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L’Istituto Figlie di San Camillo: La spiritualità propria delle Figlie di San Camillo è di testimoniare l’amore sempre presente di Cristo verso gli infermi, nel ministero spirituale e corporale esercitato anche con rischio della vita.
Sr Gabriella Marzio, Figlia di San Camillo, a Fides

La Congregazione religiosa delle Figlie di San Camillo, fondata dal Beato Padre Luigi Tezza, Camilliano, e dalla Beata Madre Giuseppina Vannini, nasce a Roma il 2 febbraio 1892.
«Il padre Luigi Tezza, mosso dallo Spirito, aperto ai segni dei tempi e fedele alla fondamentale ispirazione di san Camillo, fu scelto da Dio per trasmettere il carisma della misericordia verso gli infermi alla nostra Congregazione. Nata dal tronco fecondo e benedetto dell’ordine camilliano, la nostra famiglia religiosa, a imitazione e nella volontà dei Fondatori, si riconosce costituzionalmente unificata nel carisma con i Ministri degli Infermi» (Cost. art. 11).
Sorta nel solco benedetto e fecondo dell’Ordine dei Ministri degli Infermi, la pianticella si è sviluppata e oggi l’Istituto conta 93 case e quasi 900 religiose, con noviziati in Italia, Argentina, Brasile, Perù, Colombia, India, Benin, Burkina Faso, Isole Filippine.
La spiritualità propria delle Figlie di San Camillo è di testimoniare l’amore sempre presente di Cristo verso gli infermi, nel ministero spirituale e corporale esercitato anche con rischio della vita.
La congregazione opera in quattro continenti: Europa (Italia, Germania, Polonia, Spagna, Portogallo, Georgia, Ungheria), in America Latina (Argentina, Brasile, Perù, Colombia, Cile), in Africa Occidentale (Benin, Burkina Faso, Costa d’Avorio), in Asia (India e Isole Filippine). I campi di attività sono: ospedali, ambulatori, dispensari, case per anziani, strutture per bambine con handicap fisici e mentali, assistenza a domicilio, lebbrosari e missioni.
Nello spirito dei Beati Fondatori l’Istituto si è aperto verso nuove frontiere: barboni, malati di Aids, bambini di strada. Inoltre nei paesi in via di sviluppo si è creata una rete di sussidi sanitari che rispondono ai bisogni della gente locale: visite regolari ai villaggi, centri nutrizionali, cure palliative, distribuzione di medicine.
Ancora, allo scopo di preparare operatori e operatrici sanitarie le Figlie di San Camillo dirigono varie scuole infermieristiche con seria formazione clinica, umana e spirituale. In queste scuole, l’Istituto intende trasmettere a chiunque voglia operare nel mondo della salute quello spirito di carità evangelica che il Figlio di Dio col suo esempio ha insegnato. Cristo, per primo, infatti, dedicò agli infermi speciali premure e ciò che Lui fece volle che lo facessero anche i discepoli unendo alla missione apostolica il mandato di curare gli infermi: “... curate i malati... e dite loro: è vicino a voi il Regno di Dio” (Lc 10,9).
In modo particolare nelle missioni d’Africa le religiose sono chiamate ad affrontare emergenze sanitarie quali: visite e somministrazioni di cure e medicine ai malati dei villaggi interni che non hanno la possibilità di andare da un medico, né tanto meno di acquistare medicine, nemmeno le più comuni. Una grossa percentuale di persone si ammala di malaria, tifo, epatite, gastroenterite, malattie oggi facilmente curabili in Occidente, ma in queste terre ancora causa di morte, soprattutto se si tiene conto che spesso questi malati, vittime di pregiudizi o superstizioni ancestrali, si rivolgono a stregoni locali o guaritori di fortuna, che aggravano la situazione clinica. Un’altra emergenza sanitaria a cui le religiose devono far fronte è l’opera di prevenzione delle malattie infantili, educando le mamme e vaccinando tempestivamente i bambini piccoli. A tale scopo sono sorte nelle missioni in Africa i cosiddetti “centri di maternità” e “centri per prematuri”, luoghi dove si curano ed assistono le mamme in attesa, fino al momento del parto e dopo, insieme ai loro bambini. La prevenzione della malattia è un elemento caratterizzante del lavoro delle suore in Africa, che si attua con l’attività formativa.
A Ouagadougou, in Burkina Faso, nell’École ménagère St. Camille”, scuola di economia domestica, si formano centinaia di ragazze burkinabé al loro futuro di mamme, insegnando loro i tipici mestieri domestici, tessitura, cucito, cucina, igiene e tutto ciò che è necessario sapere per il buon andamento della conduzione familiare. Un contributo non piccolo allo sviluppo della società locale, all’armonia e benessere delle famiglie e all’emancipazione della donna.

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