Fides News - Italianhttp://www.fides.org/Le notizie dell'Agenzia FidesitI contenuti del sito sono pubblicati con Licenza Creative Commons.AFRICA/CONGO RD - “Fermiamo i massacri che avvengono nel silenzio in Kivu”: petizione dei religiosi congolesihttp://www.fides.org/it/news/59396-AFRICA_CONGO_RD_Fermiamo_i_massacri_che_avvengono_nel_silenzio_in_Kivu_petizione_dei_religiosi_congolesihttp://www.fides.org/it/news/59396-AFRICA_CONGO_RD_Fermiamo_i_massacri_che_avvengono_nel_silenzio_in_Kivu_petizione_dei_religiosi_congolesiKinshasa – “Facciamo nostro il grido di dolore di queste popolazioni massacrate. Pensiamo che sia opportuna e benvenuta ogni iniziativa particolare per far conoscere gli avvenimenti del Kivu e partecipare alle sofferenze della popolazione con momenti di riflessione, di preghiera secondo la propria fede, di giornate di digiuno o altre iniziative come la raccolta di firme in luoghi pubblici” afferma un comunicato inviato all’Agenzia Fides dalla Rete Pace per il Congo che aderisce alla petizione lanciata dai membri congolesi dei Consigli Generali di diverse Congregazioni presenti a Roma, per un’inchiesta internazionale indipendente sui massacri di civili nell’est della RDC;<br />“Gli abitanti del territorio di Beni, nella provincia del Nord Kivu, hanno vissuto un Natale 2015 sanguinoso! Più di 10 persone sono state uccise nel villaggio di Malolu, a 15 Km da Beni... alcune sono state decapitate… due bruciate vive. La notte del 26 dicembre altre tre persone sono state uccise nella parrocchia di Paida, a 4 km dal centro della città. E le uccisioni continuano” si legge nel testo della petizione. <br />“Se i gruppi che eseguono tali macabre azioni sono spesso indicati, è stupefacente che nessuno di loro rivendichi o motivi le proprie azioni. Perché prendono di mira dei contadini poveri ? Che messaggio comunicano agendo così ? Tante domande senza risposta….” continua la petizione.<br />Fino ad oggi- ricordano i religiosi- oltre alle persone uccise, si contano più di un migliaio di persone sequestrate, delle quali non rimane alcuna traccia, tra di loro tre sacerdoti Assunzionisti rapiti il 19 ottobre 2012. Più di 750 persone sono state uccise violentemente, alcune decapitate, altre sventrate, altre hanno subito torture di ogni tipo”.<br />“Solo un’inchiesta internazionale, seria e neutrale, può rispondere a tutte queste domande, spiegare l’accanimento sulle popolazioni indifese e imporre soluzioni efficaci per porre fine a questo dramma” concludono i religiosi congolesi. <br /><br/><strong>Link correlati</strong> :<a href="http://www.paceperilcongo.it/wp-content/uploads/2016/02/Massacri-nel-Nord-sacerdoti-congolesi-di-Roma.pdf">Il testo della petizione </a>Sat, 13 Feb 2016 10:58:35 +0100AMERICA/VENEZUELA - La salute è un diritto umano e non può essere sottoposta agli interessi di gruppi o amministrazionihttp://www.fides.org/it/news/59395-AMERICA_VENEZUELA_La_salute_e_un_diritto_umano_e_non_puo_essere_sottoposta_agli_interessi_di_gruppi_o_amministrazionihttp://www.fides.org/it/news/59395-AMERICA_VENEZUELA_La_salute_e_un_diritto_umano_e_non_puo_essere_sottoposta_agli_interessi_di_gruppi_o_amministrazioniCaracas – “Negli ultimi mesi si è intensificata in modo sistematico la mancanza di farmaci per tutti i tipi di malattie, ma soprattutto per il diabete, l’epilessia, l’Hiv, le malattie cardiovascolari, che ha già provocato la morte di molte persone, senza avere nessuna risposta dalle agenzie governative": è la denuncia del Presidente della Commissione “Giustizia e Pace” della Conferenza Episcopale del Venezuela, Sua Ecc. Mons. Roberto Lückert León, Arcivescovo di Coro, in un documento pubblicato in occasione della Giornata del Malato.<br />Il documento, pervenuto a Fides, presenta in 16 punti la cruda realtà della situazione sanitaria del paese e la delusione della popolazione venezuelana. Insieme alla grave crisi della carenza di farmaci, “si osserva una mancanza nella prevenzione, nella sorveglianza e nel controllo sanitario, che ha portato alla recrudescenza di malattie infettive come la malaria e la dengue ; l'incapacità di rispondere tempestivamente alle nuove minacce per la salute che vengono da malattie emergenti come la Chikungunya , Zika ; la recrudescenza di malattie endemiche come il morbo di Chagas, la sifilide e la gonorrea".<br />Il documento prosegue: “Allo stesso tempo, la crisi dovuta alla carenza di cibo causa altre minacce per la salute della popolazione venezuelana tra cui: la malnutrizione per mancanza di apporto di nutrienti e vitamine, un basso indice glicemico incontrollato provocato dall’assenza di una dieta corretta, causa di una condizione mentale e sociale alterata che genera ansia, paura e angoscia".<br />Il Presidente della Commissione “Giustizia e Pace” chiede quindi "alle autorità del governo e allo Stato in generale, le garanzie necessarie per il corretto funzionamento delle istituzioni sanitarie, in modo di poter avere la fornitura di farmaci e le forniture necessarie per la cura dei pazienti, soprattutto le madri, i bambini e gli anziani. Propone di dare priorità alla questione dei farmaci e del cibo nell'agenda del governo, della politica e delle finanze del paese, per superare le malattie che fino a poco tempo erano controllate". Infine ribadisce che "la salute è un diritto umano, e non può essere sottomessa agli interessi ideologici di gruppi, enti o amministrazioni".<br /> <br />Sat, 13 Feb 2016 09:29:57 +0100AFRICA/KENYA - La prosperità del Paese è nelle mani delle donnehttp://www.fides.org/it/news/59397-AFRICA_KENYA_La_prosperita_del_Paese_e_nelle_mani_delle_donnehttp://www.fides.org/it/news/59397-AFRICA_KENYA_La_prosperita_del_Paese_e_nelle_mani_delle_donneNairobi - In Kenya la popolazione economicamente attiva è principalmente rurale e femminile, circa il 60% sono donne. Per far si che il Paese cresca, la sfida più importante da affrontare è il rafforzamento della figura femminile. Tuttavia, nonostante la donna sia capo famiglia in un nucleo su tre, nel Paese, secondo una inchiesta del 2014, risulta ancora un alto grado di violenza contro questa fascia della popolazione. Quattro su 10, nella fascia di età tra 15 e 49 anni, hanno subito aggressioni fisiche da parte di familiari. Inoltre, a causa delle gravi discriminazioni di genere che ancora sussistono nel Paese, le bambine vengono allontanate dalle scuole e le donne dal mercato del lavoro, spesso costrette con la violenza. La metà delle keniote hanno solo una educazione primaria, un ostacolo per la loro partecipazione all’attività socio-economica. <br /> <br />Sat, 13 Feb 2016 11:09:23 +0100ASIA/COREA DEL SUD - Per conoscere la realtà dei lavoratori emigrati e le loro esigenzehttp://www.fides.org/it/news/59398-ASIA_COREA_DEL_SUD_Per_conoscere_la_realta_dei_lavoratori_emigrati_e_le_loro_esigenzehttp://www.fides.org/it/news/59398-ASIA_COREA_DEL_SUD_Per_conoscere_la_realta_dei_lavoratori_emigrati_e_le_loro_esigenzeGimpo - La provincia della Compagnia di Gesù della Corea ha predisposto un programma per aiutare i giovani gesuiti in formazione a comprendere la reale situazione degli emigrati, in una società industrializzata come quella della Corea, e le questioni più urgenti che si trovano ad affrontare. Il programma è condotto dallo Yutsari, il centro per gli emigrati gestito dai gesuiti a Gimpo, cittadina nella provincia coreana di Gyeonggi. Secondo le informazioni inviate a Fides dalla curia generalizia dei gesuiti, l'emigrazione è una delle priorità della Conferenza dei gesuiti dell'Asia-Pacifico e il Programma Intensivo sulla Migrazione in Korea del 2016 vuole incoraggiare a riflettere su come rapportarsi agli emigrati, spesso emarginati nei Paesi in cui vanno alla ricerca di un lavoro oltre ad essere vittime di discriminazioni di tipo economico e sociale.<br />Secondo l'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni , l'Asia è la principale fonte di lavoratori migranti a contratto temporaneo per tutto il mondo. Sono molto grandi inoltre i flussi intra-regionali di lavoratori migranti. Nel territorio della Conferenza dei gesuiti di Asia e Pacifico ricadono alcuni dei principali paesi caratterizzati dall’emigrazione verso tutto il mondo, come Cina, Filippine, Vietnam e Indonesia, e anche alcune delle maggiori mete degli emigranti come Hong Kong, Singapore, Australia e Nuova Zelanda. <br />Sat, 13 Feb 2016 12:03:44 +0100AMERICA/MESSICO - La popolazione indigena di San Luis Potosí, principale vittima della povertà alimentarehttp://www.fides.org/it/news/59399-AMERICA_MESSICO_La_popolazione_indigena_di_San_Luis_Potosi_principale_vittima_della_poverta_alimentarehttp://www.fides.org/it/news/59399-AMERICA_MESSICO_La_popolazione_indigena_di_San_Luis_Potosi_principale_vittima_della_poverta_alimentareSan Luis Potosí - La strategia del Ministero messicano per lo Sviluppo Sociale e Regionale , per combattere la povertà e l’emarginazione, nel 2016 consentirà a circa 60 mila abitanti di San Luis Potosí l’accesso ai generi alimentari di prima necessità. Secondo le stime più recenti effettuate dalle autorità nazionali, almeno 260 mila potosinos soffrono di povertà alimentare, una cifra che rappresenta almeno il 9% della popolazione totale di San Luis Potosì. Il responsabile del dipartimento governativo ha riferito che, per abbattere i livelli di povertà e emarginazione, occorre una strategia multidimensionale. Infatti, insieme ad altri organismi pubblici, come il Sistema Statale per lo Sviluppo Integrale della Famiglia o la Segreteria per l’Istruzione, si sono organizzati per distribuire pasti caldi o merende scolastiche; nel programma delle scuole a tempo pieno, gli studenti hanno a disposizione generi alimentari. Obiettivo di questa strategia è ridurre il numero dei 260 mila potosinos che non hanno cibo sufficiente. Il gruppo di persone prive di accesso all’alimentazione di base è concentrato in almeno 20 municipi nella zona di la Huasteca, dove predomina la popolazione indigena. <br />Sat, 13 Feb 2016 12:12:10 +0100AFRICA/SUD SUDAN - L’ex leader ribelle Riek Machar nominato Primo Vice Presidentehttp://www.fides.org/it/news/59400-AFRICA_SUD_SUDAN_L_ex_leader_ribelle_Riek_Machar_nominato_Primo_Vice_Presidentehttp://www.fides.org/it/news/59400-AFRICA_SUD_SUDAN_L_ex_leader_ribelle_Riek_Machar_nominato_Primo_Vice_PresidenteJuba - Riek Machar è stato nominato Primo Vice Presidente del Sud Sudan con un decreto del Presidente Salva Kiir. Si tratta di un altro passo verso l’attuazione dell’accordo di pace del 26 agosto 2015 per mettere fine alla guerra civile scoppiata nel dicembre 2013 tra le fazioni rispettivamente capeggiate da Kiir e Machar.<br />Quest’ultimo ha però annunciato che non tornerà nella capitale del Sud Sudan, Juba, finché questa non verrà smilitarizzata con il ritiro delle truppe fedeli al Presidente. Machar intende altresì impiegare un contingente di suoi uomini per garantire la propria sicurezza personale.<br />Il leader della ribellione si è comunque detto fiducioso che gli accordi verranno rispettati, dichiarandosi disponibile ad attendere il tempo necessario per il ritiro delle truppe governative. Nel frattempo la fazione da lui guidata ha annunciato di aver inviato a Juba una delegazione di 300 persone per rafforzare la fiducia reciproca tra le parti. Il 12 febbraio il Presidente Kiir ha però ingiunto a Machar di presentarsi a Juba entro sette giorni per avviare la fase di formazione del governo di unità nazionale.<br />Il conflitto ha causato una gravissima crisi umanitaria con 4,6 milioni di persone in sofferenza alimentare, milioni di profughi e sfollati interni. <br />Sat, 13 Feb 2016 12:22:30 +0100ASIA/INDIA - I sopravvissuti ai massacri in Orissa esprimono solidarietà ai cristiani in Medio Orientehttp://www.fides.org/it/news/59385-ASIA_INDIA_I_sopravvissuti_ai_massacri_in_Orissa_esprimono_solidarieta_ai_cristiani_in_Medio_Orientehttp://www.fides.org/it/news/59385-ASIA_INDIA_I_sopravvissuti_ai_massacri_in_Orissa_esprimono_solidarieta_ai_cristiani_in_Medio_OrienteKandhamal – Profonda simpatia e solidarietà per i cristiani del Medio Oriente, in particolare per la Siria: è quanto esprimono i sopravvissuti ai massacri anticristiani avvenuti nel 2008 in Orissa, nel distretto di Kandhamal, riuniti per la prima volta nei giorni scorsi per "condividere le nostre lotte per la giustizia, la libertà religiosa e la dignità umana", rimarca un comunicato inviato all'Agenzia Fides.<br />L'incontro, tenutosi al Centro Pastorale "K.Nuagaon" il 9 febbraio, nel distretto di Kandhamal, mirava a costruire comunione e solidarietà tra le vittime della violenza, che hanno perso i loro cari. "Abbiamo condiviso le nostre storie di speranza, di fede e di lotta per la giustizia" raccontano i superstiti, che hanno reso omaggio con un tributo silenzioso ai loro defunti, persone che hanno perso la vita perchè cristiane.<br />"La violenza a Kandhamal ha rappresentato il peggiore pogrom anti-cristiano nella storia dell'India moderna in 300 anni. La violenza, che è durata quasi quattro mesi, ha causato la morte di 101 fedeli e lo sfollamento di 75.000 dalle proprie case e villaggi" ricorda la nota inviata a Fides.<br />"La violenza mirata e la pulizia etnica e religiosa - prosegue il testo - è un crimine contro l'umanità e non ci sono paralleli nella storia recente. Siamo riusciti a capire le sofferenze inimmaginabili di milioni di persone solo perché seguono diverse tradizioni religiose e di fede. Ci sentiamo angosciati per i crimini indicibili contro i seguaci di Cristo nel mondo. I fondamentalismi religiosi sono la piaga dell’umanità e non risparmiano donne e bambini".<br />"Non possiamo che esprimere il nostro senso di solidarietà per i cittadini siriani che si trovano ad affrontare una crisi enorme e che sono in pericolo di vita. Preghiamo perchè la pace possa essere ripristinata e perchè i diritti e la dignità umani prevalgano. La violenza in Siria deve finire presto" ha detto Christudas Nayak, uno dei partecipanti.<br />Il comunicato diffuso alla fine dell’incontro conclude: "Rivolgiamo un appello alle Nazioni Unite, alla Santa Sede, agli organismi interreligiosi e ai gruppi della società civile perchè si lavori per la promozione della pace, dell'armonia e della tolleranza religiosa in particolare in Medio Oriente". <br />Fri, 12 Feb 2016 10:04:17 +0100AMERICA/PERU’ - Criteri etici per scegliere alle elezioni: messaggio dei Vescovihttp://www.fides.org/it/news/59386-AMERICA_PERU_Criteri_etici_per_scegliere_alle_elezioni_messaggio_dei_Vescovihttp://www.fides.org/it/news/59386-AMERICA_PERU_Criteri_etici_per_scegliere_alle_elezioni_messaggio_dei_VescoviLima – “Una riflessione dinanzi alle prossime elezioni generali” così si intitola il documento che i Vescovi peruviani hanno consegnato alla comunità nazionale mercoledì sera, 10 febbraio. "Dobbiamo scegliere i rappresentanti che ci guidino verso la celebrazione del bicentenario della nazione. Questa soddisfazione però è frenata da una certa tristezza e smarrimento, vedendo come si svolge il processo elettorale. Il nostro sistema politico è influenzato da alti livelli di corruzione. La società civile non ha ancora sviluppato i meccanismi di monitoraggio e di sorveglianza dei cittadini per esigere dai nostri rappresentanti che mantengano le loro promesse elettorali” si legge nella prima parte del messaggio, pervenuto a Fides. <br />Dinanzi alla situazione attuale, i Vescovi pongono delle domande: “Come combattere la corruzione? Come promuovere un comportamento etico? Come affrontare l’insicurezza cittadina? Come riuscire ad ottenere un livello di giustizia e rispetto?”<br />Quindi continuano con elementi concreti: "Per questo motivo proponiamo dei criteri etici per poter scegliere: informarsi sui candidati, chiedere a questi un programma di governo, scartare i candidati corrotti, verificare l'impegno. Infine invitiamo i cristiani a partecipare all'azione politica con un atteggiamento di servizio al bene comune, tipico dei valori evangelici" conclude il testo.<br />Le elezioni generali in Perù si terranno il 10 aprile 2016, per eleggere il presidente, il vice presidente, i membri del Congresso della Repubblica e del Parlamento andino per il periodo 2016-2021.<br /> <br />Fri, 12 Feb 2016 10:58:00 +0100AMERICA/MESSICO - L’Arcivescovo di Monterrey invita a pregare "per i nostri fratelli detenuti e per le loro famiglie”http://www.fides.org/it/news/59388-AMERICA_MESSICO_L_Arcivescovo_di_Monterrey_invita_a_pregare_per_i_nostri_fratelli_detenuti_e_per_le_loro_famigliehttp://www.fides.org/it/news/59388-AMERICA_MESSICO_L_Arcivescovo_di_Monterrey_invita_a_pregare_per_i_nostri_fratelli_detenuti_e_per_le_loro_famiglieNuevo Leon – Una preghiera per le vittime di Topo Chico, dopo la rivolta e l’incendio verificatosi la notte tra il 10 e l’11 febbraio, nel Centro di Riabilitazione di quella zona, a Nuevo Leon, è stata chiesta da Sua Ecc. Mons. Rogelio Cabrera López, Arcivescovo di Monterrey. Nel comunicato diffuso ieri, pervenuto a Fides, proprio nell'inizio della Quaresima, un momento privilegiato di riflessione per la comunità cattolica, l'Arcivescovo scrive: "Invitiamo tutta la comunità ad unirsi a noi nella preghiera per i nostri fratelli che sono detenuti e per le loro famiglie, che vivono momenti di angoscia per quello che è successo , si parla di perdite umane e feriti gravi, per questo preghiamo Dio che questa situazione riesca ad essere controllata e le autorità competenti ne diano informazione".<br />Il governatore di Nuevo Leon poche ore fa ha corretto la cifra dei morti a 49, mentre in un primo rapporto si parlava di 52 vittime. Nessun detenuto è fuggito. Ha dovuto anche ammettere che alcuni detenuti sono morti per i colpi di armi da fuoco. La causa della rivolta è stata lo scontro tra due bande, dopo che una di queste aveva incendiato il magazzino dei viveri. Ci sono inoltre 12 feriti gravi e un gruppo di detenuti è stato trasferito in un altro penitenziario.<br />Il carcere di Topo Chico è il più vecchio della zona, risale al 1943, ed è stato segnalato da alcune Ong per essere uno dei più affollati del paese e con una situazione di mancanza di sicurezza.<br />La Commissione Nazionale per i Diritti Umani ha chiesto di aprire subito un'indagine sul caso.<br /> <br />Fri, 12 Feb 2016 11:33:35 +0100ASIA/FILIPPINE - Messaggio dei Vescovi: “In Quaresima riscoprire la castità”http://www.fides.org/it/news/59389-ASIA_FILIPPINE_Messaggio_dei_Vescovi_In_Quaresima_riscoprire_la_castitahttp://www.fides.org/it/news/59389-ASIA_FILIPPINE_Messaggio_dei_Vescovi_In_Quaresima_riscoprire_la_castitaManila – “Creati per l’amore, creati per la castità”: è questo il titolo del messaggio quaresimale dei Vescovi filippini che, nel presentare il tema del perdono e della misericordia di Dio, si sofferma sulla questione della “purezza degli occhi e della vita”, toccando anche il nervo scoperto del fenomeno della pornografia. <br />Il messaggio, firmato dal Presidente della Conferenza episcopale, Sua Ecc. Mons. Socrates Villegas, Arcivescovo di Lingayen Dagupan, tocca una delle urgenze sociali che provoca l’allarme di osservatori, società civile, organizzazioni ecclesiali. Grazie ai nuovi media e in particolare al web, infatti, il consumo di materiale pornografico è molto diffuso tra adolescenti e giovani nelle Filippine. I Vescovi rilevano con preoccupazione che la pornografia è “una grave piaga che danneggia non solo l’individuo” e soprattutto i giovani, ma l’intera società, e invitano ad abbandonare il grave peccato di “produzione e consumo di pornografia”.<br />Nell’Anno della Misericordia, la medicina per il cuore umano, è “il potere di guarigione di Cristo che è il volto della misericordia” nota il testo dei Vescovi. Un messaggio di speranza e di riscatto della propria dignità va, in primis, “alle vittime, sfruttate dall’industria pornografica”; un monito raggiunge quanti producono e distribuiscono materiale pornografico, che danno “scandalo ai piccoli”; un incoraggiamento è per coloro che “lottano contro la tentazione del consumo di pornografia”, invitando a riconciliarsi con Dio, accogliendo il suo perdono e la sua grazia di poter vivere la castità a cui il Vangelo chiama ogni cristiano”. <br />Fri, 12 Feb 2016 11:42:38 +0100AFRICA/MALAWI - “La vita dei malawiani è a rischio”: Giustizia e Pace denuncia la mancanza di cibo e medicinehttp://www.fides.org/it/news/59390-AFRICA_MALAWI_La_vita_dei_malawiani_e_a_rischio_Giustizia_e_Pace_denuncia_la_mancanza_di_cibo_e_medicinehttp://www.fides.org/it/news/59390-AFRICA_MALAWI_La_vita_dei_malawiani_e_a_rischio_Giustizia_e_Pace_denuncia_la_mancanza_di_cibo_e_medicineLilongwe - “Le persone stanno morendo di malattie facilmente curabili. I poveri non hanno la possibilità di comprare le medicine nelle farmacie” denuncia Martin Chiphwanya, Segretario nazionale vicario della Commissione Episcopale “Giustizia e Pace” del Malawi. Il Paese sta attraversando una gravissima crisi economica a causa dei pesanti tagli al bilancio pubblico e della siccità che ha colpito l’agricoltura.<br />Per far fronte alla mancanza dei farmaci sovvenzionati dallo Stato, “la gente sta comprando medicine in farmacie e negozi privi di licenza, e ciò rappresenta una grande minaccia al diritto alla vita” sottolinea il responsabile di “Giustizia e Pace” nel testo pervenuto a Fides.<br />La situazione è talmente grave che alcune persone sono costrette a rubare le medicine, e Chiphwanya afferma che finora non sono stati presi provvedimenti punitivi nei loro confronti, augurandosi che in ogni caso eventuali sentenze non siano troppo severe.<br /> “Giustizia e Pace” chiede al governo di “assicurare che il diritto al cibo e ai servizi sanitaria essenziali sia garantito a tutti i cittadini del Malawi, facendo in modo che il granoturco sia disponibile nei depositi dell’Agriculture Development and Marketing Corporation e che le farmacie ricevano scorte adeguate di medicine. La vita è sacra, e tutti gli sforzi devono essere fatti perché la vita delle persone non sia a rischio”. <br />Fri, 12 Feb 2016 12:09:29 +0100AFRICA/BURUNDI - “Ci vuole assolutamente il dialogo per evitare un nuovo bagno di sangue”http://www.fides.org/it/news/59391-AFRICA_BURUNDI_Ci_vuole_assolutamente_il_dialogo_per_evitare_un_nuovo_bagno_di_sanguehttp://www.fides.org/it/news/59391-AFRICA_BURUNDI_Ci_vuole_assolutamente_il_dialogo_per_evitare_un_nuovo_bagno_di_sangue<br />Bujumbura - Si fanno sempre più pressanti le voci che i ribelli si preparino ad attaccare in forze il Burundi per cacciare il Presidente Pierre Nkurunziza. Lo riferiscono all’Agenzia Fides fonti locali che hanno chiesto l’anonimato per motivi di sicurezza. “Sappiamo che i ribelli sono sempre più numerosi e che sia il governo di Bujumbura sia i ribelli si stanno riarmando” dicono le nostre fonti. “Ogni giorno registriamo nuovi morti e nuove sparatorie intorno alla capitale”.<br />Sia un rapporto di un gruppo di esperti dell’Onu sia il governo degli Stati Uniti hanno accusato il Rwanda di armare la guerriglia burundese che si oppone al Presidente Nkurunziza. Un’accusa già presentata dalle autorità burundesi. Il governo di Kigali ha annunciato oggi, 12 febbraio, l’intenzione di trasferire in altri Paesi i circa 75.000 rifugiati burundesi accolti sul suo territorio.<br />“Ci vuole assolutamente il dialogo per evitare un nuovo bagno di sangue; speriamo che la delegazione che l’Unione Africana intende inviare per incontrarsi con il Presidente Nkurunziza arrivi preso a Bujumbura. Ma finora non è stata annunciata alcuna data” concludono le fonti di Fides. <br />Fri, 12 Feb 2016 12:32:04 +0100ASIA/TURCHIA - Il governo rassicura: presto una nuova normativa per le fondazioni delle minoranzehttp://www.fides.org/it/news/59394-ASIA_TURCHIA_Il_governo_rassicura_presto_una_nuova_normativa_per_le_fondazioni_delle_minoranzehttp://www.fides.org/it/news/59394-ASIA_TURCHIA_Il_governo_rassicura_presto_una_nuova_normativa_per_le_fondazioni_delle_minoranzeAnkara – Durante una recente audizione parlamentare, il vice Primo ministro turco Yalcin Akdogan ha fornito rassicurazioni sul futuro superamento dello stallo istituzionale in cui si trovano da anni le fondazioni collegate alle minoranze etniche, culturali e religiose. Rispondendo a un quesito specifico posto dal parlamentare Garo Paylan, membro del Partito filo-curdo di sinistra HDP, ilvicepremier ha confermato che nelle prossime settimane verranno avviate consultazioni a tappeto con i rappresentanti delle fondazioni, per poi procedere alla stesura di nuove normative che consentano ai singoli organismi di procedere all'elezione dei propri rispettivi dirigenti. <br />Le 168 Fondazioni legate a minoranze etniche e religiose presenti in Turchia – comprese quelle animate da ebrei e da cristiani armeni, greci, assiri, caldei, bulgari e georgiani – operano secondo le disposizioni e i regolamenti definiti dalla Direzione generale delle Fondazioni. Ma le normative più recenti che dovrebbero regolare le loro attività, stese ormai da più di 3 anni, non sono mai entrate in vigore, e ciò impedisce di rinnovare le cariche dirigenziali delle singole istituzioni. In alcuni casi, come quello della Fondazione dell'ospedale greco Balikli, le ultime elezioni dei responsabili risalgono addirittura ai primi anni Novanta del secolo scorso. Fri, 12 Feb 2016 13:07:23 +0100ASIA/SIRIA - Il Vescovo di Aleppo: l'incontro tra Francesco e Kirill è anche il frutto delle nostre sofferenze. E questo ci consolahttp://www.fides.org/it/news/59393-ASIA_SIRIA_Il_Vescovo_di_Aleppo_l_incontro_tra_Francesco_e_Kirill_e_anche_il_frutto_delle_nostre_sofferenze_E_questo_ci_consolahttp://www.fides.org/it/news/59393-ASIA_SIRIA_Il_Vescovo_di_Aleppo_l_incontro_tra_Francesco_e_Kirill_e_anche_il_frutto_delle_nostre_sofferenze_E_questo_ci_consolaAleppo - “I cristiani di qui si sono accorti che le loro sofferenze non cadono nel nulla: l'incontro tra Papa Francesco e il Patriarca Kirill lo percepiscono come il frutto della croce che stanno vivendo. La sofferenza di tutti i cristiani del Medio Oriente porta il frutto dell'unità, e ne potrà portare anche altri. Questo per noi è una grande consolazione e ci aiuta a andare avanti, anche se dobbiamo ancora soffrire”. Così il Vescovo Georges Abou Khazen OFM, Vicario apostolico di Aleppo per i cattolici di rito latino, descrive all'Agenzia Fides i sentimenti che registra in questi giorni tra i cristiani della sua città, mentre le notizie sull'incontro a Cuba tra il Vescovo di Roma e il Primate della Chiesa ortodossa russa si mescolano a quelle su un possibile, imminente cessate il fuoco nei teatri di guerra siriani. <br />“Qualche giorno fa” aggiunge il Vescovo francescano “un alto rappresentante del Patriarcato di Mosca ha detto esplicitamente che a rendere urgente l'incontro di Cuba è stata la comune sollecitudine per le sofferenze dei fratelli cristiani del Medio Oriente. Di questo abbiamo parlato anche nelle omelie e nei nostri incontri: i fedeli ritrovano coraggio, quando si accorgono che le loro sofferenze hanno a che vedere in maniera misteriosa con l'unità tra i fratelli separati, dove Cristo ci abbraccia e ci consola tutti”. <br />Il Vicario apostolico di Aleppo riporta anche le attese suscitate nella popolazione dalle notizie su un possibile, imminente cessate il fuoco imposto alle parti coinvolte nel conflitto siriano: “Per noi” dice a Fides il Vescovo Abou Khazen “sarebbe un sogno. Rimane l'incognita dei gruppi jihadisti. Sappiamo che per buona parte sono stranieri: chi li comanda? A chi rispondono? Aderiranno alla tregua?”. Il Vicario apostolico fornisce anche notizie di prima mano sulla situazione di Aleppo: “L'esercito regolare avanza con l'aiuto dei russi, e nei quartieri liberati ricomincia a funzionare l'acqua e la luce, riaprono le scuole. In molte situazioni si offre la possibilità di riconciliazione ai siriani che si erano legati coi gruppi di ribelli. Sono le milizie combattenti controllate da stranieri che impongono ancora le resistenza e la guerra. E tra la popolazione prevale apprezzamento per il ruolo giocato dai russi”. Fri, 12 Feb 2016 12:57:37 +0100ASIA/INDIA - Nell'Anno santo due nuovi sacerdoti in Orissa, teatro di violenza anticristianahttp://www.fides.org/it/news/59376-ASIA_INDIA_Nell_Anno_santo_due_nuovi_sacerdoti_in_Orissa_teatro_di_violenza_anticristianahttp://www.fides.org/it/news/59376-ASIA_INDIA_Nell_Anno_santo_due_nuovi_sacerdoti_in_Orissa_teatro_di_violenza_anticristianaBhubaneswar - "Un dono e una benedizione, nell'Anno della Misericordia": così l'Arcivescovo di Cuttack-Bhubaneswar, in Orissa, Sua Ecc. Mons. John Barwa, ha definito i due nuovi preti ordinati nel distretto di Kandhamal, che fu teatro di orribile violenza anticristiana. Come appreso da Fides, si tratta di due frati francescani cappuccini: p. Bonifacio Kanhar OFMCap e p. Chandulal Baliarsingh OFM Cap, che sono stati ordinati da Mons. Barwa l'8 febbraio a Simon Badi, nel distretto di Kandhamal, che è parte della diocesi di Cuttack-Bhubaneswar. I nuovi sacerdoti appartengono alla provincia cappuccina di Andhra-Orissa. Alla celebrazione di ordinazione hanno preso parte circa 50 sacerdoti e oltre 1500 fedeli. <br />Entrambi i nuovi sacerdoti provengono proprio dal territorio di Kandhamal, luogo dove nel 2008 si è registrata la peggiore violenza anticristiana nella storia dell'India moderna. La violenza mirata contro i cristiani durò quasi quattro mesi e fece oltre 90 vittime, lasciando 50.000 senzatetto.<br />L'Arcivescovo Barwa ha ricordato che "tutti siamo chiamati a essere strumenti della misericordia di Dio. Anche p.Kanhar e p.Baliarsingh e le loro famiglie sono state colpite dalla violenza. Loro reazione è stata la misericordia".<br />"Ringrazio Dio per il dono del sacerdozio per me e per la Chiesa" ha detto padre Kanhar ricordando i tempi difficili della persecuzione del 2008. Sua sorella più giovane è una suora di San Giuseppe di Annecy e un loro zio è sacerdote della diocesi di Cuttack-Bhubaneswar.<br />"Ringraziamo i nostri genitori, i familiari e i sacerdoti che ci hanno incoraggiato a seguire questa vocazione nel corso degli anni. Chiediamo a tutti di pregare per noi, perchè possiamo servire Dio e la Chiesa con misericordia" ha detto padre Boliarsingh. <br />Wed, 10 Feb 2016 09:49:05 +0100AMERICA/STATI UNITI - Rimosso il mega cartello per la visita del Papa “Le vite degli immigrati sono importanti”http://www.fides.org/it/news/59377-AMERICA_STATI_UNITI_Rimosso_il_mega_cartello_per_la_visita_del_Papa_Le_vite_degli_immigrati_sono_importantihttp://www.fides.org/it/news/59377-AMERICA_STATI_UNITI_Rimosso_il_mega_cartello_per_la_visita_del_Papa_Le_vite_degli_immigrati_sono_importantiEl Paso – "La Rete di Frontiera per i Diritti Umani e i residenti della zona di frontiera sono profondamente delusi per la decisione presa dalla International Boundary and Water Commission di rimuovere il mega-cartello ‘#Immigrant Lives Matter’ collocato da alcuni membri della comunità su questo lato del confine tra Stati Uniti e Messico, proprio di fronte al luogo dove Papa Francsco celebrerà la Messa il 17 febbraio" , così si legge nel comunicato di questo gruppo.<br />"La decisione è chiaramente di sopprimere la libertà di parola e quindi violare il nostro primo emendamento proprio della Costituzione degli Stati Uniti. La Rete di Frontiera per i Diritti Umani disapprova le azioni intraprese finora da questo ente, e chiede che sia considerato il fatto che la nostra organizzazione abbia sempre seguito i protocolli stabiliti localmente e abbia ottenuto i permessi necessari per affiggere il cartello, proprio come abbiamo fatto in passato" continua il testo inviato a Fides. Per reclamare il diritto alla libertà di parola, si terrà una conferenza stampa oggi alle 12 a Chamizal Park, dove decine di residenti si riuniranno per riportare il mega-cartello.<br />Il gruppo umanitario Rete di Frontiera per i Diritti Umani, insieme alla Chiesa cattolica, è impegnato da diversi anni ad assistere i migranti che arrivano negli Stati Uniti dal Centro America.<br /> <br />Wed, 10 Feb 2016 10:16:10 +0100AMERICA/COLOMBIA - Alla diocesi di Cucuta l’amministrazione della refezione scolastica della cittàhttp://www.fides.org/it/news/59378-AMERICA_COLOMBIA_Alla_diocesi_di_Cucuta_l_amministrazione_della_refezione_scolastica_della_cittahttp://www.fides.org/it/news/59378-AMERICA_COLOMBIA_Alla_diocesi_di_Cucuta_l_amministrazione_della_refezione_scolastica_della_cittaCucuta – Non ci sono ancora pronunciamenti da parte della COSPA della diocesi colombiana di Cucuta, dopo la notizia, diffusa lunedì 8 febbraio, di poter amministrare da sola il Programma di alimentazione scolastica per questo anno 2016. Dovrà quindi provvedere ad assicurare la colazione ed il pranzo ai 58.021 studenti delle scuole elementari di Cucuta, in gran parte gestite dalla Chiesa. <br />L’annuncio è stato dato dal sindaco di Cucuta, cogliendo tutti di sorpresa, in quanto si pensava ad una gestione da parte di privati o mista con il governo, e ha colto di sorpresa la stessa COSPA, che lo stesso giorno si è radunata per revisionare gli obblighi contrattuali. Si attende ora un pronunciamento del Vescovo di Cucuta, Sua Ecc. Mons. Víctor Manuel Ochoa Cadavid, su questa responsabilità.<br />La Colombia vive da tempo una grave situazione di corruzione a tutti i livelli. E’ recente la notizia della richiesta di una tangente alla Chiesa per aiutare e sfamare i bambini malnutriti, come nel caso di La Guajira . <br /> <br />Wed, 10 Feb 2016 10:55:55 +0100AFRICA/SUD SUDAN - Istruzione e generi alimentari, non bombe, per i rifugiati sudanesihttp://www.fides.org/it/news/59379-AFRICA_SUD_SUDAN_Istruzione_e_generi_alimentari_non_bombe_per_i_rifugiati_sudanesihttp://www.fides.org/it/news/59379-AFRICA_SUD_SUDAN_Istruzione_e_generi_alimentari_non_bombe_per_i_rifugiati_sudanesiYida - Circa il 60% dei rifugiati sudanesi sono minori, alla ricerca di una opportunità per completare la scuola in Sud Sudan. Una delle prime tappe per le persone in fuga dal conflitto nella regione sudanese del Kordofan meridionale è la città di Yida, 20 chilometri oltre il confine. La città accoglie più di 70 mila profughi sudanesi che hanno costruito le loro case e attività, e che si sono inseriti all’interno della comunità locale. Ma ora, nel tentativo di decongestionare la città e fornire servizi migliori, il governo, insieme ai partner umanitari, stanno cercando di convincerli a trasferirsi in un campo ufficiale a Ajuong Thok, più a sud, nello Stato di Unity, aperto nel 2013. Attualmente il campo ospita 31 mila persone e si prevede che, con la fine della stagione delle piogge che faciliterà l’attraversamento del confine, si estenderà ulteriormente. <br />Il governo ha invitato la popolazione a spostarsi per un paio di anni, tuttavia i rifugiati non intendono muoversi perché la vita a Yida è più economica. L’unico aspetto negativo è che qui le organizzazioni umanitarie forniscono solo cibo di emergenza e non l’intera gamma dei servizi disponibili a Ajuong Thok. Yida è un importante centro economico sia per i locali che per i rifugiati. Ci sono mercati, aziende agricole, servizi di trasporto e scuole di base. I combattenti ribelli dei gruppi JEM e SPLM-N sono una presenza costante nella cittadina, e alcuni di loro hanno anche parenti tra i rifugiati. Ajuong Thonk ha le sue attrattive, strade, un centro di assistenza sanitaria di base, tre scuole elementari, una scuola secondaria e un laboratorio informatico. <br />Qui, circa 11 mila studenti ricevono istruzione primaria e secondaria, sostenuti da organizzazioni non governative, l’UNHCR e il governo del Sud Sudan. Tuttavia, più della metà dei bambini sud sudanesi non vanno a scuola prevalentemente come conseguenza della guerra civile scoppiata nel 2013. Durante il conflitto le scuole sono state distrutte o trasformate in baracche, e i bambini continuano ad essere arruolati tra le forze governative e quelle ribelli. Nonostante il sud Sudan continui ad essere uno dei Paesi più poveri del mondo, offre riparo a 263 mila profughi prevalentemente dal Sudan. dalla Repubblica Centrafricana, dalla Repubblica Democratica del Congo e dall’Etiopia. Si prevede che quest’anno arriveranno a 300 mila. A causa del conflitto circa il 25% della popolazione ha urgente bisogno di aiuti alimentari. <br />Wed, 10 Feb 2016 11:08:34 +0100ASIA/TURCHIA - Perizia medica conferma: il Patriarca armeno di Costantinopoli ha bisogno di un “tutore”http://www.fides.org/it/news/59380-ASIA_TURCHIA_Perizia_medica_conferma_il_Patriarca_armeno_di_Costantinopoli_ha_bisogno_di_un_tutorehttp://www.fides.org/it/news/59380-ASIA_TURCHIA_Perizia_medica_conferma_il_Patriarca_armeno_di_Costantinopoli_ha_bisogno_di_un_tutoreIstanbul – L'organismo sanitario incaricato dai magistrati turchi di verificare le condizioni di salute del Patriarca armeno di Costantinopoli, Mesrob II, ha confermato lo stato di demenza sofferto dal Patriarca e la necessità di nominare un tutore autorizzato a prendere decisioni in sua vece. Nel rapporto sanitario emesso in merito dall'ospedale armeno Yedikule Surp Pırgic – riferiscono fonti turche consultate dall'Agenzia Fides – si certifica che il Patriarca non è assolutamente in grado di esercitare la sua libera volontà, e che non servono ulteriori accertamenti di carattere sanitario o legale per confermare la diagnosi. <br />Il Patriarca Mesrob II, formalmente ancora titolare della sede patriarcale armena di Costantinopoli, è stato colpito nel 2008 da una forma virulenta di morbo di Alzheimer che lo ha reso in breve tempo totalmente inabile. Da allora, in seno alla comunità armena apostolica della Turchia si è aperto un dibattito – a tratti non privo di tensioni - sulla possibile successione del Patriarca, che sopravvive in una condizione vegetativa, in virtù degli strumenti che ne assicurano la respirazione e l'alimentazione artificiale. <br />Dal 2008 le funzioni di Vicario del Patriarca sono state assolte dal Vescovo Aram Ateshian. Negli ultimi anni, membri autorevoli della comunità armena presente in Turchia hanno ricominciato a sostenere l'opportunità di eleggere un Co-Patriarca con funzioni piene, che assuma la guida del Patriarcato. La proposta deve trovare l'appoggio dei vertici del Patriarcato e poi essere sottoposta, in forma di richiesta, al Ministero degli Interni. I regolamenti, risalenti all'epoca ottomana, consentono di eleggere un nuovo Patriarca armeno solo quando la sede è vacante per la morte del titolare. Wed, 10 Feb 2016 11:30:25 +0100ASIA/EMIRATI ARABI - Gli Emirati Arabi istituiscono il “Ministero per la felicità e la tolleranza”http://www.fides.org/it/news/59381-ASIA_EMIRATI_ARABI_Gli_Emirati_Arabi_istituiscono_il_Ministero_per_la_felicita_e_la_tolleranzahttp://www.fides.org/it/news/59381-ASIA_EMIRATI_ARABI_Gli_Emirati_Arabi_istituiscono_il_Ministero_per_la_felicita_e_la_tolleranzaAbu Dhabi – I governanti degli Emirati Arabi Uniti hanno deciso di creare un “Ministero della felicità e della tolleranza”. La nuova istituzione nasce nel quadro della più ampia riorganizzazione della compagine governativa realizzata da quando il Paese è stato istituito, 44 anni fa. L'istituzione del nuovo dicastero è avvenuta traminte un decreto reale firmato da Mohammed bin Rashid al-Maktum, Governatore di Dubai e Primo Ministro del Paese. <br />“E' l'inizio di un nuovo viaggio verso nuove acquisizioni, a vantaggio del popolo: chiediamo a Dio di aiutarci a servirlo e a prenderci cura di esso” ha scritto il Primo Ministro in un messaggio diffuso attraverso il suo account Twitter. La missione del nuovo ministero – riferiscono fonti consultate da Fides - consiste nell'armonizzare i programmi governativi mantenendo come obiettivo il conseguimento della felicità da parte della popolazione. A questo scopo – ha aggiunto il Primo Ministro Mohammed bin Rashid al-Maktum in alcune dichiarazioni diffuse attraverso i social media – il nuovo dicastero avrà anche il compito di “affermare la tolleranza come valore fondamentale della società degli Emirati Arabi Uniti”. <br />Lo scorso 12 giugno, una chiesa cattolica dedicata a San Paolo era stata inaugurata a Mussaffah, sobborgo di Abu Dhabi, alla presenza del Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano. Il giorno prima, alle cerimonie inaugurali aveva preso parte anche il Ministro della cultura, Nahyan bin Mubarak, che nel suo discorso aveva descritto l'apertura della nuova chiesa come segno della “tolleranza religiosa” dei leader nazionali. In quella stessa occasione, il Card. Parolin aveva notato come la consacrazione e dedicazione di una nuova chiesa rappresentasse anche “un segno di vitalità” della locale comunità ecclesiale, e il Vescovo Paul Hinder, OFM, Vicario apostolico per l'Arabia del Sud, aveva espresso gratitudine “per la stabilità e la pace di cui noi godiamo in questo Paese”. Negli Emirati Arabi Uniti vivono circa 900mila cattolici: la comunità è costituita da lavoratori immigrati provenienti in gran parte da altri Paesi dell'Asia, a cominciare dalle Filippine e dall'India. Wed, 10 Feb 2016 11:34:02 +0100