Fides News - Italianhttp://www.fides.org/Le notizie dell'Agenzia FidesitI contenuti del sito sono pubblicati con Licenza Creative Commons.AFRICA/COSTA D’AVORIO - Nuove proteste di militari e gendarmi, raid all’Ucaohttp://www.fides.org/it/news/61551-AFRICA_COSTA_D_AVORIO_Nuove_proteste_di_militari_e_gendarmi_raid_all_Ucaohttp://www.fides.org/it/news/61551-AFRICA_COSTA_D_AVORIO_Nuove_proteste_di_militari_e_gendarmi_raid_all_UcaoAbidjan - Diverse aree della Costa d’Avorio sono in preda a proteste di militari, gendarmi, poliziotti e doganieri che scendono per le strade, sparando in aria e intimidendo i civili. Da Abidjan a Yamoussoukro, da Bouaké a San Pedro, nell’ultima settimana gli episodi di ammutinamento di militari e gendarmi si sono moltiplicati dopo l’accordo raggiunto con quella parte dei soldati che sono ex guerriglieri integrati in seguito nell’esercito. Questi ultimi erano scesi per le strade di Man, di Bouaké e di altre città del nord che erano state i bastioni della ribellione durante la crisi del 2002-2011, ottenendo un aumento di stipendio che non è stato però concesso agli altri militari .<br />Le proteste dei soldati stanno creando una frattura con la società civile che oltre a vedere le proprie attività bloccate, teme che i progressi economici ottenuti negli ultimi anni possano essere compromessi da una ripresa dell’instabilità.<br />La soluzione invocata da molti è una profonda riforma dell’esercito che escluda coloro che considerano l’indossare una divisa un’occasione per estorcere denaro e favori. <br />Il clima d’intimidazione non ha risparmiato l’Université Catholique d’Afrique de l’ouest : la sua sede ad Abidjan è stata fatta oggetto il 16 gennaio di un raid di diversi individui armati, che hanno proferito minacce e derubato studenti e professori. <br />Thu, 19 Jan 2017 12:44:31 +0100AFRICA/GAMBIA - Il Presidente Barrow si insedia nell’ambasciata gambiana di Dakar; primo passo per l’intervento militare panafricano?http://www.fides.org/it/news/61550-AFRICA_GAMBIA_Il_Presidente_Barrow_si_insedia_nell_ambasciata_gambiana_di_Dakar_primo_passo_per_l_intervento_militare_panafricanohttp://www.fides.org/it/news/61550-AFRICA_GAMBIA_Il_Presidente_Barrow_si_insedia_nell_ambasciata_gambiana_di_Dakar_primo_passo_per_l_intervento_militare_panafricanoBanjul - Il Presidente eletto del Gambia, Adama Barrow, presterà giuramento oggi, 19 gennaio, nell’ambasciata gambiana di Dakar, in Senegal, dove si è rifugiato dopo che il Presidente uscente, Yahya Jammeh, ha deciso di non cedere il potere .<br />L’insediamento all’estero di Barrow apre le porte all’intervento militare in Gambia dei Paesi della Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale . Barrow, riconosciuto come legittimo Capo dello Stato gambiano dalla comunità internazionale, potrà infatti invocare l’intervento degli Stati vicini per deporre Jammeh e prendere il potere nel Paese.<br />Nel frattempo, secondo fonti della stampa locale, Jammeh avrebbe reclutato diversi mercenari originari di Liberia, Sierra Leone, Mali e Casamance, la provincia meridionale del Senegal, che confina con il Gambia. In questi Paesi sono presenti combattenti ed ex combattenti di milizie che hanno combattuto nelle guerre civili locali e che hanno spesso conservato le loro armi. È quindi facile reclutarli per nuove imprese belliche. Nel frattempo gli eserciti di Senegal, Nigeria e Ghana si sono posizionati lungo il confine tra Senegal e Gambia in vista di un intervento nel piccolo Paese africano. <br />Thu, 19 Jan 2017 11:52:14 +0100ASIA/MYANMAR - Due cristiani scomparsi nello stato Kachin, mentre il conflitto continuahttp://www.fides.org/it/news/61549-ASIA_MYANMAR_Due_cristiani_scomparsi_nello_stato_Kachin_mentre_il_conflitto_continuahttp://www.fides.org/it/news/61549-ASIA_MYANMAR_Due_cristiani_scomparsi_nello_stato_Kachin_mentre_il_conflitto_continuaMyitkyina – Due leader cristiani di etnia kachin sono scomparsi nello stato Kachin, stato birmano dove proseguono i combattimenti tra gruppi indipendentisti ed esercito regolare e dove il flusso di profughi prosegue: di Dumdaw Nawng Lat e Langjaw Gam Seng, i due kachin cristiani, si sono perse le tracce dal Natale scorso e si teme siano stati sequestrati dai militari birmani. I due si erano spostati dalla città di Mong Ko alla città di Muse, nello stato Shan, per discutere con i militari stanziati in loco il caso dell'arresto di un uomo del posto, di loro conoscenza.<br />Secondo fonti locali di Fides, la responsabilità della scomparsa dei due va attribuita all'esercito. Dumdaw Nawng Lat e Langjaw Gam Seng avevano anche lavorato come “stringer” , accompagnando alcuni giornalisti nello stato Kachin e mostrando una chiesa cattolica bombardata e danneggiata dai militari birmani. Il loro sequestro, si afferma, potrebbe essere una rappresaglia dell’esercito in risposta a quest'atto di “cattiva propaganda”.<br />Raggiunto da Fides, p. Joseph Yung Wa, sacerdote della diocesi di Myitkyina, capitale dello stato Kachin, racconta: "La situazione è ancora molto tesa. I combattimenti continuano e la sofferenza della popolazione civile non si ferma. I profughi aumentano e stentano a vivere. La gente è disperata. A Myitkyina come Chiesa locale ci occupiamo di due campi profughi, assistendo oltre cinquemila sfollati interni”. <br />Nell’area si nutrivano speranze dopo la conferenza sulla riconciliazione con le minoranze etniche, organizzata dal governo birmano a settembre 2016: “Quella conferenza non ha avuto un impatto nella nostra realtà. La presenza dei militari è invasiva, auspichiamo che il governo birmano si interessi con sollecitudine ad una vera pace e restituisca una vita dignitosa e serena alla popolazione locale, fatta di agricoltori” conclude il prete.<br />“In questa nuova fase della democrazia in Birmania, è scioccante sapere della scomparsa di due leader kachin cristiani e di altre violazioni dei diritti umani tuttora commesse da militari. Chiediamo alle autorità del Myanmar di intervenire e chiarire subito il caso” chiede l'Ong “Christian Solidarity Worldwide” . “Abusi dei diritti umani vengono ancora commessi negli stati di Rakhine, Kachin e Shan” afferma una nota della Ong inviata a Fides, chiedendo una speciale Commissione di inchiesta Onu per il Myanmar, “dove si commettono impunemente crimini contro l'umanità”, rileva CSW. La richiesta di una specifica Commissione d'inchiesta è condivisa da una rete di 40 organizzazioni della società civile birmana, che l’ha presentata alla coreana Yanghee Lee, relatore speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nel paese, che sta per concludere la sua visita in Myanmar, prevista dal 9 al 20 gennaio. Thu, 19 Jan 2017 11:49:16 +0100ASIA/SIRIA - Aleppo attende l'arrivo del Cardinale Zenari. Il Vescovo Khazen: “visiterà gli ospedali, i campi profughi e le chiese devastate”http://www.fides.org/it/news/61548-ASIA_SIRIA_Aleppo_attende_l_arrivo_del_Cardinale_Zenari_Il_Vescovo_Khazen_visitera_gli_ospedali_i_campi_profughi_e_le_chiese_devastatehttp://www.fides.org/it/news/61548-ASIA_SIRIA_Aleppo_attende_l_arrivo_del_Cardinale_Zenari_Il_Vescovo_Khazen_visitera_gli_ospedali_i_campi_profughi_e_le_chiese_devastateAleppo – Nel primo pomeriggio di oggi, giovedì 19 gennaio, è previsto l'arrivo ad Aleppo del Cardinale Mario Zenari, Nunzio apostolico in Siria, per una visita fitta di impegni e di incontri che si protrarrà fino a lunedì prossimo. Il rappresentante pontificio sarà accompagnato anche da mons. Giovanni Pietro Dal Toso, fino al 31 dicembre scorso Segretario del Pontificio Consiglio Cor Unum. “Quella che inizia oggi - riferisce all'Agenzia Fides il Vescovo Georges Abou Khazen OFM, Vicario apostolico di Aleppo per i cattolici di rito latino – è la prima visita che il Nunzio Zenari realizza da quando tutta la città è tornata sotto il controllo del governo, ed è anche la prima volta che viene da quando lui è diventato Cardinale. Siamo tutti contenti. Qui la gente, anche i non cristiani, non si stancano di ringraziare per tutto quello che Papa Francesco fa e dice per la Siria, e certo approfitteranno dell'occasione per manifestare la loro gratitudine al rappresentante del Papa”. <br />Il programma delle giornate del Cardinale Zenari ad Aleppo è intenso: “Il Cardinale e Nunzio pontificio” riferisce a Fides il Vescovo Georges “avrà un inconto con i Vescovi, i sacerdoti, i reliigosi e le religiose cattolici. Poi visiterà i tre ospedali cristiani, che vivono una fase di emergenza. Sono previste due visite ai campi di raccolta rifugiati dove operano la Caritas e il Jesuit Refugee Service, e dove il Card. Zenari incontrerà anche famiglie sfollate dai quartieri orientali che restano in mano ai ribelli. Il Rappresentante del Papa visiterà anche le chiese devastate, avrà incontri con autorità civili e religiose, e sabato 21 parteciperà alla veglia ecumenica con Vescovi, sacerdoti e fedeli di tutte le Chiese, riuniti in occasione della Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani. Pregheremo insieme anche per la rinascita di Aleppo”. Thu, 19 Jan 2017 11:31:54 +0100EUROPA/SPAGNA - “Quando c'è amicizia tra cristiani e musulmani, non c'è paura” afferma il Direttore POM del Maroccohttp://www.fides.org/it/news/61547-EUROPA_SPAGNA_Quando_c_e_amicizia_tra_cristiani_e_musulmani_non_c_e_paura_afferma_il_Direttore_POM_del_Maroccohttp://www.fides.org/it/news/61547-EUROPA_SPAGNA_Quando_c_e_amicizia_tra_cristiani_e_musulmani_non_c_e_paura_afferma_il_Direttore_POM_del_MaroccoMadrid – "Simeone Czeslaw Stachera, Direttore delle Pontificie Opere Missionarie del Marocco e Vicario generale di Tangeri, è soprattutto un missionario". Così è stato presentato ieri dal Direttore delle POM della Spagna, padre Anastasio Gil, questo missionario francescano di origine polacca che ha lavorato per molti anni in Bolivia. Oggi è "Pastore di tutti" e non solo della piccola comunità cristiana del Marocco. Padre Stachera ha affermato che "quando c'è amicizia tra cristiani e musulmani, non c'è più la paura, ecco perché la Chiesa in Marocco sa bene che non può rimanere nelle chiese ma uscire verso tutti, verso le famiglie, laddove sia possibile custodire e dare dignità alla vita umana".<br />Come Direttore nazionale delle POM del Marocco, il suo lavoro con i bambini si svolge su tre fronti. Il primo è con le minoranze cristiane, in cui è necessario lavorare soprattutto con i figli dei lavoratori stranieri che trascorrono un periodo di tempo nel paese. Poi nell'educazione dei bambini marocchini e nella lotta contro la povertà. A tale proposito ha evidenziato la generosità della Chiesa spagnola, in termini di personale e di aiuti economici. La terza area, da 5 o 6 anni, riguarda i figli dei migranti più vulnerabili, in cui le situazioni di vulnerabilità coprono una vasta gamma, da coloro che sono abbandonati a quelli che perdono i loro genitori. <br />Il Direttore delle POM del Marocco ha evidenziato in questo campo il coinvolgimento personale dell'Arcivescovo di Tangeri, anch’egli missionario francescano spagnolo, Sua Ecc. Mons. Santiago Agrelo. Padre Stachera ha detto senza mezzi termini che "tutto ciò che riguarda i migranti è nostro".<br />La conferenza stampa organizzata dalle POM a Madrid per la Giornata dell'Infanzia Missionaria che in Spagna si celebra domenica prossima, 22 gennaio, si è conclusa con l'intervento di padre Gil che ha informato in dettaglio sul contributo delle POM a questo paese africano, lamentando che l'unica notizia che si ha del Marocco è sempre quella "della rete che ci separa", mentre "i bambini che vivono in Marocco sono come quelli che vivono nella nostra città". Padre Gil ha sottolineato infine che "dall'altra parte della barricata, molti bambini ricevono l'aiuto dell'Infanzia Missionaria, anche molti musulmani, mentre noi riceviamo da lì la testimonianza di una vita di fede che ci muove, ci spinge ad impegnarci di più".<br /> <br />Thu, 19 Jan 2017 11:25:27 +0100AMERICA/STATI UNITI - Il “Movimiento de Santuario” conta più di 800 punti di riferimento per gli immigratihttp://www.fides.org/it/news/61546-AMERICA_STATI_UNITI_Il_Movimiento_de_Santuario_conta_piu_di_800_punti_di_riferimento_per_gli_immigratihttp://www.fides.org/it/news/61546-AMERICA_STATI_UNITI_Il_Movimiento_de_Santuario_conta_piu_di_800_punti_di_riferimento_per_gli_immigratiTucson – A poche ore dell'insediamento del nuovo Presidente degli Stati Uniti, il numero di chiese e congregazioni religiose che hanno aderito al "Movimiento de Santuario" per offrire protezione agli immigrati privi di documenti che si trovano negli Stati Uniti supera ormai quota 800. Ora i leader religiosi, protestanti, cattolici ed ebrei, pensano di includere anche le moschee, oltre ad organizzare veglie e manifestazioni di protesta.<br />L'idea, secondo la nota degli organizzatori del "Movimento" inviata a Fides, è quella di opporsi ai piani annunciati dall'amministrazione Trump e proteggere i gruppi vulnerabili. Sono in programma per la prossima settimana una decina di veglie, conferenze e altri eventi a Los Angeles e San Francisco , Denver , Portland , Tucson e Philadelphia .<br />Il "Movimiento de Santuario"' è nato nella chiesa presbiteriana a sud di Tucson, a marzo 1982, come una sfida per il governo federale che in quel momento doveva risolvere il problema degli immigrati che arrivavano dal Centro America in fuga dalla guerra civile. Il movimento è cresciuto, e poco tempo dopo contava già sull’adessione di oltre 500 realtà protestanti, cattoliche ed ebraiche in 17 città, che da allora sono diventate un punto di riferimento sicuro per gli immigrati.<br /> <br />Thu, 19 Jan 2017 11:01:03 +0100AMERICA/COLOMBIA - “Tornare a sorridere”: campagna medica di chirurgia ricostruttiva per bambinihttp://www.fides.org/it/news/61545-AMERICA_COLOMBIA_Tornare_a_sorridere_campagna_medica_di_chirurgia_ricostruttiva_per_bambinihttp://www.fides.org/it/news/61545-AMERICA_COLOMBIA_Tornare_a_sorridere_campagna_medica_di_chirurgia_ricostruttiva_per_bambiniCartagena – Anche quest’anno medici e volontari della ong americana Healing The Children faranno una selezione tra i bambini, nella fascia di età che va da 0 a 17 anni, che necessitano di interventi di chirurgia ricostruttiva. “Tornare a sorridere” è il nome dell’iniziativa che la ong porta avanti da venti anni e della quale beneficiano gratuitamente minori che soffrono di palatoschisi, ustioni, labbro leporino e malformazioni congenite . Secondo le informazioni inviate a Fides, nel corso delle 20 giornate previste per gli interventi, che si concluderanno il 18 febbraio, gli organizzatori stimano che verranno operati un migliaio di bambini.<br /> <br />Thu, 19 Jan 2017 10:06:58 +0100AFRICA/NIGERIA - “Un attacco inaccettabile su persone vulnerabili” afferma MSF dopo il bombardamento del campo profughi di Rannhttp://www.fides.org/it/news/61544-AFRICA_NIGERIA_Un_attacco_inaccettabile_su_persone_vulnerabili_afferma_MSF_dopo_il_bombardamento_del_campo_profughi_di_Rannhttp://www.fides.org/it/news/61544-AFRICA_NIGERIA_Un_attacco_inaccettabile_su_persone_vulnerabili_afferma_MSF_dopo_il_bombardamento_del_campo_profughi_di_Rann<br />Abuja - Almeno 120 persone sono rimaste ferite e 52 uccise nel bombardamento compiuto ieri, 17 gennaio, dall’aviazione nigeriana sul campo sfollati di Rann, nello Stato di Borno, nel nord della Nigeria, secondo un comunicato inviato all’Agenzia Fides da Medici Senza Frontiere . “Questo attacco di vaste proporzioni su persone vulnerabili già fuggite a un’estrema violenza è sconvolgente e inaccettabile” dichiara il dott. Jean-Clément Cabrol, direttore delle operazioni di MSF, “ la sicurezza dei civili deve essere rispettata. Chiediamo urgentemente a tutte le parti coinvolte di facilitare l’evacuazione medica via aerea e via terra dei sopravvissuti che hanno urgente necessità di cure mediche d’emergenza”.<br />Le equipes mediche di MSF stanno fornendo primo soccorso ai 120 feriti nella struttura di Rann. Le altre equipes mediche e chirurgiche dell’organizzazione nella regione si stanno preparando a curare i pazienti evacuati. <br />Wed, 18 Jan 2017 12:16:28 +0100ASIA/SIRIA - Il Patriarcato di Mosca pronto a finanziare la ricostruzione delle chiese devastate durante il conflitto sirianohttp://www.fides.org/it/news/61543-ASIA_SIRIA_Il_Patriarcato_di_Mosca_pronto_a_finanziare_la_ricostruzione_delle_chiese_devastate_durante_il_conflitto_sirianohttp://www.fides.org/it/news/61543-ASIA_SIRIA_Il_Patriarcato_di_Mosca_pronto_a_finanziare_la_ricostruzione_delle_chiese_devastate_durante_il_conflitto_sirianoAleppo - La Chiesa ortodossa russa parteciperà fattivamente alla ricostruzione delle chiese siriane distrutte o devastate durante il conflitto. Lo ha annunciato il Metropolita Hilarion di Volokolamsk, durante un recente incontro con gli studenti dell'Università statale di Mosca. Il Capo del dipartimento per le relazioni esterne del Patriarcato di Mosca ha sottolineato che la consistenza e le modalità del sostegno alle comunità cristiane siriane nella ricostruzione dei loro luoghi di culto potranno essere definite nel dettaglio solo quando le permanenti situazioni di conflitto in territorio siriano saranno superate, e quando i gruppi da lui definiti “terroristi” saranno sopraffatti o espulsi. Il Metropolita Hilarion ha anche sottolineato che la Chiesa ortodossa russa è da tempo impegnata in programmi di assistenza umanitaria a favore delle popolazioni siriane. <br />Anche il Ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, nel corso della conferenza stampa tenuta martedì 17 gennaio a Mosca, ha fatto riferimento alla condizione dei cristiani in Medio Oriente, segnalando in particolare la drastica diminuzione della presenza cristiana In Iraq negli ultimi lustri. <br />Lavrov, nelle sue valutazioni sull'attuale evoluzione dei rapporti tra USA e Russia, rispetto alle convulsioni e ai conflitti che tormentano il Medio Oriente, ha chiamato in causa le politiche globali degli Stati Uniti e dei loro alleati, da lui definite come tentativi “messianici” di imporre i valori occidentali al resto del mondo. .Wed, 18 Jan 2017 12:15:24 +0100AFRICA/GAMBIA - Il Presidente uscente Jammeh non cede il potere e si prepara allo scontrohttp://www.fides.org/it/news/61542-AFRICA_GAMBIA_Il_Presidente_uscente_Jammeh_non_cede_il_potere_e_si_prepara_allo_scontrohttp://www.fides.org/it/news/61542-AFRICA_GAMBIA_Il_Presidente_uscente_Jammeh_non_cede_il_potere_e_si_prepara_allo_scontro<br />Banjul - Il Parlamento del Gambia ha votato oggi, 18 gennaio, il prolungamento di altri tre mesi del mandato del Presidente uscente del Gambia, Yahya Jammeh, a due giorni dal previsto passaggio di poteri ad Adama Barrow, il Presidente eletto il 1° dicembre . Ieri Jammeh aveva dichiarato lo stato d’emergenza per tre mesi.<br />Jammeh ha deciso quindi di non abbandonare il potere e si presta a resistere al minacciato intervento militare degli Stati vicini . In Nigeria si è tenuto un incontro dei capi militari della Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale in vista di un eventuale operazione per instaurare Barrow. <br /><br />Wed, 18 Jan 2017 12:12:46 +0100AMERICA/REPUBBLICA DOMINICANA - Lettera pastorale: niente violenza contro le donne, rispettare la loro dignità!http://www.fides.org/it/news/61541-AMERICA_REPUBBLICA_DOMINICANA_Lettera_pastorale_niente_violenza_contro_le_donne_rispettare_la_loro_dignitahttp://www.fides.org/it/news/61541-AMERICA_REPUBBLICA_DOMINICANA_Lettera_pastorale_niente_violenza_contro_le_donne_rispettare_la_loro_dignitaSanto Domingo – Per la grande festa patronale di Nostra Signora de la Altagracia, che si celebra il 21 gennaio nella Repubblica Dominicana, la Conferenza Episcopale ha preparato una Lettera pastorale dal titolo "La donna nella società dominicana". Senza la pretesa di esaurire il tema in ogni ambito sociale, la lettera presenta gli aspetti più importanti e le sfide più urgenti che riguardano la donna e la promozione della sua dignità.<br />"Le donne dominicane sono quasi la metà della popolazione nazionale: il 50,2% è di sesso maschile e 49,8% femminile. Il deterioramento della famiglia ha aumentato la leadership esclusivamente femminile dentro le case. La donna cura la previsione e la gestione della casa senza orario e tuttavia si preoccupa anche della propria formazione professionale: il 62.8% delle donne riesce a laurearsi contro il 37.2% dei maschi".<br />"Abbiamo però notato che una spirale di violenza invade gli spazi della società dominicana – proseguono - . Tale violenza raggiunge diversi scenari, tra cui: l'interno della famiglia, il lavoro, il sociale". "Le élite di alcuni paesi ricchi, proprietari di grandi laboratori e fabbriche di armi letali, con il pretesto del sovraffollamento, con il sostegno delle organizzazioni di prestigio internazionale, hanno inventato l'ideologia del genere, il cui principale scopo sotto copertura è di distruggere la famiglia e cancellare tutti i principi etici e morali" scrivono i Vescovi.<br />“Nonostante tutte queste difficoltà, le nostre donne, generose e lavoratrici sono piene di speranza. Il Santo Padre, che non concepisce una Chiesa senza le donne, pensa alla Chiesa pellegrina nella Repubblica Dominicana, con un orizzonte e una sfida. Egli si rammarica che il ‘servizio’ venga confuso con ‘servitù’ quando si parla al ruolo delle donne. In conclusione, invitiamo tutti a rispettare la loro dignità e soprattutto educare i bambini e i giovani a fare lo stesso”. <br />“Niente violenza contro le donne – concludono i Vescovi -, non si deve danneggiare una bella opera del Creatore! Esortiamo le autorità a rimanere vigili in modo che l'effettiva applicazione della legge impedisca ai violenti di fare più male a una parte vitale della nostra società”.<br /> <br />Wed, 18 Jan 2017 11:44:06 +0100ASIA/INDONESIA - Leader religiosi in corteo per difendere le montagne di Kendeng dall’industria del cementohttp://www.fides.org/it/news/61540-ASIA_INDONESIA_Leader_religiosi_in_corteo_per_difendere_le_montagne_di_Kendeng_dall_industria_del_cementohttp://www.fides.org/it/news/61540-ASIA_INDONESIA_Leader_religiosi_in_corteo_per_difendere_le_montagne_di_Kendeng_dall_industria_del_cementoSemarang – “Preghiamo per la conservazione delle nostre montagne. Che Dio benedica la terra che ci ha dato. Se l’umanità ne abusa, la natura si danneggerà e la nostra acqua diverrà avvelenata. La nostra gente non potrà più fare il bagno nei fiumi e gli agricoltori non potranno irrigare i campi. La vita di intere comunità e un delicato ecosistema sarà distrutto”: è quanto dichiara a Fides p. Aloys Budi Purnomo, presidente della Commissione per gli affari ecumenici e interreligiosi dell'Arcidiocesi di Semarang, che ha accompagnato un corteo organizzato insieme con altri leader religiosi, studenti, ambientalisti e artisti, fino al palazzo del Governatore della provincia di Giava centrale, a Semarang. Il corteo interreligioso è stato intessuto da letture di poesie, canti e preghiere delle diverse rispettive tradizioni religiose.<br />Come riferito a Fides da Lukas Ali Tristanto, segretario della Commissione diocesana per gli affari ecumenici e interreligiosi, la Chiesa locale ha a cuore il bene della provincia di Giava Centrale: per questo p. Budi Purnomo ha invitato tutte le persone di buona volontà, di ogni religione, a radunarsi e pregare per la difesa dell’ambiente e per segnalare al governatore il pericolo che si prospetta. Quello che si chiede è “attuare la decisione della Corte Suprema di revocare il permesso della creazione di una industria del cemento a Rembang”. Il governatore Ganjar Pranowo, infatti, invece di cancellare il permesso per la costruzione di uno stabilimento industriale dell’industria Semen Indonesia, ha semplicemente emesso un’ordinanza sul rispetto ambientale.<br />Secondo il leader musulmano Nuril Arifin Husein, della scuola islamica di Pondok, il governatore di Giava Centrale “dovrebbe accogliere le istanze del popolo e revocare il permesso, in particolare dopo che la Corte Suprema ha legittimato la richiesta di rifiutare i cementifici per tutelare la natura”. L’imam Aziz dell’organizzazione islamica “Nahdlatul Ulama” ha rimarcato che “Kendeng non è semplicemente una montagna antichissima, ma un ambiente dove vivono persone, culture e civiltà. Pertanto, non si può lasciare quel prezioso habitat in mano a businessmen del cemento”<br />La catena di Kendung è composta da montagne carsiche che si estendono in tutta la parte settentrionale centrala dell’isola di Giava. La richiesta intende tutelare, prima di tutto, il “diritto all’acqua” e il bacino delle acque sotterranee di Watu Putih che ospita le fonti di acqua pulita, utilizzata per l’irrigazione da centinaia di migliaia di agricoltori a Rembang e Tuban. Secondo i geologi, nel bacino carsico ci sono almeno 77 grotte, 154 sorgenti, 15 doline e 4 fiumi sotterranei: un sistema che verrebbe compromesso dagli scarti degli impianti industriali.<br />“La campagna delle associazioni della società civile e delle comunità religiose ha influenzato le decisioni giudiziarie e la politica, dimostrando che il governo è chiamato a muoversi con cautela sulle questioni ambientali” ha commentato Mimin Dwi Hartono, membro della National Commission for Human Rights dell’Indonesia. <br />Wed, 18 Jan 2017 11:11:07 +0100AMERICA/MESSICO - Stato d’emergenza a Cancun, il Vescovo chiede sicurezza e preghierahttp://www.fides.org/it/news/61539-AMERICA_MESSICO_Stato_d_emergenza_a_Cancun_il_Vescovo_chiede_sicurezza_e_preghierahttp://www.fides.org/it/news/61539-AMERICA_MESSICO_Stato_d_emergenza_a_Cancun_il_Vescovo_chiede_sicurezza_e_preghieraCancun – Dinanzi alla proclamazione dello "stato d’emergenza" a Cancun, Quintana Roo , dopo alcuni episodi di violenza, Sua Ecc. Mons. Pedro Pablo Elizondo Cárdenas, L.C., Vescovo della Prelatura Territoriale di Cancún-Chetumal, ha invitato le autorità a "mantenere la pace e garantire la sicurezza alla popolazione, salvaguardare la vita e garantire la protezione della popolazione e dei turisti".<br />Nella nota inviata a Fides, il Vescovo invita i cittadini a "rispettare le regole di sicurezza e a rimanere in casa. Ascoltare le autorità competenti e prestare attenzione ai comunicati delle autorità riguardo alla situazione". Alla fine invita "tutti i cattolici ad offrire la loro preghiera personale e familiare con un'intenzione speciale per la pace e soprattutto durante il grande silenzio dopo la comunione, a pregare insieme per la pace e la riconciliazione in Messico".<br />Dalla stampa locale si apprende che a Cancun una decina di uomini armati, forse membri di gang locali, lunedì 16 gennaio ha aperto il fuoco contro l'ufficio del procuratore generale. La polizia arrivata sul posto ha risposto al fuoco e secondo le prime informazioni un impiegato della procura e tre uomini armati sono rimasti uccisi. Il sindaco di Cancun, su Twitter, ha detto: "L'attacco contro l'ufficio del procuratore generale dello Stato è inaccettabile” e ha invitato i cittadini alla calma. Le autorità "stanno applicando rigidi protocolli per controllare la situazione e prendere i responsabili".<br />Quasi contemporaneamente si sono registrati colpi d'arma da fuoco in altre parti della città, la cui matrice non è chiara. L'attacco all’ufficio del procuratore è stato effettuato all’indomani della sparatoria in una discoteca vicino a Playa del Carmen, che ha lasciato cinque morti.<br /> <br /><br />Wed, 18 Jan 2017 10:14:21 +0100ASIA/LIBANO - Il Presidente Aoun: per i cristiani in Medio Oriente la smania dei soldi è più pericolosa delle bombehttp://www.fides.org/it/news/61538-ASIA_LIBANO_Il_Presidente_Aoun_per_i_cristiani_in_Medio_Oriente_la_smania_dei_soldi_e_piu_pericolosa_delle_bombehttp://www.fides.org/it/news/61538-ASIA_LIBANO_Il_Presidente_Aoun_per_i_cristiani_in_Medio_Oriente_la_smania_dei_soldi_e_piu_pericolosa_delle_bombeBeirut – Il numero dei cristiani in Medio Oriente diminuisce non solo a causa di conflitti e violenze, ma anche per la scarsa attitudine delle comunità cristiane ad assumersi responsabilità di carattere politico e nella gestione delle istituzioni pubbliche. E il primo pericolo per i cristiani mediorientali non sono le bombe, ma il diffondersi, anche tra loro, di una certa bramosia di denaro e risorse. E' quanto ha rimarcato il Presidente libanese Michel Aoun, cristiano maronita, ricevendo lunedì 16 gennaio, presso il Palazzo presidenziale, i membri del Comitato esecutivo del Consiglio delle Chiese del Medio Oriente. Della delegazione facevano parte i rappresentanti di Chiese e comunità ecclesiali mediorientali, compreso il Patriarca Mar Ignatios Aphrem II, Primate della Chiesa siro ortodossa, e il Patriarca Yohanna X, a capo della Chiesa greco ortodossa di Antiochia. <br />Nel suo intervento – riportano le fonti locali consultate dall'Agenzia Fides – il Presidente libanese ha fatto riferimento alla diminuzione drastica della presenza dei cristiani autoctoni in Palestina e in Iraq, dove dalla prima Guerra del Golfo a oggi si è passati da più di un milione a 300mila cristiani. “E dalla Siria” ha aggiunto il leader politico libanese “non sappiamo ancora il numero dei cristiani che sono emigrati”. Davanti a questi processi – ha rimarcato Aoun – occorre riconoscere che solo la partecipazione attiva dei cristiani alla vita politica della propria nazione può alla lunga preservare la continuità di presenze delle comunità cristiane autoctone. <br />“Il cristianesimo” ha detto l'ex generale, “non è arrivato qui dall'esterno, e quando i cristiani in Medio Oriente perdono i loro diritti e guardano all'esterno, questo per loro diventa un ulteriore fattore di pericolo”. A mettere in forse la permanenza dei cristiani in Medio Oriente – ha suggerito Aoun, esprimendo un pensiero originale rispetto a tanti stereotipi dominanti – non sono tano le bombe, i cannoni o le incursioni aeree, ma il rischio di essere contagiati da una certa ‘sete di denaro’. Aoun ha fatto cenni non scontati anche all'esperienza dei martiri, sottolineando che nel cristianesimo il martirio è un'esperienza di resurrezione e non di morte e fallimento. “Alcuni politici” ha detto Aoun, forse con un riferimento all'uso della parola ‘martire’ per indicare qualsiasi combattente che muore in battaglia, o addirittura i responsabili di attentati suicidi, “hanno criticato il concetto del martirio, ma nella vita cristiana il martirio è dare la vita per gli altri. Esprime la realtà della redenzione”. Gesù, con il suo martirio - ha sottolineato Aoun - “ha fatto così per noi”. <br />Nel corso dell'incontro, il Presidente Aun ha anche donato al Patriarca ortodosso Yohanna X - il cui fratello Boulos Yazigi, Metropolita greco ortodosso di Aleppo, è stato rapito in Siria nell'aprile 2013 – un evangelirio in greco, confiscato dall'esercito libanese a un jihadista che lo aveva trafugato da uno dei santuari cristiani di Maalula, il villaggio cristiano dove ancora si parla l'aramaico, occupato per due volte dalle milizie jihadiste di al Nusra tra il 2013 e il 2014. .Tue, 17 Jan 2017 12:37:01 +0100AFRICA/NIGERIA - “Occorrono ranch per fermare le violenze dei pastori nomadi” ribadisce l’Arcivescovo di Kadunahttp://www.fides.org/it/news/61537-AFRICA_NIGERIA_Occorrono_ranch_per_fermare_le_violenze_dei_pastori_nomadi_ribadisce_l_Arcivescovo_di_Kadunahttp://www.fides.org/it/news/61537-AFRICA_NIGERIA_Occorrono_ranch_per_fermare_le_violenze_dei_pastori_nomadi_ribadisce_l_Arcivescovo_di_KadunaAbuja - “I continui scontri tra agricoltori e pastori sono una chiara indicazione che il vecchio metodo di allevamento attraverso le cosiddette ‘vie del bestiame’ e le riserve di pascolo è obsoleto e insostenibile, da qui la necessità urgente che i proprietari terrieri affittino le loro terre ai pastori per creare degli allevamenti” ha affermato Sua Ecc. Mons. Mathew Man'Oso Ndagoso, Arcivescovo di Kaduna, nella sua omelia per l'ordinazione e l'insediamento episcopale di Mons. Philip Davou Dung, il secondo Vescovo di Shendam.<br />La regione di Kaduna è sconvolta da mesi dalle razzie perpetrate dai pastori Fulani che si muovono alla ricerca di nuovi pascoli, scontrandosi con le popolazioni sedentarie .<br />Mons. Ndagoso ha individuato le radici degli incessanti scontri mortali tra agricoltori e pastori nel movimento continuo di pastori in cerca di pascoli per i loro animali.<br />“Esortiamo tutti i soggetti interessati a fare il necessario per favorire la creazione di un ambiente favorevole per l'istituzione graduale di ranch da parte di governi, comunità e individui, per contribuire a contenere la violenza che minaccia l'esistenza sociale del nostro Paese” ha sottolineato.<br />Mons. Ndagoso ha citato la dichiarazione congiunta dei Vescovi cattolici della provincia ecclesiastica di Kaduna : "Guardando avanti, dobbiamo notare che il dibattito su mandriani e pastori è un dibattito sul futuro della nostra sopravvivenza umana, sull'ambiente e sul nostro Paese. Dobbiamo abbandonare la vecchia pratica di pastori che si muovono in massa in tutto il Paese soprattutto in considerazione delle violenze che scatenano nel nostro popolo. Oggi intere comunità sono state distrutte e la rabbia nel Paese è palpabile. Siamo convinti che l'unica via da seguire da parte del governo è quella di arrestare il movimento dei pastori e dei loro animali, esplorando le opzioni per la creazione di ranch invece di riserve di pascolo. Noi crediamo che la creazione di ranch abbia senso sul piano economico ed umano”. <br /><br />Tue, 17 Jan 2017 12:12:01 +0100ASIA/FILIPPINE - Congresso apostolico: misericordia e cultura della vitahttp://www.fides.org/it/news/61536-ASIA_FILIPPINE_Congresso_apostolico_misericordia_e_cultura_della_vitahttp://www.fides.org/it/news/61536-ASIA_FILIPPINE_Congresso_apostolico_misericordia_e_cultura_della_vitaManila - La misericordia è tutt'altro che un sentimento astratto, ma è l'attributo di Dio che guarda all'uomo, al valore della vita, ai diritti fondamentali della persona. Per questo il quarto Congresso Apostolico Mondiale della Misericordia che si tiene all'Università di Santo Tomas a Manila, nelle Filippine, presta grande attenzione a questi temi e alla realtà della nazione, che attraversa una crisi dei diritti umani, vista la "guerra alla droga", lanciata dal governo, che sta mietendo migliaia di vittime. Lo afferma il Vescovo Ruperto Santos di Balanga ricordando, in una nota inviata a Fides, che "la misericordia è collegata con la vita, ama la vita e difende la vita. E' sempre incentrata sulla vita".<br />Mentre il Congresso registra una partecipazione massiccia di battezzati, vari gruppi ecclesiali laicali hanno annunciato che scenderanno in strada a Manila per stigmatizzare l'ondata di "esecuzioni extragiudiziali" in corso nel paese: la "Marcia per la vita" è in programma il 18 febbraio. I laici esprimeranno ferma opposizione verso la campagna che ha fatto finora oltre 6.200 omicidi di sospetti criminali e spacciatori di droga. "Noi, laici cattolici filippini, desideriamo protestare contro tutte le forme di minacce alla vita e alla dignità umana promosse da organizzazioni e autorità economiche, sociali e politiche" recita un comunicato inviato a Fides. "Vogliamo dire al nostro governo che siamo contro questa cultura della morte". <br />Tue, 17 Jan 2017 11:37:18 +0100AMERICA/ECUADOR - Violazione dei diritti delle comunità indigene denunciata dalla REPAMhttp://www.fides.org/it/news/61535-AMERICA_ECUADOR_Violazione_dei_diritti_delle_comunita_indigene_denunciata_dalla_REPAMhttp://www.fides.org/it/news/61535-AMERICA_ECUADOR_Violazione_dei_diritti_delle_comunita_indigene_denunciata_dalla_REPAMMorona Santiago – "Esprimiamo la nostra profonda preoccupazione e denuncia sui recenti eventi riguardanti la popolazione Shuar dell'Ecuador, nella provincia di Morona Santiago, in particolare lo sgombero di coloni, indigeni e contadini della comunità Nankints per gli interessi della società mineraria cinese Ecuacorrientes SA": queste le parole della nota inviata a Fides dalla REPAM .<br />"Contadini ed indigeni hanno condiviso questo spazio per un lungo periodo di tempo. L'innesco del conflitto attuale è chiaramente legato alla politica di sfruttamento delle risorse naturali che è stata imposta nella regione amazzonica con la concessione di diritti a gruppi privati, con la grave violazione dei diritti umani e contro la protezione degli ecosistemi" continua la nota.<br />"Chiediamo il rispetto dei diritti , il rispetto del dialogo ragionevole, la cessazione urgente e il non ripetersi di uno stato di emergenza che favorisce un contesto di maggiore scontro e violenza, dare priorità agli interessi delle comunità che hanno vissuto in quei territori rispetto agli interessi estrattivi esterni".<br />Il 12 gennaio, il governo del presidente Correa ha prorogato per 30 giorni lo “stato di emergenza” a causa del conflitto fra la comunità Nankints e la società mineraria cinese Exsa. Secondo la stampa ecuadoriana, lo stato di emergenza serve più che altro a militarizzare la zona, a invadere le case dei contadini o a vietare incontri di ogni genere. Nei primi giorni di gennaio ci sono stati scontri fra abitanti e forze dell'ordine con il risultato di un militare morto e molti residenti detenuti.<br />La Confederazione Nazionale degli Indigeni dell’Ecuador ha denunciato che non ci sono prove contro i contadini per gli atti di violenza accaduti nel dicembre 2016 e a gennaio 2017. "L'estensione dello stato d'emergenza per 30 giorni è un chiaro segno di provocazione e dell'incapacità del governo a risolvere i problemi in modo pacifico. Quello che ha fatto lo Stato è stato solo togliere i diritti alle comunità" si legge nel comunicato della CONAIE.<br /> <br />Tue, 17 Jan 2017 11:18:34 +0100ASIA/BANGLADESH - Essere donna e giornalista non è sempre facile: differenza di genere nel Paesehttp://www.fides.org/it/news/61534-ASIA_BANGLADESH_Essere_donna_e_giornalista_non_e_sempre_facile_differenza_di_genere_nel_Paesehttp://www.fides.org/it/news/61534-ASIA_BANGLADESH_Essere_donna_e_giornalista_non_e_sempre_facile_differenza_di_genere_nel_PaeseDacca - Il giornalismo in Bangladesh è una professione che attrae molte persone di entrambi i sessi, ma a causa di pregiudizi sociali e ambienti di lavoro ostili il numero delle donne impegnate nei media rimane esiguo. Da un rapporto recentemente divulgato risulta che nel Paese asiatico solo il 5% delle donne lavora per la carta stampata e il 25% per i media online.<br />Essere donna e giornalista non è spesso così facile. “Bisogna essere pronte ad ogni genere di ostacolo e di sfida, a partire dalla diffidenza della famiglia che vuole le donne al sicuro” racconta la vicedirettrice di United News of Bangladesh . “Nella nostra società, spesso si è compromesse in quanto donne. Non puoi arrivare lontano perchè sei donna. Non puoi lavorare la sera perchè sei donna... e così via”, continua nella nota pervenuta a Fides. <br />News Network, organizzazione no-profit che sostiene i media, è stata la prima, negli anni ’90, ad offrire una formazione giornalistica per le universitarie mediante programmi di borse di studio. L’organizzazione ha anche formato quasi 300 giovani e future giornaliste con il supporto tra gli altri di Diakonia, Free Press, Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale. Il programma ha avuto successo con il 60% delle partecipanti che attualmente lavorano per importanti mezzi di comunicazione del Paese. <br /> <br />Tue, 17 Jan 2017 10:35:20 +0100AMERICA/PANAMA - “Il paese non è solo un dono ma una responsabilità”: conclusioni dell’assemblea dei Vescovihttp://www.fides.org/it/news/61533-AMERICA_PANAMA_Il_paese_non_e_solo_un_dono_ma_una_responsabilita_conclusioni_dell_assemblea_dei_Vescovihttp://www.fides.org/it/news/61533-AMERICA_PANAMA_Il_paese_non_e_solo_un_dono_ma_una_responsabilita_conclusioni_dell_assemblea_dei_VescoviCittà di Panama – A conclusione dell'assemblea della Conferenza Episcopale di Panama , i Vescovi hanno inviato un comunicato al popolo di Dio. Il primo punto del documento inviato a Fides riguarda l'impegno della CEP per l'organizzazione delle "Giornate nelle Diocesi" che precedono la Giornata Mondiale della Gioventù 2019. I giovani che arrivano nelle diverse diocesi del paese saranno accolti presso le famiglie. Una prova generale sarà costituita, dal 2 al 5 febbraio, dalla celebrazione del XXXVIII Incontro Nazionale di Rinnovamento della Gioventù, che avrà sede a Chitré.<br />Il messaggio lancia quindi un invito alla Non violenza: infatti la violenza a Panama sta diventando purtroppo uno stile di vita, e i Vescovi invitano al cambiamento in forma radicale.<br />La seconda parte del documento passa in rassegna vari aspetti della situazione nazionale da tenere sotto controllo: la famiglia, l'istruzione pubblica, l'ideologia del gender, l'aiuto economico internazionale che arriva sotto condizioni diverse.<br />In risposta a questa analisi, i Vescovi propongono di combattere la povertà con l'impegno a trasformare l'assistenzialismo in promozione umana e la corruzione con una etica sociale giusta. "Ognuno deve essere aperto alle esigenze della solidarietà e del bene comune. La povertà non è solo una questione economica, è anche una questione morale e culturale. E' questa povertà morale e culturale che ci ha fermato dall’intraprendere i cambiamenti necessari" si legge nel testo.<br />"Dobbiamo avere in mente che il paese non è una fattoria, ma un'eredità che bisogna saper accettare, proteggere ed ingrandire; È un bene comune e, come tale, non solo un dono, ma anche una responsabilità", conclude il documento. <br /> <br />Tue, 17 Jan 2017 10:09:46 +0100EUROPA/ALBANIA - Ordine di sfratto per la parrocchia cattolica e il centro giovanile di Elbasanhttp://www.fides.org/it/news/61532-EUROPA_ALBANIA_Ordine_di_sfratto_per_la_parrocchia_cattolica_e_il_centro_giovanile_di_Elbasanhttp://www.fides.org/it/news/61532-EUROPA_ALBANIA_Ordine_di_sfratto_per_la_parrocchia_cattolica_e_il_centro_giovanile_di_ElbasanElbasan - Il 20 gennaio la parrocchia San Pio X e il Centro pastorale di Elbasan affidati ai religiosi orionini verranno chiusi in seguito ad una sentenza della Corte di Cassazione albanese. I sacerdoti verranno quindi sfrattati lasciando senza cure pastorali la minoranza di fedeli cattolici. Secondo le notizie pervenute a Fides, a Elbasan è in atto da anni una controversia sulla proprietà del terreno su cui sorgono la chiesa e il Centro pastorale.<br />Questo terreno venne venduto 20 anni fa dallo Stato alla Chiesa cattolica, e su di esso venne costruita la chiesa e il centro pastorale con la licenza edilizia rilasciata dalle autorità competenti locali. L’inaugurazione si tenne nel 1997. Nel 2007 l'antico proprietario rivendicò la proprietà del terreno e il Tribunale gli diede ragione.<br />La questione sembrava dovesse risolversi tramite una Commissione istituita tra Governo albanese e Chiesa cattolica, come previsto dal Concordato, invece la Commissione giudicante della Cassazione di Tirana si è espressa in maniera definitiva, respingendo il ricorso della Chiesa cattolica di Albania e dell'Avvocatura dello Stato sulla questione del terreno di Elbasan. La sentenza, divenendo operativa, obbliga a liberare il terreno da tutti gli oggetti ivi posti e a restituirlo.<br />In questi giorni i religiosi orionini dell’Albania hanno trasmesso alla Direzione provinciale dell’Opera Don Orione a Roma, da cui dipende la missione, la loro seria preoccupazione. Allo stesso modo sono stati informati i Vescovi albanesi e la Nunziatura Apostolica. <br />Tue, 17 Jan 2017 09:21:14 +0100