Fides News - Italianhttp://www.fides.org/Le notizie dell'Agenzia FidesitI contenuti del sito sono pubblicati con Licenza Creative Commons.ASIA/INDIA - Nell'Anno santo due nuovi sacerdoti in Orissa, teatro di violenza anticristianahttp://www.fides.org/it/news/59376-ASIA_INDIA_Nell_Anno_santo_due_nuovi_sacerdoti_in_Orissa_teatro_di_violenza_anticristianahttp://www.fides.org/it/news/59376-ASIA_INDIA_Nell_Anno_santo_due_nuovi_sacerdoti_in_Orissa_teatro_di_violenza_anticristianaBhubaneswar - "Un dono e una benedizione, nell'Anno della Misericordia": così l'Arcivescovo di Cuttack-Bhubaneswar, in Orissa, Sua Ecc. Mons. John Barwa, ha definito i due nuovi preti ordinati nel distretto di Kandhamal, che fu teatro di orribile violenza anticristiana. Come appreso da Fides, si tratta di due frati francescani cappuccini: p. Bonifacio Kanhar OFMCap e p. Chandulal Baliarsingh OFM Cap, che sono stati ordinati da Mons. Barwa l'8 febbraio a Simon Badi, nel distretto di Kandhamal, che è parte della diocesi di Cuttack-Bhubaneswar. I nuovi sacerdoti appartengono alla provincia cappuccina di Andhra-Orissa. Alla celebrazione di ordinazione hanno preso parte circa 50 sacerdoti e oltre 1500 fedeli. <br />Entrambi i nuovi sacerdoti provengono proprio dal territorio di Kandhamal, luogo dove nel 2008 si è registrata la peggiore violenza anticristiana nella storia dell'India moderna. La violenza mirata contro i cristiani durò quasi quattro mesi e fece oltre 90 vittime, lasciando 50.000 senzatetto.<br />L'Arcivescovo Barwa ha ricordato che "tutti siamo chiamati a essere strumenti della misericordia di Dio. Anche p.Kanhar e p.Baliarsingh e le loro famiglie sono state colpite dalla violenza. Loro reazione è stata la misericordia".<br />"Ringrazio Dio per il dono del sacerdozio per me e per la Chiesa" ha detto padre Kanhar ricordando i tempi difficili della persecuzione del 2008. Sua sorella più giovane è una suora di San Giuseppe di Annecy e un loro zio è sacerdote della diocesi di Cuttack-Bhubaneswar.<br />"Ringraziamo i nostri genitori, i familiari e i sacerdoti che ci hanno incoraggiato a seguire questa vocazione nel corso degli anni. Chiediamo a tutti di pregare per noi, perchè possiamo servire Dio e la Chiesa con misericordia" ha detto padre Boliarsingh. <br />Wed, 10 Feb 2016 09:49:05 +0100AMERICA/STATI UNITI - Rimosso il mega cartello per la visita del Papa “Le vite degli immigrati sono importanti”http://www.fides.org/it/news/59377-AMERICA_STATI_UNITI_Rimosso_il_mega_cartello_per_la_visita_del_Papa_Le_vite_degli_immigrati_sono_importantihttp://www.fides.org/it/news/59377-AMERICA_STATI_UNITI_Rimosso_il_mega_cartello_per_la_visita_del_Papa_Le_vite_degli_immigrati_sono_importantiEl Paso – "La Rete di Frontiera per i Diritti Umani e i residenti della zona di frontiera sono profondamente delusi per la decisione presa dalla International Boundary and Water Commission di rimuovere il mega-cartello ‘#Immigrant Lives Matter’ collocato da alcuni membri della comunità su questo lato del confine tra Stati Uniti e Messico, proprio di fronte al luogo dove Papa Francsco celebrerà la Messa il 17 febbraio" , così si legge nel comunicato di questo gruppo.<br />"La decisione è chiaramente di sopprimere la libertà di parola e quindi violare il nostro primo emendamento proprio della Costituzione degli Stati Uniti. La Rete di Frontiera per i Diritti Umani disapprova le azioni intraprese finora da questo ente, e chiede che sia considerato il fatto che la nostra organizzazione abbia sempre seguito i protocolli stabiliti localmente e abbia ottenuto i permessi necessari per affiggere il cartello, proprio come abbiamo fatto in passato" continua il testo inviato a Fides. Per reclamare il diritto alla libertà di parola, si terrà una conferenza stampa oggi alle 12 a Chamizal Park, dove decine di residenti si riuniranno per riportare il mega-cartello.<br />Il gruppo umanitario Rete di Frontiera per i Diritti Umani, insieme alla Chiesa cattolica, è impegnato da diversi anni ad assistere i migranti che arrivano negli Stati Uniti dal Centro America.<br /> <br />Wed, 10 Feb 2016 10:16:10 +0100AMERICA/COLOMBIA - Alla diocesi di Cucuta l’amministrazione della refezione scolastica della cittàhttp://www.fides.org/it/news/59378-AMERICA_COLOMBIA_Alla_diocesi_di_Cucuta_l_amministrazione_della_refezione_scolastica_della_cittahttp://www.fides.org/it/news/59378-AMERICA_COLOMBIA_Alla_diocesi_di_Cucuta_l_amministrazione_della_refezione_scolastica_della_cittaCucuta – Non ci sono ancora pronunciamenti da parte della COSPA della diocesi colombiana di Cucuta, dopo la notizia, diffusa lunedì 8 febbraio, di poter amministrare da sola il Programma di alimentazione scolastica per questo anno 2016. Dovrà quindi provvedere ad assicurare la colazione ed il pranzo ai 58.021 studenti delle scuole elementari di Cucuta, in gran parte gestite dalla Chiesa. <br />L’annuncio è stato dato dal sindaco di Cucuta, cogliendo tutti di sorpresa, in quanto si pensava ad una gestione da parte di privati o mista con il governo, e ha colto di sorpresa la stessa COSPA, che lo stesso giorno si è radunata per revisionare gli obblighi contrattuali. Si attende ora un pronunciamento del Vescovo di Cucuta, Sua Ecc. Mons. Víctor Manuel Ochoa Cadavid, su questa responsabilità.<br />La Colombia vive da tempo una grave situazione di corruzione a tutti i livelli. E’ recente la notizia della richiesta di una tangente alla Chiesa per aiutare e sfamare i bambini malnutriti, come nel caso di La Guajira . <br /> <br />Wed, 10 Feb 2016 10:55:55 +0100AFRICA/SUD SUDAN - Istruzione e generi alimentari, non bombe, per i rifugiati sudanesihttp://www.fides.org/it/news/59379-AFRICA_SUD_SUDAN_Istruzione_e_generi_alimentari_non_bombe_per_i_rifugiati_sudanesihttp://www.fides.org/it/news/59379-AFRICA_SUD_SUDAN_Istruzione_e_generi_alimentari_non_bombe_per_i_rifugiati_sudanesiYida - Circa il 60% dei rifugiati sudanesi sono minori, alla ricerca di una opportunità per completare la scuola in Sud Sudan. Una delle prime tappe per le persone in fuga dal conflitto nella regione sudanese del Kordofan meridionale è la città di Yida, 20 chilometri oltre il confine. La città accoglie più di 70 mila profughi sudanesi che hanno costruito le loro case e attività, e che si sono inseriti all’interno della comunità locale. Ma ora, nel tentativo di decongestionare la città e fornire servizi migliori, il governo, insieme ai partner umanitari, stanno cercando di convincerli a trasferirsi in un campo ufficiale a Ajuong Thok, più a sud, nello Stato di Unity, aperto nel 2013. Attualmente il campo ospita 31 mila persone e si prevede che, con la fine della stagione delle piogge che faciliterà l’attraversamento del confine, si estenderà ulteriormente. <br />Il governo ha invitato la popolazione a spostarsi per un paio di anni, tuttavia i rifugiati non intendono muoversi perché la vita a Yida è più economica. L’unico aspetto negativo è che qui le organizzazioni umanitarie forniscono solo cibo di emergenza e non l’intera gamma dei servizi disponibili a Ajuong Thok. Yida è un importante centro economico sia per i locali che per i rifugiati. Ci sono mercati, aziende agricole, servizi di trasporto e scuole di base. I combattenti ribelli dei gruppi JEM e SPLM-N sono una presenza costante nella cittadina, e alcuni di loro hanno anche parenti tra i rifugiati. Ajuong Thonk ha le sue attrattive, strade, un centro di assistenza sanitaria di base, tre scuole elementari, una scuola secondaria e un laboratorio informatico. <br />Qui, circa 11 mila studenti ricevono istruzione primaria e secondaria, sostenuti da organizzazioni non governative, l’UNHCR e il governo del Sud Sudan. Tuttavia, più della metà dei bambini sud sudanesi non vanno a scuola prevalentemente come conseguenza della guerra civile scoppiata nel 2013. Durante il conflitto le scuole sono state distrutte o trasformate in baracche, e i bambini continuano ad essere arruolati tra le forze governative e quelle ribelli. Nonostante il sud Sudan continui ad essere uno dei Paesi più poveri del mondo, offre riparo a 263 mila profughi prevalentemente dal Sudan. dalla Repubblica Centrafricana, dalla Repubblica Democratica del Congo e dall’Etiopia. Si prevede che quest’anno arriveranno a 300 mila. A causa del conflitto circa il 25% della popolazione ha urgente bisogno di aiuti alimentari. <br />Wed, 10 Feb 2016 11:08:34 +0100ASIA/TURCHIA - Perizia medica conferma: il Patriarca armeno di Costantinopoli ha bisogno di un “tutore”http://www.fides.org/it/news/59380-ASIA_TURCHIA_Perizia_medica_conferma_il_Patriarca_armeno_di_Costantinopoli_ha_bisogno_di_un_tutorehttp://www.fides.org/it/news/59380-ASIA_TURCHIA_Perizia_medica_conferma_il_Patriarca_armeno_di_Costantinopoli_ha_bisogno_di_un_tutoreIstanbul – L'organismo sanitario incaricato dai magistrati turchi di verificare le condizioni di salute del Patriarca armeno di Costantinopoli, Mesrob II, ha confermato lo stato di demenza sofferto dal Patriarca e la necessità di nominare un tutore autorizzato a prendere decisioni in sua vece. Nel rapporto sanitario emesso in merito dall'ospedale armeno Yedikule Surp Pırgic – riferiscono fonti turche consultate dall'Agenzia Fides – si certifica che il Patriarca non è assolutamente in grado di esercitare la sua libera volontà, e che non servono ulteriori accertamenti di carattere sanitario o legale per confermare la diagnosi. <br />Il Patriarca Mesrob II, formalmente ancora titolare della sede patriarcale armena di Costantinopoli, è stato colpito nel 2008 da una forma virulenta di morbo di Alzheimer che lo ha reso in breve tempo totalmente inabile. Da allora, in seno alla comunità armena apostolica della Turchia si è aperto un dibattito – a tratti non privo di tensioni - sulla possibile successione del Patriarca, che sopravvive in una condizione vegetativa, in virtù degli strumenti che ne assicurano la respirazione e l'alimentazione artificiale. <br />Dal 2008 le funzioni di Vicario del Patriarca sono state assolte dal Vescovo Aram Ateshian. Negli ultimi anni, membri autorevoli della comunità armena presente in Turchia hanno ricominciato a sostenere l'opportunità di eleggere un Co-Patriarca con funzioni piene, che assuma la guida del Patriarcato. La proposta deve trovare l'appoggio dei vertici del Patriarcato e poi essere sottoposta, in forma di richiesta, al Ministero degli Interni. I regolamenti, risalenti all'epoca ottomana, consentono di eleggere un nuovo Patriarca armeno solo quando la sede è vacante per la morte del titolare. Wed, 10 Feb 2016 11:30:25 +0100ASIA/EMIRATI ARABI - Gli Emirati Arabi istituiscono il “Ministero per la felicità e la tolleranza”http://www.fides.org/it/news/59381-ASIA_EMIRATI_ARABI_Gli_Emirati_Arabi_istituiscono_il_Ministero_per_la_felicita_e_la_tolleranzahttp://www.fides.org/it/news/59381-ASIA_EMIRATI_ARABI_Gli_Emirati_Arabi_istituiscono_il_Ministero_per_la_felicita_e_la_tolleranzaAbu Dhabi – I governanti degli Emirati Arabi Uniti hanno deciso di creare un “Ministero della felicità e della tolleranza”. La nuova istituzione nasce nel quadro della più ampia riorganizzazione della compagine governativa realizzata da quando il Paese è stato istituito, 44 anni fa. L'istituzione del nuovo dicastero è avvenuta traminte un decreto reale firmato da Mohammed bin Rashid al-Maktum, Governatore di Dubai e Primo Ministro del Paese. <br />“E' l'inizio di un nuovo viaggio verso nuove acquisizioni, a vantaggio del popolo: chiediamo a Dio di aiutarci a servirlo e a prenderci cura di esso” ha scritto il Primo Ministro in un messaggio diffuso attraverso il suo account Twitter. La missione del nuovo ministero – riferiscono fonti consultate da Fides - consiste nell'armonizzare i programmi governativi mantenendo come obiettivo il conseguimento della felicità da parte della popolazione. A questo scopo – ha aggiunto il Primo Ministro Mohammed bin Rashid al-Maktum in alcune dichiarazioni diffuse attraverso i social media – il nuovo dicastero avrà anche il compito di “affermare la tolleranza come valore fondamentale della società degli Emirati Arabi Uniti”. <br />Lo scorso 12 giugno, una chiesa cattolica dedicata a San Paolo era stata inaugurata a Mussaffah, sobborgo di Abu Dhabi, alla presenza del Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano. Il giorno prima, alle cerimonie inaugurali aveva preso parte anche il Ministro della cultura, Nahyan bin Mubarak, che nel suo discorso aveva descritto l'apertura della nuova chiesa come segno della “tolleranza religiosa” dei leader nazionali. In quella stessa occasione, il Card. Parolin aveva notato come la consacrazione e dedicazione di una nuova chiesa rappresentasse anche “un segno di vitalità” della locale comunità ecclesiale, e il Vescovo Paul Hinder, OFM, Vicario apostolico per l'Arabia del Sud, aveva espresso gratitudine “per la stabilità e la pace di cui noi godiamo in questo Paese”. Negli Emirati Arabi Uniti vivono circa 900mila cattolici: la comunità è costituita da lavoratori immigrati provenienti in gran parte da altri Paesi dell'Asia, a cominciare dalle Filippine e dall'India. Wed, 10 Feb 2016 11:34:02 +0100AFRICA/NIGER - “Votiamo in piena libertà, senza condizionamenti etnici o settari” esorta l’Arcivescovo di Niameyhttp://www.fides.org/it/news/59382-AFRICA_NIGER_Votiamo_in_piena_liberta_senza_condizionamenti_etnici_o_settari_esorta_l_Arcivescovo_di_Niameyhttp://www.fides.org/it/news/59382-AFRICA_NIGER_Votiamo_in_piena_liberta_senza_condizionamenti_etnici_o_settari_esorta_l_Arcivescovo_di_NiameyNiamey - “Durante il tempo di quaresima si terranno le elezioni nel nostro Paese. Come elettori, militanti o candidati, dobbiamo avere a cuore di mettere al primo posto la verità, laddove la frode sembra trionfare, e il rispetto della voce degli altri laddove è imbavagliata” scrive Sua Ecc. Mons. Laurent Lompo, Arcivescovo di Niamey, nella lettera pastorale per l’inizio della quaresima, pervenuta a Fides.<br />“La nostra scelta politica sarà fatta in coscienza e in tutta libertà, lontano da ogni spirito settario, clanico, etnico e regionalista” esorta l’Arcivescovo. “Come cristiani cattolici abbiamo il dovere di prendere parte al futuro del nostro Paese con un voto maturato nella riflessione, nella preghiera senza lasciarci manipolare dagli agitatori di slogan”. <br />“L’impegno civile è una dinamica dove si esercita la misericordia” sottolinea Mons. Lompo che ricordando le parole di Papa Francesco “la misericordia è il pilastro della Chiesa”, conclude: “Che questo tempo quaresimale sia dunque il momento di prendere coscienza della misericordia di Dio della quale siamo i beneficiari e di esercitarla a nostra volta presso coloro che sono in attesa di accoglierla”.<br />Le elezioni generali in Niger si terranno domenica 21 febbraio. Gli elettori sono chiamati ad eleggere il Presidente e a rinnovare l’Assemblea Nazionale. Il Presidente viene eletto con votazione a doppio turno. Se nessuno dei candidati verrà eletto al primo turno, il ballottaggio si terrà il 20 marzo. <br />Wed, 10 Feb 2016 11:37:53 +0100ASIA/FILIPPINE - Il Card. Tagle: “In Quaresima carità senza ipocrisia”http://www.fides.org/it/news/59383-ASIA_FILIPPINE_Il_Card_Tagle_In_Quaresima_carita_senza_ipocrisiahttp://www.fides.org/it/news/59383-ASIA_FILIPPINE_Il_Card_Tagle_In_Quaresima_carita_senza_ipocrisiaManila – Carità senza ipocrisia o secondi fini: è quanto chiede il Cardinale Arcivescovo di Manila, Luis Antonio Tagle, che nella messa del mercoledì delle Ceneri, all’inizio della Quaresima, ha affrontato temi come la povertà e l'ambiente, riservando le sue parole più appassionate per la gente comune, che soffre per “la sete di potere di alcune persone egoiste”.<br />Come appreso da Fides, il Cardinale, celebrando la santa Messa nella cappella di Intramuros, nel cuore della città vecchia, ha chiesto: “Vi saranno un sacco di opere di carità nei giorni a venire, ma quante di queste saranno vero servizio e vera solidarietà, non solo gesti di auto-promozione?”. La vera generosità di spirito – ha continuato – è “fare qualcosa per qualcuno a sua insaputa. Anche la carità può essere utilizzata per interessi egoistici” ha soggiunto, mentre la nazione attraversa il tempo della campagna elettorale, verso le elezioni di maggio 2016, e potrebbero verificarsi anche rischi di strumentalizzazione politica della carità.<br />Il tempo della Quaresima, ha rimarcato il Card. Tagle, “è un appello alla riconciliazione con Dio. Questo invito, risuona per tutti i cristiani”, chiamati a compiere sì gesti di carità, ma a farli con “il loro significato autentico, che è quello di consolazione e compassione della sofferenza altrui”.<br />L’Arcidiocesi di Manila nella Quaresima 2016 ha rilanciato i programmi di solidarietà “Pondo ng Pinoy” e “Fast2Feed” destinati a nutrire bambini affamati e malnutriti. <br />Wed, 10 Feb 2016 11:42:10 +0100AFRICA/CENTRAFRICA - “Siamo continuamente sotto attacco dell’LRA ma nessuno ne parla” denuncia il Vescovo di Bangassouhttp://www.fides.org/it/news/59384-AFRICA_CENTRAFRICA_Siamo_continuamente_sotto_attacco_dell_LRA_ma_nessuno_ne_parla_denuncia_il_Vescovo_di_Bangassouhttp://www.fides.org/it/news/59384-AFRICA_CENTRAFRICA_Siamo_continuamente_sotto_attacco_dell_LRA_ma_nessuno_ne_parla_denuncia_il_Vescovo_di_BangassouBangui - “Dall’inizio del 2016 la mia diocesi è continuamente sotto attacco dell’LRA e nessuno ne parla” denuncia all’Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Juan José Aguirre Muños, Vescovo di Bangassou, nel sud-est della Repubblica Centrafricana. L’Esercito di Resistenza del Signore è un gruppo di guerriglia di origine ugandese che imperversa nell’area da anni, ma che nelle ultime settimane ha intensificato gli attacchi contro i civili.<br />“Da più di un mese siamo assaliti dappertutto. L’LRA ha attaccato più di sei villaggi della zona. Qui a Bangassou abbiamo accolto molti sfollati che sono fuggiti dalla zona di Niakari , dove la diocesi ha un luogo di pellegrinaggio. A Niakari, la settimana scorsa, l’LRA ha picchiato e sequestrato gli abitanti. Tre giorni fa mi sono recato a Bakouma, dove il 21 gennaio la locale missione era stata saccheggiata , ed ho portato con me le due suore e il seminarista che vi operavano. Il gruppo dell’LRA che ha saccheggiato la missione di Bakouma ha quasi sicuramente goduto della complicità di un gruppo della Seleka, l’ex ribellione centrafricana. Per più di due ore le suore e il seminarista sono rimasti in balia di una quindicina di uomini armati” riferisce Mons. Aguirre.<br />“Quello che mi fa più male è che non si parla di quello che succede a Bangassou, ma si riportano notizie come quella dell’arresto di uno dei capi dell’LRA, Okot Odek, che è stato preso lontano da Bangassou, nel nord del Paese” sottolinea il Vescovo. “Odek è un ragazzo che era stato rapito dall’LRA per poi divenire un capo criminale di questo gruppo. Ma rimangono in giro diversi altri capi dell’LRA che continuano a tormentaci” conclude Mons. Aguirre.<br />Secondo notizie di stampa, Okot Odek è stato catturato dal Front Populaire pour la Renaissance de Centrafrique , una frazione scissionista della Seleka, che lo ha poi consegnato alle forze americane inviate in Centrafrica per dare la caccia all’LRA. <br />Wed, 10 Feb 2016 12:36:29 +0100ASIA/BANGLADESH - Nomina del Vescovo Ausiliare di Dhakahttp://www.fides.org/it/news/59363-ASIA_BANGLADESH_Nomina_del_Vescovo_Ausiliare_di_Dhakahttp://www.fides.org/it/news/59363-ASIA_BANGLADESH_Nomina_del_Vescovo_Ausiliare_di_DhakaCittà del Vaticano – Il Santo Padre Francesco, in data 8 febbraio 2016, ha nominato Ausiliare dell’Arcidiocesi di Dhaka, in Bangladesh, il Rev.do Shorot Francis Gomes, Vicario Generale della stessa arcidiocesi. Gli è stata assegnata la sede titolare vescovile di Forma<br />Il Rev.do Shorot Francis Gomes, è nato il 15 dicembre 1965 a Hashnabad, nell’arcidiocesi di Dhaka. Dopo aver completato gli studi primari e secondari presso la scuola Holy Cross di Bandura, è entrato nel Seminario Minore Little Flower . Ha poi proseguito gli studi presso il Seminario Intermedio St. Joseph di Dhaka. Mentre viveva in Seminario, ha conseguito il Baccellierato in Arte presso il Notre Dame College di Dhaka. Nel 1984 è entrato presso il Seminario Maggiore Holy Spirit di Dhaka e ha completato gli studi filosofici e teologici. È stato ordinato sacerdote il 31 maggio 1990 per l’arcidiocesi di Dhaka.<br />Dopo l’ordinazione sacerdotale ha ricoperto i seguenti incarichi: 1990-1994: Vicario parrocchiale della Cattedrale e di Nagari Church; 1994-1998: Rettore del Seminario Minore Little Flower, Bandura; 1998-2002: Studi di Dottorato in Teologia Morale presso l’Alfonsianum, a Roma; 2002-2005: Vicario parrocchiale di Nagari e Tejgaon Church; 2005-2009: Vice Rettore del Seminario Maggiore Holy Spirit, Dhaka; 2009-2012: Rettore del Seminario Maggiore di Holy Spirit, Dhaka; 2012-2015: Vicario Generale della nuova diocesi di Sylhet. Dal 2016 è Vicario Generale dell’arcidiocesi di Dhaka. <br />Tue, 09 Feb 2016 09:18:57 +0100OCEANIA/AUSTRALIA - Cinquant'anni di compassionehttp://www.fides.org/it/news/59364-OCEANIA_AUSTRALIA_Cinquant_anni_di_compassionehttp://www.fides.org/it/news/59364-OCEANIA_AUSTRALIA_Cinquant_anni_di_compassione Sydney - Ricorre nel 2016, durante il Giubileo della Misericordia, il 50° anniversario del “Progetto Compassione”, la campagna quaresimale di raccolta fondi e di sensibilizzazione condotta da Caritas Australia. Come rileva una nota inviata a Fides, ogni anno il “Progetto Compassione”, lanciato durante le sei settimane di Quaresima, riunisce migliaia di sostenitori e benefattori in tutte le diocesi che, in solidarietà con i poveri e per aiutare a combattere la povertà, promuovono giustizia e dignità del mondo.<br />I membri della Caritas Australia hanno espresso la loro gratitudine alle comunità parrocchiali, alle scuole, ai movimenti e associazioni ecclesiali per i generosi contributi erogati al “Progetto Compassione”, in tutti questi anni . Lo scorso anno la raccolta fondi ha raggiunto il record di 11,57 milioni di dollari. I fondi raccolti sono impiegati per aiuti umanitari e programmi di sviluppo a lungo termine in oltre 40 paesi in Asia, Africa, America Latina, Oceania. <br />Nello speciale Anno della Misericordia, il Vescovo Bill Wright lancerà ufficialmente il “Progetto Compassione” a Newcastle. “Il ‘Progetto Compassione’ ha aiutato e trasformato milioni di vite in 50 anni di servizio: con quest'opera abbiamo testimoniato fede, compassione e generosità verso i membri più vulnerabili della famiglia globale” ha detto il Vescovo, auspicando un impegno e uno sforzo di carità in tutte le comunità locali, e rimarcando che quest’anno il focus del Progetto sarà il campo dell’istruzione. <br />Tue, 09 Feb 2016 10:10:31 +0100AMERICA/MESSICO - “Sit-in della dignità”: il Vescovo di Cuernavaca solidale con la protesta dell’universitàhttp://www.fides.org/it/news/59365-AMERICA_MESSICO_Sit_in_della_dignita_il_Vescovo_di_Cuernavaca_solidale_con_la_protesta_dell_universitahttp://www.fides.org/it/news/59365-AMERICA_MESSICO_Sit_in_della_dignita_il_Vescovo_di_Cuernavaca_solidale_con_la_protesta_dell_universitaMorelos – Il Vescovo della Diocesi di Cuernavaca, Sua Ecc. Mons. Ramon Castro Castro, ha visitato domenica scorsa, 7 febbraio, il cosiddetto "sit-in della dignità" dell'Università Autonoma dello Stato di Morelos , nella piazza centrale della capitale dello stato, esprimendo solidarietà con la causa degli studenti di questo centro universitario.<br />Sono 13 le richieste dell'Università, incentrate sulla richiesta al governo di rispettare le promesse fatte, vale dire autorizzare la costruzione dell’Ospedale Universitario e assegnare i fondi attualmente in mano all’esecutivo, per poter amministrare le opere e pagare il personale.<br />"La lotta dell'università è anche una necessità e rappresenta i sentimenti di molte persone, penso che sia una causa che tutti noi dobbiamo sostenere" ha detto Mons. Ramon Castro, che ha invitato tutti i residenti di Morelos ad aderire a questo movimento e a sostenere l'UAEM e le sue richieste.<br />Da parte sua, il rettore dell'UAEM, Alejandro Vera Jimenez ha ringraziato il Vescovo dell’incontro, che si è svolto in un clima cordiale e aperto, durante il quale ha espresso l’auspicio che il conflitto sia risolto pacificamente e in modo responsabile. Secondo dati dell’UAEM, l'università è una delle principali del Messico, con 15 facoltà, 3 istituti e 6 centri di ricerca, e più di 18 mila studenti.<br /> <br />Tue, 09 Feb 2016 10:23:11 +0100AMERICA/PERU’ - Virus Zika: il Card. Cipriani paragona l’Onu ad un Erode modernohttp://www.fides.org/it/news/59368-AMERICA_PERU_Virus_Zika_il_Card_Cipriani_paragona_l_Onu_ad_un_Erode_modernohttp://www.fides.org/it/news/59368-AMERICA_PERU_Virus_Zika_il_Card_Cipriani_paragona_l_Onu_ad_un_Erode_modernoLima – Il Cardinale peruviano Juan Luis Cipriani, Arcivescovo di Lima, ritiene che l'Onu agisca come un moderno Erode, incoraggiando i governanti dei paesi colpiti dal virus Zika a consentire l'aborto, in quanto si potrebbero manifestare malformazioni nei feti e problemi neurologici nei neonati.<br />"C’è un genio, un Erode [colui che ha ordinato l'uccisione di tutti i bambini dopo aver appreso che il Messia era nato] a cui sembra opportuno ordinare la morte: devono abortire tutti coloro che hanno un figlio in questo momento, perché c'è questo pericolo, anche se non è pienamente dimostrato. Ma in caso di dubbio, meglio tutti morti" ha detto il Card. Cipriani domenica scorsa, 7 febbraio, nel suo programma radiofonico.<br />In Perù c’è stato solo un caso importato di contagio dal virus Zika, mentre in altri paesi della regione la preoccupazione è molto più grande. Brasile e Colombia sono i Paesi più colpiti, con migliaia di casi. In Brasile molti bambini le cui madri avevano contratto Zika all'inizio della gravidanza sono nati con la microcefalia.<br /> (Agenzia Fides, 09/02/2016<br />Tue, 09 Feb 2016 11:28:08 +0100ASIA/IRAQ - I cristiani boicottano la “Conferenza sulla coesistenza pacifica”; il Patriarca caldeo: siamo stanchi di inutili parolehttp://www.fides.org/it/news/59369-ASIA_IRAQ_I_cristiani_boicottano_la_Conferenza_sulla_coesistenza_pacifica_il_Patriarca_caldeo_siamo_stanchi_di_inutili_parolehttp://www.fides.org/it/news/59369-ASIA_IRAQ_I_cristiani_boicottano_la_Conferenza_sulla_coesistenza_pacifica_il_Patriarca_caldeo_siamo_stanchi_di_inutili_paroleBaghdad – I rappresentanti cristiani invitati a partecipare alla “Conferenza sulla salvaguardia della pacifica coesistenza”, tenutasi domenica 7 febbraio presso il Parlamento iracheno, hanno deciso di disertare la manifestazione, per rimarcare la propria distanza da occasioni in cui i richiami alla convivenza e alla concordia tra diverse identità etnico-religiose si trasformano in mere formule retoriche, senza che vengano minimamente intaccate le discriminazioni sofferte dai gruppi minoritari. Oltre alle comunità cristiane, hanno boicottato la Conferenza anche altre minoranze religiose, come gli yazidi e i mandei. “A cosa serve specializzarsi nel partecipare a incontri come questo e ripetere le formule che danno il titolo alle conferenze, se poi non si vedono iniziative e cambiamenti sul piano concreto?” ha dichiarato ai media locali il Patriarca caldeo Louis Raphael I. La Conferenza era organizzata con il patrocinio della Presidenza del Parlamento e del Consiglio sunnita per le dotazioni religiose , e ha visto la partecipazione di politici, rappresentanti diplomatici e ministri del governo iracheno.<br />Nei giorni scorsi, il Patriarca caldeo aveva rivolto un accorato appello alle autorità governative e ai leader politici e religiosi per richiamare l'attenzine sulle perduranti discriminazioni giuridiche e le prepotenze di carattere settario subite dai cristiani. “Noi” scriveva il Patriarca nell'appello, pervenuto all'Agenzia Fides, “ci siamo incontrati con gli ufficiali del governo, e abbiamo visitato alcune delle autorità religiose islamiche per parlare di ciò che abbiamo in comune, riguardo alle nostre fedi e alla vita che condividiamo in questa terra. Durante questi incontri, noi abbiamo assicurato di essere leali all'Iraq, che è la nostra Patria, e di non cercare vendette ma piuttosto di voler vivere in pace con tutti gli iracheni. Purtroppo, nessuna delle loro promesse è diventata realtà”. .Tue, 09 Feb 2016 11:32:40 +0100AMERICA/PERU - “Adotta un bambino e agisci contro la povertà infantile”: Carnevale di Solidarietàhttp://www.fides.org/it/news/59373-AMERICA_PERU_Adotta_un_bambino_e_agisci_contro_la_poverta_infantile_Carnevale_di_Solidarietahttp://www.fides.org/it/news/59373-AMERICA_PERU_Adotta_un_bambino_e_agisci_contro_la_poverta_infantile_Carnevale_di_SolidarietaChota – In occasione del carnevale, il Centro Ideas insieme alla Fundación Ayuda en Acción hanno lanciato la Campagna Carnevale di Solidarietà “Adotta a distanza un bambino e agisci contro la povertà infantile”. Obiettivo è promuovere il valore della solidarietà, approfittando di questo periodo di grandi festeggiamenti per il Carnevale ai quali accorrono numerosi cittadini che vengono esortati a prendere parte allo sviluppo delle comunità più povere della regione Cajamarca, adottando a distanza un bambino o una bambina dei distretti di Conchán e Chalamarca, nella provincia di Chota, dove è in corso il progetto. Oltre al contributo economico, la campagna vuole stabilire un legame di amicizia con i bambini per costruire uno scambio interculturale. Con il sostegno dei benefattori vengono realizzati progetti sostenibili dei quali beneficiano non solo i piccoli adottati, ma anche la famiglia e il resto della comunità. A Conchán e a Chalamarca è stato verificato che grazie al progetto sono migliorate le condizioni di salute e alimentari dei piccoli. <br /> <br />Tue, 09 Feb 2016 12:27:00 +0100ASIA/INDIA - Condividere speranza e giustizia: incontro tra i sopravvissuti dei massacri anticristiani in Orissahttp://www.fides.org/it/news/59374-ASIA_INDIA_Condividere_speranza_e_giustizia_incontro_tra_i_sopravvissuti_dei_massacri_anticristiani_in_Orissahttp://www.fides.org/it/news/59374-ASIA_INDIA_Condividere_speranza_e_giustizia_incontro_tra_i_sopravvissuti_dei_massacri_anticristiani_in_OrissaBhubaneswar - Si tiene oggi, 9 febbraio, il primo incontro tra i superstiti dei massacri anticristiani avvenuti nel 2008 nel distretto di Kandhamal, nello stato indiano di Orissa. Come riferito a Fides, l'incontro tra circa 100 sopravvissuti alla violenza, patrocinato dalla diocesi cattolica di Cuttack-Bhubaneswar, avviene nel Centro Pastorale a Konjamendi, nel distretto di Kandhamal.<br />“Si tratta di un'occasione unica, in cui i sopravvissuti si ritrovano insieme per la prima volta a condividere la loro lotta per la giustizia e la dignità. L'incontro si propone di dare speranza e costruire solidarietà tra i sopravvissuti, che hanno perso i loro cari” spiega a Fides padre Ajay Singh, sacerdote e attivista per i diritti umani che opera tra le vittime della violenza anticristiana, coordinando l'opera sociale della Chiesa locale.<br />“Ci sono genitori che hanno perso i loro figli; bambini che hanno perso i genitori; mariti che hanno perso le mogli; mogli che hanno perso i mariti; persone che hanno perso tutti i loro beni e che hanno visto sconvolta tutta la loro vita” aggiunge padre Singh.<br />“Speriamo di costruire comunione tra i sopravvissuti, mentre il sistema della giustizia penale è fallimentare. I parenti delle vittime vivono i processi in tribunale con grande paura, in quanto gli accusati potrebbero intimidire i testimoni. Ci auguriamo che le storie di questi superstiti, storie di speranza, di fede e di lotte di giustizia, possano esser ascoltate dalla Conferenza episcopale indiana” osserva il sacerdote.<br />Kandhamal, distretto nella parte orientale dell’Orissa, è stato teatro della peggiore violenza anticristiana mai avvenuta nella storia moderna dell’India. La violenza, durata quasi quattro mesi, ha fatto oltre 90 morti e creato più di 50.000 sfollati, cacciati dalle loro case e villaggi. <br />Tue, 09 Feb 2016 12:32:58 +0100AFRICA/BURUNDI - Attesa la delegazione dell’Unione Africana, ma la popolazione ha poche speranzehttp://www.fides.org/it/news/59375-AFRICA_BURUNDI_Attesa_la_delegazione_dell_Unione_Africana_ma_la_popolazione_ha_poche_speranzehttp://www.fides.org/it/news/59375-AFRICA_BURUNDI_Attesa_la_delegazione_dell_Unione_Africana_ma_la_popolazione_ha_poche_speranzeBujumbura - “Attendiamo l’arrivo della delegazione dell’Unione Africana che dovrebbe incontrarsi con il Presidente Pierre Nkurunziza per cercare di convincerlo ad accettare la missione di pace che l’UA intende inviare in Burundi, alla quale si è finora opposto” dicono all’Agenzia Fides fonti locali da Bujumbura, capitale del Burundi. “Purtroppo non nutriamo molte speranze sul successo dell’iniziativa dell’UA” aggiungono le nostre fonti.<br />La delegazione è composta dai Capi di Stato e di governo di 5 Stati africani. I Presidenti Mohamed Ould Abdel Aziz della Mauritania, Ali Bongo del Gabon, Macky Sall del Senegal, Jacob Zuma del Sudafrica, e il Primo Ministro dell’Etiopia, Hailemariam Desalegn. Secondo le nostre fonti la delegazione africana potrebbe arrivare in Burundi tra due giorni.<br />Nel frattempo non si placano le violenze legate alla crisi politica provocata dal terzo mandato presidenziale di Nkurunziza. “Ogni notte a Bujumbura si sentono colpi di armi da fuoco e il mattino successivo si ritrovano i corpi di persone uccise nelle ore notturne” riferiscono le fonti di Fides. Alle violenze e alle sparizioni, opera delle forze di sicurezza e delle milizie legate al potere, si sono aggiunti gli attentati perpetrati da gruppi dell’opposizione armata, che hanno rivendicato alcune di queste azioni contro militari e polizia ma non contro la popolazione civile. Governo e opposizione armata si accusano reciprocamente per le morti di civili innocenti. Dall’aprile 2015 ad oggi, più di 400 burundesi hanno perso la vita e almeno 230.000 si sono rifugiati nei Paesi limitrofi. <br />Tue, 09 Feb 2016 12:41:30 +0100AFRICA/UGANDA - I leader religiosi organizzano momenti di preghiera per le elezioni del 18 febbraiohttp://www.fides.org/it/news/59370-AFRICA_UGANDA_I_leader_religiosi_organizzano_momenti_di_preghiera_per_le_elezioni_del_18_febbraiohttp://www.fides.org/it/news/59370-AFRICA_UGANDA_I_leader_religiosi_organizzano_momenti_di_preghiera_per_le_elezioni_del_18_febbraioKampala - Le principali confessioni religiose dell’Uganda unite nel pregare per il corretto svolgimento delle elezioni generali del 18 febbraio. Lo ha deciso il Council of Presidents of Inter-Religious Council of Uganda , che ha comunicato il calendario dei diversi momenti di preghiera. Secondo le informazioni pervenute a Fides, venerdì 12 febbraio sono i musulmani a essere invitati a pregare mentre sabato 13 sono gli Avventisti del Settimo Giorno, seguiti domenica 14 da cattolici, anglicani, ortodossi, pentecostali, evangelici ed altri.<br />“Come leader religiosi, si suppone che non siamo coinvolti nelle elezioni e/o in campagne elettorali, perché tutte le parti sono il nostro popolo e il popolo di Dio. I politici sono benvenuti nelle nostre chiese, ma chiediamo a tutti di pregare che Dio ci doni i leader giusti per il Paese” ha affermato Mons. Charles Kasibante, Vicario Generale di Kampala, alla conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa, in rappresentanza di Sua Ecc. Mons. Cyprian Kizito Lwanga, Arcivescovo di Kampala.<br />Sheikh Shaban Ramadhan Mubajje, Mufti della capitale ugandese e co-presidente dell’IRCU ha sottolineato le sfide che il Paese è chiamato ad affrontare perché le elezioni siano giuste e trasparanti: “scarsa democrazia in seno ai partiti politici; credibilità della Commissione Elettorale; compravendita dei voti; apatia dei votanti; intolleranza e violenza; presenza di milizie; intimidazioni; uso di linguaggio ingiurioso e brogli elettorali”. “A poche settimane dal voto, questi problemi rimangono le preoccupazioni chiave per diverse persone, dentro e fuori l’Uganda, e occorre un’azione urgente da parte di tutte le parti interessate” ha aggiunto.<br />Il 18 febbraio si vota per le elezioni presidenziali e parlamentari. Il Presidente Yoweri Museveni, al potere da 30 anni, è dato come favorito di fronte agli altri 7 candidati. In previsione di eventuali proteste violente, la polizia ha ricevuto nuovi equipaggiamenti antisommossa e per il controllo delle folle. <br />Tue, 09 Feb 2016 11:35:57 +0100AMERICA/COSTA RICA - Povertà e negligenza tra le principali cause di abbandono scolasticohttp://www.fides.org/it/news/59371-AMERICA_COSTA_RICA_Poverta_e_negligenza_tra_le_principali_cause_di_abbandono_scolasticohttp://www.fides.org/it/news/59371-AMERICA_COSTA_RICA_Poverta_e_negligenza_tra_le_principali_cause_di_abbandono_scolasticoSan José – Secondo una valutazione annuale dell’Encuesta Nacional de Hogares 2015, realizzata ogni anno dall’Istituto Nazionale di Statistica e Censimento , dei 584.645 bambini, nella fascia di età tra 5 e 12 anni, presenti in Costa Rica, circa 20 mila non frequentano la scuola primaria. La maggior parte di questi, il 63,5%, ha meno di 6 anni, e i genitori non li mandano a scuola perché non hanno l’età minima richiesta per la frequenza. D’altro canto, dei 402.194 adolescenti, tra 13 e 17 anni, 49.935, il 12,4%, non frequenta la scuola secondaria. Attualmente, il programma ‘Puente al desarrollo’, del Ministero dell’Istruzione locale, favorisce le famiglie più povere mettendole in condizioni di poter far studiare i loro figli. <br />Tue, 09 Feb 2016 12:05:55 +0100ASIA/TURCHIA - La Fondazione Hrant Dink fa l'inventario degli edifici costruiti dalle minoranze religiosehttp://www.fides.org/it/news/59372-ASIA_TURCHIA_La_Fondazione_Hrant_Dink_fa_l_inventario_degli_edifici_costruiti_dalle_minoranze_religiosehttp://www.fides.org/it/news/59372-ASIA_TURCHIA_La_Fondazione_Hrant_Dink_fa_l_inventario_degli_edifici_costruiti_dalle_minoranze_religioseAnkara - La Fondazione Hrant Dink – sorta per custodire la memoria e gli ideali del giornalista e scrittore turco di origine armena assassinato nel gennaio 2007 – ha stilato un inventario degli edifici costruiti in Anatolia da membri e gruppi appartenenti alle comunità greche, armene, siriache e ebraiche: sinagoghe, monasteri, scuole, ospedali e cimiteri che rappresentano una parte considerevole del patrimonio culturale anatolico, finito in gran parte nelle mani di proprietari – pubblici o privati – che non hanno alcun legame con le comunità che ne finanziarono e realizzarono la costruzione. L'inventario – riferisce Agos, il giornale bilingue turco-armeno – è stato reso possibile grazie a un meticoloso lavoro di ricerca durato due anni e mezzo, e fornisce informazioni utili su circa 10mila edifici in origine di proprietà di membri o istituzioni appartenenti ai gruppi minoritari. <br />Lo scorso 28 aprile , aveva avuto ampia eco mediatica l'iniziativa messa in atto da Aram I, Catholicos della Grande Casa di Cilicia della Chiesa Apostolica Armena, che in quel giorno aveva fatto presentare alla Corte costituzionale della Turchia un ricorso contenente la richiesta di restituzione delle residenze e delle proprietà appartenute al Catholicosato nella città di Sis, antica capitale del Regno armeno di Cilicia, corrispondente alla attuale città turca di Kozan. .Tue, 09 Feb 2016 12:08:29 +0100