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I Dehoniani : APPELLO A TUTTI I GOVERNI E ALLA COMUNITÀ INTERNAZIONALE “Fermiamo le stragi nel Congo”
COMUNICATO STAMPA N. 3

Roma, 20 maggio 2003

APPELLO A TUTTI I GOVERNI E ALLA COMUNITÀ INTERNAZIONALE

“Fermiamo le stragi nel Congo”

Noi, religiosi Dehoniani, rappresentanti di 37 paesi del mondo, riuniti a Roma in Capitolo Generale

ESPRIMIAMO la nostra profonda preoccupazione per gli avvenimenti drammatici che si stanno verificando in queste settimane nella fascia orientale della RDC e in modo particolare nella regione dell’Ituri e zone vicine.
Il Parlamento Europeo, L’ONU e l’Unione Africana, tramite i loro rappresentanti, condannano i “crimini”, le “violenze sessuali”, i massacri atroci di civili innocenti e gli spostamenti massicci di popolazioni.

Deploriamo l’ostinazione di cui fanno prova i capi delle parti in causa nell’accanirsi in sanguinose operazioni militari, e questo nonostante gli accordi di cessate il fuoco firmati recentemente.

Condanniamo questa volontà espressa di non permettere alla pace di fare il suo cammino e di stabilirsi finalmente in mezzo a quelle popolazioni esauste e indifese.

SIAMO PERPLESSI sul fatto che, in questa situazione drammatica, le forze dell’ONU non abbiano né la possibilità né il mandato di intervenire per dissuadere le forze fautrici di disordini e portatrici di morte; al contrario si fa strada il disegno di ritirare le forze dell’ONU da zone ritenute troppo pericolose per gli osservatori e i militari stessi dell’ONU (Bunia, Komanda, Mambasa …). Questo significherebbe abbandonare le popolazioni di intere regioni alla loro triste sorte e consegnarle nelle mani di milizie arrabbiate, capaci solo di saccheggiare, distruggere e uccidere.

Siamo persuasi che l’ONU, in simili situazioni, debba rimanere sul posto, rispondendo ad una precisa missione umanitaria, che è quella di salvare le popolazioni e impedire che si instauri e si consolidi la legge della giungla. L’ONU mancherebbe gravemente al suo compito se si ritirasse dalle zone a rischio, condannando intere popolazioni a subire violenze, distruzioni, saccheggi ed esodi in massa.

Quindi domandiamo che:

- i Governi dell’Africa, Europa e America assumano le loro responsabilità per porre fine a questa strage;
- l’ONU non ritiri le sue milizie e i suoi osservatori dalle zone a rischio;
- sia rafforzata la presenza dei “caschi blu” con un mandato che permetta loro non solo di garantire la propria incolumità personale, ma anche di proteggere le popolazioni civili e di sradicare le azioni di guerra e di guerriglia;
- si intensifichi un’azione diplomatica decisiva volta a dissuadere i paesi che direttamente o indirettamente sostengono la guerra nell’Ituri e nell’est della RDC. La comunità internazionale non deve permettere che i calcoli cinici di alcuni capi di guerra e i vergognosi interessi nascosti di altre nazioni si alleino per far perdurare una guerra che, lungi dal risolvere i problemi, genera solo odio, divisione e morte.

Riaffermiamo la nostra solidarietà con il martoriato popolo del Congo, nella cui evangelizzazione e promozione umana siamo impegnati da più di 105 anni.

Manifestiamo la nostra comunione e il nostro sostegno a tutte le forze che, con perseveranza e rispetto della persona umana, perseguono una precisa volontà di pace.

P. Virginio D. Bressanelli, scj
Superiore Generale
e tutti i membri del XXI° Capitolo Generale
dei Sacerdoti del S. Cuore di Gesù – Dehoniani


 
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