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Lilongwe (Agenzia Fides)- Il Malawi, paese dell'Africa sud-orientale
che si affaccia sul lago omonimo e confina con Mozambico e Zambia,
deve fare fronte per il secondo anno consecutivo a una gravissima
crisi alimentare. Secondo dati della Organizzazione delle Nazioni
Unite per l'alimentazione (FAO) attualmente vi sono 3 milioni
e 200mila persone (circa un quarto della popolazione di 12 milioni
di abitanti, stima 2000), che sopravvivono solo grazie agli aiuti
alimentari internazionali.
Nel 2002, il raccolto di mais è stato di 1 milione e 539.000
tonnellate con un calo del 10% rispetto al già povero raccolto
della stagione precedente, che era inferiore del 28% rispetto
alla media degli ultimi 5 anni. Ma il calo della produzione di
cereali, dovuta alla siccità, non spiega da solo la drammatica
situazione nella quale si trova il Malawi. La politica fallimentare
del governo in campo alimentare è un'altra della cause.
Gli esperti citano in particolare la vendita all'estero delle
riserve di mais, decisa anche per una stima errata del raccolto
di cassava, che avrebbe dovuto sostituire nel paniere dei malawiani
il mais venduto all'estero. Purtroppo le previsioni si sono rivelate
errate e il prezzo del mais a febbraio-marzo 2002, è cresciuto
del 5-6% rispetto a un anno prima. I contadini sempre più
affamati sono stati costretti a vendere il bestiame a prezzi irrisori
per comprare il cibo a costi sempre più alti. Un pacco
di mais (sufficiente a sfamare una famiglia per tre settimane-1
mese) costa 10 dollari, quando lo stipendio medio di un malawiano
è di 15, 20 dollari al mese. La siccità ha anche
duramente colpito la fonte principale di entrate del Paese la
produzione di tabacco (70% delle entrate statali), che nel 2002
è stata di 140 milioni di tonnellate contro i 184 milioni
dell'anno precedente, riducendo il potere di acquisto dei 532mila
addetti del settore.
A seguito della gravi crisi alimentare, tra il febbraio 2001 e
il febbraio 2002 i casi di malnutrizione grave tra i bambini al
di sotto dei 5 anni sono cresciuti dell'80%, mentre tra novembre
2001 e aprile 2002 si è registrato un tasso di mortalità
di 1,9 per 10.000 bambini al giorno.
Diversi malawiani hanno evitato la morte per fame solo grazie
al contrabbando di cibo dai paesi vicini, quali Tanzania e Mozambico,
e alla caccia di animali selvatici. La situazione è talmente
disperata che, secondo stime del ministero dell'Agricoltura del
Malawi, più del 45% del raccolto di mais è stato
consumato "verde" ovvero 1 o 2 mesi prima che giungesse
a maturazione. A seguito di questi fatti, il 27 febbraio 2002
il governo del Malawi ha decretato lo stato d'emergenza, chiedendo
l'aiuto della comunità internazionale.
La tabella seguente mostra la disponibilità di cibo e lo
stato degli aiuti in arrivo nel paese.
Domanda/offerta di cereali per il 2002/03 in migliaia di tonnellate
(fonte Fao):
| |
Grano |
Riso |
Mais |
totale |
| Produzione media dei 5 anni
precedenti |
2 |
82 |
2.065 |
2.149 |
| Importazioni dei 5 anni precedenti |
40 |
1 |
86 |
127 |
| Produzione 2002 |
2 |
62 |
1597 |
1661 |
| Importazioni commerciali
necessarie per il 2003 |
48 |
4 |
458 |
510 |
| Aiuti alimentari necessari
per il 2003 |
|
|
208 |
208 |
| Consumo stimato per capita
(Kg/anno) |
4 |
5 |
155 |
164 |
Per far fronte alle necessità alimentari della popolazione
del Malawi, l'agenzia governativa per le emergenze alimentare
(National Riserve Food Agency NRFA) prevede di importare quest'anno
almeno 351.550 tonnellate di cibo, una cifra superiore a quella
stimata in precedenza, che era pari a 250mila tonnellate. (L.M.)
(Agenzia Fides 7/3/2003 righe 81 parole 597)
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