| SARS - Sindrome Acuta Respiratoria Severa
- Editoriale del Prof. Kevin Cahill |
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La Sindrome Respiratoria Acuta Severa (SARS) ha avuto un effetto
devastante su migliaia di vittime, sulle loro famiglie e tutto
l'ambiente circostante, oltre che sugli operatori sanitari esposti
e sul mondo dell'economia.
L'epidemia ci ricorda, come altre epidemie registrate in tutta
la storia, che una nuova, contagiosa infezione può dare
libero corso a una catastrofe quasi inimmaginabile in popolazioni
non immunizzate. Epidemie come la SARS pongono anche domande etiche
e morali: ad esempio, fino a che punto i diritti della società
supereranno l'inalienabile diritto di ogni individuo alla vita,
alla libertà e al raggiungimento della felicità?
Può l'intera popolazione essere messa in quarantena forzatamente?
Chi definisce uno stato di imminente pericolo e decide il tipo
di misure cautelative da imporre per combattere questa piaga pubblica?
La SARS si sta evolvendo ed è troppo presto per sapere
se si estenderà e stabilirà, così come è
accaduto con l'HIV/AIDS, come una minaccia globale, o se, come
per altre epidemie del passato, questo nuovo pericolo si estinguerà.
In ogni caso sono richiesti alcuni elementi fondamentali a tutela
della salute pubblica:
a) un'informazione onesta, trasparente e immediata, costituisce
l'ingrediente principale per capire e controllare una epidemia.
La mancata denuncia di alcuni ufficiali in Cina dell'esistenza
di un numero rilevante di casi di SARS ha fatto sì che
l'infezione si stabilisse localmente ed estendesse a livello internazionale,
prima che potessero essere prese eventuali misure preventive per
isolare i pazienti infetti e bloccare il ciclo di trasmissione.
b) La SARS presenta un virus completamente nuovo nel campo medico
e attualmente non è disponibile nessun test diagnostico
nè terapia. Inoltre, i virus possono subire una mutazione
e riprodurre molteplici varianti. L'eccezionale scoperta, fatta
dai ricercatori canadesi per primi, dell'identificazione dell'intera
struttura del DNA del virus della SARS non garantisce, contrariamente
a quanto dichiarato dai mass media, l'immediata scoperta, di un
vaccino o di un medicinale antivirale efficace. Il virus dell'HIV
è stato identificato nel 1985 e ancora non c'è nessuno
vaccino contro l'AIDS.
c) Non è necessario conoscere ogni minimo dettaglio su
una malattia prima di avviare una vera campagna sanitaria preventiva.
Si possono usare maschere, guanti, tecniche di isolamento avanzate
e persino la quarantena per limitare l'espansione di quasi tutte
le infezioni trasmesse via aerea.
d) La quarantena è un mezzo legittimo per far fronte al
pericolo imminente di una malattia contagiosa fatale. La gente
innocente ha il diritto di proteggersi da individui infetti e
questa costituisce un metodo antico ed efficace per limitare le
epidemie localizzate.
e) Attualmente la SARS è diffusa in molte zone dell'Asia,
in Canada a Toronto, dove le infezioni importate si estendono
fra i contatti locali. Se la SARS dovesse diffondersi anche in
Africa, area già fortemente colpita da un'alta incidenza
di HIV/AIDS, tubercolosi e malattie parassitarie multiple, l'attuale
indice di mortalità del 6% potrebbe indubbiamente intensificarsi
in maniera brusca. Inoltre, i servizi sanitari di queste aree
africane sono fortemente inadeguati, ed il sistema medico verrebbe
immediatamente schiacciato dalla SARS.
f) Infine, è bene che la luce della speranza e i frutti
della scoperta continuino a brillare sulle peggiori epidemie.
Quando Albert Camus parlava del lungo travaglio dei cittadini
di Oran colpiti da una grave epidemia, non si riferiva soltanto
alla morte e alla deprivazione. Il suo medico/protagonista principale
alla fine del romanzo, Le Peste:
"determinato a segnare questa cronaca, perché non
sarebbe rimasto come uno di quelli che mantengono la loro pace
ma un testimone a favore di quelle persone colpite dalla piaga;
perché qualsiasi ricordo dell'ingiustizia e dell'oltraggio
fatto li facesse resistere; e affermare anche semplicemente cosa
impariamo in un periodo di pestilenza; che ci sono più
cose negli uomini da ammirare che da disprezzare."
(Prof. Kevin Cahill) (28/04/2003 Agenzia Fides)
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