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Conclusioni del Convegno "OGM: cibo di Frankenstein o sconfitta della fame?"
L'incontro fa parte delle attività del Master in Scienze Ambientali organizzato dell'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, con il Patrocinio del Ministero dell'Ambiente. Dopo il saluto del Rettore, P. Paolo Scarafoni, il dott. Corrado Clini, Direttore Generale del Ministero dell'Ambiente ha detto: "Le nuove tecnologie vegetali rappresentano una grande opportunità per la protezione dell'ambiente e la crescita delle risorse alimentari" "Le biotecnologie - ha continuato Clini- sono uno strumento decisivo per combattere le carenze alimentari in molti paesi in via di sviluppo, inoltre nelle coltivazioni mais, soia, cotone OGM viene ridotto drasticamente il fabbisogno di pesticidi mentre aumenta la produttività nei suoli "marginali" Infine sono promettenti le prospettive della produzione di vaccini commestibili che potranno essere utilizzati per combattere le malattie molto diffuse nei Paesi in via di Sviluppo".
"Ciononostante - ha riconosciuto il direttore generale del Ministero dell'Ambiente- c'è in Europa una diffusa preoccupazione sul consumo di cibi OGM. in particolare è stata diffusa tra i consumatori l'equazione OGM=rischio. Eppure nel 2001 un indagine condotta dalla Commissione Europea che ha impegnato oltre 400 enti pubblici per 15 anni ha concluso che non sono evidenti effetti sulla salute dei prodotti biotech, mentre sono riscontrabili gli effetti negativi dell'uso di pesticidi e di pratiche agricole non corrette, nell'agricoltura ³tradizionale".
Clini ha spiegato che: "Seppure la Commissione sottolinei che le biotecnologie hanno un enorme potenzialità economica, sociale ed ambientale, l'Europa non ha creduto nel biotech così che si è creata una situazione di stallo. Oggi l'Unione Europea ha un ruolo marginale nella ricerca e sperimentazione di nuove biotecnologie vegetali: la produzione di piante "biotech" in Europa nel 2001 era pari allo 0,03% della produzione mondiale. Sempre nel 2001 sono state autorizzate in Europa 44 sperimentazioni in campo rispetto alle 256 del 1997".
Per quanto riguarda la situazione nazionale Clini ha affermato che: "L'Italia, sulla base di considerazioni esclusivamente politiche, a partire dal 1999 ha sostenuto una posizione sempre più intransigente ed è stata tra i promotori della ³moratoria² nella applicazione della direttiva 90/220.
Inoltre con il DCM del 4 agosto 2000 (Decreto Amato) è stata sospesa la commercializzazione di 4 tipi di mais transgenico già approvati a livello europeo. Questo decreto è esemplificativo dell'approccio pregiudizialmente negativo adottato dal governo Amato nel 2000.
Clini ha concluso dicendo che: "Sarebbe opportuno superare gli approcci pregiudiziali e l'Italia anche in considerazione della Presidenza 2003-potrebbe svolgere un ruolo determinante per riequilibrare e orientare la posizione dell'Unione Europea verso un approccio più razionale che richiede solide basi scientifiche in merito alla protezione della salute e dell'ambiente e chiarezza in merito agli interessi economici che si vogliono tutelare".
L'Italia potrebbe contribuire a far superare lo stallo dell'Unione europea e nello stesso tempo potrebbe giocare un ruolo di punta nel contesto internazionale che è molto sensibile su questo tema, non si tratta solo degli Stati Uniti, ma di grandi Paesi emergenti come Cina, India, Brasile, Indonesia, Sud Africa".
Il Prof. Francesco Sala, Docente presso la Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell'Università degli Studi di Milano, ha illustrato in dettaglio lo stato della ricerca sulle biotecnologie: "Le applicazioni del trasferimento genico nelle piante sono estremamente diversificate. Con l'integrazione di uno o pochi geni è possibile conferire resistenza ai principali parassiti delle piante coltivate, così come è possibile conferire resistenza alla siccità, alla salinità e al freddo. Ma è anche possibile produrre piante con elevato valore nutrizionale (più vitamine, proteine, antiossidanti), piante che sintetizzino vaccini contro malattie infettive e tumori (colera, epatite, AIDS, melanoma), nuovi carburanti e nuove plastiche".
Innumerevoli sono le applicazioni anche nel settore della protezione ambientale. Il Prof. Sala ha spiegato che è possibile sviluppare "piante che depurino i suoli da inquinanti industriali (ad esempio, piombo, mercurio, cromo), piante che facciano a meno di fitofarmaci" Inoltre il considerevole aumento della produttività previsto con l'uso delle nuove piante potrà ridurre la necessità di abbattere foreste nei paesi poveri per produrre più cibo e più materiale per l'uso umano. Anche i paesi ricchi potranno restituire alla natura (e quindi alla biodiversità) parte del territorio attualmente dedicato all'agricoltura.
Il prof. Sala ha poi precisato che non esiste una contrapposizione tra OGM e prodotti tipi, al contrario solo tramite la ricerca biotech sarà possibile salvare molti prodotti tipici. Ha così presentato alcuni esempi di interventi biotecnologici importanti per il nostro paese: salvaguardia dei prodotti tipici e miglioramento delle loro caratteristiche nutrizionali. Nel campo dei vaccini il prof. Sala è uno specialista ed ha spiegato come sarà importante soprattutto per i paesi poveri poter avere vaccini che si mangiano. E poi quasi un milione di bambini che vengono salvati dal riso arricchito di vitamine, e prevenzione dal bioterrorismo tramite vaccini vegetali estratti da piante OGM. .
"Eppure le biotecnologie sono avversate in Italia ed in Europa: hanno ragione i nostri contestatori o sono nel giusto colori che, nelle Americhe ed in Asia, hanno deciso di dare notevole sviluppo alla ricerca e alle sue applicazioni?" Ha chiesto il prof. Sala ai presenti. Dopodiché ha presentato i risultati ufficiali di una analisi sulla sicurezza delle piante geneticamente modificate condotta negli ultimi 10 anni dalla Comunità Europea. La conclusione ufficiale dice: "I rischi per l'uomo e per l'ambiente derivanti dall'uso di queste piante non sono superiori a quelli che abbiamo sempre accettato nei prodotti agricoli tradizionali. Anzi, essendo controllati, i prodotti derivanti da piante geneticamente modificate presentano spesso minori rischi e più alti benefici".
Nathalie Louise Moll, responsabile dei rapporti istituzionali dell'Assobiotech, ha proposto di cambiare il nome OGM in ³gemme², ed ha spiegato che: "le piante geneticamente modificate e i prodotti commercializzati fino ad oggi sono frutto di 15 anni di ricerca, durante i quali non hanno presentato alcun rischio per la salute umana o per l'ambiente. Anzi si può tranquillamente dire che questi prodotti sono ancora più sicuri di quelli convenzionali".
Per quanto riguarda lo sviluppo dei Paesi poveri la Molla ha detto di essere rimasta particolarmente colpita da una manifestazione di circa 1000 agricoltori africani che chiedevano "la libertà di scelta" durante il Summit di Johannesburg svoltosi alla fine di Agosto. Agricoltori che rivendicavano la dignità di essere protagonisti del proprio futuro. "Ho parlato con uno di questi agricoltori- ha raccontato la Moll- che mi ha detto: "vorrei tornare a casa la sera e dire a mia moglie guarda questo è il frutto del mio lavoro".
"Gli agricoltori africani - ha affermato la Moll- vogliono gli OGM. I mille marciavano con una maglietta in cui era scritto Biotech for Africa".
La prof.ssa Vincenza Mele, dell'Istituto di Bioetica dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, ha spiegato come il principio di precauzione va inserito nel contesto di una visione sapienzale dove la scienza porta il suo contributo decisivo ma soprattutto dove bisogna esercitare la virtù della prudenza, evitando fuorvianti catastrofismi ed esagerazioni.
La prof.ssa Mele ha precisato che "in un contesto di filosofia morale non è sufficiente l'etica del fine che è sicuramente buono, ma è necessario anche l'etica dei mezzi che si vanno ad utilizzare".
Ha concluso il dott. Augustin Mariné, Presidente dell'Associazione dei produttori di mais in Spagna, il quale ha fatto toccare con mano quanto sia benefico per gli agricoltori spagnoli, tra gli unici in Europa che coltivano mais transgenico, l'utilizzo degli OGM, sia dal punto vista produttivo che ambientale.
Insieme alle prospettive produttive Marinè ha sottolineato quanto benefico è per il recupero della biodiversità la capacità degli OGM di aumentare la produttività cioè produrre di più con meno terra coltivata. (AP) (Agenzia Fides 30/11/2002)
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