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Bangui (Agenzia Fides)- "Gran parte del paese è ancora
in mano ai ribelli" dice un missionario cappuccino contatto
dall'Agenzia Fides a Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana:
Il paese africano è sconvolto da mesi da una sanguinosa
guerra civile, dopo il fallito golpe tentato da soldati fedeli
all'ex capo di stato maggiore François Bozizé. "Nelle
zone sotto il controllo ribelle, la popolazione vive nel terrore
di essere depredata e costretta ad arruolarsi a forza nelle fila
dei ribelli. Per questo diverse cittadine e villaggi si sono svuotati
e la popolazione è fuggita nella foresta. L'attività
della Chiesa ne risente pesantemente anche perché parrocchie
e missioni sono depredate dai ribelli, in cerca di cibo, denaro,
carburante e autoveicoli.
In alcuni casi, i ribelli hanno anche compiuto atti sacrileghi
contro gli arredi sacri della Chiese, con calici e ostensori profanati
in modo indegno. A questo si aggiunge la notizia che i ribelli
girano con liste di persone da arrestare, con tanto di nome e
fotografia; tra loro vi sono pure alcuni Missionari, Non sappiamo
perché se la prendono con uomini di Chiesa il cui lavoro
pastorale e umanitario è apprezzato da tutti.
Vi sono stati episodi, comunque, nei quali i ribelli hanno rispettato
i missionari, come nel caso delle Suore Carmelitane di S. Teresa
di Torino, costrette a curare alcuni ribelli feriti nella casa
di Bossentele. I guerriglieri non hanno usato violenza e hanno
preso solo un po' di denaro, prima di andarsene."
Le speranze di pace sono affidate all'opera del Vescovo Paulin
Pomodimo, Presidente della Conferenza Episcopale Centrafricana,
incaricato dal governo di mediare la pace con i ribelli: "Mons
Pomodino dopo essersi consultato con diversi leader africani"
dice la fonte dell'Agenzia Fides "si recherà tra pochi
giorni a Parigi per incontrare una rappresentanza dei ribelli.
Speriamo che, con l'aiuto di Dio, la sua missione abbia successo."
(L.M.) (Agenzia Fides 6/2/2003 EM-lines:24 Words:325)
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