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AFRICA/SOMALIA - Il peso dei clan si fa ancora sentire: impedito al Presidente somalo di atterrare nella capitale “provvisoria” della Somalia

Mogadiscio (Agenzia Fides)- Non è ancora tornato nel suo Paese Abdullahi Yusuf, Presidente della Somalia che era partito ieri da Nairobi, capitale del Kenya per alla volta del Qatar, ed altri paesi del Golfo, in vista di consultazioni panarabe.
Nel corso del suo viaggio è prevista, una sosta a Jowhar, circa 70 km. a nord di Mogadiscio, dove probabilmente siederanno le nuove istituzioni in attesa che Mogadiscio dia garanzie di sicurezza. L’aereo di Yusuf è in effetti atterrato a Gibuti, ufficialmente per motivi tecnici, perché l’aeroporto di Jowhar non è attrezzato per l’atterraggio notturno.
“In realtà si sta negoziando con i clan locali per permettere al Presidente Yussuf di trascorrere qualche ora in quella che dovrebbe diventare la capitale provvisoria della Somalia” dicono all’Agenzia Fides fonti locali. In effetti per impedire l’insediamento del nuovo governo a Jowhar vi erano stati violenti scontri nei pressi della città (vedi Fides 1°giugno 2005).
A Mogadiscio infatti vi sono già un centinaio di deputati, tra cui il presidente del parlamento Hassan Aden. In teoria una minoranza: ma i deputati somali -che non sono stati eletti ma scelti dai clan- più che contarsi, si pesano. Ed i cento di Mogadiscio pesano moltissimo, capeggiati come sono da alcuni influenti signori della guerra, che sono anche, almeno in teoria, ministri di rilievo del governo unitario federale di transizione. I cento di Mogadiscio dichiarano che stanno sciogliendo le milizie e che garantiscono la sicurezza anche dai colpi di coda della forte opposizione islamica presente nella capitale. Quello che è certo, è che Mogadiscio la controllano completamente, e che lì il presidente Yusuf -un vecchio combattente, a sua volta signore della guerra e Presidente del Puntland, strategica regione del nord est- in pessimi rapporti con i clan della capitale, sarebbe molto poco sicuro, o quantomeno, almeno di fatto, sotto costante controllo militare. (L.M.) (Agenzia Fides 14/6/2005 righe 28 parole 330)

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