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XIII Giornata Mondiale del Malato 2005

”Aggiornare la pastorale della salute in Africa”
intervista al cardinale Javier Lozano Barragán,
Presidente del Pontificio Consilio per la Pastorale della Salute

Città del Vaticano (Agenzia Fides) - “Non riscaldare il denaro”, è questo uno dei principi della Fondazione Il Buon Samaritano voluta dal Papa per sostenere le emergenze sanitarie di tutto il mondo e in particolare in Africa. “Come arriva, il denaro va subito via, destinato agli ammalati più bisognosi, attraverso il Pontificio Consiglio degli Operatori Sanitari che fa da ponte.” A pochi giorni dalla sua partenza per la Giornata Mondiale del Malato, abbiamo incontrato il cardinale Lozano Barragán, Presidente del Pontificio Consiglio, inviato straordinario dal Santo Padre a Yaoundé.
Eminenza, quali sono gli obiettivi di questa Giornata Mondiale del Malato
Aggiornare la pastorale della salute in Africa. La Giornata Mondiale del Malato si celebra ogni anno in un continente distinto per aggiornale la pastorale della salute in tutto il mondo. Quest’anno è in Africa e abbiamo appena deciso che il prossimo anno sarà in Australia. E’ vero che si celebra in Africa ma è una Giornata Mondiale, ossia che si celebra in tutto il mondo e si prega le chiese degli altri continenti di pregare in modo particolare per il continente nel quale si celebra la giornata. Quest’anno, appunto, le chiese di Europa, Asia, Oceania, America sono invitate a pregare e ad offrire le sofferenze dei proprio ammalati per l’Africa. Con questa ricorrenza si celebra una vera e propria comunione della Chiesa.
Il Papa ha detto che “non ci può essere vera missione senza sofferenza”. Quanto è importante l’impegno della Chiesa e dei missionari nel settore sanitario
E’ fondamentale. Basta guardare la percentuale dei centri di assistenza sanitaria della chiesa cattolica che curano l’Aids in tutto il mondo è il 26,7%, contro i 42% gestiti dai Governi di tutto il mondo con copertura economica. Anche per questo il Santo Padre ha voluto la Fondazione il Buon Samaritano che si occupasse di aiutare i poveri malati. Da Natale fino ad oggi la Fondazione ha già inviato 40 mila dollari, equamente divisi tra Etiopia, Congo Tanzania e Birmania che possiamo dire sono già pasticche antiretrovirali. Purtroppo per il momento non abbiamo più fondi da destinare, ma siamo in attesa di una donazione che il Cafod (Catholic Agency for Overseas Development), un’organizzazione cattolica britannica per i Paesi in via di sviluppo, ci ha fatto dall’Inghilterra di 100 mila euro che invieremo ai paesi che ne avrà maggiormente bisogno.
Nel messaggio il Papa parla dell’Aids come di una "patologia dello spirito"…
Su questa affermazione è stato fatto molto chiasso. E’ vero che il Papa non parla di quelli che contraggono la malattia ad esempio per contagio del sangue materno filiale, ma parla di malattia dello spirito intesa come sfrenatezza sessuale. Ma siccome il nostro mondo attuale ha una cultura pansessualista, tutto ciò che sembra mettere un freno al pansessualismo fa rumore! E’ a questo proposito ribadisco ancora fermamente la posizione del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute riguardo all’argomento del preservativo. Secondo il nostro Dicastero la dottrina della Chiesa non cambia in nulla. Dobbiamo lottare contro l’Aids ma rimanendo fedeli ai due comandamenti che dicono non uccidere e non fornicare. Solo rispettando pienamente questi due comandamenti possiamo lottare contro l’Aids. Ma analizziamoli bene: Non uccidere, vuole dirci attenzione alla trasmissione via ematica, attenzione alla trasmissione materno filiale. In quanto all’aspetto sessuale, se qualcuno può ammalarsi in seguito ad una aggressione, come accade purtroppo in alcuni villaggi africani in cui gruppi di malati di aids violentano le ragazze per contagiarle, allora la persona aggredita ha il diritto di proteggersi con qualsiasi mezzo. Questo non è nessun cambiamento da parte della Chiesa. Quelli che lo hanno pensato sono persone di ottusa intelligenza che non capiscono o non vogliono capire. Il principio di non fornicare vuole proteggere la sublimità del sesso che è l’espressione più grande dell’amore di Dio per le persone. E’ amore assoluto di donazione piena e niente deve separare un’unione matrimoniale tra uomo e donna.
Per proteggere la dignità del sesso, la sacralità del corpo, noi accettiamo assolutamente il comandamento divino non fornicare
Perché è importante la pastorale della salute?
Il Santo Padre dice che bisogna consolare i malati, ma non solo con le parole. Consolare vuol dire dare il rimedio, ossia rispondere alle domande più scottanti dell’esistenza umana come il perché del dolore, il perché della sofferenza, della malattia, della morte. E l’unica risposta in questo senso è Gesù Cristo morto e risorto e quello che consola è lo Spirito Santo. Il compito della pastorale della salute è dare con lo Spirito Santo la risposta di Cristo morto e risorto ai problemi più scottanti dell’esistenza umana.

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