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nel mondo |
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Sollecitati
dall’esortazione dell’Apostolo Paolo, che scriveva
alla Chiesa di Roma, “piangete con quelli che sono nel
pianto” (12, 15), perché “se un membro
soffre tutte le membra soffrono insieme” (1Cor 12, 26),
ci sentiamo interpellati per i fratelli colpiti dal morbo
di Hansen.
Anche se questa “52° Giornata Mondiale dei Malati
di Lebbra” ci porta a celebrare il dominio dell’Uomo
sulla “pandemia” che ha terrorizzato l’umanità
per millenni, non può essere trascurato che essa è
ancora presente e letale fortemente in almeno nove Paesi.
Ma ancora più deleterio è il persistere dei
preconcetti ancestrali nei confronti dei malati di lebbra,
motivo di vergogna e soggetti ad assurda discriminazione.
Comportamenti che in alcune zone del mondo sono la “causa”
di vanificazione della grande “Pianificazione di prevenzione
e assistenza medicale” messa in atto da circa 13 anni
dalla “Organisation Mondiale de la Santé”,
(O.M.S.). Pianificazione che ha fatto drasticamente scendere
l’incidenza della malattia, e ha portato alla guarigione
totale circa 13 milioni di Persone.
Ma finché non verrà eliminata la concezione
di indelebile “marchio di infamia”, la lotta finale
di una vittoria sulla lebbra durerà ancora a lungo.
Ed è per questo che il Pontificio Consiglio per la
Pastorale della Salute si sente coinvolto nell’azione
di sostegno e di condivisione con i Fratelli ancora colpiti
dalla pandemia, e fortemente vicino alle comunità sociali
dove sono inseriti...
Messaggio
Cardinale J.Lozano Barragán >>
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