Fides News Italianohttp://www.fides.org/Le notizie dell'Agenzia Fidesen-usAMERICA/PERU’ - Nota dei Vescovi: “il paese merita una pace duratura, basata sulla dignità della persona e sulla trasparenza del servizio pubblico”http://www.fides.org/it/news/56863-AMERICA_PERU_Nota_dei_Vescovi_il_paese_merita_una_pace_duratura_basata_sulla_dignita_della_persona_e_sulla_trasparenza_del_servizio_pubblicohttp://www.fides.org/it/news/56863-AMERICA_PERU_Nota_dei_Vescovi_il_paese_merita_una_pace_duratura_basata_sulla_dignita_della_persona_e_sulla_trasparenza_del_servizio_pubblicoLima – “Come Pastori osserviamo con grande preoccupazione come aumenti la violenza... Il crescente sovraffollamento dei penitenziari replica e incoraggia la violenza. A ciò si aggiunge la corruzione e la mancanza di sicurezza”: inizia con questo sguardo angosciato sulla realtà peruviana, la nota dei Vescovi intitolata “Riflessioni pastorali di fronte all’insicurezza e alla costruzione della pace nel nostro paese”, pubblicata a conclusione della 105ª Assemblea Plenaria della Conferenza Episcopale peruviana, e pervenuta all’Agenzia Fides.<br />I Vescovi proseguono così l’analisi: nelle ultime elezioni un numero significativo di candidati erano legati al traffico di droga e alla corruzione, alcuni di loro sono stati eletti; la violenza quotidiana in vari luoghi del paese “coinvolge gli adolescenti e i giovani fin dalla più tenera età”; sono abituali la violenza sulle donne, il disprezzo per la dignità della vita umana, la mancanza di rispetto per le comunità indigene, l'uso irrazionale delle risorse naturali, lo sfruttamento minorile e il traffico di persone.<br />Questa realtà mostra i segni inequivocabili del “grave deterioramento morale della nostra vita sociale” concludono i Vescovi, mentre “la stragrande maggioranza del paese vuole costruire la pace e chiede ai suoi governanti un'azione decisiva contro la corruzione, il traffico di droga e la violenza di tutti i giorni”.<br />Quindi ribadiscono che “la pace è la buona notizia del Vangelo. Lavorare per la pace significa lottare contro la corruzione in tutte le sue forme” e che “tutti siamo chiamati a costruire la pace nei diversi ambiti della nostra vita”. Dopo aver ricordato che “educare alla pace è un processo pedagogico” i Vescovi chiedono espressamente a tutte le istituzioni sociali di moltiplicare gli sforzi “per rendere questo valore un asse trasversale della pianificazione dei prossimi cinque anni”. <br />“Le nuove generazioni, in particolare i giovani, sono gli attori fondamentali nella costruzione della pace” prosegue la nota. Nella creazione di una cultura di pace un ruolo particolare è inoltre ricoperto dai mass media, per questo i Vescovi sottolineano: “No ad una comunicazione che mette in luce la violenza quotidiana e corrompe il cuore e la dignità! Sì alla bontà, alla solidarietà e alla ricerca della pace che sono presenti nella vita quotidiana di molti cittadini!”<br />Richiamando le autorità a svolgere “un ruolo attivo ed efficace soprattutto contro la criminalità e le sue reti”, la Conferenza episcopale fa eco alle parole di Papa Francesco sulla necessità di “riabilitare la politica”, e chiama “i veri cristiani e tutti gli uomini di buona volontà ad impegnarsi politicamente per una riforma urgente dello Stato e una partecipazione etica dei cittadini. Il Perù merita una pace sostenibile e duratura, basata sulla dignità della persona umana e sulla pratica trasparente del servizio pubblico”. <br/><strong>Link correlati</strong> :<a href="http://www.fides.org/spa/attachments/view/file/CONFERENCIA_EPISCOPAL_PERUANA_24012015.doc">Il testo integrale della Nota pastorale (in spagnolo)</a>Sat, 24 Jan 2015 00:00:00 +0100AFRICA/CONGO RD - Il Senato modifica la legge elettorale dopo le violenze dei giorni scorsihttp://www.fides.org/it/news/56862-AFRICA_CONGO_RD_Il_Senato_modifica_la_legge_elettorale_dopo_le_violenze_dei_giorni_scorsihttp://www.fides.org/it/news/56862-AFRICA_CONGO_RD_Il_Senato_modifica_la_legge_elettorale_dopo_le_violenze_dei_giorni_scorsiKinshasa - Il Senato della Repubblica Democratica del Congo ha emendato il controverso progetto di legge elettorale presentato dal governo, e adottato in precedenza dai deputati, che ha provocato il sollevamento popolare a Kinshasa e in altre città del Paese. Negli scontri scoppiati il 19 gennaio, sono morte, secondo fonti umanitarie, più di 40 persone, mentre secondo le autorità i morti sarebbero poco più di una decina.<br />Il Senato ha modificato l’articolo che ha suscitato la collera dei manifestanti, il quale prevedeva un nuovo censimento della popolazione prima di procedere a nuove elezioni, tra le quali quelle presidenziali previste nel 2016. Secondo l’opposizione, questo significava di fatto un prolungamento del mandato del Presidente Joseph Kabila perché i tempi tecnici del censimento avrebbero comportato un rinvio delle elezioni presidenziali .<br />Il testo, adottato il 23 gennaio dal Senato, prevede il rispetto delle prossime scadenze elettorali.<br />Il Cardinale Laurent Monsengwo Pasinya, Arcivescovo di Kinshasa, ha criticato il ricorso alla forza per bloccare le manifestazioni ed ha lanciato un appello alla calma. “Smettete di uccidere il vostro popolo” aveva detto il Cardinale rivolgendosi alle autorità, per poi aggiungere: “Facciamo appello alla popolazione a restare vigile per opporsi con tutti i mezzi legali e pacifici a ogni iniziativa di modifica delle leggi essenziali per il processo elettorale, che mirano a prolungare illegalmente le scadenze elettorali del 2016”. Sat, 24 Jan 2015 00:00:00 +0100AFRICA/SUDAFRICA - Disordini di Soweto: la condanna dei Vescovi che invitano alla calmahttp://www.fides.org/it/news/56860-AFRICA_SUDAFRICA_Disordini_di_Soweto_la_condanna_dei_Vescovi_che_invitano_alla_calmahttp://www.fides.org/it/news/56860-AFRICA_SUDAFRICA_Disordini_di_Soweto_la_condanna_dei_Vescovi_che_invitano_alla_calmaJohannesburg - I Vescovi sudafricani condannano i saccheggi su larga scala e gli incendi di negozi a Soweto e fanno appello alle persone coinvolte perchè desistano dal commettere questi atti. In un comunicato inviato all’Agenzia Fides, i Vescovi si rivolgono a “coloro che incoraggiano e beneficiano dei saccheggi”, e ricordano loro che così facendo “non solo si distruggono gli edifici, ma la vita morale dei giovani e si diffama il nome del nostro Paese”. <br />I Vescovi si dichiarano vicini alle vittime e a coloro che hanno visto le loro prospettive di vita distrutte dai saccheggi.<br />“Quella che vi è accaduto ci turba profondamente e lanciamo un appello ai cattolici e alle comunità cristiane perché vi aiutino in modo concreto” afferma il comunicato, che conclude invitando i fedeli a collaborare con le autorità di polizia per evitare il ripetersi di episodi simili.<br />I disordini a Soweto, “township” nei pressi di Johannesburg, sono esplosi dopo che il 19 gennaio un commerciante di origine somala aveva ucciso un ragazzino che stava rubando nel suo negozio. Orde di ragazzi hanno allora saccheggiato almeno 80 esercizi commerciali gestiti da stranieri, in gran parte somali, etiopici e pachistani. La polizia ha arresto più di 150 persone nella township. Sat, 24 Jan 2015 00:00:00 +0100AFRICA/CENTRAFRICA - Liberati l’operatrice umanitaria e il religioso rapiti, il governo francese ringrazia l’Arcivescovo di Banguihttp://www.fides.org/it/news/56859-AFRICA_CENTRAFRICA_Liberati_l_operatrice_umanitaria_e_il_religioso_rapiti_il_governo_francese_ringrazia_l_Arcivescovo_di_Banguihttp://www.fides.org/it/news/56859-AFRICA_CENTRAFRICA_Liberati_l_operatrice_umanitaria_e_il_religioso_rapiti_il_governo_francese_ringrazia_l_Arcivescovo_di_BanguiBangui - Sono stati liberati i due membri dell'Ong cattolica Coordination diocesaine de la santé , rapiti il 19 gennaio a Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana . Si tratta dell’operatrice umanitaria Claudia Priest, di nazionalità francese, e di fratel Gustave Reosse, religioso centrafricano della Congregazione dello Spirito Santo .<br />È stato il Ministro degli Esteri francesi Laurent Fabius ad annunciare la liberazione della signora Priest, precisando che anche il religioso centrafricano è stato liberato. Il Ministro ha ringraziato “il governo centrafricano, le autorità religiose e, in particolare, l’Arcivescovo di Bangui che ha contribuito attivamente alla liberazione”.<br />Il sequestro dell’operatrice umanitaria e del religioso rientra nell’ambito di una campagna di rapimenti in atto nella capitale centrafricana per fare pressioni per la liberazione del generale Andjilo, arrestato lo scorso 18 gennaio dalle forze Onu stanziate in Centrafrica. Andjilo è uno dei diversi capi delle milizie anti-balaka che durante la guerra civile si sono contrapposti ai ribelli Seleka. Sat, 24 Jan 2015 00:00:00 +0100VATICANO - Cresce l’impegno della Chiesa missionaria per i malati di lebbra: 648 lebbrosari nel mondohttp://www.fides.org/it/news/56858-VATICANO_Cresce_l_impegno_della_Chiesa_missionaria_per_i_malati_di_lebbra_648_lebbrosari_nel_mondohttp://www.fides.org/it/news/56858-VATICANO_Cresce_l_impegno_della_Chiesa_missionaria_per_i_malati_di_lebbra_648_lebbrosari_nel_mondoCittà del Vaticano – Domenica 25 gennaio si celebra la 62ma Giornata mondiale dei malati di lebbra, istituita nel 1954 dallo scrittore e giornalista francese Raoul Follereau. Ogni anno, oltre 200mila persone, di cui molti bambini, contraggono questa malattia curabile. Non si conosce con esattezza il numero dei malati di lebbra nel mondo, anche perché alcuni stati non vogliono che si sappia della presenza di questa malattia nel loro territorio. La causa principale continua ad essere la povertà, l’assenza di servizi sanitari, di igiene, la scarsa alimentazione ed i pregiudizi culturali, per i segni che la malattia lascia sul corpo. Oggi poi in molti lebbrosari si assistono anche i malati di Hiv e di Aids che diventano sempre più numerosi ed emarginati, specialmente in alcuni contesti.<br />La Chiesa missionaria ha una lunga tradizione di assistenza verso i malati di lebbra, spesso abbandonati anche dai loro stessi familiari, ed ha sempre fornito loro, oltre alle cure mediche e all’assistenza spirituale, anche possibilità concrete di recupero e reinserimento nella società. In molti paesi infatti è ancora grave la discriminazione verso questi malati, per la presunta incurabilità del male e per le tremende mutilazioni che provoca. <br />Non manca l’esempio di Santi missionari che hanno dedicato la vita ad alleviare le sofferenze dei malati di lebbra, come San Jozef Daamian De Veuster SSCC, universalmente conosciuto come l’Apostolo dei lebbrosi di Molokai, e santa Marianna Cope, O.S.F., che trascorse 35 anni a Molokai coadiuvando con altre consorelle l’opera di p. Damiano; o ancora il beato Jan Beyzym, S.I., che svolse il suo ministero tra i lebbrosi del Madagascar, la beata Madre Teresa di Calcutta, i Servi di Dio Marcello Candia e Raoul Follereau.<br />La Chiesa gestisce nel mondo 648 lebbrosari, secondo i dati dell’ultimo Annuario Statistico della Chiesa, 81 in più rispetto all’anno precedente. Questa la ripartizione per continente: in Africa 229, in America 72 , in Asia 322, in Europa 21 e in Oceania 4. Le nazioni che ospitano il maggior numero di lebbrosari sono: in Africa: Tanzania , Repubblica Democratica del Congo , Madagascar , Sudafrica ; in America del Nord: Stati Uniti ; in America centrale: Messico ; in America centrale-Antille: Haiti ; in America del Sud: Brasile , Perù , Ecuador ; in Asia: India , Vietnam , Indonesia ; in Oceania: Papua Nuova Guinea ; in Europa: Germania , Francia , Belgio , Spagna , Italia .<br /> <br/><strong>Link correlati</strong> :<a href="http://www.aifo.it">Per ulteriori informazioni</a>Sat, 24 Jan 2015 00:00:00 +0100VATICANO - Il Card. Filoni a Da Nang: “con lo stesso entusiasmo degli Apostoli e dei Missionari che vi hanno portato la fede, sappiate portarla avanti”http://www.fides.org/it/news/56857-VATICANO_Il_Card_Filoni_a_Da_Nang_con_lo_stesso_entusiasmo_degli_Apostoli_e_dei_Missionari_che_vi_hanno_portato_la_fede_sappiate_portarla_avantihttp://www.fides.org/it/news/56857-VATICANO_Il_Card_Filoni_a_Da_Nang_con_lo_stesso_entusiasmo_degli_Apostoli_e_dei_Missionari_che_vi_hanno_portato_la_fede_sappiate_portarla_avantiDa Nang – Un solenne atto di ringraziamento a Dio per il dono della fede, giunta in questa terra attraverso “intrepidi missionari”, e per la fedeltà al Signore degli antenati, “che, anche nelle persecuzioni, hanno saputo testimoniare l’amore a Cristo”: questi i motivi principali della celebrazione presieduta dal Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, nel pomeriggio del 23 gennaio, presso il Centro pastorale di Da Nang, in Vietnam, dove si trova in visita pastorale .<br />Il Cardinale ha ricordato che “la diocesi di Da Nang è stata creata il 18 gennaio 1963 dal Papa, oggi Santo, Giovanni XXIII, durante il Concilio Vaticano II e, possiamo dirlo, è stata uno dei primi frutti di quello straordinario evento ecclesiale, dove fu presente l’episcopato vietnamita”. La diocesi ha voluto celebrare questo anniversario con due anni di giubileo . Inoltre ricorre il 400° anniversario dell’evangelizzazione del paese: il 18 gennaio 1615 due Gesuiti, accompagnati da alcuni cristiani giapponesi, sbarcarono nel porto di Hoi An e cominciarono l'opera missionaria in questo territorio. Infine, come ha sottolineato ancora il Card. Filoni, “ricorre il 50° anniversario del Decreto Conciliare sulle missioni ‘Ad Gentes’, con cui i Padri Conciliari chiedevano che l’evangelizzazione passasse a pieno titolo alle Chiese locali”. <br />Questi eventi sono stati il motivo della solenne celebrazione presieduta dal Prefetto del Dicastero Missionario, durante la quale ha amministrato il battesimo a 50 catecumeni adulti e a 10 bambini. “A voi nuovi battezzati – ha detto nell’omelia - giunga l’abbraccio e la carezza del Papa Francesco, e il mio più affettuoso augurio di bene, per voi e le vostre famiglie”. <br />Commentando le Letture proclamate, il Card. Filoni ha sottolineato che, come dice il Profeta Isaia, “non siamo stati noi a cercare Dio, a cercare la fede. No. È stato Dio stesso che per primo è venuto a cercarci”. Nella Lettera ai Romani, S. Paolo insegna che Gesù, che è al centro della fede, “deve essere creduto nel cuore e confessato o proclamato con la bocca e con la vita… La fede, al tempo stesso, è personale, ma anche comune e pubblica; non è per pochi, ma per tutti, senza distinzione”. Infine il Vangelo ricorda che la fede “è comunione tra persone, e ciò significa essere Chiesa; è comunione di persone, come gli Apostoli attorno a Gesù e Maria, animati dallo Spirito Santo, e quindi mandati”.<br />Il Prefetto del Dicastero Missionario ha concluso l’omelia con questa esortazione: “Cari fratelli e sorelle di Da Nang; cari fratelli e sorelle del Vietnam; vi prego di raccogliere questa missione e, con lo stesso entusiasmo degli Apostoli e dei Missionari che vi hanno portato la fede, sappiate portarla avanti. Quanta gente sta aspettando di conoscere qui, oggi, Cristo. Buon apostolato!” <br />\<br/><strong>Link correlati</strong> :<a href="http://www.fides.org/ita/attachments/view/file/Omelia_DA_NANG_23012015_IT.docx http://www.fides.org/eng/attachments/view/file/Omelia_DA_NANG_23012015_EN.docx http://www.fides.org/fra/attachments/view/file/Omelia_DA_NANG_23012015_FR.docx">Il testo integrale dell’omelia del Cardinale, in italiano Il testo integrale dell’omelia del Cardinale, in inglese Il testo integrale dell’omelia del Cardinale, in francese</a>Sat, 24 Jan 2015 00:00:00 +0100AFRICA/EGITTO - Associazioni copte lavorano a un documento sui diritti di cittadinanzahttp://www.fides.org/it/news/56856-AFRICA_EGITTO_Associazioni_copte_lavorano_a_un_documento_sui_diritti_di_cittadinanzahttp://www.fides.org/it/news/56856-AFRICA_EGITTO_Associazioni_copte_lavorano_a_un_documento_sui_diritti_di_cittadinanzaIl Cairo – Le associazioni e i movimenti animati da cristiani copti che fanno parte del “Coptic Advisory Council” hanno annunciato l'imminente pubblicazione di un documento sui diritti di cittadinanza. Il testo punta a delineare una road map per la tutela e la difesa dei diritti di cittadinanza che offra, non solo ai cristiani, strumenti e consigli per smascherare e combattere i retaggi della discriminazione settaria su base etnica o religiosa, attivi a vario livello nella società egiziana. Alla stesura del documento hanno contribuito esperti e analisti appartenenti alla Chiesa copta ortodossa, a quella copta cattolica e alla comunità copta protestante. <br />Il testo – riferiscono fonti locali contattate dall'Agenzia Fides – offrirà una mappatura delle forme di discriminazione anche sottile che si registrano in ambito giuridico, amministrativo, mediatico, culturale e dell'istruzione pubblica. Obiettivi o possibili applicazioni pratiche del documento verranno esposte in una conferenza stampa, annunciata per i primi giorni di febbraio. <br />Il “Coptic Advisory Board” è stato istituito nell'agosto 2012 come strumento di coordinamento tra gruppi e associazioni ispirate da laici copti, con l'intento di unire gli intenti e trovare forme di collaborazione per affrontare insieme problematiche di carattere civile, sociale e politico. .Fri, 23 Jan 2015 00:00:00 +0100ASIA/ARABIA SAUDITA - La morte di Re Abdullah; per il Vescovo Hinder “era conosciuto come un uomo pio”http://www.fides.org/it/news/56855-ASIA_ARABIA_SAUDITA_La_morte_di_Re_Abdullah_per_il_Vescovo_Hinder_era_conosciuto_come_un_uomo_piohttp://www.fides.org/it/news/56855-ASIA_ARABIA_SAUDITA_La_morte_di_Re_Abdullah_per_il_Vescovo_Hinder_era_conosciuto_come_un_uomo_pioRiyad – Si è spento stanotte, all'età di circa 90 anni, Abdullah bin Abdulaziz, il primo Re saudita a incontrare un Papa. L'incontro tra il re saudita e Papa Benedetto XVI era avvenuto nel novembre 2007. I suoi funerali sono stati annunciati per oggi, dopo la preghiera del pomeriggio. <br />Re Abdullah era salito ufficialmente al trono nel 2005. “Negli anni in cui era principe ereditario - racconta all’Agenzia Fides il Vescovo Paul Hinder, OFM Cap, che oggi è Vicario apostolico dell'Arabia del Sud - so che c'era stato un contatto con l’Arcivescovo Giovanni Bernardo Gremoli, che per 29 anni è stato Vicario apostolico d'Arabia. Poi, negli anni del suo regno, quando io avevo anche la responsabilità dell'Arabia, posso dire che i principi in materia religiosa non erano cambiati, ma la loro applicazione era più flessibile, e che per i cristiani, se erano prudenti, non poche cose erano praticabili. Incidenti spiacevoli capitavano quando magari si riunivano gruppi troppo grandi, si attirava l'attenzione e si metteva un po' da parte l'opportuna prudenza”. <br />Per molto tempo, sotto il regno di Abdullah, il potere della “mutawwa'in”, la polizia religiosa saudita, è apparso limitato, mentre la sua influenza appare aumentata negli ultimi anni. “In generale - aggiunge Mons. Hinder - il Re era considerato dalla popolazione come una persona pia e rispettosa delle regole dell'islam più di altri”. .Fri, 23 Jan 2015 00:00:00 +0100AMERICA/BOLIVIA - Si aggrava il fenomeno dell’abbandono dei minori per le strade e delle violenzehttp://www.fides.org/it/news/56854-AMERICA_BOLIVIA_Si_aggrava_il_fenomeno_dell_abbandono_dei_minori_per_le_strade_e_delle_violenzehttp://www.fides.org/it/news/56854-AMERICA_BOLIVIA_Si_aggrava_il_fenomeno_dell_abbandono_dei_minori_per_le_strade_e_delle_violenzeCochabamba – Secondo il Servizio per la Gestione Sociale del Governo di Cochabamba, nella città ci sono oltre un migliaio di bambini, bambine e adolescenti che vivono in strada. Il problema risale al 1986 quando, a causa delle politiche governative, migliaia di lavoratori sono rimasti disoccupati e le famiglie si sono disgregate. Nonostante l’opera di diverse ong e organizzazioni dedite al sostegno delle persone che vivono in strada, questa fascia sociale continua ad aumentare. Oltre all’emarginazione, gran parte di questi bambini e adolescenti inalano benzina. L’Arcivescovo emerito di Cochabamba, Sua Ecc. Mons. Tito Solari, ha identificato il fenomeno come uno dei più gravi del comune. Nel corso del suo mandato episcopale è stato istituito il Progetto Musuj Runa, nell’ambito della Commissione per l’Emarginazione e l’Inserimento Sociale della Pastorale Sociale dell’Arcivescovado. Negli ultimi 10 anni sono stati salvati più di mille bambini in situazione di strada. Il successore di Mons. Solari, Mons. Oscar Aparicio, si è impegnato a continuare a recuperare questi ragazzi e a collaborare con gli enti statali. L’obiettivo è che questo progetto diventi realtà e non ci siano più minori che vivono per le strade. Il problema dell’abbandono e delle violenze sui bambini richiede una urgente attenzione, soprattutto da parte dello Stato. Fri, 23 Jan 2015 00:00:00 +0100EUROPA/ITALIA - Missionarie Scalabriniane aprono una comunità a Siracusa per l’accoglienza dei migrantihttp://www.fides.org/it/news/56853-EUROPA_ITALIA_Missionarie_Scalabriniane_aprono_una_comunita_a_Siracusa_per_l_accoglienza_dei_migrantihttp://www.fides.org/it/news/56853-EUROPA_ITALIA_Missionarie_Scalabriniane_aprono_una_comunita_a_Siracusa_per_l_accoglienza_dei_migrantiSiracusa - Nasce a Siracusa una nuova comunità missionaria per accogliere i migranti che approdano in Sicilia. Le suore Missionarie di San Carlo Borromeo, Scalabriniane, da domenica ufficialmente hanno le prime tre sorelle “in prima linea” per avviare percorsi di assistenza. Secondo le informazioni inviate all’Agenzia Fides, si tratta delle brasiliane suor Teresinha Santin e suor Ivanir Filipi, e dell'albanese suor Gjeline Preçi. “Una risposta all’appello accorato di Papa Francesco ad 'aprire i conventi ai rifugiati carne di Cristo' – spiegano suor Neusa de Fatima Mariano, Superiora generale, e suor Milva Caro, responsabile della Provincia San Giuseppe/Europa -. Una decisione, quella di aprire una nuova comunità religiosa, in un tempo in cui tutto spinge al ridimensionamento e al risparmio delle forze e delle risorse. Un segno di carità pastorale della Congregazione nell’anno della beatificazione della Cofondatrice Madre Assunta Marchetti. Sarà una presenza missionaria non tanto per essere in prima linea, ma per ‘abitare’ nella Chiesa locale, con il popolo siracusano e con i migranti. Sarà una comunità itinerante accanto alle storie dei migranti, perché non manchi mai loro il pane della Parola di Dio e lo spazio per vivere con dignità”. Fri, 23 Jan 2015 00:00:00 +0100AFRICA/NIGERIA - Per i Vescovi “ troppi politici ricorrono a calunnie e incitano alla violenza” in campagna elettoralehttp://www.fides.org/it/news/56852-AFRICA_NIGERIA_Per_i_Vescovi_troppi_politici_ricorrono_a_calunnie_e_incitano_alla_violenza_in_campagna_elettoralehttp://www.fides.org/it/news/56852-AFRICA_NIGERIA_Per_i_Vescovi_troppi_politici_ricorrono_a_calunnie_e_incitano_alla_violenza_in_campagna_elettoraleAbuja - “Ci complimentiamo con tutti i politici e i partiti politici che hanno gestito finora campagne elettorali senza violenza in preparazione alle elezioni generali. Li esortiamo a continuare in questo modo” affermano i Vescovi della Provincia Ecclesiastica di Ibadan , in un comunicato inviato all’Agenzia Fides al termine della loro Assemblea Plenaria. <br />I Vescovi notano però che ci sono “diversi politici che, direttamente o indirettamente, ricorrono alla calunnia e alla plateale menzogna per ottenere vantaggi politici e provocare violenze tra la popolazione”.<br />Le elezioni, che si terranno a febbraio, sono molto attese in Nigeria anche in relazione alle violenze del gruppo estremista Boko Haram che scuotono diverse regioni del nord-est della Federazione. <br />A questo riguardo, il comunicato loda “gli sforzi del governo per frenare il mostro, simile ad un’idra dalle mille teste, il sacrificio dei soldati, degli agenti di sicurezza e dei civili, molti dei quali sono morti nella crisi” e deplora pure le altre situazioni di violenza legate “alla giustizia della giungla e agli omicidi rituali” . <br />“Ripetiamo che la vita umana è sacra e dove essere così trattata dal concepimento alla morte naturale e chiediamo a tutti di respingere la violenze in qualsiasi rapporto” ribadiscono i Vescovi, <br />che concludono ricordando il Sinodo sulla Famiglia, e riaffermando l’impegno della Chiesa in Nigeria a difendere la famiglia, le scelte pro-vita e la paternità e maternità responsabili. Fri, 23 Jan 2015 00:00:00 +0100ASIA/INDONESIA - Anno della Vita Consacrata: la Famiglia Domenicana accoglie nuovi laicihttp://www.fides.org/it/news/56851-ASIA_INDONESIA_Anno_della_Vita_Consacrata_la_Famiglia_Domenicana_accoglie_nuovi_laicihttp://www.fides.org/it/news/56851-ASIA_INDONESIA_Anno_della_Vita_Consacrata_la_Famiglia_Domenicana_accoglie_nuovi_laiciGiacarta – La Famiglia Domenicana in Indonesia – composta dai tre rami di religiosi, suore e laici – si arricchisce di molti nuovi laici: un segno di speranza nell’Anno della Vita Consacrata, in cui tutte le Famiglie religiose sono chiamate a compiere un cammino di rinnovamento e approfondimento del loro carisma nella Chiesa. Come riferito a Fides, il 17 gennaio scorso il sacerdote domenicano Andreas Kurniawan, uno dei tre religiosi Domenicani presenti in Indonesia, ha consegnato lo scapolare bianco a 19 laici a Cirebon, West Java, accogliendoli ufficialmente, nell’Ordine come “postulanti laici”.<br />Inoltre, ai primi di gennaio altri 16 laici Domenicani hanno emesso la professione perpetua. Nella stessa celebrazione eucaristica p. Andreas Kurniawan OP ha accolto 4 postulanti laici e 4 novizi. <br />Secondo il coordinatore del Laicato Domenicano dell’Indonesia, Teofilo Adiwiyarta Atmadi OP, è in corso una autentica fioritura del laicato cattolico domenicano: in Indonesia ora vi sono circa 150 laici domenicani, presenti in tre arcidiocesi e due diocesi . Altre professioni laicali si attendono per il mese di luglio 2015, a Yogyakarta, e a ottobre a Pontianak. <br />I Domenicani sono storicamente legati all’arrivo della fede cristiana in Indonesia: nel 1520, nell’isola di Flores, il mercante portoghese Jeae Soares battezzò 200 persone nel villaggio di Lewonama e il cappellano della nave, il Domenicano p. Antonio da Tavera, OP, battezzò poi circa 5.000 persone nelle isole di Timor e Flores. Fri, 23 Jan 2015 00:00:00 +0100ASIA/MYANMAR - No all’impunità per lo stupro e l’omicidio delle donne Kachinhttp://www.fides.org/it/news/56850-ASIA_MYANMAR_No_all_impunita_per_lo_stupro_e_l_omicidio_delle_donne_Kachinhttp://www.fides.org/it/news/56850-ASIA_MYANMAR_No_all_impunita_per_lo_stupro_e_l_omicidio_delle_donne_KachinYangon – Ha suscitato indignazione e amarezza il grave episodio dello stupro e omicidio di due donne cristiane di etnia Kachin, avvenuto nel complesso di una chiesa battista, nella notte del 19 gennaio. I cristiani locali e Ong come “Christian Solidarity Worldwide” hanno condannato l’accaduto chiedendo al governo birmano di “cessare immediatamente le sue offensive militari e di trovare i colpevoli”.<br />Le due donne, Maran Lu Ra, 20 anni, e Tangbau Hkawn Nan Tsin, 21, erano insegnanti giunte dalla città di Myitkyina, e stavano lavorando per conto della “Kachin Baptist Convention” come volontarie insegnanti nel villaggio di Shabuk-Kaunghka nello stato Shan, nel nord-est del Myanmar. Sono state aggredite durante la notte del 19 gennaio da soldati dell'esercito birmano, violentate e uccise. Secondo una nota invita a Fides da CSW, “le truppe dell'esercito birmano sono giunte all’improvviso nel compund della chiesa, dove le ragazze dormivano. Gli abitanti del villaggio vicino hanno sentito le ragazze urlare e, quando sono sopraggiunti, hanno assistito alla scena della barbara violenza di gruppo e dell’assassinio”. L’accaduto è stato prontamente denunciato alla polizia Birmana in questo settore, ma nessun provvedimento è stato preso. Le violenze perpetrate dai militari a danno della popolazione civile restano sovente impunite.<br />La “Kachin Women Association of Thailand” ha documentato oltre 70 casi di stupro di gruppo a danno della popolazione Kachin, perpetrati dai militari birmani, dopo che, nel giugno 2011, l’esercito ha interrotto il cessate il fuoco, che durava da 17 anni, con il Kachin Independence Army . Lo scorso anno la “Women’s League of Burma” ha pubblicato il rapporto “Se avessero speranza, avrebbero parlato”, che documenta 118 casi di stupri compiuti da soldati dell’esercito birmano dal 2010. Il governo della Birmania ha firmato una dichiarazione in cui si impegna a porre fine alla violenza sessuale, ma ha omesso di attuare tali disposizioni. <br />La nota di CSW conclude: “Questo tragico episodio è un altro esempio delle continue, gravi violazioni dei diritti umani che tuttora avvengono in Birmania, e dell’impunità di cui godono i militari. Chiediamo al governo della Birmania a porre fine alla guerra contro il popolo Kachin e impegnarsi per il dialogo politico e per il processo di pace”.<br />Quello con i kachin è uno dei micro-conflitti civili che il governo birmano ha avviato nei confronti delle minoranze etniche. Fri, 23 Jan 2015 00:00:00 +0100AFRICA/SENEGAL - “No alla violenza in nome di Dio, ma attenti a non offendere i sentimenti religiosi” affermano i Vescovihttp://www.fides.org/it/news/56849-AFRICA_SENEGAL_No_alla_violenza_in_nome_di_Dio_ma_attenti_a_non_offendere_i_sentimenti_religiosi_affermano_i_Vescovihttp://www.fides.org/it/news/56849-AFRICA_SENEGAL_No_alla_violenza_in_nome_di_Dio_ma_attenti_a_non_offendere_i_sentimenti_religiosi_affermano_i_VescoviDakar - “Condanniamo con forza la violenza omicida del terrorismo e del fanatismo che sotto la facciata della religione attenta alla vita dell’uomo in nome di Dio. Questo è inaccettabile e incoerente perché la vita è un dono di Dio che deve essere rispettato e protetto” scrivono i Vescovi del Senegal in una dichiarazione inviata all’Agenzia Fides in relazione alla strage di Parigi. Dopo aver implorato la misericordia di Dio per le vittime, i Vescovi senegalesi stigmatizzano le caricature di “Mohamad, fondatore dell’Islam”, distinguendo tra la libertà d’espressione e quella di offendere i sentimenti religiosi di milioni di persone. “Condanniamo con veemenza questa libertà che si pretende essere falsamente assoluta, senza limiti, offendendo e mancando di rispetto all’altro, nella sua dignità di uomo, nelle sue scelte, nella sua fede e nelle sue convinzioni religiose” affermano i Vescovi senegalesi.<br />“La religione è una fibra molto sensibile. Non giochiamo quindi con il fuoco! Per questo motivo, senza entrare mai nella logica della vendetta e della violenza, denunciamo il carattere ingiurioso di queste pubblicazioni”.<br />I Vescovi sottolineano inoltre che “tali caricature non possono e non devono, in alcun modo, essere assimilate ad azioni dei cristiani contro l’Islam, come le violente reazioni avvenute in Niger potrebbero far credere”. In Niger, tra il 16 e il 17 gennaio, varie chiese e comunità religiose hanno subito danni ingenti a causa dei manifestanti che protestavano contro le pubblicazioni del settimanale francese . Anzi, rincarano i Vescovi, l’ideologia di chi pubblica queste vignette “è spesso diretta contro la religione cristiana e in particolare contro i cattolici”.<br />“Lanciamo questo appello per preservare il nostro caro Senegal dai demoni della divisione, dell’odio e della violenza, come hanno sempre fatto i capi religiosi cristiani e musulmani” conclude il comunicato, che invita tutti a non cedere “alla pressione delle influenze esterne, che potrebbero rimettere in causa i fondamenti della nostra società e ipotecare il nostro futuro”. Fri, 23 Jan 2015 00:00:00 +0100AFRICA/SIERRA LEONE - Il governo lavora per la riapertura delle scuolehttp://www.fides.org/it/news/56848-AFRICA_SIERRA_LEONE_Il_governo_lavora_per_la_riapertura_delle_scuolehttp://www.fides.org/it/news/56848-AFRICA_SIERRA_LEONE_Il_governo_lavora_per_la_riapertura_delle_scuolePujehun – Dopo la buona notizia che il distretto meridionale di Pujehun continua ad essere il primo ebola-free del Paese , il 21 gennaio il governo ha convocato una riunione per gettare le basi per la riapertura delle scuole. E’ quanto si legge in un comunicato inviato all’Agenzia Fides dall’Avsi, impegnata in Sierra Leone dal 2000. Si tratta ormai di una possibilità concreta dopo 7 mesi in cui le lezioni sono state sospese in tutto il Paese per limitare i contagi. Finora nei villaggi gli operatori sono andati avanti con un progetto educativo via radio, l’unico modo per superare l’ostacolo del divieto di aggregazione in luoghi pubblici. Il Presidente della Sierra Leone ha anche annunciato un allentamento delle restrizioni sui movimenti interni al Paese, segno che la situazione legata alla diffusione del virus sta gradualmente, anche se lentamente, migliorando anche sotto l’aspetto sanitario. Saranno ridotte le restrizioni per motivi di sicurezza anche nella zona ovest, la più colpita dall’epidemia, dove sarà nuovamente concessa la possibilità per i negozi di rimanere aperti fino alle 18. Fri, 23 Jan 2015 00:00:00 +0100VATICANO - Il Card. Filoni nel Santuario di La Vang affida alla Vergine il cammino dell’evangelizzazionehttp://www.fides.org/it/news/56847-VATICANO_Il_Card_Filoni_nel_Santuario_di_La_Vang_affida_alla_Vergine_il_cammino_dell_evangelizzazionehttp://www.fides.org/it/news/56847-VATICANO_Il_Card_Filoni_nel_Santuario_di_La_Vang_affida_alla_Vergine_il_cammino_dell_evangelizzazioneLa Vang – “Come pellegrino - anche per conto della nostra Congregazione missionaria - chiedo a Maria la Sua protezione per l’opera di evangelizzazione nel mondo: Ella che generò Gesù, il Vangelo vivente, la Parola di Dio, e che accompagnò la Chiesa dal giorno della Pentecoste, sia ancora madre per tanti figli della Chiesa, in particolare nel Continente Asiatico. Per questo motivo, oggi porto in dono tre rose d’argento, a perenne ricordo di questa richiesta”. Sono le parole dell’atto solenne pronunciato dal Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, durante la Messa che ha presieduto nel pomeriggio del 22 gennaio, nel Santuario mariano nazionale di Lavang, nuova tappa della sua visita pastorale in Vietnam .<br />Cuore pulsante della fede e della spiritualità mariana in Vietnam, il Santuario di La Vang, a circa 60 km da Hue, è legato alle apparizioni della Vergine Maria nella foresta vicino a Quang Tri, ad un gruppo di cattolici vietnamiti in fuga dalle persecuzioni, che vi si erano rifugiati. La prima apparizione avvenne nel 1798, cui ne seguirono molte altre. Nel 1886, terminate le persecuzioni, sul luogo sorse una modesta chiesetta di legno, che divenne luogo di intensi pellegrinaggi. Bruciata successivamente dai persecutori, la chiesa venne sostituita da una costruzione in muratura inaugurata nel 1901 quando Nostra Signora di La Vang venne proclamata “Patrona dei cattolici vietnamiti”. Per contenere il flusso sempre crescente dei devoti, furono costruite in seguito parecchie cappelle e molte opere. Ma le varie costruzioni di La Vang vennero abbattute completamente nel 1972, durante la guerra fra il Nord e il Sud. Solo dopo la riunificazione del paese , i Vescovi di tutto il Vietnam, radunati ad Hanoi il 1° maggio 1980, rinnovarono solennemente il riconoscimento di La Vang come “Centro Mariano Nazionale”. Oggi il Santuario mariano è uno dei più noti e frequentati non solo del Vietnam, ma di tutto il continente asiatico. <br />Nella sua omelia, il Prefetto del Dicastero Missionario ha invitato i presenti a riandare ai piedi della Croce, al duplice affidamento fatto da Gesù. “Questo significa che Gesù ha fatto dono di Maria a noi – ha sottolineato -. Non se l’è portata via. Ecco perché, nel corso di duemila anni, spesso Maria è apparsa tra noi… Voi sapete la bella storia dei primi cristiani perseguitati che trovarono rifugio, incoraggiamento e protezione in questo luogo. Vuol dire che Maria abita qui e con giusta decisione i vostri Vescovi hanno proclamato questo luogo Santuario Nazionale Mariano”. <br />Il Card. Filoni ha quindi concluso invitando a ringraziare Maria per il suo “dono”, di essere presente in questo luogo: “è oggi con noi, e a Lei rinnovo, insieme con voi, l’Atto di affidamento per l’Evangelizzazione di questa terra e di tutto il Continente Asiatico”. <br/><strong>Link correlati</strong> :<a href="http://www.fides.org/ita/attachments/view/file/Omelia_LA_VANG_22012015_IT.docx http://www.fides.org/eng/attachments/view/file/Omelia_LA_VANG_22012015_EN.docx http://www.fides.org/fra/attachments/view/file/Omelia_LA_VANG_22012015_FR.docx">Il testo integrale del discorso del Cardinale, in italiano Il testo integrale del discorso del Cardinale, in inglese Il testo integrale del discorso del Cardinale, in francese</a>Fri, 23 Jan 2015 00:00:00 +0100ASIA/GIORDANIA - Re Abdallah II elogia il Papa: non si offendono le religionihttp://www.fides.org/it/news/56846-ASIA_GIORDANIA_Re_Abdallah_II_elogia_il_Papa_non_si_offendono_le_religionihttp://www.fides.org/it/news/56846-ASIA_GIORDANIA_Re_Abdallah_II_elogia_il_Papa_non_si_offendono_le_religioniAmman – Le considerazioni espresse da Papa Francesco durante la sua recente visita in Asia sulla necessità di coniugare libertà di espressione e rispetto delle fedi e dei simboli religiosi sono state elogiate e fatte proprie da Re Abdallah II di Giordania, durante un incontro coi capi della tribù beduina di Beni Sakhr. “Ieri” conferma all'Agenzia Fides l'Arcivescovo Maroun Lahham, Vicario patriarcale per la Giordania del Patriarcato latino di Gerusalemme “Re Abdallah ha fatto esplicito riferimento alle parole espresse dal Papa sul fatto che la libertà di espressione è un diritto e in certi casi addirittura un dovere, ma che nello stesso tempo essa ha dei limiti, e non non può arrivare a offendere le convinzioni religiose degli altri. Il monarca ha definito positive tali considerazioni, mostrando di condividerle”. Soffermandosi sulla questione dell'estremismo di matrice islamista, Re Abdallah ha ribadito che gli estremisti non rappresentano l'autentico islam e che la reputazione dei musulmani va tutelata e difesa. Il monarca del Regno hascemita ha spiegato la sua partecipazione alla marcia di Parigi con l'intento di mostrare la propria solidarietà a un “Paese amico”, dove vivono anche “sei milioni di musulmani”. Re Abdallah, nella conversazione con i capi beduini, ha anche lanciato l'allarme sulla crescita dell'islamofobia in Europa, insistendo sulla necessità di proteggere l'immagine di moderazione e di tolleranza dell'autentico islam e di coinvolgere tutte le comunità musulmane nella condanna dei gruppi estremisti e terroristi che strumentalizzano il Corano. .Thu, 22 Jan 2015 00:00:00 +0100AFRICA/MALAWI - “Mons. Zuza era una persona di grandissimo coraggio” sottolinea un missionariohttp://www.fides.org/it/news/56845-AFRICA_MALAWI_Mons_Zuza_era_una_persona_di_grandissimo_coraggio_sottolinea_un_missionariohttp://www.fides.org/it/news/56845-AFRICA_MALAWI_Mons_Zuza_era_una_persona_di_grandissimo_coraggio_sottolinea_un_missionarioLilongwe - “Una persona di grandissimo coraggio”. È il ricordo, in una nota inviata all’Agenzia Fides da p. Piergiorgio Gamba, missionario monfortano, di Sua Ecc. Mons. Joseph Mukasa Zuza , Vescovo di Mzuzu e Presidente della Conferenza Episcopale del Malawi, morto in un incidente d'auto il 15 gennaio .<br />“Tutti ricordano- spiega p. Gamba- come Mons. Zuza avesse pubblicamente rinfacciato alla presenza del Presidente del Malawi, Bingu wa Mutharika - venuto a mancare nell’Aprile 2012 - di condurre il Paese al disastro. Un coraggio estremo perché la gente finiva in prigione anche per molto meno. Aveva avuto il coraggio di dare voce alla sua gente”.<br />Il missionario riferisce che “il 19 Gennaio sfidando ore di pioggia, a migliaia la sua gente si è radunata per rendere l’ultimo omaggio a Mons. Zuza dopo lunghe giornate e notti di veglia fino all’alba”. <br />Alle esequie hanno partecipato tutti i Vescovi del Malawi e rappresentanze delle Conferenze Episcopali di Zambia, Tanzania e Kenya, oltre al Presidente del Malawi, Arthur Peter Mutharika, il vice presidente, il cattolico Saulos Chirima che in lingua Chitumbuka, la lingua del nord del Malawi, ha espresso il suo cordoglio e quello dello Stato.<br />Il Nunzio Apostolico, Sua Ecc. Mons. Julio Murat, ha presieduto la liturgia funebre. Sua Ecc. Mons. Thomas Msusa, Arcivescovo di Blantyre e Vice Presidente della Conferenza Episcopale ha concluso la sua omelia sottolineando che “è venuto a mancare una guida profetica e un leader coraggioso”. Thu, 22 Jan 2015 00:00:00 +0100AMERICA/GUATEMALA - Progetto Niños de Paz per tutelare migliaia di bambini rifugiati e sfollatihttp://www.fides.org/it/news/56844-AMERICA_GUATEMALA_Progetto_Ninos_de_Paz_per_tutelare_migliaia_di_bambini_rifugiati_e_sfollatihttp://www.fides.org/it/news/56844-AMERICA_GUATEMALA_Progetto_Ninos_de_Paz_per_tutelare_migliaia_di_bambini_rifugiati_e_sfollatiCittà del Guatemala - In America centrale, bambini, bambine e adolescenti non accompagnati o separati dai rispettivi familiari, in fuga dai loro Paesi, sono costretti a privarsi dell’istruzione per potersi mettere in salvo. Con il Progetto Niños de Paz, promosso dall’ Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiti e la Direzione Generale per gli Aiuti Umanitari e la Protezione Civile della Commissione Europea , le istituzioni cercano di migliorare l’accesso all’istruzione, la tutela e l’informazione dei minori che si trovano in alloggi o centri lungo il confine tra Messico e Guatemala. La realizzazione dello stesso è stata possibile grazie al sostegno dell’Unione Europea, vincitrice del Premio Nobel della Pace 2012, che ha deciso di donare parte del denaro all’UNHCR per la tutela di migliaia di bambini rifugiati e sfollati in diverse regioni del mondo. Thu, 22 Jan 2015 00:00:00 +0100AFRICA/NIGER - Violenza anticristiane: i Vescovi sospendono tutte le attività della Chiesahttp://www.fides.org/it/news/56843-AFRICA_NIGER_Violenza_anticristiane_i_Vescovi_sospendono_tutte_le_attivita_della_Chiesahttp://www.fides.org/it/news/56843-AFRICA_NIGER_Violenza_anticristiane_i_Vescovi_sospendono_tutte_le_attivita_della_ChiesaNiamey -I Vescovi del Niger hanno sospeso “fino a nuovo ordine” tutte le attività della Chiesa cattolica “A seguito dei saccheggi delle chiese e delle infrastrutture della nostra istituzione, e della profanazione dei nostri luoghi di culto”. Lo afferma un comunicato inviato all’Agenzia Fides dopo tra il 16 e il 17 gennaio, varie chiese e comunità religiose del Niger hanno subito danni ingenti a causa dei manifestanti che protestavano contro le pubblicazioni del settimanale francese Charlie Hebdo .<br />“Il provvedimento- prosegue la nota- ci permetterà di pregare e di leggere, in serenità, gli avvenimenti dolorosi che abbiamo subito”.<br />“Ringraziano molto cordialmente tutti coloro che hanno espresso la loro solidarietà in questi momenti difficili. Preghiamo gli uni per gli altri affinché si stabilisca la pace nei cuori” concludono i Vescovi. Thu, 22 Jan 2015 00:00:00 +0100