Fides News - Italianhttp://www.fides.org/Le notizie dell'Agenzia FidesitI contenuti del sito sono pubblicati con Licenza Creative Commons.ASIA - Il JRS da 35 anni in missione per i rifugiati nell’Asia-Pacificohttp://www.fides.org/it/news/60359-ASIA_Il_JRS_da_35_anni_in_missione_per_i_rifugiati_nell_Asia_Pacificohttp://www.fides.org/it/news/60359-ASIA_Il_JRS_da_35_anni_in_missione_per_i_rifugiati_nell_Asia_PacificoBangkok - Da 35 anni il Jesuit Refugee Service è attivo nell'area dell'Asia-Pacifico per assistere profughi e sfollati in sette paesi: Australia, Cambogia, Indonesia, Papua Nuova Guinea, Filippine, Singapore, Timor Est e Thailandia. Attualmente l'opera assiste oltre 310.000 persone nei loro bisogni primari ma anche nella promozione sociale, nei servizi di istruzione e di reinserimento nella società.<br />Come ricorda una nota pervenuta a Fides, nel 1981 fu l'allora Preposito generale dei Gesuiti, Pedro Arrupe, ad avviare il JRS Asia-Pacifico, soprattutto partendo dalle necessità dei rifugiati in Thailandia, attivando una prima équipe di religiosi e laici. Il JRS ha iniziato ad aiutare questi rifugiati ad affrontare un futuro incerto, offrendo soprattutto servizi educativi: questo resta l'obiettivo principale del JRS, che si impegna ad aiutare i gruppi più vulnerabili, coinvolti in disastri naturali e spostamenti di massa, a migliorare le loro condizioni di vita attraverso l'offerta di formazione professionale e piccole borse di studio.<br />Per far fronte al fenomeno della crescente "urbanizzazione dei rifugiati" - che vivono spesso in condizioni di povertà, senza servizi essenziali - il JRS organizza gruppi di supporto, servizi di consulenza psico-sociale e servizi legali. In Australia e in Thailandia, il JRS accompagna rifugiati e richiedenti asilo nei centri di detenzione per immigrati, offrendo assistenza medica e legale. Servizi di formazione sono forniti ai migranti birmani e rifugiati in Thailandia, mentre nelle Filippine e a Timor Est, il JRS lavora con persone sfollate a causa del conflitto, offrendo assistenza a quanti cercano di reintegrarsi nella comunità.<br />In Indonesia, dopo l'opera nel post-tsunami del 2004, il JRS ha iniziato a fornire servizi di formazione, workshop sulla risoluzione dei conflitti e riconciliazione, e assistenza sulle procedure di early warning. <br />Fri, 01 Jul 2016 12:13:52 +0200AFRICA/CONGO RD - Morto don Apollinaire Malumalu, organizzatore delle prime elezioni libere nella RDChttp://www.fides.org/it/news/60358-AFRICA_CONGO_RD_Morto_don_Apollinaire_Malumalu_organizzatore_delle_prime_elezioni_libere_nella_RDChttp://www.fides.org/it/news/60358-AFRICA_CONGO_RD_Morto_don_Apollinaire_Malumalu_organizzatore_delle_prime_elezioni_libere_nella_RDCKinshasa - “Una notizia sconvolgente, che ci turba con forza. La scomparsa di don Malumalu è una delle prove più grandi che la Repubblica Democratica del Congo deve superare. È una catastrofe, un vuoto e una grande perdita per la Nazione intera”. Così il Centro Studi per la Promozione della Pace, della Democrazia e dei Diritti dell’Uomo definisce in un comunicato inviato all’Agenzia Fides, la morte di don Apollinaire Malumalu, il sacerdote cattolico che ha organizzato le prime elezioni libere della Repubblica Democratica del Congo, nel 2006. <br />Don Malumalu era infatti Presidente della Commission Electorale Indépendante , sostituita nelle contestate elezioni del 2011 dalla Commission Electorale Nationale Indépendante , diretta sempre dal sacerdote. Nel 2013 i Vescovi avevano però comminato sanzioni canoniche a don Malumalu quando questi era stato scelto di nuovo alla testa della CENI . In seguito il sacerdote era stato costretto a lasciare l’incarico per ragioni di salute .<br />Don Malumalu è morto nella notte tra il 30 giugno e il 1° luglio a Dallas, dove era ricoverato per un tumore. L’annuncio della sua morte è stato dato da Sua Ecc. Mons. Melchisédech Sikuli Paluku, Vescovo di Butembo-Beni, la diocesi di origine del sacerdote deceduto. <br />Fri, 01 Jul 2016 11:59:52 +0200OCEANIA/AUSTRALIA - Un ex profugo vietnamita nuovo Vescovo di Parramattahttp://www.fides.org/it/news/60357-OCEANIA_AUSTRALIA_Un_ex_profugo_vietnamita_nuovo_Vescovo_di_Parramattahttp://www.fides.org/it/news/60357-OCEANIA_AUSTRALIA_Un_ex_profugo_vietnamita_nuovo_Vescovo_di_ParramattaParramatta - "Ho fatto molti salti di fede nella mia vita" ha detto Sua Ecc. Mons. Vincent Long Van Nguyen, che nel 1975 fuggì dal Vietnam tra i "boat people" che lasciarono il paese su imbarcazioni di fortuna alla volta dell'Australia. Trovato asilo in Australia e divenuto prete, oggi Mons. Vincent Long Van Nguyen è diventato il quarto Vescovo di Parramatta, vicino a Sydney.<br />Il Vescovo si è insediato nei giorni scorsi nella sua diocesi durante una santa Messa che ha visto la partecipazione di numerosi fedeli. Ha scelto come motto episcopale "Duc in altum", “Prendi il largo”, che ricorda proprio l'attraversamento del mare: un motto che "ha a che fare - ha ricordato - con la mia esperienza personale di rifugiato", ma che "si adatta anche alle sfide che deve affrontare oggi la Chiesa a Parramatta". Mons. Loang Van Nguyen ha detto: "Considero il momento critico in cui ci troviamo analogo all'esilio biblico con cui, come un espatriato, ho una affinità personale. Da ex rifugiato, ho una speciale attenzione per coloro che sono emarginati, la gente delle periferie della società". <br />Ordinato sacerdote dell'Ordine dei Frati minori conventuali, è stato consacrato Vescovo ausiliare di Melbourne nel 2011. Si è caratterizzato nel suo servizio come sostenitore del multiculturalismo nella società australiana, operando anche come presidente della Commissione della Conferenza episcopale australiana per i Migranti e i rifugiati. <br /><br />Fri, 01 Jul 2016 11:40:45 +0200AFRICA/SUDAFRICA - Elezioni comunali: i Vescovi auspicano “una leadership etica, essere politico è una nobile vocazione cristiana”http://www.fides.org/it/news/60356-AFRICA_SUDAFRICA_Elezioni_comunali_i_Vescovi_auspicano_una_leadership_etica_essere_politico_e_una_nobile_vocazione_cristianahttp://www.fides.org/it/news/60356-AFRICA_SUDAFRICA_Elezioni_comunali_i_Vescovi_auspicano_una_leadership_etica_essere_politico_e_una_nobile_vocazione_cristiana<br />Johannesburg - “Abbiamo bisogno di sindaci e consiglieri comunali che abbiano veramente a cuore i problemi economici e di altro genere che i nostri cittadini stanno sopportando” afferma la Lettera pastorale dei Vescovi sudafricani sul voto per rinnovare gli organi locali che si terrà il 3 agosto.<br />“Nessuno vuole leader intenti a far soldi e interessati solo alla politica partitica. Essere politico può essere una nobile vocazione cristiana” sottolinea la Lettera, inviata all’Agenzia Fides. Per questo i Vescovi chiedono “a coloro che aspirano alla leadership, di garantire che i nostri distretti municipali siano governati secondo i principi di una direzione etica. Li esortiamo a esercitare il potere con onestà e responsabilità nei confronti dei poveri e dei più vulnerabili”.<br />In coincidenza con la pubblicazione della Lettera pastorale dei Vescovi, la Commissione Episcopale Giustizia e Pace della Southern African Catholic Bishops’ Conference ha diffuso un comunicato nel quale si critica l’insufficiente condanna da parte dei politici delle recenti violenze che hanno macchiato la campagna elettorale. “Siano delusi dal fatto che i nostri leader politici non siano stati abbastanza visibili e non abbiano parlato con la forza necessaria, nella loro condanna dei recenti omicidi politici e delle violenze faziose” ha affermato S.E. Mons. Abel Gabuza, Vescovo di Kimberley, e Presidente della Commissione Episcopale Giustizia e Pace.<br />A metà giugno almeno tre persone sono state uccise a Tshwane, nei pressi di Pretoria, in scontri scatenati dalla scelta di un candidato alle elezioni municipali da parte del partito di governo.<br />“I politici stanno mobilitando i giovani, specie quelli senza lavoro, per impiegarli nelle violenze pre-elettorali” denuncia Mons. Gabuza, che invita i sudafricani “a non farsi usare da politici che dimostrano che il loro interesse primario è la bramosia di potere e di posti di governo”.<br />Il 6 luglio si terrà a Durban un momento di preghiera per il pacifico svolgimento del voto. <br />Fri, 01 Jul 2016 11:26:39 +0200AMERICA/VENEZUELA - Il neo Vescovo di San Carlos visita l’ospedale e incoraggia personale e volontarihttp://www.fides.org/it/news/60355-AMERICA_VENEZUELA_Il_neo_Vescovo_di_San_Carlos_visita_l_ospedale_e_incoraggia_personale_e_volontarihttp://www.fides.org/it/news/60355-AMERICA_VENEZUELA_Il_neo_Vescovo_di_San_Carlos_visita_l_ospedale_e_incoraggia_personale_e_volontariSan Carlos – Dinanzi alla terribile situazione d'emergenza che vive il Venezuela, in modo particolare negli ospedali , Sua Ecc. Mons. Polito Rodríguez Méndez, neo Vescovo della diocesi di San Carlos de Venezuela, si è recato ieri a visitare l'Ospedale Generale di San Carlos "Egor Nucete" come primo gesto di attenzione del Vescovo verso la sua città di cui è diventato Pastore.<br />La nota inviata a Fides, informa che Mons. Polito Rodríguez Méndez è stato accolto del personale medico, da infermieri, pazienti e familiari. Ha visitato il pronto soccorso pediatrico, il pronto soccorso per adulti, il reparto di medicina interna, tra gli altri luoghi. Il Vescovo ha salutato e benedetto pazienti, familiari, medici, infermieri, volontari e membri della Caritas Pastorale Sociale che è presente e attiva nel centro sanitario. Infine ha avuto parole di incoraggiamento per il personale sanitario e i volontari, chiedendo loro di continuare il lavoro che fanno in ospedale, in particolare in questi momenti di crisi che sta vivendo il paese.<br />San Carlos è la capitale dello stato venezuelano di Cojedes. Fondata il 27 aprile 1678 dal cappuccino Pedro de Berja, conta circa 100 mila abitanti. Anche questo centro purtroppo non sfugge alla violenza che è sempre più diffusa nel paese. Secondo fonti non confermate ufficialmente, 96 persone sono state uccise lo scorso fine settimana tra Caracas, Zulia, Carabobo, Guarico, Anzoategui, Cojedes, Sucre e Tachira. <br /> <br />Fri, 01 Jul 2016 11:20:15 +0200AMERICA/HONDURAS - Campagna sulla tolleranza per oltre 250 mila bambinihttp://www.fides.org/it/news/60354-AMERICA_HONDURAS_Campagna_sulla_tolleranza_per_oltre_250_mila_bambinihttp://www.fides.org/it/news/60354-AMERICA_HONDURAS_Campagna_sulla_tolleranza_per_oltre_250_mila_bambiniSan Pedro Sula – E’ stata appena lanciata, in tutto il Paese, una campagna sulla tolleranza che vedrà coinvolti per sette settimane 1.391 centri educativi, tra questi 193 sono a San Pedro Sula. Lo slogan è “Tollerare non significa stancarsi di amare, è accettare gli altri, sapersi aspettare il meglio e la pace per l’intera umanità”. In una dichiarazione del Vescovo della diocesi, S.E. Mons. Angel Garachana Perez, si legge che “nelle scuole si educa l’intelligenza, il cuore e la volontà dei bambini”, e ancora che la tolleranza come valore significa accettare e valorizzare l’altro che è diverso da noi. Il Vescovo, secondo le informazioni pervenute a Fides, ha inoltre evidenziato che non ci dobbiamo considerare nemici ma dobbiamo sentirci complementari gli uni con gli altri, e di conseguenza dialogare. La coordinatrice della campagna ha detto che nel corso delle prossime settimane verranno svolte numerose attività sulla tolleranza. A San Pedro Sula sono 39 mila i bambini che con i loro 1.493 insegnanti vi prenderanno parte. A livello nazionale hanno aderito sei diocesi. In tutto saranno 276.500 bambini e 12 mila insegnanti. <br />Fri, 01 Jul 2016 11:18:43 +0200AMERICA/STATI UNITI - Riforma dell'immigrazione: non una questione politica, ma di difesa dei diritti umanihttp://www.fides.org/it/news/60353-AMERICA_STATI_UNITI_Riforma_dell_immigrazione_non_una_questione_politica_ma_di_difesa_dei_diritti_umanihttp://www.fides.org/it/news/60353-AMERICA_STATI_UNITI_Riforma_dell_immigrazione_non_una_questione_politica_ma_di_difesa_dei_diritti_umaniLos Angeles – "Abbiamo bisogno di una riforma globale dell'immigrazione ora. Non è una questione politica, è una questione di difesa dei diritti umani e di protezione della dignità umana": sono le parole di Sua Ecc. Mons. José Gómez, Arcivescovo di Los Ángeles, la circoscrizione ecclesiastica degli Stati Uniti d’America più grande e con il maggior numero di immigrati ispanici e di diverse parti del mondo.<br />L'Arcivescovo, secondo la nota pervenuta a Fides, ha chiesto al Presidente Barack Obama di fermare le espulsioni degli immigrati irregolari, dopo la decisione della Corte Suprema del 23 giugno di confermare lo stop al piano sull’immigrazione di Obama che cerca di dare lo status legale a cinque milioni di immigrati clandestini presenti nel Paese. La Corte Suprema si è pronunciata dopo che 26 Stati, guidati dal Texas, hanno respinto il piano di Obama, ritenendo che il Presidente sia andato oltre ai suoi poteri e abbia stabilito misure che competono al Congresso Nazionale.<br />Nella sua dichiarazione che porta la data del 26 giugno, l'Arcivescovo di Los Angeles afferma che "il costante fallimento della nostra nazione nell’affrontare la crisi dell'immigrazione è una tragedia umanitaria". Tuttavia "è ora il momento di mostrare nuovamente il coraggio della leadership morale e politica". <br /><br />Fri, 01 Jul 2016 09:40:37 +0200ASIA/PAKISTAN - Musulmani cercano vendetta: stupro di gruppo di una donna cristianahttp://www.fides.org/it/news/60352-ASIA_PAKISTAN_Musulmani_cercano_vendetta_stupro_di_gruppo_di_una_donna_cristianahttp://www.fides.org/it/news/60352-ASIA_PAKISTAN_Musulmani_cercano_vendetta_stupro_di_gruppo_di_una_donna_cristianaLahore - Una donna cristiana, Samrah Badal, è stata vittima di uno stupro di gruppo da parte di quattro uomini musulmani che volevano vendicare il presunto "onore" calpestato di una famiglia musulmana: lo riferisce a Fides l'avvocato cristiano Aneeqa M. Anthony, Coordinatrice della Ong "The Voice Society", raccontando della violenza avvenuta il 25 giugno scorso a Lahore.<br />Secondo la ricostruzione dell'avvocato, tutto è iniziato quando la giovane musulmana Sehar Wasif è fuggita con il giovane cristiano Inayat Masih, di cui era innamorata. La famiglia di Inayat Masih ha dovuto affrontare tutte le conseguenze di questa azione. La famiglia di Sehar ha inviato alcuni uomini a casa della sorella di Inayat Masih, Samrah Badal, chiedendole notizie. Non avendo ottenuto soddisfazione, gli uomini hanno iniziato a percuoterla, l'hanno denudata e trascinata per strada e poi hanno abusato di lei, sotto gli occhi dei suoi cinque figli, che hanno assistito alla violenza compiuta sulla madre. <br />Il team dell'Ong si è recato alla stazione di polizia e ha registrato un denuncia, per conto della vittima. L’avvocato Aneeqa M. Anthony, ricorda che "la famiglia di Sehar è una famiglia musulmana molto influente" di Lahore e crede che tale bestiale violenza resterà impunita. Per questo chiama in causa "i politici cristiani, come il ministro Kamran Micheal, perchè possa intervenire e avere il coraggio di aiutare i cristiani". <br />Thu, 30 Jun 2016 12:46:38 +0200AFRICA/SUD SUDAN - Violenze a Wau: sospetti sull’esercito ma il governo accusa una nuova formazione islamistahttp://www.fides.org/it/news/60351-AFRICA_SUD_SUDAN_Violenze_a_Wau_sospetti_sull_esercito_ma_il_governo_accusa_una_nuova_formazione_islamistahttp://www.fides.org/it/news/60351-AFRICA_SUD_SUDAN_Violenze_a_Wau_sospetti_sull_esercito_ma_il_governo_accusa_una_nuova_formazione_islamistaJuba - Almeno 50 morti e diverse migliaia di sfollati sono il bilancio di un’ondata di violenza cha investito il 25 giugno Wau, una cittadina a 650 km nord-ovest da Juba, la capitale del Sud Sudan. Il governo accusa un imprecisato “movimento islamico, di recente formazione” come responsabile degli attacchi contro la popolazione civile. Secondo le autorità di Juba la formazione islamista sarebbe composta da disertori dell’esercito sud-sudanese, combattenti dell’Esercito di Resistenza del Signore e da membri delle milizia sudanesi janjaweed.<br />Mons. Rocco Taban Musa, Amministratore Apostolico di Malakal e originario di Wau, accusa invece il governo di Juba di istigare le violenze a carattere tribale, dopo la rimozione del Governatore, il Generale Elias Waya, che a dire di Mons. Taban, era capace di mediare tra le diverse componenti della società locale. La sua sostituzione con un’altra persona ha invece attizzato gli scontri tribali. A Wau convivono diverse etnie: Balanda, Dinka, Jur, Fertit e altre. <br />Secondo la Caritas locale, migliaia di persone sono accolte nelle strutture della Chiesa di Wau e presso la locale base dei “Caschi Blu” dell’ONU. Secondo il responsabile della Caritas di Wau, la popolazione non si fida di tornare nelle proprie abitazioni, nonostante l’esercito stia pattugliano le strade: “Non si fidano dei militari perché dicono che è l’esercito che ha ucciso i civili”.<br />Il South Sudan Council of Churches ha lanciato un appello al governo perché ponga fine ai combattimenti e conduca un’inchiesta sulle violenze che hanno investito Wau ed altre parti del Paese. <br />Thu, 30 Jun 2016 12:27:21 +0200ASIA/LIBANO - Il Patriarca maronita: il peso gravoso dei profughi sta compromettendo l'identità della nazione libanesehttp://www.fides.org/it/news/60350-ASIA_LIBANO_Il_Patriarca_maronita_il_peso_gravoso_dei_profughi_sta_compromettendo_l_identita_della_nazione_libanesehttp://www.fides.org/it/news/60350-ASIA_LIBANO_Il_Patriarca_maronita_il_peso_gravoso_dei_profughi_sta_compromettendo_l_identita_della_nazione_libaneseNew York – La massa enorme di profughi siriani che hanno trovato rifugio in Libano, rischia di stravolgere gli equilibri e l'identità della nazione libanese, anche perchè le moltitudini di rifugiati che trascinano la loro esistenza in condizioni precarie, e a tratti disperate, rappresentano un potenziale bacino di reclutamento per le organizzazioni terroristiche. E' questo lo scenario allarmante della situazione libanese e dell'intero Medio Oriente descritto dal Patriarca Bechara Boutros Rai, Primate della Chiesa maronita, in un intervento da lui pronunciato martedì 28 giugno a New York, presso la sede della Catholic Near East Welfare Association, durante la visita pastorale che sta realizzando negli Usa. <br />Secondo il Card. Rai, una soluzione permanente per la crisi dei rifugiati in tutto il Medio Oriente richiede una pace duratura e il loro progressivo rimpatrio nei Paesi d'origine, mentre è da evitare in ogni modo il loro insediamento permanente, in condizioni spesso ai limiti della sopportazione, nelle terre dove hanno trovato rifugio. <br />Nel corso del suo intervento, il Patriarca Rai ha dedicato anche considerazioni articolate al conflitto israelo-palestinese, da lui considerato "all'origine dei problemi del Medio Oriente". Secondo il Primate della Chiesa maronita, tale conflitto potrà essere risolto solo con "la creazione di uno stato palestinese accanto a uno stato israeliano, con il ritorno dei profughi palestinesi, e il ritiro delle truppe israeliane dai territori occupati di Palestina, Siria e Libano ". La separazione tra religione e politica nazionale, “sia per l'ebraismo che per l'Islam” - ha aggiunto il Patriarca Rai - “è una delle condizioni fondamentali per una soluzione politica permanente nella regione", perchè "i guai iniziano quando si va a discriminare in maniera automatica i cittadini che non confessano la religione dello Stato". .Thu, 30 Jun 2016 12:05:10 +0200ASIA/INDIA - Un prete: "La Laudato si’ nella pastorale e nella vita"http://www.fides.org/it/news/60349-ASIA_INDIA_Un_prete_La_Laudato_si_nella_pastorale_e_nella_vitahttp://www.fides.org/it/news/60349-ASIA_INDIA_Un_prete_La_Laudato_si_nella_pastorale_e_nella_vitaMumbai - Far vivere la Laudato si’ nella vita della gente: è l'impegno di p. Magi Murzello, nuovo Rettore del St. Andrews College a Bandra, nell'area di Mumbai. Come appreso da Fides, p. Magi è un sacerdote che si descrive come "prete eco-friendly" e ha un dottorato di ricerca in Scienze ambientali. Il suo programma è "tradurre in modo creativo e pedagogico nella prassi pastorale l'enciclica di Papa Francesco Laudato Si" inserendone i contenuti nelle pratiche di culto e devozione: ad esempio p. Magi ha creato una "Via Crucis" che si concentra sui temi del degrado ambientale e ha guidato una riflessione sul tema "Non sprecare i doni di Dio" che si è conclusa con la pulizia di una spiaggia. P. Magi condivide con Fides una sua iniziativa: "Approfondire i diversi capitoli della Laudato Si', per sensibilizzare tutto il popolo di Dio su temi come dialogo, ecologia integrale, spiritualità ecologica, trasparenza e ringraziamento". Il St. Andrews College, nell'arcidiocesi di Mumbai, è un luogo frequentato non solo da cattolici ma anche da fedeli di altre religioni. <br />Thu, 30 Jun 2016 12:00:31 +0200AFRICA/EGITTO - Nuovo appello del Presidente egiziano al Sisi a liberare il “discorso religioso” dalle idee estremistehttp://www.fides.org/it/news/60348-AFRICA_EGITTO_Nuovo_appello_del_Presidente_egiziano_al_Sisi_a_liberare_il_discorso_religioso_dalle_idee_estremistehttp://www.fides.org/it/news/60348-AFRICA_EGITTO_Nuovo_appello_del_Presidente_egiziano_al_Sisi_a_liberare_il_discorso_religioso_dalle_idee_estremisteIl Cairo - Il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi è tornato a sollecitare arabi e musulmani a fare fronte comune contro il terrorismo, liberando il “discordo religioso” e le attività da esso ispirate, da ogni condiscendenza nei confronti di idee e posizioni estremiste. "Il mondo musulmano” ha sottolineato il Capo di Stato egiziano “sta attraversando un momento di svolta molto rischioso, e si trova ad affrontare sfide senza precedenti per la vita dei suoi popoli”. Una condizione di emergenza che richiede “sforzi convergenti da parte di tutti noi, accantonando le differenze”. <br />Il Presidente al Sisi ha rivolto il suo appello durante un intervento televisivo realizzato per commemorare la Laylat Al-Kadr, la “notte del destino”, durante la quale i musulmani ritengono che Maometto ebbe la rivelazione come scritto nei primi versetti del Corano . In particlare, al Sisi si è rivolto agli studiosi dell'Università islamica di al Azhar, maggiore centro accedemico-teologico dell'islam sunnita, invitandoli a “ripensare il discorso religioso”, emancipandolo da tutti i fattori che influenzano negativamente le idee e i comportamenti diffusi nelle comunità islamiche. <br />Non è la prima volta che il Presidente egiziano richiama alle autorità religiose islamiche l'urgenza di impegnarsi in maniera energica per sradicare il fanatismo e le derive settarie. All'inizio del 2015, in un famoso discorso agli studiosi e ai capi religiosi collegati a al Azhar , al Sisi aveva dichiarato che il mondo islamico non può più essere percepito come “fonte di ansia, pericolo, morte e distruzione” per il resto dell'umanità, e le guide religiose dell'islam devono “uscire da se stesse” e favorire una “Rivoluzione religiosa” per sradicare il fanatismo e rimpiazzarlo con una “visione più illuminata del mondo”. “E' mai possibile” aveva detto in quell'occasione il leader politico arabo “che un miliardo e 600 milioni di persone possano mai pensare di riuscire a vivere solo se eliminano il resto dei 7 miliardi di abitanti del mondo? No, è impossibile!”. Thu, 30 Jun 2016 11:56:49 +0200AFRICA/CONGO RD - “Senza elezioni si rischia di sprofondare nel baratro” avvertono i Vescovihttp://www.fides.org/it/news/60347-AFRICA_CONGO_RD_Senza_elezioni_si_rischia_di_sprofondare_nel_baratro_avvertono_i_Vescovihttp://www.fides.org/it/news/60347-AFRICA_CONGO_RD_Senza_elezioni_si_rischia_di_sprofondare_nel_baratro_avvertono_i_VescoviKinshasa - Rispetto della Costituzione e delle scadenze elettorali da questa prescritte; avvio di un dialogo reale tra tutte le parti politiche; avvio di politiche sociali per alleviare le penose condizioni della popolazione; rispetto dei diritti umani. Sono queste le indicazioni della Conferenza Episcopale della Repubblica Democratica del Congo contenute nel Messaggio pubblicato al termine della 53esima Assemblea plenaria dei Vescovi congolesi. <br />La RDC vive “una situazione inquietante che rischia di sprofondare il Paese nel caos”, afferma il documento, inviato all’Agenzia Fides. “La crisi attuale non deriva dal blocco del processo elettorale?” si chiedono i Vescovi. Secondo la Costituzione entro la fine dell’anno dovrebbero tenersi le elezioni presidenziali e politiche ma finora non è stata stabilita una data. <br />Ci si chiede se “questo ritardo derivi da un deficit di buon governo, da un impedimento di forza maggiore, o dalla deliberata mancanza di volontà politica”. “Il dialogo, via regale in democrazia per risolvere i problemi, sembra anch’esso essere nell’impasse” denunciano i Vescovi, che lamentano inoltre “la sensibile riduzione dello spazio democratico, la moltiplicazione inquietante delle violazioni dei diritti umani, i massacri ignobili e l’insicurezza crescente nell’est del Paese”. Tutto questo, secondo il messaggio, fa sì che “il popolo sia sacrificato sull’altare degli interessi dei politici”.<br />Per uscire da questa situazione i Vescovi fanno appello ai dirigenti della nazione perché rispettino la Costituzione e “accettino l’alternanza al potere come fondamento della vita democratica”.<br />In concreto la CENI chiede alle forze politiche “di mettere fine alle manovre dilatorie e mettersi attorno a un tavolo con un mediatore per discutere, al fine di organizzare elezioni libere, democratiche e trasparenti nel rispetto della Costituzione”.<br />I Vescovi intendono accompagnare con la preghiera questo processo, rimanendo neutrali politicamente, e con una campagna di educazione civica per “formare la coscienza della popolazione perché contribuisca a costruire uno Stato di diritto”. <br /><br />Thu, 30 Jun 2016 11:30:54 +0200ASIA/TAJIKISTAN - Madri si suicidano con i loro figli a causa della povertà e della violenzahttp://www.fides.org/it/news/60346-ASIA_TAJIKISTAN_Madri_si_suicidano_con_i_loro_figli_a_causa_della_poverta_e_della_violenzahttp://www.fides.org/it/news/60346-ASIA_TAJIKISTAN_Madri_si_suicidano_con_i_loro_figli_a_causa_della_poverta_e_della_violenzaVahdat – La violenza contro le donne continua ad aumentare, come pure in generale il livello di aggressività e di crudeltà della società tajica. A lanciare l’allarme una rappresentante della ong Women With Higher Education, dopo l’ennesimo suicidio, nel fiume che attraversa la piccola città di Vahdat, di una giovane donna con il suo bambino, stremati da fame e povertà. Secondo le informazioni pervenute a Fides, già a febbraio scorso una donna di 25 anni si era gettata da un ponte con i suoi quattro figli. Quattro mesi prima, una madre di 30 anni, dopo aver annegato i suoi tre figli si è salvata per miracolo ed è stata condannata a 18 anni di carcere. <br />Secondo una portavoce del Ministero tajico, nel 2015, sono stati registrati in totale 325 suicidi e tentativi di suicidi di donne. Le donne tajiche, vengono costrette a sposarsi molto presto e mandate subito nelle case dei mariti dove subiscono abusi di ogni natura. Inoltre, l’aumento della crisi economica che affligge il Paese, ha avuto conseguenze sociali drammatiche su gran parte degli abitanti. <br />Secondo il Banco Mondiale, il Tajikistan è il Paese maggiormente dipendente dal denaro che inviano gli emigrati. I flussi monetari sono diminuiti di due terzi nel 2015 per la crisi economica russa, originata dalla caduta del prezzo del petrolio e dalle sanzioni occidentali contro Mosca per la sua partecipazione nel conflitto ucraino. Il Tajikistan è fortemente dipendente dall’economia della Russia, dove lavora circa la metà della popolazione maschile, principalmente nel settore dell’edilizia. <br /> <br />Thu, 30 Jun 2016 11:28:02 +0200AMERICA/MESSICO - I bambini martiri di Tlaxcala dichiarati Patroni dell’infanzia messicanahttp://www.fides.org/it/news/60345-AMERICA_MESSICO_I_bambini_martiri_di_Tlaxcala_dichiarati_Patroni_dell_infanzia_messicanahttp://www.fides.org/it/news/60345-AMERICA_MESSICO_I_bambini_martiri_di_Tlaxcala_dichiarati_Patroni_dell_infanzia_messicanaTlaxcala – Il Vaticano ha approvato la dichiarazione dei Beati Martiri di Tlaxcala, come Patroni dell'infanzia messicana, secondo quanto comunica a Fides l'Arcivescovo di Tijuana, Sua Ecc. Mons. Francisco Moreno Barron.<br />I piccoli Cristobal, Antonio e Juan, furono tra i primi evangelizzati dai francescani e dai domenicani subito dopo la conquista. Vennero crudelmente uccisi dai loro conterranei perché, in nome della fede cattolica, rifiutavano l’idolatria e la poligamia: Cristobal morì nel 1527, Antonio e Juan nel 1529. Sono stati beatificati da San Giovanni Paolo II il 6 maggio 1990, nella Basilica di Guadalupe, durante la sua seconda visita pastorale in Messico .<br />L'Arcivescovo Moreno Barron è venuto a Roma il 29 giugno per la benedizione del Pallio da parte di Papa Francesco, come nuovo Arcivescovo di Tijuana. In questa occasione ha ricevuto copia del Decreto di patronato dal Segretario della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, l'Arcivescovo Mons. Arthur Roche.<br />Il Decreto originale è stato inviato al Card. José Francisco Robles Ortega, Arcivescovo di Guadalajara e Presidente della Conferenza Episcopale Messicana , che aveva formalmente presentato istanza a nome di tutti i Vescovi del Messico. La notizia sarà comunicata ufficialmente dalla CEM "il più presto possibile". <br /> <br />Thu, 30 Jun 2016 11:01:25 +0200AMERICA/VENEZUELA - Il Card. Urosa Savino: impossibile negare la grave crisi e vietare l’arrivo di viveri e medicinehttp://www.fides.org/it/news/60344-AMERICA_VENEZUELA_Il_Card_Urosa_Savino_impossibile_negare_la_grave_crisi_e_vietare_l_arrivo_di_viveri_e_medicinehttp://www.fides.org/it/news/60344-AMERICA_VENEZUELA_Il_Card_Urosa_Savino_impossibile_negare_la_grave_crisi_e_vietare_l_arrivo_di_viveri_e_medicineCaracas – "Non è possibile negare che esiste tale crisi e non permettere l’arrivo di viveri e medicine provenienti da altre parti del mondo, inviati da diverse organizzazioni non governative e da organizzazioni della Chiesa come la Caritas": la denuncia viene dall’Arcivescovo di Caracas, il Card. Jorge Urosa Savino, che parlando alla stampa locale ha criticato il governo venezuelano perché si rifiuta di accettare gli aiuti umanitari con il chiaro scopo di non mostrare la grave crisi in atto nel paese.<br />Secondo le informazioni pervenute a Fides, il Cardinale ha sottolineato che la situazione sta degenerando e ormai è all’estremo, e ha aggiunto che il governo di Maduro dovrebbe evitare che la OEA attivi la "Carta Democratica" Interamericana, il che significa attivare gli aiuti internazionali per risolvere una situazione d'emergenza dinanzi ad una terribile crisi alimentare e sanitaria.<br />Meno di una settimana fa, l'Assemblea Nazionale aveva approvato una legge per affrontare il problema sanitario creato dalla carenza di medicinali, oltre a chiedere il sostegno delle organizzazioni umanitarie internazionali che già si erano offerte di inviare cibo e medicine. Ma su richiesta del presidente Maduro, il Tribunale Supremo di Giustizia ha emesso una sentenza che ha annullato tale legge, perché secondo il TSJ usurpa le funzioni presidenziali.<br /> <br />Thu, 30 Jun 2016 10:11:30 +0200AFRICA/ETIOPIA - Nomina del Vicario Apostolico di Awasahttp://www.fides.org/it/news/60343-AFRICA_ETIOPIA_Nomina_del_Vicario_Apostolico_di_Awasahttp://www.fides.org/it/news/60343-AFRICA_ETIOPIA_Nomina_del_Vicario_Apostolico_di_AwasaCittà del Vaticano – Il Santo Padre Francesco, in data 29 giugno 2016, ha<br />nominato Vicario Apostolico di Awasa il Rev.do Don Roberto Bergamaschi, S.D.B., assegnandogli la sede titolare di Ambia.<br />Il nuovo Vicario Apostolico è nato a San Donato Milanese, in provincia di Milano, il 17 dicembre 1954. Entrato tra i Salesiani, ha emesso la prima professione religiosa l’8 settembre 1975 a Pinerolo e quella Perpetua il 13 settembre 1981 a Roma. Dal 1975 al 1982 ha studiato Filosofia a Torino - Crocetta e Teologia a Cremisan in Terra Santa. È stato ordinato presbitero il 2 ottobre 1982 a Brescia da S.E. Mons. Armido Gasparini, M.C.C.J., primo Vicario Apostolico di Awasa.<br />Dopo l’ordinazione ha svolto le seguenti mansioni: missionario in Etiopia a Dilla ; Parroco a Zway, nel Vicariato Apostolico di Meki ; Vicario Visitatore dell’Ispettoria Salesiana di Etiopia-Eritrea ; Direttore ad Adwa, nell’Eparchia di Adigrat ; Direttore delle Opere Salesiane di Gotera, ad Addis Abeba ; Direttore delle Opere Salesiane di Mekanissa, ad Addis Abeba ; dal 2009: parroco della Parrocchia Santa Maria Ausiliatrice a Dilla, Vicariato Apostolico di Awasa. È membro del Consiglio di Missione e del Consiglio Presbiterale. <br />Thu, 30 Jun 2016 08:39:26 +0200ASIA/GIAPPONE - Nomina del Vescovo di Hiroshimahttp://www.fides.org/it/news/60342-ASIA_GIAPPONE_Nomina_del_Vescovo_di_Hiroshimahttp://www.fides.org/it/news/60342-ASIA_GIAPPONE_Nomina_del_Vescovo_di_HiroshimaCittà del Vaticano – Il Santo Padre Francesco, in data 28 giugno 2016, ha nominato Vescovo della vacante diocesi di Hiroshima il Rev.do Sacerdote Alexis Mitsuru Shirahama, P.S.S., finora Rettore del Seminario Nazionale Cattolico di Fukuoka.<br />Il nuovo Vescovo è nato il 20 maggio 1962 a Kamigoto, Arcidiocesi di Nagasaki. Nel 1986 ha ottenuto il Baccalaureato in Filosofia presso l’Università Keio di Tokyo e nel 1990 il Baccalaureato in Teologia, presso il Seminario San Sulpizio di Fukuoka. Successivamente ha studiato nell’Istituto Cattolico di Parigi, ottenendo la Licenza in Liturgia con specializzazione in Teologia sacramentaria.<br />È stato ordinato sacerdote il 19 marzo 1990 a Urakami, Arcidiocesi di Nagasaki, e incardinato nella medesima Sede Metropolitana. Nel 1993 è entrato nella Compagnia dei Sacerdoti di San Sulpizio.<br />Dopo l’ordinazione ha svolto i seguenti incarichi: Formatore nel Seminario San Sulpizio di Fukuoka ; dal 1995: Membro della Commissione Liturgica presso la Conferenza dei Vescovi Cattolici del Giappone e docente di Liturgia e Teologia Sacramentaria; dal 2012: Rettore del Seminario Cattolico del Giappone. <br />Tue, 28 Jun 2016 12:29:05 +0200ASIA/INDONESIA - Dimissioni del Vescovo di Malang e nomina del successorehttp://www.fides.org/it/news/60341-ASIA_INDONESIA_Dimissioni_del_Vescovo_di_Malang_e_nomina_del_successorehttp://www.fides.org/it/news/60341-ASIA_INDONESIA_Dimissioni_del_Vescovo_di_Malang_e_nomina_del_successoreCittà del Vaticano – Il Santo Padre Francesco, in data 28 giugno 2016, ha accolto la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Malang presentata da S.E. Mons. Herman Joseph Sahadat Pandoyoputro, O. Carm., in conformità al can. 401 § 1 del Codice di Diritto Canonico. Il Papa ha nominato Vescovo della diocesi di Malang il P. Henricus Pidyarto Gunawan, O. Carm., finora Rettore del Philosophical and Theological Higher Institute ‘Widya Sasana’ a Malang.<br />Il nuovo Vescovo è nato il 13 luglio 1955 a Malang. Dopo aver frequentato il Seminario Minore locale, ha compiuto gli studi filosofici e teologici presso il Philosophical and Theological Higher Institute ‘Widya Sasana’ a Malang. Ha emesso la professione solenne il 18 gennaio 1981, ed è stato ordinato sacerdote il 7 febbraio 1982 a Malang. Ha ottenuto la Licenza in Sacra Scrittura presso il Pontificio Istituto Biblicum , nel 1986, e la Laurea in Teologia Biblica presso l’Angelicum , nel 1990.<br />Dopo l’ordinazione sacerdotale ha svolto i seguenti incarichi: dal 1986: Docente di Sacra Scrittura nel Philosophical and Theological Higher Institute ‘Widya Sasana’; Vice-Rettore della Indonesia Biblical Society ; Vice-Rettore del Philosophical and Theological Higher Institute ‘Widya Sasana’ ; Membro del Carmelitan Institute a Roma ; Direttore dell’Indonesia Biblical Society ; Parroco di ‘St. Andrea Tidar’ a Malang ; Rettore del Philosophical and Theological Higher Institute ‘Widya Sasana’ ; Membro del Comitato di Spiritualità del Carmelitan Institute a Roma ; Direttore del Programma post-laurea del Philosophical and Theological Higher Institute ‘Widya Sasana’ : dal 2012: Rettore del Philosophical and Theological Higher Institute ‘Widya Sasana’. <br />Tue, 28 Jun 2016 12:27:09 +0200ASIA/IRAQ - Inaugurata ad Ankawa una nuova chiesa per i profughi cristiani della Piana di Ninivehttp://www.fides.org/it/news/60340-ASIA_IRAQ_Inaugurata_ad_Ankawa_una_nuova_chiesa_per_i_profughi_cristiani_della_Piana_di_Ninivehttp://www.fides.org/it/news/60340-ASIA_IRAQ_Inaugurata_ad_Ankawa_una_nuova_chiesa_per_i_profughi_cristiani_della_Piana_di_NiniveAnkawa - E' intitolata a Maria Madre del Perpetuo Soccorso , la nuova, grande chiesa inaugurata lunedì 27 giugno dal Patriarca caldeo Louis Raphael I ad Ankawa, il sobborgo a maggioranza cristiana della città di Erbil, dove hanno trovato rifugio molti cristiani fuggiti dai villaggi della Piana di Ninive davanti all'offensiva delle milizie del sedicente Stato islamico . Il nuovo, ampio edificio di culto, è stato finanziato anche con le offerte dei fedeli e ad esso faranno capo le iniziative e le attività liturgiche, sacramentali e caritative legate in particolare alla cura pastorale dei rifugiati. <br />Alla liturgia di inaugurazione hanno preso parte, tra gli altri, anche l'Arcivescovo Alberto Orega Martin, Nunzio apostolico in Iraq e Giordania, e mons. Bashar Warda, che appartiene alla Congregazine dei padri Redentoristi e anche per questo ha una particolare devozione per l'icona di Nostra Madre del Perpetuo Soccorso, custodita a Roma, nella chiesa di sant'Alfonso all'Esquilino. Durante l'omelia – riferiscono le fonti ufficiali del Patriarcato caldeo, consultate dall'Agenzia Fides – il Patriarca Louis Raphael I ha descritto la nascita della nuova chiesa come un segno del vincolo che lega i cristiani iracheni alla terra dei loro padri, ribadendo che l'emigrazione verso Paesi lontani “non è la soluzione da cercare” per chi vuole davvero custodire nella propria terra il dono ricevuto della vita cristiana. . Tue, 28 Jun 2016 11:51:20 +0200