Fides News Italianohttp://www.fides.org/Le notizie dell'Agenzia Fidesen-usASIA/PAKISTAN - Matrimonio interreligioso annullato per minacce ai giovani coniugihttp://www.fides.org/it/news/56222-ASIA_PAKISTAN_Matrimonio_interreligioso_annullato_per_minacce_ai_giovani_coniugihttp://www.fides.org/it/news/56222-ASIA_PAKISTAN_Matrimonio_interreligioso_annullato_per_minacce_ai_giovani_coniugiLahore – Un ragazzo cristiano di Multan, Akram Masih, è stato arrestato dalla polizia a Multan per aver costretto al matrimonio una ragazza musulmana, Maria Bibi, del distretto di Shiekhupura. La polizia ha fatto irruzione nell’abitazione della famiglia di Akram, sequestrando il ragazzo e percuotendo altri membri della famiglia, incluse le donne.<br />Come riferito a Fides dall’avvocato cristiano Mushtaq Gill, la famiglia ha chiesto aiuto al Vescovo Asher Kamran, a capo della Chiesa metodista del Pakistan a Multan. Il Vescovo ha scritto una missiva per contestare la falsa denuncia a carico di Masih, per il presunto rapimento di Maria e per le nozze forzate.<br />Il ragazzo cristiano da Multan e la ragazza musulmana di Sheikhupura, innamoratisi, si sono sposati a Multan con il rito islamico. Il giovane, per sposarsi, ha preso il nome musulmano di Muhammad Akram, convertendosi all’islam, ma la conversione si è rivelata inutile: dopo le proteste della famiglia della donna e la denuncia registrata, la polizia è intervenuta.<br />Secondo la famiglia di Akram, il ragazzo è del tutto innocente e i giovani si sono sposati liberamente. I due sono stati convocati davanti a un magistrato per confermare la loro libera volontà. In una brevissima comparizione, cui hanno partecipato i familiari e molti leader musulmani, la ragazza, su imposizione della sua famiglia di origine, ha firmato, tra le lacrime, una dichiarazione contro Akram. Questi ha detto che, se Maria non lo avesse fatto, avrebbero ucciso entrambi. Il matrimonio è stato dichiarato nullo. L’Agenzia Fides aveva segnalato di recente un altro caso simile, a Karachi .<br />Secondo la legge islamica, una donna musulmana non può sposarsi con un uomo di un’altra religione. “In Pakistan, il livello di estremismo religioso è troppo alto per tollerare il matrimonio tra un uomo cristiano e una donna musulmana, anche se il cristiano si converte all'islam” nota l’avvocato Gill, affermando che “questa è una grave violazione dei diritti fondamentali”. Wed, 22 Oct 2014 00:00:00 +0200AMERICA/HONDURAS - Diritto alimentare per 700 mila persone alla fame: non manca il cibo, ma la giustiziahttp://www.fides.org/it/news/56221-AMERICA_HONDURAS_Diritto_alimentare_per_700_mila_persone_alla_fame_non_manca_il_cibo_ma_la_giustiziahttp://www.fides.org/it/news/56221-AMERICA_HONDURAS_Diritto_alimentare_per_700_mila_persone_alla_fame_non_manca_il_cibo_ma_la_giustiziaTegucigalpa – “La fame non è causata dalla mancanza di cibo, ma dalla mancanza di giustizia”: così inizia il testo inviato all’Agenzia Fides da fonti locali, che presenta la campagna della Caritas in Honduras. "La Caritas è testimone principale delle conseguenze dannose di questa mancanza di giustizia, della disparità di accesso al cibo e alla nutrizione. E’ una crisi morale e umanitaria, aggravata da politiche e pratiche ingiuste, dalle distorsioni del mercato causate da un'eccessiva speculazione finanziaria, dalla deviazione delle risorse alimentari per la produzione di energia" prosegue la nota. Avviata da una settimana, la campagna della Caritas Honduras si unisce alla campagna mondiale "Cibo per tutti" .<br />Il rapporto inviato a Fides riferisce che oltre 700 mila honduregni non vedono soddisfatte le loro necessità alimentari di base. Le conseguenze più pesanti della mancanza di una dieta sana ed equilibrata ricadono sui bambini: l’Honduras è il secondo paese in America Centrale con la più alta prevalenza di malnutrizione infantile, che interessa circa 240 mila bambini con carenze nell'organismo. Un bambino su quattro soffre di malnutrizione cronica, e le zone più colpite sono le più povere del paese . Per gli esperti la malnutrizione nei primi due anni di vita può portare danni irreversibili agli organi e alla mente dei bambini.<br />La Pastorale Sociale Caritas dell’Honduras è impegnata da tempo a contribuire all’eliminazione della malnutrizione e a garantire la sicurezza alimentare. "Per ciò che riguarda la sicurezza alimentare, non abbiamo più l'approccio tradizionale, ma piuttosto parliamo di Diritto Alimentare” conclude la nota, spiegando che il concetto di sicurezza alimentare si limita a considerare la disponibilità del cibo necessario, mentre il Diritto Alimentare “è molto più di questo, è la sua disponibilità, l'accesso, il consumo e la sostenibilità". Wed, 22 Oct 2014 00:00:00 +0200ASIA/INDIA - L’appello per le minoranze è condiviso nella società civilehttp://www.fides.org/it/news/56220-ASIA_INDIA_L_appello_per_le_minoranze_e_condiviso_nella_societa_civilehttp://www.fides.org/it/news/56220-ASIA_INDIA_L_appello_per_le_minoranze_e_condiviso_nella_societa_civileNew Delhi – E’ stato organizzato e ampiamente condiviso da oltre 30 gruppi e associazioni, cristiane e non, il recente appello al governo centrale e ai governi statali perché adottino “misure urgenti per porre fine alla campagna orchestrata e motivata da odio e violenza contro le minoranze religiose, che ha un impatto negativo sull’armonia sociale in molte città e villaggi, in numerose aree del paese”. Come riportato dall'Agenzia Fides , il testo aveva trovato accoglienza e circolazione anche presso i Gesuiti indiani riuniti nella rete “Jesa” . I religiosi, che non ne erano gli unici promotori, si sono uniti all'ampia rete di organizzazioni che ne hanno condiviso i contenuti. Il testo dell’appello ricordava “il sostegno palese da parte dei leader politici a gruppi radicali ed estremisti indù” e “gli oltre 600 casi di violenza contro le minoranze tra maggio e settembre del 2014”, mentre i colpevoli restano impuniti.<br />Gli attivisti, i diversi gruppi e le associazioni impegnate nella difesa dei diritti umani hanno ribadito la richiesta di tutelare i diritti delle minoranze, soprattutto il diritto a vivere come cittadini dell’India con pari dignità, invitando le istituzioni a porre fine alla campagna orchestrata di odio e di violenza verso le minoranze. Wed, 22 Oct 2014 00:00:00 +0200AFRICA/BURKINA FASO - Nomina del Rettore del Seminario maggiore “San Giovanni Battista” nell’arcidiocesi di Ouagadougouhttp://www.fides.org/it/news/56219-AFRICA_BURKINA_FASO_Nomina_del_Rettore_del_Seminario_maggiore_San_Giovanni_Battista_nell_arcidiocesi_di_Ouagadougouhttp://www.fides.org/it/news/56219-AFRICA_BURKINA_FASO_Nomina_del_Rettore_del_Seminario_maggiore_San_Giovanni_Battista_nell_arcidiocesi_di_OuagadougouCittà del Vaticano – Il Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, in data 30 maggio 2014 ha nominato Rettore del Seminario maggiore interdiocesano “San Giovanni Battista” nell’arcidiocesi di Ouagadougou , il rev. Jules Pascal Zabre, del clero arcidiocesano di Ouagadougou. <br />Il nuovo Rettore è nato il 17 maggio 1968 a Ouagadougou ed è stato ordinato sacerdote il 6 luglio 1996. Dopo aver frequentato il Seminario minore di Pabré e conseguito il baccalaureato civile, ha studiato filosofia al Seminario maggiore di Wayalge a Ouagadougou e teologia al Seminario maggiore di Koumi a Bobo-Dioulasso. Ha conseguito il Dottorato in Teologia spirituale presso l’Université catholique de l’Afrique de l’Ouest e la Licenza in liturgia presso l’Institut Catholique di Parigi. Dal 2009 insegna liturgia, teologia sacramentaria ed ecclesiologia al Seminario maggiore Saint Pierre Claver di Koumi a Bobo-Dioulasso. Wed, 22 Oct 2014 00:00:00 +0200AMERICA/MESSICO - Quando non si rispetta il diritto di uno solo, si mette a rischio il diritto di tuttihttp://www.fides.org/it/news/56218-AMERICA_MESSICO_Quando_non_si_rispetta_il_diritto_di_uno_solo_si_mette_a_rischio_il_diritto_di_tuttihttp://www.fides.org/it/news/56218-AMERICA_MESSICO_Quando_non_si_rispetta_il_diritto_di_uno_solo_si_mette_a_rischio_il_diritto_di_tuttiMérida – Continuate a cercare gli studenti di Ayotzinapa, Guerrero, e punite i colpevoli: questa l’esortazione del Segretario della Conferenza Episcopale Messicana , Sua Ecc. Mons. Eugenio Lira Rugarcía, alle autorità del paese nel suo intervento al 14.mo Incontro nazionale di Pastorale della Salute, tenutosi a Merida . La nota inviata a Fides riporta le sue parole: “queste cose non possono continuare ad accadere in Messico, non si può tollerare una situazione dove ci sono persone che scompaiono. Dobbiamo camminare insieme, come società e paese sicuro, dove si riesca a vivere in pace".<br />Mons. Eugenio Lira Rugarcía, Vescovo ausiliare di Puebla de los Ángeles, ha espresso solidarietà alle famiglie delle vittime e ha sottolineato che “tale situazione ci deve preoccupare tutti, perché: quando non si rispetta il diritto di uno solo, si mette a rischio il diritto di tutti". Inoltre ha ricordato che la Chiesa assiste e rispetta la richiesta di numerosi gruppi a favore della giustizia, ma senza politizzare nessuna richiesta.<br />Il Messico vive momenti delicati in seguito alla vicenda degli studenti di Ayotzinapa, Guerrero . Mentre le autorità del governo centrale continuano a cercare gli studenti , la popolazione organizza marce e manifestazioni contro le autorità locali corrotte e a favore della popolazione rurale, che ha sempre subito questo tipo di emarginazione ed ingiustizia.<br /> Tue, 21 Oct 2014 00:00:00 +0200AFRICA/EGITTO - Partono i pellegrinaggi sulle orme della Sacra Famigliahttp://www.fides.org/it/news/56217-AFRICA_EGITTO_Partono_i_pellegrinaggi_sulle_orme_della_Sacra_Famigliahttp://www.fides.org/it/news/56217-AFRICA_EGITTO_Partono_i_pellegrinaggi_sulle_orme_della_Sacra_FamigliaIl Cairo – Una folta delegazione di rappresentanti e pellegrini provenienti dalle Filippine ha preso parte alla celebrazione in onore della Sacra Famiglia svoltasi martedì 21 ottobre presso il museo copto, nella parte storica del Cairo, alla presenza del Patriarca copto ortodosso Tawadros II e del Ministro egiziano per il turismo, Hisham Zaazou. Con l'iniziativa prende ufficialmente il largo il progetto di dare vita a pellegrinaggi che ripercorrano il cammino compiuto dalla Sacra Famiglia durante il suo esilio in Egitto. Il percorso del pellegrinaggio dovrebbe partire dalla città di Al-Arish, nel nord del Sinai, per poi dirigersi verso il delta e Wadi Natrun e raggiungere Assiut e il Monastero della Vergine Maria, conosciuto come Monastero di Al-Muharraq. Secondo le dichiarazioni rilasciate a media locali da funzionari del ministero egiziano per il turismo, con apposite campagne pubblicitarie da realizzare in Europa, Asia Meridionale e America Latina si proverà a attirare sul tragitto dedicato alla Sacra Famiglia circa 500mila pellegrini ogni anno, valorizzando anche la possibilità di utilizzare come mezzi di trasporto le navi-crociera che attraversano il Nilo. .Tue, 21 Oct 2014 00:00:00 +0200ASIA/INDIA - I Francescani preparano l’Anno per la vita consacratahttp://www.fides.org/it/news/56216-ASIA_INDIA_I_Francescani_preparano_l_Anno_per_la_vita_consacratahttp://www.fides.org/it/news/56216-ASIA_INDIA_I_Francescani_preparano_l_Anno_per_la_vita_consacrataNew Delhi – Una missione “in stile francescano” che attraverserà l’India; una speciale campagna per sradicare la violenza sulle donne; una serie di iniziative pastorali e di evangelizzazione nei diversi stati indiani: sono le attività che i Francescani dell’India, circa 50mila tra frati e suore, presenti in 165 province civili, promuovono in occasione dell’Anno della Vita consacrata, indetto da Papa Francesco, che si apre il 30 novembre 2014.<br />Come riporta un comunicato inviato a Fides dalla “Associazione delle Famiglie Francescane d'India” , i Francescani intendono riscoprire il senso profondo della loro presenza in India, promuovendo programmi nazionali di formazione, con follow up a livello regionale, seminari per formatori e persone impegnate nell’apostolato educativo e nelle opere sociali.<br />P. Nithiya Sagayam, Ofm Cap, coordinatore nazionale dell’AFFI, riferisce che una celebrazione di tutti i francescani consacrati si terrà a Veilankanni dall’1 al 4 marzo 2015 e che sarà centrata sull’esortazione apostolica “Evangelii Gaudium”. Un secondo incontro nazionale è previsto dal 3 al 6 agosto 2015, mentre durante l’anno proseguirà la campagna contro la violenza sulle donne, rivolta in particolare a quanti sono coinvolti nell’apostolato dell'educazione, ad avvocati, medici, educatori, leader religiosi. Molte iniziative saranno promosse a livello locale, nei vari stati indiani. “Particolare attenzione – conclude p. Sagayam – ci sarà su come rendere la nostra vita consacrata, da francescani, una testimonianza efficace del Vangelo, nell’essere e nell’apostolato”. Tue, 21 Oct 2014 00:00:00 +0200AMERICA/MESSICO - Sono 2 mila i bambini assassinati o mutilati tra il 2006 e il 2014http://www.fides.org/it/news/56215-AMERICA_MESSICO_Sono_2_mila_i_bambini_assassinati_o_mutilati_tra_il_2006_e_il_2014http://www.fides.org/it/news/56215-AMERICA_MESSICO_Sono_2_mila_i_bambini_assassinati_o_mutilati_tra_il_2006_e_il_2014Città del Messico – Continua ad essere allarmante l’aumento dei bambini che scompaiono o vengono reclutati da bande criminali in Messico, come quello dei piccoli che vengono uccisi o mutilati. La denuncia è stata appena fatta circolare dalla Commissione Interamericana sui Diritti Umani dopo una recente visita nel Paese della relatrice sui Diritti di Bambini, Bambine e Adolescenti della CIDH. Secondo le informazioni raccolte da varie organizzazioni civili impegnate per la tutela dei minori, pervenute all’Agenzia Fides, tra il 2006 e il 2014 sono stati assassinati o mutilati, a volte in maniera cruenta, 2 mila bambini, oltre ad un alto numero di minori reclutati con la forza dalle bande criminali nelle comunità più povere. <br />Per quanto riguarda i sistemi di tutela per i minori, la CIDH osserva che persiste una preoccupante assenza di norme, coordinamento e supervisione da parte dello Stato. Inoltre, solo pochi mesi fa, nella casa di accoglienza per bambini “La Gran Familia”, a Michoacán, sono stati trovati centinaia di minori, neonati, e giovani in condizioni disumane, vittime di ogni tipo di abuso. L’istituzione ha anche condannato le condizioni dei bambini che vivono nelle strade, soprattutto nella sovraffollata capitale, così come i bambini immigrati, molti dei quali viaggiano non accompagnati da un adulto e non hanno una consulenza legale, fondamentale per garantire i loro diritti. Tue, 21 Oct 2014 00:00:00 +0200AFRICA/SUD SUDAN - I belligeranti riconoscono la loro responsabilità nella guerra civile, “un passo importante per la pace”http://www.fides.org/it/news/56214-AFRICA_SUD_SUDAN_I_belligeranti_riconoscono_la_loro_responsabilita_nella_guerra_civile_un_passo_importante_per_la_pacehttp://www.fides.org/it/news/56214-AFRICA_SUD_SUDAN_I_belligeranti_riconoscono_la_loro_responsabilita_nella_guerra_civile_un_passo_importante_per_la_paceJuba - “Speriamo sia un primo passo concreto e decisivo per il cessate il fuoco prima e per la pace vera poi” dice all’Agenzia Fides suor Elena Baratti, missionaria comboniana da Juba, capitale del Sud Sudan, commentando l’accordo raggiunto ieri, 20 ottobre, ad Arusha per risolvere la guerra civile che dal 15 dicembre 2013 sconvolge il Paese.<br />Secondo quanto riporta il “Sudan Herald”, le intese firmate ieri sono un accordo all’interno dell’SPLM , il partito di governo, diviso tra l’ala fedele al Presidente Salva Kiir e l’ala ribelle guidata dall’ex Vice Presidente Riek Machar, i cui contrasti hanno scatenato la guerra civile.<br />“Le due parti riconoscono la loro responsabilità collettiva nella crisi del Sudan del Sud che ha causato la morte di un gran numero di persone e provocato ingenti danni materiali” afferma il testo dell’intesa. “Un SPLM diviso significa automaticamente frammentare il Paese su basi etniche e regionali” prosegue il testo, auspicando “un dialogo franco e onesto che metta l’interesse del popolo e della nazione al di sopra di tutto”.<br /> “È una prima presa d’atto di responsabilità da parte dei due protagonisti della crisi, mediata dalla Tanzania, che si è impegnata in un processo di ‘facilitazione negoziale’ parallelo alla mediazione di pace portata avanti dall’IGAD” spiega a Fides la missionaria comboniana, riferendosi all’Autorità Intergovernativa per lo Sviluppo, l’organizzazione che riunisce i Paesi del Corno d’Africa che sta mediando per risolvere il conflitto nel Paese. <br />“L’accordo di pace vero e proprio probabilmente verrà firmato nell’ambito dell’IGAD” aggiunge suor Elena. “Se questo accordo fosse stato firmato, avremmo visto esplodere di gioia le strade di Juba, perché la gente continua a soffrire a causa della guerra. Comunque la firma di ieri ci dona una speranza nuova” conclude la missionaria. Tue, 21 Oct 2014 00:00:00 +0200ASIA/IRAN - Tre cristiani evangelici condannati a sei anni di prigionehttp://www.fides.org/it/news/56213-ASIA_IRAN_Tre_cristiani_evangelici_condannati_a_sei_anni_di_prigionehttp://www.fides.org/it/news/56213-ASIA_IRAN_Tre_cristiani_evangelici_condannati_a_sei_anni_di_prigioneTeheran – Tre pastori evangelici che in precedenza avevano visto archiviato il rischio di subire la pena capitale, sono stati condannati a sei anni di prigione da una corte iraniana, da scontarsi presso le prigioni di Zabol e dell'Isola di Minab . Tutti e tre i condannati hanno annunciato ricorso contro la sentenza. Irani aveva già subito una precedente condanna nel 2011 per “azione contro lo Stato” e “azione contro l'ordine”. Andy Dipper, Direttore operativo dell'organizzazione Christian Solidarity Worldwide , ha espresso viva preoccupazione per le condanne comminate ai tre cristiani, e per il fatto che i condannati saranno costretti ad espiarle lontano dalle proprie famiglie e dalle proprie città. “Sollecitiamo il governo iraniano” si legge in un comunicato di CSW pervenuto all'Agenzia Fides, “a liberare senza indugio tutte le persone imprigionate per la loro fede. La loro incarcerazione contravviene le convenzioni internazionali che garantiscono libertà di religione e di credo, alle quali partecipa anche l'Iran”. .Tue, 21 Oct 2014 00:00:00 +0200AFRICA/MADAGASCAR - Nomina del Rettore del Seminario maggiore teologico “Santa Teresa del Bambino Gesù” nell’arcidiocesi di Antananarivohttp://www.fides.org/it/news/56212-AFRICA_MADAGASCAR_Nomina_del_Rettore_del_Seminario_maggiore_teologico_Santa_Teresa_del_Bambino_Gesu_nell_arcidiocesi_di_Antananarivohttp://www.fides.org/it/news/56212-AFRICA_MADAGASCAR_Nomina_del_Rettore_del_Seminario_maggiore_teologico_Santa_Teresa_del_Bambino_Gesu_nell_arcidiocesi_di_AntananarivoCittà del Vaticano – Il Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, in data 31 marzo 2014 ha nominato Rettore del Seminario maggiore teologico “Santa Teresa del Bambino Gesù” nell’arcidiocesi di Antananarivo , il rev. Abdon Rafidison, del clero arcidiocesano di Antananarivo. <br />Il nuovo Rettore è nato il 16 agosto 1968 a Ambohipo Antananarivo ed è stato ordinato sacerdote ad Amparibe il 6 settembre 1997. Ha conseguito la laurea in Teologia presso l’Institut catholique de Madagascar e il dottorato in Storia della Chiesa presso la Pontificia Università Gregoriana, a Roma . Dopo l’ordinazione è stato viceparroco e parroco in diverse parrocchie. Attualmente insegna all’Università cattolica del Madagascar, al Seminario maggiore di teologia Faliarivo ed al Seminario maggiore di filosofia Manantenasoa . Tue, 21 Oct 2014 00:00:00 +0200AMERICA/ECUADOR - Le popolazioni indigene continuano ad essere discriminate, denutrite e poco tutelatehttp://www.fides.org/it/news/56211-AMERICA_ECUADOR_Le_popolazioni_indigene_continuano_ad_essere_discriminate_denutrite_e_poco_tutelatehttp://www.fides.org/it/news/56211-AMERICA_ECUADOR_Le_popolazioni_indigene_continuano_ad_essere_discriminate_denutrite_e_poco_tutelateQuito - Nella regione amazzonica e nelle provincie di Bolivar, Chimborazo, Cotopaxi e Esmeraldas si concentrano le percentuali più elevate di bambini e adolescenti che vivono in condizioni di povertà. Sono tra il 55 e il 75%. Secondo uno studio portato avanti in maniera congiunta dall’Osservatorio Sociale dell’Ecuador, Plan International, UNICEF, Consiglio Nazionale per l’Uguaglianza Intergenerazionale, la denutrizione tra la popolazione indigena è del 42%. Il rapporto, dal titolo L’infanzia e l’adolescenza nell’Ecuador contemporaneo, considera che il fenomeno continua ad essere molto elevato, anche se la povertà è diminuita, l’accesso alla sanità e all’acqua potabile e il livello di istruzione delle madri sono aumentati. <br />Inoltre risulta che l’obesità colpisce l’ 8,5% dei bambini in età prescolare, il 30% di quelli in età scolare e il 26% degli adolescenti. Per quanto riguarda l’istruzione, il 16% degli adolescenti tra 15 e 17 anni non frequenta la scuola superiore. Rispetto alla violenza familiare, negli ultimi 10 anni, risulta aumentata dal 35 al 44% da parte dei genitori, mentre nelle scuole il 30% dei bambini subisce punizioni violente, botte, insulti. Nel rapporto emerge che tra il 2004 e il 2011 è aumentata del 3% la percentuale dei parti di madri adolescenti, passando dal 6 al 9 %. Nel 2009 sono nati oltre 60 mila piccoli da madri di età compresa tra 15 e 19 anni. Tue, 21 Oct 2014 00:00:00 +0200ASIA/PAKISTAN - Troppi interessi dietro al caso di Asia Bibi: coperta la verità dei fattihttp://www.fides.org/it/news/56210-ASIA_PAKISTAN_Troppi_interessi_dietro_al_caso_di_Asia_Bibi_coperta_la_verita_dei_fattihttp://www.fides.org/it/news/56210-ASIA_PAKISTAN_Troppi_interessi_dietro_al_caso_di_Asia_Bibi_coperta_la_verita_dei_fattiLahore – “Ci sono troppi interessi in gioco dietro al caso di Asia Bibi. Troppi poteri forti e troppe pressioni che, alla fine, coprono e finiscono per calpestare la verità dei fatti”, dice in un colloquio con l’Agenzia Fides, Haroon Barkat Masih, direttore della “Masihi Foundation”, impegnata in Pakistan per il miglioramento della vita dei cristiani e anche nella difesa di cristiani ingiustamente accusati di blasfemia. All’indomani della sentenza di appello che ha confermato il verdetto di morte per la donna cristiana accusata di blasfemia, il Direttore nota a Fides: “Continuiamo a sperare perché, da cristiani, la nostra fede alimenta la speranza. Continuiamo a pregare per Asia Bibi e per il suo rilascio, perché il Signore la protegga e la consoli”, dice Masih. “Ma ci sono molti elementi che non inducono all’ottimismo. Basti ricordare che sulla testa di Asia pende ancora una taglia, promessa da un imam, che premia chi la ucciderà”. <br />Secondo Barkat, “le pressioni e la mobilitazione internazionale possono essere utili”, ma soprattutto “è necessaria la volontà politica del governo e delle massime autorità pakistane” se si vuole porre fine a un storia segnata da evidenti ingiustizie. Ma il Premier attuale, Nawaz Sharif, “in passato ha dato ampio spazio a gruppi estremisti e approvato la legge sulla blasfemia per calcolo politico: dunque non sembra quello più adatto a prendere posizione contro tali pressioni”. “La corruzione e il desiderio di sfruttare il caso per fini economici è un altro aspetto presente” aggiunge Haroon Barkat. Il direttore ricorda infine che alla Corte Suprema la sentenza di condanna può essere ribaltata e che, anche in caso di condanna, il Presidente del Pakistan avrebbe sempre potere di concedere la grazia. Tue, 21 Oct 2014 00:00:00 +0200AMERICA/VENEZUELA - San Giovanni Paolo II accompagni il Venezuela sulle vie della pace e della giustiziahttp://www.fides.org/it/news/56209-AMERICA_VENEZUELA_San_Giovanni_Paolo_II_accompagni_il_Venezuela_sulle_vie_della_pace_e_della_giustiziahttp://www.fides.org/it/news/56209-AMERICA_VENEZUELA_San_Giovanni_Paolo_II_accompagni_il_Venezuela_sulle_vie_della_pace_e_della_giustiziaChacao – Il Nunzio apostolico in Venezuela, l’Arcivescovo Aldo Giordano, ha partecipato all’omaggio a Papa Giovanni Paolo II preparato dalle autorità del Venezuela a Chacao, uno dei cinque comuni che compongono il distretto metropolitano di Caracas, per ricordare il Papa Pellegrino in questo paese, alla vigilia della sua festa liturgica, il 22 ottobre. <br />Alla presenza di Autorità civili e religiose, e di tutta la popolazione, domenica 19 ottobre, il sindaco di Chacao ha detto: “Questo è un momento di riflessione e di spiritualità, veniamo per offrire umilmente un omaggio a Giovanni Paolo II, un grande uomo che ci ha insegnato il modo con cui trovare la pace, la riconciliazione, la solidarietà e la libertà, che oggi è più che mai valido per tutti i venezuelani”.<br />La nota pervenuta all’Agenzia Fides segnala che il Nunzio apostolico ha espresso gioia e soddisfazione per il tributo offerto al Papa Pellegrino: "Tutti abbiamo nel cuore il suo abbraccio all'intero mondo, ai popoli, alle diverse culture e religioni. Egli ha voluto bene al nostro amato Venezuela, quindi mi sento molto felice di condividere con voi questo omaggio al nostro amato Santo e di trasmettere la vicinanza e la benedizione di Papa Francesco. Giovanni Paolo II, dal cielo accompagna il nostro amato Venezuela sulle vie della pace e della giustizia!".<br />Dopo la celebrazione pubblica, Mons. Giordano ha incontrato i giornalisti e ha ribadito che “il dialogo che si è svolto finora è stato solo quello dei media, ora bisogna realizzarlo veramente”, ed ha offerto la collaborazione della Chiesa in questo compito. Tue, 21 Oct 2014 00:00:00 +0200ASIA/PAKISTAN - Asia Bibi, l’udienza alla Corte Suprema “sia fissata al più presto”, chiede una Onghttp://www.fides.org/it/news/56208-ASIA_PAKISTAN_Asia_Bibi_l_udienza_alla_Corte_Suprema_sia_fissata_al_piu_presto_chiede_una_Onghttp://www.fides.org/it/news/56208-ASIA_PAKISTAN_Asia_Bibi_l_udienza_alla_Corte_Suprema_sia_fissata_al_piu_presto_chiede_una_OngLahore – L’udienza davanti ala Corte Suprema, terzo e ultimo grado di giudizio, per il processo a carico di Asia Bibi, la madre pakistana condannata a morte per blasfemia, sia fissata presto: lo chiede, in una nota inviata a Fides, l’Ong “Christian Solidarity Worldwide” , che invita le autorità carcerarie a provvedere, nel frattempo, alla sicurezza e al benessere della donna. In Pakistan i ricorsi alla Corte Suprema, che vanno presentati entro 30 giorni dal verdetto di appello, vengono esaminati in media tre anni dopo l’avvenuta registrazione.<br />Il 16 ottobre l'Alta Corte di Lahore, secondo grado di giudizio, ha respinto il ricorso di Asia Bibi contro la condanna a morte per blasfemia comminatale nel 2010. CSW nota la crescente influenza dei gruppi estremisti in Pakistan, che spesso sfocia nel “fabbricare accuse di blasfemia, ma anche in minacce e uccisioni degli accusati, o dei loro avvocati e giudici”. “Asia Bibi ha subito condizioni massacranti in quasi cinque anni di detenzione nel braccio della morte, in gran parte trascorsi in isolamento. La sua salute ha sofferto e ha avuto anche severe restrizioni per i visitatori. Il caso in appello ha subito molti rinvii e non sono mancati messaggi intimidatori a giudici e avvocati”, nota CSW. <br />CSW ed altre Ong e fondazioni, come la “Cecil & Iris Chaudhry Foundation”, auspicano che “la Corte Suprema del Pakistan faccia davvero giustizia in questo caso, e che prevalga lo stato di diritto”. Di recente la Corte Suprema ha parlato in favore delle minoranze religiose in Pakistan, notando discriminazione e violenza a loro danno e invitando il governo a creare il “Consiglio nazionale per i diritti delle minoranze”. Mon, 20 Oct 2014 00:00:00 +0200ASIA/TURCHIA - Preghiere per la salute del Patriarca armeno, colpito da malattia incurabilehttp://www.fides.org/it/news/56207-ASIA_TURCHIA_Preghiere_per_la_salute_del_Patriarca_armeno_colpito_da_malattia_incurabilehttp://www.fides.org/it/news/56207-ASIA_TURCHIA_Preghiere_per_la_salute_del_Patriarca_armeno_colpito_da_malattia_incurabileIstanbul – La malattia incurabile da cui è stato colpito 5 anni fa il Patriarca armeno di Istanbul, Mesrob II, potrebbe avere un decorso lento, e prolungare ancora per anni il suo stato privo di coscienza. Lo confermano le ultime analisi effettuate presso l'ospedale della comunità armena, pubblicate da fonti consultate dall'Agenzia Fides. Il Patriarca, colpito dal morbo di Alzheimer nel 2008, sopravvive in virtù degli strumenti che ne assicurano la respirazione e l'alimentazione artificiale. La scorsa settimana il Patriarcato armeno di Istanbul aveva indetto tre giorni di preghiera e digiuno per la salute del Patriarca. In tale circostanza sono state anche diffuse per la prima volta le foto del Patriarca nel suo letto di degenza, circondato da Vescovi della sua Chiesa. Secondo le leggi turche, la carica di Patriarca è a vita, e un nuovo Patriarca armeno non può essere eletto finchè il suo predecessore è ancora vivo. Dal 2008, per l'amministrazione ordinaria del Patriarcato, le funzioni patriarcali sono esercitate dall'Arcivescovo Aram Atesyan, Vicario patriarcale. .Mon, 20 Oct 2014 00:00:00 +0200AFRICA/MOZAMBICO - Elezioni “giuste, libere e trasparenti”, ma non tutti concordanohttp://www.fides.org/it/news/56206-AFRICA_MOZAMBICO_Elezioni_giuste_libere_e_trasparenti_ma_non_tutti_concordanohttp://www.fides.org/it/news/56206-AFRICA_MOZAMBICO_Elezioni_giuste_libere_e_trasparenti_ma_non_tutti_concordanoMaputo - “Gli osservatori internazionali hanno qualificato le elezioni come ‘giuste, libere e trasparenti’ ma alcuni gruppi di osservatori locali non condividono questa valutazione” dicono all’Agenzia Fides fonti della Chiesa locale dal Mozambico, dove il 15 ottobre si sono tenute le elezioni presidenziali e parlamentari. I dati ancora parziali danno in testa il partito FRELIMO, che detiene il potere dall’indipendenza del Paese dal Portogallo.<br />“Si tenga presente che il Mozambico è un Paese vasto. Se nella capitale e nei principali centri urbani erano presenti osservatori elettorali, che hanno in effetti certificato la correttezza delle elezioni, nei centri rurali, dove gli osservatori non erano presenti, le cose si sono svolte in modo diverso, come hanno potuto constatare anche alcuni missionari” dicono le fonti locali di Fides.<br />“I due partiti dell’opposizione hanno affermato di non accettare i risultati. Il leader della Resistenza Nazionale Mozambicana , Afonso Dhlakama, ha lanciato la proposta di un governo di unità nazionale. Gli ex guerriglieri della RENAMO appaiono in testa a Nampula e Beira, le due principali città del Mozambico dopo la capitale, Maputo”<br />Secondo le fonti di Fides, “su 11 milioni di iscritti alle liste elettorali, circa la metà è andata a votare. Appare quindi difficile concordare con i giornali locali che parlano di ‘massiccia partecipazione’ alle elezioni”. “È comunque sicuramente positivo il fatto che, a parte qualche incidente al nord, le elezioni si siano tenute in un clima pacifico. Speriamo che la fase post elettorale sia altrettanto pacifica” concludono le nostre fonti.<br />Dal 2012 si erano registrati incidenti tra la RENAMO e il governo che avevano creato una situazione di stallo risoltasi solo a settembre con un accordo che ha spianato la strada alle elezioni. Mon, 20 Oct 2014 00:00:00 +0200AFRICA/SIERRA LEONE - Un campo di manioca trasformato in un centro per il trattamento dell’ebolahttp://www.fides.org/it/news/56204-AFRICA_SIERRA_LEONE_Un_campo_di_manioca_trasformato_in_un_centro_per_il_trattamento_dell_ebolahttp://www.fides.org/it/news/56204-AFRICA_SIERRA_LEONE_Un_campo_di_manioca_trasformato_in_un_centro_per_il_trattamento_dell_ebolaBo - Poche settimane fa era un campo di manioca, oggi è una città composta da quattro enormi tendoni circondati da tende più piccole e costruzioni di mattoni, separate da recinzioni arancioni e costellate di sedie viola. È l’ultimo dei centri che l’ong Medici Senza Frontiere ha allestito per il trattamento dell’ebola non lontano da Bo, la seconda città della Sierra Leone. Costruito in sole cinque settimane da squadre di operai al lavoro 24 ore al giorno, il centro ha aperto il 19 settembre e, mentre i lavori continuano, il primo reparto di 34 posti letto è già pieno. I primi pazienti sono stati portati in ambulanza da un centro di transito non lontano, allestito da MSF quando la malattia è arrivata nel distretto di Bo. Al momento ne sono stati dimessi 16. Ogni volta che qualcuno guarisce e può essere dimesso dà una grande carica emotiva a tutti gli altri pazienti e ai 280 operatori che lavorano. <br />La maggior parte degli operatori, 260, proviene dalla Sierra Leone. Molti di loro hanno lavorato presso l’ospedale materno infantile della ong situato nelle vicinanze. Altri vengono da località diverse, ma tutti condividono lo stesso entusiasmo nella lotta contro la malattia. Tra gli operatori locali ci sono nove donne impegnate a cucinare il pranzo ai pazienti in una cucina da poco piastrellata, un insegnante di filosofia che compila il registro quotidiano nella tenda adibita a magazzino e un ex parroco che ora lavora come consulente per la salute mentale. La nuova struttura, spaziosa e ben organizzata, è fornita di pavimenti in cemento liscio piuttosto che di ghiaia, e tende pesanti per resistere ai sette mesi di stagione delle piogge nel Paese. Mon, 20 Oct 2014 00:00:00 +0200AFRICA/LIBIA- Elementi dello Stato islamico e di Boko Haram sono in Libia, afferma il Primo Ministrohttp://www.fides.org/it/news/56203-AFRICA_LIBIA_Elementi_dello_Stato_islamico_e_di_Boko_Haram_sono_in_Libia_afferma_il_Primo_Ministrohttp://www.fides.org/it/news/56203-AFRICA_LIBIA_Elementi_dello_Stato_islamico_e_di_Boko_Haram_sono_in_Libia_afferma_il_Primo_MinistroTripoli - In Libia sono presenti sia elementi del cosiddetto Califfato o Stato Islamico sia elementi del gruppo nigeriano Boko Haram. È quanto ha affermato il Primo Ministro libico, Abdullah al-Thinni, rispondendo ad una precisa domanda dei giornalisti. Secondo quanto riporta il quotidiano “The Libyan Herald”, il premier ha precisato che per quanto riguarda lo Stato islamico “ci sono gruppi nella città di Derna e in altre città libiche e a Sirte”. Derna, in Cirenaica, è considerata la culla dell’estremismo islamico libico più radicale fin dai tempi del regime di Gheddafi.<br />“Inoltre, è presente anche il gruppo Boko Haram originario della Nigeria” ha aggiunto al-Thinni, che è stato costretto a rifugiarsi nell’est del Paese dopo che Tripoli è caduta nelle mani delle milizie che si oppongono al suo governo. “Il terrorismo non ha un luogo specifico e dobbiamo riconoscere la gravità dell’esistenza di questi gruppi che destabilizzano la sicurezza del Paese con il supporto di correnti politiche che si richiamano all’islam politico” ha sottolineato il Premier, facendo riferimento ai diversi gruppi islamisti libici.<br />Nel frattempo continuano i combattimenti a Bengasi, dove le forze del generale Khalifa Haftar cercano di strappare il controllo del capoluogo della Cirenaica a diversi gruppi islamisti. Almeno 75 persone sono morte negli ultimi 5 giorni di scontri. Mon, 20 Oct 2014 00:00:00 +0200AMERICA/CILE - Centomila in pellegrinaggio per la famiglia al Santuario della prima Santa cilenahttp://www.fides.org/it/news/56202-AMERICA_CILE_Centomila_in_pellegrinaggio_per_la_famiglia_al_Santuario_della_prima_Santa_cilenahttp://www.fides.org/it/news/56202-AMERICA_CILE_Centomila_in_pellegrinaggio_per_la_famiglia_al_Santuario_della_prima_Santa_cilenaSantiago – Con la Messa presieduta dal Vescovo ausiliare della diocesi di Santiago del Cile, Sua Ecc. Mons. Galo Fernandez, nel pomeriggio di sabato 18 ottobre, si è concluso il 24.mo pellegrinaggio al Santuario di Santa Teresa delle Ande, la prima Santa cilena, la prima Santa carmelitana scalza fuori dall'Europa, che è stata beatificata a Santiago del Cile da San Giovanni Paolo II il 3 aprile 1987 e canonizzata dallo stesso Papa il 21 marzo 1993. <br />La nota inviata all’Agenzia Fides dall'arcidiocesi riporta le parole di Mons. Galo: "Siamo stati invitati a camminare con le nostre famiglie nel cuore. Esse sono uno spazio sacro in cui si mostra l'amore incondizionato, l'importanza della tenerezza, della condivisione e dell'impegno". Tuttavia, ha aggiunto, "sono anche spazi in cui compaiono le ferite dell'umanità. Perché portiamo anche dolori per le assenze, le malattie, i fallimenti e le storie tristi; e forse per questo le famiglie stesse sono anche luoghi di accoglienza e di perdono". Il Presule ha poi invitato i giovani a "celebrare la vita e a cercare sempre di creare momenti di incontro nelle nostre famiglie, ma anche nelle famiglie del nostro ambiente, del nostro quartiere, perché l'amore è diffusivo".<br />Il pellegrinaggio è partito alle 5 del mattino di sabato 18 ottobre da Santiago, e per 27 chilometri circa 100 mila giovani hanno cantato, pregato, riflettuto e condiviso esperienze di fede. I partecipanti erano principalmente giovani, provenienti da ambienti e contesti diversi, accompagnati da sacerdoti e religiosi, ma hanno partecipato anche gruppi di famiglie in autobus o in auto private, con gli anziani, e perfino a cavallo. Mon, 20 Oct 2014 00:00:00 +0200