Il dottor Kevin M. Cahill, M.D. è
Presidente e Direttore del Center for International Health and cooperation
della città di New York, Professore e Direttore dell'Institute
of International Humanitarian Affairs presso l'università
di Fordham a New York, Professore di Medicina Tropicale all'università
di New York, Direttore del Tropical Disease Center al Lenox Hill
Hospital della città di New York, Professore e Presidente
del Department of International Health al Royal College of Surgeons
in Irlanda, e Senior Medical Consultant per il servizio sanitario
delle Nazioni Unite e di numerosi governi esteri.
Negli ultimi anni, grazie alle comodità ed ai prezzi contenuti,
i viaggi sono molto favoriti, sia per lavoro che per piacere. Le
richieste della diplomazia, del mercato internazionale e del volontariato
hanno sempre reso i viaggi inaspettati verso luoghi remoti una necessità
prevedibile. Ma ora quasi tutti hanno la possibilità, la
disponibilità economica ed il desiderio di vedere posti nuovi,
facce e cose nuove e di viaggiare in buona salute. Vi sono pochi
luoghi nel mondo dove, con un'adeguata preparazione e con un pò
di buon senso, anche il più timido non può non avventurarsi
aggiungendo nuove dimensioni alla vita di tutti i giorni.
E' incredibile come i viaggiatori spendano senza esitazione nell'acquisto
di biglietti aerei o in prenotazioni alberghiere e quanto siano
invece insensatamente restii ad effettuare un modesto investimento
per assicurarsi la salute nei loro viaggi. Persino dei problemi
medici di piccola entità possono interrompere un viaggio
e troncare un itinerario programmato con molto anticipo. Molti problemi
sanitari possono essere prevedibili e spesso evitati con una semplice
pianificazione anticipata. Non vi è un promemoria di raccomandazioni
sanitarie valido in tutti i casi. Le seguenti avvertenze sono generali.
L'ideale sarebbe quello di stabilirle a seconda delle necessità
del viaggiatore e delle condizioni mediche. Anzitutto è importante
rendersi conto che il viaggiare di per sé è causa
di stress psicologico e fisico. Un ambiente diverso e non familiare,
lontano dalla sicurezza della casa e della famiglia, può
rendere ansioso chiunque non sia fortemente indipendente. I viaggi
aerei attraverso i fusi orari sono spesso causa del noto fenomeno
del jet-lag, un'interruzione del proprio orologio che fissa i tempi
del risveglio, del sonno e di altri processi metabolici.
Alcuni di questi stress sono inevitabili e richiedono un semplice
adattamento. Altri possono essere alleviati o eliminati adottando
qualche semplice precauzione. Bisogna aspettarsi piccoli cambiamenti
nell'alimentazione, nel clima o nella routine e non farsi prendere
dal panico; di solito questi cambiamenti sono facilmente superati
dal viaggiatore preparato. Ovunque si viaggi, bisogna ricordare
che si è lontani dal conforto di sapere che il proprio medico
ed il farmacista sono a portata di mano per rispondere alle nostre
preoccupazioni. Tuttavia, in molte parti del mondo, essi non sono
più distanti di una telefonata ed è comodo, oltre
che intelligente, includere questi numeri telefonici tra i documenti
di viaggio essenziali.
Si dovrebbe parlare con il proprio medico o con uno specialista
di sanità internazionale del viaggio in programma. E' indispensabile
se si soffre di qualche disturbo in particolare in corso o cronico,
indipendentemente dal fatto che uno ritenga o no la situazione seria
o debilitante. Un problema di salute che potrebbe non essere di
alcun fastidio in normali circostanze, può trasformarsi in
una minaccia a causa delle condizioni di viaggio, del clima, della
situazione geografica della destinazione o persino dell'obiettivo
del viaggio. Vi sono ovvie differenze tra i consigli per chi si
reca in Africa per un solo giorno a tenere una conferenza e le raccomandazioni
per un turista che intraprende un safari, imbattendosi in diverse
culture, stili di vita e alimentazione. Alcuni problemi sono comuni.
Alcuni farmaci potrebbero essere sconosciuti all'estero e molti
medicinali sono praticamente introvabili in paesi del terzo mondo.
Barriere linguistiche e culturali potrebbero impedire un'adeguata
comunicazione con un medico straniero in una terra straniera. Il
panico che spesso assale coloro che si ammalano all'estero di solito
è spropositato rispetto alla malattia, ma la mancanza di
nozioni di base delle proprie condizioni mediche e di rimedi semplici
e sicuri, e l'impreparazione, spesso contribuiscono alla sensazione
di un disastro incombente. Si consiglia una pianificazione medica
molto prima di effettuare un viaggio all'estero. Qualora siano necessari
o consigliati dei vaccini, potrebbero volerci diverse settimane
prima di raggiungere un livello di immunità efficace. E'
inutile e rischioso fare sforzi frenetici per effettuare iniezioni
all'ultimo minuto, potrebbero complicare maggiormente le ordinarie
condizioni di un viaggio all'estero. Il viaggiatore dovrebbe mirare
ad un'autosufficienza medica, specialmente nei tropici dove le strutture
e gli approcci sanitari potrebbero essere molto differenti da quelli
che si danno per scontati in Europa e negli Stati Uniti. Un paziente
malato e spaventato è vulnerabile, ed un giudizio lontano
dai familiari, dal medico di fiducia o da uno specialista competente,
potrebbe risultare errato. Si auspica che i vaccini preventivi,
le cure ed i consigli possano tenere il viaggiatore in buona salute
in modo da evitare di ricorrere a cure mediche mentre è lontano
da casa. Ma questo non è sempre possibile e, qualora fosse
estremamente necessario, si può individuare un medico di
lingua inglese contattando, ove possibile, l'Ambasciata locale.
Una telefonata da casa può essere di aiuto e conforto. Al
rientro a casa, è importante farsi visitare da un medico
se si è contratta una malattia all'estero o se ci si ammala
dopo qualche settimana dal rientro. Ad esempio, è possibile
contrarre la malaria una volta rientrati dal viaggio, nonostante
particolari accorgimenti ed una profilassi rigorosa. Se si è
viaggiato ampiamente in paesi tropicali, è opportuno sottoporsi
ad un check-up medico indipendentemente da come ci si sente, poiché
molti disturbi tropicali possono essere diagnosticati anche prima
che si verifichino dei sintomi.
|