Fides News Italianohttp://www.fides.org/Le notizie dell'Agenzia Fidesen-usASIA/PAKISTAN - Cinque arresti per gli attentati alle chiese di Lahorehttp://www.fides.org/it/news/58261-ASIA_PAKISTAN_Cinque_arresti_per_gli_attentati_alle_chiese_di_Lahorehttp://www.fides.org/it/news/58261-ASIA_PAKISTAN_Cinque_arresti_per_gli_attentati_alle_chiese_di_LahoreLahore – Dopo un’operazione di intelligence, la polizia pakistana ha arrestato cinque terroristi, sospettati di aver avuto un ruolo attivo nell’organizzare gli attentati alle due chiese nel quartiere di Youhanabad, a Lahore, il 15 marzo scorso <br />Secondo fonti locali, gli arrestati avrebbero fornito assistenza diretta agli attentatori suicidi. Gli agenti hanno anche recuperato armi e un detonatore in possesso dei criminali. I sospettati sono stati consegnati alla polizia di Lahore per ulteriori interrogatori. Un altro uomo accusato di aver preso parte alla strage è stato arrestato nell’aprile scorso. <br />Fonti della comunità cristiana a Lahore dicono a Fides che “è compito del governo rintracciare ed arrestare i colpevoli per far sì che la strage non resti impunita”. Nell’esplosione kamikaze davanti alle due chiese i morti furono 15 e oltre 80 i feriti. A rivendicare la responsabilità degli attacchi è stata una cellula del gruppo “Tehreek-e-Taliban Pakistan”, i cosiddetti “talebani pakistani”. Sat, 29 Aug 2015 12:20:48 +0200ASIA/LIBANO - In programma un summit islamo-cristiano per superare la crisi istituzionalehttp://www.fides.org/it/news/58260-ASIA_LIBANO_In_programma_un_summit_islamo_cristiano_per_superare_la_crisi_istituzionalehttp://www.fides.org/it/news/58260-ASIA_LIBANO_In_programma_un_summit_islamo_cristiano_per_superare_la_crisi_istituzionaleBeirut – Un summit religioso islamo-cristiano si svolgerà lunedì prossimo presso la sede patriarcale maronita di Bkerkè Lo scopo dell'incontro – riferiscono le fonti libanesi consultate dall'Agenzia Fides – è quello di manifestare e far pesare la convergenza dei leader delle diverse comunità religiose cristiane e musulmane in merito all'urgenza condivisa di porre fine alla paralisi istituzionale che immobilizza il Paese dei Cedri. Una situazione drammatica, resa ormai insostenibile dall'enorme afflusso in territorio libanese di rifugiati siriani e dall'esplodere delle nuove tensioni sociali che stanno scuotendo il Paese, e che anche oggi vedranno scendere in piazza l'indignazione popolare. <br />In questi giorni, nel tentativo di verificare tutte le vie praticabili per una soluzione della cristi istituzionale, il Patriarca maronita Boutros Bechara Rai sta incontrando uno per uno i leader politici libanesi per lunghi e intensi colloqui, che non vengono seguiti dalla pubblicazione di resoconti o comunicati ufficiali. Ieri, venerdì 28 agosto, il Primate della Chiesa maronita ha avuto 2 ore di colloquio con il generale Michel Aoun, leader della Corrente Patriottica Libera, la formazione politica alleata con gli sciiti di Hezbollah. Fonti mediatiche libanesi riferiscono che nel fine settimana sono previsti incontri del Patriarca con altri leader politici cristiani come Amin Gemayel, Sleiman Frangiè e Samir Geagea. Intanto, la stampa libanese sottolinea che le manifestazioni e le proteste di piazza delle ultime settimane esprimono il malcontento convergente della “base popolare” dei diversi blocchi politici rispetto al “clientelismo confessionale” che condiziona meccanismi politici ormai incapaci di rispondere alle emergenze nazionali e regionali e di fronteggiare i crescenti rischi di una generale destabilizzazione del sistema libanese. .Sat, 29 Aug 2015 11:27:45 +0200ASIA/INDIA - I francescani in India: un’ora di Adorazione per la Giornata del Creatohttp://www.fides.org/it/news/58259-ASIA_INDIA_I_francescani_in_India_un_ora_di_Adorazione_per_la_Giornata_del_Creatohttp://www.fides.org/it/news/58259-ASIA_INDIA_I_francescani_in_India_un_ora_di_Adorazione_per_la_Giornata_del_CreatoNew Delhi – Oltre 50mila tra frati, suore, laici francescani, membri della Associazione delle Famiglie Francescane dell’India – che riunisce gli ordini religiosi maschili e femminili e i laici dell’Ordine Francescano Secolare – si fermeranno per un’ora di Adorazione Eucaristica nella Giornata mondiale di preghiera per la cura del creato, il 1° settembre, in comunione con Papa Francesco. Lo comunica all’Agenzia Fides una nota dell’AFFI, presieduta dal frate cappuccino p. A.J. Mathew. <br />Come nota il Coordinatore dell’AFFI, p. Nithiya Sagayam OFM.Cap, “la preghiera el’Adorazione Eucaristica saranno l’alimento spirituale per rinsaldare il legame con la creazione Dio”. Secondo p. Nithiya, nelle 164 province ove sono presenti, i francescani sono impegnati a diffondere la responsabilità di “essere uniti con il Signore non solo simbolicamente, ma per generare un fermo impegno nella salvaguardia del Creato”.<br />Tutti i centri di formazione, le comunità, seminari, conventi e parrocchie gestite da frati francescani in India trascorreranno un’ora in Adorazione: “Vogliamo ringraziare il Signore per il dono della Madre terra, chiedere perdono per l'avidità e l'uso improprio della natura, invocare grazia del Signore per salvaguardare la creazione”. Dalla preghiera – rimarca la nota giunta a Fides– discende “un impegno collettivo di francescani indiani ad essere accanto a Papa Francesco nel promuovere nuovi stili di vita e passi concreti per vivere in modo nuovo il rapporto con l'intero universo”.<br />Come sottolinea p. A.J. Mathew, i francescani in India sono una rete con un enorme numero di istituzioni educative, mediche e sociali. “Siamo impegnati alla Chiesa e nella società per rivitalizzare lo spirito di San Francesco. Nostra cura sono le questioni sociali come la sicurezza alimentare, i diritti dei popoli indigeni, la violenza contro le donne, i diritti dei bambini”, ricorda. L’AFFI organizzerà un workshop speciale sull’enciclica Laudato Si’ che avrà l'obiettivo di tracciare piani d'azione concreti per la tutela dell’ambiente in India. Sat, 29 Aug 2015 11:25:34 +0200ASIA/TERRA SANTA - Un anno dopo l'ultima guerra, restaurato l'asilo della parrocchia latina di Gazahttp://www.fides.org/it/news/58258-ASIA_TERRA_SANTA_Un_anno_dopo_l_ultima_guerra_restaurato_l_asilo_della_parrocchia_latina_di_Gazahttp://www.fides.org/it/news/58258-ASIA_TERRA_SANTA_Un_anno_dopo_l_ultima_guerra_restaurato_l_asilo_della_parrocchia_latina_di_GazaGaza – A un anno esatto dal cessate il fuoco che ha posto fine all'ultima campagna militare condotta nella Striscia di Gaza dall'esercito israeliano contro i guerriglieri palestinesi di Hamas – denominata “Margine di protezione -, due nuovi progetti realizzati per sostenere la popolazione civile della zona sono stati inaugurati martedì 25 agosto nel compound della parrocchia latina di Gaza City, dedicata alla Sacra Famiglia, situata nella zona di al-Zeitun. Il primo progetto – riferiscono fonti del Patriarcato latino di Gerusalemme – è stato finanziato dal Catholic Relief Service, e consiste nella ristrutturazione completa della scuola materna che la mattina del 29 luglio 2014 era stata devastata dalle bombe degli aerei israeliani. Il secondo progetto, finanziato dalla Ong World Vision, ha consentito di installare un nuovo generatore elettrico a servizio delle attività della parrocchia. Il nuovo dispositivo per generare energia elettrica funziona senza emettere rumore, in modo da non disturbare le attività della scuola collegata alla parrocchia, frequentata da circa 300 ragazzi e ragazze di Gaza. <br />La parrocchia cattolica latina di Gaza è attualmente guidata da padre Mario da Silva, missionario dell'Istituto del Verbo Incarnato. .Sat, 29 Aug 2015 10:17:23 +0200OCEANIA/TAHITI - Nomina dell’Amministratore Apostolico di Papeetehttp://www.fides.org/it/news/58257-OCEANIA_TAHITI_Nomina_dell_Amministratore_Apostolico_di_Papeetehttp://www.fides.org/it/news/58257-OCEANIA_TAHITI_Nomina_dell_Amministratore_Apostolico_di_PapeeteCittà del Vaticano – Il Santo Padre Francesco, in data 28 agosto 2015, ha nominato Amministratore Apostolico dell’Arcidiocesi di Papeete, a Tahiti, Polinesia Francese, il Rev. do P. Jean-Pierre Cottanceau, SS.CC. Fri, 28 Aug 2015 12:50:25 +0200AFRICA/EGITTO - La Chiesa copta: dalla “buona salute” del Nilo dipende la vita del Paesehttp://www.fides.org/it/news/58256-AFRICA_EGITTO_La_Chiesa_copta_dalla_buona_salute_del_Nilo_dipende_la_vita_del_Paesehttp://www.fides.org/it/news/58256-AFRICA_EGITTO_La_Chiesa_copta_dalla_buona_salute_del_Nilo_dipende_la_vita_del_PaeseIl Cairo - Il Patriarca copto ortodosso Tawadros II si recherà in Etiopia nel mese di settembre, dove prenderà parte alle celebrazioni in occasione della festa della Santa Croce insieme ad Abuna Mathias I, Patriarca della Chiesa ortodossa d'Etiopia. Lo riferiscono fonti copte consultate dall'Agenzia Fides. In un comunicato diffuso dal Patriarcato copto, si conferma anche che la visita permetterà di continuare la “mediazione ecclesiale” con cui i Primati delle due Chiese sorelle cercano di sciogliere le tensioni tra Egitto ed Etiopia sulla questione della Diga della Grande Rinascita, l'imponente opera idraulica sul Nilo iniziata dall'Etiopia e in passato contestata dall'Egitto. <br />La questione della diga era stata affrontata anche durante la visita di Abuna Mathias in Egitto, avvenuta lo scorso gennaio. Gli egiziani temono che il progetto etiope della grande diga possa avere impatto negativo sul volume delle acque del Nilo finora a disposizione dell'economia e dei bisogni primari della popolazione. La popolazione egiziana vive concentrata nel 4% della superficie territoriale del Paese, nelle terre che si trovano in prossimità del corso del fiume. Tutta la vita della nazione dipende sotto varie forme dal Nilo. <br />Papa Tawadros punta a favorire anche la maturazione di una nuova sensibilità ecclesiale rispetto ai rischi connessi con lo sfruttamento non pianificato e disordinato delle risorse idriche nazionali. A tale riguardo, è stato annunciato che alcuni sacerdoti seguiranno dei corsi di formazione presso gli enti pubblici che gestiscono i sistemi di irrigazione alimentati dal Nilo, per poter contribuire in seguito a sensibilizzare la popolazione, anche attraverso le omelie e le catechesi, sulla necessità vitale di salvaguardare dal punto di vista ecologico la grande arteria fluviale. .Fri, 28 Aug 2015 12:40:52 +0200AFRICA/SUD SUDAN - Il Presidente ordina il cessate il fuoco, ma esprime forti riserve sull’accordo di pacehttp://www.fides.org/it/news/58255-AFRICA_SUD_SUDAN_Il_Presidente_ordina_il_cessate_il_fuoco_ma_esprime_forti_riserve_sull_accordo_di_pacehttp://www.fides.org/it/news/58255-AFRICA_SUD_SUDAN_Il_Presidente_ordina_il_cessate_il_fuoco_ma_esprime_forti_riserve_sull_accordo_di_paceJuba - Il Presidente del Sud Sudan, Salva Kiir, ha ordinato all’esercito di cessare i combattimenti a partire da oggi, 28 agosto, in conformità agli accordi di pace firmati il 26 agosto , che prevedono il cessate il fuoco permanente entro 72 ore dalla loro firma.<br />Nel siglare l’accordo, il Presidente Kiir ha però consegnato ai mediatori un allegato di 12 pagine dove sono elencati diversi punti ritenuti controversi da parte governativa.<br />La principale riserva riguarda il posto di Primo Vice Presidente, creato accanto a quello di Vice Presidente, attribuito ai ribelli, guidati da Riek Machar. È previsto che Kiir consulti il suo Primo Vice Presidente per prendere decisioni “collegiali”. <br />Riek Machar era stato Vice Presidente sotto Kiir, prima che quest’ultimo lo facesse dimettere. Qualche mese dopo la sua cacciata, Machar era stato accusato di un tentativo di golpe che ha innescato la guerra civile nel dicembre 2013.<br />Altri punti contestati riguardano la ripartizione dei seggi a favore dei ribelli negli esecutivi di tre Stati chiave , la smilitarizzazione della capitale federale, Juba, e i 18 mesi previsti per l’unificazione, sotto un nuovo nome, delle forze che si sono combattute nel corso della guerra. Kiir afferma che esiste già un esercito regolare, il cui nome deve rimanere invariato, e per quel che riguarda Juba, invocando una “questione di sovranità”, contesta l’imposizione di ritirare tutte le unità combattenti in un raggio di 25 km dalla capitale entro 90 giorni dall’entrata in vigore dell’accordo. Fri, 28 Aug 2015 12:14:03 +0200AFRICA/SUDAN - Nomina dell’ dell’Arcivescovo Coadiutore di Khartoumhttp://www.fides.org/it/news/58254-AFRICA_SUDAN_Nomina_dell_dell_Arcivescovo_Coadiutore_di_Khartoumhttp://www.fides.org/it/news/58254-AFRICA_SUDAN_Nomina_dell_dell_Arcivescovo_Coadiutore_di_KhartoumCittà del Vaticano – Il Santo Padre Francesco, in data 15 agosto 2015, ha nominato Sua Ecc. Mons. Michael Didi Adgum, Arcivescovo Coadiutore di Khartoum , trasferendolo dalla Sede di El Obeid. Al medesimo tempo, l’ha nominato Amministratore Apostolico sede vacante di El Obeid. <br/><strong>Link correlati</strong> :<a href="http://www.fides.org/it/news/33842-AFRICA_SUDAN_Nomina_del_Coadiutore_di_El_Obeid#.VeAx1Xnov_8">La biografia del nuovo Arcivescovo Coadiutore</a>Fri, 28 Aug 2015 12:03:49 +0200ASIA/IRAQ - Il Patriarca caldeo ai leader politici iracheni: integrate nell'esercito le milizie volontariehttp://www.fides.org/it/news/58253-ASIA_IRAQ_Il_Patriarca_caldeo_ai_leader_politici_iracheni_integrate_nell_esercito_le_milizie_volontariehttp://www.fides.org/it/news/58253-ASIA_IRAQ_Il_Patriarca_caldeo_ai_leader_politici_iracheni_integrate_nell_esercito_le_milizie_volontarieBaghdad – L'Iraq ha bisogno di un “governo di salvezza nazionale” dove le varie componenti del Paese siano rappresentate da politici saggi, in grado di realizzare le riforme necessarie per uscire dallo stato di emergenza e contrastare le spinte centrifughe che mettono a rischio la stessa esistenza della nazione. Tra le urgenze da affrontare, c'è anche la necessità di integrare nell'esercito le milizie createsi spontaneamente, su base etnico-religiosa, in tutte le aree del Paese. Sono questi i contenuti salienti della lettera che il Patriarca caldeo Louis Raphael I ha inviato alle massime autorità civili del Paese. Lo riferiscono le fonti ufficiali del Patriarcato caldeo, consultate dall'Agenzia Fides. La lettera, inviata ieri, giovedì 27 agosto, è indirizzata al Presidente iracheno Fuad Masum, al Primo Ministro Haider al Abadi e al Presidente del Parlamento Salim Abdullah al Juburi. Nella stessa giornata, il Primate della Chiesa caldea ha inviato una lettera anche a Yusuf Mohammed Yusuf Sadiq, Presidente del Parlamento della Regione autonoma del Kurdistan iracheno, richiamando la necessità che la nuova bozza di Costituzione regionale sia stesa senza precipitazione, sia rispettosa delle diverse identità che convivono nella regione e contribuisca a preservare la stabilità sociale, la sicurezza e lo sviluppo economico. .Fri, 28 Aug 2015 11:55:02 +0200AFRICA/SENEGAL - Studenti cattolici protagonisti di “un cambiamento positivo”http://www.fides.org/it/news/58252-AFRICA_SENEGAL_Studenti_cattolici_protagonisti_di_un_cambiamento_positivohttp://www.fides.org/it/news/58252-AFRICA_SENEGAL_Studenti_cattolici_protagonisti_di_un_cambiamento_positivoDakar - “Jéciste, sii artefice del cambiamento positivo attraverso la solidarietà, la fraternità e la tolleranza” è questa il tema del 28esimo Consiglio Nazionale della Jeunesse Etudiante Catholique che si è aperto oggi, 28 agosto, a Kolda in Senegal. <br />Secondo un comunicato giunto all’Agenzia Fides, i partecipanti “attraverso questo tema affronteranno diverse altre tematiche come la famiglia, la gestione inclusiva in ambito scolastico e universitario e il fondamentalismo religioso”. Un'altra questione delicata che verrà analizzata riguarda il problema dei matrimoni precoci “che frenano la scolarizzazione delle ragazze soprattutto nella zona di Kolda”.<br />Nell’ambito del Consiglio nazionale, che ci concluderà il 5 settembre, verranno inoltre organizzate tre tavole rotonde. La prima, intitolata “Le sfide della famiglia nel XXI secolo: quale posto per l’educazione dei giovani?”, vede la partecipazione di un sacerdote cattolico, di un imam, di un sociologo e di un giurista; la seconda “la gestione inclusiva in ambito scolastico e universitario, è garanzia di stabilità?”, con la partecipazione di un pedagogista, di un ispettore universitario e di un mediatore; infine la terza è intitolata “il fondamentalismo religioso: quale atteggiamento degli alunni e degli studenti?”, animata da un prete cattolico, un imam e uno specialista in religioni. Fri, 28 Aug 2015 11:17:14 +0200ASIA/FILIPPINE - La Chiesa unita al Papa per la “Giornata del creato” che apre la “Stagione della creazione”http://www.fides.org/it/news/58251-ASIA_FILIPPINE_La_Chiesa_unita_al_Papa_per_la_Giornata_del_creato_che_apre_la_Stagione_della_creazionehttp://www.fides.org/it/news/58251-ASIA_FILIPPINE_La_Chiesa_unita_al_Papa_per_la_Giornata_del_creato_che_apre_la_Stagione_della_creazioneManila – Chiese, associazioni, e fedeli cattolici in tutte le Filippine celebreranno la Giornata mondiale di preghiera per la salvaguardia del creato il 1° settembre, unendosi alla preghiera annunciata da Papa Francesco. Come riferito a Fides, a Manila l'occasione coinciderà con l'apertura della “Stagione della creazione” e vedrà il Cardinale Luis Antonio Tagle presiedere una santa Messa nella Cattedrale di Manila.<br />Promossa a partire dal 2013, la “Stagione della creazione” è un periodo di sei settimane in cui si susseguono iniziative, celebrazioni, attività di sensibilizzazione, mostre, sul tema del rispetto dell’ambiente in parrocchie, scuole, associazioni cattoliche. Quest’anno il punto di partenza della riflessione e delle diverse attività sarà l’enciclica Laudato si’. <br />La Chiesa filippina si sta anche impegnando in una raccolta di firme per sostenere la campagna globale sui cambiamenti climatici: la petizione, che chiede di mantenere l’aumento della temperatura globale sotto la soglia critica di 1,5 gradi centigradi, sarà consegnata ai leader mondiali che si riuniscono a Parigi a fine novembre. Il documento chiede anche un più ampio aiuto alle popolazioni povere del pianeta che affrontano gli effetti dei cambiamenti climatici.<br />Lanciata nelle Filippine a luglio scorso, la campagna è stata promossa e avviata dal “Global Catholic Climate Movement”, che riunisce oltre cento organizzazioni cattoliche impegnate in tutto il mondo per la “giustizia climatica”. Fri, 28 Aug 2015 10:56:11 +0200ASIA/INDIA - Grazie alla collaborazione tra Stato e Chiesa, l’India è libera dalla poliohttp://www.fides.org/it/news/58250-ASIA_INDIA_Grazie_alla_collaborazione_tra_Stato_e_Chiesa_l_India_e_libera_dalla_poliohttp://www.fides.org/it/news/58250-ASIA_INDIA_Grazie_alla_collaborazione_tra_Stato_e_Chiesa_l_India_e_libera_dalla_polioNew Delhi “Chiesa e Stato hanno lavorato fianco a fianco per debellare una malattia che ha causato sofferenza a milioni di persone. Il risultato positivo è frutto di uno sforzo congiunto”: è quanto ha detto p. Ferdinando Nostrum, portavoce del Centro per il controllo delle malattie della Chiesa cattolica in India, commentando il recente annuncio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità: l'India non è più sulla lista dei paesi dove la polio è endemica. Il 9 agosto infatti l'India ha festeggiato i dodici mesi senza nuovi casi di polio. Se il trend continuerà per altri due anni, il virus sarà considerato formalmente eradicato. <br />“Vincere la battaglia contro la polio non è stata un’impresa facile” nota p. Nostrum. Il primo progetto congiunto tra Chiesa cattolica e governo è stato lanciato nel 1997, tra lo scetticismo generale di molti politici indù. In 18 anni, medici e volontari cattolici, organizzazioni internazionali e locali, personale sanitario sponsorizzato da programmi governativi, hanno lavorato senza sosta, soprattutto nelle aree rurali, nell’opera di prevenzione, soprattutto tramite il vaccino e poi con una campagna di sensibilizzazione ed educazione sanitaria. Il governo indiano ha coinvolto i leader religiosi e delle comunità locali per aiutare a costruire il sostegno al vaccino antipolio. Questo costante impegno ha prodotto la progressiva diminuzione dei casi di polio fino alla scomparsa delle segnalazioni dei casi da un anno. Fri, 28 Aug 2015 10:31:24 +0200AMERICA/BRASILE - Scalabriniane: incontro internazionale per trovare nuove risposte al tema delle migrazionihttp://www.fides.org/it/news/58249-AMERICA_BRASILE_Scalabriniane_incontro_internazionale_per_trovare_nuove_risposte_al_tema_delle_migrazionihttp://www.fides.org/it/news/58249-AMERICA_BRASILE_Scalabriniane_incontro_internazionale_per_trovare_nuove_risposte_al_tema_delle_migrazioniPorto Alegre - Le migrazioni e la responsabilità di quante hanno il compito di essere leader nella congregazione scalabriniana femminile: questo il tema principale dell'incontro delle suore missionarie Scalabriniane che sono riunite a Porto Alegre, in Brasile, fino al 31 agosto. Le partecipanti vengono da Albania, Italia, Stati Uniti d'America, Messico, Ecuador, Filippine e Brasile e compongono il governo generale e i governi provinciali della congregazione, oltre alla Commissione internazionale della comunicazione e alla Commissione per la stesura di un progetto missionario. <br />“Questo incontro – spiega suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale, in una nota inviata all’Agenzia Fides – ha come fine quello di rafforzare l'unità e la comunione tra i vari team di governo e che abbiano come mandato l'animazione della vita consacrata in funzione della missione, affrontando il tema delle migrazioni, alquanto complesso e che richiede risposte nuove”. La consigliera generale per la comunicazione, suor Elizabeth Pedernal, che coordina il tavolo di lavoro sui media sottolinea: “Come suore Scalabriniane il mondo digitale è fondamentale in vista dell'evangelizzazione, perché ci facilità la vicinanza con le comunità in missione nei 27 Paesi dove siamo presenti”. “La migrazione ora nel mondo è vista come una preoccupazione e una sfida, come scalabriniane siamo chiamate a rispondere a Dio tra i migranti, e a trovare Gesù nelle realtà che urlano aiuto ogni giorno alle nostre orecchie”, dice suor Albertina Pauletti, consigliera generale dell'apostolato. Fri, 28 Aug 2015 09:26:31 +0200AFRICA/SUD SUDAN - Non si è celebrato a Juba per la firma dell’accordo di pace: “troppi lutti per gioire”http://www.fides.org/it/news/58248-AFRICA_SUD_SUDAN_Non_si_e_celebrato_a_Juba_per_la_firma_dell_accordo_di_pace_troppi_lutti_per_gioirehttp://www.fides.org/it/news/58248-AFRICA_SUD_SUDAN_Non_si_e_celebrato_a_Juba_per_la_firma_dell_accordo_di_pace_troppi_lutti_per_gioireJuba - “A Juba non c’è stata assolutamente un’atmosfera celebrativa perché la sofferenza causata dalla guerra civile è immensa” dicono all’Agenzia Fides fonti locali dalla capitale del Sud Sudan, dove ieri, 26 agosto, il Presidente Salva Kiir, ha firmato l’accordo di pace per mettere fine a due anni di guerra civile che ha devastato il Paese.<br />“La guerra ha provocato decine di migliaia di vittime, immense atrocità e distruzioni. Anche chi non ha subito le conseguenze dirette della guerra perché risiedeva in zone dove non è combattuto, ha risentito del collasso dell’economia causata dal conflitto. Le condizioni di vita sono peggiorate tranne per una piccola minoranza di politici e di ufficiali di alto livello. Perciò non c’è nessun incentivo a celebrare l’accordo firmato da chi ha gettato il Paese in questa situazione” spiegano le fonti di Fides.<br />L’accordo di pace è stato sponsorizzato dai membri dell’IGAD e prevede, tra l’altro, una condivisione del potere tra i due contendenti che si sono affrontati nel conflitto, il Presidente Kiir e l’ex Vice Presidente Riek Machar.<br />“È un accordo di pace controverso perché il Presidente ha firmato esprimendo quelle che ha definito “serie riserve”, facendo aggiungere un addendo che pone nuove condizioni” sottolineano le nostre fonti.<br />“Salva Kiir ha deciso di firmare ma ha subito pressioni molto forti da parte di alcuni esponenti del suo stesso governo e dell’esercito perché non lo facesse. La personalità che più si è battuta contro l’accordo è il comandante dell’esercito, che si è opposto fino all’ultimo minuto alla firma. Per questo ieri a Juba la tensione era fortissima” affermano le fonti di Fides. <br />“Rimane il timore che le divergenze in seno alle forze armate possono far deragliare l’applicazione dell’accordo. Speriamo che ciò non avvenga” concludono. Thu, 27 Aug 2015 11:58:11 +0200ASIA/SIRIA - Un documentario della TV siriana sul Genocidio assiro proiettato alla presenza del Patriarca siro ortodossohttp://www.fides.org/it/news/58247-ASIA_SIRIA_Un_documentario_della_TV_siriana_sul_Genocidio_assiro_proiettato_alla_presenza_del_Patriarca_siro_ortodossohttp://www.fides.org/it/news/58247-ASIA_SIRIA_Un_documentario_della_TV_siriana_sul_Genocidio_assiro_proiettato_alla_presenza_del_Patriarca_siro_ortodossoDamasco - Un documentario preparato dalla Televisione di Stato siriana sul “Sayfo”,il cosiddetto “Genocidio assiro”, è stato presentato in anteprima in una proiezione a inviti a cui ha preso parte anche il Patriarca siro ortodosso Mar Ignatius Aphrem II. Il reportage, relativo ai massacri subiti cento anni fa dalle comunità assire, caldee e siriache nell'Impero ottomano su istigazione dei Giovani Turchi, contiene anche le testimonianze registrate di alcuni sopravvissuti delle stragi pianificate del 1915. La proiezione, tenutasi presso il Teatro dell'Opera di Damasco, si è conclusa con un'esibizione del Coro patriarcale di Sant'Aphrem, che ha eseguito il suo repertorio di canti tradizionali siriaci. Il Patriarca Mar Aphrem, in un intervento svolto in seno alla manifestazione, ha ringraziato i Ministero degli affari Sociali – patrocinatore dell'evento – e ha fatto collegato le persecuzioni di cento anni fa alle tribolazioni vissute dalle comunità cristiane nel Medio Oriente di oggi, devastato dai conflitti settari alimentati anche da interessi di ordine geopolitico. .Thu, 27 Aug 2015 11:17:31 +0200AFRICA/MALAWI - Siamo vittime dei cambiamenti climatici denunciati da Papa Francesco nella sua enciclica” afferma l’Arcivescovo di Blantyrehttp://www.fides.org/it/news/58246-AFRICA_MALAWI_Siamo_vittime_dei_cambiamenti_climatici_denunciati_da_Papa_Francesco_nella_sua_enciclica_afferma_l_Arcivescovo_di_Blantyrehttp://www.fides.org/it/news/58246-AFRICA_MALAWI_Siamo_vittime_dei_cambiamenti_climatici_denunciati_da_Papa_Francesco_nella_sua_enciclica_afferma_l_Arcivescovo_di_BlantyreLilongwe -“Rileggendo l’enciclica papale, mi è venuto in mente che in Malawi stiamo facendo esperienza delle conseguenze dei cambiamenti climatici: inondazioni devastanti, siccità prolungata, piogge erratiche e venti forti” ha dichiarato Mons. Thomas Msusa, Arcivescovo di Blantyre, nel presentare ai fedeli l’enciclica di Papa Francesco Laudato sì, dedicata alla salvaguardia del creato.<br />“L’enciclica papale ci richiama ad affrontare la minaccia climatica nel nome della giustizia, della dignità umana e del servizio a coloro che sono tra noi i più poveri e vulnerabili” afferma Mons. Msusa. L’Arcivescovo sottolinea infatti che Papa Francesco ci ricorda che l’attenzione alle tematiche ambientali è legata alla corretta utilizzazione delle risorse della Terra e quindi anche alla giustizia sociale e alla solidarietà.<br />Mons. Msusa rimarca che a causa dei disastri ambientali legati ai cambiamenti climatici prima ricordati, in Malawi circa 3 milioni di persone sono a rischio fame . <br />L’Arcivescovo richiama tutti a utilizzare correttamente le risorse del Paese, in particolare quelle idriche, per sviluppare in modo armonioso l’economia del Paese. “Era nei piani di Dio donare una grande quantità d’acqua potabile al Malawi. Non utilizzarla in modo corretto è una vergogna per l’umanità. Con sistemi di agricoltura intelligenti, non solo potremo mettere sulle tavole della nazione il cibo di ogni giorno, ma contribuiremo anche a ricostruire l’ecosistema”. Thu, 27 Aug 2015 11:02:23 +0200ASIA/TERRA SANTA - Le scuole cristiane: “positivo” l'incontro con il Presidente Rivlin. Ma la crisi rimane apertahttp://www.fides.org/it/news/58245-ASIA_TERRA_SANTA_Le_scuole_cristiane_positivo_l_incontro_con_il_Presidente_Rivlin_Ma_la_crisi_rimane_apertahttp://www.fides.org/it/news/58245-ASIA_TERRA_SANTA_Le_scuole_cristiane_positivo_l_incontro_con_il_Presidente_Rivlin_Ma_la_crisi_rimane_apertaGerusalemme – Il Segretariato generale dell'Ufficio delle scuole cristiane in Israele interpreta come “un passo positivo” l'incontro avuto con il Presidente israeliano Reuven Rivlin per discutere sulla crisi in cui versano le scuole cristiane in Israele. Nondimeno, secondo l'organismo di coordinamento la soluzione della crisi “richiede ulteriori negoziati” e pertanto “le scuole rimarranno chiuse fino a nuovo ordine”. La dichiarazione di sospensione delle attività scolastiche viene confermata nel comunicato del Segretariato diffuso anche sui media ufficiali del Patriarcato Latino di Gerusalemme. Nello stesso documento si offrono alcuni dettagli dell'incontro avvenuto lunedì 24 agosto 2015 a Gerusalemme, tra il Comitato negoziale delle Scuole cristiane presieduto dal Vescovo Giacinto-Boulos Marcuzzo, Vicario patriarcale per Israele del Patriarcato Latino – e il Presidente Rivlin. All'incontro ha preso parte anche il Ministro israeliano dell’Istruzione Naftali Bennett, accompagnato da una Delegazione del Ministero. “Il Presidente Rivlin” si legge nel comunicato “ha aperto la riunione apprezzando il ruolo delle scuole cristiane in Israele, sottolineando l’importanza dell’eccezionale esperienza pedagogica che forniscono da molti anni”. Dal canto suo, il Ministro Bennett ha riaffermato il sostegno all’esistenza di scuole cristiane nel Paese e l'impegno a cercare soluzioni per risolvere la crisi di bilancio da esse affrontata. Le scuole cristiane si sono impegnate a preparare una relazione di carattere tecnico sui bilanci e gli aspetti finanziari della propria attività educativa.<br />Lo scorso 27 maggio, le scuole cristiane d'Israele – frequentate da 30mila studenti, dei quali solo la metà sono cristiani - avevano organizzato una manifestazione senza precedenti per denunciare le politiche discriminatorie di cui si sentono fatte oggetto da parte del governo . Esse appartengono alla categoria delle scuole “riconosciute ma non pubbliche” e ricevono un finanziamento parziale dal Ministero. Il resto dei costi è coperto dalla quota corrisposta dai genitori.<br />Da anni, il Ministero dell’educazione tenta di ridurre il budget delle scuole cristiane , e questo ha costretto le scuole cristiane ad aumentare il costo a carico delle famiglie. Il taglio dei finanziamenti pesa soprattutto sui genitori della parte della popolazione araba israeliana per i quali, come è noto, il reddito medio famigliare è sotto la media nazionale.<br />Prima di quella manifestazione, un comitato nominato dall’Ufficio delle Scuole Cristiane in Israele aveva condotto per otto mesi delle trattative con il Ministero, e il Ministero aveva proposto che le scuole cristiane divenissero scuole pubbliche. Questa proposta è stata interpretata dai titolari delle scuole come la fine dell’impresa educativa cristiana, e un grave colpo alle comunità cristiane di Terra Santa. .Thu, 27 Aug 2015 10:16:08 +0200ASIA/PAKISTAN - I Vescovi: urge proteggere i bambini dagli abusi sessualihttp://www.fides.org/it/news/58244-ASIA_PAKISTAN_I_Vescovi_urge_proteggere_i_bambini_dagli_abusi_sessualihttp://www.fides.org/it/news/58244-ASIA_PAKISTAN_I_Vescovi_urge_proteggere_i_bambini_dagli_abusi_sessualiLahore – “Abuso e lo sfruttamento sessuale sui bambini sono diffusi in tutto il Pakistan. Secondo una stima pubblica, oltre 3.500 casi di molestie su minori sono stati segnalati nel 2014, il 67% avvenuti nelle zone rurali. E’ urgente che il governo agisca in modo rigoroso contro i responsabili”: è quanto afferma un comunicato della Commissione “Giustizia e Pace” dei vescovi del Pakistan, inviato all’Agenzia Fides. La Commissione ha inviato un memorandum al governo con richieste per la tutela dei minori.<br />Il tema è tornato di attualità in Pakistan dopo lo scandalo emerso nei giorni scorsi: a Kasur, in Punjab, la polizia ha scoperto una banda criminale coinvolta da dieci anni in abusi estremi sui minori estrema e nello smercio di pornografia infantile. Secondo i risultati delle indagini, circa 400 video sono stati realizzati con 280 vittime identificabili dai 6 a 14 anni. Le famiglie delle vittime erano ricattate dalla banda, che aveva corrotto anche la polizia locale. Secondo alcune speculazioni, anche alcuni politici locali sono coinvolti in questo traffico. <br />I Vescovi condanno gli abusi e scrivono alle autorità: “I rappresentanti politici di tutti i partiti politici dovrebbero condannare tali fatti e non usarli per conseguire un vantaggio politico. Urge fornire assistenza e tutela in primis alle vittime degli abusi, per affrontare i traumi subiti”. La Commissione chiede che “ufficiali di polizia locale, leader politici e altri funzionari del governo siano dimessi e siano adottate azioni rigorose nei loro confronti”.<br />Agendo sul campo dell’educazione, “il governo dovrebbe introdurre l'educazione sessuale nelle scuole per prevenire tali incidenti in futuro”, si nota, “istituendo una Commissione giudiziaria per sviluppare norme specifiche sulla questione degli abusi sui minori e della pornografia infantile”.<br />“I bambini sono il futuro della nostra nazione”, conclude la nota della Commissione. “Per proteggerli il governo deve tener fede ai propri impegni sociali, morali e internazionali verso i diritti dei bambini, operando per la tutela e la sicurezza dell’infanzia in tutto il Pakistan”. Thu, 27 Aug 2015 10:05:16 +0200ASIA/BANGLADESH - Omicidi dei blogger: in pericolo anche le minoranze religiosehttp://www.fides.org/it/news/58243-ASIA_BANGLADESH_Omicidi_dei_blogger_in_pericolo_anche_le_minoranze_religiosehttp://www.fides.org/it/news/58243-ASIA_BANGLADESH_Omicidi_dei_blogger_in_pericolo_anche_le_minoranze_religioseDacca - L'uccisione dei blogger da parte degli estermisti islamici costituisce un avvertimento anche per le minoranze religiose del Banglasdesh, penalizzate nella loro vita e libertà: lo pensa Imran H. Sarker, portavoce per il movimento del "Bangladesh Shahbag", rete di attivisti che chiede al goveno democrazia e giustizia. L'ultimo omicidio in ordine di tempo è stato quello di Niloy Chakrabarti, ucciso da una banda di islamisti in casa sua il 7 agosto a Dacca. Le altre vittime erano state Avijit Roy e Washiqur Rahman, uccisi a Dacca, e Ananta Bijoy Das, attaccato da un gruppo di armato di machete nella città nordorientale di Sylhet.<br />Secondo Imran H. Sarker, in questi attacchi, pur essendo idirizzati a blogger laici, sono in pericolo anche le minoranze religiose: "Sebbene la Costituzione del Bangladesh proclami la laicità dello stato - ha detto alla stampa - stiamo lottando per conservare uno spazio di laicità nel paese, che va a benficio di tutti. Anche le minoranze cristiane, indù e buddisti sono regolarmente attaccate in Bangladesh. Il sistema è tale che le persone approfittano della macchina amministrativa per intimidire le minoranze ed espropriarle dei loro diritti e proprietà".<br />"La politica è diventato uno strumento per perpetuare il potere dei partiti politici, che solo a parole tutelano la laicità.<br />L'unica soluzione è avviare profonde riforme politiche e democratiche che tocchino ogni istituzione politica del Bangladesh", conclude. Thu, 27 Aug 2015 09:36:20 +0200AFRICA/SUD SUDAN - Verso la firma dell’accordo di pace per mettere fine al conflitto descritto dall’ONU come “una minaccia alla pace dell’intera regione”http://www.fides.org/it/news/58242-AFRICA_SUD_SUDAN_Verso_la_firma_dell_accordo_di_pace_per_mettere_fine_al_conflitto_descritto_dall_ONU_come_una_minaccia_alla_pace_dell_intera_regionehttp://www.fides.org/it/news/58242-AFRICA_SUD_SUDAN_Verso_la_firma_dell_accordo_di_pace_per_mettere_fine_al_conflitto_descritto_dall_ONU_come_una_minaccia_alla_pace_dell_intera_regioneJuba - “Una conflitto di potere di un elite che si è trasformato una guerra civile dalle molteplici facce ed una minaccia alla pace e alla sicurezza dell’intera regione”. Così il rapporto del Panel di esperti dell’ONU sul Sud Sudan, pubblicato il 21 agosto, descrive il conflitto civile scoppiato nel dicembre 2013 che ha devastato il Sud Sudan. Oggi, 26 agosto, è prevista la firma del trattato di pace dal parte del Presidente Salva Kiir. Il suo rivale, Riek Machar, lo ha già sottoscritto la scorsa settimana.<br />La lotta al vertice dell’SPLA tra il Presidente Salva Kiir e l’ex Vice Presidente Riek Machar, ha scatenato una serie di conflitti su larga scala interetnici e all’infraetnici. Gli Stati più coinvolti sono quelli dell’ Upper Nile, Unity e Jonglei seguiti da quelli di Northern Bahr El Ghazal e Western Bahr El Ghazal, fino a interessare quelli di Warrap and Lakes, dove si è sono intensificati gli scontri tra sub tribù.<br />La situazione umanitaria è peggiorata dall’inizio del 2015. “Il numero di persone che devono affrontare una grave insicurezza alimentare è quasi raddoppiato dall’inizio del 2015 a 4,6 milioni di persone, inclusi 250.000 bambini che sono gravemente malnutriti, il numero più alto dall’inizio della guerra” recita il rapporto.<br />Il documento denuncia che “dall’inizio dell’offensiva nell’Upper Nile nell’aprile 2015, si è notato un’intensificarsi delle violenze sui civili su una scala mai vista prima, in quello che era già un conflitto molto violento”.<br />Nel solo Stato di Unity circa 750.000 persone sono state colpite dalla recente campagna militare e almeno 138.000 persone che ricevevano assistenza umanitaria prima della scatenamento della violenza sono ora prive di assistenza a causa dell’insicurezza. <br />Gli esperti dell’ONU denunciano inoltre l’ostruzione alle operazioni umanitarie e di peacekeeping internazionali a causa delle intimidazione, sequestri, assalti e minacce del personale umanitario e dei furti dei carichi dei convogli di aiuti da parte dei contendenti.<br />Il documento infine mette in rilievo diverse violazioni all’embargo sulle armi deciso dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU nei confronti del Sud Sudan da parte di attori statali e privati. Wed, 26 Aug 2015 11:43:18 +0200