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AFRICA/BURUNDI - SI AVVICINA LA PACE IN BURUNDI ? APERTI I COLLOQUI TRA GOVERNO E L’ULTIMO GRUPPO DI GUERRIGLIA CHE NON HA ANCORA DEPOSTO LE ARMI. “IL SACRIFICIO DI MONS. COURTNEY NON SARA’ VANO”.

Bujumbura (Agenzia Fides) - “Se si arrivasse ad un accordo tra governo e Forze Nazionali di Liberazione(FNL) si realizzerebbe il sogno della pace in Burundi” dicono all’Agenzia Fides fonti della Chiesa locale contattate a Bujumbura, dove cresce la speranza dopo l’avvio di nuove trattative di pace. Infatti si sono aperti ieri, domenica 18 gennaio, in Olanda, i colloqui tra una delegazione del governo Burundese, guidata dal Presidente Domitien Ndayizeye e rappresentanti del FLN, il gruppo di guerriglia che non ha ancora sottoscritto alcun accordo per mettere fine alla decennale guerra civile in atto nel paese africano.
“Si tratta solo di colloqui preliminari, ma sono comunque importanti perché segnano una svolta nell’atteggiamento dell’FNL, che finora aveva sempre rifiutato di sedersi al tavolo della trattativa” dicono le fonti contattata da Fides che per motivi di sicurezza mantengono l’anonimato. “Questo giustifica il clima di riserbo nel quale si tengono gli incontri: non si vuole che indiscrezioni possano compromettere i colloqui”.
L’FNL è stato di recente indicato dal Presidente Ndayizeye come responsabile dell’attentato nel quale ha perso la vita il Nunzio Apostolico in Burundi, Mons. Michael Aidan Courtney, ucciso il 29 dicembre scorso. “Si può supporre che i dirigenti del FNL, sentendosi sempre più isolati a causa delle accuse rivolte loro da più parti per la morte del Nunzio, abbiano deciso di sedersi al tavolo della trattativa. Si tratta solo di un’ipotesi” commentano le nostre fonti. “Siamo però convinti che il sacrificio di Mons. Courtney non sarà vano: la pace per la quale lui ha tanto lavorato può essere a portata di mano”.
La guerra civile in Burundi è esplosa nel 1993. Il conflitto coinvolge, da una parte, l’esercito governativo controllato dalla minoranza Tutsi, e dall’altra, diversi gruppi di guerriglia Hutu, l’etnia maggioritaria del paese. Alla base del conflitto, infatti, vi è la richiesta di una maggiore rappresentanza degli Hutu nelle istituzioni statali del paese. L’8 ottobre 2003 a Pretoria (Sudafrica) il Presidente burundese Domitien Ndayizeye e Pierre Nkurunziza, leader del FDD (Forze per la Difesa della Democrazia), il principale gruppo di guerriglia del paese, hanno firmato un importante accordo che pone fine alle ostilità tra l’esercito governativo e la FDD. Ora tutti si augurano che sia la volta dell’FNL. (L.M.) (Agenzia Fides 19/1/2004, righe parole

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Vedi il dossier di Fides sulla situazione in Burundi:
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