| AGGIORNAMENTO DEI CASI DI AIDS NOTIFICATI
IN ITALIA al 30 GIUGNO 2002 |
a cura del Presidente Associazione Politrasfusi Italiani, Consulta
Nazionale Lotta All'AIDS, del Ministero della Salute
Dal 1982, anno della prima diagnosi di AIDS in Italia, al 30
giugno 2002, sono stati notificati al COA 50.271 casi cumulativi
di AIDS. Di questi, 39.146 (77,9%) erano di sesso maschile, 715
(1,4%) in età pediatrica (13 anni) o con infezione trasmessa
da madre a figlio, e 2.815 (5,6%) erano stranieri. L'età
media alla diagnosi, calcolata per gli adulti, era di 34 anni
per i maschi (13 anni - 86 anni), e di 33 anni (13 anni - 80 anni)
per le femmine.
Nel primo semestre del 2002 sono stati notificati al COA 935 nuovi
casi di AIDS - con un netto aumento dei malati di AIDS per comportamenti
sessuali. Passando dagli anni 1982 al 1993 dal 10,7% al 2002 con
una percentuale pari al 37,8%. In totale, 33.097 pazienti (65,8%)
risultano deceduti al 30 giugno 2002. Nonostante il numero di
decessi per AIDS sia ancora sottostimato, a causa della non obbligatorietà
della notifica di decesso
Il Piemonte è la quarta regione per i casi di AIDS per
regione di residenza, dopo Lombardia, Lazio, Emilia Romagna
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1992 |
1993 |
1994 |
1995 |
1996 |
1997 |
1998 |
1999 |
2000 |
2001 |
2002* |
Totale |
| Lombardia |
5449 |
1502 |
1745 |
1673 |
1506 |
940 |
639 |
630 |
556 |
478 |
142 |
15260 |
| Lazio |
2181 |
623 |
649 |
736 |
663 |
494 |
357 |
305 |
249 |
235 |
55 |
6547 |
| Em. Romagna |
1672 |
437 |
572 |
568 |
497 |
313 |
227 |
169 |
207 |
135 |
52 |
4879 |
| Piemonte |
1190 |
304 |
368 |
367 |
346 |
226 |
158 |
138 |
131 |
115 |
19 |
3362 |
Si evidenzia nel tempo un aumento della proporzione di casi notificati
in cittadini stranieri (dal 1,7% nel 1993-94 al 8,9% nel 2001-2002).
Il 71,7% del totale dei casi si concentra nella fascia d'età
25-39 anni. In particolare è aumentata la quota di casi
nella fascia d'età 35-39 anni (per i maschi dal 13,9% nel
1990 al 30,9% nel 2000 e per le femmine dal 7,2% nel 1990 al 23,7%
nel 2000).
La distribuzione nel tempo mostra un aumento della proporzione
dei casi attribuibili alla trasmissione sessuale (omosessuale
ed eterosessuale) ed una corrispondente diminuzione dei casi attribuibili
alle altre modalità di trasmissione. (Agenzia Fides 3/12/2002)
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