dei diritti del nascituro .<br />Come appreso da Fides, i medici dell'All India Institute of Medical Sciences di Delhi, con la pratica di induzione del travaglio, hanno fatto nascere il bambino prematuro, di circa 1,4 kg, che ora è nel reparto di terapia intensiva neonatale, mentre la madre è in discreta salute e sarà presto dimessa dall'ospedale. Il neonato si trova nel reparto di terapia intensiva neonatale con supporto vitale, e corre un alto rischio di disabilità significative e permanenti a lungo termine, come cecità, sordità e ritardo dello sviluppo neurologico.<br />"Possiamo dire che, in questo caso, è stata salvata la vita del bambino e della madre, ma la questione di fondo resta e continuerà a porsi in futuro, constatando i numerosi casi di gravidanze indesiderate, in particolare quelle che coinvolgono minorenni", rileva a Fides il vicesegretario della CBCI.<br />La Corte Suprema ha chiesto alla politica di modificare la legge che regola l'interruzione di gravidanza in India per far fronte a tali casi. Spesso i familiari delle ragazze apprendono della gravidanza quando il feto è già di diverse settimane, oltre il periodo di tempo previsto dalla legge per l'interruzione di gravidanza . Alla famiglia resta l'unica opzione di rivolgersi alla magistratura per avere la autorizzazione e la Corte ha confermato che spetta ai genitori delle ragazze compiere una "scelta consapevole" per l'eventuale aborto, considerando che "le gravidanze indesiderate possono essere un peso e un trauma per la ragazza minorenne". In casi di maternità precoce, si può parlare di "stupro di minore" e "la vittima porterà per sempre una cicatrice e un trauma" ha affermato il Presidente della Corte Suprema.<br />Sulla vicenda, avvocati, medici e i Vescovi cattolici hanno sollevato le “gravi implicazioni legali ed etiche” della questione. Don Mathew Koyickal ricorda: "L'India è una civiltà, non semplicemente uno Stato. La saggezza morale racchiusa nelle antiche tradizioni scritturali e filosofiche indiane parla con autorità inequivocabile della sacralità della vita nel grembo materno. La Chiesa indiana oggi invoca questo patrimonio civile condiviso per dire che la protezione della vita non nata non è monopolio di una singola tradizione religiosa, ma è patrimonio comune dell'intero popolo indiano".<br />In quest'ottica, prosegue "chiediamo al Parlamento di rivedere la Legge sull'interruzione volontaria di gravidanza del 1971 al fine di stabilire una tutela legale, chiara e applicabile, per i bambini non ancora nati ma pienamente vitali. Il primo dovere dello Stato è la protezione della vita umana. La legge non deve mai diventare uno strumento di violenza contro i membri più indifesi della famiglia umana".<br />Il sacerdote specifica: "La nostra posizione sulla sacralità della vita non significa indifferenza alla sofferenza umana. Essa nasce, piuttosto, dal più profondo rispetto per la dignità di ogni persona umana, nata o non nata. La sofferenza di una persona – come una giovane madre – non si allevia con la deliberata distruzione di un'altra. Questa è la saggezza perenne della Chiesa, confermata sia dalla legge naturale sia dalla tradizione morale di ogni grande civiltà che rispetta e onora la sacralità della vita".<br /> Wed, 06 May 2026 11:28:43 +0200AFRICA/MOZAMBICO - Attentati a Cabo Delgado: azioni terroristiche costringono oltre 700 persone allo sfollamento a Nangadehttps://www.fides.org/it/news/77651-AFRICA_MOZAMBICO_Attentati_a_Cabo_Delgado_azioni_terroristiche_costringono_oltre_700_persone_allo_sfollamento_a_Nangadehttps://www.fides.org/it/news/77651-AFRICA_MOZAMBICO_Attentati_a_Cabo_Delgado_azioni_terroristiche_costringono_oltre_700_persone_allo_sfollamento_a_NangadeNampula - Nuovi movimenti e attacchi terroristici, verificatisi nei giorni scorsi nel distretto di Nangade, nel nord di Cabo Delgado, hanno costretto diverse famiglie ad abbandonare le proprie case, colpendo almeno 776 persone, compresi i bambini. I dati provengono dall'ultimo rapporto dell'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni , che indica che le persone in questione hanno lasciato le proprie abitazioni nei villaggi di Machava, Samora Machel, Muangaza e Nkonga.<br /><br />Secondo il documento reso noto dalla stampa locale, e che si riferisce al periodo dal 17 al 25 aprile, alcune famiglie hanno trovato rifugio nella località di Mualela e in altre zone del distretto. Nella nota pervenuta all’Agenzia Fides si legge che diversi residenti hanno confermato movimenti terroristici nei campi del villaggio di Lijungo e nelle zone pianeggianti della comunità di Nkonga, con segnalazioni di saccheggio di prodotti alimentari registrati la scorsa settimana ma senza violenza. Inoltre – rimarca la nota - due settimane fa, i terroristi sono tornati nei villaggi del distretto di Nangade, dove, oltre alle Forze di Difesa e Sicurezza mozambicane, sono dispiegate anche forze armate tanzaniane nell'ambito della cooperazione e del buon vicinato tra i due Paesi.<br /> <br />Wed, 06 May 2026 11:23:32 +0200AFRICA/NIGERIA - “Nel mese mariano pregate per la liberazione di padre Asukawaye e dei suoi 10 parrocchiani rapiti a febbraio”https://www.fides.org/it/news/77650-AFRICA_NIGERIA_Nel_mese_mariano_pregate_per_la_liberazione_di_padre_Asukawaye_e_dei_suoi_10_parrocchiani_rapiti_a_febbraiohttps://www.fides.org/it/news/77650-AFRICA_NIGERIA_Nel_mese_mariano_pregate_per_la_liberazione_di_padre_Asukawaye_e_dei_suoi_10_parrocchiani_rapiti_a_febbraioAbuja – “Vi chiedo di pregare per la liberazione di padre Nathaniel Asukawaye e di 10 parrocchiani tenuti prigionieri dal 7 febbraio 2026” Così Mons. Julius Yakubu Kundi, Vescovo di Kafanchan, nello Stato di Kaduna, ha invitato sacerdoti, religiosi e laici della diocesi per pregare per la liberazione del parroco della chiesa della Santissima Trinità a Karku, nella zona di governo locale di Kaura, nello stato di Kaduna, rapito da uomini armati nella sua canonica insieme a 10 parrocchiani nelle prime ore del 7 febbraio . Nell’assalto erano state uccise almeno tre persone.<br />Nel messaggio per il Mese mariano Mons. Kundi ha chiesto pure di pregare “per la conversione dei rapitori".<br />“Padre Asukawaye è ancora prigioniero al momento della stesura di questo comunicato", precisa la diocesi che ricorda la sua devozione alla Madonna.<br />“Dato che Padre Nathaniel è Cappellano della Società Mariana e coordina le devozioni di maggio e ottobre, il Vescovo chiede preghiere speciali per la sua liberazione e per la conversione dei suoi rapitori durante la devozione di maggio di quest'anno”. Si chiede inoltre di pregare pure per la liberazione incondizionata di altre vittime di rapimento, “specialmente quelle della nostra diocesi”. <br />Wed, 06 May 2026 10:36:24 +0200AMERICA/BOLIVIA - La crisi economica alimenta le tensioni sociali: Vescovi invitano al dialogo e alla riconciliazionehttps://www.fides.org/it/news/77649-AMERICA_BOLIVIA_La_crisi_economica_alimenta_le_tensioni_sociali_Vescovi_invitano_al_dialogo_e_alla_riconciliazionehttps://www.fides.org/it/news/77649-AMERICA_BOLIVIA_La_crisi_economica_alimenta_le_tensioni_sociali_Vescovi_invitano_al_dialogo_e_alla_riconciliazioneLa Paz – La Bolivia attraversa un tempo di crescente conflittualità sociale segnato da proteste, difficoltà economiche e tensioni politiche. <br />Nelle ultime settimane trasportatori, sindacati, contadini e organizzazioni indigene hanno promosso blocchi stradali, scioperi e mobilitazioni per chiedere risposte a rivendicazioni economiche e strutturali. Le proteste si verificano in un contesto di alta inflazione, scarsità di valuta estera e problemi nell’approvvigionamento di carburante, fattori che hanno intensificato il malessere sociale.<br />Le azioni di conflitto sociale hanno avuto un impatto diretto sulla vita quotidiana, incidendo anche sull’approvvigionamento di generi alimentari e sui trasporti, con effetti particolarmente gravi sui settori più vulnerabili della popolazione.<br />Membri autorevoli della Chiesa boliviana hanno espresso la propria preoccupazione per l’escalation del conflitto, e hanno insistito sulla necessità di cercare soluzioni pacifiche ai problemi che alimentano lo scontro sociale. <br />Nei giorni scorsi, numerosi vescovi sono intervenuti con continuità sia nelle omelie sia im dichiarazioni rilasciate alla stampa.<br />Il Segretario generale della Conferenza episcopale boliviana e vescovo di El Alto, Giovani Arana, ha messo in guardia davanti al “panorama conflittuale” che vive il Paese, segnato da tensioni sociali e incertezza economica. In una delle sue omelie ha affermato che “nessuna riforma strutturale dà frutto senza un cambiamento del cuore, principi etici e centralità della persona umana”, sottolineando l’urgenza del dialogo tra autorità e settori mobilitati.<br />Il Vicepresidente dell’episcopato e vescovo di Sucre, Ricardo Centellas, ha incentrato il suo messaggio sulla dimensione sociale della crisi, invitando alla fraternità e alla riconciliazione di fronte alla crescente lacerazione del tessuto sociale. Durante l’omelia della messa di domenica 3 maggio ha affermato: “Siamo in questo mondo per sostenerci, non per distruggerci”, aggiungendo che la fraternità in Cristo deve tradursi in “solidarietà, misericordia e compassione”.<br />Da parte sua, l’Arcivescovo di La Paz, Percy Galván, ha esortato a un “dialogo sincero”, fondato sulla trasparenza e orientato al bene comune. In dichiarazioni alla stampa ha chiesto di mettere da parte interessi politici o ideologici, e ha insistito sulla necessità di costruire accordi che restituiscano stabilità e pace sociale.<br />Da Potosí, il vescovo Renán Aguilera ha segnalato l’impatto di blocchi legati alle proteste sulle famiglie più povere, che vedono limitato l’accesso ai beni di prima necessità. “I settori vulnerabili sono quelli che soffrono di più”, ha affermato, insistendo sull’urgenza di riprendere il dialogo e richiamando il ruolo della Chiesa come ponte per la ricerca di soluzioni realistiche e condivise.<br />Il vescovo del Vicariato Apostolico di Beni, Aurelio Pesoa, Presidente della Conferenza episcopale boliviana, ha collegato la situazione del Paese a una riflessione più ampia sulla responsabilità sociale, riferendosi a problemi come la scarsità di carburanti, la crisi sanitaria, la corruzione. Ha invitato a una conversione sociale e ha affermato: “L’autorità deve essere sempre servizio, non ricerca di benefici”.<br />Da Santa Cruz, l’arcivescovo René Leigue ha messo in dubbio l’efficacia dei blocchi e degli scioperi come via di soluzione alla crisi, sottolineando che l’aspetto economico, pur importante, non è l’unico problema del Paese. In un intervento del 3 maggio ha chiesto di allargare lo sguardo ai problemi che assediano sanità, istruzione e lavoro, oltre ad altre emergenze sociali come la violenza e il consumo di droga tra i giovani. “Dobbiamo guardare più ampiamente, andare oltre e concentrarci su una realtà così grande con tutti i suoi problemi”, ha affermato. <br />Wed, 06 May 2026 16:27:16 +0200AFRICA/ETIOPIA - L’eparca di Adigrat: appello per la misericordia e la sacralità della vita di 200 etiopi condannati a mortehttps://www.fides.org/it/news/77648-AFRICA_ETIOPIA_L_eparca_di_Adigrat_appello_per_la_misericordia_e_la_sacralita_della_vita_di_200_etiopi_condannati_a_mortehttps://www.fides.org/it/news/77648-AFRICA_ETIOPIA_L_eparca_di_Adigrat_appello_per_la_misericordia_e_la_sacralita_della_vita_di_200_etiopi_condannati_a_morteAdigrat – “In qualità di Pastore dell'Eparchia Cattolica di Adigrat, alzo la mia voce non solo come leader religioso, ma anche come testimone del profondo valore di ogni anima umana, creata a immagine e somiglianza dell'Onnipotente”. E’ l’accorato appello che il vescovo dell’eparchia cattolica di Adigrat, Tesfaselassie Medhin, rivolge a tutti gli organismi e agenzie umanitarie internazionali incaricati della salvaguardia della dignità umana, per duecento etiopi che attualmente rischiano la condanna a morte nel Regno dell'Arabia Saudita.<br /><br />“La nostra fede ci insegna che la vita è un dono del Creatore: sacra, inviolabile e meritevole di protezione dal concepimento fino alla sua fine naturale – si legge nella nota inviata all’Agenzia Fides dall’eparca. Pur rispettando la sovranità delle nazioni e la necessità di difendere lo stato di diritto, crediamo che la giustizia sia più efficace quando è temperata dalla misericordia. L'esecuzione di queste 200 persone rappresenterebbe una perdita irreparabile di vite umane e un colpo straziante per le famiglie rimaste in Etiopia, molte delle quali già soffrono le difficoltà della povertà e dello sfollamento.”<br /><br />“Non possiamo rimanere in silenzio mentre le vite di così tante persone sono in bilico. Chiediamo con fervore ai vostri organismi di avviare un dialogo urgente ad alto livello con le autorità del Regno dell'Arabia Saudita per ottenere la sospensione dell'esecuzione e la commutazione di queste condanne a morte. Garantire che a ciascuno di questi individui sia stato garantito il pieno rispetto del giusto processo, inclusa un'adeguata rappresentanza legale e la comprensione dei procedimenti a loro carico. Promuovere alternative alla pena capitale che consentano la riabilitazione, il pentimento e la possibilità di redenzione.”<br /><br />“Il grido dei poveri e degli emarginati deve giungere alle orecchie della comunità internazionale – rimarca Medhin. Questi 200 etiopi non sono solo un numero; sono bambini, genitori e fratelli. Le loro vite hanno un valore intrinseco che trascende qualsiasi trasgressione. Preghiamo che i cuori di chi detiene il potere siano mossi dallo spirito di compassione. Insieme, lavoriamo affinché la ‘cultura della morte’ venga sostituita da una ‘civiltà dell'amore’ e della misericordia. In questo periodo di prova, restiamo saldi nella nostra speranza e nel nostro impegno per la sacralità della vita.”<br /><br />Molti degli etiopi a rischio sono rifugiati fuggiti durante il conflitto nel Tigray . Il 21 aprile 2026, tre migranti etiopi sono stati giustiziati in Arabia Saudita. Decine di altri si trovano nel braccio della morte a Khamis Mushait. L’eparca di Adigrat conclude il suo appello invocando un intervento immediato e decisivo in questa grave questione.<br /><br /> <br />Tue, 05 May 2026 13:43:05 +0200AMERICA/HAITI - Maggio e la ‘Festa della bandiera’ tra orgoglio e dolorehttps://www.fides.org/it/news/77647-AMERICA_HAITI_Maggio_e_la_Festa_della_bandiera_tra_orgoglio_e_dolorehttps://www.fides.org/it/news/77647-AMERICA_HAITI_Maggio_e_la_Festa_della_bandiera_tra_orgoglio_e_dolore<p ><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/YWnkp7Y9IJE?si=_GW5i48QSDa0TgYt" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p><br /><br /><p ><iframe width="481" height="856" src="https://www.youtube.com/embed/-nCJGqwmti4" title="Bambini della comunità di Pouricine Pic Makaya" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p><br /><br />Pourcine Pic Makaya – “Si tratta di un appuntamento davvero imperdibile. I ragazzi della scuola parrocchiale si stanno impegnando al massimo e con grande entusiasmo nel preparare la ormai imminente Festa della Bandiera che celebreremo il prossimo 18 maggio.” Lo riferisce all’Agenzia Fides padre Massimo Miraglio, MI, parroco di Nostra Signora del Soccorso a Pourcine Pic Makaya. “Dopo i recenti festeggiamenti del Primo Maggio, festa del lavoro e dell’agricoltura, con la scuola Parrocchiale abbiamo continuato i preparativi per la Festa nazionale, poi di seguito una lezione molto partecipata di un giovane agronomo sull'importanza di questa ricorrenza in Haiti e nel mondo intero, ed infine abbiamo terminato dando agli alunni delle piantine di caffè dal vivaio Parrocchiale.”<br /><br />Nonostante la capitale di Haiti, Port-au-Prince, sia al collasso, e gruppi armati ne controllino oltre il 90%, con un governo che si è praticamente ritirato lasciando la popolazione esposta a una violenza incessante il 18 maggio segna una data fondamentale per l’isola. Infatti, il 18 maggio 1803 Haiti vede iniziare una rivoluzione vittoriosa che avrebbe portato all’unica rivolta di successo di schiavi nel mondo, all’abolizione della schiavitù e alla nascita di una nazione. Da qui è nata quella che viene comunemente chiamata ‘Festa della Bandiera’, la Festa nazionale che rappresenta la lotta per la libertà e la nascita della prima repubblica nera indipendente. Nonostante l’isola caraibica si trovi ad affrontare una crisi sempre più profonda, con oltre un milione di persone sfollate e ridotte alla fame, l’intera popolazione va avanti con orgoglio, non demorde nei preparativi di questo evento che, sebbene molto sentito, negli ultimi anni è stato anche un momento di riflessione sulla resilienza del paese. <br /><br /> <br />Tue, 05 May 2026 12:52:14 +0200AFRICA/SUDAN - Tensioni con l’Etiopia, il Sudan richiama il suo ambasciatore ad Addis Abebahttps://www.fides.org/it/news/77646-AFRICA_SUDAN_Tensioni_con_l_Etiopia_il_Sudan_richiama_il_suo_ambasciatore_ad_Addis_Abebahttps://www.fides.org/it/news/77646-AFRICA_SUDAN_Tensioni_con_l_Etiopia_il_Sudan_richiama_il_suo_ambasciatore_ad_Addis_AbebaKhartoum – Scambio di accuse reciproche tra Sudan ed Etiopia, con il primo Paese che ritira il suo ambasciatore dalla capitale etiopica Addis Abeba.<br />Il governo di Khartoum, espressione delle SAF , accusa l’Etiopia e gli Emirati Arabi Uniti di essere responsabili di diversi attacchi di droni contro obiettivi in Sudan. In particolare un portavoce delle SAF ha affermato che il suo governo ha affermato che vi sono prove che droni decollati dall'aeroporto di Bahir Dar, in Etiopia, hanno effettuato attacchi a partire dal 1° marzo 2026. Le operazioni avrebbero preso di mira diverse aree, tra cui lo Stato del Nilo Bianco, lo Stato del Nilo Azzurro e le regioni del Kordofan settentrionale e meridionale.<br />Il 17 marzo, la difesa aerea sudanese ha intercettato e abbattuto uno dei droni a nord di El-Obeid. In seguito all'incidente, le squadre tecniche hanno analizzato i dati del drone e contattato il produttore. Secondo il portavoce, l'analisi ha confermato che il drone, identificato dal numero di serie S88, è di proprietà degli Emirati Arabi Uniti e la sua centrale di controllo si trovava in territorio etiope, nell'aeroporto di Bahir Dar. I dati di volo hanno indicato il punto di decollo del drone e la sua rotta nello spazio aereo sudanese, dove ha colpito obiettivi ad Al-Kurmuk e in altre località dello Stato del Nilo Azzurro, nonché nel Kordofan settentrionale e meridionale.<br />Gli attacchi dei droni sarebbero avvenuti in appoggio ai paramilitari delle Forze di Supporto Rapido , che secondo le SAF, ricevono aiuti militari da parte di Etiopia ed Emirati.<br />In risposta alle accuse sudanesi il Ministero degli Esteri dell’Etiopia ha pubblicato un comunicato, nel quale respinge le affermazioni sudanesi e contrattacca affermando che le SAF appoggerebbero i ribelli tigrini del TPLF . “Le Forze Armate sudanesi hanno fornito armi e supporto finanziario a questi mercenari, facilitando così le loro incursioni lungo il confine occidentale dell'Etiopia. Le attività dei mercenari del TPLF in Sudan sono di dominio pubblico, ed esistono prove ampie e credibili che dimostrano come il Sudan funga da centro operativo per diverse forze anti-etiopi. È evidente che queste azioni ostili, così come le recenti e precedenti accuse mosse da funzionari delle Forze Armate sudanesi, siano intraprese su istigazione di mandanti esterni che cercano di portare avanti i propri nefasti obiettivi” afferma il comunicato del Ministero degli Esteri di Addis Abeba. <br />Tue, 05 May 2026 12:39:49 +0200AFRICA/NIGERIA - Una settimana di preghiere di riparazione dopo la profanazione della Cappella dell'Adorazione in una parrocchia a Owerrihttps://www.fides.org/it/news/77645-AFRICA_NIGERIA_Una_settimana_di_preghiere_di_riparazione_dopo_la_profanazione_della_Cappella_dell_Adorazione_in_una_parrocchia_a_Owerrihttps://www.fides.org/it/news/77645-AFRICA_NIGERIA_Una_settimana_di_preghiere_di_riparazione_dopo_la_profanazione_della_Cappella_dell_Adorazione_in_una_parrocchia_a_OwerriAbuja . Sarebbe stata identificata almeno una persona sospettata di aver commesso la profanazione della Cappella dell'Adorazione della Parrocchia di St. Mulumba, Wetheral Road Owerri, nel sud-est della Nigeria. Lo riferiscono fonti di stampa nigeriana che però non riportano il nome della persona. La sua individuazione sarebbe stata facilitata dell'analisi del video di sorveglianza.<br />Secondo quanto afferma un comunicato firmato da Padre Patrick C. Mbarah Cancelliere e Segretario dell’Arcidiocesi di Owerri, la profanazione è stata commessa nelle prime ore del 29 aprile. Approfittando delle forti piogge che in quel momento insistevano sull’area persone ignote hanno aperto un passaggio nel tetto dell'edificio, e dopo essere entrate nella Cappella dell'Adorazione attraverso il soffitto, hanno portato via l'ostensorio contenente il Santissimo Sacramento.<br />A seguito dell’atto sacrilego l'Arcivescovo di Owerri Mons. Lucius Iwejuru Ugorji, ha disposto che nella Parrocchia di St. Mulumba Owerri, si tenga una settimana di preghiera di riparazione, a partire da venerdì 1° maggio, a venerdì 8 maggio, dalle 16 alle 18 di ogni giorno. <br />Mons. Ugorji ha invitato i sacerdoti dell'Arcidiocesi di Owerri ad aderire rigorosamente a tutte le norme e direttive riguardanti l'Esposizione del Santissimo Sacramento e l'Adorazione per evitare che un atto simile si ripeta in futuro. <br /><br />Tue, 05 May 2026 11:35:34 +0200AFRICA/GUINEA EQUATORIALE - Si celebrano il 7 maggio i funerali del Vicario Generale di Malabo, il cui decesso era stato ricordato da Papa Leone XIVhttps://www.fides.org/it/news/77644-AFRICA_GUINEA_EQUATORIALE_Si_celebrano_il_7_maggio_i_funerali_del_Vicario_Generale_di_Malabo_il_cui_decesso_era_stato_ricordato_da_Papa_Leone_XIVhttps://www.fides.org/it/news/77644-AFRICA_GUINEA_EQUATORIALE_Si_celebrano_il_7_maggio_i_funerali_del_Vicario_Generale_di_Malabo_il_cui_decesso_era_stato_ricordato_da_Papa_Leone_XIVMalabo - Si terranno il 7 maggio le esequie di padre Fortunato Nsue Esono, Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Malabo, trovato senza vita il 17 aprile presso la Parrocchia di Nostra Signora di Bisila, in circostanze che avevano suscitato inizialmente dei sospetti. Il sacerdote era stato trovato infatti riverso a terra nella sua abitazione con un trauma alla testa.<br /><br />L'annuncio della sepoltura giunge dopo la pubblicazione dei risultati dell'autopsia, condotta il 29 aprile presso l'ospedale di Sipopo da specialisti egiziani. “Il referto medico ha confermato che la causa del decesso è stata un infarto miocardico acuto conseguenza di una preesistente patologia cardiaca” si legge sul sito ufficiale della Conferenza Episcopale della Guinea Equatoriale. “Gli esperti hanno precisato che l'episodio ha provocato un'improvvisa perdita di coscienza e una successiva caduta, escludendo definitivamente qualsiasi indicazione di violenza o coinvolgimento di terzi”. <br /><br />Nell’omelia per la Messa al termine della sua visita in Guinea Equatoriale Papa Leone XIV aveva ricordato il sacerdote scomparso, che era stato impegnato nella preparazione del viaggio apostolico nel Paese. “Invito a vivere con spirito di fede- aveva detto Papa Leone XIV questo momento di dolore e confido che, senza lasciarsi indurre a commenti o conclusioni affrettate, si faccia piena luce sulle circostanze della sua morte” .<br /><br />Per fugare ogni dubbio sulle cause del decesso del Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Malabo, il governo locale ha disposto un’indagine forense affidandola a un’equipe di medici patologici egiziani, che hanno stabilito che padre Fortunato è morto per cause naturali. I medici legali non hanno riscontrato segni di aggressione e dopo aver eseguito analisi tossicologiche, hanno escluso la presenza di sostanze tossiche.<br /><br />L'omaggio postumo è iniziato con un periodo di preghiera di tre giorni presso la parrocchia di Nostra Signora di Bisila. <br />Le celebrazioni liturgiche culmineranno la sera del 6 maggio con l'apertura della camera ardente. La salma di padre Fortunato rimarrà esposta fino all'alba, permettendo ai parrocchiani, ai familiari e al clero di rendergli omaggio.<br /><br />Il 7 maggio alle 11 ora locale verrà celebrata la Messa funebre nella Cattedrale Metropolitana di Malabo. La cerimonia, che si prevede attirerà una grande folla, precederà la sepoltura e vedrà la partecipazione delle più alte autorità ecclesiastiche del Paese.<br /><br />Dalla biografia resa nota dalla locale Conferenza Episcopale, risulta che padre Fortunato Nsue Esono è nato il 1° marzo 1986 nel quartiere Monte Carmelo di Mongomo , figlio di Francisco Esono e Carmen Ayiambeng. La sua vocazione si è manifestata precocemente come chierichetto nella parrocchia di Nostra Signora di Guadalupe.<br />Ha studiato presso il Seminario Minore San Paolo VI a Ebibeyín e, dal settembre 2005, ha proseguito gli studi superiori presso il Seminario Maggiore Interdiocesano La Purísima a Bata. È stato ordinato diacono il 19 novembre 2011 e ha ricevuto l'ordinazione sacerdotale il 7 maggio 2012 nella cattedrale di Ebibeyín. Dopo aver prestato servizio come parroco a Mokom , si è trasferito in Spagna per conseguire un dottorato in Teologia Biblica presso l'Università di Navarra con una tesi sulle tentazioni di Gesù. Al suo ritorno in Guinea Equatoriale, è stato incardinato nell'Arcidiocesi di Malabo, dove ha ricoperto diverse cariche nella curia fino alla sua nomina a vicario generale lo scorso agosto. <br />Tue, 05 May 2026 11:10:58 +0200Il Messaggio di Leone XIV per la Giornata Missionaria Mondiale 2026 al centro di un percorso di formazione missionaria “on line” in francesehttps://www.fides.org/it/news/77643-Il_Messaggio_di_Leone_XIV_per_la_Giornata_Missionaria_Mondiale_2026_al_centro_di_un_percorso_di_formazione_missionaria_on_line_in_francesehttps://www.fides.org/it/news/77643-Il_Messaggio_di_Leone_XIV_per_la_Giornata_Missionaria_Mondiale_2026_al_centro_di_un_percorso_di_formazione_missionaria_on_line_in_franceseCittà del Vaticano – Il messaggio del Papa sulla prossima Giornata Missionaria Mondiale 2026, che quest’anno celebra i 100 anni dalla sua istituzione, è il filo conduttore del percorso di formazione missionaria “on line” in lingua francese che inizia domani, mercoledì 6 maggio, e che verrà replicato nei prossimi mesi anche in altre lingue. <br /><br />«Uno in Cristo, uniti nella missione» è il titolo del Messaggio papale. Parole che riecheggiano quelle del motto di Leone XIV, «In Illo uno unum» , tratte da un sermone di Sant’Agostino. Il Messaggio è stato diffuso domenica 25 gennaio, giorno in cui la liturgia della Chiesa celebra la Conversione di San Paolo, il grande missionario “Apostolo delle Genti”.<br /><br />La 100esima Giornata Missionaria Mondiale si celebra domenica 18 ottobre.<br /><br />Il percorso di formazione in lingua francese dedicato al Messaggio papale è frutto della collaborazione tra il Segretariato internazionale della Pontificia Unione Missionaria e le Direzioni nazionali delle Pontificie Opere Missionarie di Paesi francofoni dell'Africa. <br /><br />L’iniziativa formativa è articolata in quattro incontri “on line”, che si svolgeranno sempre dalle 12.30 alle 14.00 . Di volta in volta verrà fornito un link per partecipare agli incontri attraverso la piattaforma Zoom.<br /><br />L’incontro in programma mercoledì 6 maggio ha in programma un intervento introduttivo di padre Dinh Anh Nhue Nguyen, francescano convenutale, Segretario generale della Pontificia Unione Missionaria, mentre l’intervento principale è stato affidato a Nicolas Lhernould, Arcivescovo di Tunisi, Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie in Tunisia. “Il Messaggio di Papa Leone nel contesto generale della missione oggi” è il titolo del primo incontro che prevede altri tre appuntamenti durante i quali il messaggio verrà approfondito da differenti punti di vista.<br />Il 12 giugno il titolo del secondo incontro, in programma venerdì 12 giugno, è «"Uno in Cristo". Approfondimento spirituale-missionario». Venerdì 20 luglio il percorso formativo prosegue con l’incontro intitolato «"Uniti nella missione". Come vivere e promuovere le indicazioni concrete del Papa?». L’incontro conclusivo, intitolato «"Missione dell'amore". Seguendo Cristo e i santi» è stato messo in agenda per venerdì 11 settembre. <br /><br />Di seguito i dettagli per partecipare all’incontro in programma mercoledì 5 maggio dalle 12.30 alle 14.00 :<br /><br />https://zoom.us/j/95032376147?pwd=FEaaWvGcBoFAmu2vJO47bcd6aQCxt4.1<br />Meeting ID: 950 3237 6147<br />Passcode: 496429<br /><br />Tue, 05 May 2026 10:48:35 +0200ASIA/INDIA - I Vescovi indiani: "Anche di fronte alla maternità precoce, va tutelato il diritto alla vita del nascituro"https://www.fides.org/it/news/77642-ASIA_INDIA_I_Vescovi_indiani_Anche_di_fronte_alla_maternita_precoce_va_tutelato_il_diritto_alla_vita_del_nasciturohttps://www.fides.org/it/news/77642-ASIA_INDIA_I_Vescovi_indiani_Anche_di_fronte_alla_maternita_precoce_va_tutelato_il_diritto_alla_vita_del_nascituroNew Delhi - Revisione di una sentenza che consente l'interruzione di un gravidanza alla 30ma settimana di gestazione: è quanto chiede la Conferenza episcopale dell'India - che unisce oltre 300 Vescovi indiani di tre riti: latino, siro-malabarese e siro-malankarese - esprimendo "profonda angoscia" in seguito la sentenza della Corte Suprema che autorizza l'interruzione della gravidanza di un feto vitale di 30 settimane. Tale sviluppo, notano i Vescovi, "solleva profondi interrogativi in ​​merito al diritto costituzionale, all'etica medica e al diritto fondamentale alla vita del nascituro". <br />L'ordinanza della Corte impone all'All India Institute of Medical Sciences di Nuova Delhi di interrompere una gravidanza di 30 settimane, per una ragazza 15enne incinta, adducendo motivazioni legate al disagio della maternità precoce. Questa direttiva "è in netto contrasto con l'opinione unanime e categorica dei medici e degli esperti, i quali hanno chiaramente affermato che l'interruzione di gravidanza in questa fase avanzata non è medicalmente fattibile", notano i Vescovi indiani. La commissione medica - afferma una nota della CBCI - ha suggerito un'alternativa più sicura e umana: posticipare il parto di alcune settimane per consentire una nascita naturale. "Questo approccio ridurrebbe significativamente i rischi per la salute della minore e aumenterebbe la probabilità di dare alla luce un bambino sano" si nota. Fra l'altro, lo stato ha espresso la propria disponibilità ad assumersi la responsabilità del bambino, includendo il sostegno sociale e psicologico alla ragazza-madre e la procedura di adozione. <br />Citando "consolidate raccomandazioni mediche e considerazioni etiche", si nota che, a 30 settimane di gestazione, un feto è ampiamente riconosciuto come capace di sopravvivere al di fuori dell'utero. "Disporre una procedura che potrebbe porre fine a tale vita o causare gravi danni solleva serie preoccupazioni e viola l'articolo 21 della Costituzione indiana, che garantisce il diritto alla vita", affermano i Vescovi indiani.<br />E, ampliando la questione, continuano: "L'interruzione di gravidanza di un feto vitale. soprattutto quando esistono alternative più sicure mette in discussione l'equilibrio tra autonomia personale e tutela della vita. Sebbene l'autonomia del paziente sia un principio importante, non può estendersi fino a richiedere una procedura controindicata dal punto di vista medico. Le decisioni giudiziarie in questioni medico-legali così delicate vanno guidate da prove scientifiche e pareri di esperti". <br />La Corte Suprema, in quanto tutore dei minori e di coloro che non sono in grado di proteggere i propri interessi, "ha il dovere di garantirne il miglior interesse del bambino". E in questo caso, insistono i Presuli cattolici "il parere medico specialistico ha chiaramente delineato un percorso che tutelerebbe sia la minore che il nascituro. Deviare da tale percorso solleva dubbi sull'adempimento di questa responsabilità".<br />L'episcopato indiano invoca anche il riferimento al quadro giuridico sull'interruzione volontaria di gravidanza, che consente procedure in fase avanzata solo in circostanze eccezionali, come un grave rischio per la madre o gravi anomalie fetali. "Nel caso in esame, il parere medico indica che la prosecuzione della gravidanza per un breve periodo è più sicura e il feto è sano. La presente direttiva, dunque, sembra andare oltre l'ambito del quadro giuridico vigente". <br />La direttiva della Corte, inoltre, pone i medici fronte a un dilemma etico, "obbligandoli a intraprendere una procedura che contraddice il loro giudizio professionale e i loro obblighi etici". "Tale coercizione - prosegue la nota - potrebbe avere un impatto negativo sull'integrità della pratica medica e sulla disponibilità degli esperti a fornire pareri indipendenti nei procedimenti giudiziari". <br />Pur riconoscendo le preoccupazioni sociali e psicologiche legate alla maternità precoce, "queste devono essere bilanciate con la certezza del danno fisico e le implicazioni per il diritto alla vita". "La soluzione alternativa proposta, che include il sostegno statale e l'adozione - si ribadisce - offre un percorso compassionevole e giuridicamente valido che merita piena considerazione". <br />I Vescovi chiedono, allora "un riesame immediato e urgente della setenza, al fine di salvare la vita di un nascituro innocente, di tutelare i principi costituzionali, l'etica medica e il superiore interesse sia della minore che del nascituro". <br />Spiega all'Agenzia Fides don Mathew Koyickal, vicesegretario generale della CBCI e Vicario Giudiziale dell'Arcidiocesi di Delhi: " La Chiesa tiene in massima considerazione la dignità e il benessere di ogni persona vulnerabile, compresi i minori che si trovano in situazioni di crisi, ribadendo l'incrollabile impegno nell'accompagnamento pastorale, nel sostegno materiale e morale. Tuttavia, la minore età dei genitori biologici non può, in alcun quadro di ragionamento morale, costituire una valida giustificazione per l'interruzione deliberata della vita di un bambino a trenta settimane di gestazione.<br />Autorizzare, agevolare o eseguirla è, nel ponderato giudizio morale della Chiesa, un atto di omicidio". "La legge sull'interruzione volontaria di gravidanza del 1971 - ribadisce - non deve mai essere interpretata o applicata come una licenza per la distruzione di una vita umana a trenta settimane di gestazione", ammonisce. <br />"La tutela del bambino nel grembo - ricorda don Mathew Koyickal - è ben chiara anche nei testi sacri della tradizione induista. Per questo permettere l'uccisione di un bambino di trenta settimane, completamente formato e vivo nel grembo materno, significa violare anche i precetti più solenni e unanimi del patrimonio civile, filosofico e religioso dell'India stessa".<br />In tale cornice il vicesegretario generale della CBCI invita tutti i cittadini dell'India a "spendersi in difesa dei nascituri, indipendentemente dalla fede religiosa, lingua o comunità, chiedendo a tutte le istituzioni dello Stato l'adempimento del suo obbligo costituzionale e morale di proteggere ogni vita umana fin dal suo concepimento"<br /> <br />Tue, 05 May 2026 09:28:26 +0200ASIA/CINA - Mese mariano, le comunità cattoliche cinesi pregano per la pace nel mondohttps://www.fides.org/it/news/77641-ASIA_CINA_Mese_mariano_le_comunita_cattoliche_cinesi_pregano_per_la_pace_nel_mondohttps://www.fides.org/it/news/77641-ASIA_CINA_Mese_mariano_le_comunita_cattoliche_cinesi_pregano_per_la_pace_nel_mondoPechino – La pace è il dono più invocato nelle processioni, nelle liturgie e nelle recite comunitarie del Santo Rosario che in questi giorni raccolgono insieme le comunità cattoliche in ogni provincia cinese.<br /><br />Fin dalla sera del 30 aprile, le luce delle candele ha iniziato a risplendere in liturgie e processioni ospitate in innumerevoli chiese e santuari cattolici disseminati nella Cina continentale. <br /><br />Dal Santuario di Sheshan presso Shanghai, a quello di Housangyu a Pechino, dalle cattedrali alle piccole cappelle dei villaggi, gruppi piccoli e grandi di battezzati si riuniscono davanti all’altare e alle statue della Madonna per pregare con devozione Maria, nel mese di maggio che la devozione popolare dedica in tutto il mondo alla Madre di Cristo. <br /><br />La devozione per la Vergine Maria è profondamente radicata nella vita di fede dei cattolici cinesi, che hanno sempre vissuto sempre la partecipazione a preghiere e liturgie del mese mariano anche come occasione e semplice segno di comunione con la Chiesa universale e i Successori di Pietro. In un tempo lacerato da guerre che fanno soffrire popoli interi, anche in Cina si prega perchè la comunione sia custodita e torni la pace dovunque. <br /><br />Nella Basilica di Nostra Signora di Sheshan, nella diocesi di Shanghai,il Vescovo Giuseppe Shen Bin ha celebrato la solenne liturgia eucaristica d’apertura del mese mariano nel pomeriggio del 30 aprile. I fedeli pervenuti da tutta la Cina continentale, anche dall’estero, hanno preso parte insieme ai seminaristi dal Seminario di Sheshan. <br />Oltre a invocare il dono della pace, il Vescovo di Shanghai ha spiegato il vero senso del Pellegrinaggio “che non consiste semplicemente nel percorrere un cammino, né in una mera esecuzione esteriore di riti, ma tocca l’intimità del cuore di ognuno: mentre si va avanti un passo alla volta, ci allontaniamo dalla mondanità e ci avviciniamo sempre più alla grazia di Dio”. Per questo - ha sottolineato - “innanzitutto, occorre perseverare nella preghiera quotidiana, nutrendo la vita con la Parola di Dio. In secondo luogo, bisogna imitare l’esempio della Vergine Maria, testimoniando la fede attraverso la santità. Infine, il pellegrinaggio va vissuto come uno strumento di rinnovamento interiore”. “Collaboriamo con la Vergine seguendo i suoi passi, chiedendo nella preghiera il dono della pace nel mondo”. <br /><br />Il primo maggio, la giornata dedicata a San Giuseppe Lavoratore, Giuseppe Wu Jianlin, Vescovo ausiliare di Shanghai, ha celebrato la solenne mesa nella Basilica di Sheshan invitando nuovamente tutti a pregare per la pace.<br />Durante l’apertura del mese mariano della parrocchia di Lucheng, nella diocesi di Wenzhou, è stato lanciato il motto del mese “Venerare Maria, nell’approfondimento spirituale e nel servizio alla comunione”. Invece la parrocchia di Qianku ha aperto il mese mariano il 30 aprile con una solenne processione e una veglia di preghiera a cui hanno preso parte migliaia di persone.<br /> <br />Mon, 04 May 2026 12:53:26 +0200AFRICA/MOZAMBICO - Il vescovo Osório Citora: “solidarietà verso la popolazione, il vescovo e i missionari della diocesi di Pemba”https://www.fides.org/it/news/77639-AFRICA_MOZAMBICO_Il_vescovo_Osorio_Citora_solidarieta_verso_la_popolazione_il_vescovo_e_i_missionari_della_diocesi_di_Pembahttps://www.fides.org/it/news/77639-AFRICA_MOZAMBICO_Il_vescovo_Osorio_Citora_solidarieta_verso_la_popolazione_il_vescovo_e_i_missionari_della_diocesi_di_PembaBeira – “La diocesi di Quelimane ha appreso con grande tristezza la notizia dell'attentato e dell'incendio doloso che hanno colpito la parrocchia di San Luigi di Montfort a Meza giovedì 30 aprile. La situazione è molto grave, la gente è spaventata, siamo tutti uniti in preghiera”. E’ quanto dice in una conversazione telefonica con l’Agenzia Fides il vescovo della diocesi di Quelimane, Osório Citora Afonso, IMC. In questi giorni il vescovo, missionario della Consolata, si trova a Beira per alcuni incontri con il personale locale in veste di Amministratore Apostolico dell'Arcidiocesi nominato da Papa Leone XIV lo scorso 10 aprile 2026.<br /><br />Non appena ricevuta la notizia del grave attacco terroristico nel quale è andata distrutta la parrocchia di San Luis de Monfort di Meza, e dove dal distretto di Ancuabe, provincia di Cabo Delgado, almeno 22 persone sono state rapite da presunti terroristi, il vescovo Osório ha contattato António Juliasse, vescovo di Pemba e i Padri Marc, Andre e Florence missionari Piaristi del Camerun impegnati nella parrocchia colpita, per esprimere loro piena solidarietà.<br /><br />“In questo momento di dolore e di prova, rendiamo grazie a Dio per l’incolumità del personale missionario, ma piangiamo con la diocesi di Pemba la distruzione della casa del Signore, monumento di fede costruito nel 1946, e tutti i danni causati - ha detto nel suo messaggio il vescovo Osório. Potete contare sulle nostre preghiere, sulla solidarietà della Chiesa di Quelimane e sulla nostra fraterna comunione. Possa il Buon Pastore consolare queste persone e convertire i cuori induriti dall'odio. Siamo uniti nella croce e nella speranza della Risurrezione, mentre denunciamo questa violenza terroristica e chiediamo la pace per questa terra martire”.<br /><br /> <br />Mon, 04 May 2026 11:47:34 +0200AFRICA/MALI - Un possibile “scenario siriano” per il Mali?https://www.fides.org/it/news/77640-AFRICA_MALI_Un_possibile_scenario_siriano_per_il_Malihttps://www.fides.org/it/news/77640-AFRICA_MALI_Un_possibile_scenario_siriano_per_il_MaliBamako – Si profila in Mali uno scenario siriano? Ovvero l’azione di un attore jihadista in grado di federare attorno a se una serie di altri oppositori per sostituire l’attuale giunta militare? <br />È una domanda legittima dopo la serie di offensive congiunte condotte lo scorso 25 aprile dal Jama'a Nusrat ul-Islam wa al-Muslimin insieme al Fronte di Liberazione dell’Azawad . Diverse importanti città del Paese, in particolare Bamako, Kati, Konna, Mopti, Gao e Kidal, sono state investite da attacchi simultanei e coordinati. Questi assalti hanno causato la morte di militari e civili, tra cui il Ministro di Stato, Ministro della Difesa e degli Affari dei Veterani, il Tenente Generale Sadio Camara.<br />I due gruppi che hanno condotto gli attacchi erano, fino a poco tempo, fa su fronti opposti. Il JNIM, affiliato ad Al Qaeda, è erede dei gruppi jihadisti che avevano espulso gli indipendentisti Tuareg dal nord del Mali nel 2012. L’FLA, nato dalla fusione di una serie di gruppi indipendentisti, si scontrava ancora con i jihadisti del JNIM ancora nel 2024. Ora invece conduce attacchi coordinati, simultanei e in alcuni casi fianco a fianco con i nemici di ieri. I due gruppi pur assediando la capitale del Mali, Bamako, non sembrano però in grado di conquistarla. Solo un accordo politico che include larga parte dell’opposizione alla giunta militare, potrebbe, offrendo un’alternativa a quest’ultima, creare le condizioni per una reale svolta politica.<br />Il fatto che il Procuratore Generale del Tribunale Militare di Bamako ha annunciato l'apertura di un'inchiesta giudiziaria nei confronti di ufficiali dell’esercito in servizio attivo e in congedo per complicità nella pianificazione e nell'esecuzione degli attacchi, sembra dimostrare che vi siano interlocuzioni tra i jihadisti e gli indipendentisti, e alcuni esponenti della giunta. <br />Il comunicato del Procuratore Generale menziona anche il coinvolgimento di diverse figure politiche, come il dottor Oumar Mariko, noto oppositore di sinistra, cofondatore del partito comunista Solidarietà Africana per la Democrazia e l'Indipendenza , del quale è Segretario Generale.<br />Se le accuse del Tribunale Militare di Bamako dovessero dimostrarsi fondate si profilerebbe dunque una vasta alleanza politica ancora prima che militare volta a offrire un’alternativa alla giunta, nella quale avrebbe un ruolo centrale il JNIM se non altro per la sua forza bellica. Ipotesi che si rafforza alla luce del rapimento a Bamako di uno dei principali critici della giunta militare, l’avvocato Mountaga Tall, che aveva difeso diversi ufficiali militari arrestati negli ultimi mesi con l'accusa di "tentativo di destabilizzare le istituzioni statali”<br />Uno scenario simile, ma non uguale, a quanto avvenuto in Siria alla fine del 2024, dove un gruppo jihadista precedentemente affiliato ad Al Qaeda, ha rovesciato il regime di Assad, formando poi un governo con una sia pur timida inclusione di altre forze politiche. <br />In questo scenario rimangono diverse incognite: l’atteggiamento dei paramilitari russi dell'Africa Corps che appoggiano la giunta maliana; la reazione degli altri membri dell’Alleanza degli Stati del Sahel e infine la presenza dello Stato Islamico, formazione jihadista concorrente di Al Qaeda e quindi del JNIM. <br />Mon, 04 May 2026 11:58:35 +0200ASIA/CAMBOGIA - Una nuova chiesa a Phnom Penh, un nuovo sacerdote e un diacono Salesianihttps://www.fides.org/it/news/77638-ASIA_CAMBOGIA_Una_nuova_chiesa_a_Phnom_Penh_un_nuovo_sacerdote_e_un_diacono_Salesianihttps://www.fides.org/it/news/77638-ASIA_CAMBOGIA_Una_nuova_chiesa_a_Phnom_Penh_un_nuovo_sacerdote_e_un_diacono_SalesianiPhnom Penh - La comunità cattolica cambogiana ha celebrato la consacrazione di una nuova chiesa nel Vicariato Apostolico di Phnom Penh: si tratta della chiesa dedicata a San Giuseppe lavoratore, consacrata e aperta al culto il 2 maggio, in un solenne Eucarestia presieduta dal Vescovo Olivier Schmitthaeusler, Vicario Apostolico di Phnom Penh, alla presenza di numerosi sacerdoti, religiosi e e fedeli. <br />Con queste parole il Vicario ha espresso lo stato d'animo della comunità: "Entrate nelle sue porte con ringraziamento, nei suoi cortili con lode! Rendete grazie a lui, esaltate il suo nome!" . Mentre oggi spalanchiamo queste porte, proviamo un'immensa gioia: la gioia di una chiesa completata, la gioia di avere un luogo sacro degno di lodare il Signore. È la gioia del nostro popolo, il popolo di Dio in Cambogia, che ha potuto costruire una magnifica chiesa nella città di Phnom Penh per celebrare, lodare e ringraziare il Signore". <br />Il Vicario ha ringraziato Padre Paul Chatsirey, Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie nel paese, per la perseveranza, poichè, insieme a un comitato pastorale, e al team di architetti e costruttori, è riuscito a portato termine l'opera, in un tempo di cinque anni. <br />Il Vicario ha riposto sotto una lastra ai piedi dell'altare un pugno di terra dei martiri cambogiani per ricordare che "davvero la pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra angolare", riferendo, tra l'altro, che la Chiesa a cambogiana ha inviato alla Nunziatura Apostolica di Bangkok i documenti relativi al processo diocesano per dodici martiri, il Vescovo Joseph Chhmar Salas e i suoi undici compagni. Questi documenti saranno consegnati al Dicastero delle Cause dei Santi. "Sono tutti segni dell'amore di Dio per noi e della forza della nostra fede", ha rimarcato mons. Schmitthaeusler.<br />E ha ricordato: "Quando il Vescovo Ramousse e il Vescovo Émile Destombes tornarono in Cambogia nel 1990 e poterono recuperare il seminario minore di Phnom Penh con la Cappella di San Giuseppe, la situazione in Cambogia era ancora molto instabile. Ma con la fede e la speranza dei nostri cari pastori, la forza e l'amore del nostro piccolo gregge di cristiani, oggi siamo orgogliosi di cantare e lodare il Signore proprio qui"<br />"Siamo le pietre vive di questo XXI secolo. E voi sacerdoti, come pietre vive, formate un tempio spirituale, una santa comunità di sacerdoti. Essere sacerdote, re, profeta è la dignità di tutti i battezzati, per lodare e pregare, servire e amare, proclamare la Parola e viverla", ha detto riferendosi al passo della rrima lettera di Pietro dove si parla di "pietre vive". "Possiamo essere orgogliosi - ha concluso il Vicario Apostolico - non perché la nostra bellissima chiesa con il suo alto campanile si può vedere dal cielo, ma perché siamo queste pietre vive per questa nuova era. li edifici crollano, ma la fede perdura e Dio è con noi fino alla fine dei tempi". <br />Il Vescovo ha ricordato che l'edificio sorge sulle rive del Mekong, poco lontano dall'antico Carmelo di Phnom Penh, dove quasi 600 cristiani furono uccisi nel 1970. "Da un fiume un tempo rosso del sangue dei nostri fratelli, fino ad oggi, scorre un fiume di vita", citando un passo del libro del Profeta Ezechiele. <br />Il Vescovo, inoltre, ha collocato sull'altare una reliquia dei santi Luigi e Zélie Martin, genitori di Santa Teresa di Gesù Bambino, invitando i fedeli a "pregare per le nostre famiglie qui, e anche per tutte le famiglie del mondo che soffrono, specialmente a causa della guerra".<br />La piccola Chiesa cattolica cambogiana nei giorni scorsi ha vissuto anche un altro evento di speranza. Il 25 aprile 2026 una vasta assemblea si è unita alla Famiglia Salesiana cambogiana per l'ordinazione sacerdotale di don Paul Bao Le Quoc, SDB, e l'ordinazione diaconale di un altro religioso Salesiano, don Raymond Lawrence, SDB. <br />La celebrazione ha avuto un "sapore" pienamente internazionale e missionario, in quanto la famiglia di don Paul Bao viene dal Vietnam e quaela del diacono Raymond dall’India, mentre erano presenti Salesiani sacerdoti e fedeli provenienti da Cambogia, Vietnam, India e Filippine.<br />I Salesiani di Don Bosco stanno contianuando la loro opera apostolica in Cambogia, e in particolare nella sua Capitale, Phnom Penh, dove si occupano soprattutto della popolazione più vulnerabile e a rischio, con opere educative e sociali. i due ordinati sono impegnati nella pastorale giovanile salesiana del centro “Don Bosco Phnom Penh”, in stretta collaborazione con la pastorale diocesana .<br />Nel Sudest asiatico Salesiani hanno iniziato la loro missione tra i rifugiati cambogiani in Thailandia tra il 1988 e il 1991, fornendo istruzione tecnica e programmi di supporto per i minori. Successivamente, invitati in Cambogia, hanno stabilito la prima comunità a Phnom Penh, estendendo poi la loro missione in cinque province del Paese.<br /> Mon, 04 May 2026 11:19:40 +0200EUROPA/SPAGNA - “Non temo nulla. Tu sei con me”: il documentario sulle Carmelitane martiri di Guadalajara e la loro testimonianza di fedehttps://www.fides.org/it/news/77633-EUROPA_SPAGNA_Non_temo_nulla_Tu_sei_con_me_il_documentario_sulle_Carmelitane_martiri_di_Guadalajara_e_la_loro_testimonianza_di_fedehttps://www.fides.org/it/news/77633-EUROPA_SPAGNA_Non_temo_nulla_Tu_sei_con_me_il_documentario_sulle_Carmelitane_martiri_di_Guadalajara_e_la_loro_testimonianza_di_fedeGuadalajara – «Non temo nulla. Tu sei con me» è il motto che dà il titolo al documentario “Tu sei con me: Martiri Carmelitane di Guadalajara”, presentato sabato 2 maggio sul canale YouTube di HM Televisión.<br /><br />La data scelta coincide con l’anniversario dell’ingresso, il 2 maggio 1925, della beata Teresa del Bambin Gesù e di San Giovanni della Croce nel monastero di San José di Guadalajara. La religiosa fu uccisa il 24 luglio 1936 insieme alle beate María Pilar di san Francesco Borgia e María Ángeles di san Giuseppe, nel contesto della persecuzione religiosa all’inizio della Guerra Civile spagnola.<br /><br />Il documentario presenta la testimonianza di vita e di fede delle tre carmelitane scalze, considerate esempio di santità, fedeltà e perdono. Secondo le ricerche svolte, la causa della loro morte fu chiaramente l’odio verso la fede.<br /><br />Il video raccoglie gli interventi di diversi esperti. Don Fernando Moral Acha, vicedirettore dell’Ufficio per le Cause dei Santi della Conferenza Episcopale Spagnola, sottolinea: «i martiri non sono solo una vita, una morte, una cronologia di fatti, ma sono una vera testimonianza di vita». Da parte sua, don Jorge López Teulón, postulatore delle cause dei martiri della persecuzione religiosa del 1934-1939, evidenzia la portata di quegli eventi: «Ciò che è accaduto in Spagna è stata la più grande persecuzione della storia della Chiesa nel più breve arco di tempo: in soli 6 mesi persero la vita in modo violento 12 vescovi, un amministratore apostolico, più di 4.000 sacerdoti e più di 3.000 religiosi». Inoltre, Antonio Benéitez Domínguez, OCD, priore del Convento di San Benito el Real a Valladolid, presenta queste tre donne come «modello di risposta alla chiamata di Dio»; infine suor Humildad Blanco Ortega, Schiava Carmelitana della Sacra Famiglia, ricorda che «la vita di un martire non si improvvisa, ma si prepara giorno dopo giorno».<br /><br />Sono raccolte inoltre testimonianze legate al monastero di Guadalajara, compresa quella di una carmelitana scalza della comunità e di familiari delle beate. Tra le testimonianze di maggior rilievo compare anche il racconto della conversione di uno dei responsabili del martirio delle suore.<br /><br />Le tre religiose fanno parte del gruppo dei martiri uccisi durante le ondate di violenza che infierirono sulle comunità cattoliche in Spagna negli anni Trenta del XX secolo. Furono le prime vittime di quel periodo a essere beatificate da Papa Giovanni Paolo II il 29 marzo 1987. Sulla stessa linea, il 27 aprile scorso il Sommo Pontefice ha autorizzato nuovi decreti sul martirio di Stanislao Ortega García e 48 compagni, insieme al sacerdote Emanuele Berenguer Clusella, anch’essi uccisi nel 1936 in odio alla fede. <br /><br/><strong>Link correlati</strong> :<a href="https://www.youtube.com/watch?v=2OYcCNERgQs">Link al documentario:</a>Sun, 03 May 2026 15:21:10 +0200ASIA/CINA - Generosa adesione delle comunità cattoliche cinesi alla Colletta nazionale” 2026. Ecco i datihttps://www.fides.org/it/news/77637-ASIA_CINA_Generosa_adesione_delle_comunita_cattoliche_cinesi_alla_Colletta_nazionale_2026_Ecco_i_datihttps://www.fides.org/it/news/77637-ASIA_CINA_Generosa_adesione_delle_comunita_cattoliche_cinesi_alla_Colletta_nazionale_2026_Ecco_i_datiShijiazhuang – Secondo dati raccolti fino a giovedì 30 aprile 2026, la decima edizione della Giornata della colletta nazionale della comunità cattolica cinese, celebrata ogni anno in coincidenza della domenica delle Palme, ha potuto raccogliere un donazioni per una cifra complessiva di 933.473,04 yuan . <br />Le offerte provengono da 26 diocesi, oltre 70 parrocchie, gruppi e singoli fedeli. I fondi vengono utilizzati per sostenere iniziative di soccorso in caso di calamità.<br /> L’iniziativa è promossa da Jinde Charities, l’organismo che da 30 anni coordina opere caritative sostenute da comunità cattoliche nella Cina continentale, e nel 2026 è stata celebrata per il nono anno consecutivo. <br />Dal 2017, sotto la guida dei Vescovi cinesi, Jinde ha collaborato con sacerdoti e fedeli di tutto il Paese per portare avanti in modo continuativo l’iniziativa. In questi nove anni, le Chiese locali hanno garantito sostegno con azioni concrete, promuovendo innumerevoli iniziative di solidarietà negli ambiti del soccorso alle popolazioni colpite da catastrofi, della lotta alla povertà e dell’assistenza a chi è nel bisogno. La raccolta non ha coinvolto solo le grandi diocesi come Pechino e Shanghai. Anche le comunità di aree meno collegate, come quelle nella Regione autonoma di Ningxia, secondo le indicazioni diocesane, hanno dato il loro contributo migliore. <br />Quest’anno, la diocesi di Pechino con la partecipazione di 24 parrocchie ha offerto un totale di 133.305,92 yuan . La diocesi di Shanghai ha donato complessivamente 409.566,42 yuan con 18 parrocchie contribuenti. La diocesi di Ningxia ha donato 5.000 yuan .<br />Va rilevato che le diocesi di Pechino, Shanghai, Linfen e Puqi hanno partecipato tutti gli anni alla raccolta della colletta, contribuendo ogni anno con generose offerte. <br />La colletta indetta per la domenica delle Palme è stata sempre accolta con grande disponibilità da vescovi, sacerdoti e laici, che la vivono come occasione per unire tutta la Chiesa, e insieme testimoniare la fede e la carità. In ogni diocesi vi sono numerosi sacerdoti e fedeli che, con dedizione silenziosa e preghiera fervente, contribuiscono con cosstanza e entusiasmo a portare avanti questa missione, garantendo anche la massima trasparenza nell'uso delle offerte raccolte in questi anni di impegno.<br />Le risorse raccolte vengono utilizzare da Jinde Charites per sostenere iniziative nel campo sanitario e del sostegno psicologico, campagne di ricostruzione in aree colpite da disastri naturali in Cina e all’estero.<br />Secondo le informazioni raccolte dall’Agenzia Fides, fino al 22 marzo 2022, l’iniziativa ha finanziato progetti per 4 milioni e 700mila Yuan, equivalenti a oltre 690 mila Euro.<br />Tra i progetti finanziati figurano anche le iniziative di soccorso sostenute dopo alluvioni e terremoti in varie zone della Cina, e anche quelle promosse dopo il terremoto di Hualien a Taiwan, l’eruzione del vulcano in Guatemala e lo tsunami in Indonesia nel 2018.<br />Dall’esplosione della pandemia, fino al 3 marzo 2021, la Giornata della colletta ha potuto raccogliere oltre 30 milioni di Yuan, equivalenti a oltre 4 milioni e mezzo di Euro, per aiutare aree più colpite dal virus pandemico, in Cina e in altri Paesi<br />I responsabili di Jinde Charities con grande senso di responsabilità e gratitudine rivolgono sempre i loro appelli a tutti i battezzati cattolici e a tutte le persone di buona volontà: “Continueremo a promuovere opere di carità, e a camminare insieme per costruire una società armoniosa”, perché “Gesù ha detto: ‘ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me’ ”. <br /> <br />Sat, 02 May 2026 17:59:09 +0200OCEANIA/AUSTRALIA - Abbracciare il mondo con la preghiera: riparte l'iniziativa del Rosario Missionario Mondiale "on line"https://www.fides.org/it/news/77635-OCEANIA_AUSTRALIA_Abbracciare_il_mondo_con_la_preghiera_riparte_l_iniziativa_del_Rosario_Missionario_Mondiale_on_linehttps://www.fides.org/it/news/77635-OCEANIA_AUSTRALIA_Abbracciare_il_mondo_con_la_preghiera_riparte_l_iniziativa_del_Rosario_Missionario_Mondiale_on_lineBrisbane - Anche quest'anno Catholic Mission invita tutti a partecipare alle sessioni quotidiane di preghiera del Rosario Missionario Mondiale online durante il mese di maggio. Il Venerabile Arcivescovo Fulton Sheen, Direttore Nazionale delle Pontificie Opere Missionarie statunitensi dal 1950 al 1966, che verrà beatificato il prossimo 24 settembre , ideò il Rosario Missionario Mondiale e lo lanciò nel 1951 durante il programma radiofonico da lui condotto "The Catholic Hour". Il Rosario Missionario Mondiale è una forma di preghiera strutturata con cinque decine di colori diversi, ognuno rappresentante un continente, per abbracciare con la preghiera il mondo intero e sostenere in particolare le necessità dei territori di missione. <br /><br />"Mentre ci avviciniamo a celebrare i 100 anni della Domenica Missionaria Mondiale - spiega Fiona Ng, coordinatrice dell'iniziativa, rappresentante di Catholic Mission per l'Arcidiocesi di Brisbane - il programma di preghiera del Rosario di maggio assume un significato ancora più profondo, poiché è proprio così che la Pontificia Opera della Propagazione della Fede, una delle quattro Pontificie Opere Missionarie, ebbe inizio grazie alla sua fondatrice, la Beata Paolina Jaricot. Ella diede vita a piccoli gruppi di preghiera con lo scopo di pregare e donare una piccola somma per i sacerdoti missionari". <br /><br />Dal primo al 31 maggio, dal lunedì al venerdì, dalle 14:00 alle 15:00 , si potrà partecipare alla recita del Rosario Missionario Mondiale on line che verrà guidato da differenti responsabili che potranno recitare un giorno o una settimana intera. Sono stati invitati ad unirsi all'iniziativa parrocchie, scuole, sostenitori e reti di donatori, con la speranza di costruire legami più profondi a partire dalla preghiera per la missione ed i missionari.<br /><br />"Rappresentando ciascun Continente con le sue cinque decine colorate, il Rosario Missionario Mondiale è un meraviglioso promemoria del lavoro che tutti noi svolgiamo quotidianamente nel nostro personale cammino missionario - si legge nella nota giunta di Catholic Mission giunta all'Agenzia Fides. "Mentre preghiamo insieme, speriamo che questa iniziativa ci incoraggi a fermarci e a riflettere sugli sforzi missionari che la Chiesa e ciascuno di noi ha compiuto e compie ogni giorno a favore di coloro che ne hanno più necessità". <br /><br />Per partecipare occorre collegarsi con il link di seguito: https://tinyurl.com/RosaryPrayer26.<br /> <br/><strong>Link correlati</strong> :<a href="https://www.fides.org/it/attachments/view/file/World_Mission_Rosary_invitation_2026.jpg">LOCANDINA</a>Fri, 01 May 2026 16:41:51 +0200ASIA/CINA - Per le comunità cattoliche cinesi il cammino del mese mariano è già iniziatohttps://www.fides.org/it/news/77634-ASIA_CINA_Per_le_comunita_cattoliche_cinesi_il_cammino_del_mese_mariano_e_gia_iniziatohttps://www.fides.org/it/news/77634-ASIA_CINA_Per_le_comunita_cattoliche_cinesi_il_cammino_del_mese_mariano_e_gia_iniziatoWenzhou – Uniti con il Successore di Pietro, i pellegrini cattolici cinesi hanno gìà iniziato il cammino di devozione mariana di maggio, il mese che la Chiesa universale dedica in modo particolare alla venerazione della Madre di Dio.<br />Nutriti dalla forte devozione tramandata di generazione in generazione, pellegrinaggi, rosari, ore di adorazione, processioni e opere caritative d’ispirazione mariana punteggiano il mese di maggio delle comunità cattoliche cinesi. Le porte dei santuari, delle chiese e delle cappelle saranno aperte e accessibili secondo programmi di celebrazioni ben organizzati, in cui gli orari per la preghiera quotidiana comunitaria vengono indicati insieme alle disposizioni di carattere logistico a cui attenersi per garantire una gestione ordinata degli eventi comunitari. <br /><br />Tra i luoghi di culto più frequentati nelle prossime settimane vi saranno i santuari mariani di Housangyu di Pechino e di Sheshan presso Shanghai, insieme al santuario della Madonna Addolorata nello Shanxi, il Santuario di Lushan in Sichuan, o il Villaggio del Rosario presso il Santuario di Maria Rosa Mistica nel Fujian. La devozione popolare circonderà anche le grotte della Madonna di Lourdes nelle parrocchie, le piccole nicchie con la statuetta della Madonna delle cappelle e nelle sale di Preghiera.<br />Il 27 aprile, il gruppo di donne della parrocchia di Dupu dedicata al Sacro Cuore di Gesù, nella diocesi di Wenzhou hanno compiuto un giornata di pellegrinaggio in vista del mese mariano, pregando in varie chiese della zona soffermandosi davanti alle grotte e alla montagna dedicata alla Madonna. Tutto il gruppo si è riunito alla solenne celebrazione eucaristica, affidando a Dio tutte le intenzioni di preghiera della giornata. Dopo si sono spostati tutti presso il Monte della Madonna. Mentre nella chiesa di Qianqi tutti hanno rinnovato la propria determinazione al servizio e a seguire la chiamata del Signore, mentre due suore della parrocchia hanno illustrato la storia della chiesa e hanno sottolineato che la devozione mariana manifesta innanzitutto atto l’intima comunione spirituale dei credenti con Maria, la Madre di Cristo. <br /> <br />Fri, 01 May 2026 16:19:46 +0200