Fides News Italianohttp://www.fides.org/Le notizie dell'Agenzia Fidesen-usEUROPA/SPAGNA - Premio alla solidarietà: Vescovi spagnoli a favore della candidatura di Las Patronashttp://www.fides.org/it/news/58165-EUROPA_SPAGNA_Premio_alla_solidarieta_Vescovi_spagnoli_a_favore_della_candidatura_di_Las_Patronashttp://www.fides.org/it/news/58165-EUROPA_SPAGNA_Premio_alla_solidarieta_Vescovi_spagnoli_a_favore_della_candidatura_di_Las_PatronasMadrid – I Vescovi di Spagna hanno deciso di dare sostegno alla candidatura per il Premio Principessa delle Asturie 2015 al gruppo "Las Patronas" di Veracruz , un gruppo di 15 donne che ogni giorno, da 20 anni, lungo i binari del treno "La bestia" carico di migranti centroamericani clandestini, lanciano cibo e acqua ai viaggiatori che seguono il sogno americano .<br /><br />"I migranti, che possono arrivare a 500 in un solo treno, rischiano tutto perché il treno viene controllato da narcotraficanti, ma vogliono fuggire comunque dalla miseria", ha riferito in una nota il direttore della commissione per le migrazioni della Conferenza Episcopale spagnola.<br /><br />Il Vescovo della diocesi di Saltillo , Sua Ecc. Mons. José Raúl Vera López, è stato uno dei primi a chiedere un riconoscimento internazionale per questo gruppo di donne che gratuitamente lavorano a favore dei migranti. La settimana scorsa i Vescovi spagnoli hanno presentato una richiesta per sostenere la loro candidatura al famoso Premio spagnolo.<br /> Mon, 03 Aug 2015 11:48:17 +0200AFRICA/SUD SUDAN - “Pace adesso” chiedono le donne cristiane marciando nelle vie di Jubahttp://www.fides.org/it/news/58164-AFRICA_SUD_SUDAN_Pace_adesso_chiedono_le_donne_cristiane_marciando_nelle_vie_di_Jubahttp://www.fides.org/it/news/58164-AFRICA_SUD_SUDAN_Pace_adesso_chiedono_le_donne_cristiane_marciando_nelle_vie_di_JubaJuba -Un gruppo di cristiani ha marciato per le vie della capitale del Sud Sudan, Juba, per chiedere la fine immediata della guerra civile che dura da 19 mesi.<br />I dimostranti, in gran parte donne, mostravano cartelli con messaggi del tipo “odiamo la guerra”, “Sì alla pace”, “No alle tribù, siamo un solo popolo”. I partecipanti alla marcia, organizzata dal Sudan Council of Churches National Women Program, hanno chiesto anche la fine delle violenze nello Stato di Western Equatoria, nella cui capitale, Yambo, in scontri tra gli Azande e i Dinka sono morte decine di persone. I Dinka sono appoggiati dai militari dell’esercito regolare, il cui comandante ha ordinato di sparare a tutti coloro che resistono agli ordini dei militari.<br />La guerra civile scoppiata nel dicembre 2013 vede contrapposti le forze governative fedeli al Presidente Salva Kiir e gruppi ribelli aggregati attorno all’ex Vice Presidente Riek Machar. <br />Quest’ultimo ha accettato la demilitarizzazione della capitale federale, Juba, uno dei punti del piano di pace elaborato dall’IGAD . Il piano di pace prevede un periodo interinale durante il quale i due eserciti rivali saranno separati per poi essere unificati in un unico organismo. Mon, 03 Aug 2015 11:37:17 +0200AMERICA/REPUBBLICA DOMINICANA - Migranti: I Vescovi chiedono una soluzione definitivahttp://www.fides.org/it/news/58163-AMERICA_REPUBBLICA_DOMINICANA_Migranti_I_Vescovi_chiedono_una_soluzione_definitivahttp://www.fides.org/it/news/58163-AMERICA_REPUBBLICA_DOMINICANA_Migranti_I_Vescovi_chiedono_una_soluzione_definitivaSanto Domingo – La Commissione nazionale per la Pastorale dei Migranti della Conferenza Episcopale Dominicana ha chiesto di riprendere il dialogo con Haiti per mantenere buoni rapporti con il vicino e risolvere la crisi dell'immigrazione tra i due paesi.<br /><br />"Il dialogo deve essere condotto in un clima di trasparenza e di rispetto reciproco, esercitando la volontà politica dello Stato, al fine di progredire nel processo avviato con il Piano di Riorganizzazione Nazionale per Stranieri , e per risolvere eventuali difficoltà che potrebbero ostacolare i rapporti di coesistenza pacifica", si legge nel comunicato pervenuto a Fides.<br /><br />Nel comunicato, firmato dal Presidente della Commissione Pastorale Migranti, Sua Ecc. Mons. Diomedes Espinal, la Commissione ha sottolineato la necessità di riprendere il dialogo bilaterale "fondato sulla verità e la giustizia, e non su errori e bugie. E soprattutto, con la reale volontà politica dello Stato di cercare una soluzione definitiva per gli immigrati irregolari e i clandestini nati nella Repubblica Dominicana".<br /><br />Il comunicato conclude congratulandosi con le autorità dominicane per gli sforzi effettuati attraverso il piano di registrazione, che ha già permesso di regolare la situazione di 288.466 immigrati clandestini. <br /><br />Il termine per la registrazione si è concluso lo scorso 17 giugno provocando critiche del governo haitiano, che ha denunciato nelle sedi internazionali la presunta espulsione degli haitiani, alcuni dei quali nati nella Repubblica Dominicana. . Mon, 03 Aug 2015 11:24:05 +0200AFRICA/BURUNDI - Uccisione del generale Nshimirimana: scontro all’interno del potere o agguato dei ribelli?http://www.fides.org/it/news/58162-AFRICA_BURUNDI_Uccisione_del_generale_Nshimirimana_scontro_all_interno_del_potere_o_agguato_dei_ribellihttp://www.fides.org/it/news/58162-AFRICA_BURUNDI_Uccisione_del_generale_Nshimirimana_scontro_all_interno_del_potere_o_agguato_dei_ribelliBujumbura -“A Bujumbura al momento la situazione è tranquilla” dicono all’Agenzia Fides fonti locali dalla capitale del Burundi, all’indomani dell’uccisione del generale Adolphe Nshimirimana, considerato il numero due del regime del Presidente Pierre Nkurunziza, rieletto per la terza volta il 21 luglio, in elezioni giudicate “né credibili, né libere né inclusive” dalla missione di osservatori dell’ONU.<br />“Il generale Nshimirimana, ex capo dei servizi segreti, era il responsabile di tutti gli apparati di sicurezza ed era il capo della milizia del Presidente, che ha commesso assalti contro l’opposizione” ricordano le nostre fonti. La candidatura di Nkurunziza per un terzo mandato presidenziale è avvenuta in violazione della Costituzione ed ha aperto una grave crisi politica, con i media dell’opposizione chiusi delle autorità, un fallito golpe militare, il riapparire di gruppi armati dell’opposizione.<br />“In Burundi ci si interroga sui chi ha commesso l’omicidio. Alcuni sostengono che si sia trattato di uno scontro interno al potere, altri invece ritengono che siano stati i ribelli a colpire” dicono le fonti di Fides. “Le modalità dell’attentato lasciano comunque pensare che gli autori provengano da reparti dell’esercito. Gli attentatori hanno usato un pick up dell’esercito, oltre ad armi potenti. Inoltre hanno teso l’agguato nel centro di Bujumbura alle 8 del mattino. Quindi hanno dimostrato di potersi muovere liberamente per la capitale” concludono le nostre fonti. Mon, 03 Aug 2015 10:49:52 +0200ASIA/PAKISTAN - Inondazioni e monsone continuano ad imperversare nel Paese causando ingenti danni tra la popolazione e le strutturehttp://www.fides.org/it/news/58161-ASIA_PAKISTAN_Inondazioni_e_monsone_continuano_ad_imperversare_nel_Paese_causando_ingenti_danni_tra_la_popolazione_e_le_strutturehttp://www.fides.org/it/news/58161-ASIA_PAKISTAN_Inondazioni_e_monsone_continuano_ad_imperversare_nel_Paese_causando_ingenti_danni_tra_la_popolazione_e_le_struttureIslamabad – Forti inondazioni che stanno causando centinaia di migliaia di sfollati e tanti morti continuano a colpire da settimane il Pakistan. Il cattivo tempo imperversa in particolare nelle regioni montuose nel nord del Paese, dove molte località sono rimaste isolate. Nelle regioni di Jitral e Gilgit-Baltistán sono andati distrutti ponti e strade. Inondazioni sono state registrate anche lungo il fiume Indo, che scorre attraverso il Pakistan dall’Himalaya fino a sfociare nel Mare Arabico. Almeno 200 mila persone che vivevano sulle rive del fiume sono state evacuate. Secondo fonti ufficiali cinque distretti rimangono in allerta per l’eventuale straripamento dei fiumi. Attualmente sono coinvolte seicentomila persone e 812 villaggi si trovano letteralmente sotto l’acqua. E’ il bilancio dell’Autorità che si occupa della Gestione dei Disastri Nacionali . La NDMA ha annunciato, per le prossime 24 ore, temporali e precipitazioni moderate nei bacini dei grandi fiumi che passano attraverso quattro province. Ogni anno, piogge e monsoni lasciano gravi danni sulle strutture e tra gli abitanti del Paese sud asiatico. Le inondazioni più gravi della storia in Pakistan ci sono state nel 2010, in seguito ad un monsone di natura straordinaria che si andò ad aggiungere ad un disgelo estivo particolarmente abbondante e causò 2 mila morti e oltre 20 milioni di vittime. Mon, 03 Aug 2015 10:19:03 +0200AMERICA/CILE - “L’aborto non è mai terapeutico”: offensiva della Chiesa cilenahttp://www.fides.org/it/news/58160-AMERICA_CILE_L_aborto_non_e_mai_terapeutico_offensiva_della_Chiesa_cilenahttp://www.fides.org/it/news/58160-AMERICA_CILE_L_aborto_non_e_mai_terapeutico_offensiva_della_Chiesa_cilenaSantiago del Cile – “Esortiamo tutte le autorità a tutelare ogni essere umano, in particolare i più deboli e indifesi, amare e rispettare alla stessa maniera madre e figlio”. E’ quanto si legge in un recente documento siglato dai vescovi della Conferenza episcopale cilena. Si tratta di un appello ai legislatori del Paese a promuovere leggi giuste e a non collaborare con una legge sull’aborto. In sintesi i vescovi enfatizzano che l’aborto non è mai terapeutico. “Noi sosteniamo che l'aborto non è di per sé un’azione terapeutica per salvare la vita di una madre in pericolo, anche quando la morte della persona concepita è una possibilità prevista, non voluta, non ricercata”, aggiungono i vescovi. “In caso di morte non desiderata della creatura nè causata da una pratica direttamente orientata a salvare la madre in situazione di rischio, non si può parlare di aborto”, si legge nel documento. Nel caso delle donne vittime di stupro, “non è umano lasciarle sole a vivere il dramma subito, come non è altrettanto umano privare della vita l’essere più indifeso e innocente, suo figlio”. La Chiesa Cattolica cilena ha rilevato la necessità di uno Stato e una società “attiva e presente” nel sostenere le madri e i loro figli. <br/><strong>Link correlati</strong> :<a href="http://www.fides.org/spa/attachments/view/file/S_NTESIS_El_derecho_humano_a_una_vida_digna_para_todos.doc">La sintesi del Messaggio</a>Mon, 03 Aug 2015 09:02:47 +0200ASIA/NEPAL - Il post terremoto aggrava la situazione dei matrimoni precoci: 2 bambine su 5 si sposano prima di aver compiuto 18 annihttp://www.fides.org/it/news/58159-ASIA_NEPAL_Il_post_terremoto_aggrava_la_situazione_dei_matrimoni_precoci_2_bambine_su_5_si_sposano_prima_di_aver_compiuto_18_annihttp://www.fides.org/it/news/58159-ASIA_NEPAL_Il_post_terremoto_aggrava_la_situazione_dei_matrimoni_precoci_2_bambine_su_5_si_sposano_prima_di_aver_compiuto_18_anniKathmandu – Allerta dell’ong Plan Internacional, a distanza di tre mesi dal terremoto, sul rischio di un aumento del traffico di matrimoni precoci. Infatti, in Nepal due bambine su 5 si sposano prima di aver compiuto 18 anni. In un comunicato, la ong dichiara che il sisma ha aggravato i già fragili sistemi idrici e igienici e, con l’arrivo dei monsoni, sono aumentati anche il rischio di malattie come diarrea, raffreddori e polmonite. Per tutelare i minori l’ong è anche impegnata nella costruzione di centri scolastici provvisori per farli tornare a scuola il prima possibile e riprendere la loro istruzione oltre che per offrire loro un luogo sicuro dove prevenire problemi come la tratta. Gli interventi di Plan Internacional si sono concentrati nei distretti di Sindulpalchowk e Dolakha, i più gravemente colpiti dal sisma. Gli aiuti sono tuttavi arrivati anche nella valle de Kathmandu, Sindhuli e Makwanpur. Sat, 01 Aug 2015 09:19:42 +0200AFRICA/SUDAFRICA - Dal Venezuela materiale scolastico per i bambini sudafricanihttp://www.fides.org/it/news/58158-AFRICA_SUDAFRICA_Dal_Venezuela_materiale_scolastico_per_i_bambini_sudafricanihttp://www.fides.org/it/news/58158-AFRICA_SUDAFRICA_Dal_Venezuela_materiale_scolastico_per_i_bambini_sudafricaniBela Bela – Grazie a una iniziativa organizzata dall’ambasciata del Venezuela in Sudafrica, centinaia di bambini della scuola primaria Heleketani, provincia di Limpopo, riceveranno diversi quantitativi di materiale scolastico. L’iniziativa rientra nelle attività della “Semana de Libertadores” che permetterà di sponsorizzare un centro scolastico nel territorio sudafricano. L’istituto, che si trova nella città di Bela Bela, distretto di Waterberg, è frequentato da alunni delle fasce sociali più svantaggiate. In una nota stampa locale, l’ambasciatrice Mairin Moreno ha spiegato che la settimana vuole essere tra l’altro un omaggio al leader sudafricano Nelson Mandela. “Il materiale scolastico è solo un piccolo contributo per i bambini di questa scuola”, ha aggiunto. La Heleketani Primary School è un istituto pubblico fondato nel 1995. Il corpo insegnanti è formato da 31 docenti che svolgono corsi per 105 mila bambini di età compresa tra 5 e 13 anni, suddivisi in 21 aule. A Bela Bela, 110 chilometri a nord di Pretoria, oltre alle materie letterarie e scientifiche gli studenti imparano le lingue sepedi, setswana, xitsonga e l’inglese. Sat, 01 Aug 2015 08:56:28 +0200AMERICA/EL SALVADOR - Niente negoziato con le bande nel piano di sicurezza nazionalehttp://www.fides.org/it/news/58157-AMERICA_EL_SALVADOR_Niente_negoziato_con_le_bande_nel_piano_di_sicurezza_nazionalehttp://www.fides.org/it/news/58157-AMERICA_EL_SALVADOR_Niente_negoziato_con_le_bande_nel_piano_di_sicurezza_nazionaleSan Salvador – Il Consiglio Nazionale per la Sicurezza Cittadina ha deciso il giorno 30 luglio, all'unanimità, che esclude ogni negoziato con le bande e il suo impegno a proseguire l'attuazione del piano basato sulla strategia di "El Salvador Sicuro". Così ha riferito in una nota inviata a Fides, Hato Hasbún, commissario presidenziale per la sicurezza. Questa postura è stata ratificata dal vescovo ausiliare di San Salvador, Sua Ecc. Mons. Gregorio Rosa Chavez, come rappresentante della chiesa cattolica. <br /><br />Il responsabile del governo ha detto che una possibilità per finanziare il piano, è quello della tassa per la sicurezza, e quindi il consiglio si riunirà nuovamente il 10 agosto per definire il meccanismo per ottenere le risorse.<br /><br />Alla riunione del consiglio ha partecipato anche il Corpo Diplomatico. "Vediamo che c'è anche interesse internazionale per finanziare il piano "El Salvador Sicuro", ha segnalato Mons. Rosa Chavez, come uno dei risultati della seduta del consiglio.<br /> Sat, 01 Aug 2015 12:09:24 +0200AMERICA/ECUADOR - L'altare del Papa diventa chiesa parrocchialehttp://www.fides.org/it/news/58156-AMERICA_ECUADOR_L_altare_del_Papa_diventa_chiesa_parrocchialehttp://www.fides.org/it/news/58156-AMERICA_ECUADOR_L_altare_del_Papa_diventa_chiesa_parrocchialeGuayaquil – Con l'infrastruttura usata dal Papa per la celebrazione della messa durante la sua visita pastorale a Guayaquil, l'Arcidiocesi di Guayaquil formerà una chiesa parrocchiale che offrirà il servizio religioso ai due quartieri del "Piano Casa" della zona creata dal governo cinque anni fa.<br /><br />La nuova chiesa cattolica sarà installata in un terreno di 5.500 metri quadrati. Il terreno si trova adiacente alla zona dove passa il condotto di gas Monteverde-El Chorrillo, che divide il "Piano Casa" in due quartieri.<br /><br />Così è stato segnalato da una nota pervenuta a Fides dalla impresa Klaere Construcciones che sta rimuovendo l'infrastruttura usata dal Papa per collocarla sulle fondamenta rafforzate e definitive nella nuova destinazione.<br /><br />Secondo l'Arcidiocesi, il nuovo tempio conserverà il suo design originale, per mantenere viva “a vista” la memoria della visita di Papa Francesco alla città.<br /> Sat, 01 Aug 2015 11:40:58 +0200AFRICA/ETIOPIA - “Print your Future” : scuola di Arti Grafiche per i giovani particolarmente vulnerabilihttp://www.fides.org/it/news/58155-AFRICA_ETIOPIA_Print_your_Future_scuola_di_Arti_Grafiche_per_i_giovani_particolarmente_vulnerabilihttp://www.fides.org/it/news/58155-AFRICA_ETIOPIA_Print_your_Future_scuola_di_Arti_Grafiche_per_i_giovani_particolarmente_vulnerabiliMekanissa – I primi di Giugno 2015 sono stati finalmente avviati i lavori per la realizzazione del nuovo edificio destinato alla scuola di Arti Grafiche a Mekanissa, quartiere periferico di Addis Abeba. Il Progetto, “Print your future: sviluppo del settore grafico e tipografico in Etiopia” vuole offrire ai ragazzi della capitale nuove opportunità di lavoro altamente qualificate in uno dei settori emergenti nel Paese, grafica e stampa. Secondo informazioni dell’ANS si tratta della prima scuola di questo tipo in Etiopia. La formazione degli operatori, e il sito in cui sarà costruito il Dipartimento di Arti Grafiche e Tipografia, sarà la scuola salesiana di Mekanissa. Il progetto viene portato avanti dalle ong Volontariato Internazionale per lo Sviluppo e Volontariato Internazionale Donna Educazione e Sviluppo con il contributo della Cooperazione Italiana. Prevede non solo la costruzione e l’equipaggiamento del dipartimento, ma anche l’attivazione di corsi formali e non, includendo come destinatari privilegiati della formazione i ragazzi particolarmente vulnerabili: lavoratori del settore informale, ragazzi di strada, e in generale quanti sono rimasti esclusi dal ciclo educativo formale. Fri, 31 Jul 2015 09:50:18 +0200AFRICA - Circa 10 mila bambini affetti da deformazioni congenite che ne pregiudicano lo sviluppo e la sopravvivenzahttp://www.fides.org/it/news/58154-AFRICA_Circa_10_mila_bambini_affetti_da_deformazioni_congenite_che_ne_pregiudicano_lo_sviluppo_e_la_sopravvivenzahttp://www.fides.org/it/news/58154-AFRICA_Circa_10_mila_bambini_affetti_da_deformazioni_congenite_che_ne_pregiudicano_lo_sviluppo_e_la_sopravvivenzaMaputo – Ogni anno, negli Stati dell’Africa orientale nascono circa 10 mila bambini con labbro leporino e malformazioni al palato, deformazioni congenite che possono pregiudicare lo sviluppo dei piccoli. Secondo la ong internazionale African Medical and Research Foundation, questo tipo di malformazioni emergono durante la gravidanza e si associano a fattori genetici. I piccoli non solo hanno difficoltà a mangiare, bere, parlare, sentire o respirare correttamente, ma sono considerati come un tabú o un castigo per qualche cattiveria commessa da un antenato e molto spesso vengono tenuti nascosti, oppure abbandonati o uccisi. Queste malformazioni possono anche rendere difficile l’allattamento e con la conseguente difficoltà di sopravvivenza e di una crescita equilibrata. Per evitare che questi problemi interferiscano nello sviluppo, i bambini devono essere sottoposti ad interventi chirugici nei primi mesi di vita e comunque entro i primi due anni. Solo in questo modo si assicura che il piccolo potrà parlare correttamente e non avrà nessun problema di udito o alimentazione. Purtroppo la maggioranza dei piccoli africani colpiti non ha possibilità di accesso a questo tipo di intervento che dura solo 45 minuti. Fri, 31 Jul 2015 09:27:28 +0200AMERICA/COLOMBIA - Giornata contro la tratta di esseri umani: ancora bambini soldato nelle FARChttp://www.fides.org/it/news/58153-AMERICA_COLOMBIA_Giornata_contro_la_tratta_di_esseri_umani_ancora_bambini_soldato_nelle_FARChttp://www.fides.org/it/news/58153-AMERICA_COLOMBIA_Giornata_contro_la_tratta_di_esseri_umani_ancora_bambini_soldato_nelle_FARCBogotà – "Tutto questo deve essere denunciato perché fa parte delle cose che dobbiamo fare, l'altra parte è la lotta per contrastare questo problema, perché c'è anche una sorta di protezione mascherata di questi crimini, dalle stesse persone che gestiscono gli stati, i governi in un modo o nell'altro riescono a metterli al loro fianco, quella protezione camuffata del mercato illegale di esseri umani è difficile di combattere", così l'arcivescovo di Tunja e presidente della Conferenza Episcopale di Colombia, Sua Ecc. Mons. Luis Augusto Castro Quiroga. <br />Mons. Castro Quiroga ha parlato ieri nella conferenza stampa sulla Giornata contro la Tratta di esseri umani in Colombia, svoltasi ieri 30 luglio.<br />Il vescovo ha riferito anche della triste situazione colombiana: "una realtà: il reclutamento di bambini per fare la guerra da parte delle FARC, che malgrado, adesso questo gruppo è consapevole del danno causato, essi non hanno preso la decisione convincente di dire di no ai bambini presenti nei loro gruppi di guerriglieri. Questo gruppo deve arrivare a questa decisione, altrimenti il danno che stanno facendo sarà molto grande".<br /><br />Nel suo intervento il Vice Ministro dell'Interno, Carlos Ferro Solanilla, ha ribadito l'impegno e la responsabilità dello Stato per continuare a cercare gli strumenti per avere politiche pubbliche per mostrare questo problema, non solo a livello nazionale ma anche regionale.<br /><br />Suor vicentina Genoveva Nieto, responsabile dell'iniziative volte a promuovere la prevenzione della tratta, ha ricordato che la chiesa e i religiosi lavorano intensamente per assistere queste persone che sono state vittime di sfruttamento. Ha anche indicato che ci sono attualmente 22 reti nazionali e continentali presenti in 197 paesi, "scommettendo tutto su questo lavoro, in modo che ogni volta ci sia una vittima meno".<br /><br /> Fri, 31 Jul 2015 09:24:41 +0200AFRICA/RD CONGO - “Dialogo sì, ma con rispetto della legge”, la chiesa sul dialogo politicohttp://www.fides.org/it/news/58152-AFRICA_RD_CONGO_Dialogo_si_ma_con_rispetto_della_legge_la_chiesa_sul_dialogo_politicohttp://www.fides.org/it/news/58152-AFRICA_RD_CONGO_Dialogo_si_ma_con_rispetto_della_legge_la_chiesa_sul_dialogo_politicoKinshasa – "Il dialogo è considerato il principio costruttore della democrazia e della nazione", così ha detto Martedì 28 luglio il Segretario Generale della Conferenza Episcopale Nazionale del Congo , padre Leonard Santedi. Egli ha parlato in un dibattito organizzato dalla CENCO.<br />Hanno partecipato un gruppo di politici della Maggioranza Presidenziale , dell'opposizione, della società civile e un gruppo degli analisti che hanno discusso degli obiettivi per il dialogo politico nella Repubblica Democratica del Congo , sulle prossime elezioni e sulla sessione straordinaria del Parlamento.<br />Per padre Leonard Santedi, la Chiesa cattolica non si oppone all'idea di dialogo, ma insiste sul rispetto della Costituzione. "Dialogo sì, ma con rispetto per la legge fondamentale", ha detto.<br />La Costituzione congolese prevede scadenze per l'elezione del Presidente della Repubblica e il numero e la durata del suo mandato.<br />Presente a questo incontro, il professor Philippe Biyoya, analista politico, ha detto che il dialogo è il principio stesso della vita comunitaria.<br />"Il dialogo è inteso come principio attivo di tutte le società. E' quello che cura l'armonia sociale", ha detto, André Alain Atundu, comunicatore del Partito di governo.<br />Questa opinione però non è stata condivisa dal membro dell'opposizione, Franck Diongo. Egli ritiene che il dialogo "nel contesto attuale, è una frode. E' una trappola".<br />La chiesa cattolica ha ribadito la sua posizione sul dialogo nazionale promosso dal Presidente Joseph Kabila, che “deve avvenire nel rispetto assoluto del quadro costituzionale e istituzionale in vigore”. Ovvero senza che si arrivi ad un cambiamento costituzionale per permettere al Presidente uscente di presentarsi alle elezioni per ottenere un terzo mandato <br /> Fri, 31 Jul 2015 08:28:20 +0200AFRICA/KENYA - I vescovi chiedono di ‘boicottare’ una campagna di vaccinazioni di massa se prima non viene testato il farmacohttp://www.fides.org/it/news/58151-AFRICA_KENYA_I_vescovi_chiedono_di_boicottare_una_campagna_di_vaccinazioni_di_massa_se_prima_non_viene_testato_il_farmacohttp://www.fides.org/it/news/58151-AFRICA_KENYA_I_vescovi_chiedono_di_boicottare_una_campagna_di_vaccinazioni_di_massa_se_prima_non_viene_testato_il_farmacoNairobi – I vescovi cattolici del Kenya hanno invitato i cittadini a ‘boicottare’ una campagna di vaccinazione antipolio di massa a meno che la sicurezza del vaccino non venga confermata attraverso test scientifici. L’inizio delle vaccinazioni nel Paese, promosse da Oms e Unicef, è previsto per il prossimo 1 agosto 2015. In vista del lancio della campagna, i vescovi hanno messo in discussione la sicurezza del vaccino, dicendo che il produttore non ha fornito le informazioni richieste e il governo ha ignorato la domanda di prove sulla validità dello stesso. L’allarme dei vescovi è scaturito in seguito ad un recente incidente che pare abbia causato la paralisi di 30 bambini che avevano ricevuto una iniezione di un farmaco anti malaria in un dispensario nel Kenya occidentale. Secondo i vescovi, il medicinale che si credeva chinina per casi avanzati, conteneva l’antidolorifico paracetamolo. Immediata la risposta del Ministero della Sanità kenyota che ha esortato tutti i sostenitori, in particolare i leader della Chiesa Cattolica, a continuare a sostenere la campagna. Sua Eccellenza mons. Philip Anyolo, vescovo della diocesi di Homa Bay e presidente della Conferenza episcopale del Kenya, ha riferito in una recente conferenza stampa tenuta a Nairobi: “non siamo in conflitto con il Ministero della Salute, ma abbiamo il dovere apostolico e morale di assicurare ai kenioti vaccini sicuri”. All’inizio dell’anno i vescovi avevano già avuto a che dire con il governo locale in seguito ad una campagna di vaccinazione neonatale di massa contro il tetano lamentando che fosse una velata forma di controllo della popolazione. Entrambe le istituzioni si sono poi accordate sulla sperimentazione di tutti i vaccini prima, durante e dopo la campagna. “Non vogliamo fare la guerra a nessuno”, ha detto il cardinale John Njue, vescovo di Nairobi, “desideriamo solo evitare che la nostra popolazione soffra per cause esterne”. Thu, 30 Jul 2015 11:15:29 +0200ASIA/NEPAL - A distanza di mesi dal terremoto c’è ancora bisogno di tanti aiuti di prima necessitàhttp://www.fides.org/it/news/58150-ASIA_NEPAL_A_distanza_di_mesi_dal_terremoto_c_e_ancora_bisogno_di_tanti_aiuti_di_prima_necessitahttp://www.fides.org/it/news/58150-ASIA_NEPAL_A_distanza_di_mesi_dal_terremoto_c_e_ancora_bisogno_di_tanti_aiuti_di_prima_necessitaKathmandu – Nonostante la situazione umanitaria sia lievemente migliorata negli ultimi tre mesi, centinaia di migliaia di bambini hanno ancora bisogno di un riparo, cibo, acqua, assistenza medica, istruzione e protezione. Questi piccoli continuano a vivere in zone ad alto rischio di inondazioni e smottamenti del terreno. Dal primo terremoto, sono stati diagnosticati oltre 10 mila bambini affetti da denutrizione acuta, di questi oltre mille soffrono della forma grave. Centinaia ancora i piccoli privi di genitori o tutori, 900 mila le case danneggiate o distrutte insieme a 32 mila aule scolastiche. Attualmente quasi tre milioni di persone dipendono dagli aiuti umanitari, oltre un milione di minori. Gli interventi umanitari apportati finora dall’UNICEF sono rivolti a circa 330 mila famiglie, nelle quali vivono 450 mila bambini, dei 19 distretti più gravemente colpiti dal terremoto. A migliaia di famiglie che vivono in zone più remote sono stati forniti ulteriori aiuti come generi di prima necessità, tende, kit per l’igiene, generi alimentari terapeutici, vaccini e altri farmaci salvavita. Grazie agli aiuti, oltre 100 mila bambini hanno ripreso a frequentare la scuola, 650 mila persone hanno avuto l’acqua potabile in case e accampamenti, sono stati riabilitati centri di maternità in oltre 150 strutture sanitarie, e tratti in salvo donne e bambini che rischiavano di essere illegalmente portati fuori dal Paese. Thu, 30 Jul 2015 10:42:21 +0200EUROPA/UCRAINA - Due religiosi assassinati in pochi giornihttp://www.fides.org/it/news/58149-EUROPA_UCRAINA_Due_religiosi_assassinati_in_pochi_giornihttp://www.fides.org/it/news/58149-EUROPA_UCRAINA_Due_religiosi_assassinati_in_pochi_giorniKiev – Suor Alevtina, del convento di Florovsky, Kiev, è stata trovata assassinata nel suo appartamento mercoledì 29 luglio, secondo quanto riferito dall'Unione delle Confraternite ortodosse dei Cristiani dell'Ucraina a Interfax-Religion. <br />"Sappiamo che - ha detto un portavoce - mancando l'acqua calda nel convento, la suora si era recata presso il suo appartamento in città per lavarsi e cambiarsi prima di sottoporsi ad un intervento chirurgico. Più tardi il nipote ne ha trovato il corpo con le mani legate e tracce di torture" .<br />La suora aveva 62 anni. Interfax non è riuscita ad avere altre informazione ufficiali sul caso da parte delle forze dell'ordine a Kiev.<br />Questo è il secondo omicidio in pochi giorni inflitto alla Chiesa Ortodossa Ucraina del Patriarcato di Mosca. Lo stesso mercoledì mattina, 29 luglio, un sacerdote di 40 anni della Chiesa di San Tatiana a Kiev, padre Roman Nikolayev, è morto per le ferite alla testa da arma da fuoco che aveva subito la settimana precedente.<br /> Thu, 30 Jul 2015 08:52:58 +0200AMERICA/COLOMBIA - Nuova versione in spagnolo del Nuovo Testamentohttp://www.fides.org/it/news/58148-AMERICA_COLOMBIA_Nuova_versione_in_spagnolo_del_Nuovo_Testamentohttp://www.fides.org/it/news/58148-AMERICA_COLOMBIA_Nuova_versione_in_spagnolo_del_Nuovo_TestamentoBogotà – I cattolici nei paesi di lingua spagnola possono contare adesso con una versione aggiornata del Nuovo Testamento, così è stato annunciato dal Consiglio Episcopale Latinoamericano , lunedì scorso a Bogotá. <br />In occasione della presentazione ufficiale della nuova edizione del Nuovo Testamento, lunedì scorso, che è stato tradotto da ebraico e aramaico in castigliano per esperti latinoamericani della Scuola Biblica del CELAM, Sua Ecc. Mons. Santiago Jaime Silva Retamales, vescovo castrense del Cile e direttore dei lavori ha detto: "La lingua è una cosa viva e le cose si dicono in modo diverso con il passare del tempo; Allo stesso modo, la scienza biblica cresce con gli studi. Questo cambiamento, sia del linguaggio e della conoscenza, deve essere tradotto al ritmo delle mutevoli necessità della Chiesa".<br />Uno degli aspetti più importanti in questo lavoro sono le spiegazioni, con citazioni e commenti che danno un contributo fondamentale per l'opera di evangelizzazione che viene svolto nelle chiese.<br /> Thu, 30 Jul 2015 08:34:01 +0200AFRICA/ERITREA - Indagine delle Nazioni Unite sul traffico di esseri umanihttp://www.fides.org/it/news/58147-AFRICA_ERITREA_Indagine_delle_Nazioni_Unite_sul_traffico_di_esseri_umanihttp://www.fides.org/it/news/58147-AFRICA_ERITREA_Indagine_delle_Nazioni_Unite_sul_traffico_di_esseri_umaniAsmara - Gli eritrei, insieme ai siriani, sono il secondo gruppo più considerevole di rifugiati che rischiano la vita attraversando il Mediterraneo nel tentativo di raggiungere l’Europa. E’ recente un rapporto delle Nazioni Unite che denuncia sistematiche violazioni ad ampio raggio dei diritti umani da parte dell’Eritrea. Il Paese africano ha chiesto all’Onu di avviare una indagine sul traffico abietto di esseri umani, esodo attribuito generalmente alle violazioni dei diritti umani. Dall’inizio dell’anno, secondo l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni , sono arrivati via mare in Europa oltre 150 mila migranti. In questi viaggi pericolosi sono morte già oltre 1900 persone. Wed, 29 Jul 2015 10:12:10 +0200AFRICA/CAMERUN - Per le donne kamikaze è più facile nascondere i detonatorihttp://www.fides.org/it/news/58146-AFRICA_CAMERUN_Per_le_donne_kamikaze_e_piu_facile_nascondere_i_detonatorihttp://www.fides.org/it/news/58146-AFRICA_CAMERUN_Per_le_donne_kamikaze_e_piu_facile_nascondere_i_detonatoriMaroua – Continuano gli attacchi suicida nella regione settentrionale del Camerun e nello Stato di Yobe in Nigeria. Sembra che in entrambi i Paesi da un po’ di tempo i kamikaze siano prevalentemente donne di qualsiasi età. Infatti, stando alle ultime notizie locali, nella città di Maroua una bambina di 12 anni e una donna di mezza età si sono fatte esplodere in un bar molto affollato causando morti e feriti. Nessun gruppo ha ancora rivendicato l’episodio anche se il sospetto ricade tutto su Boko Haram . A Maroua solo pochi giorni prima c’erano stati altri attentati suicida scatenati da ragazzine. Pochi giorni fa, intanto, altre due donne si sono fatte esplodere nella città di Fotokol, nella regione settentrionale. Il governo regionale ha vietato l’uso del burka, che Boko Haram spesso utilizza per mascherare i suoi kamikaze. In Nigeria, un’altra donna, apparentemente mentalmente instabile, si è fatta esplodere in un mercato affollato nella città di Damaturu, altre ancora solo poche settimane prima si erano fatte esplodere in un mercato e in una zona di preghiera a Maiduguri, capitale dello Stato di Borno. Dal mese di giugno 2014, Boko Haram ha schierato almeno 35 donne suicida in Nigeria e Camerun. L’uso delle donne facilita i gruppi jihadisti a condurre attacchi suicida visto che gli esplosivi sono più facili da nascondere. Nonostante una offensiva militare coordinata da Nigeria, Ciad, Camerun che ha preso di mira le roccaforti ISWA nella regione del lago Ciad, il gruppo jihadista ha mantenuto i suoi ritmi negli attacchi suicida oltre che militari. Wed, 29 Jul 2015 09:40:01 +0200