Fides News - Italianhttp://www.fides.org/Le notizie dell'Agenzia FidesitI contenuti del sito sono pubblicati con Licenza Creative Commons.AFRICA/CONGO RD - La partita tra maggioranza e opposizione si gioca sui funerali di Étienne Tshisekedihttp://www.fides.org/it/news/61814-AFRICA_CONGO_RD_La_partita_tra_maggioranza_e_opposizione_si_gioca_sui_funerali_di_Etienne_Tshisekedihttp://www.fides.org/it/news/61814-AFRICA_CONGO_RD_La_partita_tra_maggioranza_e_opposizione_si_gioca_sui_funerali_di_Etienne_TshisekediKinshasa - “Con la scomparsa di Étienne Tshisekedi , l’UDPS e il Raggruppamento dell’Opposizione hanno perso la loro principale leva di pressione sul potere” afferma una nota inviata all’Agenzia Fides dalla Rete Pace per il Congo. “Ora, vari membri dell’opposizione temono che il potere non si senta più costretto a una rapida applicazione dell’accordo del 31 dicembre che include, tra l’altro, la nomina del Primo Ministro presentato dal Raggruppamento e la creazione di un nuovo governo di unità nazionale” spiega la nota, facendo riferimento all’accordo di San Silvestro per la creazione di un governo di unità nazionale che porti la Repubblica Democratica del Congo alle elezioni presidenziali entro il 2017.<br />“I leader dell’opposizione pensano quindi che si debba arrivare ad una rapida conclusione delle attuali trattative in corso sulle modalità concrete di applicazione dell’accordo, per permettere al prossimo Primo Ministro e al nuovo Governo di unità nazionale di organizzare, finalmente, i funerali di Étienne Tshisekedi, in maniera degna e, soprattutto, pacifica. Detto in altre parole: prima la spartizione dell’appetitosa torta del potere, poi il dovere dei funerali” afferma la nota.<br />Anche il presidente Kabila e la maggioranza presidenziale hanno fatto i loro calcoli. Per loro, la logica è diversa: prima i funerali perché, secondo la tradizione bantu, il lutto è qualcosa di sacro, poi si riprenderanno le trattative con l’opposizione, in vista dell’applicazione dell’accordo del 31 dicembre. “Intanto il tempo passa … ma nel frattempo la maggioranza ha continuato a mangiarsi la torta del potere da sola”. Meglio rinviare, commenta la nota secondo la quale la maggioranza del Presidente Kabila ha adottato “la strategia del rinvio. Rinviare a dopo i funerali la nomina del nuovo Primo Ministro e la formazione del governo di unità nazionale, previsti dall’accordo del 31 dicembre 2016, permetterà di rinviare anche le elezioni presidenziali, legislative nazionali e legislative provinciali previste, secondo l’accordo, entro la fine del mese di dicembre 2017. <br />Inoltre, ben sapendo che ai funerali di Étienne Tshisekedi parteciperanno centinaia di migliaia di persone, il presidente Kabila e il governo Badibanga stanno tentando di appropriarsi della loro organizzazione. Ciò permetterà loro di apparire come "garanti della democrazia", riservando gli onori di un funerale di stato a un membro eminente dell’opposizione e di "assicurare la sicurezza" della folla, in caso di eventuali violenze provenienti da "qualche estremista". <br />Sat, 25 Feb 2017 11:44:19 +0100AMERICA/BRASILE - A marzo primo Congresso delle radio cattoliche brasilianehttp://www.fides.org/it/news/61813-AMERICA_BRASILE_A_marzo_primo_Congresso_delle_radio_cattoliche_brasilianehttp://www.fides.org/it/news/61813-AMERICA_BRASILE_A_marzo_primo_Congresso_delle_radio_cattoliche_brasilianeAparecida – Il 28 e 29 marzo, ad Aparecida, si terrà il primo Congresso delle radio cattoliche del Brasile, promosso dalla Rede Católica de Rádio , con il sostegno della Commissione Episcopale per la Comunicazione della Conferenza Episcopale Brasiliana . Questo momento di condivisione e di crescita comune avrà come tema principale il passaggio delle trasmissioni radiofoniche dalla banda AM ad FM.<br />L'Arcivescovo di Diamantina, che è il Presidente della Commissione Episcopale per la Comunicazione, Sua Ecc. Mons. Darci José Nicioli, ha caldamente invitato le emittenti a partecipare al Congresso, ed ha ricordato il primo incontro nazionale delle radio cattoliche, a febbraio dello scorso anno, sul tema della digitalizzazione, sottolineando che "è stato di grande beneficio per tutti i partecipanti". Secondo le indicazioni pevenute a Fides, l'evento di quest'anno fornirà un approccio giuridico e tecnico al problema, dato che ci sono molti dubbi circa il processo di migrazione dalle bande AM per FM. Per questo si sottolinea la necessità della presenza dei responsabili delle radio di proprietà della Chiesa, o ad esse associate, per prendere decisioni ben ponderate e giuridicamente fondate. <br />Sat, 25 Feb 2017 11:36:53 +0100AFRICA/KENYA - Elezioni pacifiche e credibili al centro della campagna di Quaresima di quest’annohttp://www.fides.org/it/news/61812-AFRICA_KENYA_Elezioni_pacifiche_e_credibili_al_centro_della_campagna_di_Quaresima_di_quest_annohttp://www.fides.org/it/news/61812-AFRICA_KENYA_Elezioni_pacifiche_e_credibili_al_centro_della_campagna_di_Quaresima_di_quest_annoNairobi - “Elezioni credibili e pacifiche…leader d’integrità”. È questo il tema della campagna per la Quaresima di quest’anno scelto dalla Kenya Conference of Catholic Bishops che viene lanciata oggi, 25 febbraio, alla University of Nairobi Graduation Square.<br />Le celebrazioni prevedono una processione ed una Messa presieduta dal Card. John Njue, Arcivescovo di Nairobi, concelebrata da Mons. Cornelius Korir, Vescovo di Eldoret e Presidente della Commissione Episcopale Giustizia e Pace, alla presenza del Presidente Uhuru Kenyatta.<br />Nel presentare la campagna quaresimale, all’inizio del mese l’ex Ordinario Militare per il Kenya, Sua Ecc. Mons. Alfred Rotich, ha auspicato che questa serva da sprone ai politici, ai cittadini e a coloro che sono incaricati di organizzare le elezioni, perché operino in modo tale che le votazioni che si terranno ad agosto siano libere e pacifiche.<br />La Conferenza Episcopale del Kenya, ha ricordato Mons. Rotich, ha assunto un ruolo attivo che va oltre al semplice compito di osservatore elettorale, favorendo il dialogo per riforme istituzionali pacifiche e sostenibili, e pregando per la pace e l’unità della nazione.<br />“La responsabilità di assicurare che le elezioni siano pacifiche e credibili non può ricadere solo sulla Chiesa, per cui c’è la necessità che tutti facciano uno sforzo in questa direzione, specialmente i media” ha detto Mons. Rotich, che ha lamentato “le dichiarazioni incitanti all’odio da parte della classe politica che hanno portato a confronti violenti”. “È quindi importante- ha aggiunto- prendere tutti i provvedimenti per impedire l’erosione dei progressi ottenuti nel passato nel campo della democrazia e della stabilità politica”.<br />Durante la Quaresima, la Chiesa inviterà gli 11 milioni di cattolici keniani, oltre al digiuno e alla penitenza., a discutere queste problematiche per cercare delle soluzioni. <br />Sat, 25 Feb 2017 11:32:47 +0100AMERICA/REP. DOMINICANA - Le inquietudini dei Vescovi per gli adolescenti e i giovani dominicanihttp://www.fides.org/it/news/61811-AMERICA_REP_DOMINICANA_Le_inquietudini_dei_Vescovi_per_gli_adolescenti_e_i_giovani_dominicanihttp://www.fides.org/it/news/61811-AMERICA_REP_DOMINICANA_Le_inquietudini_dei_Vescovi_per_gli_adolescenti_e_i_giovani_dominicaniSanto Domingo - “Adolescenti e giovani nella realtà dominicana” è il titolo del messaggio che la Conferenza Episcopale della Repubblica dominicana ha pubblicato in occasione del 173° anniversario della festa dell’indipendenza, che si celebra il 27 febbraio.<br />“Desideriamo condividere con tutti alcune inquietudini sulla realtà degli adolescenti e dei giovani” scrivono i Vescovi nel messaggio, pervenuto a Fides. Si soffermano quindi a descrivere la situazione: il 36,3% della popolazione dominicana è composto da giovani tra i 10 e i 29 anni, e in loro sono presenti molti valori che danno speranza per il futuro, come l’impegno nello studio, la disponibilità a creare occasioni di festa e di gioia anche nelle difficoltà attuali, la tendenza a riunirsi valorizzando l’amicizia, inoltre molti giovani lavorano dimostrando creatività e senso dell’imprenditorialità. <br />“I nostri giovani, per lo più, sono generosi e solidali nelle loro comunità” sottolineano i Vescovi. Sono numerosi i giovani che cercano il Signore nella Chiesa cattolica e in altre comunità cristiane, facendo parte dei gruppi giovanili e prestando servizio nella catechesi, nella liturgia, nel servizio sociale… Sono cresciute le vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata, come ai diversi ministeri laicali. “Nonostante le disuguaglianze sociali, economiche e culturali che esistono tra noi, un gran numero di famiglie sostiene i figli nei loro studi e nel loro sviluppo umano e cristiano, anche in mezzo ad una grande precarietà”.<br />Quindi i Vescovi si soffermano, “con tristezza e preoccupazione”, a segnalare una serie di situazioni dolorose. Un gran numero di giovani nasce in famiglie dove manca una figura paterna o materna che li guidi, dove è alto il livello di aggressività. La povertà, che colpisce il 40% delle famiglie dominicane, crea enormi disuguaglianze e riduce le opportunità di studiare e progredire nella vita. Scarseggiano leader sociali e politici che siano veramente al servizio del popolo e non facciano della corruzione un modo di vita. I giovani hanno pochi spazi dove divertirsi in modo sano, mentre al contrario hanno molte possibilità di usare la droga, dedicarsi al gioco illecito, al sesso facile, alla prostituzione, che li portano a distruggere la loro vita. E’ cresciuto il numero dei disoccupati, che sono il 28,7% tra i 15 ed i 24 anni, mentre il 19,7% tra i 15 ed i 24 anni non studia né lavora. “E' allarmante che gli adolescenti e i giovani siano sempre più coinvolti in violenze, rapine, aggressioni, omicidi e ogni sorta di reato, guidati dal consumo e dal traffico di droga e dall'ideale di un facile arricchimento, prendendo come modelli politici corrotti e trafficanti di droga”. Il messaggio denuncia poi l’uso scorretto dei mezzi di comunicazione e delle reti sociali… mentre cresce il numero di quanti si dichiarano senza religione o partecipano a gruppi esoterici o sincretisti.<br />Quindi i Vescovi lanciano un appello: “Dopo aver visto la realtà dei nostri adolescenti e giovani, invitiamo le famiglie, la società, le autorità e la Chiesa intera a fare una scelta preferenziale per i nostri adolescenti e giovani. L'accompagnamento, il senso della famiglia, la qualità dell'istruzione, i saggi principi della Bibbia, la comunità e la società cristiana sarà essenziale perchè i nostri adolescenti e giovani possono responsabilmente prendere la vita come una chiamata e una missione”. <br />Dopo aver rivolto una serie di esortazioni alle famiglie, alla società e alle autorità, come ai membri della Chiesa, nella conclusione i Vescovi incoraggiano i giovani “ad assumere il protagonismo della propria vita e vocazione” e ad “incarnare i valori del Vangelo, a seguire le orme dei nostri padri, adempiendo ai doveri civili, nel rispetto delle leggi, per onorare il paese con i suoi simboli, eroi ed eroine, e contribuendo alla salvaguardia dell'ambiente. Siate coraggiosi. Abbiate il coraggio di progettare un mondo migliore!”. <br />Sat, 25 Feb 2017 10:54:39 +0100ASIA/INDIA - L’energia elettrica si fa strada nelle zone rurali del Paesehttp://www.fides.org/it/news/61810-ASIA_INDIA_L_energia_elettrica_si_fa_strada_nelle_zone_rurali_del_Paesehttp://www.fides.org/it/news/61810-ASIA_INDIA_L_energia_elettrica_si_fa_strada_nelle_zone_rurali_del_PaeseNew Delhi - In tutto il mondo, oltre un milione di persone non ha accesso a servizi di energia elettrica affidabile e accessibile, senza la quale l’aumento del reddito, il miglioramento della sicurezza alimentare e la salute, l’istruzione dei bambini e l’accesso ai principali servizi di informazione non possono progredire. Per far fronte al fenomeno, il Governo indiano, nel 2016, ha deciso di costruire, nei prossimi 5 anni, 10 mila mini-reti con una capacità di 500 megawatt, anche se l’India ha un potenziale di quasi 750 mila megawatt di energia solare. <br />L’accesso all’elettricità permetterà una certa crescita economica della popolazione rurale del Paese. Attualmente, infatti, 237 milioni di persone ne sono prive. Il Centro per la Scienza e l’Ambiente, con sede a Delhi, calcola che anche se la metà delle famiglie che si ritengono collegate alla rete elettrica nazionale non ricevono la fornitura garantita di 6 ore ininterrotte, ci sarebbero 650 milioni di persone senza elettricità in India. Le mini reti di energia rinnovabile, particolarmente nei villaggi remoti, sono considerate la migliore opzione per fornire energia domestica e commerciale. Si tratta di un sistema decentralizzato che alimenta un generatore di energia rinnovabile con una capacità minima di 10 kilowatt o più. <br />Lo conferma l’iniziativa Energia Intelligente per lo Sviluppo Rurale della Fondazione Rockfeller in due degli Stati più poveri del Paese, Bihar e Uttar Pradesh, dove il 16 e il 36 per cento delle famiglie, rispettivamente, dispongono di energia elettrica. Il progetto SPRD, avviato nel 2014, è servito ad avviare circa 100 impianti di mini reti in Uttar Pradesh, Bihar e Jharkhand. Secondo fonti della Rockfeller, gli impianti servono 38 mila clienti, tra cui più di 6.500 abitazioni, 3.800 aziende e più di 120 istituzioni, torri di telecomunicazioni e microimprese. Tra il 2014 e il 2017, la Fondazione pretende di cambiare la situazione di 1000 villaggi ancora privi di elettricità in India, beneficiando circa un milione di abitanti rurali.<br /> <br />Sat, 25 Feb 2017 10:43:58 +0100AFRICA/SUD SUDAN - Emergenza fame: a morire di più sono, ancora una volta, le mamme e i bambinihttp://www.fides.org/it/news/61809-AFRICA_SUD_SUDAN_Emergenza_fame_a_morire_di_piu_sono_ancora_una_volta_le_mamme_e_i_bambinihttp://www.fides.org/it/news/61809-AFRICA_SUD_SUDAN_Emergenza_fame_a_morire_di_piu_sono_ancora_una_volta_le_mamme_e_i_bambiniYirol - Le grandi agenzie internazionali delle Nazioni Unite hanno rilasciato un comunicato congiunto in cui si richiama con forza l’attenzione sulla situazione di emergenza: 100 mila persone stanno rischiando di morire di fame nel nord del Sudan e, se non si interviene immediatamente, si teme che circa la metà della popolazione arrivi, entro luglio, a non avere accesso al cibo. <br />“Nei giorni scorsi ero in Sud Sudan. Proprio mentre ero lì, lunedì 20 febbraio, il Governo del paese ha ufficialmente dichiarato una nuova e terribile emergenza: la fame! Sta colpendo principalmente lo Stato di Unity, area che confina per larga parte con lo Stato dei Laghi, dove noi dell’organizzazione Medici con l’Africa Cuamm operiamo” racconta a Fides don Dante Carraro, Direttore del Cuamm. “Quello che più dà amarezza e sconforto - continua don Dante - è che in questo caso l’emergenza è dettata da un contesto di insicurezza, da una guerra civile per cui la gente muore o scappa. A morire di più sono, ancora una volta, le mamme e i bambini, l’odio porta a uccidere i propri fratelli, a seminare morte e disperazione. Il timore è che l’emergenza dilaghi e non rimanga confinata nello Stato di Unity”. <br />“Come Cuamm stiamo già lavorando a due importanti progetti per sostenere il trattamento della malnutrizione severa in 78 centri sanitari periferici. L’obiettivo è mettere in trattamento 9.600 bambini al di sotto dei 5 anni. Siamo sul campo con 1.023 operatori locali e 53 internazionali, di cui una ventina italiani”. “È difficile per noi, in Italia, capire fino in fondo cosa significa ‘morire di fame’. Proviamo per un attimo a immedesimarci in quelle donne che arrivano agli ospedali di Yirol e Cueibet o al centro di salute di Maper, con i loro bimbi malnutriti, piccoli che magari hanno 1 anno e pesano 5-6 kg! Non dobbiamo fermarci solo a dichiarazioni, ma dobbiamo rendere concreti gli aiuti alimentari e a permettere che possano giungere alle popolazioni sofferenti, come ha detto di recente Papa Francesco”, conclude il Direttore del Cuamm.<br /> <br />Sat, 25 Feb 2017 09:32:43 +0100AFRICA/SUD SUDAN - “Commessi crimini di guerra su base etnica” denunciano i Vescovihttp://www.fides.org/it/news/61808-AFRICA_SUD_SUDAN_Commessi_crimini_di_guerra_su_base_etnica_denunciano_i_Vescovihttp://www.fides.org/it/news/61808-AFRICA_SUD_SUDAN_Commessi_crimini_di_guerra_su_base_etnica_denunciano_i_VescoviJuba - In Sud Sudan si uccide in base all’appartenenza etnica. Lo denunciano i Vescovi sud-sudanesi in un comunicato, inviato all’Agenzia Fides, nel quale si annuncia che Papa Francesco spera di visitare il Sud Sudan entro la fine dell’anno. “Nonostante gli appelli di più parti a fermare la guerra, continuano in tutto il Paese le uccisioni, gli stupri, gli sfollamenti forzati, gli assalti alle chiese e le distruzioni di proprietà” afferma il documento. L’esercito fedele al Presidente Salva Kiir e le forze dell’opposizione dell’ex Vice Presidente, Riek Machar, attaccano i civili percepiti come parteggianti per la parte rivale. La discriminazione avviene in base all’etnia, e coloro che sono percepiti come “nemici” sono “uccisi, violentati, torturati, bruciati, picchiati, depredati, molestati, imprigionati, costretti ad abbandonare le loro case e impediti a raccogliere le messi”.<br />Il governo ha invitato gli sfollati a rientrare nei villaggi ma molti di questi, denunciano i Vescovi, “sono diventati terra bruciata”, mentre diverse città sono diventate “città fantasma, svuotate dei loro abitanti ad eccezione delle forze di sicurezza e, forse, dei membri di una fazione o di una tribù”. Anche coloro che si sono rifugiati nei campi dell’ONU o nelle chiese vengono minacciati e molestati dalle forze di sicurezza. “Si tratta di forme di punizioni collettive proibite dalle leggi di guerra previste dalla Convenzione di Ginevra” sottolineano i Vescovi.<br />Il livello di violenza è diventato patologico. Non solo vengono uccisi i civili ma “i loro corpi sono bruciati e mutilati” mentre in diversi casi interi gruppi familiari sono stati bruciati vivi all’interno delle loro case.<br />I Vescovi infine si dicono preoccupati dal fatto che “elementi del governo sembrano diffidenti nei confronti della Chiesa” e che in alcune località gli sforzi di mediazione ecclesiali sono frustrati quando funzionari disponibili al dialogo sono rimpiazzati da fautori della linea dura e dell’intransigenza. Vengono infine denunciati atti persecutori contro preti, religiosi e religiosi e laici. <br />Il messaggio si conclude ribadendo l’impegno della Chiesa a collaborare con tutti per riportare la pace nel Paese <br />Fri, 24 Feb 2017 12:27:59 +0100AFRICA/CONGO RD - Nuove profanazioni di chiese e conventi: condanna unanime di Nunziatura, Vescovi e ONUhttp://www.fides.org/it/news/61807-AFRICA_CONGO_RD_Nuove_profanazioni_di_chiese_e_conventi_condanna_unanime_di_Nunziatura_Vescovi_e_ONUhttp://www.fides.org/it/news/61807-AFRICA_CONGO_RD_Nuove_profanazioni_di_chiese_e_conventi_condanna_unanime_di_Nunziatura_Vescovi_e_ONUKinshasa - Continuano le profanazioni di chiese cattoliche nella Repubblica Democratica del Congo, dopo gli assalti alla parrocchia di San Domenico a Limete, nella capitale Kinshasa il 19 febbraio, e al Seminario maggiore di Malole di Kananga, nel Kasai Centrale, il 18 febbraio . <br />Secondo notizie pervenute all’Agenzia Fides, nella notte tra il 21 e il 22 febbraio sconosciuti hanno assalito e vandalizzato la parrocchia di Santa Maria di Lukalaba, nel Kasai Orientale, mentre un altro gruppo ha tentato di saccheggiare le parrocchie di Saint Robert Kansele e di Saint Albert le Grand a Mbuji-Mayi, ma la loro azione violenta è stata interrotta dall’arrivo della polizia. A Lubumbashi , la parrocchia di Saint Kizito è stata presa d’assalto da alcuni sconosciuti che hanno tentato di dare fuoco all’entrata della chiesa con bidoni di benzina e pneumatici, hanno quindi rotto i vetri del luogo di culto e dell’adiacente scuola, che è stata anche saccheggiata. La stessa cosa è avvenuta nella parrocchia San Giovanni Battista nel quartiere di Gbadolite, e nel convento delle “Serve di San Giuseppe” nella stessa città.<br />La Nunziatura Apostolica nella Repubblica Democratica del Congo, la Conferenza Episcopale locale e la Missione ONU di Stabilizzazione nella RDC , hanno condannato gli atti vandalici contro le strutture della Chiesa.<br />“I luoghi di culto appartengono a tutti. Chi li attacca colpisce un bene comune di tutti i congolesi” afferma un comunicato congiunto firmato da Sua Ecc. Mons. Louis Mariano Montemayor, Nunzio Apostolico a Kinshasa, da Sua Ecc. Mons. Marcel Utembi Tapa, Arcivescovo di Kisangani e Presidente della CENCO, e da Maman Sidikou, il diplomatico nigeriano a capo della MONUSCO, che chiedono la sospensione immediata di tali atti vandalici. <br />Fri, 24 Feb 2017 11:52:28 +0100ASIA/GIORDANIA - Il turismo del Regno Hascemita punta sui “luoghi cristiani”http://www.fides.org/it/news/61806-ASIA_GIORDANIA_Il_turismo_del_Regno_Hascemita_punta_sui_luoghi_cristianihttp://www.fides.org/it/news/61806-ASIA_GIORDANIA_Il_turismo_del_Regno_Hascemita_punta_sui_luoghi_cristianiAmman - il turismo religioso biblico e in particolare il “patrimonio cristiano” nazionale sono sempre più al centro delle strategie del governo giordano volte ad incentivare il flusso di visitatori stranieri nel Regno Hascemita. Nei giorni scorsi la manager Lina Annab, attuale Ministro giordano per il turismo e le antichità, ha compiuto un viaggio “promozionale” in Libano, con l'intento di presentare ai rappresentanti delle Chiese e alle agenzie turistiche libanesi, le mete bibliche e i luoghi legati ai racconti del Vangelo e alla storia del cristianesimo che potrebbero essere oggetto di una promozione turistica più intensa e appropriata. <br />“Il turismo tra i nostri due Paesi” ha dichiarato tra l'altro il Ministro in una conferenza tenuta all'Hotel Hilton “potrebbe essere più vivace, se lavoriamo per far conoscere i nostri rispettivi siti turistici in modo adeguato. Lo scopo di questa visita in Libano è quello di sviluppare il turismo religioso, e il Patriarca maronita Bechara Rai ha dimostrato grande interesse per questo argomento”. Il Ministro ha fatto riferimento ai luoghi più conosciuti del patrimonio archeologico, biblico e cristiano di Giordania , facendo notare che questi siti possono essere visitati collegandoli con itinerari di diversa durata. Dal canto suo, padre Khalil Alwan, collaboratore del Patriarca maronita Bechara Boutros Rai, ha illustrato il lavoro dell'Associazione libanese per lo sviluppo del pellegrinaggio religioso e del turismo, da lui presieduta, ricordando che "Cristo stesso è passato per Tiro, e i primi Sinodi della Chiesa hanno avuto luogo a Beirut, Tripoli e Tiro”. . Fri, 24 Feb 2017 11:28:30 +0100EUROPA/ITALIA - Forum internazionale Migrazioni: essenziale la creazione di una retehttp://www.fides.org/it/news/61804-EUROPA_ITALIA_Forum_internazionale_Migrazioni_essenziale_la_creazione_di_una_retehttp://www.fides.org/it/news/61804-EUROPA_ITALIA_Forum_internazionale_Migrazioni_essenziale_la_creazione_di_una_reteRoma - “Le quattro azioni indicate dal Papa hanno concluso il Sesto Forum Internazionale Migrazioni e Pace e mettono bene in chiaro quale sia la risposta che l'intero pianeta deve dare alle questioni migratorie. Solo in questo modo si può riuscire a integrare e a vivere in un mondo di pace”. Lo ha detto, in una nota pervenuta a Fides, suor Neusa de Fatima Mariano, Superiora generale delle suore Missionarie di San Carlo Borromeo/Scalabriniane a conclusione del sesto Forum Internazionale “Migrazioni e Pace” che si è tenuto a Roma . <br />“Puntare alle politiche alloggiative, all'apprendimento della lingua, alla formazione e alla realizzazione delle attività socioculturali è alla base di un lavoro concreto ed è l'attualizzazione di quelle politiche avviate dal nostro fondatore Giovanni Battista Scalabrini e dai cofondatori Giuseppe e Assunta Marchetti – aggiunge suor Neusa de Fatima Mariano –. Dai lavori del Forum è emerso come la creazione di una rete sia essenziale. Le istituzioni, la società civile, devono lavorare per una azione positiva e virtuosa. Le istituzioni devono garantire, allo stesso tempo, il 'diritto di non emigrare', creando progetti per fare in modo che la comunità non venga smembrata, devastata, da crisi di ogni genere. Il sostegno di Papa Francesco dimostra come la migrazione sia la priorità delle priorità, perché questa è dettata da altri fattori che incidono, non poco, nella storia dell'umanità". <br />Fri, 24 Feb 2017 10:47:53 +0100AMERICA/STATI UNITI - #WeAreAllTexas: il 28 febbraio giornata per i diritti di immigrati e rifugiatihttp://www.fides.org/it/news/61805-AMERICA_STATI_UNITI_WeAreAllTexas_il_28_febbraio_giornata_per_i_diritti_di_immigrati_e_rifugiatihttp://www.fides.org/it/news/61805-AMERICA_STATI_UNITI_WeAreAllTexas_il_28_febbraio_giornata_per_i_diritti_di_immigrati_e_rifugiatiAustin – Martedì 28 febbraio 2017 le comunità di tutto il Texas si riuniranno a Austin per il #WeAreAllTexas: una giornata a favore dei diritti degli immigrati e dei rifugiati. L'evento si aprirà con una marcia che inizierà alle ore 10 dal Municipio di Austin, seguita da una manifestazione, alle ore 11, presso il Texas Capitol, e terminerà con visite e incontri con i rappresentanti dello Stato.<br />Le delegazioni di associazioni laiche ed ecclesiali, parrocchie e gruppi impegnati, come anche di professionisti, hanno deciso di recarsi ancora una volta ad Austin per ribadire i pericoli del "Senate Bill 4", il disegno di legge che prevede rigide norme per gli immigrati sotto il pretesto della sicurezza pubblica. La nota inviata a Fides dalla Border Network for Human Rights segnala che in questo modo la responsabilità ricade sui governi locali con un devastante impatto su famiglie e comunità.<br />Il "Movimiento de Santuario"', nato nel marzo 1982, che offre protezione agli immigrati privi di documenti, è diventato il punto di riferimento di molte organizzazione nel loro servizio di accoglienza ai migranti indifesi .<br /> <br />Fri, 24 Feb 2017 11:06:12 +0100AMERICA/COLOMBIA - Morto uno dei poliziotti feriti nell’esplosione a La Macarenahttp://www.fides.org/it/news/61803-AMERICA_COLOMBIA_Morto_uno_dei_poliziotti_feriti_nell_esplosione_a_La_Macarenahttp://www.fides.org/it/news/61803-AMERICA_COLOMBIA_Morto_uno_dei_poliziotti_feriti_nell_esplosione_a_La_MacarenaBogotà – Il Vescovo castrense, Sua Ecc. Mons. Fabio Suescun Mutis, si è recato a visitare in ospedale i membri della Polizia rimasti feriti nell'esplosione nel quartiere de La Macarena, a Bogotà, lo scorso 19 febbraio. Il Presule, dopo aver condannato questi fatti, ha incoraggiato i custodi dell'ordine e le loro famiglie, e ha pregato per Albeiro Garibello Alvarado, morto ieri a causa delle lesioni multiple subite.<br />Mons. Suescun Mutis ha esortato i membri della polizia nazionale, i membri delle Forze Armate, il settore della difesa e della società in generale, ad unirsi nella preghiera perché questi atti violenti non si ripetano più, come informa la nota della Conferenza Episcopale Colombiana inviata a Fides.<br />Il Direttore generale della polizia, il generale Jorge Hernando Nieto, ha dichiarato ieri che le indagini non si fermeranno fino a trovare gli autori di questo fatto criminale.<br />Secondo informazioni della stampa locale, quest’ultima esplosione che ha provocato 30 feriti, di cui molti poliziotti, sembra essere in collegamento con altri fatti criminali di questo genere. L'opinione pubblica è divisa nel ritenere che si tratti di un attentato terrorista, anche se tutto fa pensare che i poliziotti fossero l'obbiettivo principale. <br /> <br />Fri, 24 Feb 2017 10:37:35 +0100AFRICA/EGITTO - Un altro cristiano copto trovato ucciso nel Sinai settentrionalehttp://www.fides.org/it/news/61802-AFRICA_EGITTO_Un_altro_cristiano_copto_trovato_ucciso_nel_Sinai_settentrionalehttp://www.fides.org/it/news/61802-AFRICA_EGITTO_Un_altro_cristiano_copto_trovato_ucciso_nel_Sinai_settentrionaleal Arish – Un cristiano copto di circa 40 anni è stato rinvenuto cadavere, con un colpo d'arma da fuoco sparato alla nuca, nella città egiziana di al Arish, capoluogo del Sinai settentrionale, nella giornata di giovedì 23 febbraio. Il corpo dell'assassinato e stato ritrovato all'interno della sua abitazione, che era stata data alle fiamme. Si tratta del terzo cristiano copto ucciso ad al Arish nelle ultime 48 ore, e del settimo assassinato nella penisola del Sinai nelle ultime due settimane. Un copto di 65 anni e il figlio 45enne erano stati trovati uccisi ad al Arish all'alba di mercoledì 22 febbraio . Lo scorso 12 febbraio, killer mascherati su una motocicletta avevano ucciso un veterinario cristiano mentre era alla guida della sua auto, sempre ad al-Arish, dove alla fine di gennaio era stato assassinato anche un altro cristiano di 35 anni. Nei giorni scorsi, quando la sequenza di uccisioni di cristiani nel Sinai era già iniziata, sedicenti affiliati egiziani all'autoproclamato Stato Islamico hanno diffuso un video-messaggio in cui rivendicavano una nuova campagna di violenze mirate contro i copti, definiti dai jihadisti come “la preda preferita”. Il video-messaggio esaltava la figura di Abu Abdullah al-Masri, il giovane attentatore kamikaze che lo scorso 11 dicembre si è fatto saltare nella chiesa di Botrosiya, nel complesso di edifici ecclesiastici adiacenti alla cattedrale copto-ortodossa del Cairo, provocando la morte di 29 persone. Fri, 24 Feb 2017 09:52:09 +0100AFRICA/BURUNDI - Kira Mama Plus! Un nuovo reparto di neonatologia a Cibitokehttp://www.fides.org/it/news/61801-AFRICA_BURUNDI_Kira_Mama_Plus_Un_nuovo_reparto_di_neonatologia_a_Cibitokehttp://www.fides.org/it/news/61801-AFRICA_BURUNDI_Kira_Mama_Plus_Un_nuovo_reparto_di_neonatologia_a_CibitokeCibitoke - Le madri e i bambini di Cibitoke, nel nord del Burundi, potranno presto contare su un nuovo reparto di neonatologia. Il Comitato Collaborazione Medica doterà l’ospedale del distretto di uno strumento essenziale per ridurre la mortalità neonatale nel paese. Si tratta del progetto Kira Mama Plus! che interverrà attraverso la formazione, lezioni teoriche e affiancamento sul lavoro, degli infermieri e delle ostetriche di tutti i punti nascita del distretto. <br />Per garantire che ogni neonato sia seguito dopo la nascita durante il primo mese di vita, la formazione riguarderà anche gli operatori sanitari di comunità e le levatrici tradizionali che, attraverso visite a domicilio, garantiscano cure e assistenza, fuori dai centri di salute. I partner sono l’ospedale di Mabayi, 16 centri di salute e l’Ospedale del distretto sanitario di Cibitoke. Beneficiari del progetto 257 operatori sanitari addetti alla maternità e 435 operatori sanitari di comunità.<br />In Burundi il tasso di mortalità neonatale è ancora molto elevato, secondo l’UNICEF 36 bambini su 1000 muoiono nei primi 28 giorni di vita, soprattutto nelle primissime ore dopo la nascita, perché prematuri, sottopeso oppure a causa di complicanze durante il parto o di infezioni. <br /> <br />Fri, 24 Feb 2017 09:32:13 +0100VATICANO - “Abbiate un grande amore per la vostra missione”: il Card. Filoni al Collegio San Pietrohttp://www.fides.org/it/news/61800-VATICANO_Abbiate_un_grande_amore_per_la_vostra_missione_il_Card_Filoni_al_Collegio_San_Pietrohttp://www.fides.org/it/news/61800-VATICANO_Abbiate_un_grande_amore_per_la_vostra_missione_il_Card_Filoni_al_Collegio_San_PietroCittà del Vaticano – “I vostri Vescovi, nell’affidarvi alla nostra Congregazione, hanno ritenuto che qui voi avreste avuto un’adeguata «conoscenza» di Cristo e qui avreste appreso il senso di quella missione grande e al tempo stesso umile che vi aspetta… Vorrei che voi aveste, già fin d’ora, un grande amore per la vostra missione; direi meglio, una grande passione per la vostra missione. Aprite il cuore a quella missione!”. E’ l’esortazione che il Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, ha rivolto ai sacerdoti ospiti del Collegio Missionario internazionale San Pietro apostolo, durante la Concelebrazione Eucaristica che ha presieduto nel pomeriggio di ieri, 22 febbraio, festa della Cattedra di San Pietro e Festa patronale del Collegio.<br />Come ha ricordato il Cardinale, il Collegio festeggia il 70° anniversario della fondazione, avvenuta il 18 gennaio 1947, “per intuizione e lungimiranza dell’Arcivescovo Celso Costantini, già Delegato Apostolico in Cina”. “In questa ricorrenza liturgica, dunque, così significativa – ha proseguito il Card. Filoni -, voi sacerdoti di Cristo provenienti da tanti posti, culture e Chiese locali, rappresentate bene quella moltitudine di popoli che si sono aperti al Vangelo e nel cui servizio voi intendete generosamente porvi. Non è secondario poi oggi ricordare, in continuità con la storia di questo Collegio, gli oltre 2700 Alunni che sono passati di qua, come pure i Padri Verbiti ai quali fin dall’inizio fu affidata la direzione del Collegio, le Religiose che hanno curato questa Casa ed il personale laico che ne ha garantito la funzionalità. E’ viva anche la nostra gratitudine per gli innumerevoli benefattori, senza dei quali questo Collegio non potrebbe proseguire l’opera di preparazione dei giovani sacerdoti provenienti dalle Chiese di Africa, Asia, Oceania e America”.<br />Commentando il Vangelo del giorno , il Prefetto del Dicastero Missionario ha rilevato che “dove esso viene proclamato lo stesso evento rivive nella Chiesa, che lo fa ancora suo e confessa con Pietro che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio”. Inoltre, come afferma lo stesso Signore, “la fede di Pietro in Gesù è un dono del Padre, è un dono di Dio, è un dono dall’alto”. “Possiamo anche dire che la fede di Pietro è intrinsecamente cristologica – ha proseguito -, cioè è un atto di amore per Cristo, ed è proprio questa fede cristologica che differenzia la fede di Pietro e della Chiesa da altre fedi”.<br />Gesù ha affidato a Pietro “ciò che ama e che gli appartiene profondamente e che nasce dall’offerta della sua vita”, “la Chiesa, quindi, non è né di Cefa, Pietro, né di Paolo, né di Apollo… La Chiesa appartiene a Cristo, non a noi! Per questo ogni scandalo, ogni sudiciume, ogni azione che tocca la Chiesa, viola quella consegna di amore fatta da Cristo a Pietro e viola quella confessione che Pietro fece una volta per tutti e per sempre: Tu sai che ti amo e che amo la tua Chiesa! Ciò vale, dunque, anche oggi e questo dovrebbe metterci in guardia, come sacerdoti, dalla tentazione di usare la Chiesa di Cristo per nostro tornaconto, per interessi poco nobili, per cercare posizioni privilegiate o per progetti umani estranei a Cristo e, Dio non voglia, per scandali!”<br />Il Card. Filoni ha proseguito: “L’amore di Pietro per Gesù e per la Chiesa nasce dalla sua esperienza di Cristo: Cristo gli cambiò la vita, ossia da pescatore di pesci lo fece pescatore di uomini; da pauroso che nega di conoscerlo, Gesù lo costituisce pastore di agnelli e pecorelle. L’incontro con Cristo fu sconvolgente, divenendo il punto di riferimento anche per la Chiesa e per la sua missione evangelizzatrice nel mondo. Noi non possiamo non pensare che Gesù non stia facendo con noi anche una storia altrettanto simile e bella”. Il Prefetto del Dicastero Missionario ha infine sottolineato l’importanza di non dimenticare mai il nostro incontro con Cristo, “perché aiuterà a rimettere in ordine la vita sacerdotale e orientarla nel senso giusto e corretto; al tempo stesso, mi rimette nella prospettiva della mia missione sacerdotale di consacrato perché io sia strumento, nella Chiesa di Cristo, di grazia e di bene tra le genti”. <br /><br/><strong>Link correlati</strong> :<a href="http://www.fides.org/it/attachments/view/file/CFil_om_22022017.doc">Il testo integrale dell’omelia del Cardinale, in italiano</a>Thu, 23 Feb 2017 12:18:34 +0100AFRICA/R.D.CONGO - Una catechista consacrata “diaconessa delle missioni” dal Patriarca greco ortodosso di Alessandriahttp://www.fides.org/it/news/61799-AFRICA_R_D_CONGO_Una_catechista_consacrata_diaconessa_delle_missioni_dal_Patriarca_greco_ortodosso_di_Alessandriahttp://www.fides.org/it/news/61799-AFRICA_R_D_CONGO_Una_catechista_consacrata_diaconessa_delle_missioni_dal_Patriarca_greco_ortodosso_di_AlessandriaKolwezi - Il Patriarca Theodoros II, Primate della Chiesa greco-ortodossa di Alessandria e di tutta l'Africa, ha consacrato come “diaconessa delle missioni” della Metropolia del Katanga la catechista Theano, al termine della divina liturgia per la festa di San Teodoro celebrata lo scorso 17 febbraio nel Centro missionario di Kolwezi . Lo riferiscono le fonti ufficiali del Patriarcato greco ortodosso di Alessandria e di tutta l'Africa, consultate dall'Agenzia Fides. Nella stessa circostanza, il Patriarca Theodoros ha anche affidato a tre suore e due catechisti un particolare mandato ecclesiale per sostenere il lavoro apostolico della comunità locale, soprattutto nell'amministrazione dei sacramenti del battesimo e del matrimonio. <br />Si tratta dei primi ministeri ecclesiali di questo tipo attribuiti dal Patriarcato greco ortodosso di Alessandria, a servizio della missione apostolica nel Continente africano. <br />Il Sinodo del Patriarcato greco-ortodosso di Alessandria e di tutta l'Africa, aveva deciso di ripristinare l'istituto del diaconato femminile, durante l'Assemblea sinodale svoltasi ad Alessandria d'Egitto dal 15 al 17 novembre 2016, sotto la presidenza del Patriarca Theodoros II. In quella occasione, era stata costituita una commissione di Vescovi “per un esame approfondito della questione”. A esporre in una relazione all'Assemblea sinodale il potenziale ruolo delle diaconesse nell'opera missionaria era stato il Metropolita Gregorios del Camerun. Nel comunicato finale dell'Assemblea sinodale, pervenuto all'Agenzia Fides, i membri del Sinodo del Patriarcato greco ortodosso di Alessandria avevano sottolineato che “i diversi approcci ai problemi della vita della Chiesa non sono per noi deviazioni dalla verità ortodossa, ma rappresentano l'adattamento alla realtà africana”. <br />La discussione sull'eventuale ripristino dell'ordinazione diaconale femminile e sul potenziale ruolo delle diaconesse nelle attività pastorali e nell'animazione missionaria è aperto da tempo all'interno di istituzioni teologiche dell'Ortodossia calcedonese. <br />Papa Francesco, lo scorso agosto, ha istituito una commissione di studio sul diaconato delle donne, presieduta dall'Arcivescovo gesuita Luis Francisco Ladaria Ferrer, segretario della Congregazione per la dottrina della fede. “A mio avviso” ha dichiarato nel novemvre 2016 l'Arcivescovo Ladaria Ferrer a l'Ancora online “il Papa vuole in questo momento fare uno studio oggettivo, non per arrivare ad una decisione, ma per studiare come stavano le cose nei primi tempi della Chiesa”. . Thu, 23 Feb 2017 12:18:17 +0100AFRICA/GHANA - Il Ghana verrà riconsacrato al Sacro Cuore di Gesùhttp://www.fides.org/it/news/61798-AFRICA_GHANA_Il_Ghana_verra_riconsacrato_al_Sacro_Cuore_di_Gesuhttp://www.fides.org/it/news/61798-AFRICA_GHANA_Il_Ghana_verra_riconsacrato_al_Sacro_Cuore_di_GesuAccra - Papa Francesco ha nominato il Card. Giuseppe Bertello suo Inviato speciale a presiedere la cerimonia ecumenica e interreligiosa per la riconsacrazione del Ghana al Sacro Cuore di Gesù. Il Card. Bertello presiederà inoltre la Messa di ringraziamento per il 60esimo Anniversario dell’indipendenza del Ghana e per il 40esimo Anniversario della istituzione della Nunziatura, rispettivamente il 4 e 5 marzo 2017.<br />La cerimonia avrà luogo presso la Cattedrale dello Spirito Santo ad Accra. Il Card. Bertello sarà assistito dal Nunzio Apostolico in Ghana e dal Presidente della Conferenza Episcopale del Ghana insieme ad altri Vescovi e leader religiosi.<br />Il Card. Giuseppe Bertello è il Presidente della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano e Presidente del Governatorato della Città del Vaticano. E 'stato Pro-Nunzio Apostolico in Ghana, Togo e Benin dal 1987 al 1991.<br />Il Ghana è stato consacrato al Sacro Cuore di Gesù il 3 marzo 1957, dai Vescovi di allora del Ghana, nell’imminenza della proclamazione dell’indipendenza del Paese. <br />Thu, 23 Feb 2017 11:15:24 +0100AMERICA/VENEZUELA - L’ 82% delle famiglie venezuelane vive in condizioni di povertàhttp://www.fides.org/it/news/61797-AMERICA_VENEZUELA_L_82_delle_famiglie_venezuelane_vive_in_condizioni_di_povertahttp://www.fides.org/it/news/61797-AMERICA_VENEZUELA_L_82_delle_famiglie_venezuelane_vive_in_condizioni_di_povertaCaracas - A causa della grave crisi economica che continua a colpire il Venezuela, nel Paese mancano generi alimentari e prodotti di base. Stando alle proiezioni più sicure, l’indice di inflazione indicato dal Banco Central nel 2015 è del 180.9 %. Da un sondaggio, realizzato dalle università Central de Venezuela, Católica Andrés Bello e Simón Bolivar, emerge che l’82% delle famiglie nel Paese vive in condizioni di povertà, il 52% in povertà estrema, e solo il 18% delle famiglie non risultano povere. Lo studio, dal titolo Encuesta sobre Condiciones de Vida en Venezuela, è stato condotto su 6.500 famiglie nel 2016. Realizzato dal 2014 al 2016, ha registrato un cambiamento brutale della qualità della vita dei venezuelani passando dal 48% all’82% del tasso di povertà. Inoltre, secondo la ricerca, oltre 9 milioni e mezzo di venezuelani mangiano due volte o meno al giorno pasti spesso privi di proteine. <br /> <br />Thu, 23 Feb 2017 11:03:36 +0100ASIA/PAKISTAN - Il Peace Center: “La risposta al terrorismo è l'unità”http://www.fides.org/it/news/61796-ASIA_PAKISTAN_Il_Peace_Center_La_risposta_al_terrorismo_e_l_unitahttp://www.fides.org/it/news/61796-ASIA_PAKISTAN_Il_Peace_Center_La_risposta_al_terrorismo_e_l_unitaLahore – “La nostra risposta al terrorismo è l'unità. Continueremo a promuovere, con tutti gli uomini e le donne di buona volontà, la pace, la giustizia, l'armonia in Pakistan, di fronte alla minaccia terroristica che insanguina il paese”: lo dice al'Agenzia Fides il Domenicano p. James Channan, Direttore del “Peace Center” a Lahore, centro impegnato a promuovere il dialogo interreligioso, mentre la città di Lahore è sconvolta da nuovi attentati terroristici. <br />Nei giorni scorsi, dopo numerosi attacchi terroristici in tutto il paese , l'esercito pakistano ha lanciato un'operazione su scala nazionale contro il terrorismo. La fazione talebana "Jamat-ul-Ahrar", che ha rivendicato alcuni dei recenti attacchi, ha diffuso un video in cui si minacciano cristiani, indù, sikh, minoranze religiose e anche i musulmani, diffidando dal sostenere l'esercito o il governo del Pakistan. Secondo il gruppo telabano, i luoghi di culto e le minoranze religiose non saranno obiettivi se manterranno le distanze dal governo. I radicali hanno anche annunciato di voler colpire “tutti coloro che sono coinvolti nella blasfemia del Profeta”, un riferimento soprattutto per gli Ahmadi, minoranza musulmana ritenuta eretica.<br />“Colpiscono dappertutto – nota p. Channan a Fides – anche obiettivi soft come scuole, piazze, luoghi di culto, per creare panico e terrore. In questo momento di sfida, tutte le persone di buona volontà devono unirsi. Nei giorni scorsi abbiamo tenuto un seminario al Peace Center, cui hanno preso parte 35 tra leader religiosi e leader della società civile, interrogandoci sulla risposta della società pakistana al terrorismo. Tutti hanno concordato sull’urgenza di riscoprire gli obiettivi Onu di sviluppo sostenibile e sul costruire pace, giustizia, uguaglianza di genere”.<br />In particolare, spiega il Direttore, “i cristiani avvertono un senso di vulnerabilità, paura e insicurezza, specialmente per i raduni o le celebrazioni liturgiche come le messe domenicali. Ma la fede dei battezzati in Pakistan è forte e la gente, nonostante la paura, non smette di frequentare e affollare le chiese”. <br />Thu, 23 Feb 2017 11:00:55 +0100AMERICA/MESSICO - Diritti umani: in Messico e CentroAmerica un triste primato di violazionihttp://www.fides.org/it/news/61795-AMERICA_MESSICO_Diritti_umani_in_Messico_e_CentroAmerica_un_triste_primato_di_violazionihttp://www.fides.org/it/news/61795-AMERICA_MESSICO_Diritti_umani_in_Messico_e_CentroAmerica_un_triste_primato_di_violazioniWashington – E' stato presentato ieri, 22 febbraio, il Rapporto Annuale 2016 di Amnesty International in cui si afferma che nel 2016 si è verificata un'accelerazione della crisi dei diritti umani in America Latina. Paesi come Messico, Venezuela, El Salvador, Honduras e Guatemala sono stati tra i più colpiti dagli abusi e dalle impunità per le violazioni dei diritti umani.<br />"La crisi è interconnessa con tutto quello che succede nella regione" ha detto Erika Guevara-Rosas, direttrice di Amnesty International per le Americhe. "Le azioni violente degli organi di sicurezza e la mancanza di una risposta efficace da parte delle autorità di far rispettare i diritti umani, rende sempre più complesso il modo di affrontare i problemi sociali in ogni paese".<br />Il caso del Messico, indicato dal rapporto come uno dei più gravi, rileva che "l'impunità per tortura e altri maltrattamenti è rimasta quasi assoluta". L'ufficio del procuratore in questo paese ha riferito che sono 4.715 i casi allo studio per questo tipo di abusi, ma c'erano più di tremila richieste pendenti di elaborazione.<br />Un altro elemento che rende più complesso il caso messicano è l'enorme afflusso di migranti che riceve ogni anno, a causa della sua vicinanza geografica agli Stati Uniti. Si stima che ogni anno circa 400.000 persone senza documenti attraversino il confine meridionale del Messico. Il documento mostra che fino a ottobre 2016 sono state presentate 6.898 domande di asilo, ma è stato concesso lo status di rifugiato solo a 2.162 persone. Il 93 per cento delle domande proviene da cittadini di El Salvador, Honduras e Guatemala.<br />"Il Messico vive una delle peggiori crisi dei diritti umani in tutto l'emisfero. Conta il maggior numero di espulsioni negli ultimi due anni: solo nel 2016 sono stati espulsi circa 150 mila cittadini di Guatemala, Honduras e El Salvador" ha detto Guevara-Rosas. Il rapporto conclude rilevando che, secondo il governo messicano, alla fine del 2016 sono state 29.917 le persone scomparse ed è stata registrata l'uccisione di 11 giornalisti. <br /> <br />Thu, 23 Feb 2017 11:00:53 +0100