| “Cristo,
speranza per l’Africa, Gioventù, Salute e Aids”.
Nel continente africano muoiono 5 persone ogni minuto a causa del
virus dell’HIV: 300 vite spezzate ogni ora, 7mila ogni giorno,
2,5 milioni ogni anno
Città del Vaticano (Agenzia Fides) –
“A dieci anni di distanza, sarà nuovamente l’Africa
ad ospitare le celebrazioni principali della Giornata Mondiale del
Malato, che si terranno presso il Santuario di Maria Regina degli
Apostoli, a Yaoundé, in Camerun.” Così il Santo
Padre Giovanni Paolo II introduce il suo messaggio per la XIII Giornata
Mondiale del Malato.
Secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità
sono 39.4 milioni le persone con HIV nel mondo, più del 95%
vive nei Paesi in via di sviluppo dove solo 700mila persone su un
totale di 5,8 milioni ricevono le cure urgenti e la terapie necessarie
per sopravvivere.
I due terzi dei portatori sani del virus vivono nell'Africa sub-sahariana,
dove, secondo le statistiche dell’Onu, la malattia ha ucciso
l'anno scorso 2,3 milioni di persone; nella regione solo l’8%
degli ammalati riceve i trattamenti necessari.
Stando ai dati, nel resto del mondo in Asia, Europa, Africa settentrionale
e in Medio Oriente, la percentuale di pazienti gravi cui è
garantita la terapia antiretrovirale non supera il 10%. Nei Caraibi
e in America latina, invece, le cure necessarie sono assicurate
ben al 65% degli ammalati.
Nel primo semestre dell'anno scorso le persone che ricevevano le
cure necessarie erano solo 440mila. Tuttavia, ci sono enormi ostacoli
da superare. Nel 2005 sono necessari tra i 3,55 e i 3,8 miliardi
di dollari. L’epidemia minaccia di esplodere in India, Cina,
nel Sud-Est asiatico, in Russia e nelle altre repubbliche dell'ex
impero sovietico.
L’Africa è il continente più colpito dal virus
con il suo triste primato di 28 milioni di morti negli ultimi 10
anni, 3 milioni nel solo 2003. E una previsione per il futuro altrettanto
drammatica: 25 milioni di morti nei prossimi 10 anni. Il numero
totale delle infezioni in Africa ha raggiunto i 30 milioni. Muoiono
5 persone ogni minuto, 300 vite spezzate ogni ora, 7mila ogni giorno,
2,5 milioni ogni anno. Sono donne e uomini giovanissimi, oppure
bambini, condannati a una lunga e terribile agonia.
Nell’Africa Sub-sahariana l’epidemia sta demolendo ogni
residua speranza di sviluppo economico futuro: l’Aids ha fatto
diminuire anno dopo anno le aspettative di vita degli africani,
scese oggi in alcuni paesi a circa 35 anni. In Africa oltre la metà
dei contagiati è costituita da donne: molte sono allontanate
dal posto di lavoro, rifiutate da amici e familiari, persino scacciate
dai mariti e dai propri figli.
Un milione di neonati nasce ogni anno nel Sud del mondo con per
il virus dell’Aids: il 90% sono bimbi africani destinati a
morire se non curati. Ma in Africa non ci sono soldi per la terapia
antiretrovirale (solo il 3% dei malati può permettersela).
Alcuni Paesi, Sudafrica, Etiopia, Malawi, hanno cominciato a ricorrere
ai cosiddetti “farmaci generici” di basso costo. Ma
nel 2003 l’epidemia ha raggiunto il culmine, con settemila
morti al giorno.
L’ultimo rapporto del Ministero della Sanità dello
Zimbabwe afferma che il 34% della popolazione adulta è sieropositiva:
un adulto su tre è positivo. Le stime sono terrificanti:
3.846 morti di Aids ogni settimana.
In Malawi muoiono di Aids 10 persone ogni ora. 240 persone al giorno,
significa 876 mila morti in dieci anni. Il Malawi, con una popolazione
di circa 11 milioni di abitanti, è uno dei paesi più
gravemente colpiti dall’Aids nell’Africa subsahariana,
dove si trovano i due terzi di tutti i sieropositivi del mondo.
Il governo stima che 1 milione di malauiani siano contagiati dall’HIV.
Circa 640 mila persone sono morte nel paese a causa dell’Aids
dal 1985. Malawi attualmente spende circa 12 $ all’anno a
persona per la sanità. Circa il 46% di tutte le nuove infezioni
tra gli adulti riguarda giovani con meno di 24 anni e il 60% sono
donne. Lo scorso anno sono stati disposti 196 milioni di dollari
per distribuire gratis farmaci antiretrovirali secondo il programma
quinquennale del Fondo Globale contro Aids, malaria e tubercolosi.
Una cinquantina di località nel paese hanno ricevuto le medicine,
ma solo 50,000 persone ne stanno usufruendo.
La Chiesa in Ghana è impegnata in prima fila nella lotta
contro la diffusione del virus e nel sostegno ai malati e alle loro
famiglie. I vescovi del paese hanno lanciato un vasto programma
quinquennale di assistenza ai malati di Aids e agli attuali 15 milioni
di orfani di genitori vittime della malattia. Il programma coinvolgerà
12 mila famiglie di 35 distretti ghanesi, per un costo complessivo
di un miliardo e mezzo di dollari e punta prioritariamente a migliorare
la qualità di vita delle persone colpite dal virus, attraverso
la promozione di strutture di sostegno finalizzate a contrastare
la discriminazione che circonda la malattia e ad offrire aiuto psicologico,
materiale e pastorale alle vittime. L’85% dei beneficiari
sono non cattolici.
In Madagascar, uno tra i venti paesi più poveri del mondo,
la situazione sanitaria è drammatica. Ha una popolazione
di 14,6 milioni che arriverà ai 26 milioni nel 2020, il 50%
costituito da persone d'età inferiore ai 15 anni, la cui
vita media non supera i 50 anni. Alla sanità pubblica è
destinato appena l'1% del reddito nazionale lordo. Le prestazioni
sanitarie offerte sono precarie per la scarsa preparazione del personale
medico e paramedico. I pochi farmaci disponibili sono venduti a
prezzi troppo alti. I laboratori d'analisi e gli altri servizi sanitari
sono o non disponibili o inadeguatamente equipaggiati. Negli ospedali,
edifici vecchi e senza alcuna manutenzione, nulla è gratuito:
tutte le prestazioni mediche ed i farmaci devono essere pagati dal
malato. Il Madagascar è uno dei pochi paesi nel mondo dove
la mortalità infantile e materna non è diminuita negli
ultimi anni: la malnutrizione cronica, l'assistenza medica inesistente,
le misere condizioni di vita, la mancanza di un adeguato programma
di vaccinazione sono tutte concause dell'elevata mortalità.
Il 56% dei bambini sono malnutriti, il 65% presenta arresto della
crescita ed il 12% è gravemente denutrito. Le malattie respiratorie,
gastroenteriche e la malaria sono le principali cause d'ospedalizzazione
e di morte tra i bambini sotto i 5 anni.
Il traguardo del vaccino anti-Aids è ancora lontano. Da quando
gli accordi internazionali hanno permesso di abbassare il costo
della terapia anti-aids con farmaci generici, anche le multinazionali
hanno cominciato a vendere farmaci a prezzi scontati. Oggi per curarsi
occorrono almeno 250 dollari l’anno a paziente.
Negli ultimi dieci anni, grazie ai nuovi medicinali salvavita, in
Occidente la mortalità per Aids si è più che
dimezzata. Ma la terapia anti-Aids permette di allungare la vita
delle persone contagiate, non di salvarle; in altre parole, i farmaci
antiretrovirali possono rallentare la malattia ma non riescono a
sconfiggerla. Oltretutto il virus killer (che muta in diverse sue
parti per aggirare le difese della medicina) sta diventato resistente
a questi farmaci.
Il programma della Giornata
Mondiale del Malato >>
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