Fides News - Italianhttp://www.fides.org/Le notizie dell'Agenzia FidesitI contenuti del sito sono pubblicati con Licenza Creative Commons.ASIA/CAMBOGIA - Istruzione e impresa sociale: i progetti della Chiesa cambogianahttp://www.fides.org/it/news/62183-ASIA_CAMBOGIA_Istruzione_e_impresa_sociale_i_progetti_della_Chiesa_cambogianahttp://www.fides.org/it/news/62183-ASIA_CAMBOGIA_Istruzione_e_impresa_sociale_i_progetti_della_Chiesa_cambogianaBelmont - La Chiesa in Cambogia è direttamente impegnata in programmi educativi e sociali. In un paese al 98% buddista, “è importante che la Chiesa cattolica possa offrire la sua piena collaborazione per ricostruire un sistema educativo lasciato a pezzi dopo il regime Khmer rossi degli anni '70”: lo ha affermato il Vescovo Olivier Schmitthaeusler, Vicario Apostolico di Phnom Penh, partecipando a un incontro a Belmont, in cui ha ringraziato i sostenitori e donatori come Catholic Mission Australia. <br />Incontrando i fedeli nella chiesa cattolica di San Francesco Saverio a Belmont, il vescovo ha condiviso il progetto di una impresa sociale per le persone svantaggiate, avviata nella periferia della capitale cambogiana. Il progetto include una scuola superiore agricola e tecnica, programmi di formazione per le imprese sociali e l'istituto di San Paolo, che prepara i giovani a cambogiani anche alla formazione professionale.<br />Il Vescovo ha raccontato che gli studenti dell'Istituto conseguano ottimi risultati scolastici, rendendo nota l'intenzione di “espandere l'intero programma per garantire che le persone ancora più svantaggiate abbiano l'opportunità di studiare o imparare ua professione”.<br />Un altro settore in cui la Chiesa è presente è l'agricoltura “olistica” e sostenibile, portata avanti dall'impresa sociale che si sta sviluppando a Phnom Penh con il sostegno di Catholic Mission, ovvero il network della Pontificie Opere Missionarie australiane.<br />“Grazie al sostegno finanziario e la preghiera, la nostra piccola Chiesa ha trovato molti modi pratici e vitali per comunicare il volto misericordioso di Dio a coloro che ne hanno bisogno in Cambogia. Sono qui per ringraziarvi per la vostra generosità e carità”, ha rimarcato mons. Schmitthaeusler . <br />Sat, 29 Apr 2017 12:14:11 +0200ASIA/TURCHIA - Una reliquia dell’apostolo Filippo in dono al Patriarca di Costantinopolihttp://www.fides.org/it/news/62182-ASIA_TURCHIA_Una_reliquia_dell_apostolo_Filippo_in_dono_al_Patriarca_di_Costantinopolihttp://www.fides.org/it/news/62182-ASIA_TURCHIA_Una_reliquia_dell_apostolo_Filippo_in_dono_al_Patriarca_di_CostantinopoliSmirne - Il 9 maggio nella cattedrale di San Policarpo a Smirne una delegazione dell’Ordine dei Frati minori conventuali consegnerà al Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo una reliquia dell’apostolo Filippo di Bethsaida. Come appreso da Fides, la consegna avverrà durante una celebrazione ecumenica cui parteciperà l’Arcivescovo cattolico di Smirne, mons. Piretto. La reliquia si trova nella Basilica dei Santi XII Apostoli a Roma. La delegazione dei francescani sarà formata da: fra Agnello Stoia, parroco della Basilica, fra Silvestro Bejan, del Sacro Convento di Assisi e Delegato generale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, e fra Martin Kmetec del Convento di Sant’Antonio a Istanbul e Custode d’Oriente. Un altro parroco di Roma, P. Davide Carbonaro, si unirà alla delegazione, insieme ad alcuni fedeli, tra i quali il prof. Francesco D’Andria, l’archeologo che ha scoperto il sito dove l’apostolo è stato crocifisso e deposto a Hierapolis . <br />L’evento parte dalla ricognizione degli apostoli Filippo e Giacomo minore, che si è svolta lo scorso anno presso la Basilica dei Santi XII Apostoli, a Roma, dove sono custoditi i loro corpi dal VI secolo. <br />L’Arcivescovo cattolico di Smirne è venuto a venerare le reliquie e ha consegnato al parroco della Basilica una richiesta da parte della comunità cattolica e ortodossa locale; inoltre anche il Patriarca ecumenico Bartolomeo è particolarmente devoto a san Filippo. "Siamo felici di rinsaldare rapporti di amicizia e di comunione ecclesiale tra Roma e Costantinopoli nel nome di san Filippo e di san Francesco d’Assisi. Ci sentiamo nell’abbraccio di Paolo VI e di Atenagora, di Papa Francesco e del patriarca Bartolomeo", dichiara, in un nota inviata a Fides, fra Agnello Stoia OFMconv.<br />San Filippo di Bethsaida è menzionato nei Vangeli come uno dei dodici apostoli di Cristo. Filippo giunse a Hierapolis, in Frigia, e predicò il cristianesimo. Il proconsole locale lo fece inchiodare a un albero a testa in giù, come è rappresentato nell'iconografia tradizionale. Sat, 29 Apr 2017 09:48:28 +0200AFRICA/EGITTO - Fonti copte ortodosse: il Papa e il Patriarca potrebbero firmare una dichiarazione con riferimenti alla prassi dei ri-battesimihttp://www.fides.org/it/news/62181-AFRICA_EGITTO_Fonti_copte_ortodosse_il_Papa_e_il_Patriarca_potrebbero_firmare_una_dichiarazione_con_riferimenti_alla_prassi_dei_ri_battesimihttp://www.fides.org/it/news/62181-AFRICA_EGITTO_Fonti_copte_ortodosse_il_Papa_e_il_Patriarca_potrebbero_firmare_una_dichiarazione_con_riferimenti_alla_prassi_dei_ri_battesimiIl Cairo – Il Vescovo copto ortodosso Raphael, Segretario del Santo Sinodo della Chiesa copta ortodossa, ha smentito e respinto come fuorvianti alcune indiscrezioni, circolate sui media egiziani alla vigilia della visita di Papa Francesco in Egitto, riguardanti la questione controversa dei cosiddetti “ri-battesimi” amministrati a nuovi fedeli provenienti da altre confessioni cristiane. In un comunicato, diffuso a nome del Santo Sinodo della Chiesa Copta ortodossa, Anba Raphael ha rigettato “le dicerie circolate sui media, redatte senza aver letto la dichiarazione ufficiale che sarà firmata durante la visita del Papa riguardo al battesimo”. Per mettere a tacere le illazioni fuorvianti circolate su media egiziani, la segreteria del Santo Sinodo copto ortodosso ha reso noto sul suo account facebook il passaggio riferito alla questione dei ri-battesimi contenuto in una dichiarazione comune che il Patriarca copto ortodosso Tawadros II e il Vescovo di Roma potrebbero sottoscrivere, in occasione della visita papale in Egitto. In tale passaggio, senza senza parlare di accordi, si fa accenno al cammino intrapreso dalle Chiese per porre fine alla prassi di ribattezzare i fedeli che passano da una Chiesa all'altra. “In obbedienza allo Spirito Santo, che santifica la Chiesa, la custodisce attraverso i tempi e la guida per giungere all’unità perfetta, per la quale Ctristo ha pregato” - si legge nel brano del testo, diffuso da Anba Raphael nella versione predisposta in arabo, e pervenuto all'Agenzia Fides, “oggi Noi, Papa Francesco e Papa Tawadros II, per rallegrare il cuore del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo, ed anche i cuori dei nostri figli nella fede, ci sforziamo con diligenza a cuore sincero a non ripetere il sacramento del battesimo, praticato nelle nostre chiese, a favore della persona chi intende unirsi all’altra Chiesa, secondo l’insegnamento della Sacra Scrittura e la dottrina dei tre Concili ecumenici di Nicea, di Costantinopoli e di Efeso. Imploriamo Dio Padre” continua il brano riportato da Anba Raphael “di guidarci nei tempi e nei modi voluti dallo Spirito Santo per arrivare fino all’unione perfetta del corpo mistico di Cristo”.<br />La controversa prassi di alcune Chiese d'Oriente che ri-battezzano i nuovi fedeli provenienti da altre realtà ecclesiali costituisce un elemento di oggettiva sofferenza nelle relazioni ecumeniche, e un ostacolo sul cammino verso il ripristino della piena comunione sacramentale tra quelle Chiese e la Chiesa cattolica. . Fri, 28 Apr 2017 12:32:42 +0200AMERICA/ECUADOR - Un Vescovo missionario alla guida della Conferenza Episcopalehttp://www.fides.org/it/news/62180-AMERICA_ECUADOR_Un_Vescovo_missionario_alla_guida_della_Conferenza_Episcopalehttp://www.fides.org/it/news/62180-AMERICA_ECUADOR_Un_Vescovo_missionario_alla_guida_della_Conferenza_EpiscopaleQuito – La Conferenza Episcopale Ecuadoriana ha eletto come suo nuovo Presidente il comboniano Mons. Eugenio Arellano Fernández, M.C.C.I., Vescovo del Vicariato Apostolico di Esmeraldas. Succede a Mons. Fausto Trávez Trávez, attuale Arcivescovo di Quito.<br />La CEE è riunita in Assemblea plenaria presso il Centro di Formazione Sociale Bethania, a Quito.<br />L'incontro, iniziato il 26 aprile, prevede per oggi 28 aprile, la presentazione dei membri della nuova Presidenza, vale a dire: S.E. Mons. Arellano, Presidente, S.E. Mons. Luis Cabrera, OFM, Arcivescovo di Guayaquil, Vice presidente e S.E. Mons. René Coba, Vescovo Castrense come Segretario Generale. Inoltre p. Mauro Cuevas è Segretario aggiunto della CEE.<br />La nota inviata a Fides da una fonte locale riporta il grande risalto dato attraverso le reti sociali, alla scelta di un Vescovo missionario alla guida della Chiesa in Ecuador. Spagnolo di nascita, missionario comboniano, Mons. Eugenio Arellano Fernández è stato eletto alla guida del Vicariato Apostolico di Esmeraldas il 1 giugno 1995. E’ stato sempre un missionario che ha difeso i giovani e la famiglia , ha avuto un ruolo importante anche nell'organizzazione sociale nella zona, al punto di partecipare a qualche manifestazione pacifica e di essere segnalato dallo stesso Presidente dell’Ecuador, Rafael Correa.<br /> <br />Fri, 28 Apr 2017 12:28:54 +0200ASIA/INDONESIA - Un gesuita: “In Indonesia non è ancora il momento per un leader nazionale cristiano”http://www.fides.org/it/news/62179-ASIA_INDONESIA_Un_gesuita_In_Indonesia_non_e_ancora_il_momento_per_un_leader_nazionale_cristianohttp://www.fides.org/it/news/62179-ASIA_INDONESIA_Un_gesuita_In_Indonesia_non_e_ancora_il_momento_per_un_leader_nazionale_cristianoGiacarta – “In Indonesia non è ancora giunto il momento per vedere un cristiano come leader politico a livello nazionale, che sia presidente, vicepresidente o governatore di Giacarta. Bisogna avere pazienza e guardare la storia”: lo dice all’Agenzia Fides il gesuita p. Franz Magnis-Suseno, docente universitario e noto analista della società e della politica in Indonesia, commentando la mancata elezione del cristiano Basuki Tjahaja Purnama come governatore di Giacarta, battuto dal musulmano Anies Baswedan. La campagna elettorale è stata caratterizzata dall’emergere di movimenti musulmani radicali che hanno rifiutato l’elezione del governatore cristiano, strumentalizzando la religione ai fini politici.<br />“Gli Stati Uniti ci hanno messo 160 anni prima che un cattolico potesse diventare presidente e in quel momento vi furono reazioni non positive da parte di alcuni partiti protestanti: e siamo in America! Vogliamo dimenticare forse le reazioni al primo presidente di colore, Obama? O le vivaci proteste di molti tedeschi quando il presidente tedesco Horst Koehler, dieci anni fa, osò parlare di ‘islam tedesco’?”, osserva il gesuita tedesco, che si è stabilito in Indonesia nel 1961 e diventato cittadino indonesiano nel 1977.<br />Notando il disappunto dei cristiani di Giacarta, il gesuita incalza: “Perché bisognerebbe chiedere che un paese con l’88% di musulmani debba preferire un governatore cristiano a Giacarta, tantopiù un arrogante cristiano-cinese?”.<br />“E’ un fattore psicologico – afferma Magnis-Suseno, a capo dell’Istituto di filosofia Driyarkara a Jakarta – che non si può chiedere alla popolazione di superare con facilità. Sarebbe meglio non spingere su questo tasto, per evitare che risorgano conflitti settari, sull’onda dell'emozione religiosa. Quello di cui Giacarta ha bisogno è un leader musulmano pluralista e sostenitore della Pancasilia, che operi per il bene della Repubblica dell'Indonesia. Un leader cristiano potrebbe diventare suo assistente, ma evitando posizioni di primo piano”.<br />Padre Magnis-Suseno ammette che “Ahok è molto capace ma denota alcune debolezze che lo rendono inadatto a diventare un politico di primo livello: non sa padroneggiare il suo linguaggio”, ha detto il sacerdote, ricordando che Ahok ha usato parole dure verso i suoi critici. In primis, secondo il gesuita, “Ahok dovrebbe sapere che un cristiano-cinese non dovrebbe parlare del Corano. Se non avesse citato la sura Al-Maidah, è probabile che sarebbe stato anche rieletto”.<br />“Inoltre è un personaggio piuttosto arrogante. E dal punto di vista cristiano, si è comportato in modo brutale verso i poveri. La metà di coloro che ha sfrattato sono stati semplicemente messi in mezzo alla strada senza trovare una ricollocazione. Io lo stesso l’ho criticato due volte, ma non nell'ultimo anno, per evitare che le mie parole fossero strumentalizzate in campagna elettorale. Ahok non è sostenuto da molti attivisti sociali”, rileva p. Magnis.<br />Secondo il gesuita “Ahok non è riuscito a espandere la sua base di consenso. Un anno fa, prima della controversia sulla blasfemia, circa il 75% dei cittadini lo considerava un buon politico, ma meno del 50% ne ha poi approvato l’opera come governatore, e solo il 42% lo ha votato nel primo e secondo turno delle elezioni di Giacarta”.<br />In Indonesia, nella scelta fra un candidato musulmano e un candidato cristiano, conclude p. Magnis-Suseno “i comuni cittadini musulmani comunque voterebbero un musulmano, a meno che non sia un personaggio proprio impresentabile”, anche senza le pressioni dell’Islamic Defenders Front. <br />Fri, 28 Apr 2017 11:28:17 +0200AFRICA/ETIOPIA - L’Auditorium dell’ospedale di Wolisso dedicato a don Luigi Mazzucatohttp://www.fides.org/it/news/62178-AFRICA_ETIOPIA_L_Auditorium_dell_ospedale_di_Wolisso_dedicato_a_don_Luigi_Mazzucatohttp://www.fides.org/it/news/62178-AFRICA_ETIOPIA_L_Auditorium_dell_ospedale_di_Wolisso_dedicato_a_don_Luigi_MazzucatoWolisso – Si è appena tenuta la cerimonia di intitolazione dell’Aula Magna/Auditorium dell’Ospedale di Wolisso alla memoria di don Luigi Mazzucato, storico direttore di Medici con l’Africa Cuamm. “Era l’ospedale che tanto amava. Uno dei pochi costruito interamente dal Cuamm, che di solito si affianca a strutture già esistenti, governative o diocesane, per rimetterle in pista” si legge nella nota inviata all’Agenzia Fides. <br />L’Ospedale di Wolisso è stato fin dall’origine una grandissima sfida portata avanti con caparbia determinazione dall’allora direttore del Cuamm don Luigi Mazzucato in uno sforzo condiviso con la Chiesa cattolica etiope. È proprio per questo che a don Luigi oggi viene intitolata l’Aula Magna/Auditorium dell’Ospedale, per fare rivivere quella determinazione proprio nei luoghi per cui si è speso. L’Ospedale St. Luke di Wolisso, con i suoi 192 posti letto è il più importante ospedale non governativo dell'Etiopia. Costituisce la struttura di riferimento per la Regione dell'Oromia. I beneficiari dei servizi forniti dall'Ospedale sono le 1.175.000 persone che vivono nella Provincia. La struttura fornisce servizi di medicina, pronto soccorso, ortopedia, visite ambulatoriali, ed è dotato di reparti di pediatria, ostetricia, malnutrizione, dipartimento di salute materno-infantile, sala di attesa per le donne ad alto rischio nel parto. La scuola ostetriche e infermieri collegata, operativa anch’essa dal 2000, forma infermieri generici, ostetriche e assistenti sanitari. Nella zona vi sono 20 centri di salute e 53 community health posts, interessati dal progetto di sanità pubblica che raggiunge il territorio. Solo nel 2016 ha garantito 11.337 visite ambulatoriali, 5.552 vaccinazioni, 4.557 visite prenatali, 9.389 parti assistiti e 10.826 screening per la malnutrizione su bambini sotto i 5 anni. E’, inoltre, una delle dieci stazioni del nuovo progetto del Cuamm “Prima le mamme e i bambini. Mille di questi giorni” che mira a garantire interventi a sostegno della mamma e del piccolo nei primi 1.000 giorni, cioè il tempo che va dall’inizio della gravidanza fino ai due anni di vita, incluso il parto gratuito e sicuro e il trattamento della malnutrizione acuta e cronica.<br /> <br />Fri, 28 Apr 2017 11:19:26 +0200AMERICA/PERU’ - Si apre oggi l’VIII Forum Sociale Panamazzonico (FOSPA)http://www.fides.org/it/news/62177-AMERICA_PERU_Si_apre_oggi_l_VIII_Forum_Sociale_Panamazzonico_FOSPAhttp://www.fides.org/it/news/62177-AMERICA_PERU_Si_apre_oggi_l_VIII_Forum_Sociale_Panamazzonico_FOSPATarapoto – Si apre oggi, 28 aprile, l’VIII Forum Sociale Panamazzonico a Tarapoto, Perù. Il FOSPA è un luogo privilegiato per presentare proposte e alternative promosse all'interno della società civile PanAmazzonica. Temi fondamentali come territorialità, diritti umani, sovranità alimentare, megaprogetti o città, tra gli altri, saranno discussi dalle organizzazioni sociali della regione, sempre da una prospettiva pan-amazzonica.<br />A questo ottavo FOSPA hanno da tempo confermato la loro partecipazione diverse realtà ecclesiali, alcune giurisdizioni ecclesiastiche dell'Amazzonia, congregazioni religiose e operatori pastorali, molti dei quali appartengono già alla rete REPAM. L'obiettivo è di condividere con molte altre organizzazioni sociali questo spazio pubblico, contribuendo con l’esperienza della particolare presenza della Chiesa nell'Amazzonia.<br />Il Forum si concluderà il 1° maggio, ed è stata preparata anche una piattaforma digitale per poter seguire l'evento. Maggiori informazioni su http://www.forosocialpanamazonico.com.<br /> <br />Fri, 28 Apr 2017 10:48:30 +0200AMERICA/BOLIVIA - Aperta l’Assemblea dei Vescovi: si prega per il Venezuela e si prepara la visita Ad Liminahttp://www.fides.org/it/news/62176-AMERICA_BOLIVIA_Aperta_l_Assemblea_dei_Vescovi_si_prega_per_il_Venezuela_e_si_prepara_la_visita_Ad_Liminahttp://www.fides.org/it/news/62176-AMERICA_BOLIVIA_Aperta_l_Assemblea_dei_Vescovi_si_prega_per_il_Venezuela_e_si_prepara_la_visita_Ad_LiminaCochabamba – Con una solenne concelebrazione eucaristica presieduta da Mons. Oscar Aparicio, Arcivescovo di Cochabamba e Vicepresidente della Conferenza Episcopale Boliviana , si è aperta ieri, 27 aprile, la 103 Assemblea Plenaria della CEB. Durante l'omelia l’Arcivescovo ha sottolineato: "Viviamo nella sofferenza la tragica situazione del popolo venezuelano, ferito a morte da interessi di potere e ideologie che seminano la morte e la sofferenza".<br />Durante il discorso inaugurale, inviato all’Agenzia Fides, il Presidente della CEB, Mons. Ricardo Centellas, Vescovo di Potosi, ha detto: "Nel mese di settembre andremo a Roma, per la Visita Ad Limina, per rinnovare il nostro spirito di comunione con il Successore di Pietro e riavvivare la nostra missione profetica. Papa Francesco ci ricorda con insistenza la necessità di una trasformazione missionaria che coinvolge tutte le strutture ed i servizi della Chiesa".<br />Padre José Fuentes, Segretario aggiunto della CEB, aveva spiegato in precedenza che l'Assemblea dovrà discutere temi di importanza nazionale, quindi preparerà il rapporto da presentare a Papa Francesco, un documento che riassuma il lavoro di evangelizzazione in Bolivia da tutte le prospettive: sociale, economica, politica, ecc. "Oltre a questo, ci sono temi fondamentali della nostra realtà - ha aggiunto padre Fuentes -, come il tema della pubblica istruzione e dell'educazione cattolica in Bolivia".<br />Un altro tema importante che coinvolge tutta la Chiesa nel paese, è la preparazione del V Congresso Missionario Americano che si svolgerà nel 2018 nel paese. L'Assemblea si chiuderà il 2 maggio con un Messaggio al Popolo di Dio da parte dei Vescovi.<br /> <br />Fri, 28 Apr 2017 10:38:19 +0200AFRICA/EGITTO - Il Vescovo Kyrillos:la Conferenza di al Azhar prepara una dichiarazione sul "rinnovamento del discorso religioso"http://www.fides.org/it/news/62175-AFRICA_EGITTO_Il_Vescovo_Kyrillos_la_Conferenza_di_al_Azhar_prepara_una_dichiarazione_sul_rinnovamento_del_discorso_religiosohttp://www.fides.org/it/news/62175-AFRICA_EGITTO_Il_Vescovo_Kyrillos_la_Conferenza_di_al_Azhar_prepara_una_dichiarazione_sul_rinnovamento_del_discorso_religiosoAssiut – La “Conferenza internazionale per la pace” dell'Università sunnita di al Azhar, che avrà il suo culmine nel pomeriggio di venerdì 28 aprile con l'intervento di Papa Francesco, “diffonderà anche una dichiarazione sul cosiddetto 'Rinnovamento del discorso religioso', predisposta anche grazie al contributo di autorevoli studiosi di quella rinomata istituzione accademica islamica”. Lo riferisce all'Agenzia Fides Anba Kyrillos William Samaan, Vescovo copto cattolico di Assiut. “La notizia, riportata dalla stampa, mi sembra interessante” fa notare Anba Kyrillos “se si tiene conto che la richiesta di 'rinnovare il discorso religioso' per contrastare le tendenze fanatiche e estremiste era stata fatta dal Presidente Abdel Fattah al Sisi proprio ad al Azhar già diverse volte, e con più forza dall'inizio del 2015. E finora il Presidente si era spesso lamentato per la scarsa accoglienza riservata alla sua richiesta”. <br />La Conferenza di al Azhar, iniziata oggi, giovedì 27 aprile, mette a tema il ruolo dei leader religiosi nel contrasto al terrorismo e nell'opera di consolidamento dei principi di cittadinanza e integrazione. Secondo le informazioni ufficiali diffuse da al Azhar, le relazioni e gli interventi si concentreranno su nuclei tematici connessi alla tutela della pace e alla sua difesa da ciò che la mette a rischio, compresa la manipolazione e l'erronea interpretazione dei Testi Sacri. Alla Conferenza prendono parte, oltre a Papa Fancesco, anche i primati di altre Chiese, come il Patriarca ecumenico Bartolomeo I, il Patriarca Theodoros, Primate della Chiesa greco-ortodossa di Alessandria e di tutta l'Africa, e il Patriarca caldeo Louis Raphael I Sako, tutti invitati personalmente dallo Sheikh Ahmed al Tayyib, Grande Imam di al Azhar. <br />Anba Kyrillos conferma a Fides anche l'attesa che si respira in tutto il Paese per la visita di Papa Francesco: “Il governo ha riempito le strade di manifesti di benvenuto. Anche i fratelli copti ortodossi espongono i loro striscioni. Giovani cattolici stanno già confluendo al Cairo da tutto il Paese per un pellegrinaggio di catechesi e animazione spirituale che culminerà sabato mattina con la messa del Papa allo stadio dell'areonautica militare. Ma giè domani parteciperanno a una messa celebrata dal Patriarca copto cattolico Ibrahim Isaac e dai Vescovi cattolici, nello spazio aperto di proprietà dei Fratelli delle scuole cristiane, presso la Nuova Cairo. E domani sera, un gruppetto dei giovani andrà nel giardino della nunziatura a fare un po' di 'chiasso' festoso, sperando che il Papa, prima o dopo la cena, si affacci dalla finestra e rivolga loro qualche parola”. . Thu, 27 Apr 2017 12:08:04 +0200AFRICA/ZAMBIA - I Vescovi criticano il brutale arresto del principale leader dell’opposizionehttp://www.fides.org/it/news/62174-AFRICA_ZAMBIA_I_Vescovi_criticano_il_brutale_arresto_del_principale_leader_dell_opposizionehttp://www.fides.org/it/news/62174-AFRICA_ZAMBIA_I_Vescovi_criticano_il_brutale_arresto_del_principale_leader_dell_opposizioneLusaka - “Non si usi la polizia per regolamenti di conti politici”. È l’ammonimento lanciato dalla Conferenza Episcopale dello Zambia dopo il brutale arresto del leader dell’opposizione, Hakainde Hichilema, accusato di tradimento, perché avrebbe bloccato il corteo di auto del Presidente Edgar Lungu.<br />L’11 aprile la polizia ha arrestato Hichilema con un raid notturno sulla sua abitazione, sfondando la porta e tirando granate lacrimogene. <br />I Vescovi hanno biasimato la violenza sproporzionata e inutile con la quale è stato condotto l’arresto di Hichilema. “Non poteva esserci un modo più civile e professione per convocarlo al commissariato per notificargli i capi d’accusa?” afferma la dichiarazione della ZCCB, firmata dal suo Presidente, Sua Ecc. Mons. Telesphore George Mpundu, Arcivescovo di Lusaka. <br />Hichilema, leader dell’United Party for National Development è stato sconfitto con un ristretto margine dal Presidente Lungu nelle elezioni presidenziali dell’11 agosto 2016 , caratterizzate da tensioni prima e durante il loro svolgimento. I Vescovi in più occasioni avevano denunciato il clima di violenza politica diffuso nel Paese . Il brutale arresto del principale leader dell’’opposizione, secondo la dichiarazione di Mons. Mpundu, non fa altro che rinfocolare le tensioni tra i sostenitori del partito del Presidente Lungu e quelli dell’UPND. “Condanniamo la cattiva abitudine in base alla quale i partiti una volta assunto il potere usano subito i servizi di polizia per regolare i conti politici e per impedire ai loro rivali di organizzarsi per condurre la loro campagna politica, imponendo la propria visione al Paese”.<br />“È sempre la stessa storia da un’amministrazione all’altra e questa non fa eccezione” rimarca la dichiarazione che conclude criticando il sistema giudiziario per “lasciare che il Paese sprofondi non opponendosi alle manipolazioni politiche e alla corruzione”. <br />Thu, 27 Apr 2017 11:51:19 +0200AMERICA/VENEZUELA - Il Vaticano pronto ad aiutare solo “quando esistano le condizioni per un dialogo efficace, veritiero, per risolvere i problemi”http://www.fides.org/it/news/62173-AMERICA_VENEZUELA_Il_Vaticano_pronto_ad_aiutare_solo_quando_esistano_le_condizioni_per_un_dialogo_efficace_veritiero_per_risolvere_i_problemihttp://www.fides.org/it/news/62173-AMERICA_VENEZUELA_Il_Vaticano_pronto_ad_aiutare_solo_quando_esistano_le_condizioni_per_un_dialogo_efficace_veritiero_per_risolvere_i_problemiCaracas – La Santa Sede segue da vicino la delicata situazione del Venezuela ed è pronta ad aiutare quando ci siano le condizioni reali per un dialogo efficace e non per uno "show politico". Così ha detto il Card. Jorge Urosa Savino, Arcivescovo di Caracas, rivelando il contenuto di una telefonata che ha ricevuto il giovedì 20 aprile dal Segretario di Stato vaticano, il Card. Pietro Parolín. Le parole del Cardinale sono state riportate dal quotidiano “El Nuevo Pais”, nell’edizione del 21 aprile, e diffuse anche dall'ufficio comunicazioni dell'Arcidiocesi di Caracas il 25 aprile.<br />Il Card. Urosa ricorda che il Papa si è già interessato per la ricerca di soluzioni pacifiche alla crisi politica che vive il paese e si è detto ancora disposto ad aiutare "sempre e quando esistano le condizioni per un dialogo efficace, veritiero, per risolvere i problemi" e, ha aggiunto, "non per montare uno show politico".<br /> <br />Thu, 27 Apr 2017 11:35:41 +0200AMERICA/VENEZUELA - “Deve esserci una pressione per raggiungere una soluzione democratica” afferma Mons. Pérez Lavadohttp://www.fides.org/it/news/62172-AMERICA_VENEZUELA_Deve_esserci_una_pressione_per_raggiungere_una_soluzione_democratica_afferma_Mons_Perez_Lavadohttp://www.fides.org/it/news/62172-AMERICA_VENEZUELA_Deve_esserci_una_pressione_per_raggiungere_una_soluzione_democratica_afferma_Mons_Perez_LavadoMadrid – "Ci deve essere una soluzione pacifica, le elezioni, ma per raggiungere questo obiettivo ci deve essere una pressione e raggiungere livelli molto alti, forse estremi, per giungere ad una soluzione democratica, che è quella che tutti vogliamo...noi Vescovi venezuelani, come Pastori, difendiamo il diritto costituzionale a manifestare pacificamente". Lo ha sottolineato Mons. Enrique Pérez Lavado, Vescovo della diocesi di Maturín, in Venezuela, di passaggio a Madrid, dove è stato intervistato da Radio Cope. <br />Nell’intervista, inviata all’Agenzia Fides, Mons. Pérez Lavado sottolinea che, a differenza di altre occasioni, le manifestazioni si svolgono in tutto il paese, aumentando la tensione generale: "Non solo a Caracas, ma a Maracaibo, Valencia, Barquisimeto, Merida, San Cristobal, e in altre città. A Merida, città universitaria, la situazione è molto grave con i giovani in strada". Il Vescovo continua: "è chiaro che, nonostante questa esplosione della gente, si viva ancora nella paura".<br />La Chiesa cattolica, anche in questa occasione, è vicina alla popolazione che scende per le strade. Mons. Diego Padrón, Presidente della Conferenza Episcopale del Venezuela, parlando pochi giorni fa al VII Congresso Nazionale dei Laici, ha messo in risalto il particolare ruolo dei laici in queste vicende, esortandoli ad agire sempre secondo il Vangelo, ed ha sottolineato che "senza resistenza non c'è speranza".<br />Secondo le ultime notizie, la Ministra degli esteri del Venezuela, Delcy Rodriguez, ha annunciato il ritiro di Caracas dall'Organizzazione degli Stati Americani dopo che questa ha convocato, con 17 paesi favorevoli, una riunione straordinaria dei ministri degli esteri sulla crisi, per discutere "della loro profonda preoccupazione" sul Venezuela. Nel frattempo sono 32 i morti nelle manifestazioni di protesta in queste settimane.<br /> <br />Thu, 27 Apr 2017 11:29:18 +0200AFRICA/SUDAN - La grave crisi di acqua potabile a Port Sudan aumenta la sofferenza degli sfollatihttp://www.fides.org/it/news/62171-AFRICA_SUDAN_La_grave_crisi_di_acqua_potabile_a_Port_Sudan_aumenta_la_sofferenza_degli_sfollatihttp://www.fides.org/it/news/62171-AFRICA_SUDAN_La_grave_crisi_di_acqua_potabile_a_Port_Sudan_aumenta_la_sofferenza_degli_sfollatiPort Sudan – Gli sfollati della città di Nyala, capitale del Sud Darfur, stanno soffrendo la sete a causa del mancato funzionamento di pozzi e pompe. I serbatoi che forniscono acqua potabile a Port Sudan sono talmente a secco da non riuscire a soddisfare il fabbisogno mensile della città. La Water Corporation attribuisce la crisi alla pulizia dei serbatoi dal fango. Secondo quanto riferito da fonti locali di Port Sudan, il motivo sta nella riduzione del livello dell’acqua del Serbatoio di Arbaat che alimenta la città. Gli sfollati del campo Otash a Nyala hanno lamentato una grave crisi di acqua potabile dovuta alla mancanza di carburante e alla rottura di diverse pompe e pozzi. <br /> <br />Thu, 27 Apr 2017 10:53:24 +0200AMERICA/REPUBBLICA DOMINICANA - Mons. Espinal: “La corruzione fa crescere la disuguaglianza sociale e può portare all’instabilità del governo”http://www.fides.org/it/news/62170-AMERICA_REPUBBLICA_DOMINICANA_Mons_Espinal_La_corruzione_fa_crescere_la_disuguaglianza_sociale_e_puo_portare_all_instabilita_del_governohttp://www.fides.org/it/news/62170-AMERICA_REPUBBLICA_DOMINICANA_Mons_Espinal_La_corruzione_fa_crescere_la_disuguaglianza_sociale_e_puo_portare_all_instabilita_del_governoSan Fernando de Montecristi – Le manifestazioni di un movimento sociale che protesta per l'incompetenza delle autorità non destabilizzano il governo, l'unica cosa che può mettere a rischio la stabilità del governo nella Repubblica Dominicana è la corruzione ha affermato il Vescovo della diocesi di Mao-Monte Cristi, Sua Ecc. Mons. Diómedes Espinal de León. "Penso che il popolo ha il diritto di manifestare. Non credo che questo possa destabilizzare il governo… perché se il governo è fermo e ritiene di fare ciò che deve fare, allora le manifestazioni popolari non riusciranno a destabilizzarlo" ha detto ieri il Vescovo in un incontro con la stampa per commentare la situazione del paese.<br />Secondo la nota pervenuta a Fides, Mons. Espinal ha così risposto ai giornalisti riguardo alle dichiarazioni del Ministro dell'Interno, Carlos Amarante Baret, il quale ha affermato che i movimenti di protesta mirano a distabilizzare il governo del presidente Danilo Medina. "Una cosa non ha niente a che vedere con l'altra" ha ribadito il Vescovo, aggiungendo che la corruzione fa crescere la disuguaglianza sociale, ed è ciò che può portare all’instabilità.<br />Nella Repubblica Dominicana, il Movimento Verde ha promosso diverse manifestazioni, dalla marcia del 22 gennaio, considerata la più grande manifestazione nella storia della nazione. L'obiettivo generale del Movimento è mettere fine alla corruzione e all'impunità, risvegliando la coscienza sociale e il sentimento patriottico. Domenica scorsa, 23 aprile, c’è stata un’altra grande manifestazione di sostegno alla richiesta del Movimento Verde di fare trasparenza su diverse operazioni economiche del governo.<br /> <br />Thu, 27 Apr 2017 10:10:52 +0200EUROPA/PORTOGALLO - Conferma del Direttore nazionale delle POM, p. Antonio Batista Lopeshttp://www.fides.org/it/news/62169-EUROPA_PORTOGALLO_Conferma_del_Direttore_nazionale_delle_POM_p_Antonio_Batista_Lopeshttp://www.fides.org/it/news/62169-EUROPA_PORTOGALLO_Conferma_del_Direttore_nazionale_delle_POM_p_Antonio_Batista_LopesCittà del Vaticano – Il Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, in data 2 marzo 2017 ha confermato nell’incarico di Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie in Portogallo per un altro quinquennio , il p. Antonio M. Batista Lopes, SVD. Thu, 27 Apr 2017 08:58:14 +0200AFRICA/EGITTO - Il Vescovo copto cattolico Antonios Mina: alla messa del Papa verranno anche i copti ortodossi, e molti musulmanihttp://www.fides.org/it/news/62168-AFRICA_EGITTO_Il_Vescovo_copto_cattolico_Antonios_Mina_alla_messa_del_Papa_verranno_anche_i_copti_ortodossi_e_molti_musulmanihttp://www.fides.org/it/news/62168-AFRICA_EGITTO_Il_Vescovo_copto_cattolico_Antonios_Mina_alla_messa_del_Papa_verranno_anche_i_copti_ortodossi_e_molti_musulmaniIl Cairo - La preparazione della visita di Papa Francesco in Egitto “procede secondo programma”, e l'attesa per l'arrivo del Vescovo di Roma “non riguarda solo i cristiani, ma coinvolge tutto il Paese”. Lo conferma all'Agenzia Fides Anba Antonios Aziz Mina, Vescovo copto cattolico emerito di Guizeh. Secondo Anba Antonios, un indizio dell'interesse diffuso per la visita papale sarà offerto dalla partecipazione multiforme che si registrerà alla messa celebrata da Papa Francesco sabato 29 aprile, alle 10 di mattina, nello stadio dell'aeronautica militare, alla periferia del Cairo. “In precedenza” spiega Anba Antonios” la messa doveva essere celebrata in una struttura coperta al centro del Cairo. Il cambiamento di programma si è reso necessario non solo perchè lo stadio può essere meglio gestito dai sistemi di sicurezza, ma anche per assicurare un maggior numero di posti disponibili per quelli che vogliono partecipare. I fedeli cattolici potrrebbero essere al massimo 5-6mila, e quello stadio può contenere più di 20mila persone. Verranno molti copti ortodossi e cristiani di altre Chiese e comunità ecclesiali, e anche altri musulmani, oltre a quelli delle nutrite delegazioni ufficiali, sia religiose che civili”. Al suo arrivo, per salutare i fedeli e tutti i presenti, Papa Francesco farà un giro dello stadio in golf car. . Wed, 26 Apr 2017 11:29:59 +0200AMERICA/COLOMBIA - Abusi e violenze su minori: non diminuiscono i casi anche tra i neonatihttp://www.fides.org/it/news/62167-AMERICA_COLOMBIA_Abusi_e_violenze_su_minori_non_diminuiscono_i_casi_anche_tra_i_neonatihttp://www.fides.org/it/news/62167-AMERICA_COLOMBIA_Abusi_e_violenze_su_minori_non_diminuiscono_i_casi_anche_tra_i_neonatiBogotà – Secondo le cifre ufficiali, in Colombia ogni 120 minuti si diffonde la notizia di abusi sessuali. Su dieci casi, sette tra le vittime sono bambini. Nell’80% delle denunce l’aggressore è una persona vicina, come genitori, parenti, amici e altri minori. Nei mesi di gennaio e febbraio di quest’anno, gli investigatori del dipartimento che si occupa della tutela di Infanzia e Adolescenza hanno ricevuto 2.600 procedimenti per violenza sessuale contro minori. Durante il 2016, l’Istituto di Medicina Legale ha seguito 17.908 casi di minori vittime di denunce di presunto abuso sessuale. Il 2017 non promette bene. <br />Da gennaio a marzo sono stati assistiti 4.315 minori di 17 anni. Il maggior numero di casi si riscontrano in bambine e bambini tra i 10 e i 14 anni. Seguono quelli tra cinque e nove anni. Non vengono risparmiati a questa crudeltà neanche i neonati. Quasi 500 bambini, appena nati fino a 4 anni di età, sono stati sottoposti ad esami medici per presunti abusi. La legislazione colombiana stabilisce come sanzione massima per un minorenne una pena di otto anni e si applica solo in caso di omicidio. La condanna massima è di 60 anni di carcere anche se sono in tanti a volere l’ergastolo per chi compie questo tipo di reato contro i minori.<br /> <br />Wed, 26 Apr 2017 11:02:50 +0200AMERICA/BRASILE - Invito dei Vescovi ad aderire allo sciopero nazionale “per difendere i diritti acquisiti, in difesa della vita e della dignità di tutti”http://www.fides.org/it/news/62166-AMERICA_BRASILE_Invito_dei_Vescovi_ad_aderire_allo_sciopero_nazionale_per_difendere_i_diritti_acquisiti_in_difesa_della_vita_e_della_dignita_di_tuttihttp://www.fides.org/it/news/62166-AMERICA_BRASILE_Invito_dei_Vescovi_ad_aderire_allo_sciopero_nazionale_per_difendere_i_diritti_acquisiti_in_difesa_della_vita_e_della_dignita_di_tuttiBrasilia – Il Vescovo di Barra do Piraí-Volta Redonda, Sua Ecc. Mons. Francesco Biasin, ha chiesto ai fedeli della sua diocesi di aderire allo sciopero generale indetto dai sindacati per venerdì 28 aprile. "Invito tutti a partecipare e a chiedere giustizia e dignità" ha detto il Presule in un video pubblicato sul sito della sua diocesi e rilanciato sui social network. "E' una causa giusta - ha spiegato -, difendere i diritti acquisiti, in difesa della vita e della dignità di tutti, specialmente i poveri e gli indifesi".<br />Lo sciopero è stato indetto da tutti i sindacati brasiliani in segno di protesta contro la riforma delle pensioni e contro la riforma del lavoro proposte dal governo del presidente Michel Temer. Tali riforme mirano ad innalzare l'età minima per andare in pensione e ad eliminare alcuni diritti dei lavoratori e le garanzie, in un presunto tentativo da parte del governo di ridurre il deficit di bilancio e favorire la creazione di posti di lavoro.<br />"Facciamo vedere ai nostri leader la nostra indignazione per quanto riguarda le riforme imposte alla popolazione, senza dialogo con la società civile organizzata, e per esprimere il nostro desiderio di costruire un Brasile migliore per tutti" ha detto il Vescovo.<br />L'invito di Mons. Biasin non è isolato: anche Mons. Fernando Antônio Saburido, O.S.B., Arcivescovo di Olinda y Recife, ha pubblicato un invito ai suoi fedeli per partecipare alla manifestazione nazionale. "La classe operaia non può perdere i diritti che sono stati conquistati a fatica" si legge nel suo comunicato.<br />Oggi iniziano a Brasilia i lavori dell'Assemblea della Conferenza Episcopale, e il Segretario, Mons. Leonardo Steiner, Vescovo ausiliare di Brasilia, ha già annunciato che il tema sarà dell'ordine del giorno di oggi, 26 aprile. <br /> <br />Wed, 26 Apr 2017 10:54:46 +0200AFRICA/MADAGASCAR - Ucciso un padre cappuccino nell’assalto al suo convento, ferito un diaconohttp://www.fides.org/it/news/62165-AFRICA_MADAGASCAR_Ucciso_un_padre_cappuccino_nell_assalto_al_suo_convento_ferito_un_diaconohttp://www.fides.org/it/news/62165-AFRICA_MADAGASCAR_Ucciso_un_padre_cappuccino_nell_assalto_al_suo_convento_ferito_un_diaconoAntananarivo - Un cappuccino malgascio di 46 anni, p. Lucien Njiva, è stato ucciso nella notte tra sabato 22 e domenica 23 aprile, nel convento di Ambendrana Antsohihy.<br />Secondo quanto riferisce all’Agenzia Fides Don Eric Franck Randriamiandrinirinarivo, Direttore di Radio Don Bosco Madagascar, “intorno all’una di notte almeno cinque banditi hanno assalito il convento, aggredendo e ferendo un giovane diacono di 26 anni, Jérémy. Sentendo le grida del diacono p. Lucien è accorso brandendo un fucile da caccia, ma i banditi lo hanno freddato sparandogli con un fucile Kalashnikov”.<br />“Il diacono è stato trasferito in una struttura ospedaliera nella capitale Antananarivo, mentre le forze dell’ordine hanno annunciato l’arresto di alcune persone in relazione all’omicidio di p Lucien” riferisce don Franck.<br />I banditi volevano impadronirsi della campana del convento. I cappuccini erano riusciti a sventare un primo tentativo di furto durante la Settimana Santa, quando i banditi avevano assalito il convento sempre di notte, ma erano stati messi in fuga dalla reazione dei religiosi. La campana era stata nascosta ma questo non è bastato a far desistere i malviventi.<br />Il Direttore di Radio Don Bosco Madagascar spiega che “ da tempo si sono moltiplicati i furti di campane delle chiese al fine di estrarne i metalli con le quali sono fatte e rivenderli al mercato nero. È un affare molto lucroso”.<br />L’assalto al convento di Ambendrana Antsohihy è solo l’ultimo di una serie di assalti a conventi e chiese cattoliche. Prima dell’omicidio di p. Lucien, l’episodio più grave è stato l’assalto nella notte del 1° aprile al convento delle Sœurs de Notre Dame de la Salette di Antsahatanteraka Antsirabe, con violenze sessuali nei confronti di alcune religiose e postulanti . Secondo la stampa locale in cinque settimane sono stati registrati quattro assalti con saccheggio ad altrettanti conventi. <br />Wed, 26 Apr 2017 10:39:57 +0200AFRICA/EGITTO - La Chiesa copta esprime preoccupazione per le attività delle sètte di matrice occidentalehttp://www.fides.org/it/news/62164-AFRICA_EGITTO_La_Chiesa_copta_esprime_preoccupazione_per_le_attivita_delle_sette_di_matrice_occidentalehttp://www.fides.org/it/news/62164-AFRICA_EGITTO_La_Chiesa_copta_esprime_preoccupazione_per_le_attivita_delle_sette_di_matrice_occidentaleIl Cairo – il dipartimento dottrinale della Commissione episcopale copta ortodossa incaricata della pastorale mette in guardia i propri fedeli rispetto alle attività dei Testimoni di Geova in Egitto. In un documento ufficiale, rilanciato dai media locali, il dipartimento dottrinale copto ortodosso specifica che i Testimoni di Geova sono una sètta non cristiana fondata negli Stati Uniti, le cui origini risalgono al secolo XIX, e i cui adepti non riconoscono la divinità di Gesù Cristo. Lo stesso dipartimento dottrinale ha in particolare lanciato l'allarme intorno ad articoli e messaggi pubblicati sul website arabo intitolato “Ortodossia e Bibbia”, riferendo che dietro alle attività del sito online ci sarebbero gli stessi Testimoni di Geova, e il loro intento sarebbe quello di confondere le anime dei cristiani per farli allontanare dalla fede custodita e proposta dalla Chiesa copta. <br />Intanto il Patriarca copto ortodosso Tawadros II, in visita in Kuwait, ha ripetuto che gli attacchi terroristici contro i copti mirano a sabotare l'unità nazionale tra le componenti della popolazione egiziana, ricordando che le violenze delle reti del terrore non colpisono solo i cristiani, ma anche le forze armate, la polizia e i semplici citttadini di religione musulmana. Papa Tawadros ha espresso la sua fiducia nella capacità degli egiziani di resistere al disegno perseguito dai terroristi, ripetendo che in Egitto la convivenza tra cristiani e musulmani dura da 14 secoli. .Wed, 26 Apr 2017 10:03:28 +0200