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AMERICA/CILE - La Conferenza Episcopale Cilena, ricordando la voce profetica di Giovanni Paolo II, manifesta preoccupazione per l’ingiustizia, la povertà persistente, le differenze sociali, mentre l’equità e la globalizzazione della solidarietà “continuano ad attendere risposte”

Santiago del Cile (Agenzia Fides) - La Conferenza Episcopale Cilena, a conclusione della sua 89ª Assemblea Plenaria svolta a Punta di Tralca dal 18 al 22 aprile, ha stilato una dichiarazione intitolata “Abbiamo visto il Signore”, ispirandosi al racconto evangelico dei Discepoli di Emmaus. Il documento è articolato in 3 capitoli (“Tempo di Pasqua”, “Mentre parlavano, Gesù stesso si avvicinò e proseguì con loro”, “Resta con noi Signore”) e raccoglie in sintesi riflessioni, preoccupazioni e speranze per il popolo cileno.
I Vescovi, sottolineando la gioia del tempo pasquale che scaturisce dalla risurrezione di Gesù, ricordano con stupore e commozione la Pasqua di Giovanni Paolo II: “La vita e il magistero di Giovanni Paolo è stato un grande dono per la Chiesa e per il mondo. Nelle sue parole e nei suoi gesti, abbiamo riconosciuto le parole e i gesti di Gesù”. Affermano poi che l'elezione del Successore di Pietro, Sua Santità Benedetto XVI, li ha riempiti di speranza, di gioia e di fiducia, poiché Egli è stato costituito come “roccia” sulla quale si edifica l'unità della Chiesa e, contemporaneamente, è il garante della fede dei fratelli.
Nel messaggio vengono sottolineati, da una parte alcuni segni vigorosi di vita nella realtà del popolo cileno (maggiore accesso alla giustizia, accordi che sembravano impossibili, crescita economica e sviluppo strutturale, più equità nell’educazione, ecc), dall’altra, rammentando la voce profetica di Giovanni Paolo II, i Vescovi esprimono la loro “preoccupazione per i fratelli e sorelle che soffrono l'ingiustizia di un salario o di una pensione insufficienti, gli effetti di una povertà persistente. Nel nostro paese le differenze sociali, rese evidenti dalla qualità delle case, dall’accesso ai beni di consumo, dalla sanità, dall’educazione, dagli stipendi, ecc, raggiungono livelli scandalosi, mentre l’equità e la globalizzazione della solidarietà continuano ad essere una sfida che ancora attende risposte urgenti”. I Vescovi sollecitano ad incentivare i programmi orientati a superare la povertà e ad instaurare percorsi di maggiore equità.
A chiusura della loro dichiarazione, i Pastori della Chiesa cilena rilevano che l’Eucaristia celebrata nella comunità sprona verso un impegno attivo nell’edificazione di una società più equa e fraterna. Allo stesso tempo la figura gigantesca di Padre Hurtado e la sua canonizzazione - puntualizzano i Vescovi - “costituisce uno stimolo poderoso per rendere presente ai nostri giorni gli ideali di santità, di fraternità e di giustizia sociale che l'hanno ispirato durante tutta la sua vita”. (R.Z.) (Agenzia Fides 28/4/2005, righe 28, parole 391)

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Il testo integrale della Dichiarazione, in lingua spagnola
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