Il
sarcoma di Kaposi è un tumore maligno, le cui cellule proliferano
nei tessuti che si trovano sotto la pelle, o nelle mucose. È caratterizzato
dalla comparsa di eruzioni rossastre o bluastre sulla cute e/o sulle
mucose, e invade tutto il corpo, interessando anche gli organi interni
(polmoni, fegato o dotto gastrointestinale).
Fino
ai primi anni Ottanta, il sarcoma di Kaposi era una malattia molto
rara, che si riscontrava soprattutto negli uomini di età avanzata,
nei soggetti portatori di trapianto d'organo o negli uomini africani.
A seguito dell'epidemia di AIDS sviluppatasi agli inizi degli anni
Ottanta, ci si rese conto che i casi di sarcoma di Kaposi erano
in aumento in Africa e tra gli omosessuali di sesso maschile affetti
da AIDS. Il sarcoma di Kaposi di solito si diffonde più rapidamente
tra questi gruppi di pazienti. Generalmente le sue prime manifestazioni
compaiono a livello della cute degli arti inferiori sotto forma
di noduli o placche violacee intensamente vascolarizzate.
Negli
stadi più avanzati le lesioni tendono ad interessare tutto l’ambito
cutaneo con possibile compromissione anche di organi interni, quali
linfonodi, apparato gastroenterico, respiratorio ed osseo. Il suo
decorso è lento.
Le
terapie finora in uso per il sarcoma di Kaposi non riescono a contrastare
la tendenza alla recidiva di questa malattia quando il trattamento
viene sospeso, per cui questi pazienti sono candidati a “curarsi”
tutta la vita. (30/3/2004 Agenzia Fides; Righe:19 Parole:233)
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