Fides News - Italianhttp://www.fides.org/Le notizie dell'Agenzia FidesitI contenuti del sito sono pubblicati con Licenza Creative Commons.AFRICA/EGITTO - Il Patriarca copto cattolico: l'incontro tra il Papa e al Tayyib è un ‘nuovo inizio’ che occorre far crescere nella vita di ogni giornohttp://www.fides.org/it/news/60098-AFRICA_EGITTO_Il_Patriarca_copto_cattolico_l_incontro_tra_il_Papa_e_al_Tayyib_e_un_nuovo_inizio_che_occorre_far_crescere_nella_vita_di_ogni_giornohttp://www.fides.org/it/news/60098-AFRICA_EGITTO_Il_Patriarca_copto_cattolico_l_incontro_tra_il_Papa_e_al_Tayyib_e_un_nuovo_inizio_che_occorre_far_crescere_nella_vita_di_ogni_giornoIl Cairo – Il ritorno dei rapporti amichevoli tra la Santa Sede e l'Università islamica di al Azhar, suggellato dall'incontro cordiale tra Papa Francesco e l'Imam Ahmed alTayyib, “potrà dare nuovo vigore ai processi di collaborazione e integrazione che i responsabili cristiani e musulmani egiziani già alimentano in tante situazioni locali, nel vissuto quotidiano”. E' questa la speranza che il Patriarca copto cattolico Ibrahim Isaac Sidrak confida all'Agenzia Fides, commentando l'incontro svoltosi ieri in Vaticano tra Papa Bergoglio e il grande Imam della più autorevole istituzione teologica e culturale dell'islam sunnita. <br />La sospensione dei rapporti tra la Santa Sede e al Azhar risale al 2011, dopo l'attentato alla Cattedrale copta ortdossa di Alessandria compiuto nella notte di Capodanno. In quell'occasione, il Pontefice Benedetto XVI aveva richiamato le responsabilità delle autorità locali nella difesa dei cristiani. A quelle parole avevano reagito male non solo i responsabili di al Azhar, ma anche esponenti del Patriarcato copto ortodosso. Quello, ricorda il Patriarca Ibrahim Isaac, “è stato un tempo difficile iniziato da un malinteso delle parole di Papa Benedetto XVI che forse, in alcuni, era intenzionale. Ma l'importante è aver ripreso il giusto cammino. Adesso, occorre attendere con pazienza che maturino i processi. Al Azhar è influente, e può esercitare un ruolo positivo nell'islam sunnita. Ma non mancano difficoltà, resistenze, divisioni, davanti al ripensamento del 'discorso religioso' sollecitato da molti, e anche dal Presidente al Sisi. C'è anche chi percepisce come una minaccia e un attacco all'islam ogni giudizio e ogni opinione espressi con libertà, nel legittimo pluralismo. Noi dobbiamo rispettare questo cammino interno al mondo islamico, favorendolo con pazienza e delicatezza, incoraggiando i nostri fratelli musulmani, anche come Chiesa locale, favorendo la collaborazione nella vita sociale, davanti ai problemi concreti, senza limitarci al confronto sulle questioni strettamente religiose”. <br />Tra i segni di speranza, il Patriarca copto cattolico cita le iniziative congiunte di imam e sacerdoti ispirate dalla 'Casa della Famiglia egiziana' - l'organismo di collegamento inter-religioso creato anni fa da al Azhar e dal Patriarca copto ortodosso come strumento per prevenire e mitigare le contrapposizioni settarie – e anche il documento programmatico sottoscritto il 9 maggio dal Grande Imam e dal Patriarca copto ortodosso Tavadros II in cui è delineato il loro impegno comune a combattere insieme ogni forma di violenza e di abuso sui minori . Nel documento comune, predisposto con il patrocinio dell'Unicef, studiosi legati all'Università islamica e alla comunità copta hanno contribuito a delineare la tutela dei minori come priorità comune, citando tra le forme di violenza da combattere anche le mutilazioni genitali e il fenomeno dei matrimoni precoci. . Tue, 24 May 2016 12:40:17 +0200AMERICA/MESSICO - Il Michoacan è tra i 5 Stati con il maggiore tasso di sfruttamento minorilehttp://www.fides.org/it/news/60097-AMERICA_MESSICO_Il_Michoacan_e_tra_i_5_Stati_con_il_maggiore_tasso_di_sfruttamento_minorilehttp://www.fides.org/it/news/60097-AMERICA_MESSICO_Il_Michoacan_e_tra_i_5_Stati_con_il_maggiore_tasso_di_sfruttamento_minorileMorelia – Lo Stato del Michoacan è tra i cinque del Messico dove si registra il maggiore indice di sfruttamento di minori. Secondo i dati raccolti dalla Commissione per i Diritti Umani le violenze subite da questi minori sono tra le cause che determinano anche l’abbandono scolastico. Il numero di denunce per maltrattamento infantile è triplicato nel decennio tra il 2001 e il 2011. Inoltre, il 2014 risulta essere stato finora l’anno più violento per i minori, per il numero di denunce di abusi di varia natura.<br /> <br />Tue, 24 May 2016 12:06:10 +0200AFRICA/SUD SUDAN - Oggi i funerali di suor Veronika Teresia Rackovahttp://www.fides.org/it/news/60096-AFRICA_SUD_SUDAN_Oggi_i_funerali_di_suor_Veronika_Teresia_Rackovahttp://www.fides.org/it/news/60096-AFRICA_SUD_SUDAN_Oggi_i_funerali_di_suor_Veronika_Teresia_RackovaJuba - Si tengono oggi, 24 maggio, a Nairobi, in Kenya, i funerali di suor Veronika Teresia Rackova, della Congregazione delle Serve dello Spirito Santo, Direttrice del S. Bakhita Health Centre. La religiosa è morta dopo alcuni giorni di agonia a causa delle ferite riportate in una sparatoria stradale .<br />Il Segretario Generale della Diocesi di Yei, in un comunicato ha dichiarato che la religiosa è morta a servizio dei poveri nel Sud Sudan come una martire. Una Messa di suffragio per la suora defunta è stata celebrata il 23 maggio a Nairobi. <br />Le Serve dello Spirito Santo hanno ringraziato tutte le persone che hanno condiviso il loro dolore. La diocesi di Yei ha celebrato una Messa nella Cattedrale di Cristo Re in memoria di Suor Veronica.<br />Suor Veronika, un medico al St Bakhita Health Centre di Yei, è morta per le ferite riportate dopo essere stata colpita dai soldati dell’Esercito di Liberazione del Popolo Sudanese .<br />La religiosa, 58 anni, originaria della Slovacchia, ha dedicato la sua vita al servizio dei poveri e dei bisognosi in Sud Sudan. <br />Tue, 24 May 2016 12:00:38 +0200AMERICA/MESSICO - Rapimento durante la Messa, il Vescovo denuncia “andiamo sempre peggio”http://www.fides.org/it/news/60095-AMERICA_MESSICO_Rapimento_durante_la_Messa_il_Vescovo_denuncia_andiamo_sempre_peggiohttp://www.fides.org/it/news/60095-AMERICA_MESSICO_Rapimento_durante_la_Messa_il_Vescovo_denuncia_andiamo_sempre_peggioCordoba – Di fronte all'ondata di violenza che continua a colpire Veracruz, il Vescovo della diocesi di Córdoba, sua Ecc. Mons. Eduardo Patiño Leal, non ha potuto fare a meno di dichiarare che "andiamo sempre peggio". Il Vescovo, secondo quanto informa la nota pervenuta a Fides, ha fatto riferimento al rapimento di un parrocchiano, padre di famiglia, in piena celebrazione eucaristica, avvenuto nella chiesa di Santa Rita da Cascia nel porto di Veracruz, sabato scorso, 21 maggio, quasi sicuramente a scopo di estorsione. <br />Il Vescovo ha condannato il fatto, considerandolo un attacco alla comunità e anche una profanazione del luogo sacro, atto contro la dignità di ogni cittadino, bambino o adulto, perché questo fatto danneggia la loro salute fisica e psicologica.<br />"Non è possibile che accadano questi fatti, allora le chiese non possono essere più luoghi di pace e comunione ?" ha detto Mons. Patiño Leal, che ha aggiunto: "andiamo sempre peggio, i fatti parlano da sé, non c'è nessuno che può negarlo". <br />Il Vescovo di Córdoba ha fatto queste dichiarazioni in un breve colloquio con la stampa locale, domenica pomeriggio, 22 maggio, durante il quale ha ribadito: "Come abbiamo detto mese dopo mese, da diversi anni, vogliamo la pace! Voi del governo, controllate perché non c'è sicurezza, perché troviamo liberi tanti delinquenti… quando accadono queste cose, evidentemente qualcuno non fa il proprio lavoro o addirittura ci viene da pensare che c'è una possibile complicità, soprattutto quando le cose accadono in pieno giorno, quando l'intera popolazione ha bisogno di pace per il lavoro, per le imprese, per la scuola".<br /> <br />Tue, 24 May 2016 11:44:50 +0200ASIA/ISRAELE - Rabbini lanciano campagna contro l'odio religioso fomentato dalle bande di “Price Tag”http://www.fides.org/it/news/60094-ASIA_ISRAELE_Rabbini_lanciano_campagna_contro_l_odio_religioso_fomentato_dalle_bande_di_Price_Taghttp://www.fides.org/it/news/60094-ASIA_ISRAELE_Rabbini_lanciano_campagna_contro_l_odio_religioso_fomentato_dalle_bande_di_Price_TagGerusalemme - L'associazione dei Rabbini per i diritti umani, con base in Israele, ha annunciato una nuova campagna volta a sensibilizzare le forze politiche israeliane intorno alla emergenza rappresentata dagli attacchi contro obiettivi religiosi cristiani e musulmani compiuti dalle bande estremiste. <br />La campagna di sensibilizzazione dei rappresentanti che siedono alla Knesset, il Parlamento dello Stato ebraico, dovrebbe iniziare nei prossimi giorni, e sarà sostenuta da Tag Meir , un cartello di organizzazioni impegnate nella lotta contro i crimini e le manifestazioni di odio religioso e razzista compiute in Israele. Fondata nel 2011, già nel nome l'organizzazione intende sottolineare il proprio porsi in totale contrasto con gli atti di violenza e intimidazione compiuti dai gruppi di coloni ultranazionalisti che negli ultimi anni hanno colpito in vari modi moschee o luoghi cristiani , firmando i propri atti intimidatori con la formula “Price Tag” .<br />I crimini commessi da “Price tag” esprimono l'odio razziale della destra ebraica ultranazionalista, e rimangono sovente impuniti. In un documento diffuso da Tag Meir, vengono riportati i nomi di alcuni delle “dozzine di arabi che sono stati vittime di crimini d'odio, esclusivamente per il fatto di avere un aspetto arabo e /o di aver osato parlare arabo. “Queste vittime - riferisce il documento di Tag Meir - si aggiungono alle centinaia di vittime di attacchi cosiddetti Price Tag in Cisgiordania e in Israele, e comprendono cinque case abitate date alle fiamme negli ultimi due anni, 44 luoghi di culto bruciati e / o fatti oggetto di atti di vandalismo dal dicembre 2009, con alberi sradicati e centinaia di auto danneggiate. Inoltre ci sono stati gli efferati omicidi del neonato della famiglia Dawabsheh e di Mohammed Abu Khdeir ”. Il documanto di Meir Tag ricorda anche l'ascesa dei gruppi oltranzisti ebraici che incitano all'odio etnico e religioso, come Lehava e La Familia, l'incendio doloso presso la scuola bilingue di Gerusalemme, e innumerevoli libri, articoli e iniziative pubbliche che alimentano il fanatismo attraverso i social network, comprese le esibizioni del rapper israeliano Yoav Eliasi, conosciuto con il nome d'arte “The Shadow”. .Tue, 24 May 2016 11:23:45 +0200AFRICA/MALAWI - “In aumento le uccisioni rituali di albini” denuncia Giustizia e Pacehttp://www.fides.org/it/news/60093-AFRICA_MALAWI_In_aumento_le_uccisioni_rituali_di_albini_denuncia_Giustizia_e_Pacehttp://www.fides.org/it/news/60093-AFRICA_MALAWI_In_aumento_le_uccisioni_rituali_di_albini_denuncia_Giustizia_e_PaceLilongwe - “Gli albini sono rapiti e uccisi per scopi rituali. Diverse tombe sono state aperte e la polizia ha catturato alcune persone con ossa e altre parti del corpo di albini. Come Commissione Giustizia e Pace della Chiesa cattolica siamo addolorati per questi sviluppi” ha affermato il Coordinatore vicario della Commissione Episcopale Giustizia e Pace del Malawi, Martin Chiphwanya, denunciando l’aumento dei crimini commessi nei confronti degli albini.<br />Secondo Chiphwanya il problema deve essere affrontato con un approccio integrato che coinvolga polizia, magistratura, leader religiosi e tradizionali, membri della società civile.<br />Polizia e magistratura devono ricevere una formazione specifica per condurre le indagini e perseguire i casi in tribunale con la massima fermezza. I leader tradizionali, quelli religiosi e della società civile, devono invece contribuire a sensibilizzare la popolazione per trattare gli albini con la dignità che va loro riconosciuta come esseri umani.<br />Chiphwanya ha sottolineato infine l’importanza della collaborazione con i Paesi vicini che affrontano problemi simili. Di recente la polizia del Malawi in collaborazione con quella del Mozambico ha arrestato due persone accusate di aver ucciso un ragazzo albino per utilizzare le ossa in rituali “magici”. <br />La Tanzania ha avviato un programma per sradicare queste pratiche criminali, fondate su superstizioni, e il Presidente del Malawi Peter Mutharika ha annunciato che invierà una delegazione governativa in quel Paese per apprendere come affrontare il problema. <br />Tue, 24 May 2016 11:20:20 +0200AMERICA/VENEZUELA - I bambini abbandonano la scuola per cercare da mangiare tra i rifiutihttp://www.fides.org/it/news/60092-AMERICA_VENEZUELA_I_bambini_abbandonano_la_scuola_per_cercare_da_mangiare_tra_i_rifiutihttp://www.fides.org/it/news/60092-AMERICA_VENEZUELA_I_bambini_abbandonano_la_scuola_per_cercare_da_mangiare_tra_i_rifiutiCaracas – Continua l’emergenza economica, alimentare e politica all’interno del Paese latino americano. Negli ultimi mesi, per poter sopravvivere e trovare qualcosa da mangiare, un bambino venezuelano su quattro è stato costretto ad abbandonare la scuola e frugare tra i rifiuti. Precarietà, iperinflazione, fame, questa la drammatica situazione economica e sociale che stanno vivendo in particolare le fasce di popolazione più vulnerabile del Venezuela. L’aggravarsi della crisi che sta affliggendo il Paese in quest’ultimo anno si sta ripercuotendo sull’alimentazione. Nell’ultimo semestre del 2015 e nel 2016, la malnutrizione infantile ha raggiunto il 30% della popolazione, secondo un campione di 4 mila bambini esaminati in diverse scuole del Paese dalla Fondazione Bengoa, impegnata da oltre 50 anni su questioni nutrizionali. Attualmente, il 25% dei bambini ha dovuto abbandonare la scuola perché non ha da mangiare. Il medico pediatra, vicepresidente della Fondazione, afferma che la maggior parte delle famiglie non ha i soldi per comprare cibi proteici, frutta e verdura e sono costretti a limitare la loro alimentazione con la pasta. <br />Tue, 24 May 2016 10:49:57 +0200AMERICA/CILE - “Sembra che La Araucania non esista per il governo” dice Mons. Vargas dinanzi all'INDHhttp://www.fides.org/it/news/60091-AMERICA_CILE_Sembra_che_La_Araucania_non_esista_per_il_governo_dice_Mons_Vargas_dinanzi_all_INDHhttp://www.fides.org/it/news/60091-AMERICA_CILE_Sembra_che_La_Araucania_non_esista_per_il_governo_dice_Mons_Vargas_dinanzi_all_INDHTemuco – Si è svolta ieri, lunedì 23 maggio, a Temuco, la sessione del Consiglio dell'Istituto Nazionale dei Diritti Umani , una delle istituzioni che ha come scopo quello di raccogliere le testimonianze rilevanti di La Araucania, riguardo ai conflitti interculturali che si trascinano in questa zona.<br />La sessione è stata presieduta dalla direttrice dell’INDH, Lorena Fries. Uno dei partecipanti, il Vescovo della diocesi di Temuco, Sua Ecc. Mons. Hector Vargas, ha criticato aspramente l'agire del governo riguardo al conflitto che esiste nella regione, sottolineando che il conflitto tra lo Stato e il popolo Mapuche, trascinatosi da più di un secolo e che si acuisce sempre di più, non può meritare solo uno spazio fra le tante problematiche da trattare nell'incontro dell’INDH e niente altro.<br />Mons. Vargas ha informato che la situazione sta degenerando e crea un grande disagio nella zona, come Chiesa si cercano tutte le vie possibili per un piano di azione. "Sentiamo una sorta di indifferenza del governo locale e dello Stato su ciò che ci accade qui" ha detto il Vescovo. "Non sentendo nemmeno una proposta da parte delle autorità per risolvere la situazione, sembra che La Araucania non esista per il governo" ha concluso Mons. Vargas, nella nota inviata Fides. <br />All’incontro hanno partecipato anche un rappresentante dei sindaci della zona, il presidente dell’Associazione delle vittime della violenza rurale di La Araucanía e il sacerdote gesuita Juan Eduardo Fuenzalida, del gruppo Giustizia, Pace e Integrità del Creato.<br /> <br />Tue, 24 May 2016 10:30:33 +0200ASIA/INDONESIA - Chiesa e società civile contro le nuove esecuzioni capitalihttp://www.fides.org/it/news/60090-ASIA_INDONESIA_Chiesa_e_societa_civile_contro_le_nuove_esecuzioni_capitalihttp://www.fides.org/it/news/60090-ASIA_INDONESIA_Chiesa_e_societa_civile_contro_le_nuove_esecuzioni_capitaliJakarta - Un appello urgente e una campagna per fermare le nuove esecuzioni capitali pianificate dal governo indonesiano e annunciate come imminenti: è quanto stanno preparando, come appreso dall'Agenzia Fides, organizzazioni cattoliche e gruppi della società civile indonesiana. Secondo le informazioni diffuse dalla polizia indonesiana, sono 15 i detenuti nel braccio della morte del carcere sull'isola di Nusakambangan, di fronte alla città di Cilacap , pronti a essere giustiziati. Si tratta di persone di diverse nazionalità: quattro cinesi, due dello Zimbabwe, due nigeriani, un senegalese, un pakistano e cinque indonesiani, tutti condannati a morte per reati di detenzione e spaccio di droga. <br />La Chiesa indonesiana, che più volte ha disapprovato pubblicamente il ricorso alla pena capitale, si è attivata: si terrà giovedì 26 maggio a Giacarta un summit di emergenza cui partecipano la Commissione "Giustizia e pace" della Conferenza episcopale indonesiana, la Comunità di Sant'Egidio-Indonesia e alcune tra le maggiori associazioni indonesiane impegnate in difesa dei diritti umani come Kontras, Imparsial, Elsam, LBH Masyarakat.<br />Mons.Ignazio Suharyo, Arcivescovo di Jakarta e presidente dell'episcopato indonesiano, ha partecipato al seminario da titolo "La pena di morte ina una nazione democratica", organizzato il 18 maggio dall'università cattolica Atma Jaya a Jakarta. In vista delle nuove esecuzioni, l'arcivescovo ha ribadito a posizione della Chiesa, contraria alla pena di morte in nome della dignità e del diritto alla vita di ogni persona. "Le leggi non sono perfette e i giudici possono commettere errori. Quando si pensa che le leggi sono perfette, è l'inizio di ingiustizia", ha detto mons. Suharyo.<br />Come riferisce una nota inviata a Fides, il leader della Comunità di Sant'Egidio-Indonesia, Teguh Budiono, che coordinerà l'incontro del 26 maggio, ha ringraziato l'arcivescovo, confermando in cui la Chiesa e la società civile chiederanno una campagna di coscientizzazione della cittadinanza, per fermare le esecuzioni. Jakarta è tra le 15 città indonesiane dove negli anni scorsi si è tenuta la manifestazione "Città per la vita, città contro la pena di morte", organizzata da Sant'Egidio in oltre duemila comuni nei cinque continenti.<br />Nel 2015 il governo indonesiano, nonostante le pressioni internazionali contrarie, ha giustiziato 14 detenuti condannati a morte per reati droga. Tue, 24 May 2016 10:02:19 +0200VATICANO - Il Card. Filoni a Guapi: “si sviluppi tra voi una forte coscienza missionaria”http://www.fides.org/it/news/60089-VATICANO_Il_Card_Filoni_a_Guapi_si_sviluppi_tra_voi_una_forte_coscienza_missionariahttp://www.fides.org/it/news/60089-VATICANO_Il_Card_Filoni_a_Guapi_si_sviluppi_tra_voi_una_forte_coscienza_missionariaGuapi – “Dopo tanti anni di sofferenze dovute ai mali della violenza e della corruzione, è giunto il momento giusto per estirpare ogni male e perdonarsi reciprocamente, instaurando una cultura di pace e dando origine tra voi a dinamiche personali, familiari e comunitarie di riconciliazione”. E’ l’invito che il Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, ha rivolto ai fedeli colombiani del Vicariato apostolico di Guapi, sulla costa del Pacifico, che ha visitato ieri, 23 maggio. <br />Prima della Messa celebrata nella Cattedrale dell’Immacolata Concezione, il Cardinale ha incontrato sacerdoti, religiosi, religiose, seminaristi e gruppi di apostolato nell’auditorium del Collegio San Josè, e si è soffermato con loro sulla realtà pastorale del Vicariato e sui maggiori problemi da affrontare, come la pace, il rifiuto del conflitto armato, l’impegno per la giustizia sociale, lo sviluppo e la lotta alla povertà. Successivamente ha incontrato le autorità civili e militari, insieme ai responsabili degli organismi statali. <br />Nell’omelia della Messa, celebrata a mezzogioreno, il Prefetto del Dicastero Missionario ha sottolineato che “Guapi è una Chiesa in crescita”, che deve dotarsi delle strutture necessarie e, soprattutto, di clero locale, per questo ha fatto appello “alla collaborazione di tutti, in tutti gli ambiti, anche quello economico e materiale”. “E’ necessario che si sviluppi tra voi una forte coscienza missionaria della Chiesa locale. Anche nella povertà si può far fronte alle esigenze del Vangelo e della Chiesa” ha affermato il Cardinale. Guapi è una comunità giovane, per questo il Prefetto del Dicastero Missionario ha esortato a sviluppare la pastorale familiare, “esortando i giovani ad una vita cristiana coerente con i principi del Vangelo”, perchè diano vita a famiglie autenticamente cristiane, fondate sul sacramento del matrimonio, come è stato voluto da Gesù Cristo, fedele e indissolubile. <br />“La Parola di Dio, perchè possa realizzarsi nella nostra vita, dopo essere stata ascoltata e meditata, deve essere vissuta ogni giorno e ovunque ci troviamo – ha proseguito - . Trovando spazio in noi, ci evita di cadere in una vita in contrasto con la vita cristiana, incline all’alcol, alla droga, al gioco d'azzardo, al materialismo, e così via”. Infine il Cardinale si è rivolto a tutti gli operatori pastorali, sacerdoti, religiosi e catechisti, raccomandando nel loro impegno pastorale una particolare attenzione ai poveri e agli infermi. <br /><br/><strong>Link correlati</strong> :<a href="http://www.fides.org/es/attachments/view/file/CFil_Guapi_23052016.docx">Il testo integrale dell’omelia del Cardinale, in spagnolo </a>Tue, 24 May 2016 09:31:25 +0200AFRICA/EGITTO - Vescovo copto: dopo l'incontro tra Papa Francesco e il Grande Imam al Tayyib, la stampa egiziana annuncia la ripresa del dialogo tra Santa Sede e al Azharhttp://www.fides.org/it/news/60088-AFRICA_EGITTO_Vescovo_copto_dopo_l_incontro_tra_Papa_Francesco_e_il_Grande_Imam_al_Tayyib_la_stampa_egiziana_annuncia_la_ripresa_del_dialogo_tra_Santa_Sede_e_al_Azharhttp://www.fides.org/it/news/60088-AFRICA_EGITTO_Vescovo_copto_dopo_l_incontro_tra_Papa_Francesco_e_il_Grande_Imam_al_Tayyib_la_stampa_egiziana_annuncia_la_ripresa_del_dialogo_tra_Santa_Sede_e_al_AzharAssiut - “In Egitto si dà grande rilievo all'incontro tra Papa Francesco e il Grande Imam di Al Azhar: anche i giornali più diffusi dedicano all'evento grande spazio in prima pagina, e riferiscono che è già stata presa la decisione di riprendere il dialogo ufficiale tra la Santa Sede e la più grande istituzione teologica dell'Islam sunnita”. Così Anba Kyrillos William Samaan, Vescovo copto cattolico di Assiut, descrive all'Agenzia Fides l'attenzione e le attese suscitate nella società egiziana dalla visita compiuta stamane in Vaticano dallo Sheikh Ahmad al Tayyib, Grande Imam di al Azhar, durante la quale il massimo esponente del più autorevole centro teologico sunnita ha avuto un importante colloquio anche con il Vescovo di Roma. “Quel dialogo ufficiale” ricorda Anba Kyrillos “era interrotto da cinque anni: i problemi erano seguiti non alla lezione di Papa Ratzinger a Ratisbona, come oggi ripetono alcuni in modo erroneo, ma alle dichiarazioni di Benedetto XVI seguite all'attentato alla cattedrale copta di Alessandria: In quell'occasione, il Pontefice aveva richiamato le responsabilità delle autorità locali nella difesa dei cristiani". A quelle parole avevano reagito male non solo quelli di al Azhar, ma anche esponenti del Patriarcato copto ortodosso. <br />Anba Kyrillos giudica comunque positivo il contributo offerto negli ultimi anni da al Azhar a favore della convivenza e del superamento delle derive settarie, nella drammatica fase storica vissuta dall'Egitto: “Il Grande Imam, insieme al Patriarca copto ortodosso Tawadros, hanno contribuito a rivitalizzare la 'Casa della famiglia egiziana', l'organismo di collegamento inter-religioso creato anni fa da al Azhar e dal Patriarca copto ortodosso come strumento per prevenire e mitigare le contrapposizioni settarie, in un momento in cui il riesplodere del settarismo fondamentalista sembrava mettere a rischio la stessa unità nazionale”. In tempi recenti, sotto l'egida di tale istituzione, che coordina una rete diffusa capillarmente su tutt il territorio nazionale, una quarantina di imam e sacerdoti hanno animato insieme una “missione” nelle scuole della provincia egiziana di Minya per promuovere con conferenze e dibattiti tra gli studenti la cultura dell'incontro e della pace, valorizzandola come base di una pacifica convivenza sociale e religiosa. . Mon, 23 May 2016 12:22:13 +0200ASIA/CINA - La morte del Vescovo Luca Tommaso Zhang Huaixin, Pastore zelante e pazientehttp://www.fides.org/it/news/60087-ASIA_CINA_La_morte_del_Vescovo_Luca_Tommaso_Zhang_Huaixin_Pastore_zelante_e_pazientehttp://www.fides.org/it/news/60087-ASIA_CINA_La_morte_del_Vescovo_Luca_Tommaso_Zhang_Huaixin_Pastore_zelante_e_pazienteJixian - Domenica 8 maggio 2016, intorno a mezzogiorno, è deceduto S. E. Mons. Luca Tommaso Zhang Huaixin, Vescovo di Jixian , nella provincia di Henan . Egli avrebbe compiuto 91 anni il 23 del corrente mese. Il 6 maggio era stato ricoverato in ospedale d’urgenza, in seguito all’aggravarsi del diabete e dei problemi cardiaci di cui soffriva da tempo. Il giorno prima del suo decesso era ancora lucido di mente e ricordava gli anni giovanili, trascorsi in seminario.<br />Mons. Luca Tommaso Zhang Huaixin era nato il 23 maggio 1925 nel villaggio di Liangbudaying, Honghetun, Distretto di Anyang, in una famiglia di ferventi cattolici. La sua vocazione venne curata dai missionari italiani del Pontificio Istituto Missioni Estere, che operavano nello Henan. Nel 1934 entrò nel Seminario minore della diocesi di Jixian e, quindi, passò al Seminario maggiore di Kaifeng. Fu ordinato sacerdote da S.E. Mons. Gaetano Pollio, P.I.M.E., Arcivescovo di Kaifeng, il 19 ottobre 1950. <br />Dopo l’ordinazione svolse il ministero pastorale a Tianjin e ad Anyang. Nel 1958 venne arrestato e condannato ai campi di lavoro forzato a causa della fede. Solo nel 1980 poté ritornare a svolgere il ministero pastorale. Il 19 ottobre 1981 fu consacrato segretamente Vescovo di Jixian da S.E. Mons. Giulio Jia Zhiguo, Vescovo di Zhengding, nello Hebei. <br />Mons. Luca Tommaso Zhang Huaixin viene ricordato da chi lo ha conosciuto come un Pastore zelante e paziente, pieno di fede e dedito all’evangelizzazione, che si è interamente dedicato alla costruzione materiale e pastorale della sua Diocesi: incontrava regolarmente le comunità; ha restaurato e costruito chiese, tra cui la cattedrale; ha avviato diversi centri sanitari, un centro catechistico e uno per ritiri spirituali; ha seguito la formazione dei sacerdoti, intrattenendo con loro rapporti paterni ed affettuosi e assicurando loro la possibilità di esercitare il ministero; ha sostenuto lo sviluppo della Congregazione delle Suore di San Giuseppe. Sotto la sua guida, la diocesi di Jixian è cresciuta per numero di sacerdoti, suore e fedeli, oltre che per l’impegno nel campo sanitario e catechistico. Alcuni dei suoi sacerdoti sono stati ordinati da Vescovi legittimi, riconosciuti dalle Autorità civili. Lo stesso Mons. Zhang Huaixin accettò il riconoscimento governativo, ma rimanendo fedele ai principi di fedeltà e di comunione con il Papa e senza aderire a organismi la cui finalità è inconciliabile con la dottrina cattolica. <br />Un gran numero di fedeli ha reso omaggio alla sua salma, esposta nella cattedrale, e ha preso parte ai funerali, che sono stati celebrati il 14 maggio. <br />Mon, 23 May 2016 12:02:21 +0200EUROPA/SPAGNA - Un mercato per aiutare i bambini rifugiati in Libanohttp://www.fides.org/it/news/60086-EUROPA_SPAGNA_Un_mercato_per_aiutare_i_bambini_rifugiati_in_Libanohttp://www.fides.org/it/news/60086-EUROPA_SPAGNA_Un_mercato_per_aiutare_i_bambini_rifugiati_in_LibanoSiviglia – Aiutaci ad aiutare è il motto di un mercatino solidale organizzato dall’Associazione Palestino Andalusa per l’Infanzia, per raccogliere fondi destinati per interventi chirurgici agli occhi e alle orecchie dei bambini che vivono nei campi profughi del Libano. Il mercatino è composto da una sessantina di stand di dolci, ceramica e prodotti artigianali, tra gli altri. “Portiamo i bambini malati per farli operare in Spagna e sosteniamo tutte le spese mediche, amministrative, di trasporto, vitto alloggio dei piccoli e delle madri fino a dopo l’intervento” si legge in una nota diffusa dalla presidente dell’Associazione. L’iniziativa si propone anche la costruzione di un centro per i bambini non vedenti nella località di Burj el Barajneh, vicino Beirut. <br />Mon, 23 May 2016 11:48:12 +0200AFRICA/KENYA - P. Peter Meienberg , benedettino di 87 anni che aiuta i carcerati del Kenyahttp://www.fides.org/it/news/60085-AFRICA_KENYA_P_Peter_Meienberg_benedettino_di_87_anni_che_aiuta_i_carcerati_del_Kenyahttp://www.fides.org/it/news/60085-AFRICA_KENYA_P_Peter_Meienberg_benedettino_di_87_anni_che_aiuta_i_carcerati_del_KenyaNairobi - “Ho capito che i carcerati hanno bisogno molto di più del solo nutrimento spirituale; vivono in un ambiente pessimo, così ho creato la Faraja Foundation, e attraverso l’aiuto di amici e della mia famiglia, siamo stati in grado di migliorare le condizioni dei reclusi” ha detto p. Peter Meienberg al quotidiano keniano The Nation, che ha dedicato un ampio servizio a questo benedettino svizzero di 87 anni che dal 1961 presta la sua opera in Africa.<br />Tra i progetti promossi da p. Peter vi sono un asilo d’infanzia per i bambini le cui madri sono recluse nel carcere femminile di Lang’ata; una cucina modernissima nella prigione di Kamiti; una biblioteca nella Industrial Area Remand and Allocation Prison; corsi di sartoria per reclusi e guardie carcerarie e molti altri.<br />Il religioso che opera in Kenya da 45 anni, è stato anche in altri Paesi africani, come Tanzania e Repubblica Democratica del Congo. “Il mio primo incontro con le condizioni inumane dei prigionieri risale al mio lavoro con i rifugiati provenienti da Rwanda, Burundi e Repubblica Democratica del Congo” ricorda p. Peter, al quale una compagna svizzera ha dedicato nel 2008 un documentario intitolato “La prigione e il Prete: Peter Meienberg a Nairobi”.<br />Ma i progetti del religioso non si limitano alle prigioni, abbracciano anche la promozione del lavoro giovanile. Per questo ha acquistato 24 ettari di terra a Isinya, dove ha costruito una fattoria modernissima dove sono impiagati i giovani che hanno completato un corso di agronomia. <br />Mon, 23 May 2016 11:39:11 +0200ASIA/SIRIA - Ennesimo attentato con tre vittime nel quartiere di Qamishli abitato dai cristianihttp://www.fides.org/it/news/60084-ASIA_SIRIA_Ennesimo_attentato_con_tre_vittime_nel_quartiere_di_Qamishli_abitato_dai_cristianihttp://www.fides.org/it/news/60084-ASIA_SIRIA_Ennesimo_attentato_con_tre_vittime_nel_quartiere_di_Qamishli_abitato_dai_cristianiQamishli – E' di almeno tre morti e un numero finora imprecisato di feriti il bilancio dell'attentato terroristico compiuto nella tarda serata di sabato 21 maggio nel centro di Qamishli, seconda città della provincia siriana nord-orientale di Hassakè. A essere colpita ancora una volta da morte e devastazione è stata la via conosciuta come “Miami street” , nel quartiere Wusta, abitato in maggioranza da cristiani. “Le tre vittime” riferisce all'Agenzia Fides abuna Hanna, dell'arcidiocesi siro-cattolica di Hassakè-Nisibi “sono tre cristiani siri: si tratta di Abdulmehis Lahdo, Karam Sacid Samcun and Tuma Yusuf Eliyo”. Secondo i racconti dei sopravvissuti, un commando composto da almen 3 attentatori avrebbe seminato terrore sparando e lanciando ordigni nella via, animata dal traffico del sabato sera. Alcune ricostruzioni, ancora da verificare, parlano anche di attentatori suicidi che si sarebbero fatti esplodere. <br />I media ufficiali del governo siriano attribuiscono l'attentato ai gruppi jihadisti come lo Stato islamico. Ma fonti locali indipendenti fanno notare che nella zona di Qamishli le tensioni recenti hanno portato a scontri armati tra l'esercito governativo e le milizie curde, che mirano a controllare e affermare la propria egemonia su tutta l'area. <br />Nella stessa zona di Qamishli, lo scorso 20 dicembre, gli attentati contro due ristoranti appartenenti a proprietari cristiani avevano provocato la morte di 13 cristiani e 6 musulmani. Poi, lo scorso 24 gennaio, un altro attentato nella “Miami Street” aveva causato tre morti e 10 feriti . “E' un altro dei fattori inquietanti di questa guerra: c'è il terrorismo, ma a volte non sappiamo chi davvero ci terrorizza” aveva detto in quell'occasione a Fides l'Arcivescovo Jacques Behnan Hindo, a capo dell'arcieparchia siro.cattolica di Hassakè-Nisibi. . Mon, 23 May 2016 11:02:20 +0200AFRICA/SENEGAL - “Il dialogo nazionale serva gli interessi della nazione e non quelli personalistici” ammonisce Mons. Ndiayehttp://www.fides.org/it/news/60083-AFRICA_SENEGAL_Il_dialogo_nazionale_serva_gli_interessi_della_nazione_e_non_quelli_personalistici_ammonisce_Mons_Ndiayehttp://www.fides.org/it/news/60083-AFRICA_SENEGAL_Il_dialogo_nazionale_serva_gli_interessi_della_nazione_e_non_quelli_personalistici_ammonisce_Mons_NdiayeDakar - “I politici hanno veramente a cuore il mettersi al servizio della città?” si è chiesto Sua Ecc. Mons. Benjamin Ndiaye, Arcivescovo di Dakar e Presidente della Conferenza Episcopale del Senegal, rispondendo a chi gli chiedeva la sua opinione sul dialogo nazionale promosso dal Presidente Macky Sall.<br />“Se il dialogo nazionale verte sull’interesse della Città allora ne vale la pena, ma se si tratta di un’iniziativa volta a promuovere interessi di parte e individuali, non è un dialogo, è una truffa” ha affermato Mons. Ndiaye durante un incontro con i giornalisti, al termine dell’Assemblea dei Vescovi senegalesi, tenutasi in occasione del Pellegrinaggio mariano al santuario di Poponguine.<br />L’Arcivescovo di Dakar ha comunque salutato l’iniziativa del Capo dello Stato ed ha espresso la speranza che questa “serva a far abbassare le tensioni”. Mons. Ndiaye ha inoltre criticato l’eccessivo numero di partiti presenti sulla scena politica senegalese: “Come fa un piccolo Paese come il Senegal a disporre di più di 250 partiti politici? Ognuno vuole crearsi la propria cappella e entra nel dialogo per ricattare per avere un posto. È questo il dialogo? È questa la democrazia? No, la politica è servire la città e non servirsene”.<br />Il dialogo nazionale si apre il 28 maggio. Il Presidente Sall ha invitato a parteciparvi gli attori del mondo politico, economico, religioso e della società civile. <br />Mon, 23 May 2016 10:58:10 +0200AMERICA/CILE - Suore di clausura escono dalle loro celle per incontrare altre donne che vivono dietro le sbarrehttp://www.fides.org/it/news/60082-AMERICA_CILE_Suore_di_clausura_escono_dalle_loro_celle_per_incontrare_altre_donne_che_vivono_dietro_le_sbarrehttp://www.fides.org/it/news/60082-AMERICA_CILE_Suore_di_clausura_escono_dalle_loro_celle_per_incontrare_altre_donne_che_vivono_dietro_le_sbarreSantiago – Un gruppo di suore di clausura sono uscite dalle loro celle monastiche per incontrare altre donne che vivono dietro le sbarre delle prigioni. Settantuno suore di sei monasteri di clausura di Santiago del Cile, sono andate ad incontrare infatti le detenute del Centro Penitenziario Femminile, nel giorno del Giubileo della vita contemplativa, per l'Anno Santo della Misericordia.<br />Ieri, domenica 22 maggio, è stata una giornata particolare in quella prigione: non solo c'era, come fa spesso, l'Arcivescovo di Santiago, il Card. Ricardo Ezzati, e il Vicario per la Vita Consacrata, mons. Jorge Concha, ma anche 71 suore contemplative che hanno interrotto la clausura per partecipare alla Messa e ad un momento di incontro con molte altre donne detenute. <br />Il Card. Ezzati durante l'omelia ha detto: "Non so di preciso se nella storia di Santiago, nei suoi 400 anni, si è visto ciò che abbiamo visto oggi", facendo riferimento alle suore uscite dalla clausura per incontrare altre donne.<br />Alla fine della messa, le religiose hanno intonato un canto tradizionale cileno alla Vergine, accompagnandolo spontaneamente con qualche passo di danza che presto ha coinvolto diverse suore e detenute, lasciando il Cardinale e gli altri presenti felicemente sorpresi. E’ seguito un momento di convivenza molto partecipato, tanto che le detenute hanno chiesto di ripetere questa esperienza. <br />Mon, 23 May 2016 10:48:59 +0200AMERICA/CUBA - “Un dialogo ancor più efficace”: Mons. Garcia Rodriguez nuovo Arcivescovo di L’Avanahttp://www.fides.org/it/news/60081-AMERICA_CUBA_Un_dialogo_ancor_piu_efficace_Mons_Garcia_Rodriguez_nuovo_Arcivescovo_di_L_Avanahttp://www.fides.org/it/news/60081-AMERICA_CUBA_Un_dialogo_ancor_piu_efficace_Mons_Garcia_Rodriguez_nuovo_Arcivescovo_di_L_AvanaL’Avana – Il nuovo Arcivescovo metropolita di L'Avana, Sua Ecc. Mons. Juan de la Caridad García Rodríguez, ha lanciato un appello perché il dialogo continui tra la Chiesa cattolica e il governo dell'isola, durante la Messa che ha presieduto in Cattedrale ieri, domenica 22 maggio, per l’insediamento nella capitale cubana.<br />"La vostra presenza qui ci invita e ci incoraggia a proseguire con il dialogo, che può essere più efficace, più reale, in modo che la Chiesa possa trovare altri spazi per la sua missione evangelizzatrice, per la liturgia, per la missione educativa e per la carità verso i poveri" ha detto il Presule davanti al Vice Presidente di Cuba, Salvador Valdés Mesa, e al capo dell'Ufficio per gli affari religiosi del Partito comunista Cubano , Caridad Diego, presenti al rito.<br />E' stato un momento molto emozionante per tutti quando il nuovo Arcivescovo, al momento di prendere possesso della sua diocesi, è stato accolto dal suo predecessore il Card. Jaime Ortega, che lo aspettava all'ingresso del tempio per consegnargli il pastorale, simbolo della guida del gregge. La Cattedrale era gremita e una grande folla ha dovuto seguire la solenne Concelebrazione Eucaristica sui megaschermi che erano stati installati sulla piazza antistante la chiesa.<br />Mons. Juan de la Caridad García Rodríguez è nato a Camagüey l’11 luglio 1948. È stato ordinato sacerdote il 25 gennaio 1972. Ha esercitato il ministero in diverse parrocchie. È stato anche fondatore e direttore della Scuola per missionari della diocesi di Camagüey. Il 15 marzo 1997 è stato nominato Ausiliare di Camagüey, ed ha ricevuto l'ordinazione episcopale il 7 giugno 1997.<br />Il 10 giugno 2002 è stato nominato Arcivescovo di Camagüey.<br /> <br />Mon, 23 May 2016 10:45:12 +0200ASIA/SRI LANKA - Continua l’emergenza per le forti piogge e gli smottamenti del terrenohttp://www.fides.org/it/news/60080-ASIA_SRI_LANKA_Continua_l_emergenza_per_le_forti_piogge_e_gli_smottamenti_del_terrenohttp://www.fides.org/it/news/60080-ASIA_SRI_LANKA_Continua_l_emergenza_per_le_forti_piogge_e_gli_smottamenti_del_terrenoColombo - Continua a salire il bilancio dei morti nello Sri Lanka in seguito alle violente inondazioni che da una una settimana stanno devastando il Paese. Si tratta di alcune fra le più forti piogge registrate negli ultimi venticinque anni che hanno causato gravi smottamenti di terreno e seppellito interi villaggi sotto metri di fango. Attualmente gli sfollati sono circa 500 mila accolti presso le case dei parenti, in scuole ed istituti religiosi. Tanti gli aiuti che continuano ad arrivare da vari Paesi di tutto il mondo come Stati Uniti, India, Cina, Pakistan e Australia che si sono impegnati in operazioni di recupero, in particolare nella località di Kegale, dove sono morte diverse persone e centinaia sono ancora intrappolate, e nella capitale, Colombo, dove diverse abitazioni continuano ad essere sommerse nel fango. <br />Mon, 23 May 2016 10:17:19 +0200VATICANO - Il Papa invita ad unirsi spiritualmente ai cattolici cinesi il 24 maggiohttp://www.fides.org/it/news/60079-VATICANO_Il_Papa_invita_ad_unirsi_spiritualmente_ai_cattolici_cinesi_il_24_maggiohttp://www.fides.org/it/news/60079-VATICANO_Il_Papa_invita_ad_unirsi_spiritualmente_ai_cattolici_cinesi_il_24_maggioCittà del Vaticano – Ieri, domenica 22 maggio, al termine della preghiera mariana dell’Angelus, il Santo Padre Francesco ha ricordato la prossima festa di Maria “Aiuto dei Cristiani”, particolarmente venerata in Cina. Queste le parole del Papa: “Martedì, 24 maggio, ci uniremo spiritualmente ai fedeli cattolici in Cina, che in quel giorno celebrano con particolare devozione la memoria della Beata Vergine Maria “Aiuto dei Cristiani”, venerata nel santuario di Sheshan a Shanghai. Chiediamo a Maria di donare ai suoi figli in Cina la capacità di discernere in ogni situazione i segni della presenza amorosa di Dio, che sempre accoglie sempre perdona. In questo Anno della Misericordia possano i cattolici cinesi, insieme a quanti seguono altre nobili tradizioni religiose, divenire segno concreto di carità e riconciliazione. In tal modo essi promuoveranno un’autentica cultura dell’incontro e l’armonia dell’intera società, quell’armonia che ama tanto lo spirito cinese”. <br />Mon, 23 May 2016 09:40:25 +0200