il Concistoro che si è tenuto nei giorni scorsi per la
nomina di quindici nuovi Cardinali è stata un’intensa
esperienza ecclesiale, che ci ha permesso di gustare la ricchezza
spirituale della collegialità, del ritrovarsi insieme tra
fratelli di diverse provenienze, tutti accomunati dall’unico
amore per Cristo e per la sua Chiesa. Abbiamo rivissuto in qualche
modo la realtà della comunità cristiana iniziale,
riunita intorno a Maria, Madre di Gesù, e a Pietro, per accogliere
il dono dello Spirito ed impegnarsi a diffondere il Vangelo nel
mondo intero. La fedeltà a questa missione fino al sacrificio
della vita è un carattere distintivo dei Cardinali, come
attesta il loro giuramento e come è simboleggiato dalla porpora,
che ha il colore del sangue.
Per una provvidenziale coincidenza, il Concistoro si è svolto
nella giornata del 24 marzo, in cui si sono commemorati i missionari
che nell’anno trascorso sono caduti sulle frontiere dell’evangelizzazione
e del servizio all’uomo in diverse parti della terra. Il Concistoro
è stato così un’occasione per sentirci più
che mai vicini a tutti quei cristiani che soffrono persecuzione
a causa della fede. La loro testimonianza, di cui quotidianamente
ci giunge notizia, e soprattutto il sacrificio di quanti sono stati
uccisi ci è di edificazione e di sprone a un impegno evangelico
sempre più sincero e generoso. Il mio pensiero si rivolge,
in modo particolare, a quelle comunità che vivono nei Paesi
dove la libertà religiosa manca o, nonostante la sua affermazione
sulla carta, subisce di fatto molteplici restrizioni. Ad esse invio
un caloroso incoraggiamento a perseverare nella pazienza e nella
carità di Cristo, seme del Regno di Dio che viene, anzi,
che è già nel mondo A quanti operano al servizio del
Vangelo in tali difficili situazioni, desidero esprimere la più
viva solidarietà a nome di tutta la Chiesa, ed insieme assicurare
il mio quotidiano ricordo nella preghiera.
