Fides News - Italianhttps://www.fides.org/Le notizie dell'Agenzia FidesitI contenuti del sito sono pubblicati con Licenza Creative Commons.Le conseguenze del conflitto in Medio Oriente sulle economie africanehttps://www.fides.org/it/news/77497-Le_conseguenze_del_conflitto_in_Medio_Oriente_sulle_economie_africanehttps://www.fides.org/it/news/77497-Le_conseguenze_del_conflitto_in_Medio_Oriente_sulle_economie_africaneNairobi - Le ripercussioni del conflitto nel Golfo Persico iniziano a farsi sentire in tutto il mondo. Al di là delle conseguenze sui mercati energetici per la chiusura dello Stretto di Hormuz, una delle conseguenze silenziose, ma non per questo meno importanti, è sulle economie africane. Non solo effetti macroeconomici come inflazione, aumento dell’energia e tagli al budget nazionali, ma anche quelli connessi all’esportazioni di piccoli produttori, soprattutto nel campo alimentare. <br /><br />I problemi non sono limitati a un solo paese o a una sola zona, ma toccano tutte le principali economie africane. Basta prendere in considerazione i casi di Sudafrica, Egitto e Kenya.<br />Partendo proprio dal Kenya, uno dei settori che sta risentendo del conflitto è quello dell’esportazione della carne verso i paesi del Golfo. La regione rappresenta il principale sbocco per l’esportazione di carne per il Kenya, con gli Emirati Arabi Uniti che da soli contano tra il 40 e il 60% delle esportazioni. Altre destinazioni sono l’Oman, il Kuwait, il Bahrain e la Giordania, tutti paesi verso sui il flusso delle vendite è diminuito a causa del conflitto. In alcune dichiarazioni rilasciate alla Reuters, Nicholas Ngahu, capo del Consiglio degli Esportatori di Carne e Bestiame del Kenya, ha dichiarato che l’industria nel suo complesso ha ridotto le sue esportazioni del 15% e che in un periodo come quello del Ramadan il volume del giro d’affari si è ridotto di un ulteriore 5%. A complicare la situazione ci sono le spese di spedizione. Secondo Dennis Muraya, direttore della Konza Clearing Agency, azienda che si occupa di spedizioni, anche lui intervistato da Reuters, il costo di un chilo di carne verso la regione è quasi triplicato a causa degli aumenti legati alle assicurazioni. Questo significa una notevole riduzione del volume di carne inviato giornalmente, passato da duecento metri cubi di tonnellate a sole cinque tonnellate. <br /><br />La preoccupazione per il futuro è che il proseguimento della guerra faccia ridurre ulteriormente il giro d’affari, che il mercato interno non riesce a sopperire, dando un colpo quasi definitivo al settore.<br /><br />Nel caso del Sudafrica a soffrire per il conflitto è il settore agricolo, in particolare quello della frutta. Secondo i dati riportati dall’organizzazione sudafricana Hortgro, che si occupa d’ analizzare il settore, e riportati dalla testata Scrolla, il Medio Oriente è la destinazione del 21% dell’export sudafricano di pere, del 12% di quello di mele, del 60% di quello di albicocche, del 34% di quello di pesche e del 17% di quello di nettarine e del 12% di quello di prugne. In questo caso la guerra ha portato una serie di problemi anche per quei cargo che avevano già lasciato il Sudafrica e si trovavano diretti verso i mercati di destinazione, che sono rimasti bloccati a metà strada. I carichi che invece si trovavano pronti a lasciare i porti sono stati smantellati. Anche in questo caso mercati alternativi e mercato interno non riescono a coprire la domanda mettendo a rischio l’intero settore. A tale problema si aggiunge anche quello dell’approvvigionamento di petrolio. Nel 2024 il Sudafrica ha importato il 69% del suo petrolio e del suo diesel da Oman, Emirati Arabi, Arabia Saudita, e Bahrain. Il blocco dello stretto di Hormuz, se dovesse continuare per l’economia del paese sarebbe un enorme problema.<br /><br />Problemi simili sono quelli che sta affrontando anche l’Egitto. Qui si teme un problema sociale oltre che economico: il governo è stato costretto a mettere un tetto al pane non sovvenzionato dallo Stato e prodotto dalle panetterie private. La misura è stata presa come conseguenza dell’aumento della pressione inflazionistica sull’economia a seguito del conflitto, che ha anche causato un rialzo dei prezzi del carburante. Gli effetti sull’economia in questo caso potrebbero essere ancora più ampi perché è probabile che si facciano sentire anche sui trasporti e sui costi di produzione. Il paese inoltre sta affrontando un problema rilevante sui mercati finanziari: da quando è iniziato il conflitto la vendita dei titoli di stato ha subito un arresto – si parla di una cifra compresa tra i cinque e gli otto miliardi di dollari. Si tratta di una notizia preoccupante per l’economia egiziana: i titoli di stato sono lo strumento con il quale lo stato finanzia gli interessi sul debito, influenzato a sua volta da un’inflazione a due cifre. Se la tendenza dovesse confermarsi, unita alla crescita dell’inflazione dovuta al conflitto, per l’Egitto si aprirebbe una crisi economica che potrebbe avere serie ed imprevedibili ripercussioni sociali. <br />Sat, 21 Mar 2026 12:32:34 +0100ASIA/LIBANO - Tra le vittime dei bombardamenti israeliani in Libano anche un giovane volontario dell’Ordine di Maltahttps://www.fides.org/it/news/77496-ASIA_LIBANO_Tra_le_vittime_dei_bombardamenti_israeliani_in_Libano_anche_un_giovane_volontario_dell_Ordine_di_Maltahttps://www.fides.org/it/news/77496-ASIA_LIBANO_Tra_le_vittime_dei_bombardamenti_israeliani_in_Libano_anche_un_giovane_volontario_dell_Ordine_di_MaltaBeirut – Tra le vittime dei bombardamenti israeliani nel Libano meridionale c’è pure un giovane volontario dell’Ordine di Malta, Chadi Ammar.<br />Il ventenne è stato colpito è stato ucciso il 13 marzo da un raid aereo israeliano ad Aïn Ebel, nel sud del Libano. L'attacco ha colpito la città nelle prime ore del mattino, prendendo di mira un'area in cui erano presenti civili. <br />Chadi Ammar faceva parte della vasta rete di volontari e dipendenti che supportano le attività umanitarie dell'Ordine di Malta nella zona. Lavorava nel dipartimento agro-umanitario, concentrandosi sulla sicurezza alimentare nella regione meridionale di confine, attraverso il centro agricolo dell'Ordine ad Aïn Ebel. Al momento dell’attacco, Chadi si trovava sul tetto di un edificio insieme ad altri due giovani che avevano scelto di non lasciare il loro villaggio cristiano, impegnati a ripristinare la connessione internet per permettere a coloro che erano rimasti ad Aïn Ebel di rimanere in contatto tra loro e con chi era partito. Tutti e tre sono morti nell’esplosione dell’ordigno<br />"La morte del giovane Chadi Ammar ci addolora profondamente. Faceva parte della nostra grande famiglia, che ogni giorno si dedica con impegno e coraggio al servizio dei più vulnerabili. Il suo impegno e il suo spirito di servizio rimarranno per noi un esempio", ha dichiarato il Gran Maestro Fra' John Dunlap, esprimendo la sua sincera vicinanza alla famiglia e a tutti i membri dell'Ordine di Malta in Libano. <br />Nel Paese dei Cedri l'Ordine di Malta gestisce circa 60 programmi, tra cui 12 centri di assistenza sanitaria di base, 12 unità mediche mobili, 7 centri agro-umanitari, 3 cucine comunitarie mobili e diversi programmi sociali, oltre a strutture dedicate alle persone con disabilità. <br />Fri, 20 Mar 2026 11:49:06 +0100Il Vietnam si prepara alla beatificazione di Francesco Saverio Truong Buu Diep, a 80 anni dal suo martiriohttps://www.fides.org/it/news/77495-Il_Vietnam_si_prepara_alla_beatificazione_di_Francesco_Saverio_Truong_Buu_Diep_a_80_anni_dal_suo_martiriohttps://www.fides.org/it/news/77495-Il_Vietnam_si_prepara_alla_beatificazione_di_Francesco_Saverio_Truong_Buu_Diep_a_80_anni_dal_suo_martiriodi Andrew Doan Thanh Phong<br /><br />Can Tho - «Più di ottant’anni fa, in questa remota zona di Tac Say, c’era un sacerdote che serviva tutti silenziosamente con amorevole compassione. Era padre Francesco Saverio Truong Buu Diep, che in seguito sacrificò la propria vita per il suo gregge.»: Così ha parlato il vescovo ausiliare della diocesi di Can Tho, Peter Le Tan Loi, celebrando la messa in occasione degli 80 anni dal martirio del futuro beato vietnamita.<br /><br />L'11 e 12 marzo, presso il Centro di pellegrinaggio di Tac Say dove si trova la sua tomba , un gran numero di sacerdoti, religiosi, religiose e decine di migliaia di partecipanti, sia cattolici che non cattolici, provenienti da molti luoghi, si sono riuniti per prendere parte a un pellegrinaggio in commemorazione dell’80° anniversario della morte di padre Francesco Saverio Truong Buu Diep, in un’atmosfera di profonda comunione e fede traboccante. Numerose messe e momenti comunitari di preghiera sono state celebrate in successione, aiutando la comunità a far memoria e a rendere grazie a Dio per la testimonianza di fede del pastore tanto amato da molti vietnamiti.<br /><br />A ottant'anni dalla sua morte, la devozione dei fedeli e persino di molti non cattolici nei suoi confronti si è diffusa sempre più. Molte persone sono venute a visitare la sua tomba e hanno chiesto benedizioni, e mlti raccontano di aver ricevuto grazie e benedizioni dal martire Diep, che li ha aiutati a superare momenti difficili della loro vita.<br /><br />Tra i non cattolici, molti hanno chiesto il battesimo dopo aver ricevuto le benedizioni per sua intercessione.<br />Pietro Le Tan Loi – vescovo ausiliare della diocesi di Can Tho – si è rivolto anche alle persone non cattoliche dicendo: «So che tutti voi amate molto padre Truong Buu Diep e che molti di voi hanno ricevuto da lui benedizioni, sia spirituali che materiali, attraverso la sua intercessione. Questo è molto prezioso, e vorrei invitarvi ad andare oltre: padre Truong Buu Diep non intercede per voi solo per le benedizioni materiali o fisiche, ma forse ciò che padre Diep desidera di più è intercedere presso Dio affinché vi conceda la grazia della fede in Gesù Cristo, in modo che possiate poi essere guidati verso la vita eterna, nella fede cattolica”.<br /><br />La diocesi di Can Tho ha completato la raccolta tutte le testimonianze richieste nella fase diocesana del processo di canonizzazione nel 2017, e ha compilato il dossier sul sacrificio e sui miracoli attribuiti alla intercessione di padre Francesco Truong Buu Diep, inviandolo alla Santa Sede. <br /><br />Il 25 novembre 2024, Papa Francesco ha riconosciuto il suo martirio per amore del suo gregge dichiarando che Padre Truong Buu Diep fu ucciso per odio verso la fede il 12 marzo 1946.<br /><br />La messa per la beatificazione di padre Truong Buu Diep sarà celebrata il 2 luglio 2026 nella diocesi di Can Tho.<br /> <br /><br />«Crediamo che non solo la diocesi di Can Tho, ma anche molti fedeli in Vietnam e in tutto il mondo che amano padre Francis Truong Buu Diep, siano stati pieni di gioia e gratitudine verso Dio nel ricevere questa bella notizia», ha affermato padre Pietro Vu Van Hai, Vicario generale della diocesi di Can Tho. L’intera diocesi di Can Tho, insieme a tutti i membri del Popolo di Dio in tutto il Vietnam, sta rivolgendo il proprio cuore verso questa occasione epocale.<br /> <br />Questa sarà la prima volta nella storia della Chiesa vietnamita che una cerimonia di beatificazione per un martire vietnamita si terrà nella sua Patria.<br /><br />Seguendo le istruzioni del Vescovo della diocesi di Can Tho, tutti i cattolici dell’intera diocesi sono chiamati a cooperare e a lavorare insieme per organizzare la solenne Messa di beatificazione, pregando che essa possa apportare benefici spirituali a tutto il Popolo di Dio.<br /><br />Le misure organizzative per accogliere centinaia di migliaia di pellegrini durante i giorni della Messa di beatificazione sono state già messe in cantiere. Molte chiese lungo le autostrade nazionali e vicino alla parrocchia di Tac Say sono state designate come punti di sosta per i pellegrini. L’area principale della cerimonia potrebbe ospitare circa 10.000 partecipanti, mentre le aree circostanti potrebbero accoglierne altri 50.000; l’area intorno alla tomba di padre Diep può ospitare diverse migliaia di persone. La diocesi ha inoltre collaborato con le autorità della provincia di Ca Mau e della città di Can Tho per gestire il flusso del traffico, garantendo che sia sicuro e agevole per tutti i pellegrini e gli ospiti.<br /> <br />Da ora in poi, la diocesi di Can Tho invita i pellegrini che si recano a Tac Say a partecipare alla preghiera e a preparare i loro cuori per questa occasione straordinaria .Fri, 20 Mar 2026 11:11:56 +0100ASIA/KUWAIT - “Avviciniamoci verso Pasqua con fede nonostante la situazione”: il vescovo Berardi in visita pastoralehttps://www.fides.org/it/news/77494-ASIA_KUWAIT_Avviciniamoci_verso_Pasqua_con_fede_nonostante_la_situazione_il_vescovo_Berardi_in_visita_pastoralehttps://www.fides.org/it/news/77494-ASIA_KUWAIT_Avviciniamoci_verso_Pasqua_con_fede_nonostante_la_situazione_il_vescovo_Berardi_in_visita_pastoraleKuwait City – “Sono partito in macchina da Awali, Bahrain, ieri 19 marzo, per raggiungere Kuwait City in occasione della visita pastorale che avevo programmato. Questa mattina abbiamo celebrato la Messa di inizio visita”. Lo dice a Fides il Vicario Apostolico di Arabia del nord, vescovo Aldo Berardi, O.SS.T., che mercoledì 18 marzo ha celebrato i primi tre anni di episcopato nella Cattedrale di Nostra Signora d’Arabia a Manama.<br /><br />“Siamo fatti per la vita, per questo siamo nelle mani del Padre uniti a Cristo risorto" ha detto il Vicario Apostolico durante l’omelia. "Avviciniamoci verso Pasqua con fede nonostante la situazione. Cresciamo come comunità sotto lo sguardo dello Spirito Santo e diamo testimonianza del Cristo risorto”.<br /><br />Il vescovo Berardi ha inoltre inviato un messaggio in occasione dell'Eid al-Fitr, festa che conclude il mese sacro islamico del Ramada, rivolgendo “auguri e benedizioni a Sua Altezza lo Sceicco Mishal Al-Ahmad Al-Jaber Al-Sabah, Emiro dello Stato del Kuwait, a Sua Altezza il Principe Ereditario, all'illustre Governo e a tutti i cittadini e residenti dello Stato, chiedendo a Dio di far sì che questa ricorrenza porti a tutti bontà, prosperità e benedizioni.”<br /><br />“Alla luce delle attuali circostanze che la nostra regione sta attraversando, eleviamo i nostri cuori in preghiera a Dio, chiedendogli di donare la pace ai nostri Paesi e al mondo intero, di sostituire l'angoscia con la serenità, la paura con la speranza, e di seminare in tutti i cuori lo spirito di pace. In un tempo di sfide, la pace è la nostra scelta comune".<br /><br />“L'Eid al-Fitr racchiude in sé profondi significati spirituali e umani, incarnati nella fede sincera, nella solidarietà verso i bisognosi e nello spirito di generosità e perdono – aggiunge il vescovo. Sono nobili valori che tutti condividiamo e che costituiscono un solido fondamento per la costruzione di società improntate al rispetto reciproco e alla pacifica convivenza.”<br /><br />“La Chiesa Cattolica in Kuwait – i suoi sacerdoti, monaci, suore, istituzioni e tutti i suoi fedeli – esprime il suo profondo apprezzamento per la sicurezza e la stabilità di cui questo Paese gode sotto la sua saggia guida e loda lo spirito di fraternità e convivenza che unisce le diverse componenti della società kuwaitiana. La Chiesa ribadisce inoltre il suo costante impegno a rafforzare i legami di dialogo e di azione congiunta con tutti i partner della società, per il bene della persona umana e della sua dignità, e per la promozione dei valori di pace e amore.”<br />Il Vicario Apostolico conclude esortando a pregare Dio “affinché tuteli lo Stato del Kuwait, la sua leadership e il suo popolo, e affinché perpetui la benedizione della sicurezza e della pace, e benedica i suoi sforzi volti a diffondere il bene e la stabilità nella regione.”<br /><br /> <br />Fri, 20 Mar 2026 11:10:08 +0100AFRICA/KENYA - “Basta ingiuriarsi a vicenda; recate scandalo a bambini e giovani” avvertono i Vescovi ai leader politicihttps://www.fides.org/it/news/77493-AFRICA_KENYA_Basta_ingiuriarsi_a_vicenda_recate_scandalo_a_bambini_e_giovani_avvertono_i_Vescovi_ai_leader_politicihttps://www.fides.org/it/news/77493-AFRICA_KENYA_Basta_ingiuriarsi_a_vicenda_recate_scandalo_a_bambini_e_giovani_avvertono_i_Vescovi_ai_leader_politiciNairobi - "L'insolenza verbale a cui stiamo assistendo è indice di qualcosa di ancora più preoccupante” afferma Mons. Maurice Muhatia Makumba, Arcivescovo di Kisumu e Presidente della Conferenza Episcopale del Kenya in un messaggio nel quale esprime preoccupazione per il forte incremento dei toni ingiuriosi nel dibattito politico. <br />Scrivendo a nome dei Vescovi della KCCB, l'Arcivescovo Muhatia afferma che “Siamo profondamente preoccupati per quello che sta succedendo nel Paese. Chiediamo moderazione e decoro nel parlare in pubblico”. Il Presidente della KCCB rivolge un pressante appello “ai leader politici, affinché esercitino moderazione” nelle loro dichiarazioni in pubblico.<br />Mons. Muhatia sottolinea l’impatto negativo sui giovani e bambini del livello indecoroso del dibattito politico: “I bambini che vi ascoltano sono scioccati. I giovani che vi ascoltano sono traumatizzati perché, in voi, vedono il crollo delle loro aspirazioni sulla dirigenza del Paese”. “Gli adulti che vi ascoltano sono imbarazzati. Siete una pessima rappresentazione della nostra generazione e facciamo fatica a identificarci con voi” afferma il Presidente della KCCB.<br />“Quando vi insultate pubblicamente di fronte ai cittadini, non solo mancate di rispetto gli uni agli altri, ma mancate di rispetto anche ai cittadini. Questo è il messaggio che ci state inviando. Non tutto ciò che vi passa per la testa deve essere pronunciato” sottolinea.<br />Mons. Muhatia rimarca come i politici dovrebbero essere al servizio della popolazione e per questo chiede loro “di esercitare moderazione”, perché “Questo Paese appartiene a più di 50 milioni di keniani, non solo a voi stessi”. <br />“Preghiamo per voi affinché possiate guidare il popolo verso la meta che Dio ha indicato. Il Kenya è amato da Dio e ci aspettiamo solo il meglio da coloro che sono stati scelti per rappresentarci e condurre il nostro Paese verso la grandezza” conclude Mons. Muhatia.<br /><br />Le dichiarazioni della KCCB giungono in un momento di forte tensione politica in Kenya, mentre iniziano a delinearsi i primi schieramenti in vista delle elezioni generali del 2027. Si nota una crescente tendenza a una retorica aggressiva, che include attacchi personali, derisione dell'aspetto fisico degli avversari e l’uso di un linguaggio incendiario, che è sempre più predominante nei dibattiti politici.<br />In particolare gli ultimi i scontri pubblici tra il Presidente William Ruto e il suo ex vice Rigathi Gachagua hanno suscitato critiche da parte dei capi religiosi e di oltre 20 gruppi della società civile, che avvertono che tale condotta rischia di minare la credibilità istituzionale e la coesione nazionale. <br />Fri, 20 Mar 2026 10:57:02 +0100AFRICA/MALI - Nomina del Vescovo di Sikasso.https://www.fides.org/it/news/77492-AFRICA_MALI_Nomina_del_Vescovo_di_Sikassohttps://www.fides.org/it/news/77492-AFRICA_MALI_Nomina_del_Vescovo_di_SikassoCittà del Vaticano - Il Santo Padre ha nominato Vescovo della Diocesi di Sikasso il Rev.do Noël Bernard Coulibaly, del clero della medesima Diocesi, finora Economo e Coordinatore della Caritas diocesana.<br />S.E. Mons. Noël Bernard Coulibaly è nato il 17 dicembre 1976 a Niono, nella Diocesi di Sikasso . Ha studiato Filosofia e ottenuto il Baccalaureato in Teologia presso il Seminario Maggiore Saint Augustin di Bamako.<br />È stato ordinato sacerdote il 6 luglio 2002 per la Diocesi di Sikasso.<br />Ha ricoperto i seguenti incarichi e svolto ulteriori studi: Vice Parroco di Notre Dame de Fatima a Sanzana, Diocesi di Sikasso ; Amministratore e Parroco della Cattedrale Notre Dame de Lourdes di Sikasso ; Master in Ingegneria dello Sviluppo locale presso Université Catholique di Lione; Collaboratore presso la Parrocchia Saint Christophe Lès Annonay, Diocesi di Viviers, Francia ; finora, Economo della Diocesi di Sikasso e Coordinatore della Caritas diocesana .<br /> <br />Thu, 19 Mar 2026 12:48:36 +0100OCEANIA/AUSTRALIA — Peter Gates nuovo Direttore Nazionale delle Pontificie Opere Missionariehttps://www.fides.org/it/news/77491-OCEANIA_AUSTRALIA_Peter_Gates_nuovo_Direttore_Nazionale_delle_Pontificie_Opere_Missionariehttps://www.fides.org/it/news/77491-OCEANIA_AUSTRALIA_Peter_Gates_nuovo_Direttore_Nazionale_delle_Pontificie_Opere_MissionarieCittà del Vaticano — Il Cardinale Luis Antonio G. Tagle, Pro-Prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione , ha nominato, in data 13 febbraio 2026, direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie in il signor Peter Gates, dell'Arcidiocesi di Sydney, Direttore Nazionale delle Pontificie Opere Missionarie in Australia per un periodo di cinque anni . Peter Gates, nato a Sydney nel 1959, vanta oltre 35 anni di servizio presso la Direzione delle POM australiane .<br />Ha conseguito un Master in Business Administration con specializzazione in Community Management presso l’Università della Tecnologia di Sidney , laurea Magistrale in Teologia presso il College of Divinity di Sidney , laurea in Lettere presso l'Università di Sydney e ulteriori qualifiche in Educazione Religiosa e Consulenza Pastorale presso l'Australian Catholic University.<br />La vocazione missionaria del nuovo direttore delle POM australiane inizia con l’esperienza come insegnante volontario laico nello Zambia . In quegli anni presta servizio presso un distretto rurale isolato dove insegna, supporta gli insegnanti locali, aiuta nel catechismo e si occupa di sviluppo comunitario. Tornato in Australia entra a far parte di Catholic Mission nel 1990 come responsabile della formazione, prima di essere nominato responsabile nazionale dell'istruzione e segretario nazionale nel 1996, supervisionando il programma di formazione nazionale e ricoprendo il ruolo di membro senior del Consiglio nazionale. Nel 2001 è nominato Vice Direttore Nazionale, ruolo che ha ricoperto per oltre vent'anni. Ha svolto un ruolo determinante nello sviluppo e nell'attuazione del piano strategico di Catholic Mission 2022-2025, nell'introduzione della sinodalità come fondamento cardine della cultura organizzativa e nella supervisione dei programmi di full immersion missionaria giovanile in paesi come Timor Est, Mongolia, Cambogia e Filippine. Ha avuto un ruolo significativo nella vita della Chiesa in Australia, come membro del Team di Facilitazione del V Concilio Plenario della Chiesa Cattolica in Australia e come Facilitatore Principale ad interim nel 2020, tenendo presentazioni di apertura su Missione e Sinodalità alle assemblee diocesane. Ha curato, insieme ad altri, la collana di libri "Francis Effect" e ha coordinato la conferenza nazionale "Missione: un cuore, molte voci", che si tiene ogni due anni dal 2013 in collaborazione con Catholic Religious Australia. A livello internazionale, Gates è membro della International Commission Communication, Faith-Fundraising, Digital Transformation of PMS , contribuendo allo sviluppo di pratiche efficaci per le direzioni nazionali in tutto il mondo. <br /> Thu, 19 Mar 2026 08:32:05 +0100MISSIONARI COREANI NEL MONDO/4: operare lungo confini esistenziali, a servizio dei migrantihttps://www.fides.org/it/news/77489-MISSIONARI_COREANI_NEL_MONDO_4_operare_lungo_confini_esistenziali_a_servizio_dei_migrantihttps://www.fides.org/it/news/77489-MISSIONARI_COREANI_NEL_MONDO_4_operare_lungo_confini_esistenziali_a_servizio_dei_migranti<p ><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/54Jf_pZrH3I?si=7GZbCXYz2JSFhtaV" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p><br /><br /><br />di Pascale Rizk <br /><br />SAN PAOLO - “Se ci chiediamo dove debba andare il pastore della diaspora, vorrei rispondere che deve andare dove si trovano le persone che vivono in un luogo ambiguo, non definito, né da una parte né dall'altra, cioè al confine”. Padre Giuseppe Kang descrive così la natura della sua opera in Brasile, al servizio del piccolo gregge coreano a Campinas, situata nello Stato di San Paolo, a circa 100 km a nord-ovest della capitale. <br />“Secondo la divisione del mondo, è possibile distinguere chiaramente la Corea e il Brasile in termini geografici, culturali e di nazionalità, ma la vita degli immigrati non è vincolata da questi confini”, continua il missionario, originario della parrocchia di Jeonmin-Dong, nella diocesi di Daejeon.<br />Ispirandosi alle azioni di Gesù narrate nel Vangelo di Luca, padre Giuseppe racconta il suo vissuto al fianco di questa piccola comunità coreana dopo aver effettuato un primo servizio a San Paolo per 4 anni. Mentre la comunità della capitale accoglie circa 700-800 persone alla messa domenicale nella parrocchia di Andrea Kim Taegon, la presenza dei coreani nella cappella delle suore di Santa Caterina da Siena a Campinas non supera le 40 presenze. <br />Il primo prete fu invitato nel 2013 a celebrare i sacramenti per questa comunità costituita per metà da espatriati e per metà da dipendenti delle aziende locali: “Così come Gesù si recò proprio nel luogo di confine per stare insieme a coloro che non potevano entrare da nessuna parte”.<br />“Anche se i preti provenienti dalla Corea tendono a replicare le tendenze pastorali del loro servizio sacerdotale in Patria, la pastorale per gli emigrati non è un'estensione della pastorale in Corea” spiega padre Giuseppe. “Le persone che vivono qui devono affrontare le difficoltà tipiche degli immigrati e vedono la cultura coreana e quella brasiliana coesistere nella loro vita quotidiana”. “La comunità, pur essendo piccola, costituisce un bel modello per la comunità coreana locale dove tanti si sentono attratti per credere in Gesù” conclude il padre.<br />Nella parrocchia di Andrea Kim Taegon a San Paolo, dove si trova la gran parte della comunità coreana cattolica, diversi gruppi e associazioni animano la vita pastorale di generazioni di immigrati, arrivati inizialmente negli anni Sessanta. La chiesa che porta il nome del primo prete martire coreano celebra la Giornata della Parrocchia in commemorazione della sua fondazione a maggio, mentre a settembre si tiene il “Festival Kim Daegeon” in commemorazione della Festa dei Martiri Coreani. Queste occasioni hanno il ruolo di introdurre nella società brasiliana. Ciò comporta che, con la diffusione di vari aspetti della cultura coreana, l'interesse per i martiri coreani sta crescendo in tutta la società brasiliana.<br />“Un approccio linguistico è fondamentale” racconta padre Agostino Kang Chulmin, arrivato circa un anno fa. “Data la lunga storia dell'immigrazione, è difficile aspettarsi dal punto di vista linguistico che si continui a parlare coreano, quindi per i giovani e i giovani adulti, nonché per le coppie con figli piccoli, è inevitabile l'uso del portoghese”, prosegue il padre originario della diocesi di Daejon. “Una delle sfide principali è superare la divisione pastorale causata dalla differenza linguistica tra giovani e anziani, evidente anche nella liturgia e che richiede un discernimento nelle attività pastorali.”<br />Padre Chulmin esprime un forte desiderio di aiutare i giovani a mantenere la loro identità coreana e a non dimenticare le loro radici, incoraggiandoli a interessarsi all'apprendimento e all'uso della lingua coreana. “È così necessario che anche i sacerdoti arrivati dalla Corea - che dal punto di vista linguistico ha pochissimo in comune con la lingua portoghese - comprendano la lingua della cultura di accoglienza” aggiunge Kang che, insieme al suo viceparroco Uldaricus Lee Sangdeok, organizza degli incontri di formazione biblica e di preparazione ai vari sacramenti. <br />In un’iniziativa particolare, e trovandosi in Brasile, la chiesa dispone di strutture per giocare a calcio al suo interno e ogni anno partecipa a un torneo di calcio insieme alla vicina chiesa protestante coreana. “Essendo una parrocchia che si concentra maggiormente sulla pastorale dei connazionali, non organizza eventi legati alla missione, ma da circa due anni ha avviato un'esperienza missionaria con studenti interessati alla vocazione, chiamata “Semente de Deus” ” ci racconta padre Agostino Kang.<br />La prima messa della comunità coreana celebrata in Brasile risale al 9 maggio 1965. All'epoca, nella chiesa di San Gonzalo, dedicata alla comunità giapponese, fu celebrata la prima messa per i coreani, officiata dal sacerdote Yoshihara. L'approvazione come ‘Igreja Pessoal Coreana’ risale al 25 luglio 1972, mentre l'attuale chiesa, situata nel quartiere di Bom Retiro è stata consacrata il 9 maggio 2004. <br />La Santa Sede e il Brasile celebrano quest’anno il bicentenario di relazioni diplomatiche. Il Brasile è la nazione con più cattolici al mondo. Il Paese fu visitato da Papa Giovanni Paolo II in diverse occasioni e da Papa Francesco per il suo primo viaggio apostolico dopo l’elezione svolto in occasione delle Giornate Mondiale della Gioventù nel 2013, evento ecclesiale che la Corea si presta ad ospitare nel 2027. <br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br />Thu, 19 Mar 2026 12:30:40 +0100EUROPA/ITALIA: Suor Inês Paulo Albino: “La presenza dei bambini, ovunque essi siano, ci dovrebbe guidare ad un cambio di sguardo”https://www.fides.org/it/news/77488-EUROPA_ITALIA_Suor_Ines_Paulo_Albino_La_presenza_dei_bambini_ovunque_essi_siano_ci_dovrebbe_guidare_ad_un_cambio_di_sguardohttps://www.fides.org/it/news/77488-EUROPA_ITALIA_Suor_Ines_Paulo_Albino_La_presenza_dei_bambini_ovunque_essi_siano_ci_dovrebbe_guidare_ad_un_cambio_di_sguardoTrani - “La presenza dei bambini, ovunque essi siano, ci dovrebbe guidare ad avere un cambio di sguardo e non solo, a investire tutte le nostre risorse su di loro, a rimboccarci le maniche per costruire insieme a loro un futuro. Ogni minore che arriva porta un sogno. E non c’è niente di più umano del tentare di realizzarlo”. Le parole sono quelle di Suor Inês Paulo Albino ASC, Segretario generale della Pontificia Opera della Santa Infanzia , che ha tra i suoi patroni proprio San Giuseppe, sposo della Beata Vergine Maria, di cui oggi si celebra la solennità.<br />Suor Ines è intervenuta nel corso di una conferenza intitolata “I diritti dei bambini mi stanno a cuore” la scorsa settimana a Trani . Occasione: la celebrazione dei tre anni di fondazione del Centro di Aiuto alla Vita “Serafina Cinque”, che nasce all'interno della visione e della missione della Cittadella Sanguis Christi di Trani, realtà gestita e animata dalla Congregazione delle Adoratrici del Sangue di Cristo e che opera a favore della promozione della vita, in particolare quella nascente. Il Centro supporta e accompagna le coppie che sono in difficoltà, perché desiderano un figlio e ne sono impossibilitate, o che hanno difficoltà ad accettare una nuova vita. In particolare c’è un’attenzione privilegiata nei confronti delle donne povere ed emarginate.<br />“Da segretario generale della POSI e prima ancora da religiosa che opera con l’infanzia da svariato tempo - ha affermato Suor Albino - sento nell’anima un profondo dolore per la situazione dei bambini in tutti i paesi e in tutte le società, nelle quali sono negati i loro diritti. Questo costituisce una rovina terribile per tutta l’umanità”.<br />Il tema della conferenza scelto da suor Mimma Scalera, ASC, direttrice della Cittadella Sanguis Christi, è stata l’occasione per Suor Albino di condividere la sua esperienza degli ultimi due anni da segretario generale della POSI: “Da quando ho iniziato il mio servizio ho visitato circa dieci Paesi e molti di più ne ho incontrati tramite la piattaforma virtuale, con situazioni molto differenti tra loro. In Africa, Asia e America ho visto bambini curati e seguiti dai genitori in tutto; così come ne ho trovati moltissimi abbandonati a sé stessi. Spesso non vanno a scuola, non hanno da mangiare e soffrono la fame. In Europa ed America del Nord i bambini hanno tutto, ma spesso sono insoddisfatti; sono lasciati in balia di sé stessi, non hanno punti di riferimento, vivono spesso situazioni di solitudine e disagio emotivo, parlano di più con gli estranei che con i loro genitori”. <br />Nel corso del suo intervento Suor Inês Paulo Albino ha inoltre ripercorso brevemente la storia e la mission della POSI ricordando che ogni anno la POSI finanzia circa 3.000 progetti per offrire ai bambini di tutto il mondo, la possibilità di crescere e amare Gesù e conoscere la vita missionaria della Chiesa, tramite la formazione e l’animazione missionaria, l’educazione pre-scolastica e scolastica, la formazione cristiana e la promozione della vita.<br /> <br /><br /><br />Thu, 19 Mar 2026 11:37:21 +0100UDIENZA GENERALE - Leone XIV: Il “Sensus fidei” del Popolo di Dio è infallibile, e ogni battezzato è “soggetto attivo” nella missione di annunciare il Vangelohttps://www.fides.org/it/news/77490-UDIENZA_GENERALE_Leone_XIV_Il_Sensus_fidei_del_Popolo_di_Dio_e_infallibile_e_ogni_battezzato_e_soggetto_attivo_nella_missione_di_annunciare_il_Vangelohttps://www.fides.org/it/news/77490-UDIENZA_GENERALE_Leone_XIV_Il_Sensus_fidei_del_Popolo_di_Dio_e_infallibile_e_ogni_battezzato_e_soggetto_attivo_nella_missione_di_annunciare_il_VangeloCittà del Vaticano – Il sacramento del Battesimo introduce ogni battezzato in un “regno di sacerdoti”. Conferisce a tutti i discepoli di Gesù un “sacerdozio regale” che li dispone anche a “professare pubblicamente la fede ricevuta da Dio mediante la Chiesa»”. E quando quel popolo sacerdotale confessa e proclama la fede del Vangelo è infallibile, “non può sbagliarsi nel credere”, perché l’unzione dello Spirito Santo gli dona il “Sensus fidei”, il senso soprannaturale. Una facoltà che gli fa riconoscere “la rivelazione tramandata” e custodendo l’unità della Chiesa rende ciascun battezzato “soggetto attivo di evangelizzazione”. Lo ha ricordato oggi Papa Leone XIV nella catechesi pronunciata in Piazza San Pietro durante l’Udienza generale del mercoledì, proseguendo il ciclo dedicato ai documenti del Concilio Vaticano II, e soffermandosi in particolare sul II capitolo della Lumeng gentium, la Costituzione dogmatica che il Vaticano II ha dedicato alla Chiesa. <br /><br />Il “sacerdozio comune dei fedeli” ha ricordato Papa Prevost nella prima parte della sua Catechesi, citando la Lumen gentium “viene donato con il Battesimo, che ci abilita a rendere culto a Dio in spirito e verità e a «professare pubblicamente la fede ricevuta da Dio mediante la Chiesa»”. <br />Papa Leone si è riallacciato a un suggestivo brano di Papa Francesco risalente giusto a 10 anni fa: «Guardare al popolo di Dio - scriveva Papa Bergoglio nella lettera diretta al Presidente della Commissione per l’America Latina il 19 marzo 2016, in cui citava anche lui la Lumen gentium - è ricordare che tutti facciamo il nostro ingresso nella Chiesa come laici. Il primo Sacramento, quello che suggella per sempre la nostra identità, e di cui dovremmo essere sempre orgogliosi, è il Battesimo. Attraverso di esso e con l’unzione dello Spirito Santo - proseguiva Papa Francesco, citando anche lui la Lumen gentium - i fedeli “vengono consacrati per formare un tempio spirituale e un sacerdozio santo” , sicché tutti noi formiamo il santo Popolo fedele di Dio»”. <br /><br />Già nella fase preparatoria del Concilio – ha ricordato il Vescovo di Roma – la Commissione dottrinale aveva descritto il sensus fidei «come una facoltà di tutta la Chiesa, grazie alla quale essa nella sua fede riconosce la rivelazione tramandata, distinguendo tra il vero e il falso nelle questioni di fede, e contemporaneamente penetra in essa più profondamente e più pienamente l’applica nella vita”. Quindi – ha fatto notare il Pontefice – Il senso della fede appartiene “ai singoli fedeli non a titolo proprio, ma quali membra del popolo di Dio nel suo insieme”. <br /><br />Alla infallibilità del popolo di Dio nel riconoscere e proclamare senza errore la fede degli Apostoli – ha ricordato Leona XIV - fa riferimento anche l’infallibilità del Pontefice nei termini definiti dai Concili: «La totalità dei fedeli, che hanno ricevuto l’unzione dal Santo - ha rimarcato il Papa, attraverso la lettura di un ampio passaggio della Lumen gentium - non può sbagliarsi nel credere e manifesta questa sua proprietà particolare mediante il senso soprannaturale della fede di tutto il popolo, quando dai vescovi fino agli ultimi fedeli laici esprime l’universale suo consenso in materia di fede e di morale”. La Chiesa, dunque, come comunione dei fedeli che include ovviamente i pastori – ha spiegato il Vescovo di Roma - non può errare nella fede”. E” da questa unità, che il Magistero ecclesiale custodisce, consegue che ciascun battezzato è soggetto attivo di evangelizzazione, chiamato a dare coerente testimonianza di Cristo secondo il dono profetico che il Signore infonde a tutta la sua Chiesa”. <br />Wed, 18 Mar 2026 17:36:38 +0100AFRICA/CAMERUN - “Attenzione alle truffe online che chiedono soldi per partecipare alle messe con Leone XIV”https://www.fides.org/it/news/77487-AFRICA_CAMERUN_Attenzione_alle_truffe_online_che_chiedono_soldi_per_partecipare_alle_messe_con_Leone_XIVhttps://www.fides.org/it/news/77487-AFRICA_CAMERUN_Attenzione_alle_truffe_online_che_chiedono_soldi_per_partecipare_alle_messe_con_Leone_XIVYaoundé - “Attenzione ai truffatori che cercano di estorcere denaro facendo credere che vi siano in vendita dei biglietti per partecipare alle celebrazioni della visita di Papa Leone XIV”. È l’avvertimento lanciato dalle autorità ecclesiastiche locali e dalla Nunziatura in Camerun, dove nell’attesa della visita del Pontefice, stanno circolando sulle app di messaggistica delle truffe per indurre i fedeli a versare denaro per partecipare alle messe con il Papa.<br />“In occasione della visita apostolica del Santo Padre in Camerun, prevista dal 15 al 18 aprile 2026, la Nunziatura Apostolica annuncia che l'accesso a tutte le celebrazioni liturgiche presiedute da Papa Leone XIV, in particolare a Yaoundé, Bamenda e Douala, sarà completamente gratuito” afferma in una nota la Nunziatura. “Non saranno venduti biglietti né posti a sedere per queste celebrazioni. Pertanto, si esorta i fedeli a non lasciarsi ingannare da alcuna iniziativa privata che cerchi di monetizzare l'accesso alle celebrazioni papali” continua la nota che sottolinea che “La visita apostolica del Santo Padre è innanzitutto un evento spirituale ed ecclesiale di grande importanza per la Chiesa in Camerun e per l'intera nazione”. “La Nunziatura Apostolica invita pertanto tutti i fedeli, le comunità cristiane e le persone di buona volontà a concentrarsi principalmente sulla preparazione spirituale a questo evento storico: preghiera, celebrazioni liturgiche, momenti di adorazione, catechesi e impegno per la riconciliazione”.<br />Anche l’arcidiocesi di Yaoundé ha emesso un avviso con il quale afferma di volere “chiarire a tutti che il messaggio scandaloso non ha nulla a che vedere con l'approccio della Chiesa in tali circostanze. L'accesso alla Messa non è mai stato soggetto a pagamento. Si tratta quindi semplicemente di una truffa da evitare". "Visita di Papa Leone XIV in Camerun: nessun biglietto in vendita, accesso gratuito alle celebrazioni", ha ribadito pure l'arcidiocesi di Douala su Facebook. <br />Wed, 18 Mar 2026 11:24:26 +0100AMERICA/COLOMBIA - I risultati delle Elezioni Legislative rivelano le nuove tendenze in vista delle Presidenzialihttps://www.fides.org/it/news/77486-AMERICA_COLOMBIA_I_risultati_delle_Elezioni_Legislative_rivelano_le_nuove_tendenze_in_vista_delle_Presidenzialihttps://www.fides.org/it/news/77486-AMERICA_COLOMBIA_I_risultati_delle_Elezioni_Legislative_rivelano_le_nuove_tendenze_in_vista_delle_Presidenzialidi Cosimo Graziani<br />Bogotà - Lo scorso 8 marzo si è votato in Colombia per il rinnovo della Camera dei Deputati e del Senato. Dalle consultazioni sono emersi dati interessanti anche in previsione delle elezioni presidenziali che si terranno il prossimo 31 maggio, visto che hanno fornito l’occasione a alcuni Partiti di selezionare i propri candidati alla carica di Presidente.<br />A risultare vincitore della tornata elettorale è stato il Partito “Pacto Histórico” che sostiene il Presidente Gustavo Pedro,che ha ottenuto il 22,7%, occupando al Senato venticinque dei centotré seggi disponibili, cinque in più rispetto alle ultime elezioni del 2022. Il secondo Partito più votato, che ha ottenuto il numero maggiore dei cento ottantatré deputati alla Camera, è stato il Centro Democràtico, partito di destra fondato nel 2013 e guidato dall’ex Presidente Álvaro Uribe Vélez, che ha guidato la Colombia dal 2002 al 2010. Nonostante il primo posto al Senato, alla Camera il Partito dell’attuale presidente Gustavo Petro è arrivato solo quinto, dietro altri Partiti di ispirazione liberista e di destra. Si preannuncia quindi una situazione di instabilità politica per il prossimo Presidente, che verrà deciso dalle presidenziali.<br />Parallelamente alle legislative si sono tenute per alcuni Partiti anche delle consultazioni per decidere chi sarà il candidato alle presidenziali di maggio. <br />Per il Centro Democrático la corsa alla candidatura presidenziale è stata vinta da Paloma Valencia, che alla luce dei risultati delle legislative potrebbe essere la principale avversaria del candidato del partito Pacto Histórico, il cui candidato Iván Cepeda non è stato selezionato attraverso il meccanismo delle primarie. <br />Tra gli altri candidati selezionati attraverso questo processo ci sono Claudia Lopez, ex sindaca di Bogotà è candidata per una coalizione di centro, e Roy Barrera, candidato del Partito di sinistra Frente por la Vida. Tra coloro che si presenteranno direttamente alle elezioni del 31 maggio c’è anche Abelardo de la Espriella, candidato di estrema destra che durante le amministrative ha appoggiato - pur non facendone parte - Salvación Nacional, Partito che ha ottenuto alle legislative un seggio alla Camera e quattro al Senato.<br />De la Espriella è un candidato che si ispira al Presidente USA Donald Trump e al Presidente di El Salvador Nayid Bukele. Proprio Salvación Nacional e de la Espriella sono i fenomeni da osservare più attentamente nel panorama politico colombiano: il Partito dopo anni di inattività è stato riconosciuto nuovamente dal punto di vista giuridico nel 2021. Sebbene non abbia ottenuto un rilevante risultato alle elezioni legislative del 2022, con il passare degli anni è riuscito ad attirare a sé membri di altri Partiti, anche dal Centro Democrático di Uribe. Il candidato di estrema destra invece sembra essere lanciato a guidare la destra colombiana: da settimane i sondaggi gli danno il secondo posto alle presidenziali, occupando uno spazio che negli anni passati è stato monopolizzato politicamente dal Partito di Úribe e la sua candidatura è stata sostenuta da più di cinque milioni di firme. Proprio per questo motivo è lui il politico da tenere d’occhio a fine maggio, non solo per il numero di voti che potrebbe ottenere, ma per gli effetti generali sulle elezioni.<br /><br />La violenza politica che ha caratterizzato i mesi precedenti è stata uno degli elementi che preoccupava alla vigilia del voto. Nei mesi scorsi la senatrice Aida Quilcué è stata sequestrata per alcune ore mentre stava percorrendo in automobile una strada rurale a sud del Paese. Ma i sequestri non sono l’unica forma di minaccia per politici: mercoledì 4 marzo la candidata alla Camera María Bolívar Maury ha denunciato di aver ricevuto dei colpi di pistola mentre stava guidando le strade di Córdoba. Non sono mancati neanche gli omicidi politici: il più eclatante è stato quello di Miguel Uribe, nipote dell’ex presidente e candidato lui stesso alla presidenza. La violenza però colpisce anche i livelli più bassi della politica ed è portata avanti da gruppi paramilitari che hanno riempito il vuoto delle Farc dopo la fine delle attività di queste ultime nel 2016. A preoccupare sono soprattutto i piccoli gruppi armati, meno controllabili in caso si raggiunga una tregua, come quella che i maggiori gruppi armati del Paese hanno preannunciato per le elezioni. <br /><br />Con l’avvicinarsi delle elezioni presidenziali, sembra logico pensare che la violenza possa aumentare, soprattutto nelle regioni più remote. Il governo sarà chiamato a implementare le misure per garantire l’esercizio del voto come avvenuto nel caso delle legislative in cui è stato predisposto il dispiegamento di duecentocinquantamila soldati a difesa dei seggi. <br />Wed, 18 Mar 2026 10:59:57 +0100AFRICA/NIGERIA - Almeno 26 morti e più di 140 feriti in una serie di attentati suicidi a Maidugurihttps://www.fides.org/it/news/77485-AFRICA_NIGERIA_Almeno_26_morti_e_piu_di_140_feriti_in_una_serie_di_attentati_suicidi_a_Maidugurihttps://www.fides.org/it/news/77485-AFRICA_NIGERIA_Almeno_26_morti_e_piu_di_140_feriti_in_una_serie_di_attentati_suicidi_a_MaiduguriAbuja – Almeno 26 morti e oltre 140 feriti sono il bilancio di una serie di attentati suicidi che hanno colpito Maiduguri, la sera del 16 marzo, mentre la comunità musulmana si apprestava a interrompere il digiuno del Ramadan.<br />Tre esplosioni hanno colpito simultaneamente, il mercato centrale, l’entrata dell’ospedale universitario e le poste. <br />Maiduguri, capitale dello Stato di Borno, nel nord-est della Nigeria, è una città di più di un milione di abitanti, considerata il luogo di nascita di Boko Haram, il movimento jihadista che si è poi scisso in diversi rami, il più importate dei quali ha aderito allo Stato Islamico, dando vita all’ISWAP . Secondo le prime valutazioni a compiere gli attentati sarebbero elementi rimasti fedeli al nucleo originario di Boko Haram che hanno conservato delle cellulare operative a Maiduguri e dintorni. Non si esclude però che vi siano forme di collaborazione tra i due gruppi jihadisti.<br />“Le recenti notizie provenienti da Maiduguri, nello Stato di Borno, sono profondamente sconvolgenti. Piango le vittime, esprimo la mia solidarietà ai feriti e sono vicino alla popolazione di Borno in questo momento difficile”, ha affermato il Presidente Bola Tinubu mentre si apprestava a partire per una visita di Stato nel Regno Unito, la prima di un Capo di Stato nigeriano negli ultimi 37 anni.<br />L'esercito nigeriano ha avvertito che si potrebbero verificare ulteriori atti di terrorismo, citando informazioni d’intelligence secondo le quali Boko Haram potrebbero aver schierato diversi attentatori suicidi a Maiduguri con l'intento di compiere attentati suicidi coordinati in luoghi affollati. Per questo motivo sono state rafforzare le misure di sicurezza in città. Allarme pure nel vicino Stato di Yobe dove le autorità hanno invitato i residenti a rimanere vigili e a segnalare tempestivamente alle forze dell'ordine qualsiasi movimento o oggetto sospetto. Gli attentati fanno seguito a una recente impennata dell'attività dei jihadisti nello Stato di Borno. All'inizio di marzo, i combattenti dell'ISWAP hanno preso d'assalto alcune basi militari, uccidendo decine di soldati. A dicembre era stata colpita una moschea a Maiduguri<br />Il triplice attentato nella capitale del Borno è stato condannato da tutte le parti politiche nigeriane. <br />Il vicepresidente Kashim Shettima intervenendo a una cerimonia presso la Moschea della Presidenza ad Abuja, ha pregato per le anime delle vittime e ha affermato che “Nessuna religione giustifica l'uccisione degli innocenti. Qualunque sia la motivazione degli attentatori, che Allah li guidi sulla retta via o li rimuova dalla terra”. <br />Wed, 18 Mar 2026 10:53:38 +0100ASIA/CAMBOGIA - Chiusa la fase diocesana del processo di beatificazione dei martiri cambogianihttps://www.fides.org/it/news/77484-ASIA_CAMBOGIA_Chiusa_la_fase_diocesana_del_processo_di_beatificazione_dei_martiri_cambogianihttps://www.fides.org/it/news/77484-ASIA_CAMBOGIA_Chiusa_la_fase_diocesana_del_processo_di_beatificazione_dei_martiri_cambogianiPhnom Penh – “Oggi, mentre chiudiamo l'inchiesta diocesana per la causa di beatificazione e canonizzazione dei martiri della Cambogia, Joseph Chhmar Salas e i suoi 11 compagni, rendiamo grazie a Dio per tutti questi anni di indagine, di ricerca di testimonianze e documenti, che sono culminati oggi in un'opera di quasi 3.000 pagine. Queste 3.000 pagine raccontano la storia della Cambogia negli anni 1970-1977; sono una testimonianza di fede incomparabile per le nuove generazioni di cristiani battezzati di oggi”: così si è espresso mons. Olivier Schmitthaeusler, Vicario Apostolico di Phnom Penh, nella celebrazione conclusiva dell'inchiesta diocesana per la causa di beatificazione dei martiri della Cambogia, tenutasi oggi 18 marzo nella capitale cambogiana.<br />Il Vescovo ha ricordato Papa Francesco che diede alla Chiesa locale l’impulso di avviare il processo di beatificazione, aperto ufficialmente nella sua fase diocesana il 15 maggio 2015 a Tangkok, un luogo dedicato alla memoria dei martiri cambogiani. E ha voluto porgere un ringraziamento speciale al Vescovo Yves Ramousse, “compagno di viaggio di tutti questi martiri menzionati nella nostra lista, ma anche di tutti coloro che sono morti nel silenzio e nell'indifferenza del mondo”, ha ricordato. Il Vescovo Yves Ramousse, infatti, li conobbe tutti durante il suo episcopato, dal 1962 al 1975: “Egli – ricorda mons. Schmitthaeusler - ordinò i nostri sacerdoti ed ebbe la lungimiranza di richiedere alla santa Sede la nomina di un Vicario Apostolico cambogiano, alla vigilia dell'ingresso dei Khmer Rossi a Phnom Penh: così fu nominato il Vescovo Joseph Chhmar Salas”.<br />Ha proseguito mons. Olivier Schmitthaeusler: “Li amava e pregava per loro con tutto il cuore. Fu il Vescovo Yves a preparare meticolosamente l'elenco dei suoi fratelli e sorelle che morirono scegliendo di rimanere fino alla fine. Erano 35. Dopo dieci anni di indagini e ricerche, li presentiamo ora al Dicastero delle Cause dei Santi: sono 12, il Vescovo Joseph Chhmar Salas e i suoi 11 compagni. S ono sacerdoti, missionari, religiosi e religiose, laici... sono il popolo di Dio e rappresentano in modo speciale tutti coloro che hanno sofferto, che sono morti pregando il Signore di accoglierli nel suo Regno”.<br />Il Vescovo ha citato le parole di San Giovanni Paolo II: «Questi servi di Dio – vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose, laici – martiri della fede e dell'amore durante i giorni bui della Cambogia , costituiscono una sorta di grande affresco dell'umanità cristiana [...] È l'affresco del Vangelo delle Beatitudini, vissuto fino al versamento del sangue» .<br />E ha detto: “Ringrazio il nostro postulatore, e il suo team, il nostro promotore della giustizia e i nostri notai per la loro presenza e il loro lavoro. Ho presieduto più di 20 sessioni del tribunale diocesano, ho ascoltato tante testimonianze edificanti”.<br />La Chiesa cambogiana è grata, in particolare, a padre Vincent Chrétienne, che ha diretto la Commissione storica per tre anni e ha raccolto tutta la documentazione disponibile al mondo sulle esperienza di fede dei martiri, preparando inoltre tutti i decreti e i documenti necessari per la chiusura ufficiale dell'inchiesta.<br />Il Vicario ha poi sigillato le casse contenenti tutta la documentazione, che vengono inviate al Dicastero per le Cause dei Santi, in Vaticano. E ha concluso: “Continuiamo a pregare affinché i nostri martiri siano offerti alla Chiesa universale come un dono inestimabile e una testimonianza di fede della Chiesa di Cambogia al mondo. ‘Parlate di noi al mondo’, diceva il Vescovo Salas prima di intraprendere il cammino dell'esilio e della morte. Questo è ciò che continuiamo a fare cinquant'anni dopo”.<br />Al Dicastero delle Cause dei Santi sono state inviate due copie degli atti dell'inchiesta diocesana sulla vita e la reputazione di martirio, dei Servi di Dio, Vescovo Joseph Chhmar Salas, e dei suoi undici compagni che sono: Joseph Chhmar Salem e Marcel Truong Sang Samronh, preti diocesani; Pierre Rapin, sacerdote della Società delle Missioni Estere di Parigi ; Charles Jean Badré, religioso dell’Ordine di San Benedetto ; Damien Dang Ngocan, religioso della Santa Famiglia di Banam; Jaqueline Kim Song e Lydie Non Savan, religiose della Provvidenza di Portieux; Joseph Sam KImsan, Pierre Chhum Somchay, Joseph Thing e Joseph Ross En, laici.<br /><br />Wed, 18 Mar 2026 10:46:02 +0100ASIA/INDONESIA - Cristiani e musulmani in preghiera per la pace: "Cessino le ostilità in Medio Oriente"https://www.fides.org/it/news/77483-ASIA_INDONESIA_Cristiani_e_musulmani_in_preghiera_per_la_pace_Cessino_le_ostilita_in_Medio_Orientehttps://www.fides.org/it/news/77483-ASIA_INDONESIA_Cristiani_e_musulmani_in_preghiera_per_la_pace_Cessino_le_ostilita_in_Medio_OrienteGiacarta - "Nel mezzo dei conflitti globali, noi, cristiani e musulmani indonesiani, siamo determinati a costruire ponti di fratellanza. Questo iftar è uno spazio per incontri interreligiosi, in uno spirito di compassione, per il bene dell'armonia e della pace. E' la pace che vogliamo coltivare ogni giorno, è la pace che cerchiamo e chiediamo a livello universale, mentre le guerre feriscono l’umanità": con questo spirito e con queste intenzioni don Aloys Budi Purnomo, sacerdote dell'Arcidiocesi di Semarang e Segretario della Commissione per le relazioni interreligiose nella Conferenza episcopale dell'Indonesia, illustra all’Agenzia Fides l'iniziativa di un incontro islamo-cristiano organizzato a Giacarta, in occasione della Quaresima e del Ramadan, dai Vescovi indonesiani che hanno voluto "testimoniare un reale manifestazione di vera fratellanza, senza discriminazioni".<br />All'incontro, tenutosi nei giorni scorsi nella sede della Conferenza episcopale, ha partecipato Shinta Nuriyah Abdurrahman Wahid, la "First Lady" del quarto Presidente della Repubblica di Indonesia, Abdurrahman Wahid . Sottolineando la situazione interna della nazione, Shinta ha espresso la sua preoccupazione; parlando di "digiuno avvolto nel disastro" e di "scossa alla democrazia", ha pregato perchè "in questo mese sacro, tutte le violazioni dei diritti umani che causano sofferenza al popolo cessino immediatamente".<br />Mentre nella sede dell’episcopato cattolico echeggiavano versetti coranici e danze sufi, accanto agli inni cristiani, il Cardinale Ignatius Suharyo, Arcivescovo di Giacarta e il Vescovo Antonius Subianto, OSC, presidente della Conferenza episcopale indonesiana, hanno sottolineato l'impegno della Chiesa cattolica a promuovere la diversità e l'inclusione in Indonesia, a tutti i livelli. La presenza di leader religiosi del Consiglio degli Ulema Indonesiani , di “Nahdlatul Ulama” e “Muhammadiyah” è "stata una potente testimonianza di reciproca vicinanza e di fraternità" ha rilevato don Purnomo. L'altro versante della riflessione ha toccato la grave situazione internazionale e il conflitto in Medio oriente: i presenti hanno invocato insieme la fine delle ostilità e il ritorno al dialogo, per il bene dei popoli della regione e dell’intera umanità.<br />L'assemblea interreligiosa, in un gesto comune di solidarietà, ha voluto anche raggiungere i meno privilegiati: centinaia di pacchi alimentari sono stati distribuiti a orfani, vedove, operai, in vista della festa dell'Eid al-Fitr , la festa di fine del Ramadan: “E' una iniziativa di carità condotta in diverse aree remote per aiutare i bisognosi e, insieme, rafforzare la tolleranza e l'amicizia tra i credenti: così viviamo il vero spirito della Quaresima e del Ramadan", ha concluso Purnomo.<br />Tue, 17 Mar 2026 23:08:12 +0100ASIA/CINA - Visite ai malati, ritiri spirituali, corsi di formazione: il cammino di Quaresima delle comunità cattoliche cinesihttps://www.fides.org/it/news/77481-ASIA_CINA_Visite_ai_malati_ritiri_spirituali_corsi_di_formazione_il_cammino_di_Quaresima_delle_comunita_cattoliche_cinesihttps://www.fides.org/it/news/77481-ASIA_CINA_Visite_ai_malati_ritiri_spirituali_corsi_di_formazione_il_cammino_di_Quaresima_delle_comunita_cattoliche_cinesiPechino – Ritiri spirituali, visite ai malati, corsi di formazione, partecipazione alla pia pratica quaresimale della Via Crucis scandiscono le giornate delle comunità cattoliche cinesi nel “tempo forte” di Quaresima.<br />43 sacerdoti della diocesi di Wenzhou hanno preso parte al ritiro spirituale quaresimale predicato dal 7 al 14 marzo, che aveva come filo conduttore il tema “il Dio in cui credo”, con meditazioni centrate sui fondamenti della relazione tra Dio, per aiutare i sacerdoti – a volte travolti dai loro impegni pastorali – a ritornare alle sorgenti della propria vocazione. <br />Nella diocesi di Ningbo, i sacerdoti e laici hanno fatto visita ai malati dell’ospedale, portando ai cattolici anche il conforto dei sacramenti. Altri hanno portato l’Immagine della Sacra Famiglia alle famiglie della parrocchia. <br />Nella comunità della parrocchia di Jiujiang, nella diocesi di Nanchang , i parrocchiani hanno vissuto tre giorni di intensa spiritualità quaresimale dal 12 al 15 marzo, con la guida del parroco Pang Rui e di don Cui Fenglei, vice direttore della Commissione diocesana per l’Evangelizzazione. “Il rapporto tra la liturgia e la preghiera” è stato il tema principale, per incoraggiare i fedeli a vivere la liturgia come tempo di partecipazione al Mistero di Salvezza annunciato nel Vangelo. . <br />A Pechino, la Parola di Dio è stata al centro del corso di formazione svoltosi il 12 marzo presso la Casa di Santa Teresina, nell’ambito dell’Anno dedicato dalla diocesi alla Sacra Scrittura. Nel tempo di Quaresima, la comunità della cattedrale invita tutti “a custodire profondamente la Parola di Dio nel cuore e di metterla in pratica nella quotidianità, diventando così veri testimoni del Vangelo di Cristo”. Inoltre, ogni sabato e domenica di Quaresima, la diocesi ha organizzato il corso spirituale quaresimale rivolto ai laici, che nel suo programma settimanale contempla l’ascolto di una catechesi, la meditazione, la recita del Rosario, il Sacramento dellaconfessione e quello dell’unzione degli Infermi per gli anziani e i malati. ). <br />Anche la diocesi di Shanghai offre ritiri quaresimali ai fedeli laici ogni weekend, per accompagnare il cammino di tutta la comunità verso la celebrazione della Santa Pasqua di Resurrezione. <br /> <br />Tue, 17 Mar 2026 12:32:41 +0100AFRICA/SUD SUDAN - ResPEct: le donne con disabilità affrontano ‘ferite invisibili’ di violenza e traumihttps://www.fides.org/it/news/77478-AFRICA_SUD_SUDAN_ResPEct_le_donne_con_disabilita_affrontano_ferite_invisibili_di_violenza_e_traumihttps://www.fides.org/it/news/77478-AFRICA_SUD_SUDAN_ResPEct_le_donne_con_disabilita_affrontano_ferite_invisibili_di_violenza_e_traumiJuba – “Salute mentale – Ferite invisibili: salute mentale, violenza di genere e la realtà vissuta dalle donne con disabilità nel Sud Sudan – Agiamo!”, è il titolo della tavola rotonda organizzata dal progetto ResPEct presso l'Università di Juba.<br /><br />L’occasione è stata la recente Giornata internazionale della donna. All’evento hanno preso parte esperti di salute mentale e attivisti per i diritti delle persone con disabilità radunati per discutere delle sfide che le donne con disabilità affrontano in termini di salute mentale. L'occasione ha riunito funzionari governativi, partner per lo sviluppo, gruppi della società civile ed esperti che si occupano di violenza di genere e inclusione delle persone con disabilità. I partecipanti hanno discusso di come promuovere il benessere mentale, sensibilizzare l'opinione pubblica e affrontare le sfide che le comunità vulnerabili si trovano ad affrontare in tutto il paese. <br /><br />Il progetto ResPEct è cofinanziato dalla cooperazione allo sviluppo tedesca e dall'Unione Europea e implementato da GIZ. Nella nota diffusa dalla stampa locale l'ambasciatore tedesco in Sud Sudan, Gregory Bledjian, ha affermato che il tema ‘Ferite invisibili’ mette in luce i traumi e l'esclusione, spesso non riconosciuti, subiti da donne e ragazze con disabilità. "Le donne e le ragazze con disabilità affrontano molteplici rischi, tra cui una maggiore esposizione alla violenza sessuale e di genere e ostacoli alla denuncia degli abusi o all'accesso alle cure", ha dichiarato Bledjian.<br /><br />"Quando il benessere mentale è compromesso, a causa di conflitti, traumi, stress, difficoltà economiche o stigma sociale, la capacità degli individui di apprendere, lavorare, partecipare alla vita civile e sostenere le proprie famiglie risulta gravemente limitata", ha affermato l'ambasciatore dell'Unione Europea in Sud Sudan, Pelle Enarsson. “La salute mentale è una priorità di sviluppo nazionale. Molte ferite sono invisibili, eppure reali, e richiedono riconoscimento, cura e intervento.”<br /><br />Secondo il censimento del Sud Sudan del 2008, circa il 5% della popolazione – circa 420 mila persone – viveva con una disabilità. Stime più recenti suggeriscono che il numero potrebbe superare il milione di persone, ovvero circa il 16% della popolazione. I rapporti indicano che circa il 75% delle persone con disabilità incontra difficoltà nell'accesso ai servizi. Sono stati inoltre segnalati alti livelli di traumi e disturbo da stress post-traumatico, in particolare tra donne e bambini.<br /> <br />Tue, 17 Mar 2026 11:03:44 +0100Rapporto Sipri 2026: il mercato delle armi aumenta nel mondo,e in Africa resta un misterohttps://www.fides.org/it/news/77482-Rapporto_Sipri_2026_il_mercato_delle_armi_aumenta_nel_mondo_e_in_Africa_resta_un_misterohttps://www.fides.org/it/news/77482-Rapporto_Sipri_2026_il_mercato_delle_armi_aumenta_nel_mondo_e_in_Africa_resta_un_misterodi Cosimo Graziani <br /><br />Stoccolma - È stato pubblicato il 9 marzo il rapporto dello Stockholm International Peace Research Institute sull’andamento del mercato delle armi nel quinquennio 2021-2025. <br />Il rapporto rappresenta uno degli strumenti più utili per capire il mercato delle armi a livello internazionale e analizzare come questo è cambiato nel corso degli anni. Quest’ultima edizione in particolare riflette i cambiamenti avvenuti a seguito delle guerre in Ucraina, in Sudan e in Medio Oriente, dando un quadro generale del peggioramento delle relazioni internazionali in questi ultimi anni.<br />Secondo quanto riporta il rapporto, il mercato delle armi nel lustro 2021-2025 è aumentato del 9,2% rispetto ai cinque anni precedenti, confermando una crescente tendenza iniziata nel quinquennio 2001-2005. <br /><br />Il Continente che ha aumentato di più le sue importazioni nel periodo preso in esame è l’Europa, dove le importazioni sono aumentate del 210%, trainate dal conflitto in Ucraina e dal riarmo dei Paesi europei. Negli altri la tendenza è negativa: in Africa le importazioni sono diminuite del 41%, in Asia e in Oceania del 20%, in Medio Oriente del 13%. Solo nelle Americhe l’aumento è stato del 12%. <br /><br />Parlando dei singoli Paesi, l’Ucraina rappresenta il principale importatore al mondo con una percentuale del 9,2% sul totale e gli Stati Uniti il principale fornitore con il 42%.<br /><br />Riguardo ai Paesi fornitori, si nota come Washington abbia incrementato la sua quota quasi di un terzo in questi anni: rispetto al periodo 2016-2020 le sue esportazioni sono aumentate del 27%. A seguire ci sono la Francia e la Russia rispettivamente con il 9,8 e il 6,8% delle esportazioni e una variazione del 21 e del -64%. <br />Tra i primi dieci Paesi esportatori cinque sono Paesi europei: oltre alla Francia e alla Russia sono presenti Germania, Italia – che segna l’aumento maggiore in termine di esportazioni con il 157% in più in cinque anni – Regno Unito e Spagna. <br /><br />Tra gli altri primi dieci esportatori va registrata la presenza della Cina, di Israele e della Corea del Sud. <br /><br />Tra i Paesi che hanno aumentato le loro esportazioni in questi anni la parte del leone l’ha fatta la Polonia. Varsavia rappresenta solo l’1% delle esportazioni mondiali, ma rispetto al 2016-2020, le sue esportazioni sono aumentate del 4.387%, con principale destinazione l’Ucraina, un dato che ben rappresenta la nuova postura securitaria della politica estera del paese.<br /><br />Spostando l’attenzione sui Paesi importatori, tra i primi dieci oltre all’Ucraina ci sono Polonia – le cui importazioni aumentate dell’852% rappresentano l’altra faccia della medaglia della postura securitaria della sua politica estera – gli Stati Uniti, quattro Paesi dell’area Asia e Oceania e tre Paesi mediorientali. Interessante notare come tra queste due categorie ci sono al momento sono coinvolti in conflitti: il Pakistan con l’Afghanistan, il Qatar e l’Arabia Saudita con l’Iran. In questo caso l’aumento delle importazioni di armi è stato un segnale del peggioramento della situazione securitaria regionale.<br /><br />Da queste due classifiche la grande assente sembra essere l’Africa, nonostante in questi ultimi cinque anni sia scoppiata una guerra in Sudan, la guerra civile nel Tigray, il conflitto interno in Repubblica Democratica del Congo sia peggiorato come anche la situazione securitaria nel Sahel. <br />Gli unici Paesi africani che si trovano classificati tra i principali importatori sono il Marocco al ventottesimo posto – con un aumento del 12% tra i due periodi analizzati – e l’Algeria al trentatreesimo, con una diminuzione del 78%. <br /><br />Il problema del mercato delle armi in Africa, messo in risalto dal rapporto, è la segretezza degli accordi tra fornitori e importatori, che rende impossibile un calcolo accurato. Questo problema si riscontra sulle forniture all’Algeria, che ha concluso in questi anni un accordo di fornitura con la Russia di cui non si conoscono i termini, e alle parti in conflitto della guerra in Sudan. <br />La segretezza che avvolge il mercato delle armi in Africa rende possibile una previsione per i prossimi anni: lì dove sono presenti situazioni di crisi politica non è da escludere che possano scoppiare nuove guerre. <br />Mon, 16 Mar 2026 13:10:53 +0100AMERICA/ARGENTINA - Prevenzione a tutela della vita: incontro su sensibilizzazione e supporto per le persone con HIVhttps://www.fides.org/it/news/77480-AMERICA_ARGENTINA_Prevenzione_a_tutela_della_vita_incontro_su_sensibilizzazione_e_supporto_per_le_persone_con_HIVhttps://www.fides.org/it/news/77480-AMERICA_ARGENTINA_Prevenzione_a_tutela_della_vita_incontro_su_sensibilizzazione_e_supporto_per_le_persone_con_HIVLa Rioja - "Quando la società è informata, organizzata e si impegna nella prevenzione, è possibile proteggere la vita e fornire un sostegno più compassionevole a coloro che convivono con questa malattia", hanno affermato i partecipanti al recente forum sulla sensibilizzazione e supporto per le persone con HIV, che ha visto riuniti il vescovo di La Rioja, Dante Braida, e i membri del Gruppo di Lavoro su HIV e Malattie Sessualmente Trasmissibili . <br /><br />Durante l’incontro, che ha visto insieme organizzazioni e istituzioni impegnate nel monitoraggio della situazione di queste malattie nella provincia e nell'individuazione di strategie di prevenzione, sensibilizzazione e supporto, i membri del gruppo di lavoro hanno presentato le attività comunitarie che stanno svolgendo in diversi ambiti della società, incentrate sulla prevenzione, l'accesso ai test, il supporto alle persone sieropositive e la promozione dei loro diritti.<br /><br />Uno dei punti salienti messi in luce dalla diocesi di La Rioja è stata l'importanza della prevenzione, soprattutto tra i giovani, ed è stato osservato che diversi spazi all'interno della comunità ecclesiale, come scuole, classi di catechismo e gruppi pastorali, possono diventare ambienti preziosi per promuovere l'informazione, la cura e la consapevolezza su questa realtà.<br /><br />In merito ai diversi aspetti relativi all'attuale situazione dell'HIV nella provincia i presenti hanno riflettuto sul potenziale legame tra l'abuso di sostanze e la maggiore vulnerabilità alla malattia, nonché sulla necessità di rafforzare le politiche pubbliche di prevenzione e diagnosi precoce. I partecipanti hanno concordato sull'importanza che il Governo continui a promuovere campagne di sensibilizzazione, l'accesso ai test diagnostici e le strategie di prevenzione, poiché l'individuazione della malattia nelle sue fasi iniziali migliora significativamente il trattamento e la qualità della vita delle persone colpite.<br /><br />Infine, è stato dato risalto anche all'impatto che l'HIV può avere non solo sulle persone contagiate, ma anche sulle loro famiglie, sottolineando l'importanza di sostenerle e promuovere una cultura di rispetto, comprensione e solidarietà. I membri del Gruppo di lavoro hanno ribadito l'importanza di continuare a costruire risposte collettive a questa realtà, promuovendo il dialogo tra le istituzioni, l'impegno sociale e la difesa della dignità di ogni persona.<br /> <br />Mon, 16 Mar 2026 12:29:42 +0100AFRICA/SUDAN - Primo arresto di un capo islamista a seguito delle pressioni statunitensihttps://www.fides.org/it/news/77479-AFRICA_SUDAN_Primo_arresto_di_un_capo_islamista_a_seguito_delle_pressioni_statunitensihttps://www.fides.org/it/news/77479-AFRICA_SUDAN_Primo_arresto_di_un_capo_islamista_a_seguito_delle_pressioni_statunitensiKhartoum – Il governo sudanese ha arrestato ieri, 15 marzo, Enagi Abdullah, un importante leader islamista e comandante di un gruppo di paramilitari che combattono al fianco dell'esercito. <br />Durante un raduno per il Ramadan, Abdullah il 3 marzo aveva dichiarato l'esplicito sostegno del suo gruppo all'Iran nel suo confronto con Israele e gli Stati Uniti, ribadendo al contempo il forte appoggio al movimento palestinese Hamas. <br />L’arresto di Abdullah è avvenuto all’indomani dell’inserimento della Fratellanza Musulmana sudanese nella “lista nera” statunitense come gruppo "terroristico", accusandola di ricevere sostegno dal Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica dell'Iran .<br />Il generale Abdel Fattah al-Burhan, comandante in capo delle Forze Armate sudanesi, aveva preso le distanze dal gruppo in seguito a tali dichiarazioni. Burhan ha affermato che l'esercito non avrebbe permesso a nessuna entità politica di parlare a suo nome e ha ordinato l'adozione di provvedimenti legali contro chiunque tentasse di rappresentare la posizione ufficiale dell'esercito.<br />Gruppi e movimenti legati alla Fratellanza Musulmana rimangono influenti all’interno delle istituzioni sudanesi controllate dal generale Burhan,, specie nelle agenzie di sicurezza e d'intelligence e nella magistratura.<br />Il governo di Khartoum potrebbe avere difficoltà ad attuare le misure imposte dagli Stati Uniti – come il congelamento dei conti correnti della Fratellanza o la limitazione della libertà di movimento dei loro capi - a causa della penetrazione ideologica del movimento all'interno del corpo ufficiali, che risale fin dagli anni ’70 del secolo scorso.<br />Per quanto riguarda i rapporti con la Repubblica Islamica dell’Iran, i Fratelli Musulmani sudanesi hanno avuto un approccio ondivago. Fino ai primi anni ’10 di questo secolo il Sudan è stato un importante alleato iraniano nell’Africa orientale. Poi con il rafforzarsi dell’ala militare nel regime di Khartoum, c’è stata una rottura dei rapporti, complice di petrodollari provenienti dalle Monarchie arabe del Golfo. Ma la componente islamista del regime ha comunque mantenuto i contatti con Teheran, anche durante la guerra in Siria, dove le forze iraniane appoggiavano il regime di Assad, contro la ribellione nella quale c’era una forte componente della locale Fratellanza Musulmana. <br />Mon, 16 Mar 2026 11:46:57 +0100