Fides News Italianohttp://www.fides.org/Le notizie dell'Agenzia Fidesen-usASIA/BANGLADESH - I Vescovi: l’enciclica Laudato Si’ è importante per i fedeli e per il paesehttp://www.fides.org/it/news/58015-ASIA_BANGLADESH_I_Vescovi_l_enciclica_Laudato_Si_e_importante_per_i_fedeli_e_per_il_paesehttp://www.fides.org/it/news/58015-ASIA_BANGLADESH_I_Vescovi_l_enciclica_Laudato_Si_e_importante_per_i_fedeli_e_per_il_paeseDacca – L’enciclica Laudato Si’ è importante per i fedeli e per tutto il Bangladesh: con questo convinzione i Vescovi del Bangladesh hanno promosso la diffusione del testo in parrocchie, comunità, associazioni, esortando i fedeli a prestare attenzione all’appello di Papa Francesco a “cambiare stili di vita e modelli di consumo” come espresso nell’enciclica. <br />Sua Ecc. Mons. Patrick D'Rozario, Arcivescovo di Dacca, presidente della Conferenza Episcopale del Bangladesh, ha pubblicato una apposita lettera pastorale in lingua bengalese che illustra e sintetizza i contenuti principali del testo del Papa, per facilitarne la diffusione. I Vescovi infatti desiderano che sia oggetto di riflessione e applicazione. Oltre a sollecitare i cattolici a seguire le linee guida del Papa esposte nella enciclica, l'Arcivescovo D’Rozario chiede a tutti i sacerdoti di farsi promotori attivi della diffusione degli insegnamenti del Papa.<br />Come riferito a Fides, anche il Direttore di Caritas Bangladesh, Benedict D'Rozario, ha rilasciato una dichiarazione pubblica, invitando i fedeli a “fermare comportamenti e pratiche che danneggiano l'ambiente e la creazione di Dio”, parlando di cura della natura, uso giudizioso e sostenibile di acqua, energia e combustibili. La Caritas Bangladesh ha già avviato diversi progetti per la cura e la protezione dell'ambiente e per l’aiuto delle comunità escluse dallo sviluppo. Tue, 07 Jul 2015 12:24:14 +0200AFRICA/EGITTO - Il Patriarca copto Tawadros II incontra le mogli dei sacerdotihttp://www.fides.org/it/news/58014-AFRICA_EGITTO_Il_Patriarca_copto_Tawadros_II_incontra_le_mogli_dei_sacerdotihttp://www.fides.org/it/news/58014-AFRICA_EGITTO_Il_Patriarca_copto_Tawadros_II_incontra_le_mogli_dei_sacerdotiAlessandria – Nel fitto programma della visita pastorale compiuta ad Alessandria durante l'ultimo fine settimana, il Patriarca copto ortodosso Tawadros II ha voluto inserire anche un incontro di riflessione e preghiera con più di venti mogli dei sacerdoti copti ortodossi operanti nel settore orientale della metropoli egiziana. Secondo quanto riportato da fonti vicine alla Chiesa copta, Papa Tawadros ha svolto la sua meditazione unendo considerazioni sulla vita e la vocazione del sacerdote a riflessioni sulla realtà della maternità e sul matrimonio così come vengono delineati nei testi biblici. <br />Nelle Chiese copte esiste la possibilità di scegliere i candidati al presbiterato sia tra coloro che vivono il celibato sia tra coloro che sono sposati, mentre i Vescovi provengono tutti dalle file dei monaci e sono celibi. .Tue, 07 Jul 2015 12:19:41 +0200AFRICA/SUDAN - La Chiesa organizza scuole per i rifugiati sud-sudanesi a Khartoumhttp://www.fides.org/it/news/58013-AFRICA_SUDAN_La_Chiesa_organizza_scuole_per_i_rifugiati_sud_sudanesi_a_Khartoumhttp://www.fides.org/it/news/58013-AFRICA_SUDAN_La_Chiesa_organizza_scuole_per_i_rifugiati_sud_sudanesi_a_KhartoumKhartoum - La Conferenza Episcopale del Sudan sta aprendo delle scuole per i sud-sudanesi che si sono rifugiati in Sudan. Lo ha annunciato il Segretario Generale della SCBC, p. Jacob Odwa Paul, che ha sottolineato che a Khartoum ci sono quattro campi di accoglienza per i sud-sudanesi fuggiti dal loro Paese. Il Sud Sudan, che l’11 luglio festeggia il suo quarto anniversario dell’indipendenza dal Sudan, è sconvolto da dicembre 2013 da una drammatica guerra civile tra il Presidente Salva Kiir e l’ex Vice Presidente Riek Machar. Secondo l’Onu, 4 milioni e 600mila persone sono a rischio a causa della carestia che colpisce il Paese. I rifugiati sud-sudanesi in Etiopia sono più di 211.000 mentre quelli in Sudan sono circa 188.000. Altri 154.000 sono in Uganda. Tue, 07 Jul 2015 12:13:14 +0200AMERICA/ECUADOR - La visita del Papa “segnerà un prima e un dopo riguardo alla situazione del paese”http://www.fides.org/it/news/58012-AMERICA_ECUADOR_La_visita_del_Papa_segnera_un_prima_e_un_dopo_riguardo_alla_situazione_del_paesehttp://www.fides.org/it/news/58012-AMERICA_ECUADOR_La_visita_del_Papa_segnera_un_prima_e_un_dopo_riguardo_alla_situazione_del_paeseQuito – “Il momento è molto delicato per il nostro paese, ma non ho dubbi che il messaggio del Papa sarà orientato a dare luce per trovare una via di uscita, per trovare pace e tranquillità, Questa visita, forse, segnerà un prima e un dopo riguardo alla situazione del paese". Si è espresso così un imprenditore cattolico che oggi, 7 luglio, parteciperà all'Incontro di Papa Francesco con la Società Civile, nella chiesa di San Francisco a Quito. <br />Secondo le informazioni pervenute a Fides, già da diversi giorni c'è molta attesa per questo particolare raduno. Padre Marco Antonio Acosta, segretario della Commissione per le Culture della Conferenza Episcopale dell’Ecuador, che è uno degli organizzatori dell’incontro, ha spiegato che "sarà un incontro con l'Ecuador ‘in piccolo’ ”, per esprimere l'idea che tutto il paese sarà rappresentato in qualche modo dai diversi delegati. Infatti tutti i settori sociali saranno presenti: sindacati, giornalisti, professori, politici e operai.<br />Sebbene la lista dei circa 500 invitati non sia stata pubblicata, si sa che l'incontro inizierà con le parole di Mons. Luis Cabrera, presidente della Commissione dei Laici della Conferenza Episcopale, quindi prenderanno la parola un imprenditore, un artigiano e una donna indigena, in rappresentanza dei gruppi etnici dell’Ecuador. Altri rappresentanti indigeni hanno espresso la volontà di dire al Santo Padre di difendere sempre i gruppi etnici più abbandonati e vittime degli affari delle grandi imprese multinazionali, che distruggono la natura e non rispettano i diritti delle popolazioni andine. <br /> Tue, 07 Jul 2015 12:09:03 +0200ASIA/SIRIA - Caute speranze sul rilascio del parroco francescano prelevato dai jihadistihttp://www.fides.org/it/news/58011-ASIA_SIRIA_Caute_speranze_sul_rilascio_del_parroco_francescano_prelevato_dai_jihadistihttp://www.fides.org/it/news/58011-ASIA_SIRIA_Caute_speranze_sul_rilascio_del_parroco_francescano_prelevato_dai_jihadistiYacoubieh – La vicenda del sacerdote francescano iracheno Dhiya Azziz - il parroco del villaggio siriano di Yacoubieh prelevato sabato 4 luglio da miliziani delle organizzazioni jihadiste che controllano la regione – rimane segnata dall'incertezza, anche se tra i membri della comunità parrocchiale e tra i confratelli della Custodia francescana di Terrasanta le apprensioni per la sua sorte si mescolano a caute speranze di un suo rapido rilascio. <br />Padre Dhiya – riferisce il comunicato emesso dalla Custodia - è stato portato via dalla brigata di miliziani che hanno detto di doverlo portare a un breve incontro con l'emiro che esercita l'autorità nella regione, attualmente sottoposta al dominio del Fronte al-Nusra, braccio siriano di al-Qaida. In un momento successivo, due miliziani sono stati inviati in parrocchia a prendere le medicine del frate, che soffre di diabete e ha altri problemi di salute. Questo dettaglio – sottolineano fonti locali contattate dall'Agenzia Fides – fa ben sperare, perchè conferma che padre Dhiya è vivo e potrà gestire i suoi problemi di salute. A suscitare perplessità è la totale mancanza di informazioni riguardo al motivo del suo prelevamento. <br />Padre Dhiya Azziz, iracheno, da due anni aveva scelto volontariamente di andare a servire la parrocchia latina di Yacoubieh, nella provincia Idlib, in un distretto da tempo in mano ai gruppi jihadisti che nell'area hanno dato vita anche a istituzioni amministrative e giudiziarie incaricate di gestire il nuovo “ordine” politico islamista. Mentre i sacerdoti e i religiosi di altre Chiese e comunità cristiane hanno abbandonato la zona, a Yacoubieh e nel vicino villaggio di Knayeh sono rimaste aperte le due parrocchie affidate ai francescani, che continuano a assicurare la cura pastorale per le comunità locali, ridotte a poche centinaia di fedeli. <br />Padre Dhiya ha sempre cercato di tenersi fuori dalle questioni politiche e militari legate al conflitto siriano. Ha continuato a offrire il suo servizio pastorale ai parrocchiani e a promuovere iniziative di solidarietà concreta anche a favore dei tanti rifugiati musulmani arrivati in quei villaggi cristiani. Pur di continuare a svolgere la sua missione nel luogo dove lo ha portato la sua vocazione, si è sottoposto alle disposizioni imposte dagli islamisti che vietano l'esposizione esterna delle croci e delle statue dei Santi, così come il suono delle campane. Proprio questo suo rispetto delle regole imposte dall'”ordine islamista” rende enigmatico il caso del suo prelevamento, che appare tuttora immotivato. <br />Lo scorso ottobre anche l'altro francescano Hanna Jallouf OFM, parroco della chiesa di San Giuseppe, nel vicino villaggio di Knayeh, era stato prelevato insieme ad alcuni parrocchiani dai jihadisti di al-Nusra . In quell'occasione il prelevamento era avvenuto dopo che lo stesso padre Jallouf, per denunciare le espropriazioni e i saccheggi subiti dalla parrocchia da parte dei miliziani, aveva fatto ricorso al tribunale islamico, l'organo istituito nell'area sotto il controllo degli islamisti per amministrare la giustizia secondo la legge islamica. Padre Jallouf, e poi i suoi parrocchiani, erano stati rilasciati nel giro di pochi giorni. Adesso tutti si augurano che anche padre Dhiya possa presto far ritorno alla sua parrocchia. .Tue, 07 Jul 2015 11:54:11 +0200ASIA/YEMEN - Il conflitto diventa sempre più grave, la popolazione civile è la più colpitahttp://www.fides.org/it/news/58010-ASIA_YEMEN_Il_conflitto_diventa_sempre_piu_grave_la_popolazione_civile_e_la_piu_colpitahttp://www.fides.org/it/news/58010-ASIA_YEMEN_Il_conflitto_diventa_sempre_piu_grave_la_popolazione_civile_e_la_piu_colpitaAden - Dopo i bombardamenti che hanno devastato la città di Aden e causato centinaia di feriti, altri casi di vittime civili e danni alle strutture civili sono stati registrati anche sulle aree densamente popolate di Sana'a, Hodeidah, Taiz, Saada, Amran, Ad-Dhale e in altre zone. Il conflitto nello Yemen diventa sempre più grave e le conseguenze sulla popolazione civile sono durissime. Da una nota diffusa dalla ong Medici Senza Frontiere , pervenuta a Fides, risulta che è difficile trovare cibo perché molti negozi sono chiusi. Non c’è acqua corrente e il viaggio fino al pozzo dura dalle tre alle quattro ore a piedi. Dallo scorso 19 marzo, le équipe MSF hanno curato oltre 3800 feriti di guerra, hanno portato 105 tonnellate di aiuti umanitari oltre a forniture mediche. Gli operatori sono presenti con strutture sanitarie in diverse località del Paese colpite dalla violenza, come Aden, Sana’a o Taiz, e hanno avviato cliniche mobili per offrire assistenza medica a migliaia di sfollati che hanno dovuto lasciare le proprie case per sfuggire ai bombardamenti. Inoltre, la ong provvede a fornire farmaci, serbatoi d’acqua, prodotti non alimentari e kit per l’igiene alle famiglie, carburante per i generatori di corrente, attività di promozione della salute tra gli sfollati. Tue, 07 Jul 2015 11:54:01 +0200ASIA/PAKISTAN - Il governo vieta di tradurre i termini sacri islamicihttp://www.fides.org/it/news/58009-ASIA_PAKISTAN_Il_governo_vieta_di_tradurre_i_termini_sacri_islamicihttp://www.fides.org/it/news/58009-ASIA_PAKISTAN_Il_governo_vieta_di_tradurre_i_termini_sacri_islamiciIslamabad – Il governo pakistano ha vietato di tradurre dall’arabo all’inglese i termini sacri islamici. Come disposto dal Primo ministro, Nawaz Sharif, i termini islamici come “allah”, “masjid”, “sala'at” o “rasool”, non potranno più essere tradotti con “Dio”, “moschea”, “preghiera” e “profeta”, ma dovranno circolare ed essere citati solo nell’originale arabo. <br />La decisione, che giunge durante il mese santo islamico del Ramadan, è stataaccolta favorevolmente dai leader islamici, ma con apprensione dai rappresentanti delle minoranze religiose. Secondo Nasir Saeed, direttore dell’Ong CLAAS “sarà difficile prevedere che tipo di impatto avrà sulla società pakistana”.<br />“Tenendo in considerazione la situazione attuale del paese, dove l'estremismo, il fondamentalismo e l'odio contro i cristiani e le altre minoranze religiose sono in aumento, c’è la possibilità che tale provvedimento possa avere un impatto negativo sulla vita dei non-musulmani, che già soffrono a causa delle politiche discriminatorie” afferma in una nota inviata a Fides. Infatti, spiega Saeed, “c'è la possibilità che la gente possa abusare di questa disposizione, qualora ritengano offensiva una traduzione o la considerino un insulto all’islam”. Secondo Saeed, la disposizione potrebbe incrementare i casi di accuse di blasfemia. Il responsabile di CLAAS conclude: “L’annuncio cade un giorno prima dell'anniversario del golpe del generale Zia, del 1977, che diramò una serie di leggi per islamizzare il paese”. Tue, 07 Jul 2015 11:46:13 +0200AFRICA/KENYA - “Continua il progetto degli Shabaab di purificare il nord-est dai non somali” dice il Vescovo coadiutore di Garissahttp://www.fides.org/it/news/58008-AFRICA_KENYA_Continua_il_progetto_degli_Shabaab_di_purificare_il_nord_est_dai_non_somali_dice_il_Vescovo_coadiutore_di_Garissahttp://www.fides.org/it/news/58008-AFRICA_KENYA_Continua_il_progetto_degli_Shabaab_di_purificare_il_nord_est_dai_non_somali_dice_il_Vescovo_coadiutore_di_GarissaNairobi - “L’obiettivo degli Shabaab è di ‘liberare’ il nord-est della Somalia, abitato da keniani di origine somala, dai non musulmani e dai non somali” dice all’Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Joseph Alessandro, Vescovo coadiutore di Garissa, nel nord-est del Kenya, al confine con la Somalia, nella cui diocesi rientra Mandera, dove nelle prime ore di oggi, 7 luglio, 14 persone sono state uccise e 11 ferite in un attacco attribuito agli Shabaab somali.<br />“Come negli attacchi avvenuti in precedenza, sono stati presi di mira dei lavoratori provenienti da altre aree del Kenya, quindi non somali e non musulmani. Purtroppo sembra che questa strategia stia avendo successo” dice il Vescovo a Fides. “Già diversi lavoratori non locali sono fuggiti da Mandera nei mesi scorsi. A risentirne maggiormente sono i settori della sanità e dell’istruzione. In tutto il nord-est l’educazione è in gravi difficoltà per la mancanza di insegnanti, provenienti da altre aree del Paese, che si rifiutano di tornare a lavorare lì”. <br />“Dobbiamo dire comunque che nel mirino degli Shabaab vi sono anche diversi leader musulmani che non la pensano come loro e che appoggiano l’azione del governo” aggiunge Mons. Alessandro.<br />“Se questo progetto di ‘pulizia etnica e religiosa’ dovesse essere portato a termine, gli Shabaab potranno dichiarare questi territori come ‘territori islamici’ e forse aderire al Califfato. Il governo di Nairobi sta cercando di fare il possibile perché i keniani originari di altre zone rimangano nel nord-est, perché tutta la zona rischia di essere destabilizzata” conclude Mons. Alessandro.<br />Nell’area gli Shabaab hanno commesso diversi assalti, a novembre e dicembre , il più sanguinoso è quello commesso ad aprile nel campus universitario di Garissa, dove 148 studenti sono stati uccisi . Tue, 07 Jul 2015 11:28:10 +0200AMERICA/VENEZUELA - Mons. Padrón: “Corruzione, repressione, malcontento popolare caratterizzano il presente”http://www.fides.org/it/news/58007-AMERICA_VENEZUELA_Mons_Padron_Corruzione_repressione_malcontento_popolare_caratterizzano_il_presentehttp://www.fides.org/it/news/58007-AMERICA_VENEZUELA_Mons_Padron_Corruzione_repressione_malcontento_popolare_caratterizzano_il_presenteCaracas – "Il deterioramento nazionale è notevole. Accanto alla carenza di materie prime, a causa della politica economica disastrosa, il momento presente è caratterizzato da una gigantesca corruzione in ambienti di governo, dall'incapacità del governo a frenare la criminalità, dall'eccessiva repressione del dissenso politico, dal crescente malcontento popolare, dall'incertezza sul destino del Paese". Così si è espresso Presidente della Conferenza Episcopale del Venezuela , Sua Ecc. Mons. Diego Padron, Arcivescovo di Cumana, nel discorso inaugurale dell'Assemblea Plenaria Ordinaria della CEV, che si svolge a Caracas.<br />Secondo quanto informa la nota pervenuta a Fides dalle Pontificie Opere Missionarie del Venezuela, <br />durante il suo discorso Mons. Padron ha parlato anche di Papa Francisco in visita per la seconda volta in missione evangelizzatrice in America Latina e della beatificazione di Mons. Oscar Arnulfo Romero, autentico “sacerdote e vescovo dei poveri”.<br />Oltre all'analisi della realtà nazionale, i Vescovi hanno in agenda il Terzo Incontro Nazionale dei Giovani , che si terrà a Barquisimeto l'8 e il 9 agosto, e l'Assemblea Nazionale di Pastorale, prevista per il prossimo mese di novembre.<br />Incontrando i giornalisti dopo l'inaugurazione dell’Assemblea, Mons. Padron ha detto tra l’altro che "le elezioni del parlamento del 6 dicembre prossimo possono aprire le porte alla ricomposizione politico-sociale del paese e rappresentare la caduta del muro della polarizzazione e dell’intolleranza".<br /> Tue, 07 Jul 2015 11:20:37 +0200EUROPA/SPAGNA - Il Card. Filoni a Burgos: “il Popolo di Dio è oggi un popolo missionario?”http://www.fides.org/it/news/58006-EUROPA_SPAGNA_Il_Card_Filoni_a_Burgos_il_Popolo_di_Dio_e_oggi_un_popolo_missionariohttp://www.fides.org/it/news/58006-EUROPA_SPAGNA_Il_Card_Filoni_a_Burgos_il_Popolo_di_Dio_e_oggi_un_popolo_missionarioBurgos – “La celebrazione più bella e sognata di un Decreto conciliare, e di tutto il Concilio nel suo insieme, è quella di poter costatare che detto Decreto si è invecchiato come documento scritto, ma è ancora vivo perché è stato accolto e attuato normalmente nell’esperienza ecclesiale. Possiamo applicare questa recezione al Decreto ‘Ad Gentes’ sull’attività missionaria della Chiesa, in concreto?”. Questo interrogativo è stato il punto di partenza della conferenza inaugurale della 68ma Settimana di Missiologia di Burgos, tenuta dal Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli. La Settimana, che si è aperta ieri pomeriggio, 6 luglio, e si concluderà giovedì 9, si tiene presso la Facoltà di Teologia di Burgos, e quest’anno ha per tema “Significato e sfide della missione oggi. A 50 anni dal Decreto Ad Gentes”.<br />Nella sua ampia relazione sul tema “Il Decreto Ad Gentes: una visione teologica e pastorale della missione”, il Card. Filoni ha evidenziato anzitutto che non si tratta di celebrare un anniversario di qualcosa di rilevante del passato, in quanto per “il Vaticano II non succede così, perché si tratta di un avvenimento vivo, che non si è esaurito”. Dopo aver ripreso la definizione missionaria della Chiesa data dal Decreto, espressa attraverso principi e definizioni teologiche di grande portata, il Prefetto del Dicastero Missionario ha rilevato come ai nostri giorni sia “evidente che la definizione missionaria della Chiesa è stata assunta in tutti i documenti ufficiali del magistero”, tuttavia si è chiesto: “possiamo affermare che il Popolo di Dio sia oggi un popolo missionario?”.<br />Il Card. Filoni ha quindi evidenziato: “Non vi è dubbio che la missionarietà ha occupato la riflessione pastorale di numerose Conferenze Episcopali, con risultati diversi… Altri episcopati tentano ora di uscire dal lungo letargo missionario nel quale hanno vissuto per secoli. Forse per questo motivo, Papa Francesco, in Evangelii gaudium, centra il suo discorso di conversione alla missione sui pastori: se questi non cambiano, sarà veramente difficile che il Popolo di Dio ne prenda coscienza”. Per arrivare all’immagine di “una Chiesa in stato di missione, di una Chiesa tutta missionaria” la strada è ancora lunga, ma “non c’è dubbio che nell’epoca postconciliare si è fatto poco per raggiungerla. La Chiesa missionaria continua ad appartenere ai missionari ad gentes o inter gentes” ha rilevato il Prefetto del Dicastero Missionario. <br />Tuttavia, a livello di coscienza missionaria dell’intero Popolo di Dio, non mancano anche elementi positivi, ha rilevato il Cardinale facendo una panoramica dei continenti. Soffermandosi quindi sullo sviluppo della missionarietà, ha ricordato: “Una prova evidente di una nuova coscienza missionaria si trova nel campo concreto dell’attività missionaria, nella missionarietà della comunità cristiana. E’ un agire che non è più unidirezionale, dal Nord al Sud, dai ricchi ai poveri; si tratta, infatti, di un agire communionale, dove tutti hanno qualcosa da dare e qualcosa da ricevere, sia all’interno delle chiese, sia in ordine a portare il Vangelo ai non cristiani. Sia, dunque, la missione interna, sia la missione ad gentes hanno acquistato dimensioni globali, di tutta la Chiesa per tutto il mondo”.<br />Nell’ultima parte della sua conferenza, il Prefetto del Dicastero Missionario ha parlato della cooperazione missionaria: “frutto di una coscienza missionaria, non si limita a una partecipazione individuale nella varietà di azioni missionarie; si tratta di un coinvolgimento di tutto il Popolo; è un operare comune. Si parla sempre del soggetto che coopera donando; è lui il protagonista in quanto donatore. Dall’altra parte si trova colui che riceve e che non è mai visto come cooperatore. Chi dà coopera, chi riceve è mero soggetto passivo. Tuttavia, questo non manifesta una autentica struttura communionale cristiana. In questa tutti danno e tutti ricevono; ognuno mette in comune ciò che ha e ognuno partecipa dei doni del fratello, sui quali poggia la beatitudine di chi riceve”.<br />Nelle conclusioni il Card. Filoni ha affermato tra l’altro: “Dalla pubblicazione del Decreto Ad gentes fino all’Esortazione Evengelii gaudium, è trascorso mezzo secolo, nel quale l’attività missionaria della Chiesa non si è fermata. In realtà, la Chiesa non sa fare altro, se non annunciare la Buona Novella. Tuttavia, la solenne proclamazione conciliare sulla Chiesa missionaria per natura non è stata ancora accolta nella sua pienezza dalla totalità del Popolo di Dio. E questa dovrebbe essere la grazia più grande che questo Popolo può ricevere e l’unica azione richiestagli per essere fedele alla sua identità”. <br/><strong>Link correlati</strong> :<a href="http://www.fides.org/ita/attachments/view/file/C.Fil_A_50_anni_del_Decreto_-_Burgos.docx http://www.fides.org/spa/attachments/view/file/C.Fil_BURGOS_Card_FILONI_Semana_Misionologia.docx">Il testo integrale della conferenza, in italiano Il testo integrale della conferenza, in spagnolo</a>Tue, 07 Jul 2015 10:38:12 +0200AMERICA/PANAMA - Assemblea Plenaria dei Vescovi: difesa del matrimonio, della famiglia e del creato, riconciliazione, corruzione e giustiziahttp://www.fides.org/it/news/58005-AMERICA_PANAMA_Assemblea_Plenaria_dei_Vescovi_difesa_del_matrimonio_della_famiglia_e_del_creato_riconciliazione_corruzione_e_giustiziahttp://www.fides.org/it/news/58005-AMERICA_PANAMA_Assemblea_Plenaria_dei_Vescovi_difesa_del_matrimonio_della_famiglia_e_del_creato_riconciliazione_corruzione_e_giustiziaPanama – "Noi Vescovi della Chiesa cattolica di Panama ci siamo incontrati in Assemblea Plenaria dal 29 giugno al 3 luglio 2015, per discutere, riflettere e illuminare la realtà ecclesiale e sociale del paese": inizia così il testo conclusivo dell’Assemblea, pervenuto a Fides da una fonte locale, che sviluppa in 4 punti i principali temi affrontati. Di seguito alcuni passaggi significativi di ogni punto:<br />1. Incontro Mondiale delle Famiglie e Sinodo. "Siamo tenuti a difendere l'istituzione della famiglia e del matrimonio, la cellula fondamentale della società. Questa difesa è responsabilità di tutti, specialmente di coloro che esercitano il potere pubblico, così come la società civile, compresi i membri della Chiesa cattolica e di tutte le confessioni religiose".<br />2. Anno Santo della Misericordia e riconciliazione nazionale. "Questo anno di grazia ci aiuterà a costruire un Panama sui sentieri del perdono e della riconciliazione tra tutti. Sappiamo che non possiamo costruire la pace senza la verità e la giustizia, così le persone e i popoli, non possiamo vivere nella falsità e nella menzogna".<br />3. Nuovo Enciclica di Papa Francesco. "In questo territorio panamense stiamo già vivendo gli effetti del cambiamento climatico, a causa della crisi ecologica dovuta alla devastazione delle foreste, all'utilizzo di prodotti altamente nocivi nell'agricoltura, all'esaurimento delle fonti d'acqua, tra molti altri. Facciamo nostro il richiamo del Papa sulla ‘sfida urgente di proteggere la nostra casa comune’.”<br />4. Corruzione, giustizia. "I casi di corruzione che sono stati resi pubblici, derivanti dalla cupidigia e dall'avidità umana, hanno provocato allarme e grande preoccupazione in molti settori. Questi casi hanno alterato il normale sviluppo delle attività economiche nel nostro paese, nella misura in cui hanno seminato sfiducia sociale e le istituzioni del governo ne sono state gravemente colpite.<br />Tuttavia il paese non dovrebbe paralizzarsi davanti a questi fatti, i processi dovrebbero seguire il loro corso, le istituzioni della giustizia devono fare il loro lavoro per ricostruire la fiducia persa.<br />Dobbiamo continuare a insistere sul lavoro per la formazione delle coscienze e la formazione alla leadership, sulla cultura dell'onestà e della trasparenza, di ciò che è etico e legale, per contribuire al bene comune, cercando i mezzi per denunciare e combattere tutte le forme di corruzione".<br /> Tue, 07 Jul 2015 09:44:37 +0200AFRICA/NIGER - Il noma colpisce gravemente i bambini più poveri e malnutritihttp://www.fides.org/it/news/58004-AFRICA_NIGER_Il_noma_colpisce_gravemente_i_bambini_piu_poveri_e_malnutritihttp://www.fides.org/it/news/58004-AFRICA_NIGER_Il_noma_colpisce_gravemente_i_bambini_piu_poveri_e_malnutritiNiamey – La malnutrizione severa in Niger continua a spianare la strada ad una malattia generata da mancanza di igiene, fame e povertà. Si tratta del noma, che provoca la distruzione dei tessuti ossei e molli del viso. Attualmente colpisce soprattutto i bambini della fascia di età tra 2 e 6 anni che vivono nelle regioni più povere del mondo. “E’ una malattia che si sviluppa in maniera molto rapida”, si legge in una nota della Fondazione caritativa svizzera Sentinelles impegnata in Niger. La necrosi si sviluppa in 72 ore. Secondo le Nazioni Unite, la malnutrizione in Niger è in gran parte causata dalla mancanza di nutrienti essenziali per i bambini, che indebolisce il loro sistema immunitario contro malattie comuni. La malnutrizione causa ogni anno nel Paese la morte di 4/6 mila bambini. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, molti Paesi africani e sudamericani contano casi di infezione, ma il Niger conta gran parte delle 140/180 mila vittime che si registrano ogni anno in tutto il mondo. Mon, 06 Jul 2015 12:31:17 +0200AFRICA/NIGERIA - Nuovi attentati di Boko Haram: presi di mira una moschea e una chiesa protestantehttp://www.fides.org/it/news/58003-AFRICA_NIGERIA_Nuovi_attentati_di_Boko_Haram_presi_di_mira_una_moschea_e_una_chiesa_protestantehttp://www.fides.org/it/news/58003-AFRICA_NIGERIA_Nuovi_attentati_di_Boko_Haram_presi_di_mira_una_moschea_e_una_chiesa_protestanteAbuja – E’ almeno di 44 morti e 48 feriti il bilancio provvisorio del duplice attentato perpetrato domenica 5 luglio a Jos, capitale dello Stato di Plateau , attribuito a Boko Haram La prima esplosione è avvenuta alle nove e un quarto di sera nei pressi della locale università. La seconda poco dopo, nei pressi della moschea nel quartiere di Yantaya, dove predica l’Imam Sani Yahaya Jingir, da tempo schierato contro il gruppo islamista.<br />Poche ore prima a Potiskum, importate città commerciale nello Stato di Yobe, un attentatore suicida si era fatto esplodere nella Redeemed Christian Church of God, uccidendo 5 fedeli. Mon, 06 Jul 2015 12:20:00 +0200AMERICA/HONDURAS - Ancora manifestazioni contro la corruzione, mentre altri scandali vengono alla lucehttp://www.fides.org/it/news/58002-AMERICA_HONDURAS_Ancora_manifestazioni_contro_la_corruzione_mentre_altri_scandali_vengono_alla_lucehttp://www.fides.org/it/news/58002-AMERICA_HONDURAS_Ancora_manifestazioni_contro_la_corruzione_mentre_altri_scandali_vengono_alla_luceTegucigalpa – "La Conferenza Episcopale, rappresentando il popolo cattolico pellegrino in Honduras, si unisce a tutti coloro che lottano per un paese migliore e proclama che non potrà esserci la pace senza la giustizia sociale, la fraternità senza la riconciliazione, la solidarietà senza la compassione con i più poveri, l'armonia sociale senza togliere definitivamente l'impunità, né il progresso senza cacciare la corruzione che tanto male arreca a tutti": così affermava il documento dei Vescovi pubblicato il 2 luglio e poco dopo è venuto alla luce un enorme scandalo di corruzione.<br />Ieri, 5 luglio, le principali agenzie informavano che la vicepresidente del Congresso, Lena Gutiérrez, è agli arresti domiciliari insieme a suo padre e a due fratelli, con l’accusa di corruzione e di frode ai danni dello stato. Secondo l’accusa la Gutiérrez, proprietaria di un’azienda farmaceutica, ha venduto farmaci a prezzi maggiorati al ministero della salute e anche medicine scadute e adulterate. <br />La popolazione è scesa in piazza a Tegucigalpa, per chiedere le dimissioni del governo e del Presidente Juan Orlando Hernández. L’opposizione chiede che sia aperta un’inchiesta indipendente sullo scandalo della corruzione che ha coinvolto alcuni funzionari dell’Istituto per la sicurezza sociale, ma il Presidente ha negato di essere personalmente coinvolto nella vicenda. <br /> Mon, 06 Jul 2015 11:52:19 +0200AMERICA/VENEZUELA - Isolate 35 mila persone per le inondazioni, altre 25 mila a rischiohttp://www.fides.org/it/news/58001-AMERICA_VENEZUELA_Isolate_35_mila_persone_per_le_inondazioni_altre_25_mila_a_rischiohttp://www.fides.org/it/news/58001-AMERICA_VENEZUELA_Isolate_35_mila_persone_per_le_inondazioni_altre_25_mila_a_rischioSan Fernando de Apure – Le incessanti inondazioni, causate dalle piogge iniziate tre settimane fa, hanno lasciato isolate circa 35 mila persone a Guasdualito, città nello Stato venezuelano di Apure. Le famiglie colpite sono 9 mila. Lo straripamento dei fiumi Arauca e Sarare ha inondato il 90% delle zone. La mancanza di corrente elettrica e di mezzi di trasporto mantiene la popolazione isolata e costringe molti ad evacuare. Diverse famiglie si rifiutano di lasciare le proprie abitazioni e il governo della regione provvede a portare soccorsi in canoa. Inoltre tre aerei militari da trasporto hanno portato all’aeroporto locale 28 tonnellate di generi alimentari, 15 mila litri di acqua, medicine e altri generi per far fronte all’emergenza. Nello Stato di Táchira oltre 12 mila persone che vivono in villaggi e frazioni potrebbero rimanere isolate se continuerà a cedere il tratto di strada tra San Cristóbal e la parrocchia Francisco Romero Lobo. Mon, 06 Jul 2015 11:48:10 +0200AFRICA/BURUNDI - Spaccature nel partito presidenziale e nell’esercito sul terzo mandato di Nkurunzizahttp://www.fides.org/it/news/58000-AFRICA_BURUNDI_Spaccature_nel_partito_presidenziale_e_nell_esercito_sul_terzo_mandato_di_Nkurunzizahttp://www.fides.org/it/news/58000-AFRICA_BURUNDI_Spaccature_nel_partito_presidenziale_e_nell_esercito_sul_terzo_mandato_di_NkurunzizaBujumbura - Il Burundi appare sempre più diviso, visto che appaiono spaccature anche all’interno del partito presidenziale CNDD-FDD. “Il Presidente dell’Assemblea, Pie Ntavyohanyuma, e il Vice Presidente, Gervais Rufyikiri, entrambi del CNDD-FDD, e rifugiatisi all’estero hanno scritto una lettera alla Comunità dell’Africa dell’Est , nella quale respingono l’ipotesi di un terzo mandato per il Presidente Pierre Nkurunziza” dicono all’Agenzia Fides fonti locali da Bujumbura, che per sicurezza chiedono l’anonimato. <br />L’EAC ha tenuto un vertice dedicato alla crisi in Burundi che è stato però disertato da Nkurunziza.<br />“La situazione è calma, ma si avverte la tensione mentre si avvicina la data delle elezioni presidenziali del 15 luglio” proseguono le nostre fonti.<br />Le elezioni locali e legislative del 29 giugno, boicottate dall’opposizione sono state dichiarate dall’Onu viziate da intimidazioni e violenze. “La milizia legata al partito al potere intimidiva gli elettori perché andassero a votare nonostante gli appelli dell’opposizione a boicottare il voto” confermano le nostre fonti. “Comunque molti elettori non hanno votato e diversi tra chi lo ha fatto, nel segreto dell’urna hanno votato contro il partito al potere”. Tra le persone minacciate di morte e costrette a fuggire all’estero ci sono anche quattro sacerdoti cattolici. <br />“Le divisioni attraversano anche esercito e polizia. I militari contrari al terzo mandato del Presidente uscente sono l’80% mentre tra i poliziotti questa percentuale scende al 60%. Purtroppo sembra esserci la volontà di risolvere la crisi con la violenza, come minacciato dagli ex golpisti che hanno annunciato che se Nkurunziza non se ne va spontaneamente, lo cacceranno manu militari” concludono le fonti. Mon, 06 Jul 2015 11:36:03 +0200ASIA/LIBANO - Il Patriarca maronita: la tempesta passerà, e i cristiani rimarranno in Medio Orientehttp://www.fides.org/it/news/57999-ASIA_LIBANO_Il_Patriarca_maronita_la_tempesta_passera_e_i_cristiani_rimarranno_in_Medio_Orientehttp://www.fides.org/it/news/57999-ASIA_LIBANO_Il_Patriarca_maronita_la_tempesta_passera_e_i_cristiani_rimarranno_in_Medio_OrienteBeirut - I cristiani del Medio Oriente non fuggiranno dalla loro terra, che è la terra in cui è nato Gesù, se davvero avranno il dono di veder custodita la propria fede come esperienza dell'amore di Cristo. Ne è convinto il Patriarca maronita Boutros Bechara Rai, che ha espresso tale fiduciosa speranza durante la Messa celebrata ieri davanti ai ragazzi e alle ragazze del primo Global Forum della Gioventù maronita, il meeting di giovani provenienti soprattutto dalle comunità maronite sparse nel mondo, venuti in Libano per prendere parte ad una serie di incontri, conferenze e iniziative sociali e culturali. <br />Anche nella precedente giornata di sabato 4 luglio, il Primate della Chiesa maronita aveva espresso parole di incoraggiamento sul futuro dei cristiani mediorientali durante la sua visita alle chiese e ai monasteri del distretto di Matn. “Non c'è da aver paura. La tempesta passerà” ha dichiarato in quell'occasione il Card. Rai, aggiungendo che “l'importante è rimanere radicati nella fede e non arrendersi”. Nella stessa giornata, il Patriarca maronita ha visitato anche il campo profughi palestinese di Dbayeh, criticando in tale circostanza l'immobilismo della comunità internazionale davanti alla tragedia dei rifugiati palestinesi che da tre generazioni vivono nei campi profughi sparsi in Libano, spesso in condizioni disumane. .Mon, 06 Jul 2015 11:14:29 +0200ASIA/CAMBOGIA - Un nuovo sacerdote nella Chiesa di Phnom Penh: fioriscono le vocazionihttp://www.fides.org/it/news/57998-ASIA_CAMBOGIA_Un_nuovo_sacerdote_nella_Chiesa_di_Phnom_Penh_fioriscono_le_vocazionihttp://www.fides.org/it/news/57998-ASIA_CAMBOGIA_Un_nuovo_sacerdote_nella_Chiesa_di_Phnom_Penh_fioriscono_le_vocazioniPhnom Penh – La Chiesa di Phnom Penh ha accolto un nuovo sacerdote diocesano, padre Pierre Sok Na. Come riferisce a Fides il Vicario apostolico, Sua Ecc. Mons. Olivier Schmitthaeusler, MEP, il nuovo prete opererà nell’area sud di Phnom Penh. “Rendiamo grazie a Dio per questo dono e chiediamo al Signore di riempire col suo amore il suo ministero di servizio e di amore per i fedeli, ma anche per tutti coloro che cercano la luce, la pace e la misericordia nelle loro vite spezzate” dice a Fides il Vicario Apostolico.<br />Il nuovo sacerdote è stato ordinato il 27 giugno. I fedeli del Vicariato si sono riuniti per una speciale “notte di preghiera per le vocazioni”. “Certamente il Signore ascolta la preghiera di coloro che implorano” nota mons. Schmitthaeusler.<br />Il Vicariato di Phnom Penh ha ordinato, a partire dal 2001, tre sacerdoti cambogiani. E le vocazioni non mancano. “A settembre 2015 avremo tre seminaristi al secondo anno e due al terzo anno” ricorda. La formazione dei seminaristi è distribuita su un ciclo di sei anni ed è garantita in lingua cambogiana da numerosi sacerdoti missionari: “Costoro si rendono disponibili per questo servizio di vitale importanza per la costruzione della Chiesa locale” prosegue il Vicario.<br />“Non va dimenticata la nostra Scuola di formazione per i laici – aggiunge – dove 50 adulti battezzati vengono a formarsi su teologia, spiritualità, storia, Bibbia, etica e dottrina sociale per rafforzare la loro fede. Questa è la nostra Chiesa che getta un seme per il suo futuro”.<br />Inoltre nei mesi di luglio e agosto i giovani cattolici parteciperanno alla Giornata della Gioventù organizzata dalla Conferenza Episcopale di Laos e Cambogia dal 10 al 16 agosto in Cambogia, mentre dal 20 al 23 agosto a Sihanoukville si terrà un campo per i giovani dedicato al tema della vocazione. Mon, 06 Jul 2015 11:12:49 +0200AFRICA/EGITTO - La chiesa copta dei santi Antonio e Paolo distribuisce viveri ai poveri musulmani per il Ramadanhttp://www.fides.org/it/news/57997-AFRICA_EGITTO_La_chiesa_copta_dei_santi_Antonio_e_Paolo_distribuisce_viveri_ai_poveri_musulmani_per_il_Ramadanhttp://www.fides.org/it/news/57997-AFRICA_EGITTO_La_chiesa_copta_dei_santi_Antonio_e_Paolo_distribuisce_viveri_ai_poveri_musulmani_per_il_RamadanIl Cairo – La chiesa copta ortodossa dei Santi Antonio e Paolo, nel distretto egiziano di Nasser sta curando la distribuzione settimanale di pacchi viveri a centinaia di famiglie povere musulmane in occasione del Ramadan, il mese sacro dei musulmani particolarmente connotato dalla pratica del digiuno unito alla preghiera. Lo riferiscono fonti copte consultate dall'Agenzia Fides. I pacchi viveri offerti dalla parrocchia copta vengono distribuiti in collaborazione con la locale moschea, e la sinergia tra imam, monaci e sacerdoti e cristiani laici contribuisce a rafforzare i legami di familiarità e solidarietà che rappresentano un antidoto efficace alla predicazione settaria e alle manovre dei gruppi integralisti. <br />La scelta di distribuire in maniera mirata beni di prima necessità ai musulmani più poveri segna un cambiamento rispetto al passato, quando durante il Ramadan le comunità cristiane organizzavano cene e momenti conviviali da condividere con i musulmani alla fine del digiuno quotidiano. <br />“In realtà - spiega all'Agenzia Fides Anba Antonios Aziz Mina, Vescovo copto cattolico di Guizeh - quei banchetti serali negli ultimi tempi si erano trasformati in momenti troppo formali, e cominciava a calare la partecipazione. Così molte comunità cristiane hanno avuto la felice idea di utilizzare i fondi prima destinati a tali cene per interventi a favore dei musulmani poveri. Una scelta che mi sembra molto appropriata, anche alla luce della crisi economica che colpisce fasce sempre più ampie della popolazione, in maniera feroce”. .Mon, 06 Jul 2015 11:11:51 +0200ASIA/NEPAL - Terremoto: l’aiuto delle congregazioni religiosehttp://www.fides.org/it/news/57996-ASIA_NEPAL_Terremoto_l_aiuto_delle_congregazioni_religiosehttp://www.fides.org/it/news/57996-ASIA_NEPAL_Terremoto_l_aiuto_delle_congregazioni_religioseKathmandu – E’ un forte impegno quello messo in campo dalle congregazioni religiose presenti in Nepal in favore delle vittime del sisma del 25 aprile. Come riferisce una nota inviata a Fides dal Vicariato Apostolico del Nepal, tra gli ordini più attivi c'è la “Congregazione delle Suore di Gesù” che a Gorkha e Kathmandu hanno aperto le loro strutture e le scuole mettendole a disposizione degli sfollati. Inoltre, nell'ambito delle operazioni di soccorso, la Scuola di Santa Maria a Kathmandu tramite l'aiuto di genitori, studenti, ex studenti e personale, ha organizzato gli aiuti per sei villaggi più colpiti intorno alla valle di Kathmandu, fornendo beni di prima necessità.<br />Anche i Gesuiti del “Nepal Jesuit Social Institute” hanno organizzato campi medici e distribuito materiali di soccorso nelle aree più colpite, avviando progetti di riabilitazione e ricostruzione. L'Istituto ha avviato l’ “Earthquake Relief and Rehabilitation Programm Nepal” per servire i sopravvissuti al terremoto e rafforzare la speranza tra loro. In particolare il NJSI ha fornito a 23 scuole materiali didattici, mobili, articoli di cancelleria, libri, per oltre 2.200 studenti, operando nei nove distretti maggiormente colpiti dal sisma, dove ha sostenuto più di 6.827 famiglie, per un complesso di oltre 30.000 persone. Altro settore di impegno del gesuiti è quello dell’agricoltura: si aiutano i contadini fornendo sementi e utensili.<br />Tra le atre congregazioni impegnate sul terreno, c’è anche la “Congregazione dei Padri di S. Teresa” che si è concentrata soprattutto sull’aiutare la popolazione indigena dei chepang. Una speciale Commissione per la riabilitazione ha preparato un programma di soccorso, mentre religiosi e volontari della congregazione lavorano instancabilmente nella solidarietà, anche grazie alla partnership con l'arcidiocesi di Mumbai, in India. Finora hanno aiutato oltre 2.100 famiglie indigene. Mon, 06 Jul 2015 10:34:36 +0200