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Incontro dei Presidenti delle Conferenze
Episcopali del Sud-Est Europa
Scutari, 10-11 marzo 2003
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Al villaggio della pace di Scutari, in Albania, si sono incontrati,
il 10-11 marzo, i presidenti di 7 Conferenze episcopali della
regione dei Balcani e Sud-est Europa, dove la Chiesa cattolica
vive situazioni analoghe di rapporti ecumenici e interreligiosi:
Albania, Bulgaria, Bosnia e Erzegovina, Grecia, Serbia e Montenegro,
Romania, Turchia. L'incontro - ospitato dall'arcivescovo metropolita
di Scutari, Mons. Angelo Massafra - è stato dedicato al
tema: "Ecumenismo: dalla tolleranza al dialogo per la collaborazione".
Hanno anche partecipato il presidente ed il segretario generale
del Consiglio delle Conferenze episcopali d'Europa (CCEE), il
nunzio apostolico in Albania, il nunzio apostolico presso l'Unione
Europea, l'inviato speciale della Santa Sede presso il consiglio
d'Europa di Strasburgo e il segretario generale della Commissione
degli episcopati delle comunità europee (ComECE).
L'arcivescovo Stanislao Hocevar di Belgrado, ha introdotto il
tema con l'interrogativo: "possiamo dire che noi soffriamo
per il fatto che il corpo cristiano è diviso?". Se
i cristiani dei paesi del Sud-est Europa vivono il dolore per
la divisione e la passione per l'unità, possono creare
dei laboratori di riconciliazione importanti per tutta l'Europa.
E' possibile sviluppare una nuova dottrina e prassi di spiritualità
di comunione; rafforzare la rete tra le Conferenze episcopali
della regione; concretizzare per questi paesi gli impegni della
Charta Oecumenica che le Chiese d'Europa si sono assunti nell'aprile
2001; riscoprire elementi propri della tradizione orientale come
la ricchezza dei simboli, il linguaggio dell'arte, il senso del
sacro, la cultura insita nelle varie lingue.
Dalle comunicazioni dei vescovi presenti sono emersi segnali
incoraggianti riguardo al rapporto fra le diverse Chiese e comunità:
s'inizia a respirare un'aria nuova che permette di sperare in
un superamento dei problemi persistenti. I recenti viaggi di Giovanni
Paolo II in Romania, in Grecia e in Bulgaria; le visite reciproche
di delegazioni; i pellegrinaggi realizzati insieme; la collaborazione
su tematiche di comune interesse, come la famiglia e le questioni
etiche; la sintonia sul sostegno della presenza dei valori cristiani
nella costruzione europea, indicano la caduta di pregiudizi e
la possibilità di camminare insieme.
Il metropolita ortodosso di Korça, Mons. Joan Pelushi,
delegato dell'Arcivescovo Anastasios di Tirana e di tutta l'Albania,
nel suo intervento, ha sottolineato il contributo che l'ecumenismo
offre per la stabilità nei Balcani. Egli ha affermato che
la Charta Oecumenica ha aperto un varco nuovo: si tratta di tradurre
in vita vissuta i suoi impegni.
Durante i lavori si è realizzato una vivace tavola rotonda
tra i vescovi ed un gruppo di giovani cattolici, ortodossi e musulmani,
provenienti da Serbia e Montenegro, Kosovo, Macedonia e Albania.
I giovani hanno proposto i temi del dialogo: il traffico degli
esseri umani e della droga, la corruzione, i diritti umani, la
responsabilità delle Chiese e l'ecumenismo, la questione
della pace, la necessità di formare persone capaci di assumersi
responsabilità politiche. Dopo la tragedia consumata nei
Balcani sta emergendo tra questi giovani una nuova consapevolezza
ed un'esigenza di formazione. I Presidenti delle Conferenze episcopali
hanno fiducia che questi giovani saranno protagonisti di una nuova
cultura. I giovani chiudevano così alcuni giorni di incontro
dedicati a vivere l'esperienza del "mosaico della pace":
trasformare le diversità culturali, etniche, religiose
e confessionali in "pietre" per un progetto comune.
Diversi partecipanti hanno affermato che è giunta l'ora
della riconciliazione e della stabilità per il Sud-est
Europa dopo le tragiche pagine vissute, in modo che i paesi di
questa regione possano dare il proprio contributo di valori e
cultura alla costruzione della casa comune europea.
Il delegato del Presidente della Repubblica albanese ed un responsabile
della comunità musulmana di Scutari hanno sottolineato
l'importanza per l'Albania di un rapporto costruttivo tra le religioni
e le confessioni cristiane.
Il pressante invito del Papa Giovanni Paolo II e l'essere in
una terra che ha sperimentato nella sua storia la violenza, hanno
portato i Presidenti delle Conferenze episcopali a ribadire, nell'attuale
situazione di crisi mondiale, il no a ogni forma di terrorismo,
ai conflitti in atto e alla temuta guerra all'Irak. Sono urgenti
la preghiera e del digiuno per il miracolo della pace.
L'incontro si è chiuso con una solenne concelebrazione
nella cattedrale di Scutari, presenti anche i vescovi e gli amministratori
apostolici dell'Albania, dove si è chiesto a Dio il dono
dell'unità tra i cristiani e della pace.
Scutari, 11 marzo 2003
All'incontro hanno partecipato i seguenti Presidenti delle Conferenze
Episcopali del Sud-Est Europa:
S.E. Mons Angelo Massafra - Albania
S.E. Mons. Christo Proykov - Bulgaria
S.E. Mons. Franjo Komarica - Bosnia e Erzegovina
S.E. Mons. Nikolaos Foskolos - Grecia
S.E. Mons. Stanislao Hocevar - Serbia e Montenegro
S.E. Mons. Ioan Robu - Romania
S.E. Mons. Louis Pelatre - Turchia
e inoltre
S.E. Mons. Giovanni Bulaitis - Nunzio apostolico in Albania.
S.E. Mons. Amédée Grab - Presidente del CCEE
S.E. Mons. Faustino Sainz Muñoz - Nunzio apostolico presso
l'Unione europea
Mons. Paul Gallagher - Inviato speciale della Santa Sede presso
il Consiglio d'Europa
Mons. Noël Treanor - Segretario generale della ComECE
Mons. Aldo Giordano - Segretario generale del CCEE
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