Fides News - Italianhttp://www.fides.org/Le notizie dell'Agenzia FidesitI contenuti del sito sono pubblicati con Licenza Creative Commons.ASIA/SIRIA - La UE conferma le sanzioni. L'Arcivescovo Marayati: soffrirà il popolo, non chi comanda. E c'è chi non vuole che la guerra finiscahttp://www.fides.org/it/news/60123-ASIA_SIRIA_La_UE_conferma_le_sanzioni_L_Arcivescovo_Marayati_soffrira_il_popolo_non_chi_comanda_E_c_e_chi_non_vuole_che_la_guerra_finiscahttp://www.fides.org/it/news/60123-ASIA_SIRIA_La_UE_conferma_le_sanzioni_L_Arcivescovo_Marayati_soffrira_il_popolo_non_chi_comanda_E_c_e_chi_non_vuole_che_la_guerra_finiscaAleppo – La proroga di un anno delle sanzioni contro la Siria di Assad, disposta ieri dal Consiglio dell'Unione Europea , rappresenta l'ennesima espressione “di una politica incomprensibile, che ci sconcerta. Perchè le sanzioni fanno male al popolo, ai civili, alla povera gente. Non certo al governo e nemmeno ai gruppi armati, che come si vede sono ben riforniti di tutte le risorse, e usano armi sempre più sofisticate”. Così l'Arcivescovo Boutros Marayati, alla guida dell'arcieparchia armena cattolica di Aleppo, commenta la decisione presa ieri dall'Unione Europea di prorogare fino al primo giugno 2017 le sanzioni imposte a una nazione dilaniata da cinque anni di conflitto. <br />Nelle scorse settimane, anche l'Arcivescovo Boutros aveva sottoscritto l'appello/petizione lanciato sulla piattaforma change.org con cui numerosi Vescovi, religiosi e consacrati cattolici, appartenenti a diverse Chiese sui iuris, chiedevano all'Unione Europea di porre fine alla “iniquità delle sanzioni alla Siria” . “Sappiamo bene che nessuno ci dà retta. Così la gente continua a soffrire. Anche ieri - racconta all'Agenzia Fides mons. Marayati - è stata bombardata la nostra casa di anziani armeni. E' morta una lavoratrice che si prendeva cura di loro, e abbiamo dovuto portar via 45 anziani, che adesso vivono in una sala sotterranea della parrocchia armena ortodossa. La situazione sta peggiorando. Dai quartieri in mano ai ribelli arrivano colpi d'artiglieria lanciati con armi più devastanti, che fanno più male dei colpi di mortaio di prima. Ad Aleppo la tregua non regge. Si moltiplicano gli attacchi da una parte e dall'altra. E noi siamo sotto il fuoco dei gruppi jihadisti”. <br />Vista dalla frontiera di Aleppo, anche la decisione europea conferma le intuizioni da tempo avvertite da molti Vescovi e pastori della regione: “Se la guerra continua - ripete a Fides l'Arcivescovo Boutros Marayati - vuol dire che qualcuno non vuole che la guerra finisca. In Europa cresce l'ossessione per i profughi e si sperimentano nuove politiche di respingimento. Ma si dimentica che nessuno andrebbe via dalla Siria, se non ci fosse la guerra e anche le sanzioni che contribuiscono a affamare la gente. La Siria è sempre stata un Paese che i profughi li accoglieva. Se le armi tacessero, e se le sanzioni fossero tolte, nessuno di qui penserebbe a scappare per andare a vivere sotto la neve. Ma è evidente che qualcuno non vuole che questa guerra finisca. Chiediamo la preghiera di tutti, affinchè arrivi la pace, come una grazia del Signore”. .Sat, 28 May 2016 12:25:16 +0200VATICANO - Il Card. Filoni invita a “tornare all’essenziale, alla gioiosa testimonianza di fede nella carità”http://www.fides.org/it/news/60122-VATICANO_Il_Card_Filoni_invita_a_tornare_all_essenziale_alla_gioiosa_testimonianza_di_fede_nella_caritahttp://www.fides.org/it/news/60122-VATICANO_Il_Card_Filoni_invita_a_tornare_all_essenziale_alla_gioiosa_testimonianza_di_fede_nella_caritaBucaramanga – Nel pomeriggio di venerdì 27 maggio, il Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, ha presieduto la Concelebrazione eucaristica nella Cattedrale di Bucaramanga, dedicata alla “Sagrada Familia”, per i sacerdoti, i religiosi e le religiose, i seminaristi e i membri dei Movimenti laicali dell’Arcidiocesi. Hanno concelebrato i Metropoliti e i Vicari Apostolici. Al rito erano presenti anche le Autoritá locali.<br />La liturgia del giorno aveva per tema la fede come condizione perchè i doni ricevuti da Dio si possano realizzare e dare frutto. Il Cardinale nell’omelia ha quindi invitato ad un “esame di coscienza sulle nostre opere a favore dell’evangelizzazione”, ed ha sottolineato che il dovere di “essere buoni amministratori della multiforme grazia di Dio è fondamentale, come una sfida quotidiana per tutti noi: vescovi, sacerdoti, diaconi permanenti e fedeli laici”. Nella nostra vita tutto è un dono ricevuto gratuitamente da Dio, non per nostro merito ma per essere messo a servizio della comunità. Tutti i doni sono come dei talenti affidati a noi, perchè li amministriamo a beneficio del corpo ecclesiale e del mondo.<br />Quindi il Prefetto del Dicastero Missionario ha indicato come modello per ogni operatore pastorale e missionario, la vita delle prime comunità cristiane: “un invito a tutti noi a tornare all’essenziale, cioè, alla gioiosa testimonianza di fede nella carità, ad essere uomini del nostro tempo, profondamente inseriti nella storia, ma con la consapevolezza di essere fratelli nella fede e servi di Dio”. Il Cardinale ha poi ribadito come il fondamento della vita pastorale è la preghiera, altrimenti “ogni nostra azione corre il rischio di rivelarsi vuota e l’annuncio del Vangelo alla fine risulta senz’anima”. <br />Santa Laura Montoya apprese, alla scuola della preghiera, come far fruttificare i doni ricevuti dal Signore nel servizio caritativo e missionario verso gli ultimi, che allora erano gli indigeni. “La presenza spirituale di questa santa e la sua potente intercessione, in questo clima del Congresso Missionario Nazionale – ha concluso -, sono certamente un incoraggiamento e un invito a mettersi ‘in uscita’ verso tutti gli ambienti e i luoghi che hanno bisogno della buona novella del Signore risorto”. <br /><br/><strong>Link correlati</strong> :<a href="http://www.fides.org/es/attachments/view/file/C.Fil_Omelia_27052016_Bucaramanga.docx">Il testo integrale dell’omelia del Cardinale, in spagnolo</a>Sat, 28 May 2016 12:24:26 +0200ASIA/TERRA SANTA - I rappresentanti dell'Unione Europea visitano il cantiere del Muro di separazione nella valle di Cremisanhttp://www.fides.org/it/news/60121-ASIA_TERRA_SANTA_I_rappresentanti_dell_Unione_Europea_visitano_il_cantiere_del_Muro_di_separazione_nella_valle_di_Cremisanhttp://www.fides.org/it/news/60121-ASIA_TERRA_SANTA_I_rappresentanti_dell_Unione_Europea_visitano_il_cantiere_del_Muro_di_separazione_nella_valle_di_CremisanBeit Jala – La costruzione del Muro di separazione destinato ad attraversare la Valle di Cremisan prosegue a ritmo serrato, e già si vede lo scempio irreparabile che tale opera sta provocando nell'area che rappresentava un polmone verde per tutta la zona ad alta densità abitativa che comprende le città di Betlemme, Beit Jala e Beit Sahour. Giovedì 26 maggio, a prendere atto degli effetti prodotti dai lavori condotti sotto la direzione dell'esercito israeliano, sono stati i capi delle missioni dell'Unione Europea presenti a Gerusalemme e Ramallah. I rappresentanti UE hanno visitato l'area di Beir Onah, vicino alla valle di Cremisan, ricevendo informazioni e aggiornamenti sugli aspetti giuridici, politici e socio-economici della costruzione del Muro da parte di esponenti della Societé St Yves, il Centro per i diritti umani collegato al patriarcato latino di Gerusalemme.<br />Durante la visita – riferiscono i media ufficiali del Patriarcato latino - i capi missione dell'UE hanno avuto l'opportunità di ascoltare la testimonianza di Issa Al-Shatleh, uno dei proprietari dei terreni che ha avuto le terre confiscate e gli ulivi sradicati a causa della costruzione del muro, mentre padre Aktham Hijazin, parroco di Beit Jala, ha prefigurato il prossimo esproprio delle terre appartenenti alla municipalità di Beit Jala da parte degli insediamenti di Gush Etzion e Har Gilo.<br />Il tracciato del muro di separazione imposto dalle autorità israeliane si sviluppa in buona parte su terre palestinesi. Le missioni dell'UE – sottolineano le fonti del Patriarcato latino, consultate dall'Agenzia Fides - hanno condannato a più riprese la costruzione degli insediamenti e del Muro di separazione oltre i confini del 1967, evidenziandone l'illegittimità anche dal punto di vista del diritto internazionale. .Sat, 28 May 2016 11:13:41 +0200VATICANO - “Chiesa della Colombia, condividi la tua fede, sii Chiesa missionaria in uscita!”: il Card. Filoni al Congresso Missionariohttp://www.fides.org/it/news/60120-VATICANO_Chiesa_della_Colombia_condividi_la_tua_fede_sii_Chiesa_missionaria_in_uscita_il_Card_Filoni_al_Congresso_Missionariohttp://www.fides.org/it/news/60120-VATICANO_Chiesa_della_Colombia_condividi_la_tua_fede_sii_Chiesa_missionaria_in_uscita_il_Card_Filoni_al_Congresso_MissionarioBucaramanga – “Coscienza e responsabilità missionaria delle Chiese particolari”: questo il tema dell’ampia relazione che il Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, ha tenuto il 27 maggio al Congresso Missionario Nazionale della Colombia, inaugurato la sera prima. L’evento si celebra a Bucaramanga sul tema “Siamo Chiesa colombiana, in uscita missionaria” .<br />Il Prefetto del Dicastero Missionario ha preso spunto dal brano evangelico della prima moltiplicazione dei pani , che ha come sfondo “il carattere missionario della comunità apostolica”, per alcune riflessioni: la centralità della persona e della missione di Gesù; la missione degli Apostoli è sottoposta al giudizio del Signore e alla conoscenza degli altri compagni, perchè la predicazione e l'azione non siano vane; senza una autentica spiritualità, non c’è una autentica missione, ma solo un attivismo senza futuro; la gente era attratta dalla predicazione e dal Maestro, che era diverso da tutti gli altri maestri; la moltitudine che cercava Gesù “era come pecore senza pastore”. <br />“Fin dai primi momenti del suo pontificato, Papa Francesco, il primo papa latinoamericano, ha parlato della missione e della testimonianza anche eroica, che a volte raggiunge il martirio – ha proseguito il Card. Filoni -. Una Chiesa in uscita missionaria in cui ogni cristiano e ogni comunità, sono chiamati ad uscire dalla propria comodità e hanno il coraggio di raggiungere tutte le periferie che hanno bisogno della luce del Vangelo”. Una Chiesa quindi la cui missione è annunciare la misericordia di Dio; una Chiesa al servizio delle periferie esistenziali, dei poveri e della società; una Chiesa che sa essere compassionevole, tenera, comunitaria e fraterna.<br />La Chiesa colombiana, soprattutto negli ultimi anni, ha sempre dimostrato un particolare impegno missionario, sia ad intra che ad extra, ha rilevato il Cardinale, “questo Congresso Missionario, quindi, vuole porsi sulla traccia della visione e della missione pastorale tracciata da Papa Francesco, che spesso ci spinge alla coscienza e alla responsabilità missionaria delle Chiese particolari”. “La missione ad gentes ad intra, in Colombia, è sempre necessaria, in modo che il popolo di Dio si possa rinnovare incessantemente nella fedeltà alla fede apostolica e nell’apertura allo Spirito. Inoltre ci responsabilizza anche riguardo alla missione ad extra, intesa come l'obbligo che tutte le Chiese particolari hanno riguardo all'annuncio del Vangelo nei luoghi in cui questo ha bisogno di essere ri-annunciato, dove è giunto recentemente o dove non si è ancora consolidato”.<br />Il Prefetto del Dicastero Missionario si è quindi ampiamente soffermato sulla coscienza missionaria delle Chiese particolari e sulla loro responsabilità missionaria, evidenziando tra l’altro le sfide poste dalla trasformazione della società e del mondo di oggi; la necessità di acquisire una autentica coscienza missionaria che non ci faccia rinchiudere nelle nostre necessità; l’importanza di acquisire gli strumenti propri del missionario: povertà evangelica, non violenza, disponibilità a dare la propria vita nel nome di Cristo e per amore degli uomini.<br />Infine il Card. Filoni, dopo aver espresso il suo apprezzamento per la sollecitudine dei Vescovi colombiani per le Chiese missionarie nel Paese, si è chiesto se la Colombia non abbia una “missione speciale”, ed ha concluso: “La Chiesa di questo Paese può dare e fare di più, perché anche qui, dove ci sono tante forme di povertà, e la speranza ha ancora un ruolo e una forza, nessuno è così povero da non poter condividere almeno la propria fede! Coraggio, Colombia! Si può dare e fare di più, per questo chiedo ai discepoli missionari di Gesù, che sono molti, di presentarsi e di farsi conoscere. Coraggio, Chiesa della Colombia, ‘condividi la tua fede’ e sii una Chiesa missionaria ‘in uscita’.” <br /><br/><strong>Link correlati</strong> :<a href="http://www.fides.org/es/attachments/view/file/C.Fil._Rel_CMN_27052016.docx">Il testo integrale della relazione del Cardinale, in spagnolo </a>Sat, 28 May 2016 10:44:50 +0200VATICANO - Il 30 maggio inizia l’Assemblea generale delle Pontificie Opere Missionariehttp://www.fides.org/it/news/60119-VATICANO_Il_30_maggio_inizia_l_Assemblea_generale_delle_Pontificie_Opere_Missionariehttp://www.fides.org/it/news/60119-VATICANO_Il_30_maggio_inizia_l_Assemblea_generale_delle_Pontificie_Opere_MissionarieCittà del Vaticano – Lunedì 30 maggio si aprono i lavori dell’Assemblea Generale Annuale delle Pontificie Opere Missionarie , presso la Casa di Esercizi dei Salesiani, a Roma. I Direttori nazionali delle POM provenienti da tutti i continenti, insieme al Presidente ed ai Segretari generali delle quattro Opere si ritroveranno per il loro appuntamento annuale che prevede le “Giornate pastorali” sul tema “Risvegliare la coscienza della missione oggi. Le POM al servizio delle giovani Chiese”; una giornata dedicata al 100° anniversario della Pontificia Unione Missionaria e la sessione ordinaria dell’assemblea .<br />I lavori saranno aperti dall’Arcivescovo S. E. Mons. Protase Rugambwa, Segretario aggiunto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli e Presidente delle POM, con gli adempimenti di rito, alcune testimonianze e l’introduzione al lavoro in workshops. Nel pomeriggio del 30 maggio la relazione del Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, e quella dell’Arcivescovo Rugambwa. Quindi, il giorno dopo, lavoro in workshops, dibattito, incontri continentali.<br />Mercoledì 1 giugno la giornata sarà dedicata alla celebrazione del centenario della Pontificia Unione Missionaria , con una visita a Ducenta , dove è sepolto il Beato padre Paolo Manna, sacerdote del Pontificio Istituto Missioni Estere , fondatore della PUM. Presiederà la Concelebrazione eucaristica il Card. Filoni.<br />Giovedì 2 giugno avrà inizio la Sessione ordinaria dell’Assemblea, durante la quale i Segretari generali delle quattro Pontificie Opere Missionarie presenteranno il rendiconto dell’anno trascorso, la previsione di bilancio e le richieste di sussidio ai progetti che sono pervenute. Prenderanno quindi la parola: il Segretario generale della Pontificia Opera della Propagazione della Fede, P. Ryszard Szmydki, OMI; il Segretario generale della Pontificia Opera di San Pietro Apostolo P. Fernando Domingues, MCCJ; la dott.ssa J. Baptistine Ralamboarison, Segretaria generale della Pontificia Opera dell’Infanzia Missionaria; P. Fabrizio Meroni, PIME, Segretario generale della Pontificia Unione Missionaria e Direttore del CIAM. Alle relazioni seguiranno gli interventi dei presenti, la discussione in aula e l’approvazione dei progetti. L’ultima relazione sarà di Mons. Carlo Soldateschi, Incaricato dell’Amministrazione. <br />Il programma di venerdì 3 giugno prevede i vari adempimenti finali dell’Assemblea. L’intervento conclusivo del Presidente delle POM, Mons. Rugambwa, chiuderà i lavori. Sabato 4 giugno l’udienza del Santo Padre Francesco. <br />Sat, 28 May 2016 08:26:42 +0200ASIA/PAKISTAN - La Caritas di Lahore oltre l’emergenza, accanto alle vittime della strage di Pasquahttp://www.fides.org/it/news/60118-ASIA_PAKISTAN_La_Caritas_di_Lahore_oltre_l_emergenza_accanto_alle_vittime_della_strage_di_Pasquahttp://www.fides.org/it/news/60118-ASIA_PAKISTAN_La_Caritas_di_Lahore_oltre_l_emergenza_accanto_alle_vittime_della_strage_di_PasquaLahore – La Chiesa di Lahore non ha dimenticato o abbandonato le vittime della strage di Pasqua: l’attentato che il 27 marzo ha ucciso nel parco Gulhan Iqbal a Lahore, 81 persone , in maggioranza bambini e ragazzi, 27 cristiani e 54 musulmani. “Il programma di assistenza e riabilitazione delle vittime, appartenenti a tutte le comunità religiose, va ben oltre l’aiuto di emergenza” spiega a Fides Rojar Noor Alam, Coordinatore dei programmi nella Caritas di Lahore. “Il piano di aiuto consta di diverse fasi: in un primo momento – riferisce – abbiamo fornito assistenza medica ai feriti, e alle persone tuttora ricoverate, e, d’altro canto, abbiamo avviato sessioni di consulenza psicologica post-trauma per le famiglie delle vittime dell’esplosione, dedicate ad adulti e bambini. Questi sono stati gli aiuti immediati”.<br />Una seconda fase “interessa la riabilitazione delle famiglie, sconvolte dalla strage anche sul piano economico e sociale, per garantire che possano riacquisire una capacità di sostentamento autonomo. Per questo stiamo accompagnando i capi-famiglia o le madri nel riprendere le attività economiche o nel crearne di nuove, con piccole imprese commerciali o grazie a un cammino di formazione professionale che, nel medio periodo, possa reinserirle in modo proficuo nel tessuto sociale”. Accanto a questo, intanto “curiamo il supporto alle spese per l’istruzione dei bambini di queste famiglie, che ora non possono coprire le spese scolastiche, per far sì che i ragazzi non abbandonino il fondamentale percorso di istruzione”, rimarcando che questo sostegno raggiunge famiglie cristiane musulmane, senza alcun discriminazione.<br />Nei giorni scorsi l'Arcivescovo Sebastian Francis Shaw, che continua a visitare regolarmente le vittime in ospedale, ha distribuito a 19 famiglie gli aiuti per l’assistenza medica di cui tuttora hanno bisogno le persone ricoverate. La Caritas ha consegnato una somma di 40.000 rupie ad ogni famiglia come contributo per coprire le spese sanitarie. Come riferito a Fides, l’Arcivescovo ha detto: “La Chiesa cattolica è al vostro fianco in questo tempo difficile. Ringraziamo il governo provinciale, le organizzazioni della società il Dipartimento della sanità e tutti coloro che stanno aiutando queste persone in ospedale”. Mons. Shaw ha concluso: “Ogni cittadino in questa splendida terra deve contribuire alla promozione della fraternità e della pace. La Caritas è con voi, non vi abbandona e continuerà ad accompagnarvi per migliorare la vostra vita”. <br />Fri, 27 May 2016 12:32:02 +0200AFRICA/EGITTO - Violenze contro i copti nella Provincia di Minya, intervengono il Patriarca Tawadros e il Presidente al Sisihttp://www.fides.org/it/news/60117-AFRICA_EGITTO_Violenze_contro_i_copti_nella_Provincia_di_Minya_intervengono_il_Patriarca_Tawadros_e_il_Presidente_al_Sisihttp://www.fides.org/it/news/60117-AFRICA_EGITTO_Violenze_contro_i_copti_nella_Provincia_di_Minya_intervengono_il_Patriarca_Tawadros_e_il_Presidente_al_SisiMinya – Sette case e negozi appartenenti a cristiani copti date alle fiamme e saccheggiati, un'anziana cristiana insultata, picchiata e infine denudata in pubblico da una banda di assalitori inferociti. E' questo il bilancio provvisorio della nuova fase di violenze settarie a danno dei copti esplose ad al Karm, nella provincia di Minya, nell'Alto Egitto. Stavolta, a scatenare la ferocia delle bande di invasati sono state le voci di paese intorno a una relazione sentimentale tra un egiziano copto e una donna musulmana. <br />La nuova esplosione di violenza settaria, a pochi giorni dall'incontro avvenuto a Roma tra Papa Francesco e il Grande Imam di al Azhar Ahmed al Tayyib, ha richiamato l'attenzione del dibattito pubblico in Egitto, soprattutto per le violenze e le umiliazioni perpetrate contro l'anziana signora. Il Patriarca copto ortodosso Tawadros II, attualmente in Austria, ha diffuso un comunicato in cui paventa la possibilità che i fatti di al Karm possano essere utilizzati per innescare una nuova spirale di scontri confessionali, e richiama tutti a tutelare insieme la pacifica convivenza tra le varie componenti della popolazione egiziana. Anche il Presidente Abdel Fattah al Sisi – riferisce un cumunicato diffuso il 26 maggio dallo staff presidenziale – ha fatto appello ai dicasteri governativi competenti affinchè i responsabili delle violenze di al Karm siano sollecitamente identificati e puniti. Secondo quanto riportato dalla stampa locale, almeno cinque persone sono già state arrestate con l'accusa di aver partecipato agli assalti contro l'anziana donna e le abitazioni dei copti. .<br />Fri, 27 May 2016 12:21:36 +0200ASIA/IRAQ - Gruppi della diaspora assiro-caldea attaccano il Patriarca Louis Raphael per le sue osservazioni critiche sulle “milizie cristiane”http://www.fides.org/it/news/60116-ASIA_IRAQ_Gruppi_della_diaspora_assiro_caldea_attaccano_il_Patriarca_Louis_Raphael_per_le_sue_osservazioni_critiche_sulle_milizie_cristianehttp://www.fides.org/it/news/60116-ASIA_IRAQ_Gruppi_della_diaspora_assiro_caldea_attaccano_il_Patriarca_Louis_Raphael_per_le_sue_osservazioni_critiche_sulle_milizie_cristianeBaghdad - La Assyrian Confederation of Europe - organizzazione registratasi lo scorso aprile presso il Parlamento europeo come organo di rappresentanza di gruppi e sigle militanti della diaspora assira, caldea e sira operanti nel vecchio Continente - ha criticato le recenti dichiarazioni rilasciate dal Patriarca caldeo Louis Raphael I all'Agenzia Fides, in cui il Primate della Chiesa caldea esprimeva giudizi netti sulle sedicenti “milizie cristiane” operative nell'Iraq settentrionale, che protrebbero in tempi brevi ricevere finanziamenti e forniture militari su disposizione del Congresso degli Stati Uniti. <br />“Tra le organizzazioni assire in Iraq e della diaspora” si legge in un comunicato inviato dalla Assyrian Confederation of Europe all'Agenzia Fides, “vi è un ampio consenso sull'idea che gli assiri devono partecipare attivamente alla campagna militare per liberare la Piana di Ninive e difendere l'area dopo la sua liberazione. Le Unità di protezione della Piana di Ninive , che assolvono tale compito, sono ufficialmente riconosciute e sostenute dal governo iracheno, contrariamente a quanto afferma il Patriarca”. <br />Secondo i responsabili dell'Assiryan Confederation of Europe, la necessità di creare milizie “assire” si è resa evidente "quando i Peshmerga curdi si ritirarono e lasciarono gli assiri della Piana di Ninive al genocidio per mano dell’ISIS ". Secondo il comunicato pervenuto all'Agenzia Fides, i gruppi armati assiri “non sono una 'milizia settaria', come sostiene il Patriarca Sako, e mirano a combattere a fianco delle altre forze legittime e contribuire alla sopravvivenza di un Iraq multi-etnico”. I responsabili dell’Assyrian Confederation of Europe intimano anche al Patriarca Louis Raphael di “non interferire negli affari politici del suo popolo”, e lo esortano “a non confondere il suo ruolo di figura religiosa con quello di un leader politico”.<br />La possibilità che le sedicenti “milizie cristiane” siano finanziate su disposizione del Ministero della difesa Usa – hanno fatto notare media statunitensi come Christian Today - rappresenta un potenziale effetto concreto della dichiarazione con cui lo stesso Congresso Usa ha definito come “Genocidio” le violenze subite dai cristiani da parte dei militanti del Daesh. <br />Il Patriarca caldeo Louis Raphael I Sako, invece, nelle dichiarazioni rilasciate a Fides aveva espresso la convinzione che “quella di dare armi a sedicenti milizie 'cristiane' è una pessima idea”. <br />La conquista di Mosul e della Piana di Ninive da parte del Daesh, definita da molti “Genocidio”, ha provocato la morte di alcuni cristiani - colpiti da lanci d'artiglieria - e la fuga di massa di decine di migliaia di sfollati cristiani siri, assiri e caldei verso Erbil e altre aree del Kurdistan iracheno, controllate dalle forze armate curde. .Fri, 27 May 2016 12:12:03 +0200AFRICA - Un progetto europeo - africano per recuperare 7 milioni di armi circolanti in Africa dell’Ovesthttp://www.fides.org/it/news/60115-AFRICA_Un_progetto_europeo_africano_per_recuperare_7_milioni_di_armi_circolanti_in_Africa_dell_Ovesthttp://www.fides.org/it/news/60115-AFRICA_Un_progetto_europeo_africano_per_recuperare_7_milioni_di_armi_circolanti_in_Africa_dell_Ovest<br />Roma - Sono 7 milioni le armi leggere e di piccolo calibro circolanti in Africa occidentale, un milione nella sola Nigeria. Di queste 77.000 sono tra le mani di gruppi di guerriglia che alimentano i conflitti in Costa d’Avorio, Guinea Bissau, Liberia, Mali, Niger, Nigeria e Senegal.<br />Per far fronte a questo problema, l’Unione Europea, principale partner commerciale dei Paesi della regione, ha lanciato un’iniziativa insieme alla CEDEA/ECOWS per recuperare le armi in possesso dei civili dell’area.<br />Al programma hanno aderito sette Stati dell’Africa occidentale: Mali, Liberia, Guinea, Niger, Sierra Leone, Costa d’Avorio e Nigeria.<br />Il programma, avviato nel 2014 e destinato a concludersi nel 2017, è incentrato sulla comunicazione e l’insegnamento dei pericoli del traffico d’armi leggere nei villaggi e nelle città di frontiera e sul loro ruolo nell’alimentare le violenze. A questo segue l’invito agli abitanti a consegnare volontariamente le armi in cambio di progetti di sviluppo comunitario. I capi villaggio sono stati sollecitati a prendere parte all’iniziativa in veste di garanti di fronte alla propria comunità. <br />Fri, 27 May 2016 11:51:16 +0200AMERICA/STATI UNITI - I Vescovi preoccupati per le annunciate operazioni per l’espulsione di immigrati centroamericanihttp://www.fides.org/it/news/60114-AMERICA_STATI_UNITI_I_Vescovi_preoccupati_per_le_annunciate_operazioni_per_l_espulsione_di_immigrati_centroamericanihttp://www.fides.org/it/news/60114-AMERICA_STATI_UNITI_I_Vescovi_preoccupati_per_le_annunciate_operazioni_per_l_espulsione_di_immigrati_centroamericaniWashington – Il Presidente della Commissione per le Migrazioni della Conferenza Episcopale degli Stati Uniti , Sua Ecc. Mons. Eusebio Elizondo, Vescovo ausiliare di Seattle, ha espresso profonda preoccupazione per le notizie che l'Ufficio immigrazione e frontiere degli Stati Uniti, inizierà presto, e porterà avanti per un mese, una serie di operazioni volte all’espulsione degli immigrati clandestini. La stessa preoccupazione è stata espressa dall'Arcivescovo di Los Angeles, Mons. José H. Gomez, personalità molto nota per il suo impegno con gli immigrati.<br />La nota pervenuta a Fides dalla USCCB, segnala che le imminenti operazioni riguarderanno in particolare le madri centroamericane senza documenti e i bambini. "Queste operazioni provocano il panico nelle nostre parrocchie" ha detto Mons. Elizondo. "Nessuna persona, migrante o no, dovrebbe aver paura di lasciare la sua casa per frequentare la chiesa o la scuola. Nessuno dovrebbe temere di essere strappato via dalla sua famiglia e di tornare nel pericolo".<br />Mons. Elizondo e l'Arcivescovo Gomez ricordano all'Amministrazione attuale e all’ICE che questo tipo di azioni sono la causa per cui le famiglie vivono nella paura costante, cosa contraria ai tanti valori americani e sfida alla dignità donata da Dio ad ogni persona.<br /> <br />Fri, 27 May 2016 11:18:19 +0200AMERICA/ECUADOR - I bambini costruiscono giocattoli per i loro coetanei colpiti dal sismahttp://www.fides.org/it/news/60113-AMERICA_ECUADOR_I_bambini_costruiscono_giocattoli_per_i_loro_coetanei_colpiti_dal_sismahttp://www.fides.org/it/news/60113-AMERICA_ECUADOR_I_bambini_costruiscono_giocattoli_per_i_loro_coetanei_colpiti_dal_sismaQuito – Le conseguenze lasciate dal terremoto che lo scorso 16 aprile ha devastato il Paese continuano a ripercuotersi sui più piccoli. Pur non essendo stati nelle zone colpite, nelle province di Manabí e Esmeraldas, i bambini di altre zone dello stesso Ecuador, insieme a studenti, insegnanti, padri di famiglia di Brasile, Argentina, Colombia, Messico, Uruguay e Costa Rica, hanno formato una rete solidale per promuovere un progetto di aiuti che consiste nel confezionare bambole di stoffa per i minori della zona costiera andata distrutta dal terremoto. La consegna partirà dal mese di giugno, in occasione della Giornata Internazionale del Bambino. <br />Con ritagli di stoffa, lana, nastri, fili, bottoni, sono state create bambole, pesci, orsi, gatti, asini, stelle. Inoltre i bambini della scuola materna ed elementare hanno anche scritto un messaggio per i beneficiari delle zone più gravemente colpite. In media sono 1000 bambole tra quelle confezionate a Quito e quelle che verranno inviate dall’estero . La consegna sarà effettuata gradualmente, tramite volontari che realizzeranno attività ricreative e artistiche rivolte ai più piccoli. Il processo di elaborazione delle bambole ha favorito anche l’unione delle famiglie che vi hanno preso parte. I disegni sono stati realizzati dai bambini nelle loro scuole e poi hanno preso forma con l’aiuto degli adulti. Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica, a Manabí e Esmeraldas vivono 422.513 minori, nella fascia di età tra zero e nove anni. I dati dell’Unicef riportano circa 150 mila piccoli che sono stati colpiti direttamente da questa emergenza. <br />Fri, 27 May 2016 11:07:19 +0200AMERICA/COLOMBIA - Il Vescovo di Tibù e la Chiesa locale pronti a mediare per il rilascio dei giornalistihttp://www.fides.org/it/news/60112-AMERICA_COLOMBIA_Il_Vescovo_di_Tibu_e_la_Chiesa_locale_pronti_a_mediare_per_il_rilascio_dei_giornalistihttp://www.fides.org/it/news/60112-AMERICA_COLOMBIA_Il_Vescovo_di_Tibu_e_la_Chiesa_locale_pronti_a_mediare_per_il_rilascio_dei_giornalistiTibù – Aumenta la preoccupazione dopo la scomparsa della giornalista del quotidiano El Tiempo, Salud Hernández-Mora, di cui non si sa niente da sabato scorso, 21 maggio, quando dal comune di El Tarra si stava dirigendo in motocicletta verso il villaggio Filogringo.<br />Dopo i tentativi falliti di ricerca da parte della polizia e dei militari della zona, il Vescovo della diocesi di Tibu, Sua Ecc. Mons. Omar Alberto Sánchez Cubillos, O.P., ha espresso l'intenzione di unirsi alla ricerca: "Conosciamo molto bene territori, luoghi e sentieri, conosciamo anche la gente che vi abita e in questo senso c'è già una rete disponibile. Dal momento in cui ci mobilitiamo, i parroci delle parrocchie di Filogringo e Tarra sono disponibili ad aiutare, e anche tutti noi siamo disponibili" ha affermato in un'intervista a Radio Caracol, Mons. Sánchez Cubillos.<br />Altri due giornalisti, Diego D. Pablos e Carlos Melo, di TCN TV, erano stati rapiti pochi giorni fa. Al riguardo il Vescovo ha detto che si sta attendendo il loro rilascio: saranno consegnati al parroco di Filogringo e alla Commissione regionale che sono già pronti a riceverli.<br />Ieri pomeriggio, l’ex presidente della Colombia, Alvaro Uribe, nel corso di una manifestazione contro i rapimenti, ha indicato l’ELN come autore di questi sequestri nella zona.<br />Il fenomeno del rapimento dei giornalisti è riapparso nelle ultime settimane, specie in questa zona della Colombia. Da segnalare è la ricerca di membri della Chiesa cattolica come intermediari per le trattative fra autorità e gruppi guerriglieri che predominano nella zona.<br /> <br /><br />Fri, 27 May 2016 11:05:35 +0200AFRICA/COSTA D’AVORIO - I Vescovi chiedono la liberazione dei prigionieri della guerra civile per una vera riconciliazione nazionalehttp://www.fides.org/it/news/60111-AFRICA_COSTA_D_AVORIO_I_Vescovi_chiedono_la_liberazione_dei_prigionieri_della_guerra_civile_per_una_vera_riconciliazione_nazionalehttp://www.fides.org/it/news/60111-AFRICA_COSTA_D_AVORIO_I_Vescovi_chiedono_la_liberazione_dei_prigionieri_della_guerra_civile_per_una_vera_riconciliazione_nazionale<br />Abidjan - “La riconciliazione naturalmente esige la liberazione dei prigioni del conflitto avvenuto nel Paese, soprattutto dal momento che, da questo punto di vista, nessuno può dirsi innocente” ha affermato domenica 22 maggio Mons. Ignace Bessi Dogbo, Vescovo di Katiola, parlando a nome dei Vescovi della Costa d’Avorio, nella Cattedrale di Notre-Dame de la Paix de Yamoussoukro, durante il pellegrinaggio nazionale tenutosi nel quadro del Giubileo della Misericordia. “Per riconciliarsi occorre essere liberi, per essere liberi, occorre avere la possibilità d muoversi senza essere angustiati” ha aggiunto il Vescovo.<br />La Costa d’Avorio ha subito un decennio di crisi politica militare, tra il 2002 e il 2011, conclusosi con lo scontro tra l’attuale Presidente Alassane Ouattara e l’ex Presidente Laurent Gbagbo, che non riconosceva la vittoria del primo nelle elezioni presidenziali del novembre 2010. Lo scontro politico si è trasformato in confronto militare tra i sostenitori dei due campi, con più di 3000 morti in cinque mesi. Gbagbo è stato infine arrestato quando truppe ONU e francesi hanno dato l’assalto al Palazzo presidenziale dove si era trincerato.<br />Diversi sostenitori di Gbagbo sono stati arrestati per le violenze post-elettorali, mentre nessun sostenitore dell’attuale Presidente è stato tradotto davanti alla giustizia per gli atti violenti commessi, visto che, secondo osservatori indipendenti, nessuno dei due contendenti può dirsi innocente per quel che è avvenuto in quel periodo. <br />Fri, 27 May 2016 11:00:19 +0200VATICANO - Il Card. Filoni ai seminaristi: una vocazione che ha per orizzonte il mondo interohttp://www.fides.org/it/news/60110-VATICANO_Il_Card_Filoni_ai_seminaristi_una_vocazione_che_ha_per_orizzonte_il_mondo_interohttp://www.fides.org/it/news/60110-VATICANO_Il_Card_Filoni_ai_seminaristi_una_vocazione_che_ha_per_orizzonte_il_mondo_interoBogotà – Nel pomeriggio del 25 maggio, il Card. Fernando Filoni ha presieduto la Concelebrazione Eucaristica al “Seminario Intermisional San Luis Bertràn” a Bogotà, insieme alla comunità formativa e ai seminaristi, nell’ambito della sua visita pastorale in Colombia . <br />“Questo seminario, fondato nel 1959 dalla Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, si prepara a vivere il suo sessantesimo anno di vita – ha ricordato il Cardinale nell’omelia -. Vuole essere, secondo le intenzioni dei fondatori, un luogo di formazione dei Vicariati Apostolici, come pure promuovere e guidare il clero a prendere a cuore l'evangelizzazione come l'obiettivo primario dei futuri sacerdoti. Oggi, con più di 100 studenti, mentre ricordiamo anche i tanti sacerdoti preparati e attivi nei diversi Vicariati, continua a rispondere alle stesse aspettative”. <br />Il Prefetto del Dicastero Missionario ha quindi sottolineato l’importanza che la direzione del Seminario sia affidata alla Conferenza Episcopale, pur mantenendo il suo carattere missionario e sia sotto la tutela della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli. “E' bello perché i Vescovi di questo paese sentono che ricade anche su di loro la responsabilità per l'opera di evangelizzazione in tutto il paese e la formazione degli operatori pastorali”.<br />Prendendo spunto dal Vangelo proclamato poco prima, in cui l’evangelista Marco racconta di quando Gesù, per la terza volta, prepara i discepoli al mistero della sua passione , il Card. Filoni si è soffermato in sul tema del servizio, in quanto particolarmente connesso alla missione sacerdotale. “Cristo non ha smesso di dare l’esempio ai suoi discepoli, diventando servo e offrendo volontariamente la sua vita sulla croce... La logica del Regno di Dio è quella del servizio, non quella del potere, non quella del fare carriera, quella della donazione totale al Vangelo, non della ricerca della promozione sociale. La vocazione sacerdotale è la chiamata di Dio al servizio dei fratelli... Vi raccomando, quindi, la meditazione di questo Vangelo come motivazione della vostra vocazione sacerdotale e missionaria”. Infine il Prefetto del Dicastero Missionario ha raccomandato ai seminaristi: “siete chiamati a partecipare alla missione della Chiesa che avete dinanzi e che il Signore, attraverso il Vescovo, vi affiderà. Ora tocca a voi prepararvi e rispondere se accettare o meno”. Il Cardinale li ha invitati a “lasciarsi affascinare da Cristo”, a “scoprire la bellezza di donargli la vita”, a “non limitarsi a piccoli progetti”. “Abbiate il coraggio di accettare una chiamata grande, che ha per orizzonte il mondo intero, e siate disposti a prendere in seria considerazione la proposta di offrire i migliori anni della vostra vita nella piena disponibilità missionaria nei luoghi anche più difficili ed emarginati delle vostre Chiese particolari e, perché no?, oltre i vostri confini”. <br /><br/><strong>Link correlati</strong> :<a href="http://www.fides.org/es/attachments/view/file/C.FIL._Seminario_25052016.docx">Il testo integrale dell’omelia del Cardinale, in spagnolo</a>Fri, 27 May 2016 10:15:27 +0200VATICANO - Il Card. Filoni apre il Congresso Missionario nazionale: “abbiamo bisogno di Cristo”http://www.fides.org/it/news/60109-VATICANO_Il_Card_Filoni_apre_il_Congresso_Missionario_nazionale_abbiamo_bisogno_di_Cristohttp://www.fides.org/it/news/60109-VATICANO_Il_Card_Filoni_apre_il_Congresso_Missionario_nazionale_abbiamo_bisogno_di_CristoBucaramanga – Come Bartimeo “siamo anche noi un po' ciechi, siamo un po' mendicanti, un po' poveri. Abbiamo bisogno di Cristo, di recuperare una fede cristologica. Abbiamo bisogno di credere che la nostra vita è amata da Dio nonostante l'oscurità e l'incertezza di alcuni momenti. Abbiamo bisogno della luce e della speranza con cui il Signore ci raggiunge fino alle profondità in cui siamo per dissipare ogni oscurità e curare qualsiasi cecità o malattia”. Così si è espresso il Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, presiedendo la Messa di apertura del XII Congresso Missionario Nazionale della Colombia, a Bucaramanga, nel pomeriggio di ieri, giovedì 26 maggio. <br />Rivolgendosi ai Cardinali, al Nunzio apostolico, ai Vescovi, ai sacerdoti, ai religiosi e alle religiose, ed ai numerosi fedeli laici presenti, il Card. Filoni ha portato il saluto e la benedizione di Papa Francesco, e ha definito “motivo di profonda gioia ecclesiale” la sua partecipazione all’apertura del Congresso Missionario. <br />Prendendo spunto dal Vangelo della liturgia del giorno, memoria di San Filippo Neri, nella sua omelia il Cardinale si è soffermato sulla guarigione del cieco Bartimeo . “Essere cieco, nel linguaggio della Sacra Scrittura, non è semplicemente una mancanza fisica, ma ha anche un significato spirituale – ha detto -. Bartimeo conosceva il buio della cecità e sentiva la necessità di vedere, da qui scaturisce il suo grido profondo, ‘Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!’. Gesù lo ascolta, ‘si fermò e disse: Chiamatelo!’.” <br />Quindi, citando Papa Francesco nell’Esortazione apostolica Evangelii Gaudium, il Card. Filoni ha spiegato che “questo invito rivolto a Bartimeo, è immagine e simbolo di ognuno di noi e di quanti vacillano nella fede... ‘Chi rischia, il Signore non lo delude, e quando qualcuno fa un piccolo passo verso Gesù, scopre che Lui già aspettava il suo arrivo a braccia aperte’ . Il Signore ascolta, accoglie, restituisce la vista. In breve, salva mediante la fede... Per la fede Bartimeo credette nell’amore di Dio, che tutto può”, e recuperata la vista si mise a seguirlo.<br />Nella prima lettura , San Pietro “ci ricorda che siamo chiamati a esortare ogni uomo e donna ad avere coraggio, perché il Signore ci chiama alla salvezza. Questo incoraggiare, cercare il fratello, dargli speranza, portarlo a Gesù, è ciò che significa Chiesa ‘in uscita’, comunità di discepoli missionari”. <br />Il Prefetto del Dicastero Missionario ha concluso l’omelia augurando di poter anche noi ascoltare, come Bartimeo, la frase di Gesù “la tua fede ti ha salvato”, e invocando l’aiuto di Maria, discepola umile e fedele, e di Santa Laura Montoya, per “compiere con efficacia la nostra missione evangelizzatrice”. <br /><br/><strong>Link correlati</strong> :<a href="http://www.fides.org/es/attachments/view/file/C.Fil._Con_Mis_Naz_26052016.docx">Il testo integrale dell’omelia del Cardinale, in spagnolo </a>Fri, 27 May 2016 10:01:24 +0200AFRICA/SUDAN - Torna libero il monaco copto rapito nel Darfurhttp://www.fides.org/it/news/60108-AFRICA_SUDAN_Torna_libero_il_monaco_copto_rapito_nel_Darfurhttp://www.fides.org/it/news/60108-AFRICA_SUDAN_Torna_libero_il_monaco_copto_rapito_nel_DarfurNyala – E’ tornato in libertà il monaco copto ortodosso Gabriel, di cittadinanza sudanese, che era stato rapito giovedì 14 aprile nella città di Nyala, capitale dello Stato sudanese del Darfur meridionale . I suoi confratelli del monastero di Sant'Antonio hanno potuto riabbracciarlo dopo un sequestro durato quaranta giorni. A rapirlo, secondo fonti locali consultate dall'Agenzia Fides, era stato un gruppo di uomini armati che si erano allontanati dal luogo del sequestro a bordo di un fuoristrada, dopo aver legato e picchiato due persone che erano in compagnia del monaco. Il religioso è stato prelevato mentre si trovava presso strutture appartenenti alla locale parrocchia copta, non lontano dal Campo profughi di Atash.<br />Fonti della Chiesa copta ortodossa – riferisce l'Agenzia Copts United – hanno dichiarato che il monaco è stato rilasciato senza pagare alcun riscatto. In precedenza, i media locali avevano riportato indiscrezioni secondo cui per la liberazione di padre Gabriel era stato richiesto il pagamento di un riscatto pari alla cifra esorbitante di cinque milioni di sterline sudanesi . . Wed, 25 May 2016 12:06:44 +0200ASIA/PAKISTAN - Scampati a un rapimento i familiari di un avvocato cristianohttp://www.fides.org/it/news/60107-ASIA_PAKISTAN_Scampati_a_un_rapimento_i_familiari_di_un_avvocato_cristianohttp://www.fides.org/it/news/60107-ASIA_PAKISTAN_Scampati_a_un_rapimento_i_familiari_di_un_avvocato_cristianoLahore - Si sono salvati i genitori e una sorella dell'avvocato cristiano Sardar Mushtaq Gill, rapiti a Lahore il 22 maggio scorso da sconosciuti. L'avvocato, che già in passato aveva ricevuto minacce per il suo impegno legale in difesa dei cristiani discriminati o vittime innocenti di blasfemia, aveva registrato prontamente una denuncia. <br />I tre erano a una fermata dell’autobus per raggiungere il villaggio di Kot Usad Ullah per esprimere le condoglianze a un parente. Uno sconosciuto li ha invitati a salire su un’automobile, dicendo che era stato inviato dall'avvocato Gill, per poi dirigersi in tutt’altra direzione. Approfittando di un momento di traffico, con l'auto ferma, le due donne sono uscite dall'abitacolo, mentre l'uomo, minacciato con una pistola, è rimasto nella mani del rapitore. Le due donne hanno subito avvisato la polizia del sequestro. Alcune ore dopo, anche l'uomo è stato liberato. Il padre dell'avvocato ha riferito che il sequestratore gli ha esplicitamente parlato dell'attività del figlio e "della sua difesa dei casi legati alla religione". <br />L'avvocato Gill e la sua famiglia sono da mesi vittime di minacce e vessazioni. In questi giorni, l'organizzazione guidata dall'avvocato, "LEAD" ,<br />si sta occupando di ragazze cristiane vittime di conversioni forzate e costrette al matrimonio islamico. Nel mese di maggio ne ha salvate due. "Nonostante questa sofferenza e questi attacchi, continuerò nell'opera di difesa delle vittime della violenza religiosa" ha commentato Gill a Fides. <br />Wed, 25 May 2016 11:25:24 +0200AMERICA/COLOMBIA - “Quartieri senz’acqua, l’unico ospedale chiuso, ci aiuti signor Presidente!” chiede il Vescovo di Buenaventurahttp://www.fides.org/it/news/60106-AMERICA_COLOMBIA_Quartieri_senz_acqua_l_unico_ospedale_chiuso_ci_aiuti_signor_Presidente_chiede_il_Vescovo_di_Buenaventurahttp://www.fides.org/it/news/60106-AMERICA_COLOMBIA_Quartieri_senz_acqua_l_unico_ospedale_chiuso_ci_aiuti_signor_Presidente_chiede_il_Vescovo_di_BuenaventuraBuenaventura – Sua Ecc. Mons. Ettore Epalza Quintero, P.S.S., Vescovo della diocesi di Buenaventura, durante l'Eucaristia che ha celebrato il 21 maggio, giornata nazionale dell’afro-colombianità, ha approfittato della presenza del Presidente Santos e della delegazione di quattro ministri a Buenaventura, per lanciare un grido di allarme.<br />Durante l'omelia, il Vescovo ha chiesto al Presidente di lavorare di più per Buenaventura, perché, nonostante il "Piano per il Pacifico" guidato dall’attuale Ministro dell'Ambiente, "non abbiamo l'acqua 24 ore al giorno nella maggior parte dei nostri quartieri. Hidropacífico , il cui slogan è ‘l'acqua per la vita’, sembra che ci voglia assetati. Ma proprio lì dove il servizio non arriva, arriva puntuale la bolletta da pagare. Inoltre, l'ospedale rimane chiuso dopo due anni di ristrutturazione. Caro presidente, ci aiuti!" ha concluso il Vescovo.<br />Ieri, 24 maggio, la governatrice della zona, Dilian Francisca Toro, si è giustificata con la stampa per la situazione spiegando che deve aspettare l'intervento diretto dal Ministero per la Casa, "responsabile della gestione del contratto con Hidropacífico". Il paradosso, come aveva già segnalato il Vescovo, è che "a Buenaventura ci sono 7 bacini con 45 milioni di metri cubi d'acqua, ma nei quartieri non ne arriva una goccia, mentre la bolletta arriva puntuale".<br /> <br />Wed, 25 May 2016 11:22:57 +0200ASIA/ISRAELE - Il governo israeliano non mantiene le promesse, scuole cristiane a rischiohttp://www.fides.org/it/news/60105-ASIA_ISRAELE_Il_governo_israeliano_non_mantiene_le_promesse_scuole_cristiane_a_rischiohttp://www.fides.org/it/news/60105-ASIA_ISRAELE_Il_governo_israeliano_non_mantiene_le_promesse_scuole_cristiane_a_rischioGerusalemme – A pochi giorni dalla fine di un anno scolastico tormentato, iniziato con uno sciopero protrattosi per 27 giorni, le 47 scuole cristiane operanti in Israele si trovano ad affrontare una emergenza finanziaria dagli effetti potenzialmente devastanti, perchè il Ministero dell'istruzione non ha mantenuto finora l'impegno di trasferire agli istituti scolastici ispirati dalle locali comunità cristiane il contributo dovuto, ammontante a 50 milioni di Shekel. La preoccupazione per la difficile congiuntura creatasi è espressa in un documento-appello diffuso dall'Ufficio delle scuole cristiane, dove si delineano i passaggi chiave e gli aspetti controversi di una vicenda che sta mettendo in ansia decine di migliaia di docenti, operatori scolastici, studenti e famiglie in tutto il Paese. <br />Durante la mobilitazione d'inizio anno, gli alunni delle scuole cristiane, insieme ai propri genitori e ai propri insegnanti, avevano organizzato anche manifestazioni di piazza per denunciare il taglio massiccio del 45% dei contributi statali, imposto negli ultimi sei anni da parte del governo d'Israele, all'origine dell'emergenza finanziaria. A fine setttembre, alcune proposte per uscire dall'impasse erano state presentate dal ministero israeliano per l'educazione all'Ufficio delle scuole cristiane, che le aveva accolte . L'accordo prevedeva l'attribuzione alle scuole cristiane di un primo contributo di 50 milioni di shekel – pari a quasi 11 milioni e 350mila euro – che doveva essere versato entro il 31 marzo scorso, a compensazione dei tagli disposti negli anni precedenti. per il primo trimestre dell'anno accademico 2015-2016. Poi si sarebbe dovuto creare un nuovo organismo negoziale, incaricato di affrontare e risolvere questioni in sospeso.<br />A più di 50 giorni dalla scadenza annunciata – si legge nel documento diffuso adesso dall'Ufficio delle scuole cristiane, pervenuto all'Agenzia Fides – la tranche di risorse promessa non è ancora stata versata. La commissione speciale dei negoziati, guidata dal funzionario Shimshon Shoshani, si è riunita tre volte, limitandosi a riproporre la richiesta – già respinta in precedenza – che le scuole cristiane accettino di essere inglobate in tutto e per tutto al sistema scolastico pubblico, sottoposto alla direzione del Ministero dell'educazione, con l'unica garanzia di poter conservare tre ore settimanali per classe dedicate a "rafforzare e preservare l'identità cristiana e il peculiare stile di vita delle scuole cristiane ". <br />“E' chiaro – si legge nel comunicato, firmato da padre Abdel Masih Fahim, Segretario generale dell'Ufficio - che queste raccomandazioni non risolvono la crisi finanziaria causata dalle politiche del Ministero dell'educazione negli ultimi anni. E deploriamo che il Ministero stia cercando ancora una volta di costringere le nostre istituzioni ad aderire al sistema pubblico”. Davanti al collasso finanziario che le minaccia, le scuole cristiane, attraverso il loro Ufficio di coordinamento, chiedono che il governo israeliano onori al più presto i suoi impegni, che sia fissata una quota annuale fissa di contributo statale, oppure, in alternativa, che sia predisposto un nuovo status giuridico per le scuole cristiane in Israele, che consenta loro maggiore libertà di movimento nella ricerca di fondi destinati a compensare i tagli drastici del contributo statale.<br />Le 47 scuole cristiane d'israele sono frequentate da 33mila studenti cristiani, musulmani, drusi e ebrei. .Wed, 25 May 2016 11:18:17 +0200ASIA/INDONESIA - Emergenza nel Paese per lo sfruttamento di minori nelle piantagioni di tabaccohttp://www.fides.org/it/news/60104-ASIA_INDONESIA_Emergenza_nel_Paese_per_lo_sfruttamento_di_minori_nelle_piantagioni_di_tabaccohttp://www.fides.org/it/news/60104-ASIA_INDONESIA_Emergenza_nel_Paese_per_lo_sfruttamento_di_minori_nelle_piantagioni_di_tabaccoGiacarta – Lo sfruttamento di manodopera infantile nelle piantagioni di tabacco continua ad essere una delle emergenze più gravi dell’Indonesia. La denuncia arriva dal rapporto appena pubblicato dall’organizzazione Human Rights Watch . I minori, alcuni di soli 8 anni di età, sono esposti a nicotina, maneggiano sostanze chimiche tossiche o usano strumenti pericolosi sotto il caldo torrido nelle piantagioni. Durante una indagine sul campo, la responsabile dello studio insieme alla sua equipe, hanno intervistato 132 bambini impegnati nelle piantagioni di quattro provincie indonesiane. La metà dei piccoli hanno riferito di sintomi collegati con l’intossicazione acuta dovuta alla nicotina, assorbita attraverso il contatto con la pelle. L’esposizione ai pesticidi e altre sostante chimiche, collegate con problemi respiratori, cancro o depressione, sono un’altra costante tra i bambini che raccolgono le foglie di tabacco. L’Indonesia è il quinto produttore mondiale di tabacco, con oltre 500 mila piantagioni dove, secondo i dati dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, lavorano oltre 1 milione e mezzo di minori nella fascia di età tra 10 e 17 anni. <br />Wed, 25 May 2016 11:15:51 +0200