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L'Archidiocesi di Tunja
La regione montagnosa di Boyacá, adagiata sulla
Cordigliera Orientale, in Colombia, è nota per la bellezza
dei paesaggi e la ricchezza della vegetazione. I Chibchas, antichi
abitanti della zona, la consideravano il santuario della flora
e della fauna.
Un terzo della popolazione di Boyacá, circa 300.000 abitanti,
risiede a Tunja, la capitale, gli altri vivono nella campagna,
dove si dedicano principalmente all'agricoltura e al pascolo.
Il 29 luglio del 1880, nella regione venne creata la diocesi di
Tunja che comprendeva le province politiche di Tunja, Tundama,
Vélez, Socorro e Casanare. Col trascorrere degli anni,
a causa delle distanze, del mutare delle situazioni sociali ed
ecclesiali e per facilitare l'applicazione delle iniziative pastorali
proposte dalla diocesi-madre di Tunja, innalzata ad Archidiocesi,
fu necessario suddividere il suo territorio - 3369 chilometri
quadrati - in varie diocesi: Socorro e San Gil, Duitama, Casanare,
Garagoa, Zipaquira e Chiquinquirá.
L'Arcivesco di Tunja e Direttore di Telesantiago
Il 14 marzo 1998, mons. Luis Augusto Castro Quiroga,
Missionario della Consolata, già Vicario Apostolico di
San Vicente - Puerto Leguizamo, nella regione del Caquetá,
venne nominato Arcivescovo di Tunja.
Una caratteristica che ha sempre contraddistinto mons. Castro
è l'uso dei mezzi di comunicazione sociale per incrementare
la pastorale. Autore di molte pubblicazioni di carattere teologico-missionario
e di approfondimenti di temi pastorali, ha più volte ribadito
che l'evangelizzazione passa attraverso i potenti mezzi della
comunicazione capaci di azzerare le distanze e raggiungere anche
i gruppi più isolati.
Conoscendo l'apprezzamento di mons. Castro per i mezzi di comunicazione
sociale, non stupiscono alcune sue iniziative intraprese appena
possibile nell'Archidiocesi a lui affidata.
Nel giugno del 1998, a pochi mesi dal suo arrivo, dopo aver visitato
l'Archidiocesi di Tunja, bella dal punto di vista geografico,
ricca di valori tradizionali, ma solcata da tante povertà
e priva di canali di comunicazione, mons. Castro diede vita al
settimanale Puente Boyacense (Ponte Boyacense).
Il giornale è diventato non solo un mezzo per collegare
le 54 parrocchie dell'Archidiocesi, ma anche lo spazio per presentare
attività sociali, scolastiche e culturali della regione.
L'editoriale viene scritto ogni settimana da uno dei vescovi dell'Archidiocesi,
un'iniziativa, questa, che mira a mettere in risalto la comunione
dell'episcopato della regione di Boyacá e, allo stesso
tempo, lascia la possibilità di approfondire tematiche
e difficoltà comuni in maniera diversificata.
A distanza di pochi mesi dall'uscita del primo numero del settimanale
cattolico Puente Boyacense, mons. Castro presentò alla
Commissione delle Comunicazioni Sociali Nazionale la richiesta
di attivare un canale televisivo diocesano. Il permesso gli fu
accordato e, nell'aprile del 1999, Telesantiago de Tunja cominciò
a funzionare.
Mons. Castro, in occasione dell'inaugurazione dell'emittente,
ringraziando coloro che avevano reso possibile la realizzazione
di una televisione cattolica nella sua Archidiocesi di "montagna",
scrisse: "I pessimisti dicono sempre: semina vento e raccoglierai
tempesta. Può darsi sia vero, ma è ancora da provare.
Io invece propongo un altro slogan: semina buone immagini e raccoglierai
persone capaci di fare il bene.
Davanti alla situazione tanto buia che la società colombiana
sta vivendo ci sarebbero tante ragioni per dire: "non faccio
più nulla, non mi impegno", invece, bisogna continuare
a ricercare strade nuove in cui il bene e i valori possano essere
incanalati.
Telesantiago de Tunja, una emittente posta sulle montagne
della Cordigliera, vuole aiutare il Paese a cambiare, raccontando
attraverso le immagini, che il bene vince sempre e che la speranza
è radicata nel cuore di tanta gente. Perciò, lo
slogan coniato per questa rete televisiva è semplice e
comprensibile a tutti: Telesantiago de Tunja, immagine dell'amore".
Una caratteristica dell'emittente è quella di dare spazio
a tutte le manifestazioni socio-politico-ecclesiali per interessare
i cittadini, promuovere la loro partecipazione alle campagne a
favore della giustizia, della pace, del dialogo
Ai telespettatori
è data la possibilità di fruire di una comunicazione
più umana, partecipata e dinamica, che metta in risalto
la grandezza dell'uomo e della donna, della cultura, del folclore
e delle bellezze naturali della regione.
Telesantiago de Tunja, pur essendo un canale televisivo non-profit,
è dotato di alta tecnologia e può raggiungere tutte
le zone, anche le più isolate e impervie della regione.
Il personale che gestisce l'emittente è del posto, con
l'Arcivescovo e la Commissione Permanente della Comunicazione
Sociale formano una grande famiglia.
Il canale televisivo è sostenuto economicamente da istituzioni
locali, sacerdoti, religiose, comunità parrocchiali e familiari,
volontari
; altri donano il tempo libero, competenze e creatività:
tutto serve per migliorare la comunicazione!
Parecchie Istituzioni e singoli cittadini stabiliscono convenzioni
con l'emittente per utilizzare gli spazi televisivi e lanciare
proposte e messaggi educativi; non mancano sponsor che, comprando
alcuni spazi pubblicitari, la sostengono economicamente.
Nel palinsesto di Telesantiago de Tunja, meritano attenzione le
interviste e i sondaggi per conoscere le attese socio-politiche
del pubblico; gli spazi concessi alla presentazione di campagne
regionali e nazionali, quelle per l'ecologia, la viabilità,
l'alfabetizzazione, che cercano di elevare il livello di vita
dei cittadini; i momenti dedicati a programmi d'intrattenimento
per bambini e ragazzi, realizzati in cooperazione con i genitori.
Le trasmissioni educative sono parecchie. Utilizzando le moderne
tecnologie dell'immagine vengono proposti nuovi metodi per svolgere
lavori di artigianato, si presentano le vie per la realizzazione
di microimprese e la vendita dei prodotti.
L'emittente propone anche parecchi programmi culturali per promuovere
i valori culturali della società boycense e valorizzare
il patrimonio artistico che caratterizza questa regione.
Sport, intrattenimenti teatrali, musicali e canori completano
il poliedrico palinsesto di questa televisione cattolica.
I sostenitori di Telesantiago de Tunja sottolineano che i programmi
di questa rete televisiva si differenziano da quelli proposti
dagli altri canali perché sono variegati e riescono ad
unire creatività e audacia; varietà e approfondimento;
serietà e divertimento; informazione e formazione; cultura,
politica e religione.
Sulla parete, all'entrata degli studi televisivi, campeggia una
scritta, che per gli organizzatori è diventata il programma
dell'emittente: "Quando uno suona da solo, produce solo un
suono. Quando molti suonano insieme, danno inizio ad una nuova
realtà".
Attraverso i programmi di Telesantiago de Tunja, mons. Castro
e la sua équipe cercano di costruire la cultura dell'amore,
capace di scaldare i cuori della gente che vive nella regione
di Boyacá, dove il termometro non supera mai i 12 gradi
centigradi e il vento, che scende dai 5220 metri del massiccio
della Sierra Nevada del Cocuy, non dà tregua a chi s'inerpica
per le strette vie dove le abitazioni sembrano sorreggersi e ripararsi
a vicenda dal freddo.
(fonte: da "Andare alle Genti", Mensile d'Informazione
e Servizio Missionario delle Missionarie della Consolata, corso
G. Allamano, 137, 10095 Grugliasco- Torino)
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