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AFRICA/COSTA D’AVORIO - Si parla di disarmo, ma gli aerei e gli elicotteri da combattimento tornano a volare

Abidjan (Agenzia Fides)- Mentre continua la mediazione del Presidente sudafricano Thabo Mbeki, tornano a volteggiare sui cieli della capitale politica della Costa d’Avorio, Yamoussoukro, gli aerei e gli elicotteri da guerra ivoriani danneggiati nel novembre scorso durante la rappresaglia delle forze francesi per l’uccisione di 9 soldati di Parigi. Giungono quindi segnali contradditori dalla Costa d’Avorio, paese che sta attraversano la crisi politica più lunga della sua storia, cominciata nel settembre 2002, quando dopo una fallita rivolta militare, i ribelli, riuniti sotto la sigla “Forze Nuove”, hanno conquistato la parte settentrionale, spaccando il paese in due.
Ieri, domenica 23 gennaio, sono giunti in Sudafrica i rappresentanti dell’opposizione e delle Forze Nuove per colloqui con il Presidente sudafricano Mbeki, mediatore dell’Unione Africana. Guillaume Soro, segretario generale delle Forze Nuove, ha dichiarato che “bisogna costruire un clima di fiducia per potere procedere al disarmo” facendo appello alla comunità internazionale perché dimostri che sia capace di mettere fine alla guerra.
Nel frattempo, l’aviazione ivoriana ha rimesso in grado di volare un elicottero “cannoniera” Mil Mi 24 Hind e un aereo da attacco “Strikemaster”, sotto il controllo delle Forze delle Nazioni Unite in Costa d’Avorio (ONUCI). Osservatori delle Nazioni Unite hanno supervisionato il volo controllando che gli apparecchi non fossero armati. Nel novembre scorso, aerei ed elicotteri ivoriani furono gravemente danneggiati dalle forze francesi dell’operazione “Licorne”, dopo che due Sukhoi SU 25 delle forze fedeli al Presidente Laurent Gbagbo attaccarono la caserma francese di Bouaké nel nord della Costa d’Avorio, uccidendo 9 militari e un civile statunitense.
“Un atto grave che danneggia il processo di pace” ha commentato il segretario delle Forze Nuove”, Soro, che critica l’atteggiamento dell’ONUCI. “Se è con l’avallo dell’ONUCI, delle forze imparziali, che il Presidente Gbagbo deve riparare la sua flotta, sarebbe un grave precedente per la continuazione del processo di pace. Non si può parlare di disarmo e nello stesso tempo permettere a una delle parti di riparare e acquistare armi”. (L.M.) (Agenzia Fides 24/1/2005 righe 28 parole 346)

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