Fides News Italianohttp://www.fides.org/Le notizie dell'Agenzia Fidesen-usASIA/SIRIA - I religiosi cattolici si preparano all'Anno della Vita Consacratahttp://www.fides.org/it/news/56312-ASIA_SIRIA_I_religiosi_cattolici_si_preparano_all_Anno_della_Vita_Consacratahttp://www.fides.org/it/news/56312-ASIA_SIRIA_I_religiosi_cattolici_si_preparano_all_Anno_della_Vita_ConsacrataDamasco - Circa cinquanta religiosi e religiose cattolici provenienti dalla regione di Damasco e appartenenti a 16 diverse congregazioni e istituti di vita consacrata hanno preso parte nella mattinata di oggi a un incontro con il Vescovo Georges Abou Khazen OFM e con l'Arcivescovo Mario Zenari, Nunzio apostolico in Siria. La riunione, ospitata dal convento francescano nel quartiere damasceno di Bab Tuma, nella Città Vecchia, è servita a confrontarsi sulle urgenze poste alla vita religiosa dal tempo presente, segnato dal conflitto e dalla miseria crescente che tormentano la popolazione siriana da più di tre anni. All'incontro ha partecipato anche mons. Giovanni Pietro Dal Toso, Segretario del Pontificio Consiglio Cor Unum, che ha potuto ascoltare i racconti e le testimonianze sull'opera apostolica condotta dai religiosi e dalle religiose in contesti segnati dal dolore e dalla paura. <br />“L'incontro - riferisce all'Agenzia Fides il Vicario apostolico di Aleppo, Abou Khazen - è stato un'occasione preziosa di consolazione per tutti: Un conforto che ci siamo offerti l'un l'altro, reciprocamente. In situazioni come quelle che ci troviamo a vivere, l'amore di Dio può essere sperimentato concretamente solo se gli altri lo vedono riflesso nell'amore che noi stessi, con i nostri limiti e le nostre fragilità, offriamo ai nostri fratelli”. <br />La riunione ha fornito l'occasione per programmare anche in Siria l'avvio dell'Anno dedicato alla Vita consacrata, che i religiosi e le religiose cattolici presenti in Siria hanno intenzione di vivere come momento di comunione e di riscoperta della propria vocazione. A tale scopo è stata creata una apposita commissione, incaricata di mettere in cantiere le iniziative che scandiranno l'intero Anno, a partire dalla giornata inaugurale, fissata per il prossimo 29 novembre. .Fri, 31 Oct 2014 00:00:00 +0100AFRICA/EGITTO - Il Patriarca copto ortodosso: torneremo a Gerusalemme solo insieme ai nostri fratelli musulmanihttp://www.fides.org/it/news/56311-AFRICA_EGITTO_Il_Patriarca_copto_ortodosso_torneremo_a_Gerusalemme_solo_insieme_ai_nostri_fratelli_musulmanihttp://www.fides.org/it/news/56311-AFRICA_EGITTO_Il_Patriarca_copto_ortodosso_torneremo_a_Gerusalemme_solo_insieme_ai_nostri_fratelli_musulmaniMosca – La posizione della Chiesa copta ortodossa in merito ai pellegrinaggi di fedeli egiziani a Gerusalemme “rimane invariata” rispetto a quanto era stato stabilito dal precedente Patriarca, Shenuda III. L'indicazione di non visitare la Città Santa dunque rimane in vigore, e decadrà quando potranno entrare liberamente a Gerusalemme anche i “fratelli musulmani” della nazione egiziana. Così il Patriarca copto ortodosso Tawadros II si è espresso nel corso di un ricevimento offerto in suo onore la sera di giovedì 30 ottobre dall'ambasciata egiziana a Mosca, in occasione della visita che il Primate della Chiesa copta ortodossa sta realizzando in Russia. <br />Come riportato da fonti egiziane consultate dall'Agenzia Fides, Papa Tawadros nella stessa circostanza ha accennato con soddisfazione alla crescente rete di contatti e collaborazioni tra le Chiese presenti in Egitto e l'Università di al-Azar, principale centro d'insegnamento religioso dell'Islam sunnita. <br />Negli anni in cui si radicalizzava il conflitto arabo-israeliano, il Patriarca copto Shenuda III aveva vietato ai fedeli della sua Chiesa di compiere pellegrinaggi nello Stato ebraico e non aveva cambiato posizione neanche dopo la normalizzazione dei rapporti tra Egitto e Israele voluta dal Presidente Sadat. A tutt'oggi, il divieto non è stato formalmente revocato dal Patriarca Tawadros II, anche se molti ne sottolineano l'anacronismo, nel nuovo quadro di rapporti esistenti tra le due nazioni confinanti. Lo scorso aprile, una folta comitiva di cristiani egiziani si è recata ugualmente in pellegrinaggio a Gerusalemme, visitandone i Luoghi Santi . <br />A complicare i rapporti tra Israele e la Chiesa copta egiziana c'è la scelta operata dall'amministrazione israeliana, che continua a tollerare l'occupazione delle cappelle e dei luoghi copti di Gerusalemme da parte di monaci della Chiesa ortodossa etiope, per secoli unita alla Chiesa copta d'Egitto e divenuta autocefala solo nel 1959. <br />Mercoledì 29 ottobre, nel corso della sua visita in Russia , Papa Tawadros ha incontrato il Patriarca di Mosca, Kirill. Nel corso dell'incontro tra i due Patriarchi è stata anche stabilita la creazione di una commissione bilaterale incaricata di favorire la collaborazione spirituale e pastorale tre le due Chiese. .Fri, 31 Oct 2014 00:00:00 +0100AFRICA/MOZAMBICO - Progetto per un “ritorno alla normalità” dopo mesi di conflitti armatihttp://www.fides.org/it/news/56310-AFRICA_MOZAMBICO_Progetto_per_un_ritorno_alla_normalita_dopo_mesi_di_conflitti_armatihttp://www.fides.org/it/news/56310-AFRICA_MOZAMBICO_Progetto_per_un_ritorno_alla_normalita_dopo_mesi_di_conflitti_armatiSofala - Dopo mesi di acceso conflitto, le due forze politiche che si sono fronteggiate in Mozambico hanno firmato una tregua, ma moltissime famiglie hanno preferito rimanere nei campi profughi o nascoste nella foresta, in attesa di essere certe che questa pace sarà duratura. Preferiscono non rientrare ancora nelle loro case, ma aspettare che le truppe militari si ritirino completamente dalla zona di Sofala. I pochissimi abitanti che hanno deciso di rientrare si sono trovati dinanzi ad uno scenario di pura devastazione: scuole distrutte o vandalizzate, centri di salute crivellati di proiettili. Uno spettacolo che ha segnato ancora più profondamente le persone, provate nel corpo e nello spirito, senza nessuna risorsa e con l’inverno alle porte. <br />Tanti bambini, dopo aver provato l’orrore della guerra sulla loro pelle, si vedono ora privare del diritto all’istruzione, alla salute e di quei diritti fondamentali per ognuno di loro. Per contrastare tutto ciò CCS Italia , ha promosso il Progetto Resilienza Sofala. La resilienza, ovvero “il ritorno alla normalità” è l’obiettivo di questo ambizioso progetto che, partendo da Tazaronda, vuole coinvolgere oltre 100 mila persone in 11 diverse comunità nella provincia di Sofala, ripristinando il pieno funzionamento delle infrastrutture scolastiche e dei centri di salute, in modo da riportare bambine e bambini a scuola monitorando il loro stato di salute e quello dei loro familiari. Saranno anche promosse in tutte le comunità attività nutrizionali, igienico sanitarie e momenti di condivisione su quanto accaduto durante i mesi di guerra, in modo da porre le basi per rinsaldare le cicatrici lasciate da questi mesi di guerra. Fri, 31 Oct 2014 00:00:00 +0100EUROPA/SPAGNA - Allarme tubercolosi: azioni obsolete non riusciranno a fermare il picco di TB resistente ai farmacihttp://www.fides.org/it/news/56309-EUROPA_SPAGNA_Allarme_tubercolosi_azioni_obsolete_non_riusciranno_a_fermare_il_picco_di_TB_resistente_ai_farmacihttp://www.fides.org/it/news/56309-EUROPA_SPAGNA_Allarme_tubercolosi_azioni_obsolete_non_riusciranno_a_fermare_il_picco_di_TB_resistente_ai_farmaciBarcellona – In occasione della 45esima Conferenza Mondiale sulla Salute Polmonare, in corso a Barcellona, l’ong Medici Senza Frontiere ha presentato il suo rapporto “Out of Step” nel quale emergono alcune carenze fondamentali nella risposta alla tubercolosi, che stanno costando la vita di molte persone. Tra queste, la difficoltà di accesso ai test per la resistenza ai farmaci, un numero sempre crescente di persone affette da tubercolosi farmaco resistente lasciate prive di cura, il continuo utilizzo di modelli di trattamento obsoleti e costosi, l’accesso limitato a farmaci nuovi o riadattati e gravissime carenze di finanziamenti. Questa situazione sta alimentando una crisi di salute pubblica. <br />Sulla base di uno studio condotto in otto Paesi con elevata prevalenza di tbc, l’ong rivela che gli sforzi per tenere sotto controllo l’epidemia sono ormai pericolosamente superati rispetto alle raccomandazioni internazionali e alle migliori pratiche esistenti, lasciando che le forme farmaco-resistenti di tubercolosi si diffondano senza sosta. In un comunicato giunto a Fides, MSF rivolge un appello ai governi, ai donatori e all’industria farmaceutica, perché agiscano immediatamente, usando qualsiasi mezzo disponibile per accrescere la risposta alla crisi e fronteggino l’ulteriore incremento della resistenza ai farmaci convenzionali. <br />Secondo un epidemiologo della ong, in India, a Mumbai, la trasmissione primaria dei ceppi farmaco resistenti sta dirigendo l’epidemia in zone ad alto rischio, come le baraccopoli, e gruppi vulnerabili come le persone affette da Aids/Hiv. Gli ultimi dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità mostrano che meno di un terzo dei pazienti affetti da DR-TB stimati in tutto il mondo viene diagnosticato e solo uno su cinque riceve un trattamento adeguato. Fri, 31 Oct 2014 00:00:00 +0100AFRICA/CAMERUN - Nomina dell’Arcivescovo di Yaoundéhttp://www.fides.org/it/news/56308-AFRICA_CAMERUN_Nomina_dell_Arcivescovo_di_Yaoundehttp://www.fides.org/it/news/56308-AFRICA_CAMERUN_Nomina_dell_Arcivescovo_di_YaoundeCittà del Vaticano – Il Santo Padre Francesco, in data 31 ottobre 2014, ha<br />nominato Arcivescovo di Yaoundé Sua Ecc. Mons. Jean Mbarga, finora Vescovo di Ebolowa e Amministratore Apostolico della medesima arcidiocesi di Yaoundé. Fri, 31 Oct 2014 00:00:00 +0100AFRICA/BURKINA FASO - “Cresce la rabbia dei giovani per la politica corrotta” avvertivano i Vescovi un anno fahttp://www.fides.org/it/news/56307-AFRICA_BURKINA_FASO_Cresce_la_rabbia_dei_giovani_per_la_politica_corrotta_avvertivano_i_Vescovi_un_anno_fahttp://www.fides.org/it/news/56307-AFRICA_BURKINA_FASO_Cresce_la_rabbia_dei_giovani_per_la_politica_corrotta_avvertivano_i_Vescovi_un_anno_faOuagadougou - Una società giovane e arrabbiata per la mancanza di prospettive a causa di una politica corrotta, ma anche più consapevole e informata grazie alla diffusione delle nuove tecnologie. Era questo il quadro delineato dai Vescovi del Burkina Faso in una Lettera Pastorale pubblicato il 15 luglio 2013. Un quadro che può fornire una chiave di lettura per quanto sta accadendo in queste ore nel Paese.<br />“Il 46,4% della popolazione burkinabé ha meno di 15 anni, il 59,1% ha meno di 20 anni” ricordavano i Vescovi. “Questa gioventù è insoddisfatta e smarrita a causa dell’assenza di modelli sociali. L’immagine di chi esercita il potere è alquanto negativa, perché è offuscata dalla corruzione e dal clientelismo. Da qui la tentazione di una parte dei giovani di covare sotto la cenere la violenza basata sul risentimento o di impegnarsi in affari poco trasparenti, se non in vere e proprie relazioni di stampo mafioso, al fine di procurarsi rapidamente del denaro”.<br />Il Messaggio notava peraltro una crescita consistente del tasso di alfabetizzazione, raddoppiato dal 1985 al 2012 . “Si nota inoltre un migliore accesso, su una base sociale sempre più larga, all’informazione grazie alle nuove tecnologie . Si può anche notare un risveglio della coscienza delle donne, sempre più alfabetizzate”, anche se il tasso di scolarizzazione delle ragazze dai 15 ai 24 anni era nel 2012, del 33% contro il 47% dei ragazzi.<br />I Vescovi denunciavano inoltre le forti disparità sociali tra una povertà di massa “lancinante” che fa sì che il 43,9% della popolazione viva al di sotto della soglia di povertà, e la ricchezza detenuta da un piccolo gruppo, che si spartisce il potere politico e finanziario, attraverso la corruzione e l’uso a fini personali dei beni dello Stato. Fri, 31 Oct 2014 00:00:00 +0100AMERICA/PERU’ - Migliaia di giovani in pellegrinaggio al posto della “festa di Hallowen”http://www.fides.org/it/news/56306-AMERICA_PERU_Migliaia_di_giovani_in_pellegrinaggio_al_posto_della_festa_di_Hallowenhttp://www.fides.org/it/news/56306-AMERICA_PERU_Migliaia_di_giovani_in_pellegrinaggio_al_posto_della_festa_di_HallowenArequipa – Per il terzo anno di seguito i giovani di Arequipa si preparano a vivere la "Terza Festa dei Giovani per la Fede e la Vita": un pellegrinaggio al Santuario della Madonna di Chapi che si svolgerà oggi, 31 ottobre, e sabato primo novembre.<br />La nota inviata all’Agenzia Fides cita le parole di Sua Ecc. Mons. Javier Del Rio Alba, Arcivescovo di Arequipa: “Come ogni anno, i giovani arriveranno al Santuario il 31 ottobre a partire dalle 18 e la festa durerà fino a mezzogiorno del primo novembre, che è il giorno in cui la Chiesa celebra la festa di Tutti i Santi. Avremo momenti di preghiera e di divertimento. Ci sarà un concerto di musica e uno spettacolo di danza". L'iniziativa è nata durante la celebrazione dell'Anno della Fede, afferma il Presule, e da allora è diventata un evento annuale che attira migliaia di giovani nel Santuario mariano situato a 60 km dalla città.<br />"Ci saranno sacerdoti per ascoltare le confessioni dei giovani e un grande omaggio alla Vergine. Dopo il riposo della notte, nelle tende e nei sacchi a pelo, la festa continuerà e si concluderà con una Messa solenne" prosegue Mons. Del Rio Alba. Quest’anno si sono già prenotati oltre 4.000 giovani appartenenti a parrocchie, comunità, movimenti laicali e alle diverse organizzazioni che partecipano alle attività per l’Anno della Gioventù indetto nell'arcidiocesi di Arequipa.<br />"Così, in modo festoso, si pregherà per i nostri giovani e per chiedere la materna protezione della Madonna di Chapi, nella certezza che Lei meglio di chiunque altro può portarci a Gesù Cristo" spiega ancora l’Arcivescovo. Un modo molto cristiano di dire “no” ad Hallowen e riprendere una festa secondo la tradizione cristiana, conclude la nota. Fri, 31 Oct 2014 00:00:00 +0100ASIA/VIETNAM - I cattolici di Hanoi chiedono la restituzione di un terreno della Chiesahttp://www.fides.org/it/news/56305-ASIA_VIETNAM_I_cattolici_di_Hanoi_chiedono_la_restituzione_di_un_terreno_della_Chiesahttp://www.fides.org/it/news/56305-ASIA_VIETNAM_I_cattolici_di_Hanoi_chiedono_la_restituzione_di_un_terreno_della_ChiesaHanoi – I cattolici vietnamiti della comunità di Thai Ha, affidata al servizio pastorale dei Redentoristi, hanno protestato pubblicamente nei giorni scorsi chiedendo la restituzione di un terreno che sostengono appartenga alla parrocchia. Come riferisce una nota di “Redemptorist International” pervenuta all’Agenzia Fides, le autorità hanno avviato lavori di riempimento di un lago presente su quel terreno. Secondo preti, religiosi Redentoristi e fedeli laici, la decisione delle autorità di prosciugare il laghetto è una violazione dei diritti della Chiesa. I manifestanti, che portavano striscioni e intonavano slogan, sono stati dispersi dalla polizia.<br />Il 16 ottobre la comunità di Thai Ha aveva inoltrato al governo la richiesta di fermare i lavori e di risolvere il contenzioso, senza ricevere alcuna risposta. La parrocchia di Thai Ha, affermano i Redentoristi, possedeva quel terreno di sei ettari, nel distretto di Dong Da, fin dal 1928, come risulta dai documenti ufficiali. In seguito la proprietà fu requisita dalla autorità comuniste. Oggi, visto il grande afflusso di fedeli e le nuove esigenze pastorali, la Chiesa locale chiede la restituzione immediata dell’appezzamento. La pratica per ottenerla, si ricorda, è stata avviata nel 1996. Fri, 31 Oct 2014 00:00:00 +0100AFRICA/BURKINA FASO - “Siamo di fronte ad una svolta nella storia del Paese” dicono fonti della Chiesa localehttp://www.fides.org/it/news/56304-AFRICA_BURKINA_FASO_Siamo_di_fronte_ad_una_svolta_nella_storia_del_Paese_dicono_fonti_della_Chiesa_localehttp://www.fides.org/it/news/56304-AFRICA_BURKINA_FASO_Siamo_di_fronte_ad_una_svolta_nella_storia_del_Paese_dicono_fonti_della_Chiesa_localeOuagadougou - “La domanda principale è dove si trovi il Presidente Blaise Compaoré e cosa stia facendo. Quello che sembra certo è che il suo potere appare finito” dicono all’Agenzia Fides fonti della Chiesa dal Burkina Faso, che per motivi di sicurezza chiedono l’anonimato. Ieri 30 ottobre, migliaia di dimostranti hanno invaso e devastato l’Assemblea nazionale che si apprestava a votare la contestata riforma della Costituzione per permettere al Presidente Blaise Compaoré di presentarsi alle elezioni per ottenere un terzo mandato presidenziale .<br />Le nostre fonti sottolineano: “siamo di fronte ad un evento che coinvolge tutto il Paese. Dimostrazioni e saccheggi si sono verificati non solo nella capitale Ouagadougou ma anche nelle principali città del Burkina Faso: Bobo Dioulasso, Banfora, Ouahigouya, Koudougou. È una questione che sta investendo l’intero Paese. Non si tratta delle reazione di un piccolo gruppo di persone nella capitale”. <br />I militari hanno preso in mano la situazione, sciogliendo il Parlamento e annunciando la costituzione di un comitato direttivo provvisorio che dovrà governare il Paese per 12 mesi in attesa delle elezioni presidenziali. Compaoré in una lettera aperta diffusa nella notte sul sito di radio Omega, ha affermato di rinunciare alla modifica costituzionale per prolungare il suo mandato e ha assicurato che rimarrà in carica solo per il periodo di transizione annunciato dall'esercito. “Ma questo annuncio è ormai tardivo, la popolazione è stanca del Presidente che governa dal 1987. Il tentativo di prolungare il suo mandato è stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso” sottolineano le fonti di Fides che ricordano come già 4 anni fa anche i Vescovi si erano dichiarati contrari alla modifica dell’articolo 37 della Costituzione per prolungare il mandato del Presidente. <br />In un messaggio pubblicato il 20 febbraio 2010, i Vescovi si domandavano: l’abolizione del limite dei due mandati presidenziali “garantirà la pace sociale o porterà a nuovi disordini ?”. Fri, 31 Oct 2014 00:00:00 +0100EUROPA/SPAGNA - A Caritas Spagna un premio “per la difesa dei diritti delle persone in questi momenti difficili”http://www.fides.org/it/news/56300-EUROPA_SPAGNA_A_Caritas_Spagna_un_premio_per_la_difesa_dei_diritti_delle_persone_in_questi_momenti_difficilihttp://www.fides.org/it/news/56300-EUROPA_SPAGNA_A_Caritas_Spagna_un_premio_per_la_difesa_dei_diritti_delle_persone_in_questi_momenti_difficiliMadrid – Il premio “Institución del Defensor del Pueblo” , appena istituito, è stato assegnato alla Caritas Spagna e alle persone che vi lavorano, sia professionisti che i numerosi volontari che collaborano. A promuovere l’iniziativa sono 6 istituzioni nazionali spagnole. La giuria incaricata di scegliere il vincitore tra 12 concorrenti, tutte ong tranne la Caritas, ha scelto all’unanimità quest’ultima.<br />Secondo la nota pervenuta all’Agenzia Fides, il premio è stato assegnato alla Caritas per i suoi "sforzi costanti e rinnovati nella difesa dei diritti delle persone in questi momenti difficili che sta attraversando Spagna". Nella motivazione viene anche messa in evidenza "la particolare sensibilità" della Caritas nell’incontrare e affrontare i problemi più urgenti della società, lodando "la profondità dei suoi rapporti", che sono una "scossa per la coscienza".<br />Nella difficile situazione economico-sociale che sta vivendo anche la Spagna, Caritas Spagna ha contribuito con ricerche e attività sul campo ad assistere non solo il settore più povero dei migranti ma la stessa popolazione spagnola che sta vivendo una situazione di necessità. Il Premio assegna 6.000 euro e riconosce il lavoro delle organizzazioni non governative che contribuiscono con il loro lavoro allo sviluppo del Difensore Civico. <br/><strong>Link correlati</strong> :<a href="http://www.caritas.es/noticias_tags_noticiaInfo.aspx?Id=7790">L'ultimo rapporto elaborato della Caritas Spagna:</a>Fri, 31 Oct 2014 00:00:00 +0100ASIA/MACAO - Formare laici consapevoli della loro identità cristiana per realizzare la missione di Cristohttp://www.fides.org/it/news/56299-ASIA_MACAO_Formare_laici_consapevoli_della_loro_identita_cristiana_per_realizzare_la_missione_di_Cristohttp://www.fides.org/it/news/56299-ASIA_MACAO_Formare_laici_consapevoli_della_loro_identita_cristiana_per_realizzare_la_missione_di_CristoMacao – Riconfermare l’identità cristiana per realizzare la missione di Cristo: è stato questo l’obiettivo del Forum sul tema “Continuità e sviluppo dei laici della comunità cattolica di Macao nel XX secolo”, indicato da Sua Ecc. Mons. José Lai Hung-seng, Vescovo di Macao. Secondo le informazioni pervenute all’Agenzia Fides, il Forum è stato recentemente organizzato dalla diocesi di Macao in collaborazione con l’Istituto Politecnico di Macao ed ha visto la partecipazione di oltre 200 tra sacerdoti, religiosi/e, laici delle diverse parrocchie di Macao, esperti, accademici e ricercatori, cattolici e non cattolici. A margine del Forum è stata allestita una mostra dedicata ai 7 Vescovi di Macao degli ultimi 100 anni, visto che il Forum rientra nelle iniziative che si propongono di riscrivere la “storia della diocesi” con maggiori dettagli storici ed informazioni più precise. <br />La vivace discussione che ha caratterizzato i lavori del Forum ha toccato tre grandi temi: la pastorale, il servizio della carità e la formazione della fede. E’ emersa la grande urgenza di aiutare i fedeli laici di oggi a prendere consapevolezza della propria identità cristiana e della missione che essa comporta. Ripercorrendo la storia, analizzando l’attualità e cercando di individuare il futuro, i fedeli laici “che vivono nel mondo odierno in cui i valori sono messi in forte dubbio ed è grande l’instabilità sociale, devono essere messi in grado di riaffermare la loro fede e percorrere la via della verità”, come ha detto Mons. Lai. Il Vescovo di Macao ha inoltre sottolineato la multiculturalità e il plurilinguismo che contraddistinguono la composizione sociale della diocesi di Macao, e sollecitano “il massimo impegno dei laici per continuare a dare il loro contributo alla società”. Fri, 31 Oct 2014 00:00:00 +0100ASIA/GIORDANIA - Re Abdallah II al Presidente armeno: i cristiani hanno contribuito a costruire la civiltà arabahttp://www.fides.org/it/news/56297-ASIA_GIORDANIA_Re_Abdallah_II_al_Presidente_armeno_i_cristiani_hanno_contribuito_a_costruire_la_civilta_arabahttp://www.fides.org/it/news/56297-ASIA_GIORDANIA_Re_Abdallah_II_al_Presidente_armeno_i_cristiani_hanno_contribuito_a_costruire_la_civilta_arabaAmman – I cristiani hanno dato un proprio contributo alla costruzione della civiltà araba. Anche per questo l'esodo forzato delle comunità cristiane autoctone dal Medio Oriente è un fenomeno grave, che va arginato in ogni modo possibile. Così si è espresso Re Abdallah II di Giordania nei suoi colloqui con il Presidente dell'Armenia, Serzh Sargsyan, che mercoledì 29 ottobre, a capo di una folta e qualificata delegazione, ha iniziato la sua visita ufficiale nel Regno di Giordania, la prima di un Capo di Stato armeno. <br />Come riportano i media giordani consultati dall'Agenzia Fides, negli incontri con il Presidente armeno Re Abdallah ha sottolineato l'impegno della Monarchia hascemita nella protezione e nel sostegno all'identità delle comunità cristiane arabe. Dal canto suo, il Presidente Sargsyan ha ribadito il legame di intima amicizia che lega gli armeni alle popolazioni arabe, esprimendo anche parole di gratitudine per la figura di Sharif Hussein Bin Ali e degli altri leader arabi che accolsero i rifugiati armeni fuggiti dalla Penisola anatolica dopo il Genocidio armeno. <br />Venerdì 31 ottobre il Patriarca armeno di Gerusalemme, Nourhan Manougian, presiederà la celebrazione liturgica di consacrazione della nuova chiesa armena di San Garabed, costruita sulla riva del fiume Giordano . Il terreno su cui sorge la chiesa, non lontano dal luogo tradizionalmente indicato come il sito del Battesimo di Gesù, è stato messo a disposizione della comunità armena da Re Abdallah II. .Thu, 30 Oct 2014 00:00:00 +0100OCEANIA/AUSTRALIA - Catholic Mission chiede il supporto degli australiani per sfamare i bambini peruviani affamati, malnutriti e malatihttp://www.fides.org/it/news/56296-OCEANIA_AUSTRALIA_Catholic_Mission_chiede_il_supporto_degli_australiani_per_sfamare_i_bambini_peruviani_affamati_malnutriti_e_malatihttp://www.fides.org/it/news/56296-OCEANIA_AUSTRALIA_Catholic_Mission_chiede_il_supporto_degli_australiani_per_sfamare_i_bambini_peruviani_affamati_malnutriti_e_malatiMelbourne – Il fenomeno della malnutrizione continua a dilagare in alcune delle zone più povere e remote del Perù. In vista delle prossime festività natalizie, Catholic Mission Australia ha lanciato il suo appello mettendo in evidenza il lavoro dei missionari cattolici impegnati nel Paese latinoamericano per cercare di superare il grave problema che colpisce soprattutto i bambini. Tra questi missionari, Catholic Mission cita fr. Mauricio Careaga, che gestisce un programma di alimentazione per giovani e bambini vulnerabili a Yurimaguas, nella regione di Loreto, in Amazzonia. Il Programma, ben avviato, ha tuttavia bisogno urgente di fondi per ampliarsi e continuare a salvare vite preziose. <br />Il tema della campagna, “Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare”, rappresenta una storia di disperazione, ma anche di speranza. “Alcuni bambini che vivono in queste zone sono così disperati che cercano ogni modo possibile per alleviare i forti dolori della fame e arrivano a mangiare anche i rami degli alberi e la spazzatura” riferisce fr. Mauricio. “Mi sento angosciato ogni volta che devo allontanare un bambino affamato, malnutrito o malato, ma i fondi sono finiti e senza aiuti non sono in grado di aiutare tutti.” <br />Il Direttore nazionale di Catholic Mission, Martin Teulan, sottolinea che con il 54% del tasso di mortalità infantile per malnutrizione, il sostegno dei benefattori è fondamentale per la sopravvivenza dei piccoli. Senza carne, verdure, latte, molti bambini rimangono vittime dei gravi effetti della malnutrizione, che porta al rachitismo, ad uno sviluppo mentale limitato oltre che un sistema immunitario molto precario che li rende ancora più vulnerabili alle infezioni e alle malattie. “Invito tutti gli australiani a sostenere il lavoro di fr. Mauricio in Peru, in modo che tutti i bambini possano avere un pasto nutriente, non solo a Natale ma anche negli anni a venire” dice Teulan nel suo appello. Thu, 30 Oct 2014 00:00:00 +0100AFRICA/ZAMBIA - “Uniamoci in preghiera in questo momento di lutto”: invito delle Chiese dopo la morte del Presidentehttp://www.fides.org/it/news/56293-AFRICA_ZAMBIA_Uniamoci_in_preghiera_in_questo_momento_di_lutto_invito_delle_Chiese_dopo_la_morte_del_Presidentehttp://www.fides.org/it/news/56293-AFRICA_ZAMBIA_Uniamoci_in_preghiera_in_questo_momento_di_lutto_invito_delle_Chiese_dopo_la_morte_del_PresidenteLusaka - “A nome delle tre Chiese maggiori in Zambia porgiamo le nostre sincere condoglianze alla famiglia presidenziale, al governo e al popolo dello Zambia, a seguito di questa grave perdita” afferma il messaggio di condoglianze del Council of Churches in Zambia, che riunisce le tre principali confessioni cristiane dello Zambia per la morte del Presidente Michael Chilufya Sata . “Invitiamo tutti i cittadini dello Zambia a rimanere calmi e uniti durante questo periodo di lutto, in modo da dare al Presidente scomparso un funerale degno e adeguato” continua il messaggio.<br />“Chiediamo a tutti di unirsi in preghiera per la transizione pacifica nel governo e nel resto del Paese. Possa l’anima del Presidente scomparso riposare nella pace eterna di Dio e possa lo Zambia continuare a vivere unito in queste difficile circostanze mentre guarda al futuro” conclude il messaggio. Il Vice Presidente dello Zambia, Guy Scott, assicurerà l’interim in attesa dell’elezione del nuovo Capo dello Stato Thu, 30 Oct 2014 00:00:00 +0100AMERICA/ARGENTINA - Droghe: “urge passare dalla preoccupazione all’azione”http://www.fides.org/it/news/56292-AMERICA_ARGENTINA_Droghe_urge_passare_dalla_preoccupazione_all_azionehttp://www.fides.org/it/news/56292-AMERICA_ARGENTINA_Droghe_urge_passare_dalla_preoccupazione_all_azioneBuenos Aires – Il Vescovo della diocesi di Gualeguaychú, Sua Ecc. Mons. Jorge Eduardo Lozano, che è Presidente della Commissione episcopale per la Pastorale Sociale, ha riconosciuto che da un certo tempo si è iniziato a parlare nel paese del problema della droga. Tuttavia la preoccupazione non basta, è necessario compiere un primo passo verso l'azione. Ha anche messo in guardia sulle conseguenze dei "messaggi ambigui" che generano l'idea che "provare solo una volta non fa niente ” oppure che esista anche “un consumo sicuro”. <br />Parlando con alcuni operatori dei media al termine di una celebrazione cui aveva partecipato il 28 ottobre a Buenos Aires, per illustrare meglio il concetto, il Vescovo ha fatto questo esempio: “Una delle più grandi minacce nel deserto è il miraggio. Ci inganna con delle apparenze e ci fa correre verso il nulla, con uno spreco di energia. Poi si aggiunge la delusione. Nel frattempo coloro che si arricchiscono sono le narco-bande, organizzate da individui senza scrupoli, senza patria, senza solidarietà, solo con l'avidità di denaro e potere".<br />Il tema è di stringente attualità in questi giorni nel paese, in quanto il governo argentino deve decidere la strategia da adottare per combattere il consumo delle droghe. La Chiesa ha più volte criticato questa situazione. Mons. Jorge Lozano ha già detto che “prima di pensare alla depenalizzazione, si devono affrontare le questioni dell'inclusione sociale, rafforzare le pari opportunità e la lotta alle dipendenze” . Nel frattempo la situazione continua a degenerare, e molti giovani tossicodipendenti vengono emarginati dalla società, giungendo fino al suicidio, come ha denunciato da tempo Mons. Torrado Mosconi, Vescovo ausiliare di Santiago del Estero . Thu, 30 Oct 2014 00:00:00 +0100ASIA/SIRIA - I Vescovi cattolici siriani: se il mondo vuole aiutarci, la smetta di mandarci armi!http://www.fides.org/it/news/56291-ASIA_SIRIA_I_Vescovi_cattolici_siriani_se_il_mondo_vuole_aiutarci_la_smetta_di_mandarci_armihttp://www.fides.org/it/news/56291-ASIA_SIRIA_I_Vescovi_cattolici_siriani_se_il_mondo_vuole_aiutarci_la_smetta_di_mandarci_armiDamasco - Un severo richiamo alla comunità internazionale perché metta fine al traffico di armi che alimenta la guerra e un appello alle coscienze dei cristiani, affinchè cerchino di resistere alla pur comprensibile idea di fuggire dalla propria terra. Sono questi i messaggi forti che i Vescovi cattolici della Siria hanno voluto indirizzare al mondo e ai propri fedeli, nel comunicato pubblicato alla fine della loro Assemblea d'autunno. All'incontro, svoltosi a Damasco martedì 28 e mercoledì 29 ottobre, ha preso parte il Patriarca di Antiochia dei greco-melchiti, Grégoire III, e 11 Vescovi cattolici di 6 riti diversi, insieme al Nunzio apostolico Mario Zenari e a mons. Giovanni Pietro Dal Toso, Segretario del Pontificio Consiglio Cor Unum. <br />“La presenza di mons. Dal Toso, venuto da Roma per incoraggiarci, ci ha fatto molto bene” riferisce all'Agenzia Fides il Vescovo Georges Abou Khazen OFM, Vicario apostolico di Aleppo per i cattolici di rito latino. “Nell'incontro - aggiunge il Vescovo Abou Khazen - ognuno dei partecipanti ha fatto il quadro della situazione e dei problemi della propria diocesi. Per tutti la cosa più importante da fare è stare vicino ai nostri fedeli, incoraggiarli, consolarli. Camminiamo in un buio di cui non vediamo la via d'uscita, e solo Cristo può alimentare la speranza nei cuori. I poteri del mondo devono sapere che certo non aiutano la pace se continuano a mandare qui armamenti. Poi noi invitiamo tutti a non fuggire, a non lasciare la propria terra. Ma questo rimane un appello alle coscienze. Come Pastori vediamo bene cosa sta soffrendo la nostra povera gente. E non si può costringere nessuno a rimanere in questa situazione dove non c'è lavoro, aumenta ogni giorno la miseria e anche la vita propria e quella dei propri cari è sempre in pericolo”. .Thu, 30 Oct 2014 00:00:00 +0100ASIA/MYANMAR - I Gesuiti: “Essere compagni per i popoli indigeni”http://www.fides.org/it/news/56290-ASIA_MYANMAR_I_Gesuiti_Essere_compagni_per_i_popoli_indigenihttp://www.fides.org/it/news/56290-ASIA_MYANMAR_I_Gesuiti_Essere_compagni_per_i_popoli_indigeniYangon – I Gesuiti in Mynamar intendono “essere compagni di strada dei popoli indigeni”: è quanto hanno affermato i religiosi in un recente incontro dedicato alla Pastorale delle comunità indigene, tenutosi nella diocesi di Phekon.<br />Nel paese ci sono 135 comunità etniche, che costituiscono un terzo della popolazione nazionale, in tutto di 56 milioni di persone. I gruppi minoritari più estesi, presenti in Myanmar, sono gli Shan e i Karen , mentre gli altri, insieme, costituiscono circa il 5% della popolazione. <br />Come riferisce all’Agenzia Fides una nota della Conferenza dei Gesuiti dell’Asia-Pacifico, i Gesuiti residenti nell’ex Birmania hanno affrontato le sfide del loro contesto, parlando della situazione delle minoranze etniche e religiose nei paesi dell'ASEAN e partendo dai riferimenti teologici contenuti nei documenti della Federazione delle Conferenze Episcopali dell’Asia . Dato che i Gesuiti in Mynamar hanno relazioni pastorali con diverse comunità indigene, l’idea base dell’incontro era quella di migliorare il servizio pastorale e di evangelizzazione.<br />Alla fine della riunione, i religiosi hanno riconosciuto che “nonostante il fenomeno generalizzato di urbanizzazione, la vita delle comunità indigene è ancora il modo di vivere migliore, perché in armonia con la natura, con il ciclo della vita, con la creazione, con gli altri esseri umani”. I presenti hanno anche ricordato la preziosità della “saggezza tradizionale” soprattutto a beneficio delle nuove generazioni. Il servizio pastorale agli indigeni, allora, potrà valorizzare questo patrimonio delle culture locali e tradizionali, offrendo la testimonianza e l’annuncio del Vangelo di Cristo. <br />La Compagnia di Gesù si sta radicando in Myanmar: il primo sacerdote gesuita locale è stato ordinato nel 2013 e altri due stati ordinati nel 2014. Altri religiosi stanno completando gli studi in Indonesia e nelle Filippine. Inoltre in Myanmar ci sono attualmente missionari Gesuiti provenienti da Australia, Corea, India, Indonesia e Malesia. Thu, 30 Oct 2014 00:00:00 +0100AFRICA/SUD SUDAN - “Bambini, no soldati!" Campagna contro il reclutamento dei minori nei conflitti armatihttp://www.fides.org/it/news/56289-AFRICA_SUD_SUDAN_Bambini_no_soldati_Campagna_contro_il_reclutamento_dei_minori_nei_conflitti_armatihttp://www.fides.org/it/news/56289-AFRICA_SUD_SUDAN_Bambini_no_soldati_Campagna_contro_il_reclutamento_dei_minori_nei_conflitti_armatiJuba - Il Governo del Sud Sudan ha appena lanciato, con il sostegno delle Nazioni Unite, la campagna nazionale “Bambini, no soldati” con l’obiettivo di porre fine al reclutamento dei bambini nella guerra civile e all’uso dei minori da parte delle forze militari del Paese entro il 2016. La campagna è gestita insieme alla Segreteria Generale per Bambini e Conflitti Armati, alla missione delle Nazioni Unite in sud Sudan e all’UNICEF. L’Onu conferma che il fenomeno continua ad essere dilagante nel Paese. Si stima che siano 11 mila negli eserciti e nei gruppi armati coinvolti nel conflitto. “I bambini dovrebbero imparare a leggere e scrivere, non ad usare le armi. L’istruzione ci renderà un Paese migliore”, ha dichiarato il Ministro della Difesa del Paese. Nel mese di giugno, il Governo ha formalmente firmato il rinnovo del suo impegno con il Piano di Azione del 2009, che comprende 18 disposizioni che il Movimento di Liberazione del Popolo sudanese deve attuare per porre fine alla presenza di minori tra le loro forze militari secondo quanto previsto dalle leggi internazionali sui diritti umani. Thu, 30 Oct 2014 00:00:00 +0100ASIA/FILIPPINE - Il movimento interreligioso Silsilah: “Combattere i combattenti con la preghiera”http://www.fides.org/it/news/56288-ASIA_FILIPPINE_Il_movimento_interreligioso_Silsilah_Combattere_i_combattenti_con_la_preghierahttp://www.fides.org/it/news/56288-ASIA_FILIPPINE_Il_movimento_interreligioso_Silsilah_Combattere_i_combattenti_con_la_preghieraZamboanga – La “Preghiera dell’armonia”, una catena di preghiera diffusa tra cristiani, musulmani e fedeli di altre religioni, è l’arma con cui “combattere i combattenti” e l’ideologia terrorista di violenza e morte che in questo momento attraversa Mindanao, la grande isola nel Sud delle Filippine. Come riferisce una nota inviata all’Agenzia Fides, è l’iniziativa lanciata dal movimento per il dialogo islamo-cristiano “Silsilah”, avviato dal missionario del PIME p. Sebastiano D’Ambra, che ha fondato nella città di Zamboanga il “Villaggio dell’armonia”, dove vivono insieme cristiani e musulmani.<br />La preghiera fu ideata nel 2000, quando l’allora presidente filippino Joseph Estrada dichiarò “guerra totale” a Mindanao, cercando di sconfiggere i gruppi ribelli con una imponente azione militare. Oggi, con la diffusione dell’ideologia dell’IS e dei nuovi militanti, il movimento lancia un appello chiedendo di riscoprire la preghiera in tutte le comunità, cristiane, musulmane, buddiste e indigene, per diffondere una cultura di pace e chiedere a Dio la pace, partendo dall’approccio spirituale della “vita-in-dialogo”.<br />“Sogniamo che, in tutto il mondo, si estenda la catena di preghiera per la pace e ci auguriamo che la preghiera dell’Armonia entri a far parte delle tante iniziative di preghiera in tutto il mondo”, afferma la nota di “Silsilah”. La preghiera è tuttora utilizzata in molte istituzioni e scuole cristiane e musulmane, nelle Filippine e in altri paesi. In tal modo il movimento sostiene “lo sforzo di pace per le Filippine Sud ,che richiede ancora saggezza e coraggio da parte di coloro che hanno la responsabilità di decidere per il futuro della pace a Mindanao”. Thu, 30 Oct 2014 00:00:00 +0100AMERICA/MESSICO - Le famiglie degli studenti scomparsi dal Presidente, Papa Francesco invita a pregarehttp://www.fides.org/it/news/56287-AMERICA_MESSICO_Le_famiglie_degli_studenti_scomparsi_dal_Presidente_Papa_Francesco_invita_a_pregarehttp://www.fides.org/it/news/56287-AMERICA_MESSICO_Le_famiglie_degli_studenti_scomparsi_dal_Presidente_Papa_Francesco_invita_a_pregareChilpancingo – "Oggi vorrei fare una preghiera e portare vicino al nostro cuore al popolo messicano, che soffre la scomparsa dei suoi studenti, e molti problemi simili. Che il nostro cuore di fratelli sia vicino loro in preghiera in questo momento": queste le parole di Papa Francesco pronunciate ieri, 29 ottobre, all’udienza generale del mercoledì. Il Santo Padre si unisce così al popolo messicano che continua a vivere con angoscia la vicenda degli studenti rapiti . Nel frattempo la comunità cattolica di Iguala, Guerrero, ha organizzato una marcia per la pace e una veglia di preghiera nelle parrocchie.<br />Secondo una nota pervenuta all’Agenzia Fides, i familiari dei 43 studenti rapiti sono a Città del Messico per incontrare il Presidente della Repubblica, Peña Nieto, e chiedere risposte chiare sulla vicenda. Il Procuratore generale ha parlato ieri riguardo ai corpi ritrovati nelle fosse comuni a Cocula , dicendo che le autorità e la polizia scientifica stanno ancora indagando per appurare con certezza l’identità dei cadaveri. Secondo la radio e la tv messicana, testimoni del luogo avevano segnalato alle forze dell’ordine che un gruppo di uomini armati aveva gettato dei corpi nella discarica di Cocula, senza poterne verificare l’identità. Thu, 30 Oct 2014 00:00:00 +0100