Il
morbillo è una malattia molto contagiosa che colpisce
spesso i bambini tra 1 e 3 anni, per cui viene detta infantile,
come la rosolia, la varicella, la pertosse e la parotite. Si trasmette
solo nell’uomo. I malati vengono isolati nel periodo di contagio.
Il morbillo non ha sintomi gravi, provoca principalmente un'eruzione
cutanea, simile a quelle della rosolia o della scarlattina; il vaccino
esiste sotto forma di un complesso vaccinale contro il morbillo,
la parotite e la rosolia (MPR). Gli esperti consigliano una prima
dose del MPR prima del 24° mese di vita, preferibilmente al
12-15° mese, con un richiamo verso 5-6 anni o 11-12 anni. Fino
al 6°-9° mese, il neonato può essere protetto dagli
anticorpi che gli vengono dalla madre se questa è immunizzata.
La malattia ha la massima incidenza alla fine dellinverno
e durante la primavera. Oltre alla forma classica sono possibili
anche forme attenuate, atipiche o di estrema gravità, in
funzione dello stato immunitario del soggetto. La diagnosi del morbillo
può venire confermata dalla ricerca del virus nelle secrezioni
nasali, nel sangue o nelle urine o, successivamente, dal dosaggio
degli anticorpi, ripetuto durante la convalescenza. Il morbillo
può portare complicanze respiratorie, neurologiche e altre
complicanze rare come quelle cardiache e oculari. La terapia è
sintomatica con antifebbrili e sedativi della tosse. I cortisonici
e gli antibiotici vengono usati per le complicanze. LOMS e
lUNICEF raccomandano la somministrazione di vitamina A in
pazienti di età tra 6 mesi e 2 anni ospedalizzati per morbillo
o per le sue complicanze, soprattutto se con fattori di rischio.
Il vaccino è molto efficace e determina unimmunità
permanente. Non provoca danni se viene somministrato a bambini già
vaccinati o che hanno avuto la malattia in precedenza. La protezione
si ottiene dopo 7 giorni dallinoculo. Il vaccino è
molto sensibile alla luce e al calore e perde la sua efficacia se
conservato impropriamente. Bisogna ricorrere a tale profilassi anche
nei bambini con infezione da HIV, anche se vaccinati.
La rosolia è una malattia infettiva virale;
proprio come morbillo, varicella, pertosse e parotite, è
più comune nell'età infantile e si trasmette solo
nell' uomo. La rosolia esternamente si manifesta con un'eruzione
cutanea simile a quelle del morbillo o della scarlattina. Generalmente
benigna per i bambini, diventa pericolosa durante la gravidanza
perchè potrebbe portare gravi conseguenze al feto. Una volta
contratta, la rosolia dà un'immunizzazione teoricamente definitiva.
Il vaccino è del tipo vivo attenuato e viene raccomandato
dalle autorità sanitarie, soprattutto per le ragazze non
immunizzate dopo la pubertà. (31/5/2004 Agenzia Fides; Righe:16;
Parole:221)
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