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ASIA/IRAQ - IL NATALE A BAGHDAD ALL’INSEGNA DELLA SEMPLICITÀ E DELLA PREGHIERA PER UN FUTURO MIGLIORE

Baghdad (Agenzia Fides)- “Vogliamo celebrare il Natale in modo solenne nonostante le difficoltà” dicono all’Agenzia Fides alcuni rappresentanti della Chiesa irachena. “A causa della mancanza di sicurezza, non sarà possibile celebrare la Messa di mezzanotte, non solo a Baghdad ma anche nei piccoli centri, che, fino a qualche mese fa, erano considerati relativamente sicuri. Faremo così la Veglia nelle prime ore del mattino del 25 dicembre e tutte le cerimonie saranno celebrate nel modo più solenne possibile”. I rappresentanti cristiani affermano che la Chiesa non vuole chiedere la protezione di nessuno e che si affideranno ad un servizio d’ordine costituito dagli stessi fedeli.
“Le omelie dei sacerdoti saranno rivolte alla pace, e alla richiesta di sicurezza. Il Natale dei cristiani iracheni è sempre stato all’insegna del raccoglimento e della semplicità. Non esiste la tradizione dei regali costosi. Non viviamo di certo in un clima di consumismo, tanto più oggi, con i razionamenti di benzina, nafta, gasolio ed elettricità” dicono le fonti di Fides. Tra i più colpiti dalla crisi economica vi sono gli operai che da 8 mesi sono senza lavoro. “Fortunatamente queste persone e le loro famiglie sono assistite dalla Caritas e così riusciranno a trascorre le feste natalizie in maniera decorosa” dicono le nostre fonti.
“Il regalo che i cristiani chiedono al Signore per questo Santo Natale è il ritorno della sicurezza. Purtroppo l’ordine pubblico si degrada di giorno in giorno. Chi può si arma per difendersi. La polizia arriva a delitto compiuto e più di tanto non riesce fare: la maggior parte dei crimini rimangono impuniti. Un fatto che preoccupa molto e per il quale i cristiani pregheranno a Natale, è il diffondersi della droga, specialmente tra i giovani di Baghdad. Fino a qualche mese fa, questo problema era inesistente. Ora invece si è creato un mercato che si sta diffondendo a macchia d’olio” afferma la fonte di Fides.
“Affideremo al Signore anche il problema della tratta delle ragazze, costrette a prostituirsi a forza. Molte giovani non escono più di casa per paura di essere rapite” continua la nostra fonte. “Nonostante tutto questo, non rimpiangiamo di certo il passato regime; chiediamo però alla comunità internazionale di aiutarci a risolvere al più presto questi problemi, per costruire un Iraq finalmente libero e democratico”.
(L.M.) (Agenzia Fides 22/12/2003, righe 31 parole 396)

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