Fides News Italianohttp://www.fides.org/Le notizie dell'Agenzia Fidesen-usAFRICA/EGITTO - Posa della prima pietra della chiesa dedicata ai “Martiri di Libia”http://www.fides.org/it/news/57351-AFRICA_EGITTO_Posa_della_prima_pietra_della_chiesa_dedicata_ai_Martiri_di_Libiahttp://www.fides.org/it/news/57351-AFRICA_EGITTO_Posa_della_prima_pietra_della_chiesa_dedicata_ai_Martiri_di_LibiaMinya – Si è tenuta oggi, mercoledì 1 aprile, nel villaggio di al Awar, nei pressi di Samalot, la posa della prima pietra della chiesa dedicata ai “Martiri di Libia”, i 21 egiziani copti trucidati in territorio libico dai jihadisti lo scorso gennaio. Lo riferiscono fonti locali consultate dall'Agenzia Fides. Il villaggio si trova a 25 chilometri da Minya, nella provincia da cui proveniva la maggior parte delle vittime della barbarie jihadista. All'iniziativa hanno preso parte anche esponenti delle comunità islamiche locali. <br />Il governatore di Minya aveva tenuto una riunione del comitato di conciliazione con rappresentanti anziani e autorevoli dei clan familiari cristiani e musulmani della zona. All'incontro avevano partecipato anche alti rappresentanti dell'esercito e delle forze di sicurezza. Gli incontri di conciliazione e l'intervento di autorità giudiziarie e militari sono serviti anche a superare le proteste e le resistenze che gruppi islamisti locali avevano messo in atto nel tentativo di bloccare il progetto di costruzione della chiesa, sponsorizzato dal governo. .Wed, 01 Apr 2015 00:00:00 +0200AMERICA/BOLIVIA - Vince il partito di Morales, ma perde molto terreno politicohttp://www.fides.org/it/news/57350-AMERICA_BOLIVIA_Vince_il_partito_di_Morales_ma_perde_molto_terreno_politicohttp://www.fides.org/it/news/57350-AMERICA_BOLIVIA_Vince_il_partito_di_Morales_ma_perde_molto_terreno_politicoLa Paz – Secondo informazioni pervenute a Fides, dopo le elezioni comunali e regionali del 29 marzo, il “Movimiento al Socialismo” del presidente Evo Morales è riuscito a mantenersi come prima forza politica del Paese, ma ha perso diversi suoi bastioni tradizionali, in particolare El Alto, dove aveva vinto dal 2002.<br />Nelle elezioni si sono confermate le polarizzazioni del voto in tre dipartimenti e quattro capitali, dove solo due forze politiche hanno ottenuto oltre l'80% dei voti validi. A livello dipartimentale, a Chuquisaca, secondo il conteggio ufficiale dei 1.588 seggi, il MAS con l’ex governatore Esteban Urquizo ha ottenuto il 44,74% dei voti, mentre il gruppo cittadino "Chuquisaca Somos Todos" , con la candidatura dell'ex leader contadino Damian Condori, è al primo posto con il 46,95% dei voti. Entrambi i contendenti devono confrontarsi nel secondo turno, il 3 maggio, come per El Beni.<br />Anche il dipartimento di La Paz ha visto il voto polarizzato in due opzioni; il candidato Félix Patzi con "Sovranità e Libertà" è riuscito ad ottenere il 57% dei voti conteggiando 1.863 seggi, mentre la sua principale avversaria politica , Felipa Huanca, ha raccolto il 24.85% dei voti. Quindi MAS ha vinto in quattro dei nove dipartimenti , mentre l'opposizione ha conquistato i governatorati di Santa Cruz, Tarija e La Paz. Wed, 01 Apr 2015 00:00:00 +0200ASIA/SIRIA - Idlib nelle mani dei jihadisti. Sacerdote ortodosso sequestratohttp://www.fides.org/it/news/57349-ASIA_SIRIA_Idlib_nelle_mani_dei_jihadisti_Sacerdote_ortodosso_sequestratohttp://www.fides.org/it/news/57349-ASIA_SIRIA_Idlib_nelle_mani_dei_jihadisti_Sacerdote_ortodosso_sequestratoIdlib – La città di Idlib è caduta nelle mani delle milizie jiahdiste anti-Assad da sabato 28 marzo, e si diffondono le prime notizie di violenze e discriminazioni a danno degli abitanti cristiani della città. Secondo diverse fonti fonti locali consultate dall'Agenzia Fides, i miliziani islamisti hanno sequestrato il sacerdote greco ortodosso Ibrahim Farah, di 57 anni, che guidava la parrocchia greco-ortodossa dedicata alla Vergine Maria e aveva deciso di rimanere al suo posto e di non lasciare la città davanti all'offensiva delle diverse formazioni ribelli anti-governative che hanno partecipato alla presa della città. <br />Secondo alcune versini circolanti sui social media, il sacerdote sarebbe in attesa di comparire davanti a una delle corti islamiche istituite dai jihadisti nei territori caduti sotto il loro controllo. Oltre a lui sarebbero stati prelevati anche altri cristiani laici della parrocchia. Il sequestro viene attribuito da più parti al Fronte al-Nusra, formazione vicina a al-Qaida e attiva nel conflitto siriano, che in passato si è anche scontrata militarmente con i jihadisti dello Stato islamico . <br />Nella città di Idlib i cristiani prima della guerra civile erano più di mille, concentrati in alcune aree del centro. La maggior parte di loro ha lasciato le proprie case davanti all'offensiva dei gruppi ribelli, trasferendosi nei centri vicini di Mhardeh, Ariha e Banyas. Idlib, nel nor-ovest siriano, situata in posizione strategica a 25 chilometri dal confine turco, è il secondo capoluogo di provincia a cadere nelle mani dei jihadisti dopo Raqqa, nelle mani dello Stato Islamico dal 2013. La controffensiva dell'esercito siriano su Idlib si affida per ora a bombardamenti e lanci di razzi. .Wed, 01 Apr 2015 00:00:00 +0200ASIA/PAKISTAN - Sono 28 i cristiani rinviati a giudizio per il linciaggio di Lahorehttp://www.fides.org/it/news/57348-ASIA_PAKISTAN_Sono_28_i_cristiani_rinviati_a_giudizio_per_il_linciaggio_di_Lahorehttp://www.fides.org/it/news/57348-ASIA_PAKISTAN_Sono_28_i_cristiani_rinviati_a_giudizio_per_il_linciaggio_di_LahoreLahore – Il Tribunale Anti Terrorismo di Lahore ha rinviato a giudizio 28 cristiani imputati per la brutale uccisione di due musulmani dopo gli attentati alle chiese di Youhanabad, il 15 marzo, e per i conseguenti disordini di piazza. Il Tribunale ha confermato l’arresto per 16 imputati di omicidio e 12 di danneggiamento della proprietà dello stato. Il provvedimento giunge dopo circa 15 giorni di indagini in cui la polizia ha visionato i filmati girati con il telefono cellulare da alcuni testimoni oculari. Gli altri sospettati sono stati rilasciati.<br />Intanto restano critiche le condizioni dei feriti negli attentati. “Urge assicurare assistenza sanitaria, materiale e psicologica alle persone ferite dopo gli attacchi alle chiese di Youhanabad”: è l’appello inviato a Fides dalle Ong “Voice of Christians International” e “Bright Future Society”, oggi presenti all’Ospedale generale di Lahore, dove sono ricoverate 25 persone vittime degli attacchi. Le due Ong stanno accompagnando le vittime e le loro famiglie, dopo la tragedia del 15 marzo. “Ci sono anche donne e bambini tra le vittime, bersaglio di questo brutale episodio” nota a Fides Samuel Payara, Direttore dell’Ong VOCI. “Urge fornire assistenza materiale e psicologica, oltre che alimentare alle 25 persone. Le vittime sono in condizioni molto critiche. Alle loro famiglie serve anche cibo” nota, lanciando un appello per il sostegno finanziario. Wed, 01 Apr 2015 00:00:00 +0200ASIA – Amnesty: nel 2014 aumentate le esecuzioni capitalihttp://www.fides.org/it/news/57347-ASIA_Amnesty_nel_2014_aumentate_le_esecuzioni_capitalihttp://www.fides.org/it/news/57347-ASIA_Amnesty_nel_2014_aumentate_le_esecuzioni_capitaliIslamabad – Nel 2014 si è registrato un aumento della condanne e delle esecuzioni capitali, specialmente in Asia: lo afferma il nuovo rapporto di Amnesty International. A livello globale, le esecuzioni hanno avuto luogo in 22 paesi, lo stesso numero del 2013. <br />Amnesty ha riscontrato nel 2014 un allarmante aumento del numero dei paesi che hanno usato la pena di morte per contrastare reali o presunte minacce alla sicurezza collegate al terrorismo, alla criminalità o all’instabilità interna. <br />La Cina, da sola, esegue più condanne a morte che il resto del mondo, nota il tsto inviato a Fides. <br />Nella lista dei cinque paesi principali esecutori di condanne a morte, fanno poi parte l’Iran , l’Arabia Saudita , l’Iraq , oltre agli Stati Uniti d’America . <br />“La preoccupante tendenza a combattere le minacce alla sicurezza interna ricorrendo alla pena di morte è stata visibile in ogni parte del mondo: Cina, Pakistan, Iran e Iraq hanno eseguito condanne a morte per reati di terrorismo”, si legge nel testo. Il Pakistan ha ripreso le esecuzioni dopo l’orribile attacco dei talebani contro una scuola di Peshawar. A dicembre 2014 sono state messe a morte sette persone e il governo ha annunciato centinaia di esecuzioni per reati di “terrorismo”. Nei primi mesi del 2015 è stato registrato un alto livello di esecuzioni. <br />“In altri paesi, come Arabia Saudita, Corea del Nord e Iran – nota Amnesty – i governi hanno continuato a usare la pena di morte come strumento per sopprimere il dissenso politico”. Altri paesi “hanno fatto ricorso alla pena di morte nel futile tentativo di abbattere i livelli di criminalità. A dicembre la Giordania ha posto fine a una moratoria che durava da otto anni mettendo a morte 11 condannati per omicidio, nel dichiarato intento di porre fine a un’ondata di criminalità”. Anche il governo dell’Indonesia – prosegue il testo – ha annunciato l’intenzione di procedere alle esecuzioni, soprattutto nei confronti di trafficanti di droga, per porre fine a una “emergenza nazionale” relativa alla salute pubblica: intenzione che sarà portata a termine nel 2015. Wed, 01 Apr 2015 00:00:00 +0200AFRICA/NIGER - “Le chiese bruciate a gennaio saranno protette a Pasqua, ma poi la discriminazione continuerà come prima” afferma un missionariohttp://www.fides.org/it/news/57346-AFRICA_NIGER_Le_chiese_bruciate_a_gennaio_saranno_protette_a_Pasqua_ma_poi_la_discriminazione_continuera_come_prima_afferma_un_missionariohttp://www.fides.org/it/news/57346-AFRICA_NIGER_Le_chiese_bruciate_a_gennaio_saranno_protette_a_Pasqua_ma_poi_la_discriminazione_continuera_come_prima_afferma_un_missionarioNiamey - “A Yantala, a Saint'Augustin, bruciata il 17 gennaio, a Saint Paul di Haro Banda, distrutta il 17 gennaio, a Saint Gabriel di Garbado, ridotta in cenere il 17 gennaio e a Sainte Thérèse di Bani Fandou, carbonizzata il 17 gennaio, ci sarà la polizia armata in uniforme” dice all’Agenzia Fides p. Mauro Armanino, della Società delle Missioni Africane , dal Niger dove a gennaio buona parte delle strutture ecclesiastiche vennero distrutte dalla folla con il pretesto di alcune vignette giudicate “blasfeme” pubblicata dal periodico francese Charlie Habdo .<br />“I fedeli si sentiranno protetti per un giorno, all'interno del cortile. Il resto della giornata passerà tranquillo e forse anche il giorno dopo, riconosciuto come giorno festivo in Niger. Poi la settimana tornerà quella di sempre e portare una croce, un vestito sospetto o un nome occidentale sarà oggetto di derisione e discriminazione. La repubblica sarà ancora sconfitta con buona pace della maggioranza democratica” conclude p. Mauro. Wed, 01 Apr 2015 00:00:00 +0200AFRICA/MALAWI - La speranza della Pasqua nel Paese più povero del mondohttp://www.fides.org/it/news/57345-AFRICA_MALAWI_La_speranza_della_Pasqua_nel_Paese_piu_povero_del_mondohttp://www.fides.org/it/news/57345-AFRICA_MALAWI_La_speranza_della_Pasqua_nel_Paese_piu_povero_del_mondoLilongwe - “Anno dopo anno, ci aggrappiamo alla Pasqua come ad un’ancora di salvezza soprattutto per i giovani, i ragazzi di oggi, ai quali dobbiamo poter dare un segnale di speranza” scrive dal Malawi all’Agenzia Fides p. Piergiorgio Gamba, missionario monfortano.<br />“È un anno molto difficile per il Malawi e la sua gente. Prima l’alluvione e poi una improvvisa siccità che sta inaridendo quello che doveva essere il raccolto in grado di produrre cibo a sufficienza per un anno” spiega il missionario.<br />“Secondo le prime statistiche mancherà il 30% del cibo occorrente. È questa la preoccupazione di una nazione che è stata relegata all’ultimo posto nella classica dei Paesi più poveri del mondo. Un fatto che porta tanta tristezza ai 15 milioni di abitanti che si chiedono invano quando cambierà la loro vita”.<br />“Oggi abbiamo ancora bisogno della Pasqua” continua p. Gamba. “Tante famiglie non sono riuscite a ricostruirsi una capanna dopo l'alluvione e vivono ancora da profughi nei campi di accoglienza”. <br />Ma p. Gamba non si arrende ed ha appena inaugurato un nuovo centro giovanile per instillare nuova vita nei giovani.“La missione si impegna a seminare speranza. È questo l’augurio più bello: che si possa riportare la festa alle nostre giornate e la gioia che riempie la nostra vita” conclude il missionario. Wed, 01 Apr 2015 00:00:00 +0200AFRICA/SUD SUDAN - “Fermate subito la guerra. Se i nostri capi non sono in grado di raggiungere un accordo, occorre imporlo” affermano i leader cristianihttp://www.fides.org/it/news/57344-AFRICA_SUD_SUDAN_Fermate_subito_la_guerra_Se_i_nostri_capi_non_sono_in_grado_di_raggiungere_un_accordo_occorre_imporlo_affermano_i_leader_cristianihttp://www.fides.org/it/news/57344-AFRICA_SUD_SUDAN_Fermate_subito_la_guerra_Se_i_nostri_capi_non_sono_in_grado_di_raggiungere_un_accordo_occorre_imporlo_affermano_i_leader_cristianiJuba - “Fermate subito questa guerra insensata che sta portando immani sofferenze alle popolazioni sud-sudanesi” affermano i leader cristiani del Sud Sudan in un messaggio pubblicato al termine della riunione del South Sudan Council of Churches sul fallimento dei colloqui di pace di Addis Abeba. <br />“Se i nostri leader politici non sono in grado di raggiungere un accordo da soli, allora devono essere persuasi ad accettare una soluzione che le parti neutrali e gli amici del Sud Sudan, e soprattutto i cittadini del Sud Sudan, ritengono ragionevole” afferma il messaggio pervenuto a Fides.<br />Dopo aver elogiato gli sforzi fatti dai diversi mediatori internazionali per mettere fine al conflitto civile esploso nel dicembre 2013, i leader delle Chiese cristiane ribadiscono “che non c’è una giustificazione morale per i continui combattimenti e uccisioni”. “Nella guerra del 1955-72 e in quella del 1983-2005 si è combattuto per la liberazione, ma per cosa si combatte ora? È inaccettabile negoziare per posti di potere , mentre la popolazione uccide e rimane uccisa. I combattimenti devono fermarsi. Le parti hanno già firmato diversi accordi di cessate il fuoco e li hanno ignorati; ripetiamo che li devono rispettare senza ulteriori ritardi” conclude il messaggio. Wed, 01 Apr 2015 00:00:00 +0200AFRICA/NIGERIA - Muhammadu Buhari eletto Presidente; i Vescovi invitano al rispetto del risultatohttp://www.fides.org/it/news/57343-AFRICA_NIGERIA_Muhammadu_Buhari_eletto_Presidente_i_Vescovi_invitano_al_rispetto_del_risultatohttp://www.fides.org/it/news/57343-AFRICA_NIGERIA_Muhammadu_Buhari_eletto_Presidente_i_Vescovi_invitano_al_rispetto_del_risultatoAbuja - Muhammadu Buhari è stato eletto Presidente della Nigera avendo ottenuto 15,4 milioni di voti contro i 13,3 ottenuti dal Capo dello Stato uscente, Goodluck Jonathan.<br />Quest’ultimo ha riconosciuto la vittoria di Buhari e ha invitato i propri sostenitori ad accettare il risultato.<br />Subito la proclamazione dei risultati da parte della Commissione Elettorale Indipendente, la Conferenza Episcopale della Nigeria ha rivolto un appello ai sostenitori dei due candidati alla calma e al rispetto del risultato elettorale. Il Presidente della Conferenza Episcopale, l’Arcivescovo di Jos, Sua Ecc. Mons. Ignatius Kaigama, ha chiesto alle forze di sicurezza di rimanere in allerta per contenere possibili violenze post-elettorali e nuovi attacchi di Boko Haram. Wed, 01 Apr 2015 00:00:00 +0200AMERICA/COLOMBIA - Particolare attenzione per i bambini contagiati dal virus chikungunyahttp://www.fides.org/it/news/57342-AMERICA_COLOMBIA_Particolare_attenzione_per_i_bambini_contagiati_dal_virus_chikungunyahttp://www.fides.org/it/news/57342-AMERICA_COLOMBIA_Particolare_attenzione_per_i_bambini_contagiati_dal_virus_chikungunyaBogotà - In Colombia, fino al mese di febbraio, sono stati registrati circa 25 mila casi del virus chikungunya nei bambini con meno di 9 anni e quasi 29 mila tra i più grandi, da 10 a 19 anni. Secondo i dati dell’Istituto Nazionale della Sanità, sebbene i casi pediatrici nel Paese siano pochi rispetto a quelli riscontrati tra gli adulti, i bambini costituiscono una fascia della popolazione più vulnerabile e a rischio, pertanto richiedono particolari attenzioni e assistenza. Dell’incidenza totale dei casi nel Paese, tra gli oltre 220 mila casi riportati, la maggior parte si presenta nella fascia di età media. Nei piccoli il virus può essere più sintomatico, secondo il caso e l’età, anche se gli adulti hanno un sistema immunologico più sviluppato e manifestazioni più chiare. I dolori articolari non sono semplici da riconoscere come nelle persone grandi e i sintomi scompaiono più rapidamente rispetto agli adulti. Come per tutte le malattie pediatriche, in particolare per questa, un neonato si disidrata più facilmente, e tra le indicazioni più salienti i medici consigliano di non sospendere l’allattamento materno nè l’alimentazione abituale. Wed, 01 Apr 2015 00:00:00 +0200AMERICA/BRASILE - “Anche noi soffriamo con il popolo…”: messaggio dei Vescovi del Paranàhttp://www.fides.org/it/news/57341-AMERICA_BRASILE_Anche_noi_soffriamo_con_il_popolo_messaggio_dei_Vescovi_del_Paranahttp://www.fides.org/it/news/57341-AMERICA_BRASILE_Anche_noi_soffriamo_con_il_popolo_messaggio_dei_Vescovi_del_ParanaApucarana – “Anche noi soffriamo con il popolo a causa della violenza, dell’esodo rurale, delle migrazioni, dei conflitti per la terra”, così i Vescovi della regione sud 2 della Conferenza Nazionale dei Vescovi Cattolici del Brasile , corrispondente al Paraná, nel messaggio conclusivo dell’incontro svoltosi dal 24 al 26 marzo a Apucarana . <br />Nel messaggio pervenuto all’Agenzia Fides, i Vescovi sottolineano il Giubileo per i 50 anni della diocesi di Apucarana e riconoscono i progressi sociali nello stato, con importanti ripercussioni sui problemi attuali, proprio per questi è necessario al popolo di Paraná "trovare insieme luci e soluzioni". Il testo ricorda in modo particolare la Campagna di Fraternità 2015 , le linee guida del Papa e della Dottrina sociale della Chiesa per promuovere il bene comune. La regione soffre in diverse zone a causa dei gravi conflitti per la terra, e questo causa l’esodo delle popolazioni rurali. <br/><strong>Link correlati</strong> :<a href="http://www.cnbb.org.br/regionais/sul-2/16177-bispos-do-parana-divulgam-mensagem">Il messaggio completo (in portoghese):</a>Wed, 01 Apr 2015 00:00:00 +0200ASIA/INDIA - Emergenza alluvioni in Kashmirhttp://www.fides.org/it/news/57340-ASIA_INDIA_Emergenza_alluvioni_in_Kashmirhttp://www.fides.org/it/news/57340-ASIA_INDIA_Emergenza_alluvioni_in_KashmirNew Delhi – Continua ad aumentare il bilancio dei morti e dispersi delle alluvioni che lo scorso fine settimana hanno colpito la regione himalayana del Kashmir, nel nord dell’India. Lo riferiscono i media locali. Diversi corpi sono stati trovati sotto una frana che ha travolto un villaggio del distretto di Budgam, il più colpito dal maltempo. Si teme che ci possano essere altre persone intrappolate nel fango e nei detriti che hanno sommerso decine di abitazioni. Intanto continuano le operazioni di evacuazione gestite da squadre della Forza nazionale di risposta dei disastri inviate da Nuova Dehli. Nella zona non piove più da oltre 24 ore, ma il livello del fiume Jhelum ha superato i limiti di guardia e in alcune parti potrebbe straripare. Le autorità hanno dichiarato lo stato di emergenza e chiesto a coloro che vivono nei pressi del fiume di lasciare le loro abitazioni e trasferirsi in luoghi più sicuri. L’allarme arriva dopo le alluvioni del mese di settembre, che hanno allagato l’80% della regione, causando la morte di più di 250 persone, centinaia di migliaia di evacuati e migliaia di senzatetto in quella che è stata descritta come la peggiore inondazione registrata nella regione negli ultimi 50 anni. Wed, 01 Apr 2015 00:00:00 +0200AFRICA/RD CONGO - Nomina di Vescovi Ausiliari di Kinshasahttp://www.fides.org/it/news/57339-AFRICA_RD_CONGO_Nomina_di_Vescovi_Ausiliari_di_Kinshasahttp://www.fides.org/it/news/57339-AFRICA_RD_CONGO_Nomina_di_Vescovi_Ausiliari_di_KinshasaCittà del Vaticano – Il Santo Padre Francesco, in data 31 marzo 2015, ha nominato Ausiliari per l’Arcidiocesi di Kinshasa, nella Repubblica Democratica del Congo: il Rev.do P. Donatien Bafuidinsoni, S.I., Vicario Giudiziale della medesima Arcidiocesi, assegnadogli la sede titolare vescovile di Gemelle di Bizacena; il Rev.do Mons. Jean-Pierre Kwambamba Masi, del clero di Kenge, officiale della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, assegnandogli la sede titolare vescovile di Naratcata.<br />Il Rev.do P. Donatien Bafuidinsoni, S.I., è nato l’11 dicembre 1962 a Mai Ndombe . Entrato nel Noviziato della Compagnia di Gesù a Cyangugu il 29 settembre 1981, ha emesso i primi voti l’11 settembre 1983. Ha studiato Filosofia nella Facoltà San Pietro Canisius Kimwenza, a Kinshasa - conseguendo poi la Licenza all’Università di Lubumbashi - e Teologia all’Istituto dei gesuiti Hekima di Nairobi, in Kenya .<br />È stato ordinato sacerdote il 18 luglio 1993.<br />Dopo l’ordinazione sacerdotale ha svolto i seguenti incarichi: 1993-1999: Studi per il Dottorato in Diritto Canonico presso la Pontificia Università Gregoriana in Roma; 1999-2001: Delegato del Padre Provinciale per la formazione dei Gesuiti in Africa; 2001-2008: Provinciale per l’Africa Centrale; 2009-2012:Vicario Giudiziario dell’arcidiocesi di Kinshasa e Consultore della Comunità dei Gesuiti; dal 2012: Vicario Giudiziario dell’arcidiocesi di Kinshasa; risiede presso la casa St Ignace, dove svolge il servizio di Superiore.<br />Il Rev. do Mons. Jean-Pierre Kwambamba Masi è nato il 19 agosto 1960 a Ngi, nella Provincia di Bandundu. Dopo gli studi primari a Bandundu e Bulungu , è entrato nel Seminario minore St Charles Lwanga di Kalonda, dove ha compiuto gli studi secondari . Ha studiato Filosofia nel Seminario maggiore St Augustin di Kalonda , e Teologia nel Seminario maggiore Jean XXIII di Kinshasa . È stato ordinato sacerdote il 17 agosto 1986.<br />Dopo l’ordinazione sacerdotale, ha svolto i seguenti incarichi: 1987-1992: Studi per il Dottorato in Liturgia a Sant’Anselmo; 1992-1994: Docente al Seminario minore St Charles Lwanga di Kalonda; 1994-1998: Vicario Generale della diocesi di Kenge; 1998-2003: Rettore e docente nel Seminario maggiore Teologico St Cyprien di Kikwit; dal 2003: Officiale presso la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti e Cerimoniere pontificio. Wed, 01 Apr 2015 00:00:00 +0200AFRICA/RD CONGO - Nomina del Vescovo di Kalemie-Kirunguhttp://www.fides.org/it/news/57338-AFRICA_RD_CONGO_Nomina_del_Vescovo_di_Kalemie_Kirunguhttp://www.fides.org/it/news/57338-AFRICA_RD_CONGO_Nomina_del_Vescovo_di_Kalemie_KirunguCittà del Vaticano – Il Santo Padre Francesco, in data 31 marzo 2015, ha nominato Vescovo della diocesi di Kalemie-Kirungu, nella Repubblica Democratica del Congo, il Rev. do P. Christophe Amade, M.Afr., Superiore Provinciale dei Padri Bianchi per l’Africa Centrale.<br />Il Rev.do P. Christophe Amade, M.Afr., è nato il 18 gennaio 1961 a Mune. Dopo gli studi primari a Bidri e a Nyaguma e quelli secondari nel Seminario minore Jean XXIII a Vida e al Collegio di Ovoa , ha insegnato all’Institut Technique Agricole di Laybo , dal 1979 al 1981. Ha, poi, studiato Filosofia nel Seminario maggiore Notre Dame de la Ruzizi di Bukavu , prima di entrare nel Noviziato dei Padri Bianchi a Fribourg . Dal 1985 al 1987, ha svolto un periodo di tirocinio pastorale nella parrocchia di Funsi, diocesi di Wa . Ha completato gli studi di Teologia al London Missionary Institute , in Inghilterra, prima di essere ordinato sacerdote il 25 agosto 1990.<br />Dopo l’ordinazione sacerdotale ha ricoperto i seguenti incarichi: 1990-1993: Ministero parrocchiale a Funsi, nella diocesi di Wa, in Ghana; 1993-1998: Studi per la Licenza in Filosofia, a Roma; 1998-2004: Docente e poi Rettore del Consortium di Filosofia a Jinja, in Uganda; 2004-2009: Dottorato in Filosofia alla Pontificia Università Gregoriana; 2009-2013: Docente di Filosofia al Consortium di Filosofia a Kumasi, in Ghana; 2013-2014: Docente di Filosofia all’Università St. Augustin, a Kinshasa; dal 2014: Superiore Provinciale dei Padri Bianchi per l’Africa Centrale. Wed, 01 Apr 2015 00:00:00 +0200AFRICA - Lavoro dignitoso per i giovani che vivono nelle zone ruralihttp://www.fides.org/it/news/57337-AFRICA_Lavoro_dignitoso_per_i_giovani_che_vivono_nelle_zone_ruralihttp://www.fides.org/it/news/57337-AFRICA_Lavoro_dignitoso_per_i_giovani_che_vivono_nelle_zone_ruraliJohannesburg - Oltre la metà della popolazione del continente africano ha meno di 25 anni e si prevede che nel corso del prossimo decennio, ogni anno circa 11 milioni di giovani entreranno nel mercato del lavoro. Nonostante la forte crescita economica di molti Paesi africani, il lavoro stipendiato è ancora molto limitato, agricoltura e agroindustria continuano ad essere la fonte di guadagno e di impiego di oltre il 60% della popolazione dell’Africa subsahariana. Tuttavia, la fatica fisica che richiede la piccola agricoltura, orientata alla sussistenza, non costituisce l’opzione di lavoro preferita dei giovani che preferiscono andarsene nelle città in cerca di migliori condizioni di vita. Il fenomeno preoccupa per l’impatto che può avere sulla produzione agricola. <br />Per invogliare i giovani ad impegnarsi nel settore agroalimentare, la Nuova Alleanza per lo Sviluppo dell’Africa , organismo dell’Unione Africana che promuove lo sviluppo economico, e l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura hanno appena avviato a Johannesburg un progetto della durata di 4 anni, destinato a creare opportunità di lavoro dignitoso per giovani donne e uomini che vivono in zone rurali. La meta del progetto è lo sviluppo di imprese rurali dedicate all’agricoltura sostenibile e all’agroindustria. I beneficiari saranno oltre 100 mila persone di Benin, Camerun, Malawi e Niger. Tue, 31 Mar 2015 00:00:00 +0200AFRICA/TANZANIA - Referendum costituzionale a rischio per le polemiche sulle corti islamichehttp://www.fides.org/it/news/57336-AFRICA_TANZANIA_Referendum_costituzionale_a_rischio_per_le_polemiche_sulle_corti_islamichehttp://www.fides.org/it/news/57336-AFRICA_TANZANIA_Referendum_costituzionale_a_rischio_per_le_polemiche_sulle_corti_islamicheDar es Salaam - Il referendum per l’approvazione della nuova Costituzione della Tanzania previsto il 30 aprile potrebbe essere rimandato per motivi organizzativi e per le polemiche sull’istituzione delle corti islamiche inserite nella testo della Carta costituzionale. La Chiesa cattolica ha espresso forti perplessità sull’estensione al resto del territorio nazionale delle corti islamiche che sono già operanti nell’arcipelago di Zanzibar, dove la maggioranza della popolazione è musulmana.<br />Le corti islamiche deliberano sul diritto di famiglia, come matrimonio e divorzio. Alcuni ecclesiastici hanno replicato che le corti religiose non dovrebbero usufruire della protezione statale in una nazione laica come la Tanzania, e qualcuno ha anche invitato i fedeli a boicottare il referendum. La posizione ufficiale della Chiesa, espressa dalla Conferenza Episcopale della Tanzania, è comunque misurata, affermando che alcuni articoli della nuova Costituzione possono portare la società nella “direzione sbagliata”. Tue, 31 Mar 2015 00:00:00 +0200AFRICA/EGITTO - La Chiesa copta ortodossa invita il Presidente al-Sisi alla messa di Pasquahttp://www.fides.org/it/news/57335-AFRICA_EGITTO_La_Chiesa_copta_ortodossa_invita_il_Presidente_al_Sisi_alla_messa_di_Pasquahttp://www.fides.org/it/news/57335-AFRICA_EGITTO_La_Chiesa_copta_ortodossa_invita_il_Presidente_al_Sisi_alla_messa_di_PasquaIl Cairo – La Chiesa copta ortodossa ha invitato il Presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi a prendere parte alla veglia di Pasqua che sarà celebrata la sera di sabato 11 aprile dal Patriarca Tawadros II nella Cattedrale di San Marco al Cairo. Lo riferiscono fonti egiziane consultate dall'Agenzia Fides. Oltre al Presidente, la Chiesa copta ortodossa ha già inviato inviti ufficiali ad un'ampia lista di leader politici e di rappresentanti delle istituzioni egiziane. Inoltre sono stati stampati 5mila biglietti per i fedeli che prenderanno parte alla liturgia della veglia pasquale.<br />Il Presidente al-Sisi ha già partecipato alla veglia del Natale copto, la sera dello scorso 6 gennaio, accolto nella Cattedrale copto-ortodossa del Cairo dal Patriarca Tawadros II e dall’entusiasmo dei fedeli. In quell'occasione, la partecipazione personale del Presidente egiziano alla veglia del Natale copto – così ha spiegato all'Agenzia Fides Anba Antonios Aziz Mina, Vescovo copto cattolico di Guizeh - “ha rappresentato un evento inedito nella storia dell'Egitto: in passato, i Presidenti si limitavano a inviare dei loro rappresentanti. Alcuni dei Presidenti egiziani – compresi Hosni Mubarak e l'islamista Mohamed Morsi – presentavano le proprie felicitazioni natalizie al Patriarca con delle telefonate di cortesia, mentre altri – come Gamal Abd el-Nasser e l'ex Presidente ad interim Adli Mansour – avevano fatto delle visite di cortesia al Patriarca nei giorni precedenti il Natale copto”. .Tue, 31 Mar 2015 00:00:00 +0200EUROPA/SPAGNA - Quasi 6 mila domande di asilo in Spagna nel 2014, rapporto UNHCRhttp://www.fides.org/it/news/57334-EUROPA_SPAGNA_Quasi_6_mila_domande_di_asilo_in_Spagna_nel_2014_rapporto_UNHCRhttp://www.fides.org/it/news/57334-EUROPA_SPAGNA_Quasi_6_mila_domande_di_asilo_in_Spagna_nel_2014_rapporto_UNHCRMadrid – Le guerre in Siria e in Iraq, così come i conflitti armati, le violazioni dei diritti umani e il deterioramento delle condizioni umanitarie e di sicurezza in altri paesi, hanno aumentato nell’anno 2014 il numero di domande d'asilo nei paesi industrializzati portandolo al suo massimo in 22 anni, secondo un rapporto appena pubblicato dall'UNHCR .<br />Il rapporto "Asylum Trends 2014" segnala 866 mila nuove richieste di asilo presentate nei paesi industrializzati durante l'anno, il 45% in più rispetto al 2013, quando erano state registrate 596.600 richieste. Il dato per il 2014 è il più alto dal 1992, quando iniziò il conflitto in Bosnia-Erzegovina.<br />La nota pervenuta a Fides segnala che i siriani sono di gran lunga il più grande gruppo tra coloro che hanno fatto domanda di asilo nel 2014, con quasi 150.000 domande. Le richieste irachene ammontano a 68.700, quasi il doppio rispetto al 2013. Gli afghani sono al terzo posto, con quasi 60.000 domande, seguiti dai cittadini della Serbia e dell’Eritrea.<br />Il paese industrializzato che ha ricevuto il maggior numero di richieste di asilo nel 2014 è stato la Germania, con oltre 173.000 domande, seguita da Stati Uniti d'America , Turchia , Svezia , Italia . <br />In Spagna 5.941 persone hanno chiesto protezione internazionale nel 2014, con un incremento del 31,7% rispetto al 2013, quando sono state registrate 4.513 richieste. I principali paesi di origine dei richiedenti asilo sono Siria e Ucraina , seguite da Mali , Algeria e Palestina . Tue, 31 Mar 2015 00:00:00 +0200OCEANIA/PAPUA NUOVA GUINEA - Aumentano i casi di tubercolosi multiresistente ai farmaci e scarseggia l’accessibilità alle curehttp://www.fides.org/it/news/57333-OCEANIA_PAPUA_NUOVA_GUINEA_Aumentano_i_casi_di_tubercolosi_multiresistente_ai_farmaci_e_scarseggia_l_accessibilita_alle_curehttp://www.fides.org/it/news/57333-OCEANIA_PAPUA_NUOVA_GUINEA_Aumentano_i_casi_di_tubercolosi_multiresistente_ai_farmaci_e_scarseggia_l_accessibilita_alle_curePort Moresby - In Papua Nuova Guinea l’85% della popolazione vive nelle zone rurali dove l’accesso ai servizi sanitari è molto precario ed è altrettanto difficile raggiungere gli ospedali. Inoltre manca personale specializzato: ci sono un medico e 5 infermiere ogni 10 mila persone. Questa situazione aumenta le difficoltà di contrasto alla diffusione delle malattie infettive, tra queste la tubercolosi, multiresistente ai farmaci. <br />Nell’isola la sanità copre solo il 19% della popolazione e meno della metà ha accesso all’acqua potabile, la tbc è la causa principale delle morti ospedaliere. Secondo fonti ufficiali, mentre in tutto il mondo dal 1990 il tasso di mortalità causato dalla tbc è diminuito del 45%, in Papua Nuova Guinea negli ultimi 5 anni i nuovi contagi registrati ogni anno sono passati da 16 mila a 30 mila. L’ostacolo principale, attualmente, è di natura culturale. Gli specialisti della Facoltà di Medicina locale sostengono che nella fase dell’incubazione i pazienti ricorrono subito agli stregoni e ai rimedi locali e arrivano in ritardo nei centri sanitari, quando oramai la malattia è in uno stadio avanzato. Nei villaggi rurali del distretto di Kikori, provincia meridionale del Golfo, l’ong Medici Senza Frontiere ha diagnosticato dallo scorso anno circa 50 nuovi casi al mese, tra questi anche pazienti di 10 mesi di età. Il gruppo che fa registrare il numero principale di contagi comprende persone nella fascia di età tra 15 e 24 anni, i giovani rappresentano fino al 28% dei casi del Paese. La tbc può contagiare una o tutte le parti del corpo umano e di conseguenza pregiudica la persona riducendo la sua produttività per la società e la comunità. La Papua Nuova Guinea è il Paese più abitato degli Stati insulari dell’oceano Pacifico, con 7 milioni di persone. Tue, 31 Mar 2015 00:00:00 +0200ASIA/LIBANO - I capi religiosi libanesi denunciano un piano di frantumazione settaria del Medio Orientehttp://www.fides.org/it/news/57332-ASIA_LIBANO_I_capi_religiosi_libanesi_denunciano_un_piano_di_frantumazione_settaria_del_Medio_Orientehttp://www.fides.org/it/news/57332-ASIA_LIBANO_I_capi_religiosi_libanesi_denunciano_un_piano_di_frantumazione_settaria_del_Medio_OrienteBkerkè - Sostegno unanime e incondizionato alle forze armate, appello a porre fine alla vacanza dell'incarico presidenziale, condanna del terrorismo mascherato sotto argomenti religiosi e annuncio di vertici interreligiosi periodici, da tenersi ogni tre mesi, per considerare insieme la drammatica situazione politica e sociale in cui versa il Paese dei Cedri. Sono questi i principali contenuti emersi nel summit interreligioso svoltosi preso la sede patriarcale maronita di Bkerkè nella giornata di lunedì 30 marzo, che ha registrato la partecipazione di tutti i leader cristiani e musulmani del Paese, ad eccezione del Patriarca greco ortodosso di Antiochia Yohanna X.<br />Il comunicato finale del vertice, pervenuto all'Agenzia Fides, esprime "profonda preoccupazione" per la persistente vacanza dell'ufficio presidenziale, che agli occhi dei capi delle comunità religiose continua a rappresentare "una minaccia alla sovranità del Libano, alla sicurezza e alla stabilità” e mette a repentaglio anche la sua architettura costituzionale, che tutelando la compartecipazione di cristiani e musulmani alla leadership politica del Paese, rappresenta “un messaggio diretto a tutto il mondo arabo e al mondo intero”. Il lungo periodo di paralisi istituzionale intorno all'elezione del nuovo presidente - la carica presidenziale è vacante dallo scorso 25 maggio – secondo i leader religiosi mette a rischio la sopravvivenza stessa del Paese, esponendo il suo equilibrio fragile ai conflitti e alle derive settarie che stanno stravolgendo lo scenario mediorientale. <br />"L'elezione di un presidente cristiano maronita” si legge nella dichiarazione dei leader spirituali cristiani e musulmani, “è la garanzia della continuità della convivenza sociale e quindi dello stesso Libano". Il comunicato conclusivo del summit dedica ampio spazio anche alle emergenze economiche e sociali che stanno soffocando la popolazione, soffermandosi sui problemi connessi con l'insostenibile afflusso di rifugiati siriani e iracheni in territorio libanese. La comunità internazionale è chiamata a "spendere di più" per affrontare le "condizioni disumane" sperimentate dai rifugiati, prendendo atto che la capacità di sopportazione del Libano è limitata “nello spazio e nel tempo”<br />I capi religiosi cristiani e musulmani hanno anche condannato in maniera unanime “il terrorismo rivestito con la maschera della religione” che sta destabilizzando ampie aree del Medio Oriente e appare funzionale ai piani di frammentazione su base settaria dei singoli Stati mediorientali. <br />In particolare, il comunicato finale ha indicato i cristiani orientali come le prime vittime delle ondate di violenza che sconvolgono la regione, ribadendo che in Medio Oriente i cristiani non sono “ospiti” e la presenza cristiana ha preceduto quella musulmana di centinaia di anni, dando un contributo decisivo alla fioritura della civiltà araba. <br />Riguardo al conflitto in atto nello Yemen, i capi religiosi libanesi hanno chiesto che esso rimanga vincolato al rispetto della sovranità del Paese arabo, senza esprimersi nel merito sulle offensive militari guidate dall'Arabia Saudita contro le milizie sciite dei ribelli Houthi. <br />Il comunicato ricorda la solennità dell'Annunciazione da poco trascorsa, che in Libano è divenuta festa nazionale e viene definita come “la prima celebrazione islamo-cristiana della storia”. Inoltre, nel testo approvato da tutti i capi religiosi, si annuncia l'istituzionalizzazione del summit interreligioso libanese, con incontri periodici che si terranno ogni tre mesi. .Tue, 31 Mar 2015 00:00:00 +0200