Il 24 marzo, anniversario dell’assassinio di Mons. Oscar
A. Romero (1980), Arcivescovo di San Salvador, da quindici anni
si ricordano anche tutti i missionari che sono morti nel mondo al
servizio del Vangelo e dell’annuncio di Cristo. L’iniziativa,
nata nel 1993 ad opera del Movimento Giovanile Missionario delle
Pontificie Opere Missionarie italiane, si è estesa ormai
a diversi altri Paesi. Sull’impulso del Grande Giubileo dell’Anno
2000, oggi sono molte le diocesi e gli istituti religiosi che dedicano
un momento dell’anno a ricordare i propri missionari “martiri”,
nell’accezione più ampia di questo termine, e con essi
tutti quelli che hanno versato il sangue per la causa del Vangelo,
come documenta questo Dossier che ha raccolto informazioni dalle
Direzioni nazionali delle Pontificie Opere Missionarie diffuse nel
mondo e dai principali Istituti religiosi dediti alla missione.
Il tema scelto per questa XV Giornata di preghiera e digiuno è:
“I missionari uccisi: speranza per il mondo”. “Di
fronte ad un mondo che ha sempre più paura del futuro, di
fronte a uomini e donne che non sono più capaci di sollevare
lo sguardo e guardare in alto e di sognare, i missionari uccisi
ci invitano ad essere ancora più forti nella fede, a credere
che una nuova umanità è possibile, a sperare in un
futuro migliore - è spiegato nel sussidio preparato dal Movimento
Giovanile Missionario -. Una vita spesa per amore ha la possibilità
di trasformare le coscienze, cambiare la mentalità e la vita.
Invece che motivo di tristezza, il martirio nella Chiesa è
vissuto come fonte di forza, di energia e di speranza per continuare
sulla stessa strada di Cristo, senza nessuna altra difesa se non
il Vangelo”.
“I martiri ci danno la forza di andare avanti. Sono uomini
e donne al seguito di Cristo che hanno mostrato che il perdono e
l’amore è più forte dell’odio; con il
loro sacrificio ci indicano che il Signore è ancora oggi
risorto e vivo, colui che vince il male e la morte. Senza la loro
testimonianza il mondo sarebbe più povero e più arido,
sarebbe ancora più difficile sperare. Nelle molte oscurità
che il mondo attraversa, i martiri brillano come le stelle e con
la loro testimonianza illuminano il cammino dell’umanità
verso la luce che è Cristo. Attraverso il ricordo e il sacrificio
dei missionari uccisi per il vangelo, si rende presente oggi la
passione, morte e risurrezione di Gesù Cristo, fonte e sorgente
della speranza per il mondo.”
Dossier Fides - XV Giornata di preghiera e digiuno per i Missionari uccisi - 24 marzo 2007 >>
