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IRAQ: EVITIAMO LA CATASTROFE
La delegazione Caritas rientrata dal paese mediorientale,
esprime preoccupazione per la popolazione irachena
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"Le ispezioni per garantire il disarmo di quel Paese sono assai
prossime ad iniziare, ma saranno necessari, da parte di tutti, un
atteggiamento di buona volontà e uno sforzo grande e sincero
per evitare che la situazione precipiti, con conseguenze gravissime
e assai probabilmente non limitate al territorio iracheno".
Così il cardinal Ruini sulla questione Iraq in apertura dell'Assemblea
Generale della Cei, che si chiude oggi a Collevalenza.
E dall'Iraq è rientrata una delegazione di Caritas Internationalis
- la confederazione alla quale aderiscono 154 organizzazioni attive
in 198 Paesi del mondo, compresa Caritas Italiana - che ha visitato
il Paese e si è riunita lo scorso 15 novembre per valutare
gli esiti della missione.
Ne esce confermato il quadro di precarietà della popolazione
locale, con sensibile aumento di malnutrizione e traumi psicologici.
Dodici anni di sanzioni ed embargo hanno lasciato il segno.
Tra i 14 e i 16 milioni di persone (2/3 di tutta la popolazione
irachena) dipendono totalmente dalla distribuzione dei pacchi alimentari
mensili; i servizi sanitari del Paese, il sistema elettrico malamente
riparato e il sistema idrico sono inadeguati a causa delle sanzioni
economiche. Con lo spettro della guerra sul Paese aleggia anche
il rischio del caos e di disordini civili. Giordania, Iran e Turchia
hanno annunciato che chiuderanno le loro frontiere.
Un attacco contro l'Iraq causerebbe dunque una catastrofe umanitaria.
Nel nord dell'Iraq vivono 250.000 cristiani e circa 500.000 vivono
a Bagdad. Caritas Iraq sta collaborando con la Mezza Luna Rossa
per garantire una protezione anche alla minoranza cristiana.
Dai partecipanti alla missione viene un messaggio univoco, ribadito
da mons. Vittorio Nozza, direttore della Caritas Italiana: "Devono
essere esplorate tutte le strade pacifiche per risolvere questa
crisi e vanno incoraggiate le Caritas nazionali e diocesane ad organizzare
veglie di preghiera e momenti di sensibilizzazione".
Intanto la rete Caritas continua ad essere accanto alla popolazione
irachena. Grazie al programma "well-baby" di Caritas Iraq,
solo nell'anno 2001 sono stati raggiunti 22.000 beneficiari (donne
e bambini) che hanno visto migliorate le loro condizioni di vita
dal punto di vista alimentare, igienico e sanitario.
Prosegue anche il sostegno al "Piano di Preparazione all'Emergenza".
Il progetto interessa i 13 centri nutrizionali di Caritas Iraq sparsi
in tutto il Paese che opereranno anche come posti di primo soccorso
in caso di guerra. Caritas Italiana ha già contribuito con
un primo stanziamento di 15.000 Euro. È stato anche predisposto
ad Amman, in Giordania, un locale di 100 mq per stoccare gli aiuti.
Contemporaneamente si sta valutando un piano per "attrezzare"
(fornendo acqua, cibo, coperte, kit sanitari di pronto soccorso)
87 chiese sparse sul territorio iracheno che in caso di guerra potranno
essere utilizzate dai civili come rifugi.
Roma, 21 novembre 2002
Per sostenere gli interventi in atto (causale: "Iraq")
si possono inviare offerte alla Caritas Italiana tramite:
- c/c postale n. 347013
- Banca Popolare Etica, Piazzetta Forzatè 2, Padova c/c
n. 11113 - ABI 5018 - Cab 12100
- Intesa Bci - p.le Gregorio VII, ROMA c/c n. 100807/07 - ABI
03069 - CAB 05032
- Cartasì e Diners telefonando a Caritas Italiana 06/541921
(orario d'ufficio) |
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