Fides News - Italianhttps://www.fides.org/Le notizie dell'Agenzia FidesitI contenuti del sito sono pubblicati con Licenza Creative Commons.OCEANIA/VANUATU - Nuova frontiera missionaria a Vanuatu: arrivati i primi 3 salesianihttps://www.fides.org/it/news/77315-OCEANIA_VANUATU_Nuova_frontiera_missionaria_a_Vanuatu_arrivati_i_primi_3_salesianihttps://www.fides.org/it/news/77315-OCEANIA_VANUATU_Nuova_frontiera_missionaria_a_Vanuatu_arrivati_i_primi_3_salesianiPort Vila – “Siamo profondamente toccati nel vedere come Don Bosco stia davvero aiutandoci a realizzare il suo sogno in Oceania”, dice don Alfred Maravilla, Direttore della prima missione Salesiana aperta a Port Vila il 13 dicembre 2025. <br /><br />A dare notizia di questo nuovo traguardo della Congregazione l’Agenzia Info Salesiana che ne ha ripercorso la storia. Con l’invio dei suoi primi tre missionari a Vanuatu, lo scorso 8 dicembre festività dell’Immacolata Concezione, la Visitatoria “Beato Filippo Rinaldi” di Papua Nuova Guinea e Isole Salomone ha segnato l’avvio ufficiale della presenza salesiana nel 137° Paese della Congregazione.<br /><br />Il 18 dicembre 2025, la nuova équipe missionaria composta da don Alfred Maravilla, salesiano delle Filippine, don Moïse Paluku, salesiano congolese e dal coadiutore Paulus “Noce” Bataona, originario dell’Indonesia, si sono stabiliti nella loro residenza temporanea, con l’obiettivo di comprendere il contesto pastorale e la cultura locale e di preparare, nel tempo, un progetto salesiano capace di rispondere alla situazione giovanile di questo Paese.<br /><br />Essendo nuovi, i pionieri salesiani avevano pensato di celebrare la festa di Don Bosco, lo scorso 31 gennaio, in modo semplice, solo insieme al clero e ai religiosi. Inaspettatamente invece, si legge nella nota dei missionari, sono stati gli stessi parrocchiani ad avvicinarsi ai salesiani, chiedendo di conoscere meglio Don Bosco. Accogliendo l’invito dei parrocchiani, la Messa della novena è stata celebrata nella chiesa principale e, nel pomeriggio, i missionari, insieme ai responsabili parrocchiali, hanno visitato le nove comunità, portando con sé un’immagine e una reliquia di Don Bosco.<br /><br />“Il modo in cui la gente venera la reliquia con grande devozione e preghiera è stato qualcosa che ha commosso tutti noi. Le comunità locali sono accorse in gran numero per accogliere ‘la visita di Don Bosco’, e molti si sono avvicinati a noi per la Confessione dopo cinque o persino dieci anni!” ha testimoniato uno dei pionieri missionari.<br /><br />Durante la festa di Don Bosco la piccola chiesa del villaggio era gremita di fedeli per la Messa presieduta dal Cancelliere della Diocesi di Port Vila. “Siamo rimasti davvero toccati da come la gente abbia preparato praticamente tutto: la celebrazione, il pranzo secondo la tradizione di Vanuatu, il programma e la logistica – ha osservato da parte sua don Paluku. Sono stati loro stessi a dirlo pubblicamente: d’ora in poi questo è il nostro ‘Don Bosco Day’!”.<br /><br />Nel 45° anniversario dell’arrivo dei primi salesiani in Papua Nuova Guinea e nel 150° della Prima Spedizione Missionaria Salesiana, l’apertura a Vanuatu rappresenta una tappa storica e un segno di rinnovato slancio apostolico. Vanuatu, arcipelago melanesiano del Pacifico sud occidentale, è composto da 13 isole principali e abitato da circa 341.500 persone.<br /><br /> <br />Tue, 03 Feb 2026 10:02:15 +0100ASIA/BANGLADESH - Elezioni politiche: "La Chiesa sostiene il pluralismo e la democrazia", nota il Vescovo ausilare di Daccahttps://www.fides.org/it/news/77314-ASIA_BANGLADESH_Elezioni_politiche_La_Chiesa_sostiene_il_pluralismo_e_la_democrazia_nota_il_Vescovo_ausilare_di_Daccahttps://www.fides.org/it/news/77314-ASIA_BANGLADESH_Elezioni_politiche_La_Chiesa_sostiene_il_pluralismo_e_la_democrazia_nota_il_Vescovo_ausilare_di_DaccaDacca - "Si avvicinano le elezioni ma nella società bangladese non si respira grande entusiasmo per il futuro del paese", afferma, in un colloquio con l'Agenzia Fides, Subroto Boniface Gomes, Vescovo ausiliare dell’arcidiocesi di Dacca, alla vigilia delle elezioni generali del 12 febbraio. Il governo ad interim di Mohamed Yunus ha indetto il voto dopo un tempo di transizione politica, all'indomani delle manifestazioni che nell'agosto 2024 hanno costretto a fuggire all'estero l'ex premier Sheikh Hasina. <br />Insieme con le elezioni del Parlamento, vi sarà anche il voto per il referendum costituzionale, che chiede al popolo il consenso per cambiare la Costituzione. Il Vescovo Gomes nota : "Il fatto è che il voto non sarà inclusivo perchè la Awami League, il partito dell'ex premier, è stato bandito e non ha potuto presentare proprie liste di candidati. Questo ha creato un diffuso malcontento tra la gente, e anche un senso di ingiustizia".<br />"In secondo luogo - rileva - la popolazione non ha ben compreso e non ha piena consapevolezza degli effetti e delle conseguenze del referendum sulla Costituzione: era necessaria una più ampia e capillare spiegazione". Se al referendum vinceranno i "sì", ovvero i favorevoli al cambiamento, il parlamento neoeletto agirà come Assemblea Costituente e durante i primi 180 giorni si dedicherà a promulgare le modifiche alla Costituzione.<br />Altri fattori da tenere in considerazione, nota il Vescovo, sono "la presenza del partito degli studenti che hanno guidato la protesta, nuovo sulla scena politica" e anche "la generale ripresa dei partiti islamisti come Jamaat-e-Islami, che si sono ripresentati con la loro agenda politica, che sicuramente penalizza minoranze come le donne, i gruppi tribali, le comunità religiose indù e cristiane".<br />"Il partito studentesco - prosegue - all'inizio si era dichiarato fermamente democratico, poi ha stretto alleanze in vari collegi con i rappresentanti della Jamaat-e-Islam, un fatto che desta preoccupazione". Inoltre, nota, "il partito studentesco ha ricevuto l'endorsement del premier Yunus che così, un domani, potrà aspirare a divenire presidente del paese", dunque anche grazie al sostegno, diretto o indiretto, dei partiti islamici.<br />In questo scenario, in un paese a larga maggioranza islamica, dove 500mila cattolici costituiscono una esigua minoranza dello 0,3%, su circa 180milioni di abitanti, la situazione delle comunità dei fedeli "resta molto delicata: la risorgenza dei partiti islamici potrebbe crearci problemi, per questo abbiamo sempre sostenut,o negli ultimi due anni, la necessità di preservare il pluralismo e la democrazia", osserva mons. Subroto Gomes.<br />"La Chiesa cattolica - conclude il Vescovo ausiliare - non entra direttamente nel gioco politico, ma ha fatto presente a tutti i livelli, pubblicamente, che promuove la dignità e la libertà di ogni persona, i diritti umani e la buona governance, valori come il bene comune, la fraternità, la giustizia e la pace per ogni cittadino, senza discriminazione di cultura, etnia o religione".<br /> Tue, 03 Feb 2026 09:49:42 +0100AMERICA/PERU' - Rinuncia del Vicario Apostolico di San José del Amazonashttps://www.fides.org/it/news/77317-AMERICA_PERU_Rinuncia_del_Vicario_Apostolico_di_San_Jose_del_Amazonashttps://www.fides.org/it/news/77317-AMERICA_PERU_Rinuncia_del_Vicario_Apostolico_di_San_Jose_del_AmazonasCittà del Vaticano - Il Santo Padre Leone XIV ha accettato la rinuncia al governo pastorale del Vicariato Apostolico di San José del Amazonas, presentata da S.E. Mons. José Javier Travieso Martín, C.M.F. Tue, 03 Feb 2026 12:18:45 +0100AFRICA/NIGERIA - “Ogni giorno in Nigeria vi sono massacri: come può un Paese del genere andare avanti?" chiede il Vescovo di Sokotohttps://www.fides.org/it/news/77316-AFRICA_NIGERIA_Ogni_giorno_in_Nigeria_vi_sono_massacri_come_puo_un_Paese_del_genere_andare_avanti_chiede_il_Vescovo_di_Sokotohttps://www.fides.org/it/news/77316-AFRICA_NIGERIA_Ogni_giorno_in_Nigeria_vi_sono_massacri_come_puo_un_Paese_del_genere_andare_avanti_chiede_il_Vescovo_di_SokotoAbuja – “Non c'è nessun altro Paese nel quale 10 persone vengono uccise il lunedì, 50 il martedì, 100 il mercoledì, e questo continua ogni settimana. Come può un Paese del genere andare avanti?" si è chiesto Mons. Matthew Hassan Kukah, Vescovo di Sokoto. "Quello che sta accadendo in Nigeria non può accadere in Sudan, Camerun, Niger, Ghana o in qualsiasi altro Paese al mondo" ha aggiunto parlando a Yola, capitale dello Stato di Adamawa, alla presentazione della biografia del governatore Ahmadu Fintiri.<br />Il Vescovo di Sokoto ha inoltre criticato quella che ha qualificato come la crescente tendenza a inquadrare assassini e massacri in base a criteri religiosi, avvertendo che tali narrazioni accrescono la sfiducia e ampliano le linee di frattura tra le comunità.<br />Mons. Kukah ha in particolare criticato il modo con il quale i media occidentali descrivono i massacri nel suo Paese: "Solo in Nigeria muoiono cristiani e musulmani. I media occidentali alimentano le uccisioni per motivi religiosi quando riportano notizie come: “20 cristiani uccisi, 30 musulmani uccisi".<br />Secondo Mons. Kukah la questione va affrontato a livello politico e istituzionale con il coinvolgimento di leader religiosi e comunitari, sottolineando che la pace non può essere raggiunta senza responsabilità collettiva. In particolare ha invitato i capi politici e religiosi a lavorare per solidificare le istituzioni, perché queste siano in grado di garantire sicurezza, giustizia e coesione nazionale. Mons. Kukah ha concluso avvertendo che un Paese consumato dalla violenza diventata consuetudinaria e dall’ampliamento delle divisioni rischia di perdere il suo orientamento morale e istituzionale a meno che i suoi capi non scelgano l'unità anziché il settarismo. <br />Tue, 03 Feb 2026 11:24:27 +0100L’ultima omelia di Ioannis Zizioulashttps://www.fides.org/it/news/77313-L_ultima_omelia_di_Ioannis_Zizioulashttps://www.fides.org/it/news/77313-L_ultima_omelia_di_Ioannis_ZizioulasAtene – Sono trascorsi tre anni dalla scomparsa del grande teologo ortodosso Ioannis Zizioulas, Metropolita di Pergamo, avvenuta il 2 febbraio 2023 all’età di 92 anni.<br /><br />Zizioulas è stato uno dei più originali e fecondi teologi cristiani tra il XX e il XXI secolo. Questo pensavano di lui, tra gli altri, anche i grandi teologi cattolici Yves Congar e Joseph Ratzinger , insieme a Papa Francesco. <br /><br />La originalità e intensità teologica di Ioannis Zizioulas derivava da una lettura penetrante e coerente della Tradizione dei Padri Greci della Chiesa. Da lì lui traeva i suoi insegnamenti sulla natura sacramentale della Chiesa, e anche la centralità da lui riconosciuta all’Escatologia, allo sguardo da rivolgere sempre alle “cose ultime”, alla salvezza dell’anima singola e dell’umanità. Perché la Resurrezione di Cristo non è solo un evento sepolto nel passato, ma una destinazione promessa. E la Chiesa nasce e è animata nel suo cammino non dal fatto di ricordare la morte di Cristo, ma dal fatto di camminare incontro a Cristo risorto dai morti, “ricordando il futuro”.<br />“Remembering the future” è stato proprio il titolo dell’ultimo libro pubblicato da Zizioulas, con una prefazione di Papa Francesco. <br /><br />Il 30 gennaio del 2023 Ioannis Zizioulas aveva in programma di pronunciare una omelia nella diocesi ortodossa più grande di Atene, quella di Peristeri. Una omelia che attestava uno sguardo originale e provocante sulla condizione della Chiesa e del mondo nel tempo presente, Zizioulas avrebbe preso le mosse dagli insegnamenti dei Santi teologi Basilio, Giovanni Crisostomo e Gregorio Nazianzeno. Due giorni prima, il 28 gennaio, Zizioulas fu ricoverato per Covid-19, e il 2 Febbraio iniziò il suo viaggio per raggiungere la sua dimora eterna. <br /><br />Di seguito viene pubblicato l’inedito testo integrale di quella omelia, che il grande teologo non fece ebbe il tempo di pronunciare. <br /><br />.<br /><br /><br /> §§§<br /><br /><br />Lo studio dell'opera dei tre grandi Padri della Chiesa San Basilio, San Gregorio il Teologo e San Giovanni Crisistomo, ci porta a determinate conclusioni sulla condizione della Chiesa nel mondo. <br /><br />Non c'è dubbio che i tre grandi Padri, che oggi onoriamo, abbiano influenzato profondamente la cultura del loro tempo e non solo. In particolare, hanno influenzato la cosiddetta cultura bizantina e la cultura dei popoli che appartengono in maggioranza alla Chiesa ortodossa, e non solo.<br /><br />Tra gli effetti di questa loro influenza non c’è stato solo il rispetto verso la Chiesa e i suoi ministri, che in passato, e forse nemmeno oggi, non è stato mai compromesso dall'indegnità dei singoli individui . <br /><br />Sul piano sociale, la Chiesa ha apportato il comunitarismo nell'organizzazione della vita pubblica, rafforzando così lo spirito della «democrazia» nella sua espressione autentica. Ha anche creato un'etica umana di tolleranza nei confronti delle debolezze delle persone, evitando ogni tipo di "sacri esami" e "caccia alle streghe", coltivando positivamente un'etica di partecipazione al dolore e alla gioia degli altri.<br />Tutto ciò sarebbe impensabile nella nostra cultura senza la profonda influenza della Chiesa, Come oggi dimostra il fatto che, nelle nostre società, tutti questi valori stanno lentamente scomparendo, con la graduale occidentalizzazione. <br /><br />La società continua il suo cammino, seguendo un percorso che, a quanto pare, non può essere interrotto dalle fiammate delle nostre accese prediche sociali. La cosa tremenda è che la Chiesa stessa, senza rendersene conto, smette di essere il sale utile a custodire, anche solo sotto forma di "piccolo resto", il modo di essere che rimanda al Dio Trinitario, come ci hanno insegnato i Padri che oggi onoriamo.<br /><br />I segni dell'alterazione dell'identità della nostra Chiesa sono oggi, purtroppo, molti. A titolo indicativo ne citerò tre.<br /><br /><br />a) Lo psicologismo, che corrode sempre più la nostra Chiesa. <br />I nostri fedeli non vanno più in chiesa, come un tempo, per incontrare gli altri, ma per "provare" piuttosto una sensazione individuale di contatto con il "Divino". Questo tipo di religiosità psicologica – puramente individuale e soggettiva – è ormai coltivata dalla Chiesa stessa sotto forma di artificiale «contemplazione» – piccole chiese semibuie, preferenza per i monasteri, pulsione a fuggire l'affollamento delle feste religiose, ecc. Ciò accade persino con la stessa Confessione, che da mezzo di ripristino del nostro rapporto con la società e la Comunità della Chiesa, come era nella Chiesa antica, tende a trasformarsi in un «centro di cura» delle ferite psichiche – leggi psicologiche – dell'individuo. La psicoanalisi – questo costrutto individualistico per eccellenza dell'introversione – conquista ormai anche la teologia ortodossa ,e non solo, , trasformando la Chiesa in un «ospedale» o in un centro di cura per individui, come se la Comunità della Chiesa non bastasse a guarire l'uomo, trasformandolo da essere introverso a essere sociale.<br /><br /><br />b) Il moralismo minaccia di scuotere le fondamenta stesse della Chiesa. <br />Il moralismo, che deve essere chiaramente distinto dall'etica, si basa sulla promozione di norme morali, sempre in accordo con ciò che una società giudica e accetta come «morale». In questo modo si copre il prendere atto della peccaminosità generale che governa la nostra natura decaduta e si introduce la distinzione tra persone più o meno peccaminose, come se il peccato potesse essere graduato e quantificato. Aumentano così coloro che tengono in mano la pietra dell'anatema, pronti a lapidare coloro che sono più peccatori di loro. In questa scena di lapidazione è assente Cristo , che direbbe «chi è senza peccato scagli la prima pietra». Al suo posto appare la Chiesa stessa, come un altro Saulo prima della sua conversione, a guidare, o a fingere di guidare, la lapidazione purificatrice. Così, il pentimento, la contrizione finale, tende ormai a essere sostituito dal farisaico «οὐκ ειμί ὥσπερ οἱ λοιποί» . E mentre Cristo, il Capo della Chiesa, sebbene senza peccato, si identifica sulla croce con i peccatori, il suo Corpo, la Chiesa, oggi evita questa identificazione, incapace di sollevare la croce del suo Capo. Così l'ecclesiologia di Crisostomo, che abbiamo citato sopra, viene ribaltata nella pratica: il Capo è crocifisso, mentre il Corpo rifiuta di essere crocifisso. Ma ogni separazione del Corpo dal Capo, sottolinea Crisostomo, significa la morte del Corpo. L'identità della Chiesa, così come la concepivano questi tre grandi padri della Chiesa , è in pericolo.<br /><br /> c) L'identità della Chiesa è minacciata dalla sua fusione con la cultura tecnologica dei nostri giorni. Questo punto è molto delicato e richiede particolare attenzione. <br /><br />La tecnologia costituisce una minaccia per l'identità della Chiesa, perché introduce una forma peculiare e pericolosa di individualismo, che abolisce la comunione fisica tra gli uomini, coltivando una forma di comunicazione libera dalla materia. Soprattutto con la forma di Internet, così come con quella della televisione, l'incontro fisico delle persone «ἐπί τό αὐτό», che è la stessa natura della Chiesa, viene sostituito da un contatto «spirituale», in cui tutti i simboli materiali della Chiesa, con cui si esprime l'iconismo delle relazioni, vengono aboliti. In questo modo, non è più necessaria la riunione locale del popolo e l'abbraccio fisico delle immagini o dei ministri, poiché la Divina Liturgia può ora essere trasmessa – e talvolta su richiesta della Chiesa stessa – anche dalla televisione . E non si dica che ciò avviene per agevolare i malati o altre persone impedite. Perché ciò che viene offerto a queste categorie di persone non è affatto la realtà della funzione , ma un'immagine visiva, cioè una «realtà virtuale», una caricatura della Santa Liturgia. In questo modo, si offre solo una soddisfazione psicologica alle persone, con la quale però la Chiesa altera la realtà ontologica della sua identità, poiché la Liturgia è Synaksis «επί τό αὐτό» e la Chiesa è Comunità. Le «cose sacre» vengono date «ai profani» con piena tranquillità di coscienza. In nome dell'adattamento della Chiesa alle esigenze dell'uomo contemporaneo, l'identità della Chiesa viene alterata in modo rapido e pericoloso.<br /><br /><br />Questi tre punti sopra citati sono i più importanti da sottolineare, soprattutto ai giorni nostri. I Tre grandi padri della Chiesa di Cristo , sono stati maestri ecumenici. La loro importanza non si limita alla cultura greca, come si usa sottolineare in questo giorno. Il loro insegnamento si rivolge a ogni uomo e riguarda il modo di esistere dell'uomo in generale come immagine del Dio Trino. Questo modo di essere è incarnato e messo in risalto in modo eccellente dalla Chiesa, e lo fa non con ciò che insegna, ma con ciò che è, con la sua stessa identità. Ecco perché è così importante che l'identità della Chiesa non venga distorta e alterata. Il pericolo di una tale alterazione appare grave ai nostri giorni. I punti sopra citati sono indicativi. Molti altri potrebbero forse essere aggiunti. Questi tre punti bastino a risvegliare le nostre coscienze, soprattutto quelle di coloro che hanno la responsabilità della guida ecclesiastica e dell'educazione del popolo, come massima espressione di diaconia e non di dispotismo. Non abbiamo bisogno di nient’altro, se vogliamo preservare l'identità della Chiesa, così come l'hanno concepita i Padri della Chiesa, per adempiere al nostro dovere nei confronti di Dio e degli uomini, così come nei confronti di questi tre grandi Padri della Chiesa di Cristo, che oggi onoriamo.<br /><br />Questi tre grandi Padri della Chiesa antica, che oggi onoriamo solennemente, hanno redatto delle Divine Liturgie. Questo non è casuale. Nella Divina Eucaristia si esprime in modo più completo l'identità della Chiesa. Lì la Chiesa si rivela e si realizza come Corpo di Cristo, immagine della Santissima Trinità, anticipazione del Regno di Dio. Lì l'uomo vive la sua relazione con il Dio Trino in Cristo, con gli altri uomini e con la stessa Creazione materiale. Da questa relazione trae ispirazione e guida per la sua vita. Basterebbe analizzare la Divina Liturgia di San Basilio o di San Crisostomo per trasmettere oggi l'essenza dell'offerta di questi Padri alla Chiesa e all'uomo di ogni epoca, compresa la nostra. <br />.<br />Tue, 03 Feb 2026 23:02:24 +0100ASIA/MYANMAR - A cinque anni dal golpe, la giunta militare accelera la transizione politicahttps://www.fides.org/it/news/77312-ASIA_MYANMAR_A_cinque_anni_dal_golpe_la_giunta_militare_accelera_la_transizione_politicahttps://www.fides.org/it/news/77312-ASIA_MYANMAR_A_cinque_anni_dal_golpe_la_giunta_militare_accelera_la_transizione_politicaYangon - A cinque anni dal golpe del 1° febbraio 2021, la giunta militare in Myanmar dà l'impressione di voler imprimere una svolta politica, governando una transizione che, dopo le elezioni indette in tre fasi, tra dicembre 2025 e gennaio 2026, dovrebbe portare, nel prossimo aprile, all'insediamento di un governo civile, "anche se composto da esponenti militari che hanno dismesso la divisa e si presentano in abiti civili", rimarcano fonti di Fides in Myanmar.<br />"Intanto il messaggio all'opinione pubblica è quello di voler normalizzare la vita nazionale. Ed è un messaggio che passa anche in modo simbolico: nel giorno dell'anniversario del golpe, la giunta ha dato enfasi alla celebrazione di ricostruzione di un pagoda che a Mandalay era stata distrutta dal terremoto. L'hanno definita 'la pagoda che ha superato la crisi' proprio per indicare il passaggio a una nuova fase", rileva, in un colloquio con l'Agenzia Fides, Joseph Kung, educatore cattolico di Yangon, riferendo che nella città birmana non si sono registrati eventi particolari. <br />In un atto teso a mostrare un atteggiamento più morbido, la giunta militare, inoltre, ha invitato gli ex dipendenti pubblici, che nel 2021 avevano lasciato l'impiego protestando contro contro il colpo di stato, a tornare al lavoro, impegnandosi a rimuovere quei dipendenti statali dalla "lista nera" e a riattivare per loro il normale impiego nell'amministrazione pubblica.<br />A Mandalay, invece, come appreso da Fides, le Forze di Difesa Popolare hanno sferrato un attacco al Comando militare centrale dell'esercito, avvenuto proprio mentre il leader della giunta il gen. Min Aung Hlaing si trovava in visita al quartier generale. La popolazione locale ha avvertito una fragorosa esplosione provenire dal complesso, ma al momento non ci sono segnalazioni di vittime.<br />"Il paese resta diviso e vi sono zone in cui si combatte. Le Forze di Difesa Popolare proseguono la lotta e non danno cenni di voler fermare il conflitto. In alcune zone governate dalla minoranze etniche, invece, cominciano a difendersi appelli e messaggi per interrompere la guerra e negoziare con il regime. Dopo cinque anni di guerra, gli sfollati sono oltre 3,5 milioni, la popolazione è veramente stanca ed è forte il desiderio di tornare a una vita normale, di riprendere le attività sociali ed economiche", nota Kung.<br />Intanto l'ASEAN ha tenuto a Cebu, nelle Filippine, una consultazione tra i ministri degli Esteri dedicata al noto "Piano in cinque punti" per la pace in Myanmar affermando che "la riconciliazione in Myanmar rimane la massima priorità dell'ASEAN". Durante la consultazione, il Ministro degli Esteri filippino, Theresa Lazaro, in qualità di Inviato speciale dell'ASEAN per il Myanmar, ha informato i ministri sugli ultimi sviluppi politici e umanitari nel Paese , confermando che gli stati membri intendono continuare "un impegno costruttivo e coerente nel sostenere il processo di pace in Myanmar". L'ASEAN ha annunciato che, al momento, non riconosce il risultato delle elezioni in Myanmar, non avendo inviato propri osservatori .<br /> Mon, 02 Feb 2026 12:31:36 +0100ASIA/MYANMAR - Rinuncia e successione del Vescovo di Pekhonhttps://www.fides.org/it/news/77311-ASIA_MYANMAR_Rinuncia_e_successione_del_Vescovo_di_Pekhonhttps://www.fides.org/it/news/77311-ASIA_MYANMAR_Rinuncia_e_successione_del_Vescovo_di_PekhonCittà del Vaticano - Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Pekhon presentata da S.E. Mons. Peter Hla. Gli succede S.E. Mons. Felice Ba Htoo, finora Vescovo Coadiutore della medesima Diocesi.<br /> (Agenzia Fides 2/02/2026Mon, 02 Feb 2026 12:09:51 +0100AFRICA/CONGO RD - Tragedia nella miniera di Luwowo: scambi di accuse tra il governo e l’M23https://www.fides.org/it/news/77310-AFRICA_CONGO_RD_Tragedia_nella_miniera_di_Luwowo_scambi_di_accuse_tra_il_governo_e_l_M23https://www.fides.org/it/news/77310-AFRICA_CONGO_RD_Tragedia_nella_miniera_di_Luwowo_scambi_di_accuse_tra_il_governo_e_l_M23Kinshasa – Una tragedia provocata dallo “sfruttamento dilagante e illegale delle risorse naturali congolesi orchestrato dal Ruanda e dall’M23/AFC”. Così il Ministero delle Comunicazioni e dei Media della Repubblica Democratica del Congo ha qualificato la morte di oltre 200 minatori, dei quali diversi sono minori, causata da una frana verificatasi il 28 gennaio nel sito minerario di Luwowo, a Rubaya, nel territorio di Masisi .<br />Nell’esprimere le condoglianze del governo di Kinshasa, il comunicato pubblicato il 31 gennaio ricorda che la zona mineraria di Rubaya è stata classificata come “zona rossa” dal febbraio 2025 con decreto ministeriale, misura rinnovata nel novembre 2025. Questo significa che “tutte le attività di estrazione e commercializzazione, compresa l’attività mineraria artigianale, sono formalmente vietate” precisa il documento.<br />Il governo congolese sottolinea inoltre che la tragedia verificatasi quest’anno non è un caso isolato. “Già nel giugno 2025, più di 300 civili erano morti in circostanze simili nella stessa area mineraria. Per le autorità, questi eventi riflettono uno schema ricorrente in cui i civili sono esposti a rischi estremi in un ambiente completamente al di fuori della legge”.<br />Ampie aree della provincia del Nord Kivu sono controllate dai ribelli dell’M23AFC appoggiati dal Ruanda. Proprio un anno fa il 31 gennaio 2025 Goma, il capoluogo di questa provincia nell’est della RDC, veniva conquistata dalla ribellione .<br />Nel sito minerario di Luwowo si estrae il coltan, minerale indispensabile per la moderna industria elettronica. Le autorità congolesi denunciano il saccheggio delle risorse minerarie nel territorio nazionale caduto nelle mani dell’M23. Dalla sola miniera di Rubaya afferma il governo di Kinshasa “ogni mese vengano estratte tra le 112 e le 125 tonnellate di coltan, trasportate in Ruanda, senza un'adeguata tracciabilità”.<br />Il governo della RDC richiama quindi le responsabilità della comunità internazionale perché- afferma- “è evidente il fallimento dei meccanismi regionali e internazionali volti a certificare l'origine dei minerali, in particolare i meccanismi ITSCI e quelli dell'a CIRGL”. “Questi sistemi, a quanto pare, non hanno impedito la certificazione e la commercializzazione dei minerali provenienti da siti classificati come "zone rosse" sottolineano le autorità di Kinshasa che denunciano “l'incoscienza degli acquirenti finali e degli attori economici internazionali" che continuano ad approvvigionarsi in Ruanda.<br />L’International Tin Supply Chain Initiative è un programma di tracciabilità per i minerali di stagno, tantalio e tungsteno ), attuato nella regione dei Grandi Laghi: Burundi, RDC, Ruanda e Uganda. La Conférence Internationale sur la Région des Grands Lacs è invece l’organizzazione intergovernativa che dovrebbe risolvere le dispute regionali.<br />Il portavoce dell'AFC/M23, Lawrence Kanyuka, ha respinto le accuse del governo della RDC accusandolo di sfruttare la tragedia a fini politici.<br />"Invece di assumersi la responsabilità dei suoi fallimenti di lunga data nella gestione del settore minerario, il regime cerca di sfruttare un tragico incidente causato dalle piogge torrenziali nelle miniere artigianali di Rubaya per ottenere vantaggi politici", ha affermato Kanyuka.<br />L'AFC/M23 ha sottolineato che il disastro di Rubaya non ha nulla a che fare con il loro controllo dell'area, poiché tragedie simili si sono ripetutamente verificate in regioni sotto il controllo del governo della RDC. <br />Mon, 02 Feb 2026 11:43:30 +0100AFRICA/ETIOPIA - Azioni immediate per evitare una guerra imminente: monito dell’amministrazione provvisoria del Tigrayhttps://www.fides.org/it/news/77309-AFRICA_ETIOPIA_Azioni_immediate_per_evitare_una_guerra_imminente_monito_dell_amministrazione_provvisoria_del_Tigrayhttps://www.fides.org/it/news/77309-AFRICA_ETIOPIA_Azioni_immediate_per_evitare_una_guerra_imminente_monito_dell_amministrazione_provvisoria_del_Tigray<br />Adigrat – In una lettera indirizzata al presidente della Commissione dell'Unione Africana, Mahmoud Ali Youssouf, l'amministrazione provvisoria del Tigray chiede "azioni immediate per evitare una guerra imminente. Le ripercussioni di un nuovo conflitto sarebbero catastrofiche e irreversibili" e "farebbero precipitare la regione in un conflitto più ampio", si legge nella nota diffusa dall’emittente radiofonica Radio France Internationale. Scontri armati sono stati registrati negli ultimi giorni anche nella parte occidentale del Paese, nella remota area di Tsemlet, dove la gente è terrorizzata.<br /><br />La conferma della grave crisi che persiste nella regione settentrionale dell’Etiopia che, secondo l’Unione Africana ha causato almeno 600mila vittime e l’azzeramento dei servizi di welfare, sanitari e scolastici, arriva all’Agenzia Fides dall’eparca di Adigrat, Tesfaselassie Medhin. “Sono sei anni che la situazione degli sfollati interni non migliora e va peggiorando – scrive. Il contesto non cambia anche a causa della mancata attuazione dell'Accordo di Pretoria, che prevede la cessazione permanente delle ostilità tra il governo dell'Etiopia e il Tigray People's Liberation Front firmato nella capitale amministrativa del Sudafrica il 2 novembre 2022 . Si tratta di un elemento chiave per il rientro degli sfollati interni . Sono necessarie pressioni e appelli per la sua piena attuazione, sui firmatari, sugli osservatori, ecc.” rimarca l’eparca lamentando ancora devastazione e sofferenza.<br /><br /> <br />Mon, 02 Feb 2026 11:07:38 +0100AMERICA/PERU’ - Vescovo Cadenas: il cammino della Chiesa amazzonica benedetto dal Papahttps://www.fides.org/it/news/77308-AMERICA_PERU_Vescovo_Cadenas_il_cammino_della_Chiesa_amazzonica_benedetto_dal_Papahttps://www.fides.org/it/news/77308-AMERICA_PERU_Vescovo_Cadenas_il_cammino_della_Chiesa_amazzonica_benedetto_dal_Papadi Gianni Valente<br /><br />Roma - «Vivere “ad instar Apostolorum”, ossia, alla maniera degli Apostoli, con semplicità, coraggio e totale disponibilità per lasciarci guidare dal Signore». È il primo consiglio che Papa Leone XIV ha dato ai Vescovi della Chiesa del Perù, la sua “Chiesa di adozione”, venuti a trovarlo a Roma in occasione delle loro visite “ad limina Apostolorum”. Un consiglio - ha specificato il Vescovo di Roma nel discorso rivolto ai Vescovi peruviani ricevuti in udienza venerdì 30 gennaio - «che appare in molti scritti dei primi missionari in America». <br /><br />Tutte le giornate trascorse a Roma dai Vescovi peruviani, e le diverse occasioni di incontro avute con il Pontefice - che ha vissuto in Perù più di 22 anni, da sacerdote agostiniano e poi da Vescovo - sono trascorse nel segno della sollecitudine missionaria. Una nota prevalente, accentuata dalla presenza di Vescovi alla guida degli otto Vicariati apostolici dell’Amazzonia peruviana. <br /><br />«Siamo molto orgogliosi che Papa Leone XIV ci abbia ricevuto e ci abbia anche incoraggiato a proseguire nel compito di edificare la Chiesa amazzonica» racconta all’Agenzia Fides Il Vescovo Miguel Ángel Cadenas Cardo, Vicario apostolico di Iquitos. Originario della Spagna, appartenente anche lui - come Papa Prevost - all’Ordine di Sant’Agostino, il Vescovo Cadenas tratteggia con immagini concrete la missione abbracciata dalle comunità ecclesiali in Amazzonia “ad Instar Apostolorum”, alla maniera degli Apostoli. <br /><br /><br />Avete compiuto la vostra Visita ad Limina alle tombe degli Apostoli a Roma dopo aver partecipato insieme alla Assemblea ecclesiale della Amazzonia peruviana. Come la esperienza degli Apostoli illumina la vostra missione?<br /> <br />MIGUEL ÁNGEL CADENAS CARDO: San Paolo, a un certo punto, va a Gerusalemme per vedere gli Apostoli e confermare la missione che lui ha presso i pagani. In maniera analoga, noi abbiamo celebrato da poco la seconda Assemblea dei Vicariati in Perù, dove eravamo più di 100 persone, a dialogare sui diversi aspetti della vita della Chiesa. E poi siamo venuti a Roma, per la visita ad limina, per presentarci al Papa, confermare la nostra fede, prendere forza e continuare nel compito intrapreso, per far sì che le comunità cristiane siano radicate nella fede di Pietro, che oggi è il Papa Leone XIV.<br /><br /> <br />Papa Leone, durante il vostro incontro, ha dato suggerimenti o indicato delle priorità per la vostra opera apostolica nei Vicariati amazzonici peruviani?<br /><br /><br />CADENAS CARDO: Il compito del Papa è confermare nella fede e incoraggiare i Vescovi a continuare la nostra opera per l’evangelizzazione. Papa Leone XIV ci ha ascoltati al mattino, quando abbiamo avuto l’incontro con lui insieme a tutta la Conferenza Episcopale Peruviana. Io in quella occasione gli ho chiesto una parola sulla missione e lui, con grande cordialità, ha insistito sulla necessità di non abbandonare la missione e i missionari e di chiedere a tutta la Chiesa del Perù di accompagnare e aiutare anche i Vicariati apostolici.<br /><br /><br /> La sollecitudine della Chiesa di Roma per le comunità amazzoniche si è espressa durante il Pontificato di Papa Francesco anche nel Sinodo sull’Amazzonia e nella Esortazione apostolica Querida Amazonia. Con quale accento personale Papa Leone ha dato segno di continuare questa attenzione preferenziale?<br /><br /><br />CADENAS CARDO: Certamente, il Sinodo amazzonico è stato un avvenimento molto importante per la Chiesa in Amazzonia, convocato e realizzato durante il pontificato di Papa Francesco. Papa Leone XIV ora ci incoraggia a continuare su questo cammino. Infatti, la mattina di venerdì 30 gennaio ha ricevuto tutta la Conferenza episcopale; poi, nel pomeriggio, avevamo richiesto di avere con lui un incontro specifico dei Vescovi dell’Amazzonia, e siamo rimasti con lui 45 minuti a parlare delle diverse difficoltà e gioie vissute nella Chiesa amazzonica. Siamo molto orgogliosi che Papa Leone XIV ci abbia ricevuto e ci abbia anche incoraggiato a proseguire nel compito di edificare la Chiesa amazzonica, di accompagnare le comunità cristiane e di custodire la nostra fede in Gesù Cristo.<br /><br /><br />State lavorando alla definizione di un Piano pastorale unitario. Da dove <br />nasce questa esigenza, e quali saranno le caratteristiche proprie di tale Piano pastorale?<br /><br /><br />CADENAS CARDO: Una delle caratteristiche più importanti dell’Amazzonia è la diversità. Lo vediamo negli aspetti della biodiversità e della socio-diversità. Ma anche la Chiesa, fin dall’epoca del Nuovo Testamento, è una Chiesa in cui si vedono le diversità. Non sono uguali le comunità a cui si rivolgono le Lettere di Pietro o le Lettere di Paolo, né quelle a cui si rivolge il Vangelo di Giovanni o il Vangelo di Marco, per fare alcuni esempi. Pertanto, la diversità è interna alla Chiesa stessa, tanto che la Pentecoste mostra proprio questo: ciascuno, parlando la propria lingua, riconosce Gesù come nostro Signore.<br /><br />La Chiesa amazzonica, riconoscendo questa diversità, ha bisogno anche di lavorare insieme su alcuni aspetti importanti, dato che c’è poco clero, poca presenza e scarsità di vita religiosa, dobbiamo puntare sui ministeri che permettano alle comunità cristiane di andare avanti. Allo stesso modo abbiamo anche una commissione di teologia e liturgia, un’altra sui popoli indigeni, una sulla gioventù, una sull’educazione e altri diversi ambiti che ci consentono, dentro la grande diversità che è la Chiesa, di accordarci su come continuare a operare in tutti i Vicariati apostolici. È un processo aperto di condivisione di tutto questo patrimonio, per poter favorire l’evangelizzazione.<br /><br /><br />Nella vostra Assemblea dei Vicariati amazzonici è emersa anche la proposta di dar vita a una "scuola di missiologia". A cosa può servire una "scuola" di missiologia in Amazzonia?<br /><br /><br />CADENAS CARDO: La proposta ri riferiste a una scuola di missiologia che permetta ai missionari che arrivano in Amazzonia di apprendere le nozioni di base per poi poter svolgere il loro servizio missionario in quel contesto. Però credo che dovremmo andare anche oltre, dato che è sempre più difficile che arrivino missionari: abbiamo bisogno anche di missionari amazzonici per poter accompagnare le diverse comunità cristiane presenti nei nostri territori. Degli otto Vicariati apostolici del Perù, il più piccolo ha un territorio di 70mila chilometri quadrati, e i più grandi arrivano a 150mila chilometri quadrati ciascuno. Sono territori molto grandi, enormi, con molte sfide, con la presenza di popoli indigeni e con città che stanno crescendo. Pertanto, come Vescovi amazzonici pensiamo che la missione faccia parte della vita della Chiesa, e che una scuola di missiologia sia sempre importante, imparando dai grandi, per esempio san Paolo e moltissimi altri.<br /><br /><br />Lei è nato in Spagna e come Papa Prevost appartiene all'Ordine degli Agostiniani. Qual è l'accento più vivo che connota la missione della comunità agostiniana in Perù?<br /><br />CADENAS CARDO: Il carisma degli agostiniani è precisamente la comunità. E la Chiesa è soprattutto una comunità. Pertanto, l’accento che noi agostiniani apportiamo consiste nel riconoscere che l’evangelizzazione non è opera di una singola persona, ma di tutta la comunità agostiniana e di tutta la Chiesa. In questo senso è molto importante una visita a Roma per confermare la nostra fede, la fede nella quale ci sostiene Papa Leone, e poi continuare a portare avanti in ciascuno dei nostri ambiti il compito primario di annunciare Gesù Cristo e di dare testimonianza di Lui.<br />E farlo tenendo conto che non siamo soltanto individui, ma siamo comunità. Questo permette anche un maggiore discernimento, perché occorre mettersi d’accordo e non sempre la pensiamo allo stesso modo. Ma questo compito di discernere, di cercare la volontà di Dio, fa parte della vita comunitaria e fa parte della vita della Chiesa. Come agostiniani siamo orgogliosi che Papa Leone XIV faccia parte del nostro Ordine, e vogliamo mettere a servizio di tutta la Chiesa questo carisma nel quale siamo cresciuti e continuiamo a vivere, che è precisamente quello della comunità. Mon, 02 Feb 2026 01:39:29 +0100EUROPA/FRANCIA - Dal 4 febbraio a Lione la mostra “Destinazione Asia, un viaggio missionario con i mattoncini Lego"https://www.fides.org/it/news/77307-EUROPA_FRANCIA_Dal_4_febbraio_a_Lione_la_mostra_Destinazione_Asia_un_viaggio_missionario_con_i_mattoncini_Legohttps://www.fides.org/it/news/77307-EUROPA_FRANCIA_Dal_4_febbraio_a_Lione_la_mostra_Destinazione_Asia_un_viaggio_missionario_con_i_mattoncini_LegoLione – Arriva a Lione la mostra "Destinazione Asia, un viaggio missionario con i mattoncini LEGO" realizzata dalle Missions Étrangères de Paris , la "Società per le Missioni estere di Parigi". <br /><br />La mostra sarà visitabile a Lione dal 4 febbraio al 29 giugno 2026, e verrà allestita alla Maison de Lorette. Appartenente alle Pontificie Opere Missionarie francesi, la Maison de Lorette non solo custodisce la storia e la spiritualità della fondatrice della Pontificia Opera della Propagazione della Fede, la Beata Pauline Jaricot che lì nacque nel 1799, ma è anche il “quartier generale” delle POM francesi.<br /> <br />La mostra, esposta da novembre 2024 a luglio 2025 nella sede parigina delle MEP con un notevole afflusso di pubblico, approda a Lione grazie alla collaborazione di lunga data tra MEP e POM francesi. Peraltro uno dei fratelli della Beata Jaricot era sacerdote nelle Missioni Estere di Parigi e fu proprio il suo amore per l’Estremo Oriente, sopratutto per la Cina, che lo spinse ad incoraggiare sua sorella a fondare la Pontificia Opera della Propagazione della Fede. Fu lì che ebbe inizio la storia delle Pontificie Opere Missionarie,<br /><br />La mostra che verrà esposta a Lione, realizzata da 102.850 mattoncini Lego, è una versione leggermente ridotta di quella esposta a Parigi, ma ha gli stessi propositi e la medesima ambizione. In primo luogo “Destinazione Asia, un viaggio missionario con i mattoncini Lego” intende abbracciare un pubblico ampio che va dai nipoti ai nonni. Essa vuole gettare un ponte tra la Francia, l’Asia e l’Oceano Indiano raccontando un patrimonio umano con un linguaggio moderno, intergenerazionale e multiculturale. <br /><br />Strumento di espressione artistica contemporanea, i mattoncini da costruzione sono più di un semplice giocattolo, diventano un supporto di comunicazione innovativo che unisce gioco, inventiva e pedagogia.<br /><br />Sono otto i modelli monumentali realizzati con i mattoncini Lego che trasportano il visitatore dal Giappone al Madagascar, passando per la Cina, il Vietnam, l'India. Un itinerario alla scoperta delle culture, delle religioni e dei popoli dell'immenso Continente, da percorrere anche grazie alla esposizione e possibile consultazione di documenti provenienti dall’Archivio delle Pontificie Opere Missionarie francesi e avalla proiezione di video suggestivi.<br /><br />Il percorso della mostra si snoda attraverso quattro sezioni tematiche precedute da una introduzione “Benvenuti in Asia”. Essa offre alcuni dati ed elementi di contesto storico, geografico, culturale e religioso ed è collegata al modello lego che riproduce il “Marina Bay Sands” a Singapore. Si tratta di un complesso architettonico divenuto emblema della modernità avveniristica di molte città asiatiche. A seguire il visitatore è condotto da una guida, un volontario del MEP, alla scoperta delle aree tematiche. <br /><br />La prima, intitolata “Sulle tracce dei primi "costruttori di ponti", racconta la storia della fondazione della Società delle MEP, dalla creazione del seminario alle prime missioni in Asia, nonché il lavoro e il contributo nel campo della linguistica e della stampa per la diffusione della Bibbia in Asia. Espressione di questo impegno è il modello lego che riproduce la Tipografia di Nazareth a Hong Kong, cui segue il modello della chiesa di Oura, a Nagasaki, monumento emblematico della storia di coloro che vengono chiamati i "cristiani nascosti del Giappone". È in questa chiesa che padre Bernard Petitjean ha scoperto la presenza di cristiani giapponesi che avevano attraversato il lungo tempo delle persecuzioni in Giappone.<br /><br />“Sulla strada del dialogo” è invece la seconda sezione che evidenzia la diversità dei popoli che abitano l’Asia. Il Continente ha visto nascere le tre grandi fedi monoteistiche, è anche la culla dell'induismo, del buddismo, del taoismo, del confucianesimo e di molte altre religioni e tradizioni spirituali. La mostra evoca il dialogo interreligioso nelle sue specificità asiatiche . I modelli Lego collocati nella sezione rappresentano la Cattedrale di Myeongdong a Séoul e le Scale di Varanasi sul fiume Gange in India.<br /><br />“Accanto a chi ne ha bisogno” è la terza sezione ed è quella che valorizza l'azione sociale dei missionari di ieri e di oggi, in particolare il lavoro con le popolazioni locali nel campo dell'istruzione e della sanità. Il grandissimo lavoro svolto in 30 anni di missione in Madagascar può essere scoperto grazie al monumentale plastico di Tsarahasina, così come il ruolo essenziale delle congregazioni femminili rappresentato dal Convento de Les Amantes de la Croix nella città di Ho Chi Minh. <br />Infine l’ultimo modello Lego che rappresenta la quarta sezione “Per annunciare la buona novella” riproduce il Mosaico della Divina Misericordia, a Port Bergé, in Madagascar.<br /><br />Tutti i modelli esposti nella mostra sono posti su delle autentiche casse da trasporto internazionali in legno, che contribuiscono a immergere il visitatore nel mondo dei viaggi missionari. Ogni modello è impreziosito da uno sfondo decorativo che evoca il Paese rappresentato, sotto forma di un telo.<br /><br />L'intero apparato della mostra e le risorse complementari sono accessibili online. Ciò consente di seguire, approfondire e rivedere la visita. Infine, in collaborazione con “Les Trésors de Paris”, è stato realizzato un opuscolo rivolto ai bambini sotto i 14 anni di età che visitano la mostra, in distribuzione anche alle scolaresche e ai gruppi parrocchiali. <br/><strong>Link correlati</strong> :<a href="https://www.opm-france.org/actualite/expo-lego-destination-asie/">LINK SITO POM FRANCESI</a>Sun, 01 Feb 2026 10:51:26 +0100ASIA/INDIA - Rinuncia e nomina del Vescovo di Udupihttps://www.fides.org/it/news/77306-ASIA_INDIA_Rinuncia_e_nomina_del_Vescovo_di_Udupihttps://www.fides.org/it/news/77306-ASIA_INDIA_Rinuncia_e_nomina_del_Vescovo_di_UdupiCittà del Vaticano - Il Santo Padre Leone XIV ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Udupi presentata da S.E. Mons. Gerald Isaac Lobo.<br /><br />Il Santo Padre ha nominato Vescovo della Diocesi di Udupi il Rev. Sac. Leslie Clifford D’Souza, finora Parroco della Our Lady of Health a Udupi.<br /><br />Leslie Clifford D’Souza è nato il 19 agosto 1962 a Yermal, nella Diocesi di Udupi, Karnataka. Ha conseguito il Bachelor of Arts alla Mysore University. Dopo aver studiato Filosofia presso il St. Joseph’s Interdiocesan Seminary a Mangalore e Teologia presso la Pontificia Università Urbaniana di Roma, ha conseguito la Licenza e il Dottorato in Teologia Morale presso l’Université catholique de Louvain, in Belgio.<br /><br />È stato ordinato sacerdote il 10 maggio 1990, incardinandosi nella Diocesi di Mangalore e successivamente in quella di Udupi.<br /><br />Ha ricoperto i seguenti incarichi: Vice-Parroco della Holy Rosary, Kundapur, Udupi ; Vice-Parroco della Holy Cross, Kulshekar, Mangalore ; Professore di Teologia Morale presso il St. Joseph’s Interdiocesan Seminary di Mangalore ; Parroco della St. John The Evangelist, Pangala ; Parroco della Our Lady of Rosary, Kallianpur ; Parroco di Our Lady of Health, Shirva e Decano del Decanato di Shirva .<br /><br />È membro del Consiglio Presbiterale Diocesano e avvocato presso il Tribunale Ecclesiastico. Sat, 31 Jan 2026 17:40:35 +0100ASIA/INDIA - I Salesiani: un secolo di missione a Calcutta, accanto ai bambini e ai giovanihttps://www.fides.org/it/news/77301-ASIA_INDIA_I_Salesiani_un_secolo_di_missione_a_Calcutta_accanto_ai_bambini_e_ai_giovanihttps://www.fides.org/it/news/77301-ASIA_INDIA_I_Salesiani_un_secolo_di_missione_a_Calcutta_accanto_ai_bambini_e_ai_giovani - Un secolo di missione in India per i Salesiani di Calcutta. Da centro anni i seguaci di don Bosco si dedicano all'istruzione dei giovani, all'accoglienza dei bambini, alla cura e alla formazione dei più poveri e vulnerabili per le strade della immensa metropoli di 22 milioni di abitanti in India orientale. <br />Grazie all'impegno instancabile che ha percorso la storia della nazione - la repubblica indipendente dell'India è nata nel 1947 - i Salesiani oggi in India hanno 11 province, 420 centri Don Bosco Tech, 174 rifugi per giovani a rischio e 34 sportelli per migranti.<br /><br />La provincia di Calcutta festeggia i cento anni di missione con la presenza del Rettor Maggiore, Padre Fabio Attard, atteso a Calcutta il 5 febbraio, dove avrà modo di incontrare tutti i membri della grande famiglia Salesiana: religiosi, suore Salesiane, ex-alunni, cooperatori laici, missionari.<br /><br />I Salesiani misero piede nel subcontinente indiano per la prima volta approdando a Shillong, nel Nordest dell'India. Allora l'India era una colonia britannica. Le ferite della Prima Guerra Mondiale erano ancora aperte e l'impero temeva disordini nei suoi territori più remoti. Il Nordest – allora classificato come Agenzia della Frontiera del Nord-Est – era considerato una zona di confine instabile, abitata da comunità "tribali" e apprezzata principalmente per il suo ruolo strategico nella difesa dell'impero.<br /><br />I Salesiani si dedicarono all'istruzione e la formazione professionale dei giovani disoccupati che venivano spesso etichettati come potenziali "provocatori". Insegnando mestieri – tipografia, falegnameria, sartoria, meccanica – i Salesiani trasformavano i giovani inattivi in lavoratori qualificati. <br />Dagli inizi a Shillong, l'amministrazione provinciale salesiana si trasferì poi a Calcutta, avviando da lì altre dieci province salesiane in tutta l'India. Dal 1926 al 2026, i Salesiani di Calcutta hanno svolto un secolo di servizio missionario, formando educatori, accogliendo e restituendo dignità ai bambini di strada, avviando scuole e e formando leader nelle regioni circostanti. La provincia salesiana di Calcutta include Bihar, Sikkim, Bangladesh e Nepal. Comprende 40 case animate da 242 salesiani, che prestano servizio in 32 parrocchie e gestiscono oltre 25 centri di formazione. La rete salesiana comprende 30 scuole secondarie superiori e 13 istituti tecnici e professionali che offrono l'accesso a un'istruzione di qualità.<br />Appena misero piede a Calcutta, alla fine del 1925, la prima opera affidata ai tre Salesiani presenti a Calcutta fu la Catholic Orphan Press e la parrocchia della Cattedrale annessa. Ben presto viaggiarono anche nelle aree circostanti, incontrando la lingua e la cultura bengalese. Ad esempio, Krishnagar vide la fondazione e la crescita di un'istituzione di Don Bosco già nel 1928. E ai Salesiani fu affidata la scuola primaria dei Santi Pietro e Paolo, elevata al rango di scuola superiore nel 1951. <br /><br />Un posto speciale venne dedicato alle missioni con gli indigeni Santhal. Inizialmente questa missione era limitata ad alcuni distretti del Bengala Occidentale e in seguito si estese ad alcune parti del Bihar e in Nepal.<br />Un'altra zona di presenza salesiana nella provincia è costituita dalle regioni di lingua nepalese del Bengala settentrionale, del Sikkim e del Nepal. Il legame con i nepalesi ha origini nella fondazione del Salesian College di Sonada, nel 1938. Nel 1963 la parrocchia di Sonada, nella diocesi di Darjeeling, fu affidata ai Salesiani. <br />I religiosi si spostarono anche nel vicino territorio oggi conosciuto come Bangladesh, allora parte dell'India, e dal 1928 al 1952 operarono in alcune località di quella che oggi è la diocesi di Khulna . Dopo la divisione tra India e Pakistan nel 1947, queste aree vennero incluse in quello che allora era chiamato "Pakistan Orientale", nel 1971 poi rinominato Bangladesh, con l'indipendenza. In tutti questi territori la presenza salesiana è apprezzata ancora oggi per l'accoglienza di bambini, l'istruzione e la formazione di ragazzi e giovani che hanno un impatto notevolmente positivo sullo sviluppo sociale.<br /> Sat, 31 Jan 2026 08:49:47 +0100ASIA/THAILANDIA - Verso le elezioni politiche: "Il tema della pace non è molto popolare", nota il Segretario generale di "Signis"https://www.fides.org/it/news/77305-ASIA_THAILANDIA_Verso_le_elezioni_politiche_Il_tema_della_pace_non_e_molto_popolare_nota_il_Segretario_generale_di_Signishttps://www.fides.org/it/news/77305-ASIA_THAILANDIA_Verso_le_elezioni_politiche_Il_tema_della_pace_non_e_molto_popolare_nota_il_Segretario_generale_di_SignisBangkok - Nelle elezioni politiche che si svolgeranno l'8 febbraio in Thailandia il leader progressista del People's Party, Natthaphong Ruengpanyawut continua a essere in testa nei sondaggi di opinione. E' lui l'avversario principale dell'ex Primo ministro Anutin Charnvirakul. Il People's Party è il successore del partito "Move Forward", che si era aggiudicato le elezioni del 2023 ma era stato successivamente bloccato dai legislatori e poi sciolto per ordine del tribunale.<br />Anutin Charnvirakul, uomo politico e imprenditore, del partito Partito Bhumjaithai, il 12 dicembre 2025 ha indetto elezioni anticipate, dopo meno di 100 giorni come primo ministro, durante una caotica sessione parlamentare che avrebbe potuto portare a un voto di sfiducia e al crollo del suo fragile esecutivo, divenuto minoranza.<br />La Thailandia è una monarchia costituzionale con una lunga storia di instabilità, che ha alternato regimi militari e governi civili, succeduti rapidamente. Le decisioni della Corte Costituzionale hanno spesso avuto un impatto sulla politica thailandese. Re Vajiralongkorn è re di Thailandia dal dicembre 2016. L'Assemblea Nazionale è composta da una Camera dei Rappresentanti di 500 membri eletti e da un Senato di 200 membri nominati. L'8 febbraio 2026, gli elettori eleggeranno la nuova Camera dei Rappresentanti e dovranno anche decidere, tramite referendum, se iniziare i lavori per la stesura di una nuova Costituzione, che sostituisca quella adottata nel 2017 sotto la giunta militare.<br />In cima all'agenda politica vi sono soprattutto questioni di carattere economico: la Thailandia è la terza economia del sud-est asiatico, ma la sua crescita economica è stata molto inferiore rispetto ad altri paesi della regione e le ripercussioni si fanno sentire sul costo della vita e sull'elevato debito delle famiglie. <br />Negli ultimi mesi, inoltre, ha tenuto banco il conflitto al confine con la Cambogia, che ha riacceso sentimenti nazionalisti e ha nuovamente messo in risalto il ruolo dell'esercito. "Parlare di dialogo e di colloqui di pace con la Cambogia non è un argomento molto popolare tra i partiti politici in campagna elettorale. Parlare di pace non genera consenso e non porta voti. L'enfasi è più sulla difesa della sovranità e della sicurezza", nota un colloquio con l'Agenzia Fides Peter Rachada Monthienvichienchai, laico cattolico thailandese, giornalista e analista, Segretario generale dell'organizzazione "Signis", rete cattolica mondiale per la comunicazione, che unisce professionisti dei media in tutto il mondo. <br />"Il tema del conflitto è imprescindibile in questo voto", nota Peter Rachada. "La gente è orientata a rafforzare il ruolo dell'esercito e a sostenere i partiti che riconoscono e promuovono quanto l'esercito sta facendo per la difesa. Bisogna dire che nessun partito parla apertamente di negoziati e pace con la Cambogia, se non nei termini di essere fermi nella difesa", osserva.<br />Nel rapporto fra le due nazioni trova spazio la questione degli "scam center", i centri delle truffe online che sono oggi una piaga nel sudest asiatico. "E ' un annoso fenomeno diffuso sul confine, che incrocia criminalità e corruzione", ricorda. "Va detto che la fornitura di<br />elettricità e della connessione Internet per alcuni scam center viene dalla Thailandia, ma ci si chiede come intervenire, perchè è necessario l'ordine di un tribunale per tagliare le forniture", spiega. <br />Il precedente governo di Paetongtarn Shinawatra , figlia minore dell'ex primo ministro thailandese Thaksin Shinawatra "è sembrato simpatetico con questo fenomeno", nota. Infatti prosegue, "in queste elezioni un grande punto interrogativo riguarda proprio il sostegno politico che i cittadini daranno alla famiglia Shinawatra e al loro partito Pheu Thai: è quanto il voto dirà".<br />L'altro tema importante che percorre la campagna elettorale tocca l'economia interna: "La gente comune lotta per la sopravvivenza. Nella società, nel periodo post pandemia, si registrano sacche di indigenza e povertà. I vari partiti hanno presentato le diverse promesse di aiuto all'economia e alle famiglie: vedremo come saranno accolte dagli elettori". I tre principali partiti politici, che hanno sciolto le precedenti alleanze per scontrarsi direttamente alle elezioni, offrono soluzioni diverse "con enfasi sui poveri, gli anziani, i lavoratori e gli imprenditori del settore delle piccole e medie imprese, gruppi che insieme costituiscono la maggioranza degli elettori. Il loro orientamento risulterà decisivo", conclude Peter Rachada .<br /> Fri, 30 Jan 2026 12:27:51 +0100ASIA/CINA - Già avviate le tradizionali opere di carità e misericordia promosse in vista del Capodanno lunarehttps://www.fides.org/it/news/77304-ASIA_CINA_Gia_avviate_le_tradizionali_opere_di_carita_e_misericordia_promosse_in_vista_del_Capodanno_lunarehttps://www.fides.org/it/news/77304-ASIA_CINA_Gia_avviate_le_tradizionali_opere_di_carita_e_misericordia_promosse_in_vista_del_Capodanno_lunareShijiazhuang – Alla vigilia e nel primo mattino del Capodanno lunare, che quest’anno cade il 17 febbraio, parrocchie cattolica in tutta la Cina si riempiranno delle famiglie desiderose di partecipare alle messe, pregare ringraziando Dio e invocando la sua benedizione per il nuovo anno, accendere candele, petardi e fuochi d’artificio per rallegrare qualche momento di convivialità comunitaria. Ma già da un mese prima, le comunità cattoliche della Cina continentale hanno avviato attività pastorali e iniziative di carità tradizionalmente legate al Capodanno, promosse a partire dall’inizio del dodicesimo mese dell’Anno lunare. <br />Testimoniando la propria fede nelle opere do carità e misericordia, le comunità cattoliche cinesi attestano in maniera eloquente che lo spirito cristiano e la virtù cinese che ha cura di chi è debole fioriscono in armonia.<br /><br />Secondo quanto riporta il portale d’informazione ecclesiale xinde.org, in vista del Capodanno lunare – che secondo l’astrologia cinese aprirà “l’Anno del Cavallo” -, la Fondazione caritativa “l’Arca di Nanchino” ha lanciato una iniziativa di “carità popolare” per dare “un inverno pieno di calore” a chi vive situazioni di bisogno e di disabilità, come i bambini ciechi, gli ex malati di lebbra, gli anziani compiti da patologie. In collaborazione con soggetti e enti civili, la Fondazione cattolica ha consegnato 20 mila yuan per sostenere famiglie di bambini malati in difficoltà. I volontari della Fondazione hanno distribuiti 40 pacchetti per la cura medica degli occhi ad adolescenti con l’iniziativa denominata “Infanzia luminosa” in collaborazione con l’Ospedale oftalmico; hanno visitato il Centro municipale per la prevenzione delle malattie professionali, estendendo l'assistenza ai pazienti affetti da lebbra guariti; hanno consegnato 50 piumini nuovi agli anziani bisognosi della zona.<br /><br />Nella Prefettura Apostolica di Lindong in Mongolia interna, la comunità di Dengkou ha promosso in vista del Capodanno lunare diverse attività di sensibilizzazione a sostegno di anziani soli e studenti in difficoltà. <br /><br />L'Associazione del Sacro Cuore della Carità della diocesi di Meizhou, mossa dalle parole e dagli insegnamenti di Gesù, sta promuovendo campagne di solidarietà per persone in difficoltà.<br /><br />Anche la comunità di Taihu, nella città di Wuxi, ha realizzato un iniziativa per sostenere adulti affetti da autismo, visitando il Centro di Riabilitazione, per aiutare tutti a vincere la solitudine e a sentirsi coinvolti dalla atmosfera di festa condivisa da tutte le famiglie. <br /><br />L'Associazione degli intellettuali Cattolici di Shanghai ha fatto visite delle Casa di Cura per portare gli auguri e “gioia, salute e calore” di Capodanno agli ospiti anziani.<br /><br />Venti volontari dell'Associazione Tian'ai dell’arcidiocesi di Guangzhou ha rinnovato la bella tradizione delle sue iniziative di sostegno per per gli anziani e i disabili, visitando anche città e villaggi lontani dalla metropoli. <br /><br />Secondo l’astrologia cinese, è l’anno del cavallo promette di essere caratterizzato da positività, e facilità nel realizzare desideri e raggiungere con successo i propri obiettivi. Settimo animale del ciclo zodiacale, il cavallo simboleggia vitalità, indipendenza, spirito libero, fiducia e autonomia.<br /> Fri, 30 Jan 2026 12:26:25 +0100AFRICA/NIGER - Nessuna rivendicazione dell’assalto all’aeroporto ma la giunta accusa i Presidenti di Francia, Benin e Costa d’Avorio di esserne “i mandanti”https://www.fides.org/it/news/77303-AFRICA_NIGER_Nessuna_rivendicazione_dell_assalto_all_aeroporto_ma_la_giunta_accusa_i_Presidenti_di_Francia_Benin_e_Costa_d_Avorio_di_esserne_i_mandantihttps://www.fides.org/it/news/77303-AFRICA_NIGER_Nessuna_rivendicazione_dell_assalto_all_aeroporto_ma_la_giunta_accusa_i_Presidenti_di_Francia_Benin_e_Costa_d_Avorio_di_esserne_i_mandanti<br />Niamey - Almeno 20 attaccanti uccisi, 11 catturati e 4 soldati nigerini feriti. È questo il bilancio ufficiale dell’assalto all’aeroporto Diori Hamani di Niamey nella notte tra il 28 e il 29 gennaio .<br />Al momento non è giunta nessuna rivendicazione dell’attacco da parte dei due gruppi jihadisti prevalentemente sospettati di averlo perpetrato, ovvero il Gruppo di sostegno all'Islam e ai musulmani e lo Stato islamico nel Sahel .<br />Il capo della giunta militare che ha preso il potere con un golpe il 26 luglio 2023, il generale Abdourahamane Tiani, ha accusato apertamente Francia, Benin e Costa d’Avorio, nelle persone dei loro rispettivi Presidenti, di essere gli ispiratori dell’assalto. <br />“Ricordiamo ai sostenitori di questi mercenari, tra cui Emmanuel Macron, Patrice Talon e Alassane Ouattara: abbiamo ascoltato abbastanza le loro lamentele, ora anche loro devono prepararsi ad ascoltarci” ha affermato Tiani.<br />Il capo della giunta militare ha invece ringraziato la Russia per l’appoggio fornito alla forze di sicurezza locali nel respingere l’assalto: “Ci congratuliamo con tutte le forze di difesa e di sicurezza nonché con i partner russi che hanno difeso con professionalità il settore di sicurezza a loro affidato”. La televisione nigerina ha mostrato i corpi dei presunti assalitori uccisi tra i quali si afferma ce n’è uno di nazionalità francese.<br />Gli assalitori hanno colpito con mortai e forse pure con droni kamikaze l’ala militare dell’aeroporto ovvero la base militare 101. Dalle immagini satellitari appaiono dei danni sui tetti di alcuni hangar militari. Ricordiamo che nella base 101 sono stoccate almeno mille tonnellate di ossido di uranio oggetto di una disputa giudiziaria internazionale tra il gruppo minerario francese Orano e le autorità nigerine dopo che queste ultime avevano sequestrato il minerale estratto dalla miniera di Arlit.<br />Non è chiaro se l'obiettivo fosse il carico di uranio che è in attesa di essere consegnato a un acquirente ufficialmente ignoto ma che secondo inchieste giornalistiche sarebbe la Russia. Interessante notare che secondo quanto riportato da alcune fonti giornalistiche il piano di esportazione iniziale, via Benin, è stato bloccato in seguito al fallito tentativo di colpo di Stato contro il Presidente Patrice Talon del 7 dicembre , lo stesso ora accusato dalle autorità nigerine di essere tra i mandanti dell’assalto all’aeroporto, insieme ai suoi omologhi francese e ivoriano. <br />Fri, 30 Jan 2026 11:56:36 +0100VATICANO - Messaggio Giornata Missionaria Mondiale 2026: Papa Leone XIV invita tutti a collaborare con le Pontificie Opere Missionarie con gratitudinehttps://www.fides.org/it/news/77302-VATICANO_Messaggio_Giornata_Missionaria_Mondiale_2026_Papa_Leone_XIV_invita_tutti_a_collaborare_con_le_Pontificie_Opere_Missionarie_con_gratitudinehttps://www.fides.org/it/news/77302-VATICANO_Messaggio_Giornata_Missionaria_Mondiale_2026_Papa_Leone_XIV_invita_tutti_a_collaborare_con_le_Pontificie_Opere_Missionarie_con_gratitudineCittà del Vaticano – “Ringraziamo il Papa per l'invito esplicito, rivolto a tutti, a collaborare con le Pontificie Opere Missionarie con spirito di gratitudine”. Così padre Dinh Anh Nhue Nguyen, Segretario generale della Pontificia Unione Missionaria , commenta il lungo passaggio inerente le Pontificie Opere Missionarie contenuto nel messaggio di Leone XIV per la 100esima Giornata Missionaria Mondiale 2026. Il messaggio è stato pubblicato domenica 25 gennaio, festa della Conversione di San Paolo. <br />Nel testo Papa Leone XIV, come già accaduto nel discorso ai direttori nazionali delle POM ,fa di nuovo riferimento agli anni vissuti in Perù come missionario e come vescovo, periodi durante i quali ha avuto modo di sperimentare l’operato delle POM per il servizio alla cooperazione missionaria. “Propagazione della fede, Infanzia Missionaria, San Pietro Apostolo e Unione Missionaria continuano ad alimentare e formare la coscienza missionaria dei fedeli, dai piccoli ai grandi e a promuovere una rete di preghiera e carità che collega la comunità del mondo intero” scrive il Papa citando una per una tutte e quattro le Pontificie Opere Missionarie. Il Pontefice ricorda anche l’istituzione della Giornata Missionaria Mondiale nel 1926 su proposta della Pontificia Opera della Propagazione della Fede, la cui fondatrice, la Beata Pauline Jaricot, ideò 200 anni fa il “Rosario Vivente”.<br />“E’ il primo messaggio sulla Giornata Missionaria Mondiale di Papa Leone XIV, il missionario divenuto Papa. Esso ha un grande spessore spirituale che interpella tutta la Chiesa, è un messaggio indirizzato non solo agli “addetti ai lavori”, cioè quelli coinvolti in prima fila nella missione e/o nell'animazione e formazione missionaria: è un messaggio per tutti i cattolici nel mondo, vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose, laici e laiche” spiega il Segretario generale della PUM, la Pontificia Opera che quest’anno taglia il traguardo dei 110 anni dalla sua fondazione, e a cui il Papa ha riservato una lunga menzione. <br />Nel messaggio, il Vescovo di Roma sottolinea il contributo offerto dalla PUM per “animare e formare lo spirito missionario di sacerdoti, persone consacrate e fedeli, favorendo l'Unione di tutte le forze evangelizzatrici”, e ricorda la figura del suo fondatore, il Beato Paolo Manna, e il suo motto “Tutta la Chiesa per la conversione di tutto il mondo”.<br /> La PUM ogni anno mette al centro del suo programma il Messaggio del Papa per la Giornata Missionaria Mondiale con l’obiettivo di offrire a tutti, a partire dalle Direzioni nazionali delle POM, la possibilità di approfondire il testo attraverso differenti modalità. <br />“Prima di tutto – spiega padre Anh Nhue – sono grato a Dio, fonte di ogni ispirazione, e ringrazio ancora il Papa per il dono di questo messaggio, rinnovo l'invito a leggerlo integralmente, a non fermarsi agli articoli o ai commenti, visto che il messaggio di ogni anno è molto ricco. Con le varie Direzioni nazionali delle POM nel mondo che curano come sempre le traduzioni del Messaggio del Papa in tutte le lingue locali, il segretariato internazionale delle PUM avvierà un percorso di formazione, già rodato, basato proprio sul testo del Pontefice, attraverso dei webinar e/o incontri in presenza in differenti lingue incluso l'inglese, il francese, il russo, l’arabo ed il cinese. Fu il Cardinal Luis Antonio Tagle nel corso di un’Assemblea Generale delle POM a proporre alle nostre direzioni nazionali un percorso di formazione di spiritualità missionaria e non solo di animazione, che si sofferma di solito solo sul tema o su alcune frasi del testo, a partire dal ricco contenuto del messaggio annuale del Papa”. <br />Condividere le proprie impressioni, discutere insieme sul messaggio del Santo Padre non solo aiuta la formazione ma edifica chi lo fa. Ne è convinto padre Anh Nhue, che anticipa all’Agenzia Fides alcuni degli spunti della sua introduzione alla lettura e commento al messaggio cui sta lavorando in vista dei prossimi appuntamenti.<br />“Il messaggio dal punto di vista biblico-spirituale” - spiega padre Anh Nhue, appartenente all’Ordine del Frati minori Conventuali - sembra sgorgare dalla profonda meditazione sulla preghiera di Gesù nell'ultima cena prima della sua Passione. Si tratta della preghiera contenuta nel Vangelo di Giovanni al capitolo 17 che viene citata lungo il testo come punto di partenza per ogni riflessione ed esortazione. Da quella preghiera, in effetti, hanno origine i tre punti che il Papa ha sviluppato nel messaggio. Esso non è semplicemente una lista di indicazioni o suggerimenti, ma una meditazione spirituale che il Papa offre per esortare tutti, come esplicitato all'inizio del messaggio, a lasciarci ancora una volta «guidare e ispirare dalla grazia divina, per rinnovare in noi il fuoco della vocazione missionaria e avanzare insieme nell’impegno di evangelizzazione, in un’epoca missionaria nuova nella storia della Chiesa»”, ribadisce il Segretario generale della PUM, suggerendo quindi a tutti una rilettura del testo di Giovanni per comprendere ed accogliere meglio il contenuto del messaggio. <br /> “Nel primo punto Uno in Cristo” - sintetizza infine il francescano conventuale vietnamita – Papa Leone XIV chiama tutti a rinnovare la vita in unione con Cristo per vivere l'unità tra noi suoi discepoli, come pure a riconoscere che Cristo è al centro, al centro della nostra vita, delle nostre attività, tanto più nelle nostre opere missionarie; nel secondo “Uniti nella missione” sottolinea che l’unità in Cristo nella Chiesa non è fine a se stessa, ma è ordinata alla missione; nel terzo “Missione dell'amore”, infine, ribadisce che l'amore è l'essenza e la sorgente inesauribile della missione di evangelizzazione, che consiste quindi nell’annunciare, vivere e condividere l'amore fedele di Dio”. <br /> <br /><br />Fri, 30 Jan 2026 10:36:14 +0100ASIA/CINA - Risuonano le campane dell'Immacolata di Shenjiadou, la "chiesa dei pescatori"https://www.fides.org/it/news/77300-ASIA_CINA_Risuonano_le_campane_dell_Immacolata_di_Shenjiadou_la_chiesa_dei_pescatorihttps://www.fides.org/it/news/77300-ASIA_CINA_Risuonano_le_campane_dell_Immacolata_di_Shenjiadou_la_chiesa_dei_pescatoriHangzhou – “Sono stato battezzato qui, ora sento di avere ritrovato la sorgente della mia fede”. L’ottuagenario Giuseppe Liu Bin, appare pieno di commozione e gratitudine, alla fine della solenne liturgia per la riconsacrazione e la riapertura della chiesa dell’Immacolata Concezione di Shenjiadou, a Huzhou. Il Vescovo di Hangzhou, Giuseppe Yang Yongqiang, ha presieduto la solenne concelebrazione liturgica del 17 gennaio, festa di Sant’Antonio Abate, a cui hanno partecipato decine di sacerdoti diocesani e 500 laiche e laici. <br />La chiesa è stata sottoposta a un restauro completo, realizzato grazie all’impegno dei sacerdoti e del popolo di Dio e con il sostegno finanziario delle autorità competenti.<br /> Il restauro ha preservato gli elementi – in parte cinesi, in parte di matrice occidentale – dell’architettura originale, migliorando al contempo le condizioni relative alla sicurezza.<br />Quella di Huzhou è una delle chiese antiche meglio conservate dell'intera provincia di Zhejiang. E’ una testimonianza viva cammino di fede della comunità cattolica locale. Per questo l’anziano Giuseppe Liu ha gli occhi lucidi, quando racconta: “è stato davvero emozionante partecipare alla messa nella chiesa restaurata. Da bambino sono stato battezzato qui. Dopo che la chiesa è stata danneggiata, potevamo riunirci solo in luoghi temporanei. Vederla oggi riportata al suo antico splendore è come riscoprire le sorgenti della nostra fede”.<br />Nella sua omelia, il Vescovo Giuseppe Yang ha ripercorso la storia della chiesa e della comunità locale, esortando tutti a perseverare nella preghiera di essere custoditi nella fede, per testimoniarla agli altri. Diversi cori delle parrocchie di Hangzhou sono venuti a rendere ancor più suggestivo coi loro canti il giorno speciale vissuto dalla comunità di Shenjiadou. L’ordinato svolgimento della celebrazione è stato garantito dai volontari, che hanno predisposto anche in maniera meticolosa misure di assistenza medica e attrezzature di supporto per i numerosi anziani presenti, Le autorità civili hanno garantito il pieno rispetto dei protocolli di sicurezza.<br /><br />Huzhou, la zona dove sorge la chiesa riaperta, è un paese di pescatori. Di conseguenza, anche i cattolici sono in gran parte pescatori. Il Vangelo è arrivato in quei luoghi tra 1627 al 1644. Durante la persecuzione del XVIII Secolo, i missionari furono costretti a nascondersi a bordo di pescherecci e a portare avanti la loro opera in maniera clandestina, di notte, mentre di giorno rimanevano nascosti sulle barche. <br />La chiesa di Shenjiadou fu costruita per la prima volta nel 1895, durante la dinastia di Qing Guangxu. Riaperta il 22 settembre 1989, era stata già sottoposta a un precedente restauro nel 2005. <br /> <br />Thu, 29 Jan 2026 12:44:23 +0100AFRICA/NIGER - Attaccato l’aeroporto di Niamey dove sono presenti mille tonnellate di uraniohttps://www.fides.org/it/news/77299-AFRICA_NIGER_Attaccato_l_aeroporto_di_Niamey_dove_sono_presenti_mille_tonnellate_di_uraniohttps://www.fides.org/it/news/77299-AFRICA_NIGER_Attaccato_l_aeroporto_di_Niamey_dove_sono_presenti_mille_tonnellate_di_uranioNiamey – Attaccato l’aeroporto Diori Hamani di Niamey nella notte tra il 28 e il 29 gennaio. Secondo quanto riferiscono fonti locali intorno alla mezzanotte intensi tiri di armi da fuoco hanno interessato l’area aeroportuale dopo che un gruppo armato sconosciuto ha attaccato la guarnigione di guardia. La battaglia è durata fino alle due del mattino. Si sono visti i traccianti della contraerea solcare i cieli, forse per abbattere i droni impiegati dagli assalitori. <br />La calma è ora rientrato nello scalo aero della capitale del Niger. La struttura aeroportuale oltre che si trova a 10 km dal centro di Niamey oltre all’aeroscalo civile ospita la base 101 dell’aeronautica nigerina, fino al luglio 2024 impiegata dalle forze statunitensi per gestire i droni utilizzati per appoggiare le forze locali contro i gruppi jihadisti. <br /><br />L’area militare è stata di recente ristrutturata per accogliere una nuova base di droni di produzione turca ultimamente acquistati, e il quartiere generale della forza unificata formata dai militari di Niger, Burkina Faso e Mali per combattere i gruppi jihadisti che minacciano i tre Paesi, appartenenti all’Alleanza degli Stati del Sahel . Nella struttura sarebbero ora ospitati militari russi che appoggiano la giunta militare al potere dal 26 luglio 2023. Anche i 300 militari italiani dell’ultima missione occidentale presente nel Paese sono ospitati nell’area.<br />In depositi situati presso l’aeroporto sono inoltre stoccate mille tonnellate di ossido di uranio concentrato , estratte dal gruppo francese Orano dalla miniera di Arlit e oggetto di una controversia legate tra la società d’Oltralpe e la giunta militare dopo che quest’ultima le aveva confiscate. <br /><br />Il carico nucleare doveva essere acquistato da una società russa previo il suo trasferimento via terra al porto di Lomé, in Togo, attraversando territori controllati da gruppi jihadisti. Pressioni diplomatiche francesi hanno però costretto le autorità locali a rimandare il trasferimento e il carico è quindi rimasto bloccato nella struttura aeroportuale. Si sospetta che il commando che ha assalito l’aeroporto era composto da appartenenti al JNIM una delle sigle jihadisti maggiormente attive nella regione. <br />Thu, 29 Jan 2026 11:57:23 +0100ASIA/INDIA - Un Vescovo e quattro sacerdoti dall'Odisha, terra di martirihttps://www.fides.org/it/news/77298-ASIA_INDIA_Un_Vescovo_e_quattro_sacerdoti_dall_Odisha_terra_di_martirihttps://www.fides.org/it/news/77298-ASIA_INDIA_Un_Vescovo_e_quattro_sacerdoti_dall_Odisha_terra_di_martiriBhubaneswar - La comunità cattolica dello stato indiano di Odisha, nell'Est dell'India, accoglie un nuovo Vescovo ausiliare e quattro sacerdoti, in una straordinaria fioritura di vocazioni da una terra pesantemente segnata dalla violenza sui cristiani. Nello stato di Odisha, infatti, si sono verificati quei massacri che, nel distretto di Kandhamal, hanno colpito fedeli delle diverse confessioni cristiane. Nel 2023, su richiesta dei Vescovi indiani, la Santa Sede ha dato il 'Nihil Obstat' nel processo di beatificazione di Kanteshwar Digal e compagni, i cosiddetti 35 martiri di Kandhamal, uccisi in odium fidei nello stato di Odisha nel 2008.Ora da quella terra nasce una potente testimonianza di fede: circa 3.000 fedeli, oltre 140 tra sacerdoti e suore hanno preso parte ieri, 28 gennaio, alla solenne Eucarestia nella parrocchia di San Giuseppe a Godapur, nel distretto di Kandhamal, nel territorio dell'arcidiocesi di Cuttack-Bhubaneswar, per l'ordinazione sacerdotale di quattro nuovi sacerdoti. Sono p. Sugrib Baliarsingh e p. George Badseth e altri due sacerdoti francescani Conventuali, fra Saraj Nayak e fra Madan Baliarsingh OFM Conv. A presiedere la messa di ordinazione è stato il nuovo Vescovo ausiliare di Cuttack-Bhubaneswar, mons. Rabindra Ranasingh, anch'egli originario di Kandhamal. "Siamo scelti da Dio per condividere la triplice missione di Cristo: santificare, cioè la missione sacerdotale; insegnare, la missione profetica; governare, che è la missione regale-pastorale", ha detto. Rivolgendosi ai novelli sacerdoti, il Vescovo ha continuato: "Voi siete la presenza e l'azione di Cristo, che vi ha scelti per servire, il Suo popolo, anche a costo della vita". Da bambini, i quattro sacerdoti hanno vissuto sulla loro pelle le aggressioni alle loro famiglie e comunità nel corso delle violenze che hanno travolto Kandhamal nel 2007 e 2008. Alcuni di loro hanno perso genitori, parenti e case, mentre altri sono stati costretti a fuggire nella foresta, sopravvivendo tra paura, fame, sfollamento e incertezza. Padre Sugrib Baliarsingh ha testimoniato: "Ho visto l'odio distruggere vite, ma ho anche sperimentato il perdono e il coraggio. Questo è ciò che mi ha portato al sacerdozio".<br /><br />Come ha notato p. Pradosh Chandra Nayak, Vicario generale dell'arcidiocesi di Cuttack-Bhubaneswar, "la persecuzione ha cercato di mettere a tacere il cristianesimo, ma ha invece generato nuovi Pastori che oggi testimoniano e predicano il perdono e la pace".<br />I fedeli locali hanno ritrovato gioia e speranza anche nella recente ordinazione episcopale, avvenuta il 17 gennaio scorso, di mons. Rabindra Kumar Ranasingh, Vescovo ausiliare dell'arcidiocesi di Cuttack-Bhubaneswar. La sua nomina ha un profondo significato simbolico per una comunità che ha subito l'ondata di violenza in cui centinaia cristiani furono uccisi, oltre 60mila furono sfollati e migliaia di case e centinaia di chiese furono bruciate, profanate o distrutte. La parrocchia di Bamunigam, in cui l'allora sacerdote p. Kumar Ranasingh prestava servizio pastorale, fu le prime parrocchie ad essere attaccata. <br />"Dopo quindici anni, a livello umano molte ferite rimangono aperte: la giustizia è ancora in attesa, i mezzi di sussistenza non sono ancora del tutto ripristinati e il tessuto sociale necessita di una piena riconciliazione", osserva p. Ajay Singh, sacerdote locale e avvocato, che sta seguendo i procedimenti legali ancora aperti. Per i cristiani di Kandhamal, l'ordinazione episcopale di mons. Rabindra Kumar Ranasingh, nota "è la prova che la fede ha vinto, la speranza è viva e la carità di Cristo fiorisce dal deserto e dalla sofferenza".<br /> Thu, 29 Jan 2026 11:27:39 +0100