COMMISSIONE EPISCOPALE PER IL SERVIZIO DELLA CARITÀ
E LA SALUTE
«Predicate il Vangelo e curate i malati».
La comunità cristiana e la pastorale della salute
Nota pastorale
PRESENTAZIONE
L’esigenza di un documento sulla pastorale della salute,
in continuità con quello pubblicato nel 1989 a cura della
Consulta Nazionale per la pastorale della sanità, era avvertita
già da tempo davanti ai mutamenti in atto in ambito socio-culturale,
nel mondo sanitario e nella pastorale. L’occasione per dare
attuazione a tale intendimento è stata l’Assemblea
Generale della Conferenza Episcopale Italiana, che si è
svolta in Assisi nel novembre 2005. La riflessione sviluppata
dai vescovi sul tema della cura pastorale delle situazioni di
sofferenza suscitate dalla malattia ha fatto emergere proposte
significative. La presente Nota ne raccoglie gli elementi salienti,
nella consapevolezza del compito della Chiesa, «chiamata
a manifestare l’amore e la sollecitudine di Cristo verso
quanti soffrono e verso coloro che se ne prendono cura»
.
La Nota intende offrire alle comunità ecclesiali criteri
di discernimento e indicazioni pastorali per un’adeguata
evangelizzazione e una incisiva testimonianza della speranza cristiana
nel mondo della salute. Le luci e le ombre che emergono nell’ambito
della sanità costituiscono una provocazione feconda per
l’agire pastorale della Chiesa (cfr nn. 7-20). Dare attuazione
convincente al comando di Gesù che mandò i suoi
discepoli «ad annunciare il regno di Dio e a guarire gli
infermi» (Lc 9,2), è oggi una fra le più urgenti
forme di evangelizzazione.
La Nota intende anche invitare la comunità cristiana nel
suo complesso a sentirsi soggetto corresponsabile della pastorale
della salute, integrandola in una pastorale d’insieme. Le
sfide che provengono dal mondo della salute chiedono alla Chiesa
una risposta animata dalla speranza. Tale azione profetica sarà
possibile se la comunità ecclesiale si sentirà costantemente
provocata dal modo di agire di Gesù Cristo (cfr nn. 21-48).
Ci ricorda il Santo Padre: «Cristo, soffrendo per tutti
noi, ha conferito un nuovo senso alla sofferenza, l’ha introdotta
in una nuova dimensione, in un nuovo ordine: quello dell’amore…
Tuttavia dobbiamo anche fare del tutto perché gli uomini
possano scoprire il senso della sofferenza, per essere così
in grado di accettare la propria sofferenza e unirla alla sofferenza
di Cristo» .
La Nota, infine, offrendo orientamenti operativi, vuole promuovere
e sostenere un’azione pastorale più partecipata e
coinvolgente, in cui il malato sia valorizzato come soggetto attivo
(cfr nn. 49-69). Tutti, infatti, siamo in debito verso quanti
sono nella sofferenza, perché essi immettono nel mondo,
spesso a caro prezzo, silenziosamente e in incognito, fiumi vitali
di speranza. Anche in questo campo «è l’ora
di una nuova “fantasia della carità”, che si
dispieghi non tanto e non solo nell’efficacia dei soccorsi
prestati, ma nella capacità di farsi vicini, solidali con
chi soffre» .
La coincidenza della pubblicazione della Nota con la fase finale
del cammino preparatorio verso il 4° Convegno Ecclesiale nazionale
(Verona, 16-20 ottobre 2006) vuole essere un segno peculiare dell’attenzione
della Chiesa italiana nei confronti della fragilità sperimentata
nella malattia e nella sofferenza. La offriamo alle comunità
ecclesiali facendo nostre le parole di Benedetto XVI: «Duc
in altum! Questo invito di Cristo a Pietro e agli Apostoli lo
rivolgo alle Comunità ecclesiali… e, in modo speciale,
a quanti sono al servizio dei malati, perché, con l’aiuto
di Maria Salus infirmorum, testimonino la bontà e la paterna
sollecitudine di Dio» .
Roma, 4 giugno 2006
Solennità di Pentecoste
Francesco Montenegro
Presidente della Commissione Episcopale per il servizio della
carità e la salute.
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