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Africa - "Vergogna! No alla pena di morte!" dice Padre Tarcisio, comboniano, dal 1951 in Africa

Roma (Agenzia Fides) "Non si può separare il problema della pena di morte da quello dei diritti umani" dice all'Agenzia Fides Padre Tarcisio Agostoni, Missionario Comboniano che opera in Africa dal 1951 e che si è occupato a lungo della questione della pena di morte. "Quando uno stato si arroga il diritto di uccidere un cittadino significa che anche gli altri diritti sono in pericolo. È come un albero al quale viene tagliato il tronco e i cui rami cadono. Il tronco rappresenta il diritto alla vita e i rami tutti gli altri diritti. Come cristiani dobbiamo difendere la vita sempre e comunque. Quindi opporci alla pena di morte ci rende più credibile quando ci opponiamo all'aborto.
Grazie a Dio, in Africa vi sono stati che hanno compreso che la pena di morte non serve a nulla ed è contro i principi di umanità. Tra i paesi che hanno abolito la pena di morte vi sono Mozambico e Sudafrica, due stati che sono usciti da guerre civili terribili. È significativo che questi paesi, una volta raggiunta la pace, hanno compreso che a fondamento dello Stato vi è il rispetto della vita di ogni cittadino, anche di coloro che hanno commesso i crimini più terribili. Il Mozambico dimostra anche che la legge ha una funzione educativa. Prima, quando la pena di morte era in vigore, vi erano nel paese un gran numero di linciaggi. La gente infatti, diceva: "il delinquente che ho catturato verrà condannato a morte, perché allora aspettare, lo possiamo uccidere qui direttamente sul posto." Ora invece, con l'abolizione della pena di morte, il numero dei linciaggi è diminuito di molto. Sul piano della giustizia umana, quindi, la pena di morte non serve affatto a far diminuire i crimini. Lo so bene io che da anni frequento il braccio della morte del carcere di Kampala, in Uganda. In 10 anni il numero dei condannati è aumentato. Se la pena di morte fosse veramente un deterrente sarebbero diminuiti. Ma come possono pensare grandi nazioni come Usa e Cina, di combattere la morte con la morte, invece di opporre la vita alla morte?" (L.M.) (Agenzia Fides 29/11/2002)

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